<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Francesca Ripoldi, Autore presso lafrecciaweb.it</title>
	<atom:link href="https://www.lafrecciaweb.it/author/francesca-ripoldi/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.lafrecciaweb.it/author/francesca-ripoldi/</link>
	<description>la velocità dell&#039;informazione</description>
	<lastBuildDate>Tue, 02 Dec 2025 17:03:19 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/07/favicon-32x32-1.png</url>
	<title>Francesca Ripoldi, Autore presso lafrecciaweb.it</title>
	<link>https://www.lafrecciaweb.it/author/francesca-ripoldi/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">168598825</site>	<item>
		<title>Il continente che chiamo Casa</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/12/02/il-continente-che-chiamo-casa/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=il-continente-che-chiamo-casa</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Ripoldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Dec 2025 17:03:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Parliamo diVino 🍷]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lafrecciaweb.it/?p=113858</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="480" height="640" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/foto-evidenza.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/foto-evidenza.jpg 480w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/foto-evidenza-225x300.jpg 225w" sizes="(max-width: 480px) 100vw, 480px" /></p>
<p>Con Rocco siamo a casa, letteralmente. Ci accoglie a casa sua, Linguaglossa (CT). Tra le mura domestiche sorge infatti anche la cantina; le vigne, invece, si trovano a pochi chilometri&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/12/02/il-continente-che-chiamo-casa/">Il continente che chiamo Casa</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con Rocco siamo a casa, letteralmente. Ci accoglie a casa sua, Linguaglossa (CT). Tra le mura domestiche sorge infatti anche la cantina; le vigne, invece, si trovano a pochi chilometri dall’uscio di casa. Ci apre la porta Rita, moglie di Rocco, la quale ci offre già dai primi momenti, un assaggio della passione che lega il marito al mondo del vino e alla sua terra. Per Rocco, infatti, questa è a tutti gli effetti una seconda vita; ci dice di essere nato in vigna, letteralmente, ma riesce a tornare a “casa” solamente quando termina i suoi incarichi come ispettore fitosanitario per la regione Sicilia. Rita ci racconta che in parte è colpa sua se l’azienda non accresce la produzione; questo perché, come accade a tutte le mamme, lei pensa ai suoi figli, i quali stanno prendendo una strada diversa da quella del padre: il più grande è urologo all’ospedale Garibaldi di Catania, la più piccola è ingegnere in un’azienda produttrice di succhi. Le preoccupazioni delle madri, in fondo, sono sempre le stesse, da nord a sud, da est a ovest: lasciar liberi i figli di percorrere il proprio cammino. E’ un quadretto familiare che racconta un focolare che tutti noi abbiamo da qualche parte nelle nostre memorie.</p>
<p>Per la Sicilia, la vite è una coltivazione che giunge dal passato. Infatti, l’arrivo di tale pianta sull’Etna risalirebbe alla conquista del luogo da parte dei Greci. Perché siamo sicuri che i Greci conoscevano questa pianta? Perché attorno alla nascita della vite vi sono diversi miti. I più antichi, inoltre, non ne associano la nascita alle storie di Dioniso. Infatti, Ateneo, negli anni 193-197 d.C., ci racconta che Oresteo, figlio di Deucalione, si recò in Etolia e, in quei luoghi, una sua cagna partorì un ceppo. Quando, dietro suo ordine, questo fu interrato, ne nacque la pianta dell’uva. La cagna, secondo un filone interpretativo, sembrerebbe essere la rappresentazione simbolica del cane della costellazione di Orione, cioè la stella Sirio.</p>
<p>Il legame della Sicilia con la Grecia si può leggere anche attraverso il numero di storie che la leggenda ci tramanda. Ulisse, arrivato in Sicilia, incontra proprio su queste terre il gigante Polifemo che altro non sarebbe che una rielaborazione fantasiosa di quanto i Greci trovarono qui al loro arrivo: gli scheletri di una specie di elefante nano che viveva su queste terre in epoca preistorica. I Faraglioni di Aci Trezza, inoltre, sarebbero proprio le pietre che Polifemo scagliò contro Ulisse e i suoi compagni di viaggio dopo essere stato gabbato da “Nessuno”. Questo forte legame attraversa i secoli, a tal punto che, il simbolo di Catania è proprio l’elefante.</p>
<p>Ma dove nasce la storia di Rocco? Nasce con il nonno, che, come tanti, era emigrato in America in cerca di lavoro e una volta tornato decise di investire le proprie fortune acquistando del terreno. Vennero piantate le prime vigne e il vino venduto per lo più in Francia dove la filossera era oramai arrivata ovunque mietendo molte vittime. Le vigne dell’Etna, invece, furono tra le pochissime che riuscirono a salvarsi perché i suoli vulcanici e le condizioni climatiche sono stati una barriera a lungo insormontabile per questo parassita. Nonostante questo, ad un certo punto i vigneti diminuiscono, si decide di destinare sempre più terreno ad altre coltivazioni, ma non vi sono motivazioni specifiche a supporto di tali scelte che siano state tramandate fino ai giorni nostri. Rocco conosce ogni dettaglio della storia di questo luogo, e riesce a narrarci tutti gli aneddoti che lo riguardano; dai miti alla lingua, dall’architettura alle DOP, fino ai terroir che caratterizzano questo continente. Si, perché l’Etna è un continente nel continente. Le etichette che Rocco ha scelto per i propri vini, raccontano in qualche modo l’importanza che la Sicilia e l’Etna hanno per lui.</p>
<p>Oggi ci sono circa 1700 ettari vitati con una produzione totale di circa 7 milioni di bottiglie appartenenti a circa 350 aziende. Altro dato importante per capire l’Etna, è che il 70% delle bottiglie viene fatto dal 15% dei produttori; la polverizzazione è totale, perché molti, come Rocco, producono pochissime bottiglie, ma colme di passione. Aìtala, l’azienda di Rocco, deve in realtà il suo nome alla famiglia della moglie. Ha ottenuto la certificazione biologica e conta all’anno circa 1.400 bottiglie di Etna Bianco, 1.400 di Rosè, 2.000 di Syrah e 3.500 di Etna Rosso. Rocco ci accompagna in cantina, luogo che si trova al piano interrato di casa sua, sembra quasi surreale. Ogni sua bottiglia è etichettata e incapsulata a mano, in famiglia, in garage. Lascio a voi giudicare quanta poesia ci sia in questa narrazione.</p>
<p>La vendemmia è eseguita interamente a mano; le uve rosse, una volta diraspate, vanno direttamente in acciaio dove rimangono a fermentare per un periodo che va da quindici a venti giorni.</p>
<p>Il rosè, aggiunto alla produzione nel 2024, è frutto di una vinificazione in bianco delle uve di Nerello Mascalese. Le bucce durante la fermentazione permangono per un tempo molto breve, in modo da donare al vino un colore molto chiaro e mantenere il più possibile l’aroma fruttato. Questo vino è l’unico ad avere un nome: si chiama “<em>Sisì</em>” in onore di Silvia, la secondogenita.<img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-113862 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/foto-2-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/foto-2-225x300.jpg 225w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/foto-2.jpg 480w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></p>
