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	<title>Anonimie Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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	<title>Anonimie Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>Dal 13 gennaio in libreria ANONIMIE (Poesie 2010-2020), di Massimo Pamio</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2023/01/12/dal-13-gennaio-in-libreria-anonimie-poesie-2010-2020-di-massimo-pamio/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=dal-13-gennaio-in-libreria-anonimie-poesie-2010-2020-di-massimo-pamio</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Jan 2023 18:51:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Anonimie]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo Pamio]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 13 gennaio in libreria ANONIMIE (Poesie 2010-2020) di Massimo Pamio, per le Edizioni Mondo Nuovo.  Anonimie è un testo di poesia dove il ritmo e il pensiero si coniugano,&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="s4"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Dal 13 gennaio in libreria </span></span><strong><span class="s6"><span class="bumpedFont15">ANONIMIE</span></span></strong> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">(Poesie 2010-2020)</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> di </span></span><strong><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Massimo </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Pamio</span></span></strong><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, per le <b>Edizioni Mondo Nuovo</b>.  </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Anonimie</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> è un</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15"> testo di poesia dove il ritmo e il pensiero si coniugano, in una misura personale, per affrontare i temi fondamentali della falsità dell’io, del difficile convivere umano, dell’interrogazione metafisica. Con un’antologia di letture critiche di </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">Giovanni D’Alessandro, Rossano De Laurentiis, Daniela Forni, Erika </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">Gazzoldi</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">, Renato Minore, Elio Pecora</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">, e una lettera di </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">Gabriella Sica</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">. L’autore raccoglie qui una buona parte della produzione poetica dal 2010 al 2020, sviluppando i temi di</span></span> <span class="s11"><span class="bumpedFont15">Bucanotte</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">Luceversa</span></span> <span class="s9"><span class="bumpedFont15">e</span></span> <span class="s11"><span class="bumpedFont15">Amormorio</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">,</span></span> <span class="s9"><span class="bumpedFont15">scritti che hanno incontrato il favore dei lettori e della critica.</span></span></p>
<p class="s4">***</p>
<p class="s4"><span class="s14"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-64896 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/CD1DE218-0C20-423A-A1DE-CDB01FD44ED6-217x300.jpeg" alt="" width="217" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/CD1DE218-0C20-423A-A1DE-CDB01FD44ED6-217x300.jpeg 217w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/CD1DE218-0C20-423A-A1DE-CDB01FD44ED6-742x1024.jpeg 742w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/CD1DE218-0C20-423A-A1DE-CDB01FD44ED6-768x1060.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/CD1DE218-0C20-423A-A1DE-CDB01FD44ED6-585x808.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/CD1DE218-0C20-423A-A1DE-CDB01FD44ED6.jpeg 898w" sizes="(max-width: 217px) 100vw, 217px" />Il verso di </span><span class="s15">Pamio</span><span class="s14"> non teme di professarsi magniloquente, di coltivare la metrica (l’endecasillabo, ad esempio, come in un richiamo alla classicità), di citare riferimenti e snodi obbligati della letteratura e della poesia non solo italiane, ma di ogni lingua e di ogni tempo. La incontenibile propulsione all’azione di Achille, la </span><span class="s14">politropia</span><span class="s14"> di Odisseo abitano queste stanze; intendendo per esse non solo le stanze poetiche, ma i fisici luoghi, su carta, in cui prendono corpo “</span><span class="s16">parole sorelle amiche/ confidenti discrete pudiche/ come grani del rosario/ l’una dopo l’altra impilate/ in una torre/ a cucire il segreto della vita.</span><span class="s14">”</span></p>
