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	<title>Antonella La Mantia, Autore presso lafrecciaweb.it</title>
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		<title>Max from Gabin e “Walking, Moving, Loving Living”: il nuovo viaggio musicale di Max Bottini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonella La Mantia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Jun 2026 14:00:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4363.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4363.png 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4363-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4363-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>Max Bottini racconta il percorso che ha dato forma a “Walking, Moving, Loving Living” e il significato di questo nuovo progetto. L’intervista di Antonella La Mantia Musicista, compositore, produttore e&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/06/27/max-from-gabin-e-walking-moving-loving-living-il-nuovo-viaggio-musicale-di-max-bottini/">Max from Gabin e “Walking, Moving, Loving Living”: il nuovo viaggio musicale di Max Bottini</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Max Bottini racconta il percorso che ha dato forma a “Walking, Moving, Loving Living” e il significato di questo nuovo progetto. L’intervista di Antonella La Mantia</em></p>
<p>Musicista, compositore, produttore e bassista, <strong>Max Bottini </strong>è una figura che ha attraversato oltre quattro decenni di musica italiana e internazionale, costruendo un percorso artistico caratterizzato da una continua ricerca sonora e da una naturale predisposizione alla contaminazione tra generi. Dalla formazione musicale nei vicoli di Trastevere ai palchi blues europei, Bottini ha costruito negli anni un linguaggio personale alimentato da ascolti, studio e continua curiosità, fino a diventare uno dei protagonisti di una delle esperienze italiane più apprezzate nel panorama internazionale: i Gabin.<br />
I Gabin sono stati infatti uno dei nomi italiani capaci di <strong>lasciare un segno riconoscibile</strong> nella scena internazionale tra lounge, nu jazz, soul ed elettronica. Con un suono elegante, cinematografico e immediatamente identificabile, il progetto fondato da Max Bottini e Filippo Clary ha portato la musica italiana ben oltre i confini nazionali, costruendo un immaginario sofisticato che ha trovato spazio nei club, nelle radio, nel cinema e nella televisione. Non semplicemente una band, ma un laboratorio sonoro che ha contribuito a definire un preciso modo di intendere la contaminazione tra groove, melodia e produzione.</p>
<div class="wp-block-image">
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</div>
<p>Da quell’esperienza nasce oggi <strong>Max from Gabin, il nuovo progetto artistico di Max Bottini</strong>. Una scelta che non rappresenta una rottura con il passato, piuttosto la naturale evoluzione di un percorso iniziato anni fa e mai realmente interrotto. Con questo nuovo capitolo, Bottini raccoglie l’eredità artistica costruita con i Gabin e la rielabora attraverso una prospettiva più personale, mantenendo intatta la propria cifra stilistica ma aprendosi a nuove possibilità espressive.<br />
Il suo album “<strong>Walking, Moving, Loving Living</strong>”, pubblicato il 24 aprile 2026 per Irma Records, si muove lungo coordinate che richiamano la raffinatezza e l’eleganza sonora dei Gabin, pur sviluppando una narrazione più intima e contemporanea. Un lavoro che riflette la <strong>maturità artistica di Bottini</strong> e la volontà di raccontarsi attraverso una scrittura più diretta, senza rinunciare a quella dimensione internazionale che ha sempre caratterizzato la sua musica.<br />
Il disco raccoglie dodici tracce e attraversa con naturalezza lounge, acid jazz ed elettronica, mantenendo nel basso elettrico il proprio centro espressivo. È proprio attorno a questo strumento che Bottini costruisce un<strong> lavoro sfaccettato</strong>, capace di tenere insieme atmosfere morbide, pulsazioni ritmiche e un gusto produttivo che guarda al passato senza cedere alla nostalgia.<br />
Dietro questo progetto c’è il percorso di un artista che ha saputo attraversare esperienze molto diverse tra loro, mantenendo sempre una forte coerenza musicale. Alla formazione musicale nei vicoli di Trastevere si è aggiunta l’<strong>esperienza internazionale</strong> nella produzione pop e dance, fino alla nascita dei Gabin e alla loro affermazione globale.<br />
Il successo del progetto Gabin ha segnato una fase fondamentale della sua carriera. Bottini ha proseguito il proprio percorso negli Stati Uniti, dedicandosi alla c<strong>omposizione per film e serie televisive </strong>e sviluppando parallelamente una nuova identità artistica.<br />
Abbiamo avuto il piacere di intervistare l’artista, approfondendo i passaggi, le scelte e le motivazioni che hanno accompagnato la nascita di questo nuovo lavoro.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" class="wp-image-110747" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/06/P1004166@Fauno-683x1024.jpeg" sizes="(max-width: 683px) 100vw, 683px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/06/P1004166@Fauno-683x1024.jpeg 683w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/06/P1004166@Fauno-200x300.jpeg 200w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/06/P1004166@Fauno-768x1152.jpeg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/06/P1004166@Fauno-1024x1536.jpeg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/06/P1004166@Fauno-1365x2048.jpeg 1365w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/06/P1004166@Fauno-scaled.jpeg 1707w" alt="" width="683" height="1024" /></figure>
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<p><strong>Dopo l’esperienza internazionale dei Gabin hai scelto di intraprendere un nuovo percorso con Max from Gabin. Un progetto che, come racconti anche nel nome, non rompe con il passato ma lo rielabora. Cosa ti ha spinto a questa nuova fase?<br />
</strong>“Mi ha spinto il fatto che, per me, quel capitolo in realtà non si era mai chiuso e che c’era ancora tanto da dire. Una volta ultimato l’album, mi sono reso conto che il percorso di scrittura, produzione e realizzazione era, non so se inconsciamente o no, stato identico a quello intrapreso in ogni produzione ‘Gabin’. Da qui è nata la voglia di riprendere il filo del discorso.”<br />
<strong>Nel tuo percorso hai sempre vissuto la musica come contaminazione e anche in questo nuovo album convivono diversi stili musicali. Come sei riuscito a mantenere una forte identità sonora nel tempo pur attraversando linguaggi così diversi?</strong><br />
“Questo non te lo so dire con precisione. Ho iniziato da bambino suonando musica folkloristica romanesca nella mia amata Trastevere e, a soli sedici anni, mi sono ritrovato sui palchi dei più importanti festival blues europei accanto a Roberto Ciotti. Poi l’incontro con Gegè Telesforo mi ha aperto le porte del jazz. Negli anni ’80 ero in studio con Roberto Gatto e Danilo Rea a registrare con John Scofield, che in quel periodo era il chitarrista di Miles Davis.<br />
Ma la verità è che la musica bella mi è sempre piaciuta tutta, senza mai sentire il bisogno di chiudermi dentro un genere preciso. Così il mio percorso è continuato dalla dance con Mike Francis al lavoro come songwriter e producer. Forse la mia identità nasce proprio da questo: dall’aver assorbito tutte queste esperienze e averle fatte convivere naturalmente nella mia musica. È una caratteristica che spesso mette in difficoltà discografici e radio, ma per me è la cosa più autentica del mio modo di fare musica.”<br />
<strong>“Loving Living” sembra racchiudere una visione molto positiva e consapevole della vita. Ti andrebbe di raccontarci cosa e quanto c’è della tua esperienza personale in questo brano?</strong><br />
“Loving Living è una fotografia del momento che sto vivendo. È il mio modo di ricordare a me stesso che, nonostante tutto, la cosa più importante resta continuare ad amare e a vivere con pienezza. In un tempo spesso dominato dall’odio e dai conflitti, scegliere l’amore diventa quasi un atto di consapevolezza e, forse, di resistenza. E quando parlo di amore non mi riferisco soltanto a quello tra due persone, ma all’amore come approccio alla vita, come atteggiamento verso gli altri e come direzione da seguire.”<br />
<strong>In questo nuovo progetto il groove e il basso hanno un ruolo centrale, quasi narrativo, come già accadeva in molte produzioni dei Gabin, dove la ritmica era elemento distintivo. Quanto questo strumento rappresenta la tua identità musicale e il tuo modo di costruire i brani?</strong><br />
“In effetti, nelle produzioni dei Gabin la componente ritmica è sempre stata centrale, ma paradossalmente il basso elettrico non è mai stato così presente. Negli anni mi sono concentrato sulla composizione e produzione, usando spesso synth bass e tastiere. Amici e colleghi mi hanno spesso rimproverato di dedicare poco spazio a quello che è il mio strumento.<br />