<p>L’Etna bianco di Aitala è fatto con l’80% di uve di Carricante, 10% di Cataratto, 5% di Inzolia e 5% di Minnella; viste le ridotte quantità, il blend viene fatto direttamente in vigna. Ogni contrada, qui, ha la sua ricetta e ogni vino è differente, grazie ad un terroir che evolve di chilometro in chilometro. Il nome della contrada, un po’ come i cru francesi, è riportato in etichetta, quasi a voler sottolineare l’indipendenza del gusto, frutto dell’originalità di ogni quadratino di terra. Qui siamo in Contrada Martinella, che deve il proprio nome alla “Mattina”, perché siamo ad Est, proprio dove sorge il sole.</p>
<p>L’Etna Rosso è invece 95% nerello mascalese, 5% nerello cappuccio. Assaggiamo l’annata 2021 e subito a seguire l’annata 2022. Non c’è botte, si sente l’astringenza del tannino, più nel 2021 che nel 2022, a testimonianza che la vigna ha un carattere mai uguale, capace sempre di sorprendere e mutare. Si percepisce la liquirizia alle spalle dei frutti rossi. Forse più di tutto però, percepiamo l’aura familiare dietro a questo vino, le parole di Rocco ci parlano non solo di terra, non solo di sapori, ma anche dell’aiuto reciproco di tutti i piccoli allevatori della zona, pronti ad offrire ciò che manca per crescere insieme. Cosa mi fa vedere questo vino? Storie. Storie attorno ad un cammino, che arrivano dal passato, dalla memoria di Rocco che, in qualche modo, tramanda aneddoti ed esperienze uniche e caratteristiche. È un fiume in piena, richiama alla mia memoria certi racconti che ascoltavo da bambina quando andavo in campagna dai nonni sebbene all’epoca, forse, non potessi percepirne la potenza. Ora, da adulta, con un buon rosso in mano, è come se quei racconti tornassero amplificati dalla consapevolezza, pieni di quella bellezza che è rimasta latente, anche se scritta nelle mie emozioni tanto tempo fa.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2025%2F12%2F02%2Fil-continente-che-chiamo-casa%2F&amp;linkname=Il%20continente%20che%20chiamo%20Casa" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2025%2F12%2F02%2Fil-continente-che-chiamo-casa%2F&#038;title=Il%20continente%20che%20chiamo%20Casa" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2025/12/02/il-continente-che-chiamo-casa/" data-a2a-title="Il continente che chiamo Casa"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/12/02/il-continente-che-chiamo-casa/">Il continente che chiamo Casa</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">113858</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Un giovane Eolo sogna una notte di mezza estate in Marmilla</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/09/16/un-giovane-eolo-sogna-una-notte-di-mezza-estate-in-marmilla/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=un-giovane-eolo-sogna-una-notte-di-mezza-estate-in-marmilla</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Ripoldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Sep 2025 19:22:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Parliamo diVino 🍷]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[Vino e Gastronomia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lafrecciaweb.it/?p=108341</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1225" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/1000102034-scaled-e1758050509387.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/1000102034-scaled-e1758050509387.jpg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/1000102034-scaled-e1758050509387-300x191.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/1000102034-scaled-e1758050509387-1024x653.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/1000102034-scaled-e1758050509387-768x490.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/1000102034-scaled-e1758050509387-1536x980.jpg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/1000102034-scaled-e1758050509387-1170x746.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/1000102034-scaled-e1758050509387-585x373.jpg 585w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La cantina protagonista di questa storia è apparsa ai miei occhi quasi come una cattedrale che svetta sopra una collina, un Sacré-Cœur sardo. La strada che ci separa da essa&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/09/16/un-giovane-eolo-sogna-una-notte-di-mezza-estate-in-marmilla/">Un giovane Eolo sogna una notte di mezza estate in Marmilla</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="342" data-end="843">La cantina protagonista di questa storia è apparsa ai miei occhi quasi come una cattedrale che svetta sopra una collina, un Sacré-Cœur sardo. La strada che ci separa da essa è lunga qualche chilometro e la vista si perde nei colori della Marmilla. Le sue rotondità e il silenzio che le avvolge rendono l’arrivo in cima quasi mistico, complice anche il vento che soffia costantemente in questi luoghi, producendo una sorta di interferenza: un rumore bianco che non stona in alcun modo con il paesaggio.</p>
<p data-start="845" data-end="1317">La Marmilla è un’area collinare molto antica, situata nella provincia di Oristano. Questo territorio è caratterizzato dalla presenza di sabbia e limo, marmo e calcare, ma l’elemento che forse fa da protagonista è il sale, minerale capace di regalare importanti livelli di sapidità. Questa peculiarità è ulteriormente accentuata dal vento che, non solo allontana l’umidità, ma rafforza anche la salinità. Ed è proprio questo alleato, non a caso, a dare il nome all’azienda.</p>
<p data-start="1319" data-end="3134">Questa regione, in passato, custodiva una grande tradizione vitivinicola e, con i suoi 2.500 ettari, rappresentava la maggior<br />
parte della produzione enologica dell’intera Sardegna. Tuttavia, nel tentativo di stimolare l’attecchimento di un vero tessuto industriale, le istituzioni avviarono una politica di espianti aggressiva, finanziata dall’Unione europea, che in breve tempo portò la zona a svuotarsi della maggior parte dei vigneti. <img decoding="async" class="alignright wp-image-108346" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/1000102131-150x150.jpg" alt="" width="221" height="221" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/1000102131-150x150.jpg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/1000102131-585x585.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/1000102131-640x640.jpg 640w" sizes="(max-width: 221px) 100vw, 221px" />Dagli anni ’70 ai primi anni 2000 la superficie vitata si è dimezzata. È in questo contesto che si innesta la storia di Salvatore Pilloni, il quale nel 2008 decide di riacquistare il terreno appartenuto in passato alla famiglia. Lo spirito d’avventura e il coraggio imprenditoriale contraddistinguono fin dalle origini questa narrazione: un ritorno alle radici che si sovrappone al vuoto lasciato dalle difficoltà economiche. Ancora oggi questo atteggiamento permea le scelte di Valeria, Roberta e Nicola, che conducono l’azienda fondata dal padre. L’attività, infatti, è cresciuta: si è affiancata l’azienda agricola con il ristorante Arieddas e, in futuro, si punta anche all’accoglienza. Proprio ora è in corso l’ampliamento della cantina, accompagnato dall’estensione dei terreni di proprietà della famiglia, passati da 50 a 80 ettari. Anche la scelta di un’etichetta creativa e di una bottiglia serigrafata ha rappresentato, nel suo piccolo, un elemento di rottura col passato. Domenico Sanna, responsabile dell’accoglienza e degli eventi di Su’Entu, è portavoce entusiasta di questo modus vivendi; crede fermamente nel guardare sempre al futuro, coinvolgendo quante più persone possibili nel settore dell’enogastronomia anche attraverso mezzi non convenzionali. Da qui nasce, infatti, anche la collaborazione con Lonely Planet, che dedica un opuscolo al vino di Sardegna.</p>
