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	<title>André Glucksmann Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>Si può vivere sradicati? Le ideologie sconfitte sono diventate malattie contaminanti. A dieci anni dalla scomparsa del filosofo André Glucksmann</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/10/20/si-puo-vivere-sradicati-le-ideologie-sconfitte-sono-diventate-malattie-contaminanti-a-dieci-anni-dalla-scomparsa-del-filosofo-andre-glucksmann/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=si-puo-vivere-sradicati-le-ideologie-sconfitte-sono-diventate-malattie-contaminanti-a-dieci-anni-dalla-scomparsa-del-filosofo-andre-glucksmann</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni saggista, antropologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Oct 2025 18:22:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[André Glucksmann]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1600" height="1600" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/WhatsApp-Image-2025-10-20-at-13.36.58.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/WhatsApp-Image-2025-10-20-at-13.36.58.jpeg 1600w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/WhatsApp-Image-2025-10-20-at-13.36.58-300x300.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/WhatsApp-Image-2025-10-20-at-13.36.58-1024x1024.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/WhatsApp-Image-2025-10-20-at-13.36.58-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/WhatsApp-Image-2025-10-20-at-13.36.58-768x768.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/WhatsApp-Image-2025-10-20-at-13.36.58-1536x1536.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/WhatsApp-Image-2025-10-20-at-13.36.58-1170x1170.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/WhatsApp-Image-2025-10-20-at-13.36.58-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/WhatsApp-Image-2025-10-20-at-13.36.58-640x640.jpeg 640w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p>&#160; Si può vivere nello sradicamento? Bisogna cercare di radicarsi e di porre una forte attenzione a quelle radici che hanno fatto dell’Occidente una civiltà cristiana.Proprio qui sta la sua&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>Si può vivere nello sradicamento? Bisogna cercare di radicarsi e di porre una forte attenzione a quelle radici che hanno fatto dell’Occidente una civiltà cristiana.Proprio qui sta la sua antica ribellione con gli “ismi”. Tutti gli ismi sono fanatismi ideologici.<br />
Nel 2004 scriveva: “La terza morte di Dio. Perché l’Europa è ormai un continente ateo e nel resto del mondo invece si uccide per fede”.André Glucksmann ha saputo leggere, con una visione profetica, la storia nella sua contemporaneità, assumendola come fenomeno attraversato dalla modernità nella tradizione, e non dalla secolarizzazione. È stato un pensiero divergente allora come oggi.</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p>Nessuno può insegnarmi a giudicare, poiché devo prima giudicare se i consigli e i consiglieri sono buoni o cattivi&#8221; (André Glucksmann)</p></blockquote>
<p>La filosofia della politica se c&#8217;è dovrebbe essere filosofia delle idee. Le ideologie sono altro rispetto alla irruenza paziente del pensiero e del pensare. L&#8217;ideologia non è paziente. Spesso le confusioni nascono dalla incapacità del saper fare una distinzione. Il marxismo nasce e si diffonde come ideologia. Non è una filosofia. Il tragico del nostro tempo è l&#8217;ignoranza che porta alla confusione.<br />
André Glucksmann, scomparso dieci anni fa, lo aveva predetto, definito, consolidato con avvertenze a seguito.<br />
Passano sempre gli anni. Anni lunghi. Anni brevi. Le ideologie si trasformano. Non muoiono. Le profezie restano e non vivono di apparenza, di transizioni, di immaginario. E con gli anni la storia si costruisce, si ricostruisce, si interpreta, si legge. Ma la storia per essere compresa nella sua unitarietà e complessità ha bisogno di modelli filosofici, ovvero ha bisogno di scavi in quei processi che danno un senso alle civiltà.<br />