Il basso elettrico rappresenta un po’ la croce e la delizia della mia identità: è lo strumento con cui mi esprimo più naturalmente, ma il lavoro di songwriter mi lascia meno tempo di quanto vorrei per studiarlo. Con questo progetto ho sentito il desiderio di riportarlo al centro. È stato un ritorno alle origini. Ho scelto di fare il songwriter e il produttore, ma il basso resta la voce da cui tutto è partito.”<br />
<strong>Nella tua carriera hai anche composto colonne sonore per il cinema negli Stati Uniti. Che impatto ha avuto questa esperienza nel tuo percorso?</strong><br />
“Notevole! È sempre una grande soddisfazione vedere la propria musica acquisire una nuova dimensione attraverso le immagini. È successo con Monster-in-Law, Fantastic Four, Grey’s Anatomy, Ugly Betty, Sex Drive, Notes from the Underbelly, The Fast and the Furious: Tokyo Drift, Modern Men, fino a The Umbrella Academy di Netflix e Black Bag di Soderbergh con Michael Fassbender e Cate Blanchett.<br />
Credo che questa continuità dimostri come una canzone, quando evoca un’atmosfera autentica, trovi naturalmente spazio anche nel cinema e nelle serie TV. Per me è un riconoscimento importante e uno stimolo a continuare a scrivere musica che sappia raccontare storie.”</p>
<p>Qui il link per chiunque voglia immergersi in questo viaggio<br />
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		<title>Sessant’anni dopo gli scavi di Poggio Civitate, Siena riscopre i cavalli dell’Etruria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonella La Mantia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Jun 2026 06:25:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/Foto4-678x381-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/Foto4-678x381-1.jpg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/Foto4-678x381-1-300x169.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/Foto4-678x381-1-585x329.jpg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>Mostra &#8220;Cavalli e Potere&#8221;. Dal 20 giugno al 18 luglio alcune delle più celebri lastre fittili dell’Etruria arcaica tornano in città, creando un ideale dialogo tra archeologia, storia e tradizione&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/06/21/sessantanni-dopo-gli-scavi-di-poggio-civitate-siena-riscopre-i-cavalli-delletruria/">Sessant’anni dopo gli scavi di Poggio Civitate, Siena riscopre i cavalli dell’Etruria</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Mostra &#8220;Cavalli e Potere&#8221;. Dal 20 giugno al 18 luglio alcune delle più celebri lastre fittili dell’Etruria arcaica tornano in città, creando un ideale dialogo tra archeologia, storia e tradizione del Palio</em></p>
<p>SIENA – A sessant’anni dall’avvio delle campagne di scavo che hanno riportato alla luce una delle più significative testimonianze dell’Etruria arcaica, Siena accoglie la mostra “Cavalli e potere”, allestita dal 20 giugno al 18 luglio 2026 negli spazi del percorso museale di Palazzo Sansedoni, sede della Fondazione Monte dei Paschi di Siena.</p>
<p>L’esposizione segna il ritorno nel capoluogo toscano delle celebri lastre architettoniche provenienti dal sito etrusco di Poggio Civitate, nel territorio di Murlo, già presentate a Siena circa quarant’anni fa e oggi nuovamente offerte al pubblico in una veste rinnovata.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" class="wp-image-110504" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/06/Foto1-1024x683.jpg" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/06/Foto1-1024x683.jpg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/06/Foto1-300x200.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/06/Foto1-768x512.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/06/Foto1-1536x1024.jpg 1536w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/06/Foto1-2048x1365.jpg 2048w" alt="" width="1024" height="683" /></figure>
</div>
<p>Il progetto nasce dalla collaborazione tra Vernice Progetti Culturali, Fondazione Musei Senesi e Museo Archeologico di Murlo, con il coinvolgimento della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo e il sostegno della Fondazione Monte dei Paschi di Siena.</p>
<p>Fulcro della mostra sono alcune straordinarie lastre fittili decorate con scene di corsa di cavalli, provenienti dal grande palazzo etrusco di Poggio Civitate. Si tratta di opere restaurate per l’occasione e in parte mai esposte prima, conservate fino a oggi nei depositi museali. Originariamente collocate lungo la copertura dell’edificio, le decorazioni raffigurano cavalli al galoppo guidati da fantini, immagini che richiamano il prestigio sociale, le competizioni pubbliche e i rituali attraverso cui le élite aristocratiche del VI secolo avanti Cristo manifestavano il proprio potere.</p>
<p>La forza evocativa di queste rappresentazioni crea anche un suggestivo collegamento con una delle tradizioni più identitarie della città, il Palio di Siena, instaurando un dialogo ideale tra il patrimonio dell’antichità etrusca e la cultura contemporanea del territorio.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-110507" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/06/Foto2-683x1024.jpg" sizes="(max-width: 683px) 100vw, 683px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/06/Foto2-683x1024.jpg 683w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/06/Foto2-200x300.jpg 200w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/06/Foto2-768x1152.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/06/Foto2-1024x1536.jpg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/06/Foto2-1365x2048.jpg 1365w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/06/Foto2-scaled.jpg 1707w" alt="" width="683" height="1024" /></figure>
</div>
<p>Ad arricchire il percorso espositivo è presente inoltre una riproduzione della celebre statua maschile nota come “il Cappellone”, appartenente al Comune di Murlo e considerata una delle immagini simbolo del sito archeologico.</p>
<p>“Cavalli e potere” offre così l’opportunità di ripercorrere una pagina fondamentale della ricerca archeologica toscana, valorizzando al tempo stesso il legame storico e culturale tra Siena e Murlo. Un percorso che unisce tutela del patrimonio, attività scientifica e divulgazione, restituendo al pubblico reperti di eccezionale importanza per la conoscenza della civiltà etrusca.</p>
<p>L’ingresso alla mostra è gratuito. Gli orari di apertura sono dal martedì al sabato, dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19. Nelle giornate del 29 e 30 giugno l’orario sarà dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18, mentre il 1° e il 2 luglio l’esposizione resterà chiusa al pubblico.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/06/21/sessantanni-dopo-gli-scavi-di-poggio-civitate-siena-riscopre-i-cavalli-delletruria/">Sessant’anni dopo gli scavi di Poggio Civitate, Siena riscopre i cavalli dell’Etruria</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Kostja: “Drift Migration”, quando lo smarrimento diventa rinascita</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/19/kostja-drift-migration-quando-lo-smarrimento-diventa-rinascita/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=kostja-drift-migration-quando-lo-smarrimento-diventa-rinascita</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonella La Mantia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2026 20:54:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Kostja: “Drift Migration]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3668.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3668.jpeg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3668-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3668-585x329.jpeg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>Da Leningrado a Bologna, da geologo a musicista. Kostja racconta Drift Migration, un disco sullo smarrimento come opportunità creativa Chitarrista, cantautore e compositore nato a Leningrado e residente a Bologna,&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/19/kostja-drift-migration-quando-lo-smarrimento-diventa-rinascita/">Kostja: “Drift Migration”, quando lo smarrimento diventa rinascita</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><em>Da Leningrado a Bologna, da geologo a musicista. Kostja racconta Drift Migration, un disco sullo smarrimento come opportunità creativa</em></p></blockquote>
<p>Chitarrista, cantautore e compositore nato a Leningrado e residente a Bologna, Kostja è un artista il cui percorso non segue traiettorie lineari. Dopo una laurea in Geologia all’Università di Bologna, ha scelto di dedicarsi interamente alla musica, portando nel suo lavoro un approccio che unisce metodo scientifico e sperimentazione sonora.</p>