<p data-start="3136" data-end="3727"><img decoding="async" class="wp-image-108343 alignleft" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/1000102038-150x150.jpg" alt="" width="242" height="242" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/1000102038-150x150.jpg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/1000102038-585x585.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/1000102038-640x640.jpg 640w" sizes="(max-width: 242px) 100vw, 242px" />Attualmente l’azienda adotta un regime integrato e spera, in futuro, di ottenere la certificazione biologica. L’offerta di vini è ampia, sia negli uvaggi sia nelle modalità di vinificazione, sebbene si tenda a prediligere affinamenti in acciaio: vini giovani e freschi, capaci di conservare aromi e profumi primari. Non mancano, tuttavia, progetti di affinamento in botte. La Linea Terrùas, ad esempio, comprende un cannonau riserva (circa 1.500 bottiglie) che affina sei mesi in botte e poi dodici in tulipe di cemento, nonché un vermentino superiore il cui 20% del mosto passa in tonneaux.</p>
<p data-start="3729" data-end="4449">In degustazione abbiamo messo a confronto due bottiglie totalmente antitetiche, ma capaci, proprio nella loro diversità, di stimolare sensazioni intense. Si tratta di Su’ Imari e di Su’ Aro: da un lato, un Vermentino di Sardegna DOC fresco, pungente, dal sapore deciso, che ricorda una natura pronta a sbocciare in primavera; dall’altro, un blend in bottiglia di nasco, moscato e chardonnay, che irrompe come l’estate, con note di frutta tropicale e un colore più caldo, dai riflessi dorati. In questo chiasmo di gusto, consiglio di accompagnare il Vermentino con la mortadella al mirto e miele, anch’essa prodotta in famiglia: il risultato è un perfetto bilanciamento tra la nota grassa e la sapidità naturale del vino. <img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-108344 alignleft" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/1000102041-150x150.jpg" alt="" width="226" height="226" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/1000102041-150x150.jpg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/1000102041-585x585.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/1000102041-640x640.jpg 640w" sizes="(max-width: 226px) 100vw, 226px" /></p>
<p data-start="4451" data-end="5503">Se si parla di vino di Sardegna, non può mancare il Cannonau, che qui troviamo in purezza, senza l’aggiunta di quel 10% di altre uve consentito dal disciplinare. Su’ Anima è frutto, ancora una volta, di una scelta coraggiosa ed esprime un colore tenue, insolito per il Cannonau nell’immaginario comune. La vinificazione è breve e solo in acciaio: un vino caratterizzato da sentori fruttati molto intensi e da un tannino poco marcato. La sua amabilità lo rende una buona scelta per l’aperitivo, accompagnato anche soltanto da qualche foglio di pane carasau condito con olio e origano. Decisamente più intenso è invece Su’ Nico, che ha come protagonista l’uva Bovale, rimasta a lungo confinata nell’anonimato. La sua carica polifenolica è elevata e regala un rosso rubino intenso con riflessi violacei e tannino più presente. In questo caso, oltre alla fermentazione in acciaio, c’è un passaggio di dodici mesi in botte che dona maggiore rotondità. Il suo carattere deciso si sposa bene con i formaggi di Argiolas, che ci accompagnano nella degustazione. <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-108345" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/1000102109-150x150.jpg" alt="" width="254" height="254" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/1000102109-150x150.jpg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/1000102109-585x585.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/1000102109-640x640.jpg 640w" sizes="(max-width: 254px) 100vw, 254px" /></p>
<p data-start="5505" data-end="6049">Ciò che resta al termine del bicchiere è un velo di freschezza: non solo nei profumi e al palato, ma qualcosa di più persistente che risuona anche nelle parole di chi racconta Su’Entu. È la stessa sensazione che si prova sulla cima di queste colline, dove la melodia del vento si ripete costantemente. Così risuona il fruscio delle idee: giovani, fresche, sempre orientate al futuro e pronte ad affrontare le sfide del domani, prima fra tutte l’aumento costante delle temperature e la scarsità d’acqua che ormai caratterizzano questa regione.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2025%2F09%2F16%2Fun-giovane-eolo-sogna-una-notte-di-mezza-estate-in-marmilla%2F&amp;linkname=Un%20giovane%20Eolo%20sogna%20una%20notte%20di%20mezza%20estate%20in%20Marmilla" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2025%2F09%2F16%2Fun-giovane-eolo-sogna-una-notte-di-mezza-estate-in-marmilla%2F&#038;title=Un%20giovane%20Eolo%20sogna%20una%20notte%20di%20mezza%20estate%20in%20Marmilla" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2025/09/16/un-giovane-eolo-sogna-una-notte-di-mezza-estate-in-marmilla/" data-a2a-title="Un giovane Eolo sogna una notte di mezza estate in Marmilla"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/09/16/un-giovane-eolo-sogna-una-notte-di-mezza-estate-in-marmilla/">Un giovane Eolo sogna una notte di mezza estate in Marmilla</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">108341</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Una nobile tenzone, un grande Classico. L&#8217;ingegno che ci contraddistingue</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/05/28/una-nobile-tenzone-un-grande-classico-lingegno-che-ci-contraddistingue/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=una-nobile-tenzone-un-grande-classico-lingegno-che-ci-contraddistingue</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Ripoldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 May 2025 05:35:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Parliamo diVino 🍷]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[Vino e Gastronomia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lafrecciaweb.it/?p=104006</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="2560" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/1000088226-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/1000088226-scaled.jpg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/1000088226-225x300.jpg 225w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/1000088226-768x1024.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/1000088226-1152x1536.jpg 1152w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/1000088226-1536x2048.jpg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/1000088226-1170x1560.