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	<title>Raffaele Romano, Autore presso lafrecciaweb.it</title>
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		<title>Claudio Pagliara “La tempesta perfetta”. Un libro da studiare più che da leggere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Raffaele Romano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Nov 2023 21:34:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/FC02DD4F-20B7-46E4-A510-FEFE8DFD915D-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/FC02DD4F-20B7-46E4-A510-FEFE8DFD915D-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/FC02DD4F-20B7-46E4-A510-FEFE8DFD915D-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/FC02DD4F-20B7-46E4-A510-FEFE8DFD915D-1024x576.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/FC02DD4F-20B7-46E4-A510-FEFE8DFD915D-768x432.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/FC02DD4F-20B7-46E4-A510-FEFE8DFD915D-1536x864.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/FC02DD4F-20B7-46E4-A510-FEFE8DFD915D-2048x1152.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/FC02DD4F-20B7-46E4-A510-FEFE8DFD915D-1920x1080.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/FC02DD4F-20B7-46E4-A510-FEFE8DFD915D-1170x658.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/FC02DD4F-20B7-46E4-A510-FEFE8DFD915D-585x329.jpeg 585w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>Da storico posso solo affermare che il libro di Claudio Pagliara “La tempesta perfetta” fornirà agli storici che fra 50 anni scriveranno dell’attuale periodo dati e documenti diretti ad aiutarli&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/11/28/claudio-pagliara-la-tempesta-perfetta-un-libro-da-studiare-piu-che-da-leggere/">Claudio Pagliara “La tempesta perfetta”. Un libro da studiare più che da leggere</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2560" height="1440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/FC02DD4F-20B7-46E4-A510-FEFE8DFD915D-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/FC02DD4F-20B7-46E4-A510-FEFE8DFD915D-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/FC02DD4F-20B7-46E4-A510-FEFE8DFD915D-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/FC02DD4F-20B7-46E4-A510-FEFE8DFD915D-1024x576.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/FC02DD4F-20B7-46E4-A510-FEFE8DFD915D-768x432.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/FC02DD4F-20B7-46E4-A510-FEFE8DFD915D-1536x864.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/FC02DD4F-20B7-46E4-A510-FEFE8DFD915D-2048x1152.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/FC02DD4F-20B7-46E4-A510-FEFE8DFD915D-1920x1080.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/FC02DD4F-20B7-46E4-A510-FEFE8DFD915D-1170x658.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/FC02DD4F-20B7-46E4-A510-FEFE8DFD915D-585x329.jpeg 585w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p><p>Da storico posso solo affermare che il libro di <strong>Claudio Pagliara</strong> “<strong><em>La tempesta perfetta</em></strong>” fornirà agli storici che fra 50 anni scriveranno dell’attuale periodo dati e documenti diretti ad aiutarli a tracciare questo pericoloso periodo. Pagliara cala il suo accuratissimo saggio in un periodo molto cupo con una guerra a pochi km ad est dell’Europa ed un’altra in medio oriente poco più in là. Giustamente ricorda a noi tutti nel tranquillo vecchio continente che Cina, Taiwan, Stati Uniti, Corea del sud e Giappone sono in uno stato d’allerta generale sugli equilibri geopolitici mondiali. La prima cosa che l’autore evidenzia è che vicino alle acque di Taiwan transitano molte migliaia di miliardi di dollari di merci e che se quest’area cadesse sotto il controllo cinese la Corea del Sud ed il Giappone finirebbero sotto l’influenza di Pechino. Il libro fornisce molte informazioni ed offre un’accurata analisi sul <strong>confronto-scontro</strong> tra gli Usa e la Cina! Pagliara lancia l’allarme sul fatto che è in atto uno scontro per il predominio nel Pacifico e, di conseguenza, nel mondo.</p>
<p>Oltre che per la sua posizione geografica strategica <strong>Taiwan</strong> è fondamentale e vitale nell’economia moderna infatti è, in sostanza, la capitale per la produzione dei <strong>microchip</strong> e dei <strong>semi</strong> <strong>conduttori</strong>mentre la Cina ne è autonoma col solo 17% di propria produzione. A guidare il vitale settore a livello planetario è la <strong>Taiwan Semiconductor Manufacturing Company, Limited TSMC </strong>di proprietà del magnate <strong>Morris Chang </strong>imprenditore <strong>taiwanese-statunitense</strong>.</p>
<p>Tutti si sono resi conto dell’importanza vitale di questo fondamentale settore durante il Covid e Pagliara ci fornisce, dal suo osservatorio privilegiato in quanto per anni è stato corrispondente in Cina ed ora negli stati Uniti, tutte le utili informazioni che prendono per mano il lettore e lo accompagnano in questo mondo quasi sconosciuto in Italia. Lo dimostra il fatto che, mentre da noi litigano su questioni a dir poco banali e secondarie, Pagliara ci avverte che gli <strong>Stati Uniti</strong> si sono già coperti per la produzione interna di microchip e semiconduttori usando armi come le forti pressioni ed incentivi per convincere la già citata <strong>TSMC a costruire in Arizona</strong> una fabbrica di semiconduttori con un impegno di oltre 40 miliardi di dollari. Analoga cosa ha fatto la <strong>Germania</strong> con un investimento di 10 miliardi di euro per una fabbrica di semiconduttori che la <strong>TSMC</strong> gestirà in Germania, poco fuori da <strong>Dresda</strong>, insieme a tre partner: <strong>Bosch</strong>, <strong>Infineon</strong> e <strong>NXP</strong>. Metà del capitale sarà impiegato dal governo tedesco mentre, i restanti 5 miliardi di euro, saranno divisi fra le quattro società, di cui 3,5 miliardi da parte di TSMC.</p>
<p><strong>Xi Jinping</strong> d’altronde, dopo il mandato a vita, quasi sicuramente sta solo aspettando il momento propizio per scatenare l’attacco finale a Taiwan in quanto, ci ricorda <strong>Pagliara</strong>, temono l’ultradecennale ambiguità strategica degli USA non solo con Biden ma la politica di una sola Cina degli Stati Uniti è stata dichiarata per la prima volta già durante la visita di <strong>Nixon</strong> in Cina nel 1972 sotto l’amministrazione di <strong>Jimmy Carter</strong> durante la quale fu approvato il <strong>Taiwan Relations Act</strong>, che definiva le relazioni con la Cina. <strong><em>Nel 1982, il presidente Ronald Reagan approvò l’adozione delle Sei Assicurazioni, la quinta delle quali stabiliva che gli Stati Uniti non avrebbero formalmente riconosciuto la sovranità cinese su Taiwan.</em></strong></p>
<p>Gli Stati Uniti non hanno mai espresso una dichiarazione esplicitamente immutabile</p>
<p>sul fatto che ritengano Taiwan indipendente o meno. Infatti Washington, da un lato, afferma semplicemente di comprendere le rivendicazioni della Repubblica Popolare cinese e, dall’altro, fortifica Taiwan.</p>
<p>Purtroppo, caro Pagliara, in Italia pochissimi si occupano di geopolitica oltre che di storia ci si è abituati a delegare gli Stati Uniti a vigilare affinchè si possa continuare a vivere il relativo benessere di cui godiamo da circa 80 anni. Pochissimi sono quelli che comprendono l’importanza che Taiwan ha nello scontro tra Stati Uniti e Cina per la leadership del XXI secolo. Eppure quest’isola, poco più grande della Sicilia, con 23 milioni di abitanti potrebbe, suo malgrado, far scattare la scintilla della Terza Guerra Mondiale: la tempesta perfetta ha qui il suo occhio del ciclone.</p>
<p>Un ottimo libro da studiare più che leggere.</p>
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		<title>Pentagon Papers</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Raffaele Romano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Nov 2023 08:35:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Vietnam]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="216" height="196" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/669B379C-8639-4439-B12F-06678EC2AB4E.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /></p>
<p>Roma, 25 nov. 2023 – Fra le infinite differenze tra l’Italia e gli Stati Uniti di oggi ce n’è una che è vitale e che viene prima di tutte le&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Roma, 25 nov. 2023 – Fra le infinite differenze tra l’Italia e gli Stati Uniti di oggi ce n’è una che è vitale e che viene prima di tutte le altre: <strong><em>la capacità di affrontare la realtà per quella che è</em></strong> <strong><em>insieme ad un alto tasso di reale democrazia</em></strong>. Mi spiego meglio in Italia si preferisce costruire ed innalzare statue di “<strong>miti</strong>” (dal greco antico <strong>mŷthos</strong>) quale <strong>narrazione </strong>investita di sacralità invece di fare <strong>Storia </strong>e diffonderla. Anche gli USA costruiscono dei miti, ma poi molto spesso producono documenti che smentiscono totalmente le falsità inventate per costruire il mito di turno. Chi non ricorda il Vietnam con la sua spietata guerra?</p>
<p><strong>Daniel Ellsberg</strong> consegnò 7mila pagine che, in sintesi, furono riportate per la prima volta all’attenzione del pubblico americano sulla prima pagina del <strong>New York Times il 13 giugno 1971</strong>, con il titolo: “<strong>Vietnam Archive Pentagon Study Traces 3 Decades</strong> <strong>of Growing U.S. Involvement</strong>” nello stesso periodo fu pubblicato “<strong><em>Il rovesciamento di Ngo Dinh Diem maggio-novembre 1963</em></strong>“, pp. 201-276. (<strong><em>Boston: Beacon Press, 1971</em></strong>).</p>
<p>L’ amministrazione Kennedy era a conoscenza della pianificazione del colpo di Stato ed il <strong>Cable 243 del Dipartimento di Stato</strong> degli Stati Uniti all’ambasciatore americano nel Vietnam del Sud <strong>Henry Cabot Lodge Jr.</strong>, affermava che era politica degli Stati Uniti non cercare di fermarlo.</p>