<p>Il suo primo EP autoprodotto, Be Defenseless, risale alla primavera del 2021 e vedeva la collaborazione di Giovanni Miotto al basso, Evita Polidoro alla voce e Anton Scognamiglio alla batteria. Il concept grafico era affidato alle diapositive, uno strumento fotografico in disuso che Kostja ha recuperato per ricollegarsi alla propria infanzia. Nel gennaio 2024 è uscito Negative of a Reverie, secondo EP per PLUMA Dischi/IRMA Records.</p>
<p>Il 18 marzo 2026 è uscito Hiding, secondo singolo estratto dal nuovo album Drift Migration, in rotazione radiofonica dal 20 marzo. Il titolo dell’album riprende un termine scientifico che descrive la deviazione di un uccello migrante dalla rotta originaria, concetto che attraversa l’intero progetto.</p>
<p>Abbiamo parlato con lui del rapporto tra scienza e musica, del nuovo disco e del modo in cui racconta le relazioni.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-108919" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-19-at-12.25.29-copia-1-1024x684.jpeg" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-19-at-12.25.29-copia-1-1024x684.jpeg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-19-at-12.25.29-copia-1-300x200.jpeg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-19-at-12.25.29-copia-1-768x513.jpeg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-19-at-12.25.29-copia-1-1536x1026.jpeg 1536w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-19-at-12.25.29-copia-1.jpeg 1797w" alt="" width="1024" height="684" /><figcaption class="wp-element-caption">L’artista e cantante Kostja</figcaption></figure>
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<p><strong>Ti sei laureato in Geologia ed hai esplorato le Alpi italiane, ma sei nato a Leningrado e oggi vivi a Bologna. C’è stato un momento preciso in cui hai capito che la musica sarebbe diventata la tua strada principale, e quanto hanno pesato questi spostamenti geografici e disciplinari sul tuo modo di scrivere e comporre?</strong></p>
<p>Non c’è stato un istante preciso di “folgorazione”, poiché la musica è stata una costante anche durante il mio percorso universitario. Tuttavia, concludere gli studi scientifici ha rappresentato un bivio: ho scelto di dedicarmi totalmente alla musica per non avere rimpianti futuri. Ho un’indole pacata e incline alla riflessione, che si riflette nel mio modo di sentire, un aspetto che penso abbia a che vedere con le origini della mia famiglia. Al contempo, vivere a Bologna, una città che funge da punto di incontro per diverse scene musicali, mi permette di assorbire stimoli artistici eterogenei che filtrano costantemente nel mio lavoro.</p>
<p><strong>Il tuo lavoro intreccia musica, acquerelli e diapositive — come nel concept grafico di Be Defenseless — e arrivi da un background scientifico. In che modo l’occhio del geologo e la pratica artistica convivono con la composizione? Quanto il rapporto con la natura osservata da scienziato entra nei tuoi testi e nei tuoi arrangiamenti?<br />
</strong><br />
La mia formazione da geologo si manifesta soprattutto nella precisione metodologica: affronto la produzione e il mixaggio con una razionalità quasi analitica, necessaria per organizzare il flusso creativo. A livello di immaginario, la mia attrazione per i paesaggi montani si traduce nell’aspetto visuale del progetto, negli artwork e nei video.</p>
<p><strong>Il nuovo album si intitola Drift Migration, termine che descrive la deviazione di un uccello migrante dalla rotta originaria. Perché hai scelto di costruire l’intero disco attorno a questo concetto di migrazione e smarrimento? L’immagine dell’uccello disorientato è una metafora autobiografica, una condizione generazionale, o entrambe?</strong></p>
<p>Ho adottato questo termine tecnico per descrivere il fenomeno di un volatile che, spinto da eventi esterni, perde la sua rotta migratoria originaria e deve adattarsi a un ambiente ignoto per sopravvivere. È un’immagine in parte autobiografica: da anni percepisco una sensazione di “fuori rotta” nel mio cammino artistico e umano. Invece di viverlo come un fallimento, ho trasformato questo disorientamento in un motore per la mia creatività, vedendolo come un’opportunità di scoperta.</p>
<p><strong>Dal 18 marzo è fuori Hiding, secondo estratto da Drift Migration e in rotazione radiofonica dal 20 marzo per Pluma Dischi. Lo definisci un brano che esplora “gli anfratti stagnanti delle relazioni” dove le giornate si ripetono e sembra non esserci più spazio per sorprendersi. Come si collega questa immobilità attraversata da “terremoti” improvvisi al tema più ampio della migrazione e della deviazione che dà il titolo all’album?</strong></p>
<p>In Hiding, l’apatia di un rapporto che sembra fermo nel tempo viene scossa da rivelazioni personali che agiscono come “terremoti”. Queste rotture rappresentano le “mutazioni” necessarie affinché un legame non si esaurisca. Ho la sensazione che talvolta le relazioni debbano evolvere attraverso la condivisione di ciò che teniamo nascosto per sbloccare nuovi stati di consapevolezza.</p>
<p><strong>In Hiding alterni elettronica sperimentale, atmosfere cupe e ritornelli luminosi, con Eleonora Franchina alla voce ed Eros Terzuoli al sax tenore. Cosa intendi con questa contrapposizione di “luci” e “ombre”?<br />
</strong><br />
I contrasti sono fondamentali nella mia musica: servono a mantenere alta la tensione emotiva dell’ascoltatore. Le “ombre” nel caso di Hiding risiedono nelle strofe contenute e in una coda finale onirica e ipnotica che rompe la struttura classica della canzone. Le “luci” emergono invece nei ritornelli più aperti ed energici, dove il timbro di Eleonora bilancia le sonorità più scure. Il sassofono di Eros Terzuoli, nel finale, sigilla questa atmosfera sospesa e introspettiva.</p>
<p><strong>L’artwork di Davide Palombo, poi, prosegue la narrazione del primo singolo: dal volatile smarrito a uno spazio “metafisico”, nascosto. Come avete lavorato insieme per far dialogare suono, parole e immagine in questo pezzo?</strong></p>
<p>Con Davide Palombo abbiamo creato un percorso visivo in cui il volatile protagonista cambia scenario in base al messaggio di ogni canzone. Per Hiding, Davide lo ha collocato in un ambiente astratto e metafisico, isolato dal resto del mondo, per rispecchiare il senso di introspessione del testo. È affascinante vedere come un illustratore possa tradurre le mie suggestioni sonore in un linguaggio visuale, donando al brano una nuova dimensione.</p>
<p><strong>Hai detto: “Non sono mai riuscito a scrivere una vera canzone d’amore, quando ci provo trovo tutto banale”. Con Hiding hai invece scelto di mostrare i lati stagnanti dei rapporti di cui si parla poco. Da dove nasce questo bisogno di raccontare il non-detto sentimentale, e come si inserisce nella tua poetica tra disorientamento e ricerca?</strong></p>
<p>Sento che le parole spesso rischiano di impoverire la complessità dell’amore, rischiando di scivolare nel già sentito, ad eccezione di quando si ha a che fare con la poesia più fine e preziosa. Per questo preferisco esplorare il “non-detto”, i silenzi carichi di tensione e le conversazioni superficiali che nascondono vuoti comunicativi. Dal mio punto di vista è un tentativo di narrazione sentimentale più onesto e meno idealizzato, focalizzato sulla realtà dei rapporti duraturi piuttosto che sull’estetica del romanticismo tradizionale.</p>
<p><strong>Da Be Defenseless del 2021, con le diapositive che ti riconnettono all’infanzia, a Negative of a Reverie del 2024 per PLUMA Dischi/IRMA Records, fino a Drift Migration. Come è evoluto il tuo linguaggio tra chitarra, cantautorato e sperimentazione elettronica? Cosa resta e cosa hai lasciato andare?</strong></p>
<p>Il cambiamento più radicale è stato il passaggio dalla dinamica di band a una dimensione solista e DIY, in cui ho assunto un controllo più consapevole di ogni fase, dalla scrittura al mixaggio. Se la chitarra rimane il mio punto fermo, ho lasciato andare la timidezza nel mostrare la mia voce, che ora è diventata uno strumento centrale della mia musica. Ho anche imparato a semplificare, eliminando il superfluo per favorire una sintesi più personale tra mondi sonori distanti.</p>
<p>L’intervista restituisce il ritratto di un artista che non cerca la rottura netta con il passato, ma una ricomposizione costante tra discipline diverse. Tra rigore da geologo e intuizione musicale, Kostja prova a mappare territori emotivi che spesso restano fuori dal discorso pubblico. Drift Migration si presenta così come un disco che non promette risposte definitive, ma usa lo smarrimento come strumento di navigazione.</p>
<p>Hiding è disponibile in streaming dal 20 marzo 2026.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/19/kostja-drift-migration-quando-lo-smarrimento-diventa-rinascita/">Kostja: “Drift Migration”, quando lo smarrimento diventa rinascita</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Hormuz, il fronte che può cambiare la guerra</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonella La Mantia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2026 18:57:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