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/1000088226-585x780.jpg 585w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Gallo Nero, emblema della toscanità, presente su quasi tutti i souvenir del luogo, vanta una storia curiosa, oltre a rappresentare il primo consorzio vinicolo fondato in Italia (1924). La&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/05/28/una-nobile-tenzone-un-grande-classico-lingegno-che-ci-contraddistingue/">Una nobile tenzone, un grande Classico. L&#8217;ingegno che ci contraddistingue</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Il Gallo Nero, emblema della toscanità, presente su quasi tutti i souvenir del luogo, vanta una storia curiosa, oltre a rappresentare il primo consorzio vinicolo fondato in Italia (1924). La storia del Gallo Nero, tuttavia, ha origini ben più antiche; leggenda narra che, nel Medioevo, Siena e Firenze volessero mettere fine all’eterna contesa per la definizione dei loro confini. Come? Beh, con una sfida tra gentiluomini, ovviamente. Allo scoccare del canto del gallo, i cavalieri delle opposte fazioni avrebbero dovuto mettersi in marcia e, proprio lì, nell’esatto punto in cui si fossero incontrati, sarebbe stato tracciato il nuovo confine del territorio. La logica sembrava suggerire che l’incontro sarebbe dovuto avvenire a metà strada, viste le ipotesi in campo; i fiorentini, invece, decisero di forzare la mano, utilizzando un gallo di colore nero, tenuto – sembrerebbe – a digiuno da qualche ora, regalandosi così un enorme vantaggio competitivo. Infatti, poiché molto affamato, il Gallo Nero finì per cantare molto prima di quello senese. Ed è così che, a partire da allora, la terra del Chianti Classico giunge fino a Castellina, a pochi chilometri da Siena. Il Gallo Nero, diventato poi simbolo anche della Lega del Chianti, è rimasto indissolubilmente legato al territorio e, ad oggi, la terra del Chianti Classico comprende i comuni di Castellina, Gaiole, Greve e Radda in Chianti e, parzialmente, quelli di Barberino Tavernelle, Castelnuovo Berardenga, Poggibonsi e San Casciano in Val di Pesa.<br />
Eccoci dunque nel Chianti Classico a Montefioralle, comune di Greve in Chianti (FI); Andrea, classe 1992, è il protagonista</p>
<p style="font-weight: 400;"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-104008 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/1000088257-150x150.jpg" alt="" width="289" height="289" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/1000088257-150x150.jpg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/1000088257-585x585.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/1000088257-640x640.jpg 640w" sizes="(max-width: 289px) 100vw, 289px" />dell’azienda agricola Le Palaie. Dedica anima e corpo all’azienda vinicola, fondata dal nonno nel 1993. Qui, tutto è in famiglia, sembra quasi un racconto d’altri tempi, un Edmund de Amicis le cui parole si scrivono su uno sfondo giallo ocra intervallato da cipressi e silenzi.<br />
Andrea lavora gomito a gomito con il padre e confessa orgoglioso che la vendemmia, fatta rigorosamente a mano, è frutto solo delle loro energie, nessun aiuto esterno, tre ettari e mezzo di vigne che ascoltano il tocco di sole quattro mani. La vendemmia inizia attorno al 20 settembre con il merlot, continua gli ultimi giorni del mese con il sangiovese e termina durante i primi di ottobre con il cabernet.<br />
Il nonno di Andrea, in paese, se lo ricordano anche per la sua generosità; parlando con un ristoratore locale ho scoperto che, al termine della raccolta delle olive, il fondatore delle Palaie era solito organizzare una grigliata con tutti coloro che ne avevano preso parte, una festa insomma, per omaggiare tutti per le fatiche sostenute. Forse, proprio sulla scia di questa tradizione, per i quarant’anni di attività, Andrea ha voluto organizzare una grande festa alle Palaie, invitando tutti i clienti e gli amici, un traguardo importante, da festeggiare a “casa”, in ossequio alla tradizione in cui è cresciuto.</p>
<p style="font-weight: 400;">Tra i progetti futuri di Andrea, inoltre, c’è la costruzione di una nuova cantina della dimensione di 150 metri quadri, arredata con botti in ceramica pensate appositamente per esaltare il gusto del suo vino e distinguersi dalle altre aziende così come, d’altronde, ha già fatto nella scelta della ricetta del suo Chianti Classico ove i vitigni internazionali si mescolano al sangiovese. Tra i suoi desideri, c’è anche un progetto segreto dal colore rosé, che gli fa brillare gli occhi, perciò non ho nessuna intenzione di dare alcuna anticipazione, anche se confesso che mi piacerebbe assaporarlo nel bicchiere, prima o poi.<br />
La produzione delle Palaie si attesta sulle dodicimila bottiglie, sebbene la messa a dimora di tre nuove vigne, prometta di elevarla raggiungendo un totale di circa sedicimila. <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-104010" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/1000088297-150x150.jpg" alt="" width="190" height="190" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/1000088297-150x150.jpg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/1000088297-585x585.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/1000088297-640x640.jpg 640w" sizes="(max-width: 190px) 100vw, 190px" /><br />
La degustazione è stata una vera e propria esperienza enogastronomica completa; i vini di Andrea, sono stati accompagnati da un ricco buffet della tradizione a km0, in alcuni casi, si può dire che la distanza fosse quantificabile forse in pochi metri. Ad accompagnare il Chianti Classico del 2022, crostini di pane toscano, avvolti in una crema di peperoni – letteralmente strepitosa &#8211; preparata dalla mamma di Andrea, alternati da pane sfumato con l’olio prodotto dagli ulivi che circondano la vigna.<br />
Qui abbiamo un vino composto per il 90% da sangiovese grosso e, per la restante parte, merlot e cabernet equamente suddivisi; per le caratteristiche dell’annata, si è scelto per le singole uve l’affinamento in tonneau, e, successivamente, la sola sangiovese è stata ripassata anche in acciaio per un periodo di nove mesi; il blend nasce durante l’ultima fase, prima che il vino venga passato in bottiglia. Il risultato è comunque un vino con un tannino molto forte, motivo per cui si sposa molto bene anche con il salame toscano della nonna e, perché no, pure con la sbriciolona che è molto pastosa al gusto. <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-104011" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/1000088453-150x150.jpg" alt="" width="228" height="228" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/1000088453-150x150.jpg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/1000088453-585x585.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/1000088453-640x640.jpg 640w" sizes="(max-width: 228px) 100vw, 228px" /><br />
Nel Chianti Classico del 2023 il sangiovese grosso cede in parte il passo a merlot e cabernet, il barrique si sostituisce al tonneau e il riposo in acciaio del sangiovese passa da nove a diciotto mesi; Il vino si arrotonda rispetto al precedente, e si sposa in maniera signorile con il pecorino e la marmellata di arance. Si chiude con un vino ribelle, un Super Tuscan del 2022, 50% merlot e 50% cabernet, accompagnato da un semifreddo al pistacchio fatto dalla compagna di Andrea, pasticcera appassionata e sempre alla ricerca di qualche nuova ricetta. L’etichetta, in onore del nonno, riporta stilizzato il profilo del suo viso e la sua firma.</p>