<p>In questi documenti si dimostrava che, il governo degli Stati Uniti fosse coinvolto negli affari del Vietnam con responsabilità dirette di ben quattro Presidenti: <strong>Harry S. Truman</strong>, con cui gli Stati Uniti aiutarono la Francia nella sua guerra contro il Viet Minh guidato dai comunisti durante la prima guerra dell’Indocina nei lontani anni ’40.</p>
<p>Sotto il presidente <strong>Dwight D. Eisenhower</strong>, il governo degli Stati Uniti svolse un “<strong>ruolo diretto nel crollo definitivo dell’accordo di Ginevra</strong>” nel 1954, sostenendo il nascente Vietnam del Sud e segretamente minò il paese comunista del Vietnam del Nord.</p>
<p>Sotto il presidente <strong>John F. Kennedy</strong>, il governo degli Stati Uniti trasformò la sua politica nei confronti del Vietnam da una “<strong>scommessa limitata</strong>” ad un vero e proprio  “<strong>impegno di ampio e totale respiro</strong>”.</p>
<p>Sotto il presidente <strong>Lyndon Johnson</strong>, il governo degli Stati Uniti iniziò a condurre operazioni militari segrete contro i comunisti del Vietnam del Nord in difesa del Vietnam del Sud.</p>
<p>Nello specifico il presidente Kennedy diede inizio fin dal 1961 al grande potenziamento dell’intervento statunitense in Vietnam mentre, quello passato nella narrazione comune come il “<strong>cattivo</strong>”, <strong>Richard Nixon</strong>, iniziò a negoziare la pace con il Vietnam del Nord e con il Vietcong e da allora in poi, la presenza americana in Vietnam iniziò a ridursi e nel 1973 gli Stati Uniti ed il Vietnam del Nord firmarono un armistizio a Parigi. <strong>Il 30 aprile del 1975</strong>, il Vietcong e le truppe nordvietnamite entrarono nella capitale Saigon. Ufficialmente gli stati Uniti pagarono, oltre che con miliardi di dollari, questa sconfitta anche con oltre <strong>60.000</strong> <strong>morti</strong> e più di <strong>153.000 feriti</strong>.</p>
<p>Il mito iniziato ad edificarsi sulla figura di Kennedy è stato narcotizzato negli USA con la pubblicazione di documenti che dimostravano la sua capacità di gestire il ruolo di Prima Potenza mondiale e di scrivere pagine di Storia.</p>
<p>In Italia, invece, dove non si fa Storia ma solo narrazione di storie il mito è ancora lì, portato avanti da molti ed in particolar modo da un mirabile ex comunista che, solo dopo la caduta del Muro e la cosiddetta tangentopoli, dichiarò di non essere mai stato comunista e, per continuare a rinforzarne il mito, gli sono stati anche dedicati libri e documentari prontamente ripresi da Tv, radio e giornali anche in questi giorni in cui ricorre l’anniversario dell’uccisione di Kennedy.</p>
<p>In conclusione si può affermare che l’Italia è rinchiusa in miti costruiti ad hoc e che non danno la giusta ed equilibrata visione di ciò che è stato, alterando in tal modo, la conoscenza del presente e senza possibilità di costruire il domani.</p>
<p>………</p>
<p><strong>Photo cover</strong>: Ngô Đình Diệm ( Hué, 3 gennaio 1901 – Saigon, 2 novembre 1963) il 23 ottobre 1955 Diệm depose l’imperatore Bao Dai e proclamò la Repubblica del Vietnam, divenendone il 26 ottobre il primo presidente. In particolare ad appoggiare Diệm era il milione di cattolici fuggiti dal Vietnam del Nord a causa della nascita del governo comunista di Ho Chi Minh[4]. Il regime – datosi nel 1956 una costituzione autoritaria – suscitò la protesta della maggioranza buddhista e operò contro il nascente movimento di guerriglia comunista, organizzato nel Fronte nazionale di liberazione. Diệm venne assassinato nel 1963 insieme al fratello, nel corso di un colpo di Stato preparato con il concorso dei servizi segreti statunitensi e con l’avallo formale del presidente John Fitzgerald Kennedy.</p>
<p>……</p>
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<figure class="alignleft size-thumbnail"><img decoding="async" class="wp-image-47586" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/09/Raffaele-Romano-e1654847871615-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></figure>
</div>
<p><strong>Raffaele Romano</strong>, nato a Napoli ma vive a Roma, è un giornalista e scrittore di Storia contemporanea. Attualmente collabora con “Paese Italia Press.it” “La Freccia Web.it”, “Pensa Libero, La voce di New York”, con “L’Avanti on line” e col “Nuovo Giornale Nazionale”. In passato ha collaborato con l’Avanti per diversi anni, al quotidiano economico finanziario Ore 12 poi ha diretto Events Karate la rivista della federazione internazionale di Karate, ufficio stampa del Sindaco Roma ecc. Aver avuto per docenti all’università il prof. Renzo De Felice, Gaetano Arfè e Gabriele De Rosa e aver fatto la tesi in storia contemporanea col prof. Francesco Malgeri lo hanno forgiato nella costruzione di una “visione storico contemporanea” capace di guidarlo su quanto ha scritto in articoli e saggi. Durante la crisi pandemica Covid-19 ha avuto tempo e modo per mettere mano a tutta la documentazione che aveva accumulato in diversi anni e ricostruire empiricamente le interferenze straniere nella politica interna dell’Italia in un arco temporale che va dal 1941 al 1994 con la pubblicazione de “Andreotti, Craxi e Moro visti dalla CIA”. Mentre “Il Sindacalismo italiano visto dalla CIA. Dal fascismo alla Guerra Fredda” appena terminato, invece, è il sequel redatto avvalendosi del FOIA statunitense che gli ha consentito di poter accedere e pubblicare documentazione desecretata dai precedenti “Top Secret” per il periodo che va dagli anni ’30 agli ’80 del secolo scorso. In passato ha pubblicato una biografia storico politica su Giacomo Matteotti, il piano sanitario per il Lazio, un’inchiesta sulle italiche corporazioni: “I furbetti della penisola” ecc. Il suo lavoro storico si basa su vari documenti desecretati di diplomatici, servizi di intelligence, Dipartimento di Stato, Casa Bianca, interviste, articoli e Commissioni parlamentari di indagini italiane e straniere e tant’altro. Ha avuto grosse esperienze professionali nel settore bancario per 15 anni ed anche una grossa esperienza politica. Ovviamente tifa Napoli!</p>
<p>@riproduzione riservata</p>
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		<title>Dalla sicurezza alle commissioni: i rischi delle monete bancarie</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2023/11/21/dalla-sicurezza-alle-commissioni-il-costo-nascosto-delle-monete-bancarie/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=dalla-sicurezza-alle-commissioni-il-costo-nascosto-delle-monete-bancarie</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Raffaele Romano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Nov 2023 21:14:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<category><![CDATA[carte di credito]]></category>
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		<category><![CDATA[monete bancarie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="320" height="214" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/credit-card-851506_640-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/credit-card-851506_640-1.jpg 320w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/credit-card-851506_640-1-300x201.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/credit-card-851506_640-1-263x175.jpg 263w" sizes="(max-width: 320px) 100vw, 320px" /></p>
<p>Molti sono i vantaggi nell’usare le monete bancarie- dicono e pubblicizzano di continuo i soggetti beneficiari- ma ci sono anche alcuni svantaggi . Nel 1900 esistevano 18 banche centrali, nel&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="320" height="214" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/credit-card-851506_640-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/credit-card-851506_640-1.jpg 320w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/credit-card-851506_640-1-300x201.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/credit-card-851506_640-1-263x175.jpg 263w" sizes="(max-width: 320px) 100vw, 320px" /></p><p>Molti sono i vantaggi nell’usare le monete bancarie- dicono e pubblicizzano di continuo i soggetti beneficiari- ma ci sono anche alcuni svantaggi .</p>
<p>Nel 1900 esistevano 18 banche centrali, nel 1950 erano già arrivate a 59 ed oggi siamo a 160. Il dollaro statunitense, nel dopo guerra, era pari al valore d’un grammo d’oro poi il 15 agosto 1971 il Presidente USA <strong>Richard Nixon</strong> si presentò in TV per un discorso alla Nazione, ma in effetti era diretto al mondo intero: “<strong><em>Ho dato ordine al Segretario di stato Connally di sospendere temporaneamente la convertibilità del dollaro americano………..per difendere gli interessi degli Stati Uniti</em></strong>”.</p>
<p>Il valore e la salvaguardia delle monete sono da sempre nelle mani degli Stati Sovrani. Negli ultimi decenni gruppi finanziari e banche hanno dato vita ad una loro moneta parallela: <strong><em>la moneta bancaria</em></strong> che si prefigge, con l’aiuto degli stessi Stati Sovrani, di sostituirla quasi del tutto attraverso assegni bancari e circolari, bonifici, carte di debito (bancomat), carte di credito, carte prepagate, home banking e phone banking. Il grande vantaggio per gli istituti bancari e finanziari è che tutte queste monete alternative costano ai cittadini mentre le banconote sono a costo zero. I costi sono molteplici: <strong><em>costi base</em></strong>, <strong><em>costi di utilizzo</em></strong>, <strong><em>canoni periodici</em></strong> e molte <strong><em>commissioni</em></strong> di ogni genere e tipo.</p>
<p>Quelle che materialmente stanno sopprimendo la moneta sono senz’altro le carte di credito e di debito fondamentalmente nelle mani di NatWest Black Mastercard, Merrill Accolades American Express, Citigroup Black Chairman Card, JP Morgan Chase Palladium, Dubai First Royale Mastercard, Stratus Rewards Visa, Visa Infinite, Coutts World Silk Card, Black Brazilian Mastercard, American Express Centurion Card, Visa, Mastercard, American Express, Diners e Nexi. Sebbene ci dicano che i sistemi di sicurezza siano sempre più sofisticati, la carta di credito viene clonata ed utilizzata per operazioni fraudolente.</p>