<p class="s4"><span class="s14">Così, anche con questo volto &#8211; non il ritrovamento bensì &#8211; la ricerca del sé si presenta al lettore in un poema di lunga composizione negli anni. Le tracce da riconoscere, dice </span><span class="s14">Pamio</span><span class="s14">, sono quelle dell’amore che è insito nelle cose e che in esse va, dall’uomo, unicamente individuato e (per)seguito, in quanto “</span><span class="s16">impalpabile è vita,/ e se si nasconde, quanta verità/ con cui fa nascere e trascorrere e dimenticare</span><span class="s14">”; per poi con commozione enunciare quel manifesto orfico/</span><span class="s14">hoelderliniano</span><span class="s14">/immanentista della sua poesia, presente nei due versi finali della strofa: “</span><span class="s16">Non c’è amore più grande di quello che è già/ nelle cose, e che non si deve inventare</span><span class="s14">”.</span></p>
<p class="s4">GIOVANNI D’ALESSANDRO</p>
<p class="s13"><span class="s19">***</span><span class="s19"> </span></p>
<p class="s20"><span class="s14">A volte, quando leggo un libro, soprattutto di poesia, capita una specie di miracolo. Non sempre, anzi, pochissime volte e in quel caso il mondo, il suo rumore odioso e indisponente, si fa solo un sordo rumore di fondo, che scorre via, e in silenzio posso entrare in quelle altre voci che, ad agio, vivono nelle pagine del libro come fossero luoghi, case dell’anima di cui posso trovare una chiave per entrare. E come me, anche gli altri. Necessario però è lo spaesamento, serve prima di ritrovarsi, e questo continuamente, perdersi nella selva oscura che è il mondo. Serve interrogarsi, come dire bruciarsi le ali, che crediamo siano i nostri pensieri, le nostre poliedriche apparenze vuote. Ferraglia. Non è quello che aiuta. Ogni stanza di quella casa si lascia attraversare, anche se non sempre penetrare, la sua voce o la storia che la abita è, in un capovolgimento, ciò che penetra me. Capita infatti che, magari a distanza di tempo, quando meno me lo aspetto, una imma</span><span class="s14">gine, o un suono, o un profumo,</span><span class="s14"> mi viene a sottolineare un passo, là dove il mio sguardo non aveva visto, il mio orecchio sentito. Ed è come se lì dentro qualcuno fosse riuscito a esprimere tutto quanto anche io avrei voluto ma senza riuscirci, senza sapere nemmeno il modo in cui avvicinarmi a quel mondo ora palese.<br />
</span><span class="s14">E’ come se il linguaggio si costruisse con parametri acustici e visivi intrecciati, percepibili non dai sensi comuni, ma da una complessa intuizione che tutto il corpo vive. Istantanee le apparenze, con cui la vita si mostra, e il sogno di ognuno nel percepirla, si fondono insieme in un a visione unica, che ci consente di afferrarne l’intima sostanza. E ognuno ha la propria modalità. Questo è lo straordinario. Non è l’immagine che vive nel testo, a venire interpretata, poiché in quella ci sono così tanti legami con il mondo, ma anche con l’universo, l’infinito, anche quello che ognuno ha in sé, senza saperlo,  ma attraverso legami </span><span class="s16">essenziali</span><span class="s14">, propri dell’immagine stessa che se ne esce nuda, dove la realtà, senza simboli o metafore, mostra compatto il tessuto di invisibile e visibile, ciò che è il nostro vissuto  e il sogno che lo compenetra, mentre attraversiamo spazio e tempo, o il tempo che consumiamo e ci consuma per attraversare quello spazio.</span></p>
<p class="s20"><span class="s14">La bellezza fiorisce così perché non c’è stata censura, niente è stato dimenticato, omesso, o messo in un posto preciso o in disparte in un angolo. Tutto è, ed è là, dentro di noi e ora lo vediamo, lo sentiamo, lo viviamo.</span> <span class="s14">Ma è un attimo, anche se l’effetto è durevole. </span><span class="s14">Quando attraverso un testo, è come se attraversassi la carne della visione, non solo ciò che vedo, in un gioco di parole vedo la realtà reale di ciò che vedo, come se occhio e sguardo mostrassero il loro essere con-giunti.</span> <span class="s14">E </span><span class="s14">in questi testi di Massimo </span><span class="s14">Pamio</span><span class="s14">, si ha la possibilità di attraversare il varco che ci porta in quell’incontro, alla profondità dell’essere, dove ogni elemento delle nostre visioni convivono. La divisione, in cui ciascuno si sente scindere tra quotidiano e sogno, nello svolgersi del tempo, si fa dì-visione, giorno in cui si vede per intero, per </span><span class="s14">es</span><span class="s14">-teso.</span></p>