<p style="font-weight: 400;">Tra i tavoli si aggira anche la quarta generazione che da poco ha smesso di gattonare, completando quella sensazione diidillio familiare da borgo d’altri tempi. La bellezza del vino è anche il contesto: in questo caso, una gustosa festa familiare, riecheggiando in un giorno estivo, ha riportato alla luce qualcosa di felice, un ricordo d’infanzia ormai sbiadito ma ancora capace di suscitare l’emozione di un tempo che sembrava perduto.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2025%2F05%2F28%2Funa-nobile-tenzone-un-grande-classico-lingegno-che-ci-contraddistingue%2F&amp;linkname=Una%20nobile%20tenzone%2C%20un%20grande%20Classico.%20L%E2%80%99ingegno%20che%20ci%20contraddistingue" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2025%2F05%2F28%2Funa-nobile-tenzone-un-grande-classico-lingegno-che-ci-contraddistingue%2F&#038;title=Una%20nobile%20tenzone%2C%20un%20grande%20Classico.%20L%E2%80%99ingegno%20che%20ci%20contraddistingue" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2025/05/28/una-nobile-tenzone-un-grande-classico-lingegno-che-ci-contraddistingue/" data-a2a-title="Una nobile tenzone, un grande Classico. L’ingegno che ci contraddistingue"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/05/28/una-nobile-tenzone-un-grande-classico-lingegno-che-ci-contraddistingue/">Una nobile tenzone, un grande Classico. L&#8217;ingegno che ci contraddistingue</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">104006</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Dimenticare per rinascere</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/04/11/dimenticare-per-rinascere/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=dimenticare-per-rinascere</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Ripoldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Apr 2025 07:55:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Parliamo diVino 🍷]]></category>
		<category><![CDATA[Vino e Gastronomia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lafrecciaweb.it/?p=102156</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1404" height="1224" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/04/Screenshot-2025-04-11-alle-09.57.27.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/04/Screenshot-2025-04-11-alle-09.57.27.png 1404w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/04/Screenshot-2025-04-11-alle-09.57.27-300x262.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/04/Screenshot-2025-04-11-alle-09.57.27-1024x893.png 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/04/Screenshot-2025-04-11-alle-09.57.27-768x670.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/04/Screenshot-2025-04-11-alle-09.57.27-1170x1020.png 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/04/Screenshot-2025-04-11-alle-09.57.27-585x510.png 585w" sizes="(max-width: 1404px) 100vw, 1404px" /></p>
<p>Siamo soliti pensare che, per attraversare la storia e i secoli, ciò che conta sia non essere dimenticati; eppure, la fama non è tutto, per citare parole note a tutti&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/04/11/dimenticare-per-rinascere/">Dimenticare per rinascere</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div dir="auto">Siamo soliti pensare che, per attraversare la storia e i secoli, ciò che conta sia non essere dimenticati; eppure, la fama non è tutto, per citare parole note a tutti gli amanti del fantasy. In una terra già conosciuta ai tempi dei Romani per la produzione del vino, abbastanza quantomeno da regalarle un epiteto speciale, ovvero, “<i>Vallis polis cellae</i>” (terra delle molte cantine), fu proprio l’oblio a plasmare uno dei vini più amati al giorno d’oggi.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">La leggenda narra, infatti, che un vinaiolo, dimenticatosi in cantina di una botte di <b>Recioto</b>, tornato ad assaggiarlo quando ormai la fermentazione era giunta a compimento, si trovò ad pronunciare la celebre frase “<i>Questo non è Amaro, è Amaròn</i>”. Chi invece, d’altra parte, si definisce amante più della Storia che delle storie, racconta qualcosa di differente, ovvero, che durante l’occupazione, i contadini, stanchi delle ruberie dei tedeschi, riuscissero a nascondere delle bottiglie di Recioto, e che queste prendessero nuova vita sempre grazie al temuto oblio. Qualunque sia la verità in merito alle sue origini, tuttavia, va evidenziato che oggi, in tutta la Valpolicella, si producono circa 14 milioni di bottiglie di Amarone e Recioto, e, a quest’ultimo, nato per essere protagonista, non rimane che vivere di luce riflessa.</div>
<div dir="auto"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-102159" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/04/IMG_20250329_120058-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/04/IMG_20250329_120058-225x300.jpg 225w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/04/IMG_20250329_120058-768x1024.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/04/IMG_20250329_120058-1152x1536.jpg 1152w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/04/IMG_20250329_120058-1536x2048.jpg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/04/IMG_20250329_120058-scaled.jpg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/04/IMG_20250329_120058-1170x1560.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/04/IMG_20250329_120058-585x780.jpg 585w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></div>
<div dir="auto">Nel 1935 Carlo Roberto Meroni giunge in Valpolicella, “colmo” di quello che oggi chiameremmo talento imprenditoriale. Arrivava da Milano e l’azienda di famiglia era rinomata per la produzione di cappelli. Tuttavia, a Sant’Ambrogio (VR), nella Valpolicella classica, acquista una tenuta storica, nota almeno dal 1706, e si dedica anima e corpo al mondo del vino. Oggi l’azienda lavora solo con le proprie uve, produce all’anno circa cinquantamila bottiglie, per lo più destinate all’esportazione e copre 15 ettari: 11 dedicati al vino, mentre la parte restante accoglie uliveti e bosco. Il perché di questa scelta? Conservare, il più inalterati possibile, profumi e paesaggi tipici della vallata in cui sono ospitate le vigne. Inoltre, la vicinanza del bosco, aiuta a mitigare il calore del terreno che sempre più soffoca i vigneti, rilasciando la propria umidità durante la notte.</div>
<div dir="auto">Oggi la cantina è guidata dal nipote del fondatore. Carlo percorre la strada della tradizione dedicandosi alle uve autoctone della zona rappresentate da Corvina, Corvinone e Rondinella. Nella sua ricetta, aggiunge ad esse anche ciò che oggi per il disciplinare non è più obbligatorio, ovvero la Molinara.</div>
<div dir="auto">La vendemmia viene eseguita manualmente e, a sottolineare l’unicità di questa terra, essa si caratterizza in due fasi distinte. Durante la prima, che normalmente ha inizio intorno al 10 settembre, vengono raccolte le uve destinate alla produzione di Recioto e <b>Amarone</b>. Infatti, a meno che i grappoli non presentino particolari fragilità, queste vengono messe in appassimento adagiandole sulle relle. Questa struttura, costituita da canne di bambù, rappresenta un metodo di appassimento antico, sebbene, ad oggi, sia considerato ancora il miglior modo di condurre questo delicato processo. In un secondo momento vengono raccolte, invece, le uve che verranno utilizzate per i vini più giovani, uve che andranno poi subito in pigiatura.</div>
<div dir="auto"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-102161 alignleft" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/04/IMG_20250329_124122-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/04/IMG_20250329_124122-225x300.jpg 225w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/04/IMG_20250329_124122-768x1024.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/04/IMG_20250329_124122-1152x1536.jpg 1152w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/04/IMG_20250329_124122-1536x2048.jpg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/04/IMG_20250329_124122-scaled.jpg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/04/IMG_20250329_124122-1170x1560.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/04/IMG_20250329_124122-585x780.jpg 585w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></div>
