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	<title>beni culturali Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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	<title>beni culturali Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>Valorizzare i beni culturali è anche innovare i musei con lo sdoppiamento. Ottima idea del Ministro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni saggista, antropologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Jan 2023 21:50:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[beni culturali]]></category>
		<category><![CDATA[Pierfranco Bruni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="635" height="603" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/0665C342-0354-4361-8BE7-3FBBF2224EFA.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/0665C342-0354-4361-8BE7-3FBBF2224EFA.jpeg 635w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/0665C342-0354-4361-8BE7-3FBBF2224EFA-300x285.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/0665C342-0354-4361-8BE7-3FBBF2224EFA-585x556.jpeg 585w" sizes="(max-width: 635px) 100vw, 635px" /></p>
<p>Il Ministro Sangiuliano, uomo di profonda cultura classica, ha posto all&#8217;attenzione una questione di straordinaria importanza. Ottima idea quella di sdoppiare i grandi musei ed esporre più opere d&#8217;arte tra&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/01/08/64734/">Valorizzare i beni culturali è anche innovare i musei con lo sdoppiamento. Ottima idea del Ministro</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="635" height="603" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/0665C342-0354-4361-8BE7-3FBBF2224EFA.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/0665C342-0354-4361-8BE7-3FBBF2224EFA.jpeg 635w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/0665C342-0354-4361-8BE7-3FBBF2224EFA-300x285.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/0665C342-0354-4361-8BE7-3FBBF2224EFA-585x556.jpeg 585w" sizes="(max-width: 635px) 100vw, 635px" /></p><p dir="auto"><i><br />
Il Ministro Sangiuliano, uomo di profonda cultura classica, ha posto all&#8217;attenzione una questione di straordinaria importanza. <em>Ottima idea quella di sdoppiare i grandi musei ed esporre più opere d&#8217;arte tra temperie archeologiche, moderne e contemporanee.Partendo proprio della proposta dello sdoppiamento sarebbe utilissima </em></i><i><em>una direzione scientifica archeologica, per i siti archeologici, ed una direzione pedagogica con riferimento alla educazione agli apprendimenti. Ben venga ciò. . ..Ottima proposta signor ministro Sangiuliano. Facciamo presto. Lei che sa, Lei che può.</em></i></p>
<p dir="auto">Ottima idea quella di sdoppiare i grandi musei ed esporre più opere d&#8217;arte tra temperie archeologiche, moderne e contemporanee. Il Ministro Sangiuliano, uomo di profonda cultura classica, ha posto all&#8217;attenzione una questione di straordinaria importanza. Il concetto forte è valorizzare il tutelato e tutelare il fruibile.</p>
<p>Si pensa,  dunque, di sdoppiare alcuni musei nazionali di interesse e importanza patrimoniale identitaria notevole. Una proposta rilevante e innovativa all&#8217;interno della visione del patrimonio dei beni culturali. Patrimonio culturale nazionale.</p>
<p dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">È dello stesso Ministro Gennaro Sangiuliano l&#8217;idea che ciò si possa e si debba fare. Un’ idea, chiaramente, lungimirante e innovativa soprattutto dopo l&#8217;attuazione dell’autonomia dei musei che presentano un valore particolare. Il Ministro ha posto sul tappeto una questione inequivocabile e seria nel problema di fondo dei beni culturali.</p>
<p dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Con i depositi d&#8217;arte e di archeologia degli stessi musei, attualmente aperti e fruibili, quanti altri spazi museali è possibile portare alla luce? Perché tenere chiusi nei magazzini materiali di inestimabile pregio e racconto delle arti della Nazione? Come sarebbe possibile dare visibilità al cosiddetto &#8220;materiale dormiente&#8221;?</p>
<p dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Considerato che non è praticabile l&#8217;operazione di allestimenti (o riallestimenti) periodici degli stessi musei, non facilmente fattibile sia dal punto di vista scientifico che didattico, lo sdoppiamento sarebbe e sarà un percorso di notevole valenza e potenza valorizzante e promozionale dei beni culturali.</p>