André Glucksmann (1937 – 2015) ha saputo leggere, con una visione profetica, la storia nella sua contemporaneità, assumendola come fenomeno attraversato dalla modernità nella tradizione, e non dalla secolarizzazione. È stato (ed è sottolineandolo costantemente negli anni) un pensiero divergente allora come oggi.<br />
È stato uno dei veri maestri che ho seguito con molta attenzione sin dagli anni Settanta, ovvero dai miei anni universitari. L’ho incontrato successivamente in più occasioni sia a Parigi che in altre città. Tra la fine degli anni Settanta e Ottanta (del Novecento) ha dato un importante contributo alla mia formazione che è pensiero forte tradizionale e oltre i conformismi e mi ha tracciato percorsi di esistenza nella cultura e nella vita del pensiero oltre il concetto di &#8220;democrazia&#8221;.</p>
<p>La sua formazione pre-sessantottina lo ha fatto navigare tra i naufragi del comunismo lanciando delle sfide sia al nichilismo sia al relativismo sia ad un Occidente molto accomodante con le visioni islamiche. Nella Francia degli anni Settanta, insieme a Bernard – Henri Lèvy, ha mobilitato un interessante e provocatorio dibattito intorno ai “maestri del pensiero”. Maestri del pensiero e mai “padroni” del pensare.<br />
Con il suo libro “La cuoca e il mangiauomini” (1975 in Italia) apre, in modo straordinario, una falla nelle sicurezze del marxismo e diventa il vero profeta di un’idea portatrice non di democrazia o di liberalismo, ma di autorevolezza nei valori che dovrebbero permettere una battaglia di valori stessi contro il nichilismo. I mali della contemporaneità sono la radicalizzazione dei nichilismo che vive la dominazione dei deserti.<br />
Ed è profetico uno dei suoi libri centrali: “Occidente contro Occidente” (2004). La sua posizione è una chiave di lettura che pone come baluardo la tradizione tanto che si schiera accanto a Benedetto XVI nel suo discorso di Ratisbona. L’Occidente come sfida. Ed essendo una sfida, in un tempo che contestualizza i mali di un secolo, si pone un problema non solo culturale ma anche politico.<br />
Il sottosuolo della decadenza trova nei “demoni” del nulla il fallimento della civiltà. André Glucksmann vive, sul piano filosofico, una tale sfida e coraggiosamente intreccia il concetto di libertà con quello di tradizione e ponendosi la questione dell’Occidente e del mondo islamico va in difesa di Ratzinger sottolineando: “L’unico a essere seriamente preoccupato era il Papa. Diceva: guardate che il nulla ci sta avvolgendo. E gli altri applaudivano”.<br />
Una posizione che va all’insegna di una parola d’ordine che è quella di non arrendersi al terrorismo nichilista. Per non arrendersi a tale tragedia occorre “occupare” lo spazio del vuoto con una scelta rigorosa che è quella della cultura dell’umanesimo.<br />
Si può vivere nello sradicamento? Bisogna cercare di radicarsi e di porre una forte attenzione a quelle radici che hanno fatto dell’Occidente una civiltà cristiana. Nel suo testo prima citato definiva le cadute del nostro tempo con questa osservazione: “La domanda delle domande non è multipolarismo o egemonismo, ma nichilismo o civiltà”.<br />
È questo il piano sul quale si allargano e si restringono i modelli culturali e le distese o i rannicchiamenti del pensiero. Possiamo restare al di là del bene e del male? E se restiamo oltre quale sottosuolo recupererà i demoni che abitano la coscienza del nulla? Domande sospese in quel vivere sradicati tra la ricerca e l’assoluto. Ma si tratta di un problema che l’Occidente può porsi nel proprio interno e non come contro altare nei confronti degli Orienti.<br />
Cosa chiede la modernità? Cosa noi domandiamo alla contemporaneità? “I tempi moderni generalizzano lo sconvolgimento totale della libertà, le scale di valori crollano e parallelamente il valore di ciascuno è rimesso in discussione” (in “Liberté, Ègalité, Fraternité”, 2011). Proprio qui sta la sua antica ribellione con gli “ismi”. Tutti gli ismi sono fanatismi ideologici.<br />