<div dir="auto">Ed ecco i vini della cantina di Carlo. A partire dal vino più giovane, abbiamo il <b>Valpolicella Classico</b>; viene lasciato macerare per venticinque giorni e, successivamente, una parte invecchia cinque-sei mesi in botte di rovere, mentre la parte restante riposa in acciaio per il medesimo periodo. Successivamente le due parti vengono riunite in egual proporzione in bottiglia per terminare l’affinamento. Il suo colore è molto chiaro, tanto da stupire l’occhio abituato al rosso intenso, così come siamo soliti descriverlo attraverso la nostra grammatica dei colori. È amabile, molto profumato, goduto fresco ad aperitivo: accompagnato da una bruschetta, ricoperta da un cucchiaio di baccalà mantecato, risulta una bellissima scoperta.</div>
<div dir="auto">Il <b>Valpolicella Superiore</b> presenta un colore più intenso, proprio quello che ci aspettiamo. E’ caratterizzato da un appassimento delle uve di circa 30 giorni, che si configura in una perdita di circa il 7-8% del peso iniziale e da un invecchiamento in botte di rovere per circa tre anni e mezzo, ben oltre il tempo minimo di 12 mesi previsto dal disciplinare. Al naso giunge un inconfondibile profumo di liquirizia e si presenta piacevolmente rotondo ed amabile, quasi “vellutato”.</div>
<div dir="auto">Ecco poi la vera celebrità, ovvero “Il <b>Ripasso</b>”, uno devi vini veneti più conosciuti in assoluto. Anche qui si potrebbe citare una storia popolare. Leggenda narra che il Ripasso sia nato come tentativo di nobilitare il Valpolicella Classico, vino che, al tempo dei Dogi, era destinato per lo più ai contadini che lavoravano nei campi per produrre il Recioto riservato invece ai proprietari terrieri. Da qui l’idea: generare una seconda fermentazione del Valpolicella Classico Superiore grazie al riutilizzo delle vinacce del Recioto. Queste, infatti, rispetto a quelle dell’Amarone, risultano meno povere poiché la prima fermentazione dura circa 10-15 giorni e, quindi, ancora atte a cedere grandi gusti e sentori; la produzione di Carlo Meroni dedicata a questo vino è di circa 3.100 bottiglie. Addolcito nei profumi, grazie all’apporto del Recioto, regala le tipiche sensazioni dell’uva passita, mentre, al gusto, comincia a farsi strada il tannino.</div>
<div dir="auto">Carlo oltre all’Amarone della tradizione, protagonista della linea “Velluto”, sperimenta anche un Amarone diverso. Nasce così l’Amarone 2018 della linea Carlo Meroni: invecchiamento di solo 3 anni e mezzo, rispetto ai 5 e utilizzo di botti di rovere di Slavonia di dimensioni minore e pari a 12,5 hl. <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-102162" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/04/IMG-20250329-WA0037-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/04/IMG-20250329-WA0037-225x300.jpg 225w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/04/IMG-20250329-WA0037-768x1024.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/04/IMG-20250329-WA0037-1152x1536.jpg 1152w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/04/IMG-20250329-WA0037-1170x1560.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/04/IMG-20250329-WA0037-585x780.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/04/IMG-20250329-WA0037.jpg 1536w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></div>
<div dir="auto">Grande regalo è stato poi godere dell’assaggio della “Riserva del fondatore”, caratterizzata da 8 anni di invecchiamento e prodotta solo in annualità con uve eccezionali. L’annata 2012 porta le proprie caratteristiche anche nell’etichetta. I colori scelti in tonalità pastello richiamano, infatti, la sofficità dell’annata. Gli stessi sono poi un inno a tutto ciò che rende il vino una grande opera d’arte: l’azzurro dell’acqua, il giallo del sole, il verde delle piante in vegetazione, il viola del colore delle uve mature, il rosa della mano dell’uomo e, dulcis in fundo, il rosso, colore del vino.</div>
<div dir="auto">In contrasto con l’austerità tipicamente abbinata all’Amarone, la scelta del colore pastello vuole anche suggerire allo sguardo di chi osserva che, forse, anche un vino di tale importanza non è poi così difficile ed impegnativo; può essere bensì anche amabile e accompagnare ugualmente le grandi occasioni. Insomma, un sogno liquido, un’occasione bellissima.</div>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2025%2F04%2F11%2Fdimenticare-per-rinascere%2F&amp;linkname=Dimenticare%20per%20rinascere" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2025%2F04%2F11%2Fdimenticare-per-rinascere%2F&#038;title=Dimenticare%20per%20rinascere" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2025/04/11/dimenticare-per-rinascere/" data-a2a-title="Dimenticare per rinascere"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/04/11/dimenticare-per-rinascere/">Dimenticare per rinascere</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">102156</post-id>	</item>
		<item>
		<title>San Martino, il bello e il buono si fondono in un bicchiere</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2024/11/18/parliamo-divino-san-martino-il-bello-e-il-buono-si-fondono-in-un-bicchiere/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=parliamo-divino-san-martino-il-bello-e-il-buono-si-fondono-in-un-bicchiere</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Ripoldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Nov 2024 07:10:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Parliamo diVino 🍷]]></category>
		<category><![CDATA[Parliamo diVino]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lafrecciaweb.it/?p=96308</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="2560" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/11/2.-Parliamo-di-vino.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/11/2.-Parliamo-di-vino.jpg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/11/2.-Parliamo-di-vino-225x300.jpg 225w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/11/2.-Parliamo-di-vino-768x1024.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/11/2.-Parliamo-di-vino-1152x1536.jpg 1152w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/11/2.-Parliamo-di-vino-1536x2048.jpg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/11/2.-Parliamo-di-vino-1170x1560.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/11/2.-Parliamo-di-vino-585x780.jpg 585w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Parliamo diVino 🍷- di Francesca Ripoldi  A Teolo (PD), vista colli, una piccola fattoria dove il vino diventa anche aggregazione sociale Fattoria il Brolo è un luogo che vuole connettersi&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2024/11/18/parliamo-divino-san-martino-il-bello-e-il-buono-si-fondono-in-un-bicchiere/">San Martino, il bello e il buono si fondono in un bicchiere</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Parliamo diVino 🍷- </strong></p>
<p><strong>di Francesca Ripoldi </strong></p>
<p><em>A Teolo (PD), vista colli, una piccola fattoria dove il vino diventa anche aggregazione sociale</em></p>