<p class="s21"><span class="s22">FERNANDA FERRARESSO</span></p>
<p class="s3"><span class="s19">***</span></p>
<p class="s20"><span class="s14">Rinascere alla vita, nonostante i suoi orrori è l’imperativo categorico che ci dona l’</span><span class="s16">astro</span><span class="s14"> (come è chiamato dall’Autore) della sua poesia. Davanti al Tutto che parla ed è muto, nasce lo stupore, lo smarrimento, la sofia e la poesia, che danno anche il nome di Dio a tutte le domande interminabili, cui l&#8217;atteggiamento mistico risponde col fervore della fede, e l&#8217;atteggiamento agnostico, con diversa umiltà lascia sospese.</span></p>
<p class="s20"><span class="s14">Ma il Sacro è campo aperto per entrambi, imprescindibile fondamento del senso del limite e dell&#8217;etica, il cammino umano negli impervi ed esaltanti passi del pensiero moderno ha piantato lapidi con su scritto “</span><span class="s16">Dio è morto</span><span class="s14">”. Ma l&#8217;uomo è vivo? </span><span class="s14">Pamio</span><span class="s14"> su questo crinale riparte dalla lapide della </span><span class="s16">morte dell&#8217;uomo</span><span class="s14">, eredità di un processo antropologico, senza il quale siamo nulla. In tale alveo, le domande riguardano anche la </span><span class="s16">teomantica</span><span class="s14"> e il campo pieno di croci e orrori consegnato dalla storia. </span><span class="s14">Pamio</span><span class="s14"> ci invita a ripartire davanti a un immane fallimento che, se è di Dio, è in primo luogo del suo presunto vertice o specie eletta della Creazione.</span></p>
<p class="s20"><span class="s14">Nel circuito vitale misterioso, che continua e non ci appartiene, la morte e la vita sono due facce dello stesso Tutto, congiunte in un punto che è Amore, con mille nomi e forme al pari di ogni altro ramo e nucleo della </span><span class="s16">Cosa</span><span class="s14"> che chiamiamo Vita. È il nome del mistero che ci dona e domina con la sua </span><span class="s16">petit </span><span class="s16">mort</span><span class="s14"> – geniale </span><span class="s14">dicto</span><span class="s14">-scintilla, verbale, materiale e spirituale – di nuova vita. È il campo aperto di infinite anonimie, che attendono da noi di riavere la dignità di un nome. </span></p>
<p class="s20">ADAM VACCARO</p>
<p class="s3"><span class="s23">***</span></p>
<p class="s21"><span class="s24"><img decoding="async" class="wp-image-64895 size-thumbnail alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/13B8AD76-3646-46A6-8A8F-4E9AEF3D194B-150x150.jpeg" alt="" width="150" height="150" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/13B8AD76-3646-46A6-8A8F-4E9AEF3D194B-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/13B8AD76-3646-46A6-8A8F-4E9AEF3D194B-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/13B8AD76-3646-46A6-8A8F-4E9AEF3D194B-640x640.jpeg 640w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />NOTA BIOGRAFICA</span><span class="s24"> DELL’AUTORE</span></p>
<p class="s20"><span class="s23">L’anonimo </span><span class="s24">Massimo </span><span class="s24">Pamio</span><span class="s23">, abruzzese, saggista e scrittore, è direttore del Museo della Lettera d&#8217;Amore, museo unico al mondo, ed è direttore editoriale di Edizioni Mondo Nuovo. Cavaliere dell’Ordine “Al Merito della Repubblica Italiana”, per meriti culturali. Ha lavorato nell’editoria fin dal 1978, ha diretto le Edizioni </span><span class="s23">Noubs</span><span class="s23"> per 20 anni. Ha curato la regia del video </span><span class="s25">I poeti, le città</span><span class="s23">, il primo video girato in Abruzzo che mette a confronto un poeta con la propria città, indicizzato da </span><span class="s23">IMDb</span><span class="s23">, il database mondiale di film e audiovisivi.