<p>Molti sono i vantaggi nell’usare le monete bancarie dicono e pubblicizzano di continuo i soggetti beneficiari ma, aggiungiamo noi, ci sono anche alcuni svantaggi, vediamoli:</p>
<p><strong>PRIMO SVANTAGGIO</strong>: costi di apertura conto corrente</p>
<p><strong>SECONDO SVANTAGGIO</strong>: canone</p>
<p><strong>TERZO SVANTAGGIO</strong>: dare preavviso di disdetta occorrono fino a 90 GIORNI</p>
<p><strong>QUARTO SVANTAGGIO</strong>: tetto limite di spesa</p>
<p><strong>QUINTO SVANTAGGIO</strong>: interessi sulle rate mensili</p>
<p><strong>SESTO SVANTAGGIO</strong>: commissioni sul cambio valuta</p>
<p><strong>SETTIMO SVANTAGGIO</strong>: costo commissione anche per errore transazione</p>
<p><strong>OTTAVO SVANTAGGIO</strong>: carta non sempre accettata</p>
<p><strong>NONO SVANTAGGIO</strong>: possibilità di clonazione</p>
<p><strong>DECIMO SVANTAGGIO</strong>: commissioni per prelievo.</p>
<p>Gli Stati hanno accentrato nella storia su di loro, per secoli, il potere di coniare le monete fatte di metalli preziosi il cui valore era attestato dall’immagine del sovrano impressa su una delle due facce. Lo Stato garantiva il valore della moneta cioè si impegnava a farla accettare in pagamento dai cittadini e ad accettarla esso stesso. Ora siamo arrivati all’assurdo che per poter tenere i propri risparmi in banca il cliente “<strong>deve pagare</strong>” e non ricevere un minimo di interesse. Abbiamo il forte sospetto che banche e istituti finanziari vogliono riappropriarsi della moneta come si faceva fino agli inizi del XX secolo. Nel frattempo quasi tutte le tv ed i giornali cercano di convincerci che il contante genera evasione fiscale dimenticando che i grandi e veri evasori hanno i loro circuiti finanziari e forse anche qualche banca e con un clic spostano milioni, fate voi di dollari o euro per loro pari sono. Nel frattempo accumulano col rialzo dei tassi enormi profitti aggiuntivi che qualcuno, ingenuamente, voleva tassare ma è rimasto con niente in mano. In questo scenario di fondo dovrebbe stupire che la Svizzera, patria di un grande scenario di banche mondiali, abbia un tetto al pagamento in contanti fissato a <strong>100.000 franchi</strong> pari a 103.140 euro e che sia l’unico Paese ad aver conservato banconote di grande valore, come quella da <strong>1000 franchi</strong>, mentre l’Europa abbia già abbandonato nel 2019 il taglio da 500 euro, perché secondo l’UE poco utile per i pagamenti quotidiani e spesso usato per operazioni poco lecite. Addirittura nell&#8217;ex Paese membro Regno Unito non ci sono limiti al contante e lo stesso avviene in Austria, Cipro, Estonia, Finlandia, Germania, Ungheria, Irlanda, Lussemburgo, Paesi Bassi e Svezia. In Germania, per gli acquisti in contanti sopra i 10 mila euro bisogna solo mostrare la carta di identità al venditore, che deve registrare i dati dell&#8217;acquirente.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>SANITA’, QUESTA SCONOSCIUTA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Raffaele Romano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Nov 2023 16:09:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IL punto di vista]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Sanita’]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="640" height="279" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/doctor-6701410_640.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/doctor-6701410_640.jpg 640w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/doctor-6701410_640-300x131.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/doctor-6701410_640-585x255.jpg 585w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>Qualche piccolo aiuto ai tantissimi soggetti politici che nascono come funghi da un trentennio in qua e che, me lo si consenta, parlano e scrivono senza conoscenza e competenza in&#8230;</p>
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<p>Prendiamo un argomento alla volta e quest’oggi partiamo un po&#8217; della “<strong>Sanità</strong>”.</p>
<p>La <strong>legge 833/78</strong> istituì il Servizio Sanitario Nazionale con un grande principio fondamentale oggi quasi totalmente scomparso: “<strong><em>La salute è un diritto dei cittadini e la si tutela non in base al reddito ma in base al bisogno</em></strong>”. Principio emanato dai veri ed unici riformisti dell’epoca.</p>
<p>Poi sono arrivati i “<strong>sedicenti riformisti</strong>” dell’ultimo trentennio che hanno, a mano a mano, distrutto quanto di ottimo era stato fatto fino al 1993 e che aveva posto la sanità italiana al top mondiale come modello. Con loro è iniziata la brutta gara alla distruzione con provvedimenti sbagliati e controproducenti. Valga per tutti l’assurdo obbligo dei folli test di ingresso per medicina che ci ha portato ad avere un deficit di medici abissale, le retribuzioni bassissime, posti di lavoro insicuri, trasformazione della sanità territoriale in “<strong>aziende</strong>” sconvolgendo il vincolo solidaristico della cura e tagliando posti letto a migliaia in tutte le regioni per cercare di salvaguardare i bilanci la qual cosa ovviamente non ha per niente funzionato.</p>
<p>Ma di un provvedimento in particolare vorrei parlarvi quest’oggi: l’<strong>intramoenia</strong> dove l’ispiratrice ed autrice, <strong>Rosy Bindi</strong>, pasdaran della moralità pubblica, la pubblicizzò con questo slogan: “<strong>Nasce per abbattere le liste d’attesa</strong>”.</p>
<p>La Bindi che, al grido della sanità pubblica contro la privata, ne rivendicò la maternità da ministro della Sanità in carica affermò che “<strong><em>l’intramoenia era il modo per affrontare le liste d’attesa e spostare la soddisfazione del paziente dalle cliniche private alle strutture pubbliche</em></strong>, <strong><em>regolamentando il professionista, le tariffe, le entrate fiscali ed ovviamente le liste d’attesa, tant’è vero che si prevedeva che nessun professionista avrebbe potuto sviluppare volumi di attività intramoenia se non si faceva carico di abbattere le liste di attesa.</em></strong>” In realtà tutta l’attività libero-professionale effettuata all’interno delle strutture pubbliche (<strong>Alpi</strong>) da parte dei medici dipendenti si è semplicemente trasformato <strong>di fatto in un compenso aggiuntivo alle basse retribuzioni dei medici del Ssn</strong> italiano.</p>
<p>La crociata verbale dell’ex ministro contro la Sanità privata e convenzionata non ha prodotto altro che il sostanziale decadimento qualitativo e quantitativo della pubblica e le liste d’attesa sono diventate voragini che sfuggono a qualsiasi logica e controllo. Purtroppo in realtà il ricorso all’Alpi di fronte all’allungamento delle liste di attesa, in special modo dopo la fase pandemica del Covid, si è rivelato una modalità per aggirare tale ostacolo e rappresenta, all’interno di un servizio sanitario pubblico, un’evidente contraddizione e un elemento di disuguaglianza.</p>
<p>Se all’intramoenia vi aggiungiamo la tragedia gestionale e funzionale dei <strong>Pronto Soccorso</strong> il quadro diventa tragico. Come se non bastasse le Regioni sono quasi tutte sprofondate in debiti enormi, per cui a scarse e pessime cure  si aggiungono voragini nei conti pubblici. A tale riguardo ne prendiamo a campione uno solo il Lazio che, chiusa l’esperienza di Zingaretti, ha lasciato un debito della sanità pari a <strong><em>22 miliardi e 300 milioni di euro</em></strong> (dato fornito dal neo governatore laziale Rocca).</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>L’Italia? Non pervenuta, anzi assente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Raffaele Romano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Nov 2023 13:10:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IL punto di vista]]></category>
		<category><![CDATA[Scenari]]></category>
		<category><![CDATA[Geopolitica]]></category>
		<category><![CDATA[Interessi]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Nord Africa]]></category>
		<category><![CDATA[strategie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="828" height="620" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/2E80736A-7F07-40AF-9CF4-B77AD53C936A.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/2E80736A-7F07-40AF-9CF4-B77AD53C936A.jpeg 828w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/2E80736A-7F07-40AF-9CF4-B77AD53C936A-300x225.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/2E80736A-7F07-40AF-9CF4-B77AD53C936A-768x575.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/2E80736A-7F07-40AF-9CF4-B77AD53C936A-585x438.jpeg 585w" sizes="(max-width: 828px) 100vw, 828px" /></p>
<p>I delicati equilibri e gli interessi dei Paesi  mediorientali  e degli stati del Nord Africa, tra Stati Uniti e Russia. E l’Italia? L’analisi di Raffaele Romano &#160; Nel Medio Oriente&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="828" height="620" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/2E80736A-7F07-40AF-9CF4-B77AD53C936A.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/2E80736A-7F07-40AF-9CF4-B77AD53C936A.jpeg 828w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/2E80736A-7F07-40AF-9CF4-B77AD53C936A-300x225.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/2E80736A-7F07-40AF-9CF4-B77AD53C936A-768x575.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/2E80736A-7F07-40AF-9CF4-B77AD53C936A-585x438.jpeg 585w" sizes="(max-width: 828px) 100vw, 828px" /></p><p>I delicati equilibri e gli interessi dei Paesi  mediorientali  e degli stati del Nord Africa, tra Stati Uniti e Russia. E l’Italia? L’analisi di Raffaele Romano</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="m_7991795011505255511MsoNoSpacing"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Nel Medio Oriente e nel Nord Africa tutti fanno tutto ed il contrario di tutto. Solo l’Italia è assente, se non per  lanciare slogan ed appelli senza significato concreto. Ecco un sintetico quadro dove capirete che ognuno fa il proprio gioco in funzione degli interessi nazionali eppure né gli USA  né nessun altro battono ciglio a prese di posizione contraddittorie.<u></u><u></u></span></p>