Nel 2004 André Glucksmann pubblicava: “La terza morte di Dio. Perché l’Europa è ormai un continente ateo e nel resto del mondo invece si uccide per fede”.<br />
Siamo arrivati al punto della questione. Il male è l’indifferenza dell’Europa che è intrecciata nel disamore per le radici e la propria identità. Una identità che trova il suo radicamento nella profondità della cristianità. Una Europa senza cristianità è una terra desolata. Ed essendo tale è abbandonata al nulla.<br />
Non è pensabile creare condivisioni tra storie non condivisibili. Non è possibile realizzare culture universali con civiltà divergenti. L’Occidente è tale perché vive lo sprigionamento di diverse appartenenze in una sola identità che è quella cristiana. L’Oriente vive lo sprigionamento di articolate identità in una appartenenza che è quella musulmana in modo maggioritario. Lo scontro è stato inevitabile. E resta inevitabile.<br />
L’Occidente, l’Europa e il Mediterraneo greco non possono cedere secoli ed epoche di civilizzazione al nichilismo. Si vive tra nemici. Le culture possono confrontarsi e le civiltà possono tentare di dialogare. Ma tra fedi ci sono visioni di vita eterogenee e i vissuti sono scavi nelle storie che diventano conoscenza, coscienza e ragione.<br />
Il tempo delle rivoluzioni è finito. Siamo nel tempo del terrorismo. Perché la modernità ha lacerato il Pensiero e ha strappato le idee riportandole a ideologie della confusione nella contraddizione del nulla.<br />
Dovremmo riflettere soprattutto in questo mondo sradicato su un concetto chiave di Glucksmann che dice: &#8220;Non si entra nel pensare affermando d&#8217;essere il migliore. Non cerchiamo la saggezza per eccellenza, ma per difetto&#8221;.</p>
<article id="post-96502" class="post-96502 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-antropologia-filosofica category-editoriale category-storia-arte-cultura tag-beato-bartolo-longo">
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<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
<p>Pierfranco <strong>Bruni</strong> è nato in Calabria.<img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignright size-full wp-image-74814" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/Pierfranco-Bruni-1-300x264-1.jpg" alt="" width="300" height="264" /><br />
Archeologo direttore del Ministero Beni Culturali, presidente del Centro Studi “ Francesco Grisi” e già componente della Commissione UNESCO per la diffusione della cultura italiana all’estero.<br />
Nel 2024 Ospite d’onore per l’Italia per la poesia alla Fiera Internazionale di Francoforte e Rappresentante della cultura italiana alla Fiera del libro di Tunisi.<br />
Incarichi in capo al  Ministero della Cultura</p>
<p>• presidente Commissione Capitale italiana città del Libro 2024;</p>
<p>• presidente Comitato Nazionale Celebrazioni centenario Manlio Sgalambro;</p>
<p>• segretario unico comunicazione del Comitato Nazionale Celebrazioni Eleonora Duse.<br />
È inoltre presidente nazionale del progetto “Undulna Eleonora Duse”, presidente e coordinatore scientifico del progetto “Giacomo Casanova 300”.</p>
<p>Ha pubblicato libri di poesia, racconti e romanzi. Si è occupato di letteratura del Novecento con libri su Pavese, Pirandello, Alvaro, Grisi, D’Annunzio, Carlo Levi, Quasimodo, Ungaretti, Cardarelli, Gatto, Penna, Vittorini e la linea narrativa e poetica novecentesca che tratteggia le eredità omeriche e le dimensioni del sacro.<br />
Ha scritto saggi sulle problematiche relative alla cultura poetica della Magna Grecia e, tra l’altro, un libro su Fabrizio De André e il Mediterraneo (“Il cantico del sognatore mediterraneo”, giunto alla terza edizione), nel quale campeggia un percorso sulle matrici letterarie dei cantautori italiani, ovvero sul rapporto tra linguaggio poetico e musica. Un tema che costituisce un modello di ricerca sul quale Bruni lavora da molti anni.</p>
<p>@<strong>Riproduzione riservata</strong></p>
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