		<category><![CDATA[stretto di Hormuz]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="343" height="192" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_6340-edited-e1778515173214.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_6340-edited-e1778515173214.jpg 343w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_6340-edited-e1778515173214-300x168.jpg 300w" sizes="(max-width: 343px) 100vw, 343px" /></p>
<p>L’Iran rafforza il controllo sullo stretto da cui passa il 20% del petrolio mondiale. Gli Stati Uniti aumentano la presenza navale nel Golfo. L’Italia chiede una soluzione diplomatica per evitare&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>L’Iran rafforza il controllo sullo stretto da cui passa il 20% del petrolio mondiale. Gli Stati Uniti aumentano la presenza navale nel Golfo. L’Italia chiede una soluzione diplomatica per evitare una nuova crisi energetica globale</em></p>
<p>Il <strong>conflitto</strong> che coinvolge Stati Uniti, Israele e Iran sta già producendo effetti concreti su economie occidentali e mercati energetici. Al centro della crisi c’è lo <strong>Stretto di Hormuz</strong>, il passaggio tra Iran e Oman da cui dipende una quota cruciale di petrolio e gas destinati al mondo.</p>
<p>Il <strong>blocco navale</strong> non è più un’ipotesi: è in corso. Teheran ha imposto nuove misure di controllo sul traffico, gli Stati Uniti hanno rafforzato la presenza militare nel Golfo Persico e i prezzi del greggio sono già saliti per il timore di interruzioni alle forniture.</p>
<p>Come riporta il Wall Street Journal, le autorità iraniane ora obbligano le navi commerciali a coordinarsi con le proprie strutture militari prima di attraversare lo stretto. La decisione arriva nel pieno dell’<strong>escalation militare tra Israele e Iran</strong>, con il coinvolgimento diretto di Washington. Per gli analisti, è il tentativo di Teheran di usare lo stretto come leva strategica in risposta agli attacchi subiti.</p>
<p>Hormuz è il più grande collo di bottiglia energetico del pianeta. Secondo la U.S. Energy Information Administration, ogni giorno vi transitano <strong>20-21 milioni di barili di petrolio</strong> — circa un quinto del consumo globale — oltre a un terzo del commercio mondiale di gas naturale liquefatto, diretto soprattutto verso Asia ed Europa. La stessa EIA avverte: qualsiasi interruzione ha “effetti sostanziali sui prezzi energetici globali”.</p>
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<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img decoding="async" class="wp-image-108349 alignright" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_6340-edited.jpg" alt="" /></figure>
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<p>Gli effetti sono già visibili. Reuters segnala che diverse compagnie marittime hanno cambiato rotta o inasprito i protocolli di sicurezza per le petroliere dirette nel Golfo. Gli operatori sono in <strong>allerta per il rischio</strong> di incidenti o stop alla navigazione. Le piattaforme internazionali di monitoraggio navale rilevano un traffico instabile, con meno attraversamenti del solito: alcune petroliere rallentano o restano ferme in attesa di istruzioni.</p>
<p>Per rispondere, Washington ha intensificato le <strong>operazioni di sorveglianza e sicurezza</strong> marittima. La Quinta Flotta americana, di base in Bahrein, presidia da anni lo stretto proprio per garantire la libertà di navigazione.</p>
<p>Il timore delle cancellerie occidentali è che lo scontro militare si traduca in una <strong>crisi energetica globale</strong>. Anche limitazioni parziali al traffico avrebbero ripercussioni immediate sul greggio e sulle forniture di gas all’Europa, già sotto pressione dopo la guerra in Ucraina.</p>
<p>L’Italia mantiene una linea di <strong>prudenza diplomatica</strong>. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha ribadito la necessità di “evitare una spirale incontrollabile” e di rilanciare il dialogo tra Stati Uniti e Iran, con la mediazione dell’Oman. Tajani ha precisato che Roma valuterebbe missioni di sicurezza marittima solo in una cornice multilaterale, “sotto l’egida dell’ONU o dell’Unione Europea”, escludendo azioni unilaterali.</p>
<p>La presidente del Consiglio <strong>Giorgia Meloni</strong> ha definito Hormuz “una questione fondamentale per l’Italia e per l’Europa”, ricordando che la libertà di navigazione è “un principio essenziale del diritto internazionale”. Palazzo Chigi monitora le ricadute economiche: un rincaro prolungato dell’energia rischia di frenare crescita, spingere l’inflazione e far salire i costi industriali.</p>
<p>Anche l’International Energy Agency sottolinea la <strong>vulnerabilità delle rotte mediorientali</strong>: Hormuz resta uno dei punti più sensibili del sistema energetico globale. Tensioni prolungate possono destabilizzare i mercati.</p>
<p>Il vero nodo è capire <strong>fin dove si spingerà </strong>la crisi prima di diventare uno shock globale per commercio e sicurezza.</p>
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		<title>9 maggio 1978, il giorno più nero della Repubblica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonella La Mantia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 May 2026 05:52:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Aldo Moro]]></category>
		<category><![CDATA[Peppino Impastato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="486" height="290" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3518.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3518.jpeg 486w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3518-300x179.jpeg 300w" sizes="(max-width: 486px) 100vw, 486px" /></p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/09/9-maggio-1978-il-giorno-piu-nero-della-repubblica/">9 maggio 1978, il giorno più nero della Repubblica</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="486" height="290" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3518.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3518.jpeg 486w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3518-300x179.jpeg 300w" sizes="(max-width: 486px) 100vw, 486px" /></p><p><em>9 maggio 1978: in poche ore l’Italia scopre due cadaveri. A Cinisi quello di Peppino Impastato, voce scomoda contro la mafia. A Roma, in via Caetani, il corpo ritrovato é quello di Aldo Moro, ex Presidente del Consiglio. Una data, due delitti eccellenti: a 48 anni di distanza restano ferite aperte e misteri non del tutto risolti.</em></p>
<p>Roma, Cinisi. Una data, due cadaveri, due Italie sotto attacco. Il 9 maggio 1978 è il giorno più nero della Repubblica. <strong>Peppino Impastato</strong>, 30 anni. Giornalista di Cinisi, voce di <strong>Radio Aut</strong>. Denunciava il boss Gaetano Badalamenti chiamandolo “Tano Seduto”. Raccontava la mafia degli appalti e del cemento. All’alba il suo corpo viene trovato dilaniato sui binari della Palermo-Trapani. Lo faranno passare per terrorista, per suicida. Era vittima di Cosa Nostra. <strong>Aldo Moro</strong>, 61 anni. Presidente della Democrazia Cristiana, cinque volte premier, architetto del centro-sinistra e del compromesso storico con il PCI. Rapito il 16 marzo in via Fani dalle Brigate Rosse dopo l’uccisione di cinque agenti della scorta, <strong>Oreste Leonardi, Domenico Ricci, Francesco Zizzi, Raffaele Iozzino e Giulio Rivera.</strong></p>
<p>Cinquantacinque giorni di prigionia, lettere disperate, lo Stato che non tratta. A mezzogiorno il suo corpo viene lasciato in via Caetani, nel bagagliaio di una Renault 4 rossa. Undici colpi.</p>
<p>Mafia e terrorismo colpiscono insieme. Modi diversi, stesso obiettivo: piegare la democrazia. Peppino con un microfono sfidava i clan sul territorio. Moro pagava con la vita il tentativo di cambiare la politica portando i comunisti al governo.</p>
<p>A 48 anni da quel giorno, restano le ombre. Sul depistaggio che a Cinisi coprì l’omicidio Impastato, con la madre Felicia costretta a lottare per la verità. Sulle trattative negate per Moro, sulle carte sparite, sui servizi deviati, sulle complicità mai chiarite. Due verità processuali che non sono mai diventate verità storica.</p>
<p>Il 9 maggio 1978 non è solo un anniversario. È lo specchio di un Paese schiacciato tra due violenze: quella criminale che occupa i territori e quella eversiva che decapita le istituzioni. Oggi via Caetani è una strada qualunque di Roma. La casa di Felicia Impastato a Cinisi è un museo. Ma quella data pesa ancora. Perché ricorda che la democrazia, a volte, si misura in cadaveri. E che certi fili tra mafia, terrorismo e pezzi di Stato non sono mai stati recisi del tutto. In poche ore l’Italia perse un giornalista che non aveva paura e uno statista che aveva troppo coraggio. Li perse insieme. E da allora, ogni volta che si parla di giustizia, quel 9 maggio torna a chiedere conto.</p>