<p>Fattoria il Brolo è un luogo che vuole connettersi non solo alla <b>terra</b>, ma anche alla comunità. Produce circa 15.000 bottiglie all&#8217;anno e le sue vigne sono attorniate da gelsi, i quali diventano protagonisti, con diverse sfumature, di tutte le etichette delle bottiglie. L&#8217;impressione che ho avuto è che in qualche modo la <b>gelsobachicoltura</b> sia la loro origine, il fattore scatenante da non dimenticare. L&#8217;azienda agricola, nata nel 2015, grazie alla società cooperativa Idee Verdi, è situata all&#8217;interno di una tenuta più ampia a Teolo (PD), ai piedi dei colli euganei. Le cascine presenti sono state in parte ristrutturate ed è stato creato così anche uno spazio dedicato alla didattica, le cui attività danno ai ragazzi la possibilità di entrare in contatto con la <b>natura</b>, con l&#8217;obiettivo di offrire i mezzi per conoscerla, rispettarla e, perché no, magari amarla. La collaborazione delle scuole del territorio ha dato, solo nel 2023, la possibilità a quasi ottomila bambini di prendere parte ai laboratori offerti.</p>
<p>Dall&#8217;euforia con cui Alberto, Riccardo e Ezio raccontano di questo progetto, si percepisce quanto credano nel futuro di questa realtà e quanto incarnino l&#8217;impegno e la forza dei giovani che cercano, con difficoltà, di diventare manager dei loro sogni.<br />
Quando è nata l&#8217;azienda agricola, erano già presenti i vitigni tradizionali, mentre, con il tempo, sono arrivati i vitigni Piwi che ben si sposano con il desiderio di dedicarsi ad una coltura <b>sostenibile</b>. I vigneti del Brolo hanno ottenuto la certificazione biologica nel 2020. Le uve delle specie tradizionali vengono utilizzate per produrre vini rifermentati in bottiglia. Troviamo quindi la serie Bollicine di Seta, caratterizzata da uve di Moscato giallo, Glera e Raboso veronese, tutti vinificati in purezza. A partire dai vitigni resistenti, nascono, invece, Re baco, A more, Dama selvaggia e il Cavaliere della seta. Blend rispettivamente di Sauvignon Kretos, Fleurtai i primi due e Merlot Khantus e Sauvignon Kretos in purezza gli ultimi due.<br />
C&#8217;è tanta voglia di <b>crescere</b> e di sperimentare. Attualmente il Brolo si appoggia ad una cantina esterna, in quanto non si riesce a svolgere il processo di vinificazione internamente, ma il potenziale atteso è di cento diecimila bottiglie l&#8217;anno e un giorno, dice Ezio, spera di veder crescere il Brolo con una cantina tutta sua.<br />
La vendemmia dell&#8217;uva che viene portata in vinificazione è eseguita manualmente e, essendo una fattoria sociale, questo diventa un momento per coinvolgere anche persone che vivono una situazione svantaggiata.</p>
<p>Il rifermentato di Raboso veronese è un <b>rosè</b>, è caratterizzato da una bollicina molto molto leggera ottenuta grazie alla rifermentazione. In bocca risulta poco persistente e solletica il palato. Il tannino si attenua, il sapore si addolcisce, e prevalgono le note fruttate. Il colore è rosato, ricorda quello di un pompelmo rosa molto maturo.</p>
<p>Io ho avuto la possibilità di goderne sui prati del <b>Brolo</b>, seduta su una di quelle panche tipiche delle sagre, e di sottofondo c&#8217;era un concerto di musica con delle leggere note folk. A pochi passi abbrustolivano castagne, per festeggiare San Martino.<br />
Il vino è anche questo. La capacità di creare una bella storia, per esaltare ciò che hai deciso di regalarti con un buon bicchiere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="pf-content">
<div data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-thumbnail wp-image-96133 lazyloaded" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/11/IMG_5189-150x150.jpeg" alt="" width="150" height="150" data-src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/11/IMG_5189-150x150.jpeg" />Sono <b>Francesca Ripoldi</b>, e ho una passione per le storie e l’enogastronomia. Non inizierei diversamente questa presentazione perchè è esattamente quello che mi ha portata a scrivere . L’idea è quella di parlare di vino non come farebbe una sommelier, soprattutto perchè io non sono una sommelier, ma anche perchè sono sicura che il mercato sia già più che inflazionato sull’argomento. Ciò che cerco di fare è  raccontare quello che c’è dietro a questo prodotto impareggiabile, mai uguale, capace di scandire momenti belli e momenti brutti.</div>
<div data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Scegliero’ produttori medio piccoli, perchè statisticamente più connessi al loro territorio e al loro prodotto,  per assaggiare il loro vino e chiacchierare, ascoltando come siano giunti fino a lì.</div>
<div data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"></div>
<div data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"></div>
<div data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">@Riproduzione riservata</div>
<div data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Leggi anche:</div>
<div class="printfriendly pf-button pf-button-content pf-alignleft"></div>
</div>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="ZORxfUfLEE"><p><a href="https://www.lafrecciaweb.it/2024/11/14/parliamo-divino-rive-col-de-fer-la-collina-dei-vitigni-antichi/">Rive col de fer a Caneva, la collina dei vitigni antichi</a></p></blockquote>
<p><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Rive col de fer a Caneva, la collina dei vitigni antichi&#8221; &#8212; lafrecciaweb.it" src="https://www.lafrecciaweb.it/2024/11/14/parliamo-divino-rive-col-de-fer-la-collina-dei-vitigni-antichi/embed/#?secret=8lddcXeThG#?secret=ZORxfUfLEE" data-secret="ZORxfUfLEE" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2024%2F11%2F18%2Fparliamo-divino-san-martino-il-bello-e-il-buono-si-fondono-in-un-bicchiere%2F&amp;linkname=San%20Martino%2C%20il%20bello%20e%20il%20buono%20si%20fondono%20in%20un%20bicchiere" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2024%2F11%2F18%2Fparliamo-divino-san-martino-il-bello-e-il-buono-si-fondono-in-un-bicchiere%2F&#038;title=San%20Martino%2C%20il%20bello%20e%20il%20buono%20si%20fondono%20in%20un%20bicchiere" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2024/11/18/parliamo-divino-san-martino-il-bello-e-il-buono-si-fondono-in-un-bicchiere/" data-a2a-title="San Martino, il bello e il buono si fondono in un bicchiere"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2024/11/18/parliamo-divino-san-martino-il-bello-e-il-buono-si-fondono-in-un-bicchiere/">San Martino, il bello e il buono si fondono in un bicchiere</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">96308</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Rive col de fer a Caneva, la collina dei vitigni antichi</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2024/11/14/parliamo-divino-rive-col-de-fer-la-collina-dei-vitigni-antichi/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=parliamo-divino-rive-col-de-fer-la-collina-dei-vitigni-antichi</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Ripoldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Nov 2024 00:01:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Parliamo diVino 🍷]]></category>
		<category><![CDATA[azienda]]></category>
		<category><![CDATA[Rive col de fer]]></category>
		<category><![CDATA[vigneti]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lafrecciaweb.it/?p=96110</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="500" height="281" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/11/IMG_5181.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/11/IMG_5181.jpeg 500w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/11/IMG_5181-300x169.jpeg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></p>