<p class="m_7991795011505255511MsoNoSpacing"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">La <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Turchia</b>, pur facendo parte della NATO, ha accettato di pagare il gas russo in rubli e ha discusso dell’ulteriore sviluppo dei legami bancari, in special modo del sistema russo di carte di pagamento MIR, alternativo ai circuiti Visa e Mastercard che hanno sospese le operazioni con la Russia. <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Erdogan</b> non ha ricevuto <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Blinken</b> l’altra settimana, un duro schiaffo per gli Stati Uniti. Inoltre con la Russia si sono spartiti la <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Libia</b> e qualche altra “cosetta”. L&#8217;<b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Algeria</b> con cui abbiamo aumentato di molto l’importazione di gas ha espresso riserve sulla dichiarazione finale della riunione straordinaria dei ministri degli Esteri arabi tenutasi al Cairo sulla situazione in Palestina, che ha condannato l&#8217;uccisione di civili da entrambe le parti. Lo stesso con la <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Tunisia</b> che ha varato una legge anti <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Israele</b>. Senza dimenticare il <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Sudan </b>che con<u> </u></span>Abdelbasit Hamza Elhassan Mohamed Khair (<b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Hamza</b>), che l’<b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">OFAC</b> (L’Ufficio per il controllo dei beni esteri del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti) descrive come “un finanziatore di Hamas con sede in Sudan dell’organizzazione terrorista”.</p>
<p class="m_7991795011505255511MsoNoSpacing"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">“<b><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Israele ha intrapreso la difficile ma nobile missione di mediare la ricerca della pace e porre fine all’aggressione della Russia contro l’Ucraina</i></b>”, dichiarò Andriy Yermak, capo dello staff del presidente ucraino <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Zelensky</b>. <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Israele </b>si è rifiutato di vendere armi a Kiev o di aderire alle sanzioni anti-russe, e le sue dichiarazioni sono state accuratamente elaborate per sostenere l’Ucraina senza riferirsi esplicitamente alla Russia.<u></u><u></u></span></p>
<p class="m_7991795011505255511MsoNoSpacing"><b><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Siria </span></b><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">a settembre del 2014 una coalizione internazionale guidata dagli<b><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Stati Uniti d&#8217;America, Giordania, Bahrein, Qatar, Arabia Saudita e Emirati Arabi Uniti</i></b>, ha iniziato a bombardare l&#8217;ISIS, soprattutto in Iraq e in supporto delle forze curde YPG che erano assediate nella città di Kobanê e nel nord-est del Paese. <b><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Francia e Russia lanciano invece i primi attacchi a settembre 2015 mentre il Regno Unito lo fa a dicembre</i></b>. La Russia è riuscita a mantenere <b><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Assad al potere</i></b> con l’aiuto dell&#8217;<b><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Iran</i></b>, del gruppo sciita libanese <b><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Hezbollah</i></b> e di varie milizie sciite fondamentali per capovolgere il corso della guerra. La <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Russia</b> ha sostenuto l&#8217;amministrazione del presidente della Siria in carica Bashar al-Assad sin dall&#8217;inizio del conflitto siriano nel 2011: politicamente, con aiuti militari e, dal settembre 2015, attraverso la missione in Siria <b><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">con intervento militare diretto</i></b>. Il dispiegamento del 2015 in Siria segnò il primo caso, dopo la fine della guerra fredda nel 1991, in cui la Russia entrò in un conflitto armato fuori dei confini appartenuti all&#8217;Unione Sovietica.<u></u><u></u></span></p>
<p class="m_7991795011505255511MsoNoSpacing"><b><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Marocco </span></b><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Sulla questione israelo-palestinese la posizione di Rabat è particolarmente delicata e ambigua da quando, nel 2020, ha aderito agli Accordi di Abramo e stabilito relazioni diplomatiche con Tel Aviv.<u></u><u></u></span></p>
<p class="m_7991795011505255511MsoNoSpacing"><b><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Egitto </span></b><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">ed Israele hanno oggi interessi comuni e un solido rapporto. Sul fronte energetico, entrambi mirano allo sfruttamento degli idrocarburi nel Mediterraneo. Per quanto riguarda i temi securitari, collaborano per contrastare il terrorismo nel Sinai e contenere Hamas nella Striscia di Gaza.<u></u><u></u></span></p>
<p class="m_7991795011505255511MsoNoSpacing"><b><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Qatar</span></b><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666"> ospita e finanzia Hamas ed è la sede dove la CIA sta trattando con l’Emiro <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Tamim bin Hamad Al Thani </b>molto vicino anche ai Fratelli Musulmani. La sua forza risiede nell’ospitalità offerta ai leader dei talebani e di Hamas e nel sostegno economico apertamente concesso ai loro movimenti. Ospita anche la più grande base americana la <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Udeid Air Force</b><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Base</b> nella capitale Doha. Dove convivono sia l&#8217;aeronautica militare dell&#8217;emiro del Qatar, sia quella degli Stati Uniti e la Royal Air Force britannica. Ospita il quartier generale avanzato del comando centrale degli Stati Uniti, il quartier generale del comando centrale delle forze aeree degli Stati Uniti il gruppo aereo di spedizione n. 83 della RAF e la 379a ala di spedizione aerea dell&#8217;USAF. Nel frattempo gli <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Emirati Arabi Uniti </b>sono usciti da <b><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Le Combined Maritime Forces </i></b>in quanto Abu Dhabi ha scelto di ritirare il proprio impegno dalla coalizione che sotto la guida degli Stati Uniti gestisce la sicurezza marittima del Golfo. Nell’accordo tra Stati Uniti e <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Bahrein </b>va inevitabilmente tirato dentro anche l’Iran. Non che ne sia parte, ma quello siglato è l’ennesimo passo che gli americani muovono nella regione per contenere Teheran. Washington e Manama hanno deciso di rafforzare i loro legami di sicurezza ed economici, dimenticandosi del passato quando la monarchia del Golfo era stata punita da Barack Obama con un embargo sulle armi a causa della repressione contro gli sciiti.<br />
<b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Oman</b> La politica estera omanita è amichevole verso l&#8217;Occidente e vanta legami privilegiati con il Regno Unito e con gli Stati Uniti. Più strategico è il legame con gli Stati Uniti, che costituisce un punto di riferimento costante delle scelte del Sultanato, nei settori militare ed economico. <u></u><u></u></span></p>
<p class="m_7991795011505255511MsoNoSpacing"><b><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Yemen </span></b><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">grazie all’alleanza con <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Ansar Allah</b>, Teheran è riuscita a guadagnare un significativo spazio strategico in Yemen. Nel <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Libano</b> si prevede un aumento del tasso di povertà della popolazione. Secondo l&#8217;Onu, l&#8217;80% degli abitanti del Libano vive dal 2020 sotto la soglia di povertà. In molte aree del Libano, Hezbollah gestisce ospedali, cliniche, negozi, scuole ed imprese edili, oltre ad una considerevole serie di organizzazioni preposte alla gestione di aiuti alla popolazione ed in particolare alle famiglie dei suoi miliziani e presiede il sud del Libano da dove può sparare su Israele.<u></u><u></u></span></p>
<p class="m_7991795011505255511MsoNoSpacing"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">E l’Italia?</span></p>
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		<title>Idealismo, pragmatismo e contraddizioni: l&#8217;enigma italiano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Raffaele Romano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Nov 2023 05:51:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IL punto di vista]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[idealismo]]></category>
		<category><![CDATA[pragmatismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="640" height="428" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/italian-flag-2517228_640.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/italian-flag-2517228_640.jpg 640w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/italian-flag-2517228_640-300x201.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/italian-flag-2517228_640-585x391.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/italian-flag-2517228_640-263x175.jpg 263w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>Alcuni elementi non chiariti fanno del nostro paese, il minuscolo non è un errore, un aggregato di approssimazioni e di vacuità che sono state inculcate nella società e che nemmeno&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="640" height="428" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/italian-flag-2517228_640.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/italian-flag-2517228_640.jpg 640w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/italian-flag-2517228_640-300x201.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/italian-flag-2517228_640-585x391.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/italian-flag-2517228_640-263x175.jpg 263w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p><p>Alcuni elementi non chiariti fanno del nostro paese, il minuscolo non è un errore, un aggregato di approssimazioni e di vacuità che sono state inculcate nella società e che nemmeno le prove documentali più eloquenti fanno rimuovere.</p>