<p dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Musei archeologici con ricchi depositi, un esempio soltanto come quello di Napoli, godrebbero di una capacità di investimento di sicuro approccio a mosaico tra il finora visibile e quello che forse non sarebbe mai visibile e visitabile perché conservato/custodito nei depositi.</p>
<p dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Tra questi potrebbe rientrarci anche il museo archeologico nazionale di Taranto. Museo centro della Magna Grecia. Se ne agevolerebbe la cultura nella complessità, i beni culturali tout court e i territori e le città nei quali tali strutture costituiscono un sito di cultura produttiva. Certamente sia scientificamente che pedagogicamente si aprirebbero delle finestre e porte di una innovazione e di una strategia che lascerebbero il segno in un dato positivo rilevante. Sul piano del turismo. Sul piano della salvaguardia. Sul piano delle conoscenze. Sul piano della praticabilità di trasformare i magazzini/depositi in reali musei non sotto la luce ma posti alla luce.</p>
<p dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Sul piano della fruibilità e fruizione. Sul piano di una organizzazione capillare del patrimonio. Sul piano della lettura più organica della cultura dei territori e nazionale. Proprio in virtù di ciò da Milano a Taranto avremmo una nuova mappa di una geografia delle arti letta con più organicità e certamente metodologicamente più confacente alla realtà dei beni culturali dell&#8217;Italia. Ben venga ciò.</p>
<p dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Ottimo percorso che potrebbe essere realizzato in tempi certamente brevi considerato che non bisogna trovare altre strutture ma lavorare sugli spazi già esistenti, ovvero inizialmente operare in modo organizzativo con spazi già esistenti nei grandi allestimenti museali.</p>
<p dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Chiaramente l&#8217;approccio didattico avrebbe un senso più maturo rispetto a quello attuale. Insistere su una pedagogia dei beni culturali, con la figura di un esperto di pedagogia museale o dei beni culturali con collaborazioni mirate, partendo proprio della proposta dello sdoppiamento sarebbe ed è un fatto rilevante. Una direzione scientifica archeologica, per i siti archeologici: siamo ancora ad un esempio, ed una direzione pedagogica con riferimento alla educazione agli apprendimenti, sarebbe utilissima. Perché la managerialità è un conto ma la specificità è un altro discorso più idoneo per una garanzia delle conoscenze delle culture e della classicità che i beni culturali rivestono.</p>
<p dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Si porrebbe anche un dato o una comparazione al fatto che un museo archeologico possa essere diretto da uno studioso di arte moderna e contemporanea e forse viceversa. Managerialità cultura e competenze avrebbero un respiro ampio e diretto a obiettivi precisi tra la tradizione e l’innovazione.</p>
<p dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Mi auguro che ciò possa avvenire e realizzarsi in tempi brevissimi. Anche per città come Taranto ciò sarebbe non solo auspicabile, ma realizzabile con professionalità mirate e di provata esperienza nei gangli della cultura valorizzante attraverso la promozione, l&#8217;attività operativa robusta e profonda e la internazionalizzazione di un progetto bene culturale, che non si è mai pensato e, quindi, mai ideato e realizzato quando invece si sarebbe potuto realmente mettere in campo per un rilancio armonico delle culture.</p>
<p dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Ben venga ciò. Ottima proposta signor ministro Sangiuliano. Facciamo presto. Lei che sa, Lei che può.</p>
<p dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><i>Photocover:Pierfranco Bruni, antropologo e archeologo, gia’ direttore del  Ministero Beni culturali</i></p>