<p>@<strong>Riproduzione riservata</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/09/9-maggio-1978-il-giorno-piu-nero-della-repubblica/">9 maggio 1978, il giorno più nero della Repubblica</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Messina, alla riscoperta del patrimonio naturalistico: escursione tra Giardino Botanico dei Peloritani e Forte Puntal Ferraro</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/04/28/messina-alla-riscoperta-del-patrimonio-naturalistico-escursione-tra-giardino-botanico-dei-peloritani-e-forte-puntal-ferraro/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=messina-alla-riscoperta-del-patrimonio-naturalistico-escursione-tra-giardino-botanico-dei-peloritani-e-forte-puntal-ferraro</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonella La Mantia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 18:30:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[monti peloritani]]></category>
		<category><![CDATA[patrimonio Naturalistico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Visita-al-Giardino-Botanico-dei-Peloritani-16-5-26-678x381-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Visita-al-Giardino-Botanico-dei-Peloritani-16-5-26-678x381-1.jpg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Visita-al-Giardino-Botanico-dei-Peloritani-16-5-26-678x381-1-300x169.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Visita-al-Giardino-Botanico-dei-Peloritani-16-5-26-678x381-1-585x329.jpg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>Sabato 16 maggio 2026, raduno alle ore 8.30 a Colli San Rizzo (4 Strade). In programma visita al Giardino Botanico, percorso naturalistico con vista sullo Stretto e tappa al Forte&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/04/28/messina-alla-riscoperta-del-patrimonio-naturalistico-escursione-tra-giardino-botanico-dei-peloritani-e-forte-puntal-ferraro/">Messina, alla riscoperta del patrimonio naturalistico: escursione tra Giardino Botanico dei Peloritani e Forte Puntal Ferraro</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Sabato 16 maggio 2026, raduno alle ore 8.30 a Colli San Rizzo (4 Strade). In programma visita al Giardino Botanico, percorso naturalistico con vista sullo Stretto e tappa al Forte Puntal Ferraro con panorama sulle Eolie</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="mh-meta entry-meta">
<p>Messina si appresta a ospitare un nuovo appuntamento dedicato alla valorizzazione del territorio e alla riscoperta del patrimonio naturalistico e storico dei Monti Peloritani. <strong>Sabato 16 maggio 2026</strong>, con raduno alle ore 8.30 in località Colli San Rizzo (area “4 Strade”, di fronte al distaccamento della Forestale e ritrovo Don Minico), si terrà una visita guidata al Giardino Botanico dei Peloritani e al Forte Puntal Ferraro.<br />
L’iniziativa, promossa dal <strong>Gruppo Alpini</strong> di Messina in collaborazione con realtà locali impegnate nella tutela ambientale e nella promozione escursionistica, rappresenta un’occasione per coniugare attività all’aria aperta, conoscenza del territorio e momenti di socialità.<br />
Il <strong>programma</strong> prevede la <strong>partenza</strong> alle <strong>ore 8.40</strong> dallo spiazzo delle <strong>4 Strade</strong> (350 m s.l.m.) con arrivo, pochi minuti dopo, al parcheggio del Giardino Botanico (500 m s.l.m.). Seguirà un breve percorso verso l’area del Bosco di Camaro e il rientro lungo un itinerario pianeggiante con suggestiva vista sullo Stretto.<br />
<strong>Alle ore 9.50</strong> è previsto l’accesso al Giardino Botanico e l’inizio della visita guidata, che si concluderà intorno alle 11.30. Dopo un breve momento istituzionale con le autorità della Forestale, il gruppo si sposterà verso il Forte Puntal Ferraro, dove avrà luogo una seconda visita dedicata all’area panoramica, con affaccio sulle Isole Eolie e possibilità di osservare la fauna locale.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-107388" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/04/Visita-al-Giardino-Botanico-dei-Peloritani-16-5-26-730x1024.jpg" sizes="(max-width: 730px) 100vw, 730px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/04/Visita-al-Giardino-Botanico-dei-Peloritani-16-5-26-730x1024.jpg 730w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/04/Visita-al-Giardino-Botanico-dei-Peloritani-16-5-26-214x300.jpg 214w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/04/Visita-al-Giardino-Botanico-dei-Peloritani-16-5-26-768x1078.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/04/Visita-al-Giardino-Botanico-dei-Peloritani-16-5-26-1094x1536.jpg 1094w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/04/Visita-al-Giardino-Botanico-dei-Peloritani-16-5-26.jpg 1113w" alt="" width="730" height="1024" /></figure>
</div>
<p><strong>La conclusione dell’escursione</strong> è prevista per le ore 12.50, con rientro al parcheggio. A seguire, i partecipanti potranno trattenersi presso il ritrovo “Don Minico” per un momento conviviale.<br />
L’iniziativa si inserisce nel quadro delle attività di promozione del patrimonio ambientale e culturale dei Peloritani, con l’obiettivo di favorire una fruizione consapevole e sostenibile dei luoghi.<br />
<strong>Per partecipare</strong> è richiesta la prenotazione telefonica, utile anche per l’organizzazione logistica.<br />
Referenti:<br />
Salvatore Maio, Capogruppo Alpini di Messina – +39 328 3675110<br />
Stefano Valletta, Segretario Gruppo Alpini di Messina – +39 344 1515195<br />
L’evento è aperto a tutti gli appassionati di natura, escursionismo e storia locale.</p>
<p>@<strong>Riproduzione riservata</strong></p>
</div>
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		<title>Elena Romano si racconta: dal suo universo artistico al nuovo brano in collaborazione con Jilhara</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/04/24/elena-romano-si-racconta-dal-suo-universo-artistico-al-nuovo-brano-in-collaborazione-con-jilhara/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=elena-romano-si-racconta-dal-suo-universo-artistico-al-nuovo-brano-in-collaborazione-con-jilhara</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonella La Mantia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 16:34:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Elena Romano]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/5a280238-88d6-49c7-8fe0-953e97e4e38e-e1777024871954-678x381-1.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/5a280238-88d6-49c7-8fe0-953e97e4e38e-e1777024871954-678x381-1.jpeg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/5a280238-88d6-49c7-8fe0-953e97e4e38e-e1777024871954-678x381-1-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/5a280238-88d6-49c7-8fe0-953e97e4e38e-e1777024871954-678x381-1-585x329.jpeg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>La cantautrice Elena Romano pubblica il suo nuovo singolo “Sexting” &#8211; scritto e interpretato in collaborazione con Jilhara &#8211; sulla fragilità delle relazioni nate negli spazi digitali e ci racconta&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La cantautrice Elena Romano pubblica il suo nuovo singolo “Sexting” &#8211; scritto e interpretato in collaborazione con Jilhara &#8211; sulla fragilità delle relazioni nate negli spazi digitali e ci racconta il suo percorso artistico. Un viaggio tra la sua musica e la sua vita</em></p>
<p><strong>Elena Romano</strong> è una <strong>cantante e cantautrice fiorentina emergente </strong>con formazione in canto jazz maturata tra Italia e Germania. Il suo stile pop-elettronico anticonvenzionale e aperto alla sperimentazione, fonde classica, jazz ed elettronica in un connubio tra antico e moderno che riflette la sua personalità. É qui che la ricerca sonora e l’urgenza comunicativa coincidono.</p>
<p>È da poco <strong>uscito il singolo “Sexting”</strong> scritto a due mani con la cantautrice fiorentina <strong>Jilhara</strong> e prodotto da Roden per l’etichetta Pluma Dischi/Irma Records.<br />
Con questo brano che <strong>fonde R&amp;B ed elettronica</strong>, le due artiste indagano la fragilità delle relazioni digitali, l’amore immaginato in cui desideri e sentimenti rimangono sospesi tra attesa e illusione, intrappolati nella distanza.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-107191" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/04/bc19e302-56a3-413a-a6e9-c830826b3c1d-1-edited.jpg" sizes="(max-width: 1638px) 100vw, 1638px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/04/bc19e302-56a3-413a-a6e9-c830826b3c1d-1-edited.jpg 1638w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/04/bc19e302-56a3-413a-a6e9-c830826b3c1d-1-edited-300x169.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/04/bc19e302-56a3-413a-a6e9-c830826b3c1d-1-edited-1024x576.jpg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/04/bc19e302-56a3-413a-a6e9-c830826b3c1d-1-edited-768x432.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/04/bc19e302-56a3-413a-a6e9-c830826b3c1d-1-edited-1536x864.jpg 1536w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/04/bc19e302-56a3-413a-a6e9-c830826b3c1d-1-edited-678x381.jpg 678w" alt="" width="1638" height="921" /><figcaption class="wp-element-caption">Partendo da sinistra: le artiste Jilhara ed Elena Romano</figcaption></figure>