<p>La prima cosa da tener presente è che non siamo ancora usciti da un nefasto dualismo apparentemente filosofico ma, in realtà, pratico e concreto. Mi riferisco al dualismo fra “<strong>idealismo</strong>” e “<strong>pragmatismo</strong>”.</p>
<p>“<strong><em>L’idealismo è la convinzione che dovremmo adottare principi morali sempre, pur se essi hanno effetti negativi sulla nostra vita. … Il pragmatismo, invece, è il rifiuto dell’idealismo. Se i principi dell’idealista si intromettono, l’empirico fa tutto ciò che è ritenuto pratico, senza preoccupazioni per la moralità</em></strong>.”</p>
<p>Fra queste due scuole di pensiero, dell’Idealismo e del Pragmatismo, l’italiano medio, non me ne voglia il lettore, ha scelto la doppia e comoda via: <strong><em>quella dell’imperativo ideale con una concezione etica forte e rigorosa per quanto riguarda gli altri mentre, per sé, fa tutto ciò che ritiene pratico e conveniente senza preoccupazioni morali.</em></strong></p>
<p>Se non si prende atto di questa camaleontica capacità è difficile che l’Italia possa risorgere ed acquisire peso e ruolo in Europa e nel mondo. A chiacchiere tutti o quasi invocano questo peso e ruolo che dovremmo riavere, ma basta un qualsiasi problema che gli abitanti dello stivale ritornano al Medio Evo dividendosi subito in “<strong>guelfi</strong>” o “<strong>ghibellini</strong>”. In questo aiutati, anzi sollecitati, dagli “<strong>storici della narrazione</strong>” che nelle Tv e nelle radio imperversano ed assurgono al ruolo di sacerdoti delle verità. Sono presenti quasi ovunque dalla Rai a Mediaset a La7 fino alle stazioni locali. Per gli incarichi meglio remunerati stanno nelle reti nazionali e provengono, guarda caso, dai media cartacei definiti ancora autorevoli senza notare che non li compra più nessuno basta guardare i dati ufficiali delle copie vendute. Altri loro colleghi sempre della carta stampata, invece, hanno appoggiato ed esagerato le folli demagogiche campagne che chiedevano le teste di alcune categorie per arrivare all’idealismo assoluto: “<strong>dichiarare di aver eliminato la povertà</strong>”. Come è possibile che il 33% ha creduto a queste sciocchezze? Semplice, scrivendo “<strong>libri contro</strong>” ed incassando milioni di euro dalle loro vendite senza dire ovviamente dei veri privilegiati che erano altrove ed in numero molto maggiore.</p>
<p>La prima cosa da stabilire è che bisogna comprendere la profonda e totale differenza che c’è fra la “<strong>Narrazione</strong>” e la “<strong>Storia</strong>”.</p>
<p>La narrazione, ormai dilagata ovunque nell’ultimo trentennio, è una forma ancestrale e potentissima di comunicazione che tocca le corde della pancia degli individui per cui, raccontare narrazioni, è il modo ed il mezzo principale per manipolare e, soprattutto, convertire gli altri. Essa ha lo scopo primario e principale di condizionare e influenzare le menti altrui e, dopo averli asserviti, lasciarli ai programmi di sedicente svago come la miriade di programmi in cui tutti aspirano o credono di essere ballerini, cantanti, chef o pasticcieri. La Storia, invece, deriva dal greco “ἱστορία <strong>(historía)</strong>” che significa “<strong>ricerca e indagine</strong>” ed è la disciplina che si occupa dello studio del passato tramite l’uso di fonti, di documenti, testimonianze e racconti che trasmettono il sapere del passato che consente di comprendere il presente e cercare di costruire il futuro. Al nostro paese manca quello che è funzionale all’esistenza di una moderna democrazia liberale: <strong>la funzione del controllo </strong>che, guarda caso, è un elemento fondante del pragmatismo. Cioè quello che si dovrebbe esercitare, in primis, sul territorio dal quale deriva direttamente tutto: il fisco, la giustizia, la sanità ecc. e innescarvi sopra la massima cinese: “<strong><em>non importa che il gatto sia bianco o nero; cio’ che conta è che acchiappi i topi!</em></strong>” che è l’esatto contrario di quello che si è fatto negli ultimi 30 anni passati a dissertare sui colori del topo ma, soprattutto, rinviando il controllo alle procure che intervengono a posteriori quando il danno, laddove se ne avvedono, è fatto.</p>
<p>Alla mancata funzione del controllo bisogna affiancarvi i tre vizi capitali:</p>
<p>1)       <strong>la cultura del sospetto</strong> che è l’esplosiva miscela sviluppatasi come una metastasi in tutto il paese ed è il vero fondamento della barbarie;</p>
<p>2)       <strong>la cultura dietrologica</strong> che intravede sempre un’ansa nascosta che, spesso, non esiste e che nasconderebbe fatti inenarrabili;</p>
<p>3)       <strong>la cultura post ideologica</strong> che santifica la propria parte politica/economica sociale ecc. mentre l’altra è il buco nero di tutti i mali.</p>
<p>Questo micidiale ed esplosivo cocktail ha totalmente avvelenato i pozzi della nostra democrazia. Un vero triangolo delle bermude che ha inghiottito tutto generando quel male, ormai endemico, del giustizialismo ovunque e comunque quale figlio legittimo dell’idealismo che, affiancato dalla giustizia mediatica imperante, ci ha civilmente, economicamente e socialmente distrutto.</p>
<p>Valga in conclusione la massima di <strong>Winston Churchill</strong> che affermò: «<strong><em>Mi piacciono gli italiani perchè vanno alla guerra come fosse una partita di calcio e vanno a una partita di calcio come fosse la guerra</em></strong>».</p>
<p>@riproduzione riservata</p>
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		<title>Roma tra treni vandalizzati e degrado: viaggio nella Capitale</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2023/10/28/la-triste-realta-dei-trasporti-a-roma-una-citta-sullorlo-del-collasso/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=la-triste-realta-dei-trasporti-a-roma-una-citta-sullorlo-del-collasso</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Raffaele Romano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Oct 2023 06:40:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Magazine]]></category>
		<category><![CDATA[Storie]]></category>
		<category><![CDATA[degrado]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[trasporto pubblico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="531" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/Progetto-senza-titolo.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/Progetto-senza-titolo.png 531w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/Progetto-senza-titolo-300x249.png 300w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" /></p>
<p> Di Raffaele Romano L’altra mattina mi sono dovuto recare, di buonora, in centro a Roma. Per farlo ho lasciato la mia vettura al parcheggio della stazione di Montebello a nord&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong> Di Raffaele Romano</strong></em></p>
<p>L’altra mattina mi sono dovuto recare, di buonora, in centro a Roma. Per farlo ho lasciato la mia vettura al parcheggio della stazione di <strong>Montebello</strong> a nord di Roma. Molto funzionale per la verità perché consente di lasciare la macchina ed utilizzare il treno facente funzione di metropolitana fino a  <strong>piazzale Flaminio</strong>, in pieno centro storico della capitale.</p>
<p>Era molto tempo che non utilizzavo questa opportunità ma è stato come scendere agli inferi ed osservare non il declino ma la voragine nella quale è finita Roma.</p>
<p>Trascurando i soliti drammatici problemi irrisolti della spazzatura e delle strade piene di buche mi sono calato in quello dei trasporti ed ho usufruito dei servizi della “<strong>ferrovia Roma Nord</strong>” così è chiamata.</p>
<p>Una breve storia ci fa scoprire che essa fu inaugurata nel lontano 1932 per collegare la città di Viterbo a Roma per complessivi 102 km ed è suddivisa in due tratte: la tratta urbana, quella da me utilizzata con 15 stazioni, è di 12 km e svolge il servizio di metropolitana. Il parcheggio è un’ottima idea ed è funzionale se non fosse per  la pavimentazione tutta sconnessa per cui, al passaggio della propria vettura, si sente il rumoreggiare delle mattonelle che non sono più incollate alla strada.</p>
<p>Inoltre ho evitato di parcheggiare lungo i muraglioni che separano i tre piani del parcheggio in quanto dalle pareti sono venute giù almeno il 50% delle maioliche che coprivano il muro e, per evitare danni alla mia auto, ho parcheggiato lontano da esse.</p>
<p>Sceso in stazione ho trovato un convoglio, come si può vedere dalla foto, completamente verniciato da sedicenti <strong>artisti</strong> che, di notte, entrano nei depositi e si sbizzarriscono coi loro verniciatori spray, uno spettacolo orripilante.<img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignright wp-image-79101 size-medium" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/TRENO-ROMA-NORD-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/TRENO-ROMA-NORD-300x169.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/TRENO-ROMA-NORD-768x432.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/TRENO-ROMA-NORD-585x329.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/TRENO-ROMA-NORD.jpg 1000w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Mi chiedo ma nei depositi non ci sono telecamere di controllo e vigilanza?</p>
<p>Salito a bordo c’era un lerciume abbastanza diffuso e i vetri, oltre ad essere stati verniciati dagli “artisti”, erano afflitti da una sporcizia a dir poco storica.</p>