</span> <span class="s23">Ha pubblicato in volume numerose o</span><span class="s23">pere: in corso di pubblicazione </span><span class="s25">Arrivabene</span><span class="s25">/</span><span class="s25">Pamio</span><span class="s23">;</span><span class="s25">Bisandola</span><span class="s25">/</span><span class="s25">Pamio</span> <span class="s23">(2022); </span><span class="s25">Cetera/</span><span class="s25">Pamio</span><span class="s23"> (2021); </span><span class="s25">Sentirsi sentire. Che cos’è il pensare</span><span class="s23"> (2020), </span><span class="s25">Padovani/</span><span class="s25">Pamio</span><span class="s23"> (2020), </span><span class="s25">Sensibili alle forme. Che cos’è l’arte</span><span class="s23"> (</span><span class="s23">2019) di saggistica; di poesia: </span><span class="s25">In nome della rosa </span><span class="s23">(1987</span><span class="s25">), Nell’appartamento confuso dei giorni</span><span class="s23"> (1999), </span><span class="s25">Bucanotte</span><span class="s23"> (2008)</span><span class="s23">, </span><span class="s25">Luceversa</span><span class="s23"> (2009), </span><span class="s25">Amormorio</span><span class="s23"> (2010); </span><span class="s25">Anonimie</span><span class="s23"> (</span><span class="s25">Poesie 2010-2020</span><span class="s23">) con saggi di D’Alessandro, De Laurentiis, Forni, </span><span class="s23">Gazzoldi</span><span class="s23">, Minore, Pecora, Sica; diverse monografie su scr</span><span class="s23">ittori contemporanei: </span><span class="s25">Lo statuto dei labirinti</span><span class="s23"> (</span><span class="s25">Introduzione alla poesia di Domenico Cara</span><span class="s23">, 1987), </span><span class="s25">Il filo lungo della parola</span><span class="s23"> (</span><span class="s25">Contributi per una lettura di Vito Moretti</span><span class="s23">, 1991), </span><span class="s25">Ritmi del lontano presente</span><span class="s23"> (</span><span class="s25">Introduzione alla lettura dell’opera di Antonio Spagnuolo</span><span class="s23">, 1991), </span><span class="s25">Parola etica</span><span class="s23"> (</span><span class="s25">La poesia di Cesare </span><span class="s25">Ruffato</span><span class="s23">, 1999). </span></p>
<p class="s20"><span class="s23">Ha curato numerose antologie letterarie:</span> <span class="s25">Un parco per i sogni</span><span class="s23">, (antologia narrativa d</span><span class="s23">i scrittori sull&#8217;Abruzzo,1997), </span><span class="s25">Da </span><span class="s25">Tyresia</span><span class="s25"> a </span><span class="s25">Odysseus</span> <span class="s23">(L’itinerario poet</span><span class="s23">ico di Dante </span><span class="s23">Marianacci</span><span class="s23">, 1997), </span><span class="s25">Saramago</span><span class="s25">: un Nobel per il Portogallo</span><span class="s23"> (con Igino Creati, 1999. Suoi testi sono stati tradotti in francese e in inglese. Ha curato monografie d’arte, scritto migliaia di recensioni e di segnalazioni di libri, film, rappresentazioni teatrali, mostre d’arte e avvenimenti culturali su riviste nazionali (</span><span class="s25">Tam</span> <span class="s25">Tam</span><span class="s23">, </span><span class="s25">Dismisura</span><span class="s23">, </span><span class="s25">Il cavallo di Troia</span><span class="s23">, </span><span class="s25">Inverso</span><span class="s23">, </span><span class="s25">Hortus</span><span class="s23">, </span><span class="s25">Oggi e domani</span><span class="s23">, </span><span class="s25">Punto d’incontro</span><span class="s23">, </span><span class="s25">Abruzzo letterario</span><span class="s23">, </span><span class="s25">Tracce</span><span class="s23">, </span><span class="s25">Il messaggero</span><span class="s23">, </span><a name="_GoBack"></a><span class="s25">Il tempo</span><span class="s23">, ecc.) e internazionali (</span><span class="s25">Don </span><span class="s25">Quichotte</span><span class="s23">, Spagna, </span><span class="s25">2 plus 2</span><span class="s23">, Francia). Ha diretto la Rivista Internazionale </span><span class="s25">Pandere</span><span class="s23">. Ha promosso e organizzato la </span><span class="s25">Corriera della Poesia</span><span class="s23">, finalista al premio Telecom Bellezza, premiata da Umberto Eco a Milano. Collabora in qualità di redattore con</span><span class="s23">diverse testate: </span><span class="s25">Benandanti</span><span class="s23">, </span><span class="s25">Auralcrave</span><span class="s23">, </span><span class="s25">Frequenze poetiche</span><span class="s23">. Organizza il premio</span> <span class="s25">Lettera d’amore</span><span class="s23"> a Torrevecchia Teatina. Ha ideato “Casa d’Autore” a Capestrano (Aquila), casa museo dove sono in mostra foto, testi, dipinti d’autore, che vuole offrire uno spazio di serenità e di riflessione, un nido per il pensiero e il cuore: tutti gli artisti o gli scienziati che vorranno usufruirne, potranno farlo, ospitati gratuitamente in cambio di un dono (una poesia, un racconto, un dipinto, una pagina delle loro ricerche) che sarà poi conservato nella casa.</span></p>
<p class="s26">
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