</div>
<p>Abbiamo avuto il piacere di incontrare Elena Romano per farci raccontare qualcosa del suo percorso artistico e dei suoi progetti.</p>
<p><strong>Elena, tu sei cresciuta in un ambiente jazz d’eccellenza, studiando sia in Italia che in Germania. Come ha influenzato questo background la tua musica e il tuo approccio alla composizione?</strong><br />
È stato fondamentale perché mi ha permesso di dare forma a quello che avevo in testa ancora prima di esplorarlo davvero. Il jazz mi ha insegnato che ogni dettaglio e ogni suono hanno un significato preciso. Mi piace il pop quando riesce ad avere più sfumature e profondità.</p>
<p><strong>La tua musica si muove costantemente tra il tradizionale e il futuristico. Come descriveresti il tuo stile e come si è evoluto nel tempo?<br />
</strong>Sono partita dal soul, poi il jazz è diventato il motore di tutto quello che è venuto dopo. L’improvvisazione e il jazz sono un’estensione di quello che c’era prima e hanno influenzato tutto ciò che è arrivato dopo nella mia scrittura.</p>
<p><strong>Quando scrivi e componi che cosa o chi ti rende particolarmente ispirata? Hai degli step specifici che ti avvicinano alla fase creativa?</strong><br />
Di solito ciò che mi spinge all’atto creativo sono pulsioni sensoriali, anche molto semplici, come un suono o un odore. Spesso parto dalle mie esperienze personali e in particolare da persone e affetti significativi della mia vita.</p>
<p><strong>Come è nata la collaborazione con Jilhara? Cosa vi ha spinte a lavorare insieme al brano “Sexting”?</strong><br />
Ci siamo conosciute durante il nostro percorso di studi e la collaborazione è nata qualche anno dopo come evoluzione naturale di un’amicizia molto forte. Eravamo già in sintonia, quindi è stato naturale unire i nostri mondi musicali diversi ma complementari.</p>
<p><strong>In questo brano, si descrive lo schermo come uno “spazio fragile”. Ci spiegheresti il perché di questa metafora?</strong><br />
Lo schermo è uno spazio fragile perché è allo stesso tempo un luogo di connessione e di distanza. Può avvicinare le persone ma anche allontanarle, perché tutto passa attraverso un filtro che rende le emozioni immediate ma anche instabili.</p>
<p><strong>Progetti in cantiere?</strong><br />
Sto lavorando al mio primo disco e spero di potervelo far ascoltare presto. Con Jilhara sì, abbiamo già parlato di una possibile futura collaborazione, quindi chissà cosa potrà succedere.</p>
<p><strong>Biografia</strong><br />
Elena Romano è una cantante e cantautrice fiorentina con una formazione nel canto jazz e diverse esperienze artistiche maturate tra l’Italia e la Germania. Il suo stile si colloca in un ambito “pop-elettronico”, caratterizzato da un approccio fuori dagli schemi e aperto a continue sperimentazioni.<br />
La sua musica ingloba generi diversi — dalla classica al jazz fino all’elettronica — dando vita a un affascinante contrasto tra antico e moderno, ravvisabile anche nell’estetica dell’artista.<br />
Il suo <strong>percorso accademico è d’eccellenza</strong>: dopo il diploma presso la Siena Jazz University, completa gli studi all’Università di Musica e Danza di Colonia (HFMT) e al Conservatorio Girolamo Frescobaldi di Ferrara, dove ottiene il diploma di secondo grado in canto jazz.<br />
Tra le collaborazioni di rilievo spicca quella per l’album “Arie” di Ferruccio Spinetti, registrato nel 2022 con il celebre batterista statunitense Jeff Ballard.<br />
Tra il 2024 e il 2025, Elena lavora all’EP “Lorena” insieme al fratello e compositore Lorenzo. Il progetto solista si concretizza in una fusione unica dove la canzone tradizionale italiana si unisce a sonorità elettroniche, creando una narrazione avvincente fatta di emozioni e racconti introspettivi.</p>
<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-107193" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/04/de6fc890-d124-4a0a-964d-d03cf8e00d99-1-819x1024.jpg" sizes="(max-width: 819px) 100vw, 819px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/04/de6fc890-d124-4a0a-964d-d03cf8e00d99-1-819x1024.jpg 819w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/04/de6fc890-d124-4a0a-964d-d03cf8e00d99-1-240x300.jpg 240w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/04/de6fc890-d124-4a0a-964d-d03cf8e00d99-1-768x960.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/04/de6fc890-d124-4a0a-964d-d03cf8e00d99-1-1229x1536.jpg 1229w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/04/de6fc890-d124-4a0a-964d-d03cf8e00d99-1.jpg 1638w" alt="" width="819" height="1024" /><figcaption class="wp-element-caption">L’artista Elena Romano</figcaption></figure>
<p>Negli anni Elena Romano ha <strong>collezionato importanti traguardi e riconoscimenti</strong>. Il suo percorso inizia a distinguersi già nel 2021, quando vince il premio per la migliore composizione al concorso Bianca d’Aponte con il brano “Il Sole (cattivi pensieri)”. Successivamente, nel 2024, partecipa al Rock Contest di Controradio aggiudicandosi il Premio Ernesto De Pascale per la miglior canzone con testo in italiano grazie al brano “Sogno”, oltre a ricevere una menzione speciale da parte di MITA Academy per la coerenza audio-visiva del suo progetto. La sua ascesa prosegue nel 2025 con la selezione <strong>tra i 150 semifinalisti di 1M NEXT</strong> per il Concerto del Primo Maggio a Roma, fino ad arrivare al 2026, che la vede tra i finalisti di MArteLive Connect.<br />
L’evoluzione musicale di Elena rivela una personalità eclettica e versatile che trova la sua sintesi perfetta nel recente EP “Lorena”. A febbraio 2026 compare nel disco dell’artista Hachiko nella traccia “90MILA”.</p>
<p>Il brano “Sexting” di Elena Romano e Jilhara è disponibile sulle piattaforme digitali di streaming.</p>
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		<title>Paris Internationale debutta a Milano: una nuova tappa per il modello indipendente delle fiere d’arte</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/04/20/paris-internationale-debutta-a-milano-una-nuova-tappa-per-il-modello-indipendente-delle-fiere-darte/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=paris-internationale-debutta-a-milano-una-nuova-tappa-per-il-modello-indipendente-delle-fiere-darte</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonella La Mantia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 19:33:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Paris Internationale Milano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Paris-Internationale-Milano-678x381-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Paris-Internationale-Milano-678x381-1.jpg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Paris-Internationale-Milano-678x381-1-300x169.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Paris-Internationale-Milano-678x381-1-585x329.jpg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p> &#8220;Paris Internationale&#8221; debutta a Milano e porta nel cuore della Art Week un modello fieristico indipendente e curatoriale che riunisce 34 gallerie internazionali, puntando su un’esperienza più lenta e consapevole&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em> &#8220;Paris Internationale&#8221; debutta a Milano e porta nel cuore della Art Week un modello fieristico indipendente e curatoriale che riunisce 34 gallerie internazionali, puntando su un’esperienza più lenta e consapevole del sistema dell’arte contemporanea. Apertura al pubblico dal 18 al 21 aprile 2026 e preview il 17. A Palazzo Galbani in via Fabio Filzi 25.  </em>Antonella La Mantia</p>
<div class="mh-meta entry-meta">
<p>Milano accoglie per la prima volta <strong>Paris Internationale Milano,</strong> segnando l’approdo italiano di un progetto nato a <strong>Parigi nel 2015</strong> con un’impostazione alternativa rispetto alle fiere tradizionali. Non una semplice espansione geografica, ma un passaggio mirato: portare in un altro contesto europeo un format curatoriale che privilegia qualità, relazione e tempo di fruizione.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-106963" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/04/Paris-Internationale-Milano-18-21-aprile-2026-708x1024.jpg" sizes="(max-width: 708px) 100vw, 708px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/04/Paris-Internationale-Milano-18-21-aprile-2026-708x1024.jpg 708w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/04/Paris-Internationale-Milano-18-21-aprile-2026-207x300.jpg 207w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/04/Paris-Internationale-Milano-18-21-aprile-2026-768x1110.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/04/Paris-Internationale-Milano-18-21-aprile-2026.jpg 850w" alt="" width="708" height="1024" /></figure>