<p>Anche qui nel bilancio della società ferroviaria per caso ci sono fondi per ditte che sono addette alle pulizie delle carrozze?</p>
<p>Sono riuscito a<br />
sedermi ma dalla fermata successiva c’è stato un vero e proprio assalto a “<strong>Forte Apache</strong>” per cui il treno era stracolmo di gente.</p>
<p>Fra di loro c’erano molti studenti e studentesse, molte persone di origine asiatica che andavano a lavorare ed un discreto numero di lavoratori romani.</p>
<p>Una cosa accomunava il 90% della mandria di “<strong>deportati</strong>” sia quelli seduti che quelli in piedi sballottolati dai sussulti, dalle frenate e dalle ripartenze: tutti avevano gli occhi incollati al cellulare.</p>
<p>Quattro ragazzi seduti dietro di me facevano una guerra atomica con un video gioco con commenti ad alta voce, altri sentivano musica con le cuffiette e cliccavano in continuazione, altri invece cliccavano in modo continuo ed ossessivo. Tutti insieme hanno smesso allorchè siamo arrivati a piazzale Flaminio.</p>
<p>Sceso dal treno mi sono avviato all’uscita e invece della piazza vi ho trovato una “<strong>Casbah</strong>” nella quale la fortezza era rappresentata da molte bancarelle dove vendevano cianfrusaglie di vario genere, ma quella presa quasi letteralmente d’assalto da molte signore era una molto grande che vendeva abbigliamento femminile usato a partire da <strong>€ 2,90</strong>.</p>
<p>Il tutto condito da grida e richiami in un romanesco abborracciato di un magrebino a cui le donne rivolgevano richieste varie.</p>
<p>foto precisa della situazione economica in cui versa il paese.</p>
<p>Attraverso per fortuna illeso le mischie fra le varie bancarelle e mi accingo ad usare le strisce pedonali del <strong>Viale del Muro Torto</strong> per arrivare a <strong>piazza del Popolo</strong>.</p>
<p>Ebbene non ci crederete c’è un semaforo affollatissimo che dà il verde ai pedoni dopo diversi minuti visto l’intenso traffico veicolare, ma quello che attende i poveri pedoni è lo scorrere dei pochi secondi che concede ai bipedi che devono attraversare.</p>
<p>È una vera e propria corsa e come facciano gli anziani e i portatori di handicap a passare in quella manciata di secondi resta un mistero. Attraversato in tempo ed illeso le strisce entro in<strong> piazza del Popolo</strong> e decido di fare colazione ad un famoso bar del posto ed  ordino un caffè ed un cornetto integrale. Risposta: “sono finiti gli integrali”, al che<br />
replico: “ma non sono nemmeno le 8 e già sono finiti?”, a tale domanda non ottengo<br />
nessuna risposta. Mi incammino per <strong>via del Babuino</strong> e posso sbirciare alcune belle vetrine di negozi ancora tutti chiusi finchè arrivo a <strong>piazza di Spagna</strong> che, nonostante sia presto, è già assalita dalla moltitudine di turisti che praticano in modo convulsivo il <strong>Duck face</strong> ovvero il modo di usare un’espressione facciale con le labbra unite.</p>
<p>A quel punto mi sono sentito come il marziano di <strong>Italo Calvino</strong>. A quell’ora erano già aperti i<strong> caldarrostai</strong> gestiti da decenni da un’unica società che, in regime di un particolare monopolio, vendono le castagne al modico prezzo di 90 centesimi l’una.</p>
<p>Mi faccio largo tra la folla di turisti fotografi di sé stessi sulle scalinate di <strong>Trinità dei Monti</strong> e quando arrivo alla fine evitando sporcizie varie sulla destra attaccata ad una parete scorgo una scritta che potete vedere in foto che, con data 1664 emetteva una  grida con la quale si intimava di non buttare immondizie pena 20 scudi di multa. <img decoding="async" class="alignright wp-image-79102 size-medium" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/Grida-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/Grida-225x300.jpg 225w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/Grida-768x1024.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/Grida-1152x1536.jpg 1152w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/Grida-1536x2048.jpg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/Grida-scaled.jpg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/Grida-1170x1560.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/Grida-585x780.jpg 585w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></p>
<p>Scorrendo il tablet ho scoperto che le pessime condizioni della metro che mi aveva condotto in centro scopro che le era valso il secondo posto del satirico <strong>Trofeo Caronte di Legambiente</strong> nel 2015 come peggiore mezzo di trasporto pubblico in Italia, preceduta solo dalla Ferrovia Roma-Lido.<br />
In queste condizioni è ridotta Roma in quanto da un trentennio buono nessun governo della città è stato in grado di gestire la normale e civile amministrazione della capitale.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>ZAPPING A RAFFICA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Raffaele Romano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Oct 2023 16:46:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Auditel]]></category>
		<category><![CDATA[mediaset]]></category>
		<category><![CDATA[Rai]]></category>
		<category><![CDATA[tv italiana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="640" height="427" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/tv-4308537_640.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/tv-4308537_640.jpg 640w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/tv-4308537_640-300x200.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/tv-4308537_640-585x390.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/tv-4308537_640-263x175.jpg 263w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>Ogni mattina poco prima delle 10,00 l’Auditel pubblica i suoi dati di ascolto raccolti con la modalità campionaria di circa 400 canali tra TV nazionali e locali. La domanda è:&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="640" height="427" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/tv-4308537_640.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/tv-4308537_640.jpg 640w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/tv-4308537_640-300x200.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/tv-4308537_640-585x390.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/tv-4308537_640-263x175.jpg 263w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p><p><em>Ogni mattina poco prima delle 10,00 l’Auditel pubblica i suoi dati di ascolto raccolti con la modalità campionaria di circa 400 canali tra TV nazionali e locali. La domanda è: cos’è e chi c’è dentro la modalità campionaria?  Sembra una cosa tutta in famiglia in quanto i diretti “clienti” dei risultati d’indagine ne sono, allo stesso tempo, i proprietari. Oltre a cio&#8217; si registra anche  il  mancato superamento fra idealismo e pragmatismo- i grandi filosofi insegnano.</em></p>
<p>Vediamo di analizzare alcuni dei difetti culturali su cui in Italia non si è stati in grado di intervenire per imprimere una svolta all’intero Paese che langue in uno stato semi ipnotico trascinato da una Tv quasi totalmente spazzatura che ha trasformato, per imitazione e convenienza, anche quella che dovrebbe essere la Tv pubblica pagata dai contribuenti: la <strong>RAI</strong>. <strong>Deng Xiaoping</strong>, il padre dell’apertura della Cina al libero mercato affermava che “<strong><em>Non importa che il gatto sia bianco o nero; ciò che importa è che acchiappi i topi</em></strong>”. Purtroppo, quasi sempre, da noi non si è in grado di applicare questa saggia definizione infatti si litiga non sulla sostanza ma sulla forma. Molte altre volte sul <strong><em>pregiudizio</em></strong> o sulla <strong><em>narrazione</em></strong> riguardante un soggetto o una qualsiasi cosa sui quali è stato appiccicato uno <strong><em>stereotipo</em></strong> o, peggio ancora, un <strong><em>cliché </em></strong>ovvero un’espressione fissa che a forza di essere ripetuta è stata fatta diventare vera. In questa operazione hanno avuto un ruolo preponderante la sedicente cultura militante e progressista senza dimenticare le Tv e a nulla vale la sdolcinata narrazione di <strong>Pier Silvio Berlusconi</strong>: “<strong><em>Non mi piace parlare di tv trash, è solo un modo per denigrare la tv leggera, spesso è una scorciatoia per denigrare la televisione leggera e spensierata che se fatta bene sa essere autenticamente popolare</em></strong>” appunto “<strong>se fatta bene</strong>”. Ma Berlusconi junior cosa intende per fatta bene? Forse le allucinanti trasmissioni di giovani che aspirano a diventare solo cantanti e/o ballerini? Oppure quelle in cui tutti/e aspirano ad essere “<strong><em>cazziati/e</em></strong>” dallo chef milionario di turno che propina la sua arte culinaria? O fors’anche quelle piazze in miniatura in studio dove il ragionamento e la competenza non sono mai invitate ma, purtroppo, prevalgono provocatori e provocatrici che sputano urla ed insulti a raffica? E che, probabilmente, a suon di gettoni hanno cooptato in simili nefande trasmissioni il fior fiore della citata sedicente cultura militante?</p>
<p>Senza dimenticare la prepotente invasione pubblicitaria che è, ormai, asfissiante. Una domanda agli inserzionisti: “<strong><em>ma siete sicuri che i milioni che buttate in quegli spot vi fanno vendere di più?</em></strong>” per me ed in famiglia e fra gli amici si adotta stabilmente lo <strong><em>zapping a raffica</em></strong>. Ogni mattina poco prima delle 10,00 l’<strong>Auditel</strong> pubblica i suoi dati di ascolto raccolti con <strong><em>la modalità campionaria</em></strong> di circa 400 canali tra TV nazionali e locali. La domanda è: <strong><em>cos’è e chi c’è dentro la modalità campionaria?</em></strong> Risposta Google: “<strong><em>Il monitoraggio degli ascolti avviene in modo automatico attraverso il people-meter, collegato a ogni apparecchio televisivo presente nella famiglia campione. Ogni giorno, minuto per minuto, i meter rilevano l&#8217;ascolto televisivo sia dei componenti della famiglia che degli ospiti eventualmente presenti</em></strong>.” Quindi lo strumento è il people meter ma quali sono le famiglie campione e chi le ha selezionate?</p>