<p> di Francesca Ripoldi Il vino, non è solo vino. Il vino è vita, il vino è passione, il vino è rispetto, il vino è un sistema complesso, come lo sono&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2024/11/14/parliamo-divino-rive-col-de-fer-la-collina-dei-vitigni-antichi/">Rive col de fer a Caneva, la collina dei vitigni antichi</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h6> di Francesca Ripoldi</h6>
<p class="p1"><span class="s1"><br />
Il vino, non è solo vino. Il vino è vita, il vino è passione, il vino è rispetto, il vino è un sistema complesso, come lo sono le emozioni. A <b>Rive col de Fer</b>, c&#8217;è tutto questo e tanto altro ed <b>Alessia</b> è la donna che lo rende possibile, all&#8217;interno di un microclima molto peculiare. Siamo a <b>Caneva </b>(PN)<b> </b>sulla cima di una collina, puntinata da poco più di duecento ulivi e sempre ventilata. Ma qual è la caratteristica fondamentale di questo luogo? Cosa lo rende unico? La rugiada, o meglio la sua assenza. Infatti, la rugiada non si appoggia mai sul manto erboso e la temperatura non sfiora mai lo zero. Questo permette al <b>vitigno del Verdiso</b>, con la sua buccia molto sottile, di prosperare. In pianura, infatti, non sarebbe possibile dare i natali a questa uva, perché l&#8217;ambiente molto umido, la farebbe marcire. Stesso destino spetterebbe ad un altro protagonista della zona, il <b>figo moro</b>. Specie autoctona già nota ai veneziani, si narra venisse somministrata ai marinai assieme all&#8217;aringa per curarne lo scorbuto. Oggi è una parte molto importante dell&#8217;economia agricola della zona.<img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-thumbnail wp-image-96121" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/11/IMG_5186-150x150.jpeg" alt="" width="150" height="150" /></span></p>
<p class="p1"><span class="s1">L&#8217;azienda viene fondata nel <b>1984</b>, dal padre di Alessia e ad oggi, beneficia ancora di una <b>vendemmia manuale </b>che dura circa quindici giorni e dove vi partecipano non più di otto persone, affinché tutto possa essere svolto al meglio. Il <b>vitigno di Verdiso </b>è un semi-selvatico ed era già presente sul terreno al momento della fondazione. E&#8217; un vitigno antico. Non ne esistono cloni, per cui, la produzione è stata ampliata recuperando le barbatelle per impiantarle sui terreni scelti per la produzione. Il grappolo ha la caratteristica di essere molto denso e caratterizzato da acini molto grossi, per cui, quando la produzione rischia di essere troppo copiosa, si compiono azioni di sfoltimento, per assicurarsi che il prodotto sia qualitativamente superiore. E&#8217; un vino con una bella acidità, presenta delle sfumature verdi ed è caratterizzato da un perlage abbastanza fine grazie ad una permanenza di tre mesi in autoclave. Interessante anche la versione con fondo ottenuta grazie ad una rifermentazione in bottiglia eseguita solitamente nel mese di maggio con l&#8217;aggiunta di mosto. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">L&#8217;azienda produce anche altre tipologie di vino, sempre legate indissolubilmente al territorio. Malvasia istriana ed incrocio Manzoni 6.0.13 i bianchi e Merlot, Cabernet Sauvignon e Refosco, i rossi. <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-thumbnail wp-image-96116" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/11/IMG_5182-150x150.jpeg" alt="" width="150" height="150" /></span></p>
<p class="p1"><span class="s1">La <b>malvasia</b> ha un acino che, una volta giunto maturazione, diventa trasparente a tal punto che in controluce è possibile ammirare il semino al suo interno. E&#8217; un acino che fa poco succo e molto mosto, candidandosi per questo motivo anche come ottimo prodotto da mettere direttamente in tavola. Nel bicchiere appare di un giallo paglierino brillante, al naso ricorda un bouquet profumatissimo con sentori di rosa, e al palato risulta fruttato. Io l&#8217;ho trovato perfetto, fresco e amabile, ideale per un aperitivo all&#8217;aperto, di quelli che chiudono le prime giornate di sole in primavera. Magari, come dice Alessia, opterei per un &#8220;aperitivo rinforzato&#8221; da qualche cicchetto vista la gradazione.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Sia i bianchi che i rossi vengono vinificati sia in purezza sia come blended. Anche i loro nomi ci portano, ancora una volta, a soffermarci sulla singolarità di questa azienda. Troviamo <b>Arabis</b>, un blend di Malvasia e Manzoni, che deve il suo nome ad un fiore di campo selvatico molto profumato; <b>Baku</b>, un blend di Merlot, Cabernet e Refosco, che richiama il momento in cui nella preistoria ci si sedeva intorno al fuoco, in cerca di un momento di convivialità. Baku, vuole essere così. Rotondo, caldo, profumato; il passaggio in botte ci vuole suggerire proprio questo. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Il progetto che mi ha colpito di più, è tuttavia <b>RU n°3</b>: blend di Merlot e Refosco, viene raspato a mano e il meraviglioso colore rosso intenso deriva dalla torchiatura manuale, un processo che dura circa una settimana. Vinificato in bianco, grazie alla presenza del tannino del Refosco, al palato non risulta per nulla dolciastro. La macerazione viene fatta in cassetta, appaltandola ad una società locale specializzata in questo processo. E ru n°3, che significa? E&#8217; il nome del terreno argilloso in cui nasce, lo trovo semplicemente sublime.</span></p>
<p>www.rivecoldefer.it</p>
<p>&nbsp;</p>
<div data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-thumbnail wp-image-96133" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/11/IMG_5189-150x150.jpeg" alt="" width="150" height="150" />Sono <b>Francesca Ripoldi</b>, e ho una passione per le storie e l&#8217;enogastronomia. Non inizierei diversamente questa presentazione perchè è esattamente quello che mi ha portata a scrivere . L&#8217;idea è quella di parlare di vino non come farebbe una sommelier, soprattutto perchè io non sono una sommelier, ma anche perchè sono sicura che il mercato sia già più che inflazionato sull&#8217;argomento. Ciò che cerco di fare è  raccontare quello che c&#8217;è dietro a questo prodotto impareggiabile, mai uguale, capace di scandire momenti belli e momenti brutti.</div>
<div data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Scegliero’ produttori medio piccoli, perchè statisticamente più connessi al loro territorio e al loro prodotto,  per assaggiare il loro vino e chiacchierare, ascoltando come siano giunti fino a lì.</div>
<div data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"></div>
<div data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"></div>
<div data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">@Riproduzione riservata</div>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2024%2F11%2F14%2Fparliamo-divino-rive-col-de-fer-la-collina-dei-vitigni-antichi%2F&amp;linkname=Rive%20col%20de%20fer%20a%20Caneva%2C%20la%20collina%20dei%20vitigni%20antichi" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2024%2F11%2F14%2Fparliamo-divino-rive-col-de-fer-la-collina-dei-vitigni-antichi%2F&#038;title=Rive%20col%20de%20fer%20a%20Caneva%2C%20la%20collina%20dei%20vitigni%20antichi" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2024/11/14/parliamo-divino-rive-col-de-fer-la-collina-dei-vitigni-antichi/" data-a2a-title="Rive col de fer a Caneva, la collina dei vitigni antichi"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2024/11/14/parliamo-divino-rive-col-de-fer-la-collina-dei-vitigni-antichi/">Rive col de fer a Caneva, la collina dei vitigni antichi</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">96110</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