</div>
<p><strong>La prima edizione si svolge a Palazzo Galbani</strong>, in via Fabio Filzi 25 a Milano – progettato tra il 1956 e il 1959 da <strong>Eugenio ed Ermenegildo Soncini</strong>  – nel cuore del distretto che in questi giorni ospita la Milano Art Week e la Design Week. L’apertura ufficiale al pubblico è fissata per il <strong>18 aprile 2026</strong>, mentre una preview riservata si è tenuta il 17, collocando la fiera pienamente all’interno di uno dei momenti più intensi del calendario internazionale dell’arte contemporanea.</p>
<div>L’arrivo nel capoluogo lombardo si inserisce strategicamente nel calendario delle grandi settimane dell’arte, sempre più dense e competitive. Proprio in questo scenario, caratterizzato da una sovrapposizione di eventi e proposte, <strong>Paris Internationale </strong>punta su una scelta controcorrente: ridurre il rumore, offrire uno spazio più raccolto e leggibile, in cui collezionisti e visitatori possano soffermarsi sulle opere senza essere travolti dall’eccesso di stimoli.<br />
Alla prima edizione milanese, realizzata con <strong>Banca Ifis</strong> come Associate Partner,<br />
sAlla prima edizione milanese, realizzata con <strong>Banca Ifis</strong> come Associate Partner,ono <strong>34 le gallerie partecipanti</strong> a questa prima edizione milanese, selezionate secondo criteri che privilegiano la coerenza dei programmi e il sostegno agli artisti nel lungo periodo. <strong>Non stand enciclopedici,</strong> ma <strong>progetti curatoriali</strong> veri e propri: mostre personali o dialoghi tra due artisti, pensati per costruire narrazioni precise.<br />
Accanto a realtà consolidate come <strong>Ciaccia Levi</strong>, <strong>Crèvecœur</strong> e <strong>Gregor Staiger</strong>, trovano spazio nuovi ingressi e gallerie emergenti, in un equilibrio che riflette la complessità della scena artistica contemporanea.Il percorso espositivo mette in dialogo artisti di epoche e linguaggi differenti, <strong>nomi storici e nuove generazioni</strong>. Tra le presenze più rilevanti figurano figure storiche come Leonora<strong> Carrington</strong>, <strong>Robert Mapplethorpe</strong> e Gaetano<strong> Pesce, </strong>accanto a protagonisti contemporanei e a una nuova generazione in forte ascesa.<br />
Tra questi, l’attenzione si concentra su artisti come Ibuki Inoue, autore del dipinto Honeymoon (2026), e su una scena emergente internazionale che include nomi come Inès Di Folco Jemni e Lou Masduraud.<br />
Particolarmente significativa la presenza italiana, con artisti quali Benni Bosetto, Anna Franceschini e Luca Monterastelli, a conferma del ruolo centrale di Milano come hub culturale e mercato strategico.<br />
<strong>Un modello “a misura d’uomo”</strong><br />
Più che un brand, Paris Internationale si definisce come una piattaforma collaborativa, costruita dalle gallerie per le gallerie. L’obiettivo non è moltiplicare le edizioni, ma individuare contesti in cui questo modello possa funzionare: spazi in cui l’incontro tra artisti, operatori e pubblico mantenga una dimensione autentica.<br />
L’edizione milanese rappresenta dunque un banco di prova importante. In una città già protagonista del sistema dell’arte contemporanea – tra istituzioni, fondazioni private e fiere consolidate – Paris Internationale introduce un approccio che punta sulla qualità dell’esperienza più che sulla quantità dell’offerta.<strong>La scelta di Milano non è casuale</strong>. Negli ultimi anni la città ha rafforzato il proprio ruolo nel panorama internazionale, attirando gallerie, collezionisti e investimenti culturali. In questo contesto, Paris Internationale si inserisce come un laboratorio curatoriale capace di dialogare con il tessuto esistente senza sovrapporsi, ma offrendo una prospettiva complementare.<br />
Se il rischio delle grandi settimane dell’arte è la dispersione, la scommessa di questa prima edizione è opposta: creare le condizioni per una fruizione più lenta e consapevole, in cui le opere possano davvero “sedimentare”.<br />
Un approccio che, se confermato, potrebbe ridefinire il modo stesso di vivere le fiere d’arte contemporanea.</div>
<p>&nbsp;</p>
<p>La <strong>prima edizione di Paris Internationale Milano si svolge</strong> a <strong>Palazzo Galbani, in via Fabio Filzi 25, Milano</strong></p>
<p><strong>Quando</strong>: dal <strong>18 al 21 aprile 2026</strong>, con <strong>preview</strong> il 17 aprile</p>
<p><strong>L’apertura ufficiale al pubblico coincide quindi con il 18 aprile 2026</strong>, nel pieno della Milano Art Week e della Design Week, contesto in cui la fiera ha scelto di inserirsi per dialogare con il sistema internazionale dell’arte contemporanea.</p>
<p>@<strong>Riproduzione riservata</strong></p>
</div>
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		<item>
		<title>Reggio Emilia e Musei Civici inaugurano la grande esposizione dedicata a Luigi Ghirri e alla fotografia contemporanea</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/04/18/reggio-emilia-e-musei-civici-inaugurano-la-grande-esposizione-dedicata-a-luigi-ghirri-e-alla-fotografia-contemporanea/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=reggio-emilia-e-musei-civici-inaugurano-la-grande-esposizione-dedicata-a-luigi-ghirri-e-alla-fotografia-contemporanea</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonella La Mantia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Apr 2026 14:33:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Luigi Ghirri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="330" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_3295.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_3295.jpeg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_3295-300x146.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_3295-585x285.jpeg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>A Palazzo dei Musei, 30 aprile–3 maggio 2026 – Un progetto espositivo e di incontri dedicato a Luigi Ghirri, maestro della fotografia italiana del Novecento, e alle nuove generazioni della&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>A Palazzo dei Musei, 30 aprile–3 maggio 2026 – Un progetto espositivo e di incontri dedicato a Luigi Ghirri, maestro della fotografia italiana del Novecento, e alle nuove generazioni della ricerca visiva contemporanea</em></p>
<div class="mh-meta entry-meta">
<p><strong>Comune di Reggio Emilia</strong> e i <strong>Musei Civic</strong>i presentano un ampio programma espositivo e culturale che si apre giovedì <strong>30 aprile</strong> alle ore 19 presso Palazzo dei Musei (via Spallanzani, 1), con l’inaugurazione delle mostre “Luigi Ghirri. A Series of Dreams”, “Paesaggi visivi e paesaggi sonori”, “Oltre quei monti il mare – Iosonouncane” e “Giovane Fotografia Italiana #13 | Premio Luigi Ghirri 2026 – Voci / Voices”.</p>
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<figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-106817" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/04/luigi_ghirri-1024x680.jpg" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/04/luigi_ghirri-1024x680.jpg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/04/luigi_ghirri-300x199.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/04/luigi_ghirri-768x510.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/04/luigi_ghirri.jpg 1054w" alt="" width="1024" height="680" /><figcaption class="wp-element-caption">Luigi Ghirri</figcaption></figure>
</div>
<p>L’iniziativa rende omaggio alla figura di <strong>Luigi Ghirri </strong>(Scandiano, 1943 – Roncocesi, Reggio Emilia, 1992), <strong>uno dei maestri della fotografia italiana del Novecento</strong>, attraverso un percorso espositivo che ne rilegge l’eredità visiva e poetica, affiancandola a nuove pratiche artistiche e sonore. In mostra anche le opere dei finalisti del Premio Luigi Ghirri 2026: Susanna De Vido, Karim El Maktafi, Alice Jankovic, Cinzia Laliscia, Anie Maki, Eva Rivas Bao e Federica Torrenti.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-106820" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/04/GHIRRI-5-Capri-1981-620x388-1.jpg" sizes="(max-width: 620px) 100vw, 620px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/04/GHIRRI-5-Capri-1981-620x388-1.jpg 620w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/04/GHIRRI-5-Capri-1981-620x388-1-300x188.jpg 300w" alt="" width="620" height="388" /><figcaption class="wp-element-caption">Capri Luigi Ghirri 1981</figcaption></figure>
</div>
<p><strong>Il programma prosegue con una serie di appuntamenti pubblici.</strong></p>
<p><strong>Sabato 2 maggio</strong> alle ore 16, sempre a Palazzo dei Musei, si terrà l’incontro “Luigi Ghirri. A Series of Dreams” con Ilaria Campioli, Andrea Tinterri, Giulia Cavaliere e Iosonouncane, moderato da Damiano Gullì, dedicato al dialogo tra paesaggi visivi e paesaggi sonori.<br />