<p>Un’altra stupida osservazione è legata al fatto che tutte le reti prima delle 21,25 non partono coi programmi di prima serata che terminano verso le 24,00. Una volta, dopo l’adorabile <strong>Carosello</strong>, alle 21,00 si partiva e, chi voleva, alle 22,05 si gustava “<strong><em>Orizzonti della Scienza e della Tecnica</em></strong>” un programma televisivo di divulgazione scientifica curato dall’indimenticato <strong>Giulio Macchi</strong>. Sembra che la proprietà di Auditel sia divisa in quote del 33% per le tre componenti fondamentali: la televisione pubblica (RAI), emittenza privata (di cui Mediaset detiene la quota di controllo), aziende che investono in pubblicità (Utenti Pubblicità Associati) con agenzie e centrali media (Aziende delle comunicazioni unite); il restante 1% è di proprietà della Federazione Italiana Editori Giornali (FIEG). Sky Italia pare non sia presente. Sembra una cosa tutta in famiglia in quanto i diretti “<strong>clienti</strong>” dei risultati d’indagine ne sono, allo stesso tempo, i proprietari. A monte di tutto vi è, però, il mancato superamento sia nella cultura ufficiale e sia in quella popolare italiana del dualismo fra <strong>Idealismo</strong> ed <strong>Empirismo</strong>. L&#8217;idealismo è la massima incarnazione filosofica del Romanticismo che, superando i limiti conoscitivi di <strong>Kant</strong>, inaugura una nuova metafisica dell&#8217;infinito. L’uomo viene visto come un Dio o come un Eroe, che può e riesce a superare tutti gli ostacoli che gli si pongono davanti. Gli esponenti principali dell&#8217;Idealismo sono: <strong>Fichte</strong> con l&#8217;Idealismo etico, <strong>Schelling</strong> con l&#8217;Idealismo estetico ed infine <strong>Hegel padre dell&#8217;Idealismo assoluto</strong>. L’idealismo nel gergo comune è un modo di pensare, di agire proprio di chi crede in un ideale secondo cui l&#8217;oggetto della conoscenza si riduce a rappresentazione o a idea privilegiando la dimensione “<strong><em>ideale</em></strong>” su quella “<strong><em>materiale</em></strong>”.</p>
<p><strong>L&#8217;empirismo</strong>, invece, è un indirizzo filosofico nato nella seconda metà del Seicento in Inghilterra, secondo cui la conoscenza umana deriva esclusivamente dai sensi e/o dall&#8217;esperienza negando i fenomeni legati all’innatismo. I maggiori esponenti nel campo dell&#8217;empirismo anglo-sassone furono <strong>John Locke</strong>, <strong>George Berkeley</strong> e <strong>David Hume</strong> a loro si collega il <strong>pragmatismo</strong> <strong>deweyano</strong> ed insieme queste due convergenti scuole di pensiero hanno contribuito a fortificare e rafforzare nella Storia e nella conseguente Geopolitica la loro influenza e la loro forza. Oggi per empirismo si intende un approccio pratico e sperimentale alla conoscenza, basato sulla ricerca e su un modo di procedere a posteriori, preferiti alla pura logica deduttiva. Secondo gli empiristi le nostre teorie dovrebbero essere fondate sull&#8217;osservazione del mondo piuttosto che sull&#8217;intuito, sulla fede e sulla categoria della morale. In estrema sintesi “<strong><em>L&#8217;idealismo è la convinzione che dovremmo adottare principi morali, anche se hanno effetti negativi sulla nostra vita. &#8230; Il pragmatismo, invece, è un rifiuto dell&#8217;idealismo. Se i principi dell&#8217;idealista si intromettono, l’empirico fa tutto ciò che è ritenuto pratico, senza preoccupazioni per la moralità</em></strong>.”</p>
<p>Fra queste due scuole di pensiero l’italiano medio, non me ne voglia il lettore, ha scelto la doppia via: <strong><em>quella dell’imperativo ideale con una concezione etica forte e rigorosa per quanto riguarda gli altri mentre, per sé, fa tutto ciò che ritiene pratico e conveniente senza preoccupazioni morali.  </em></strong></p>
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		<title>Israele  Geopolitica parte III</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Raffaele Romano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Oct 2023 18:07:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Geopolitica]]></category>
		<category><![CDATA[Israele]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="541" height="685" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/Screenshot-2023-10-17-195107.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/Screenshot-2023-10-17-195107.png 541w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/Screenshot-2023-10-17-195107-237x300.png 237w" sizes="(max-width: 541px) 100vw, 541px" /></p>
<p> Mentre ci si accapiglia a chi è più filo israeliano o filo palestinese, a questo è giunto ormai il livello della comunicazione italiota, sono letteralmente scomparsi di scena la guerra&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="541" height="685" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/Screenshot-2023-10-17-195107.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/Screenshot-2023-10-17-195107.png 541w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/Screenshot-2023-10-17-195107-237x300.png 237w" sizes="(max-width: 541px) 100vw, 541px" /></p><p><b> </b>Mentre ci si accapiglia a chi è più filo israeliano o filo palestinese, a questo è giunto ormai il livello della comunicazione italiota, sono letteralmente scomparsi di scena la guerra in <strong>Ucraina</strong> ed il <strong>Covid</strong> che entrambe, qualsiasi cosa se ne dica o se ne pensi, continuano a mietere vittime sul loro percorso. In alternativa a loro, invece, c’è il calcio scommesse lanciato da tale <strong>Fabrizio Corona</strong>. Manca solo di leggere di un autorevole intervento dell’<strong>Inviato speciale dell&#8217;Ue per il Golfo Persico </strong>al secolo <strong>Luigi Di Maio</strong> ormai scomparso dai radar dopo aver eliminato la povertà in Italia e per questo appetito dai migliori centri di intelligence e finanziari del mondo.</p>
<p>Sempre nel quadro medio orientale, a dir poco complesso ed articolato come abbiamo avuto modo di rappresentare nel primo articolo su tale materia, è l’ambigua posizione di Israele sull’Ucraina per il fatto che molti immigrati ebrei sono venuti dalla Russia e da quei territori caucasici allo scioglimento dell’ex Unione Sovietica.</p>
<p>Se si considera la necessità vitale per Israele della sua sicurezza ecco che appaiono più che determinanti gli statunitensi che hanno garantito e garantiscono la difesa e la sicurezza di Tel Aviv. Per questo motivo va tenuto nella giusta e meritevole considerazione il super attivismo del Segretario di Stato USA <strong>Antony Blinken </strong>a cui Israele non può assolutamente dire di no in un’intelligente mossa per evitare l’espandersi del conflitto in altre aree del Medio Oriente.</p>
<p>Un altro tassello, nel complesso puzzle medio orientale, da non sottovalutare e né dimenticare, è la <strong>Cisgiordania</strong> a cui il governo di Netanyahu guarda con particolare e sensibile attenzione come ad un territorio da annettere per poi, successivamente, far evacuare i palestinesi.</p>
<p>La Cisgiordania si estende su una superficie di 5.655 km² e ha più di 3 milioni di abitanti di cui più di 2 milioni sono palestinesi ed è divisa in tre zone: l’area A, l’area B e l’area C. <strong>L&#8217;Autorità palestinese</strong> ha il pieno controllo civile nell&#8217;area <strong>A</strong>, l&#8217;area <strong>B </strong>è caratterizzata da un&#8217;amministrazione congiunta tra l&#8217;ANP ed Israele, mentre la zona <strong>C</strong> è sotto il pieno controllo israeliano.</p>
<p>Nella zona A c’è il controllo Palestinese con un’Amministrazione Palestinese ed ha il <strong>17%</strong> dell’intero territorio mentre la popolazione è composta dal <strong>55%</strong> di Palestinesi.</p>
<p>Nella zona B il controllo è Israeliano l’Amministrazione è Palestinese e copre il <strong>24%</strong> del territorio con una presenza del <strong>41%</strong> di Palestinesi</p>
<p>Nella zona C il controllo è Israeliano l’Amministrazione è Israeliana ed occupa il <strong>59%</strong> del territorio con solo il <strong>4% </strong>di presenza di Palestinesi.</p>
<p>Non va poi dimenticato che nello Stato di Israele il 20% della sua popolazione è di etnia araba.</p>
<p>Per completare il discorso sulla profonda spaccatura su Netanyahu ed i suoi governi in questi anni c’è da fare chiarezza per far comprendere le vere questioni senza realizzare, anche qui, il solito schema italiota: guelfo o ghibellino? Perché la materia in campo giuridico di Israele è un’anomalia che, in un modo o nell’altro, andava sanata.</p>
<p>Bisogna sapere che Israele non ha una sua Costituzione in quanto, per decenni, dal fondatore dello Stato <strong>David Ben Gurion</strong> a Netanyahu non sono mai riusciti a trovare un’intesa politica ed hanno predisposte, invece, delle leggi che portano il nome di “<strong>Leggi fondamentali</strong>”.</p>
<p>Bisogna sottolineare che la <strong>Corte Suprema</strong> israeliana ha preso il carattere di una sorta di contropotere politico negli anni in quanto non aveva una Carta a cui far riferimento e, a volte, è uscita dal seminato nei confronti dei governi e del parlamento per cui Netanyahu ed il suo governo hanno approvato quella legge di riforma che agisce da <strong>balance of power</strong> in attesa di una futura costituzione.</p>
<p>Negli ultimi decenni, al di là di semplificazioni e demonizzazioni facili dei nostri media, lo Stato di Israele vive una profonda crisi di identità fra <strong>ebrei</strong> (<strong><em>con una visione</em></strong> <strong><em>religiosa</em></strong>) ed <strong>israeliani </strong>(<strong><em>con una visione unitaria</em></strong>) schematicamente la destra rappresenta gli ebrei mentre i laburisti rappresentano gli israeliani.</p>
<p>Poi, per non farsi mancare nulla, c’è l’irrisolta questione di <strong>Gerusalemme</strong>.</p>
<h3><a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/10/15/israele-e-hamas-e-la-geopolitica-del-medio-oriente-seconda-parte/">Leggi la seconda parte dell&#8217;articolo di geopolitica di Raffaele Romano</a></h3>
<h3><a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/10/13/oltre-israele-e-hamas-la-geopolitica-del-medio-oriente-prima-parte/">Leggi la prima parte dell&#8217;articolo  di geopolitica di Raffaele Romano</a></h3>
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		<title>Israele, Hamas e La geopolitica del Medio Oriente. seconda parte</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2023/10/15/israele-e-hamas-e-la-geopolitica-del-medio-oriente-seconda-parte/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=israele-e-hamas-e-la-geopolitica-del-medio-oriente-seconda-parte</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Raffaele Romano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Oct 2023 07:33:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Scenari]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Hamas]]></category>
		<category><![CDATA[intelligence]]></category>
		<category><![CDATA[Israele]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="800" height="747" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/Middle_east.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/Middle_east.jpg 800w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/Middle_east-300x280.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/Middle_east-768x717.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/Middle_east-585x546.jpg 585w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Roma, 15 ottobre 2023 – Per approfondire ciò che sta accadendo alle nostre porte in Medio Oriente è necessario proseguire il percorso iniziato con l’articolo precedente sulla geopolitica. Leggi l&#8217;articolo  &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/10/15/israele-e-hamas-e-la-geopolitica-del-medio-oriente-seconda-parte/">Israele, Hamas e La geopolitica del Medio Oriente. seconda parte</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Roma, 15 ottobre 2023 – Per approfondire ciò che sta accadendo alle nostre porte in Medio Oriente è necessario proseguire il percorso iniziato con l’articolo precedente sulla geopolitica.<strong> <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/10/13/oltre-israele-e-hamas-la-geopolitica-del-medio-oriente-prima-parte/">Leggi l&#8217;articolo  </a></strong></p>
<p>Dopo aver comunicato che i Paesi coinvolti sono molti la prima cosa da stabilire è che bisogna comprendere la differenza che c’è fra la “Narrazione” e la “Storia”. La narrazione, ormai dilagata, è una forma ancestrale e potentissima di comunicazione per cui raccontare storie è anche un modo di manipolare gli altri. Essa ha lo scopo principale di condizionare e influenzare le menti altrui. La Storia, invece, deriva dal greco “Istoria” che significa “ricerca e indagine” ed è la disciplina che si occupa dello studio del passato tramite l’uso di fonti, di documenti, testimonianze e racconti che trasmettono il sapere del passato. A seguito dell’attacco militare di Hamas effettuato in molti modi ed in tante direzioni contro Israele, è stata una vera e propria battaglia militarmente studiata e realizzata sul campo ed in tal modo bisogna analizzarla. e&#8217; importante, oltretutto, tener presente che gli attacchi hanno richiesto molto tempo per essere preparati e non pochi giorni. La domanda che tutti gli osservatori di politica estera oltre che di geopolitica si sono fatti è stata: come mai sono riusciti ad entrare in territorio israeliano ed attuare carneficine varie superando l’intelligence e l’esercito israeliano? Quindi due settori vanno sul banco degli imputati: l’intelligence e le forze armate tutte. Qualcuno si è posto un interrogativo senza senso “E’ caduto il mito dell’infallibilità del Mossad?”. La domanda è viziata da una mancanza di conoscenza degli apparati di Tel Aviv, infatti bisogna sapere che Israele in questo settore ha tre strutture il Mossad, che è la principale organizzazione di spionaggio all’estero ed assolve al compito di studiare e prevenire tutte quelle attività che possano compromettere la sicurezza statale. Poi c’è lo Shin Bet competente sia per la sicurezza interna dello Stato israeliano oltre che al controspionaggio e al servizio delle forze armate. Infine abbiamo l’Aman, che è il Direttorato dell’Intelligence Militare ed è anche responsabile per la raccolta e l’analisi delle informazioni di carattere militare. Quindi si può sicuramente affermare che le tre agenzie negli ultimi anni hanno commesso, forse insieme ad altre intelligence straniere, lo stesso errore. Con molta probabilità il tutto è potuto avvenire in quanto le intelligence israeliane si sono basate, quasi esclusivamente, sulla sorveglianza ed il controllo informatico ed elettronico trascurando quello classico sul campo. I capi di Hamas, fatti esperti dalle varie Intifada, hanno adottato verosimilmente un metodo di comunicazione per così dire arcaico ma efficace senza usare né internet e né tantomeno i telefoni. Tutto questo ha, molto probabilmente, prodotto una mancanza di comunicazione in quanto le parti in causa lo facevano su universi paralleli. L’informatica va usata ma questo non doveva loro consentire di ridurre significativamente il controllo fisico dei territori e, soprattutto, senza dimenticare l’irrinunciabile lavoro di penetrazione ed infiltrazione con uomini addestrati. In Italia abbiamo avuto modo di conoscere le tecniche dei “pizzini” usate dei capi mafia che, fra le altre cose, ha consentito loro di non essere mai intercettati. Hanno tratto una conclusione errata coloro  che ritiengono la tecnologia unico strumento di difesa. È stato dimostrato, qualora ce ne fosse stato ancora bisogno, che è stata la sconfitta della tecnologia in quanto non ci si può affidare solo ad essa, è stato un tragico errore in quanto tale strumento  non ha la capacità di analisi, mentre l’uomo ce l’ha eccome. Quando si analizzano questioni riguardanti l’intelligence bisogna che si tenga presente che in questo campo “NIENTE È VERO MA TUTTO PUO’ ESSERE POSSIBILE”. Passando alle forze armate l’unica cosa che si può affermare è che erano quasi del tutto assenti, cosa molto strana se si considera che Israele da decenni è totalmente circondata e che deve la sua esistenza ad un controllo quasi maniacale dei propri confini. Un altro elemento da sottolineare è legato al fatto che l’attuale premier Benjamin Netanyahu è il leader del partito conservatore del Likud ed è il premier rimasto in carica più a lungo nella storia d’Israele. Nel 2019 è stato formalmente incriminato di corruzione, frode e abuso d’ufficio per modifiche legislative effettuate al fine di favorire aziende di comunicazione. Lo scorso 24 luglio, la Knesset israeliana ha approvato la cosiddetta “legge della ragionevolezza”, in base alla quale la Corte suprema non avrà più il potere di mettere in discussione e di dichiarare nulle le leggi varate dal governo ma che essa ritenga, appunto, non ragionevoli. Questa legge ha scatenato un sussulto ed ha demolito l’unità d’azione totale delle forze politiche e del popolo israeliano con manifestazioni e proteste. Questa spaccatura ha provocato effetti anche nei piani alti delle istituzioni e dei centri di potere di Tel Aviv ma l’unità è ritornata forte come prima con la guerra scatenata da Hamas. A questo punto una domanda seria sorge spontanea: cosa sta facendo l’italiano che con i galloni di “Inviato speciale dell’Ue per il Golfo Persico” a 13.000 euro al mese presi dalle tasche dei contribuenti? In verità ci aspettiamo che, dopo aver eliminato la povertà dall’Italia, riesca a fare quest’altro miracolo con Hamas.</p>
<p>foto: wikipedia</p>
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<figure class="alignleft size-thumbnail"><img decoding="async" class="wp-image-47586" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/09/Raffaele-Romano-e1654847871615-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></figure>
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<p><strong>Raffaele Romano</strong> è un giornalista e scrittore di Storia contemporanea attualmente collabora con “Paese Italia Press” “La Freccia Web”, “Pensa Libero, La voce di New York”, con “L’Avanti on line” e col “Nuovo Giornale Nazionale”. In passato ha collaborato con l’Avanti per diversi anni, al quotidiano economico finanziario Ore 12 poi ho diretto Events Karate la rivista della federazione internazionale di Karate, ufficio stampa del Sindaco Roma ecc. Aver avuto per docenti all’università il prof. Renzo De Felice, Gaetano Arfè e Gabriele De Rosa e aver fatto la tesi in storia contemporanea col prof. Francesco Malgeri lo hanno forgiato nella costruzione di una “visione storico contemporanea” che lo ha guidato su tutto quanto ha scritto in articoli e saggi. Durante la crisi pandemica Covid-19 ha avuto tempo e modo per mettere mano a tutta la documentazione che aveva accumulato in diversi anni e ricostruire empiricamente le interferenze straniere nella politica interna dell’Italia in un arco temporale che va dal 1941 al 1994 con la pubblicazione de “Andreotti, Craxi e Moro visti dalla CIA”. Mentre “Il Sindacalismo italiano visto dalla CIA. Dal fascismo alla Guerra Fredda” appena terminato, invece, è il sequel avvalendosi del FOIA statunitense che gli ha consentito di poter accedere e pubblicare documentazione desecretata dai precedenti “Top Secret” per il periodo che va dagli anni ’30 agli ’80 del secolo scorso. In passato ha pubblicato una biografia storico politica su Giacomo Matteotti, il piano sanitario per il Lazio, un’inchiesta sulle italiche corporazioni: “I furbetti della penisola” ecc. Il suo lavoro storico si basa su vari documenti desecretati di diplomatici, servizi di intelligence, Dipartimento di Stato, Casa Bianca, interviste, articoli e Commissioni parlamentari di indagini italiane e straniere e tant’altro. Ha avuto grosse esperienze professionali nel settore bancario per 15 anni ed anche una grossa esperienza politica. Ovviamente tifa Napoli!</p>
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