<strong>Domenica 3 maggio</strong> sarà invece dedicata al confronto con i giovani autori: alle ore 11 è prevista una visita guidata alla mostra Giovane Fotografia Italiana #13 – Voci / Voices alla presenza dei curatori e degli artisti, seguita alle 12.30 dalla cerimonia di premiazione del concorso.</p>
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<figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-106823" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/04/luigi-ghirri.jpg" sizes="(max-width: 792px) 100vw, 792px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/04/luigi-ghirri.jpg 792w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/04/luigi-ghirri-300x225.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/04/luigi-ghirri-768x576.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/04/luigi-ghirri-678x509.jpg 678w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/04/luigi-ghirri-326x245.jpg 326w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/04/luigi-ghirri-80x60.jpg 80w" alt="" width="792" height="594" /><figcaption class="wp-element-caption">Luigi Ghirri</figcaption></figure>
</div>
<p><strong>Le mostre saranno visitabili a partire dalle ore 19.30</strong> del giorno di inaugurazione e resteranno aperte fino al <strong>28 febbraio 2027</strong> per il progetto dedicato a Ghirri, mentre <strong>Giovane Fotografia Italiana </strong>#13 proseguirà <strong>fino al 14 giugno 2026</strong>. Ingresso libero e gratuito per tutte le sedi.<br />
Un programma articolato che conferma il ruolo di Reggio Emilia come centro di riferimento per la fotografia contemporanea e la ricerca visiva, in dialogo costante tra memoria, sperimentazione e nuove generazioni.</p>
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<figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-106824" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/04/Luigi-Ghirri--1024x684.jpg" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/04/Luigi-Ghirri--1024x684.jpg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/04/Luigi-Ghirri--300x200.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/04/Luigi-Ghirri--768x513.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/04/Luigi-Ghirri--1536x1026.jpg 1536w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/04/Luigi-Ghirri-.jpg 1920w" alt="" width="1024" height="684" /><figcaption class="wp-element-caption">Luigi Ghirri</figcaption></figure>
</div>
<p>Per informazioni: <a href="http://www.musei.re.it/">http://www.musei.re.it</a>⁠</p>
<p><a href="http://gfi.comune.re.it/">http://gfi.comune.re.it</a></p>
<p>@<strong>Riproduzione riservata</strong></p>
</div>
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		<title>AvA e l’apnea emotiva di “Trattieni il respiro”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonella La Mantia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Jan 2026 07:06:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_2193.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_2193.jpeg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_2193-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_2193-585x329.jpeg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>Con il suo nuovo singolo Trattieni il respiro Laura Avallone, in arte AvA, anticipa l&#8217;album Fammi Fallire, un progetto senza filtri che racconta legami tossici, dipendenza emotiva e il coraggio&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_2193.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_2193.jpeg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_2193-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_2193-585x329.jpeg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p><p><em>Con il suo nuovo singolo Trattieni il respiro Laura Avallone, in arte AvA, anticipa l&#8217;album Fammi Fallire, un progetto senza filtri che racconta legami tossici, dipendenza emotiva e il coraggio di fermarsi, anche quando fa male.</em></p>
<p>Dal <strong>23 gennaio 2025</strong> è disponibile in <strong>rotazione radiofonica</strong> e su tutte le <strong>piattaforme digitali</strong> <strong>Trattieni il respiro</strong>, il nuovo <strong>singolo</strong> di Laura Avallone, in arte <strong>AvA</strong>, che anticipa l’uscita dell’album <strong>Fammi Fallire</strong>, atteso dal <strong>30 gennaio</strong>. Un brano che segna subito il tono del progetto: <strong>diretto</strong>, <strong>teso</strong>, <strong>profondamente umano</strong>.</p>
<p><strong>Trattieni il respiro</strong> prende forma da una <strong>relazione ciclica</strong>, di quelle che sembrano finite e invece <strong>ritornano</strong>, lasciando addosso la stessa sensazione di <strong>apnea emotiva</strong>. AvA esplora <strong>legami tossici</strong> e <strong>dipendenza affettiva</strong> attraverso una <strong>narrazione asciutta</strong>, priva di <strong>romanticismi</strong>: <strong>parcheggi vuoti</strong>, <strong>semafori rossi</strong>, <strong>discussioni</strong> che si ripetono senza evolversi. È il racconto di chi sa di dover <strong>andare via</strong>, ma <strong>resta</strong>, consumandosi lentamente.</p>
<p>Il <strong>ritornello</strong> arriva <strong>senza filtri</strong>, come una <strong>frase di difesa</strong> pronunciata quando ogni tentativo di <strong>spiegazione</strong> è fallito. Non c’è <strong>rabbia</strong> né <strong>nostalgia</strong>, solo la necessità di <strong>proteggersi</strong>. Sul piano <strong>sonoro</strong>, il brano si muove tra <strong>urban pop</strong> ed <strong>elettronica</strong>: le <strong>strofe</strong> sono <strong>trattenute</strong>, quasi <strong>sussurrate</strong>, mentre il ritornello <strong>esplode</strong> senza mai diventare <strong>liberatorio</strong>. La <strong>tensione</strong> resta sospesa, sostenuta da una <strong>voce</strong> che non cerca l’<strong>effetto</strong>, ma resta fedele al <strong>racconto</strong>.</p>
<p>“<strong>Trattieni il respiro</strong> è nato quando ho capito di essere rimasta troppo a lungo dentro qualcosa che non <strong>funzionava</strong> più”, racconta <strong>AvA</strong>. “L’ho scritto di <strong>getto</strong> per fissare quella sensazione di <strong>apnea</strong> che provi quando sai di dovertene andare e invece <strong>resti</strong>. Ho voluto che il brano rimanesse <strong>teso</strong> e <strong>irrisolto</strong>, come quelle storie che non hanno mai una vera <strong>chiusura</strong>. Non <strong>spiega</strong> i sentimenti, li <strong>fotografa</strong>. Non cerca <strong>consolazione</strong>, ma <strong>verità</strong>”.</p>
<p>Il <strong>lyric video</strong> del singolo è disponibile su <strong>YouTube</strong> <a href="https://youtu.be/NN9fVrjMoXE">https://youtu.be/NN9fVrjMoXE</a></p>
<p>Con <strong>Fammi Fallire</strong>, AvA si conferma una <strong>voce fuori dagli schemi</strong> nel panorama <strong>urban</strong> e <strong>alt-pop italiano</strong>. L’album è un’<strong>indagine lucida</strong> sull’<strong>apnea emotiva</strong> e sui <strong>rapporti</strong> che si consumano senza spezzarsi mai del tutto. La <strong>scrittura</strong> si ancora a <strong>dettagli quotidiani</strong> — un <strong>bacio rubato</strong>, un <strong>silenzio che pesa</strong>, l’<strong>eco di un litigio</strong> — trasformandoli in un racconto <strong>crudo</strong> e <strong>necessario</strong>.</p>
<p>Al centro del disco emergono tre <strong>rivendicazioni</strong> forti: il <strong>diritto alla lentezza</strong>, il <strong>diritto alla disperazione</strong> e il <strong>diritto al fallimento</strong> come passaggio fondamentale per la <strong>crescita personale</strong>. Anche qui, i <strong>contrasti sonori</strong> sono netti: <strong>ritornelli diretti</strong> e a tratti <strong>brutali</strong> non offrono una vera <strong>catarsi</strong>, ma mantengono l’ascoltatore in uno stato di <strong>tensione costante</strong>.</p>
<p>“<strong>Fammi Fallire</strong> è un disco scritto senza l’idea di dover <strong>funzionare</strong>”, spiega l’artista. “Non volevo un lavoro <strong>rassicurante</strong>, ma <strong>onesto</strong>. Non dà <strong>soluzioni</strong> e non addolcisce la <strong>realtà</strong>. A volte <strong>fallire</strong> è l’unico modo per smettere di <strong>ripetere</strong> sempre la stessa <strong>storia</strong>”.</p>
<p>Un album che non <strong>consola</strong>, ma <strong>riconosce</strong>. Che non promette <strong>redenzione</strong>, ma invita ad <strong>abitare le proprie crepe</strong>.</p>
<p>I <strong>videoclip</strong> di AvA sono disponibili sul suo <strong>canale YouTube ufficiale</strong> <a href="https://www.youtube.com/@ava_official7923">https://www.youtube.com/@ava_official7923</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/01/25/ava-e-lapnea-emotiva-di-trattieni-il-respiro/">AvA e l’apnea emotiva di “Trattieni il respiro”</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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