<p dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2023%2F01%2F08%2F64734%2F&amp;linkname=Valorizzare%20i%20beni%20culturali%20%C3%A8%20anche%20innovare%20i%20musei%20con%20lo%20sdoppiamento.%20Ottima%20idea%20del%20Ministro" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2023%2F01%2F08%2F64734%2F&#038;title=Valorizzare%20i%20beni%20culturali%20%C3%A8%20anche%20innovare%20i%20musei%20con%20lo%20sdoppiamento.%20Ottima%20idea%20del%20Ministro" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2023/01/08/64734/" data-a2a-title="Valorizzare i beni culturali è anche innovare i musei con lo sdoppiamento. Ottima idea del Ministro"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/01/08/64734/">Valorizzare i beni culturali è anche innovare i musei con lo sdoppiamento. Ottima idea del Ministro</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>I BENI CULTURALI CHE VOGLIAMO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni saggista, antropologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Oct 2022 22:37:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IL punto di vista]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[beni culturali]]></category>
		<category><![CDATA[Pierfranco Bruni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1080" height="1440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/BD692792-9D8F-48F4-8778-6D5BCAB1CA13.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/BD692792-9D8F-48F4-8778-6D5BCAB1CA13.jpeg 1080w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/BD692792-9D8F-48F4-8778-6D5BCAB1CA13-225x300.jpeg 225w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/BD692792-9D8F-48F4-8778-6D5BCAB1CA13-768x1024.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/BD692792-9D8F-48F4-8778-6D5BCAB1CA13-585x780.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /></p>
<p>« È intorno ad un progetto etico che si può ridefinire il ruolo dei beni culturali all’interno dei territori. Soprattutto nel Sud questa consapevolezza deve portare ad un nuovo modo&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1080" height="1440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/BD692792-9D8F-48F4-8778-6D5BCAB1CA13.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/BD692792-9D8F-48F4-8778-6D5BCAB1CA13.jpeg 1080w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/BD692792-9D8F-48F4-8778-6D5BCAB1CA13-225x300.jpeg 225w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/BD692792-9D8F-48F4-8778-6D5BCAB1CA13-768x1024.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/BD692792-9D8F-48F4-8778-6D5BCAB1CA13-585x780.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /></p><p dir="auto" data-originalfontsize="17px" data-originalcomputedfontsize="17"><i>« È intorno ad un progetto etico che si può ridefinire il ruolo dei beni culturali all’interno dei territori. Soprattutto nel Sud questa consapevolezza deve portare ad un nuovo modo di confrontarsi con la storia e con quel patrimonio che resta, comunque, radicamento di un popolo e di una civiltà ».Il punto di vista di Pierfranco Bruni, gia’ direttore archeologo e coordinatore dipartimento del Ministero per l’antropologia.</i></p>
<p dir="auto" data-originalfontsize="17px" data-originalcomputedfontsize="17">Se si pensa di focalizzare l’attenzione solo su una struttura, pur avviando un processo in sintonia con tutta una realtà territoriale, non considerando le diverse tappe che hanno formato una civiltà all’interno di una comunità, credo che sia ormai un dato errato.</p>
<p dir="auto" data-originalfontsize="17px" data-originalcomputedfontsize="17">I percorsi normanni, svevi, barocchi e così via non si reggono storicamente e strutturalmente isolati da un contesto e da una temperie che vivono sul territorio. Bisogna operare in una visione di omogeneità. È intorno ad un progetto etico che si può ridefinire il ruolo dei beni culturali all’interno dei territori. Soprattutto nel Sud questa consapevolezza deve portare ad un nuovo modo di confrontarsi con la storia e con quel patrimonio che resta, comunque, radicamento di un popolo e di una civiltà. Nelle aree meridionali i beni culturali sono una risorsa e una vocazione. Sono quella ricchezza che si integra con i paesaggi (anch’essi beni culturali: mare e montagna), con la natura, con la geografia del territorio stesso.</p>
<p dir="auto" data-originalfontsize="17px" data-originalcomputedfontsize="17">Nel Sud non solo “le parole sono pietre” per dirla con Carlo Levi. Ma le pietre sono storia. Meno effimero, dunque, come si diceva una volta, e più concretezza. Ma sui progetti bisogna lavorarci con serenità, con capacità manageriale, con forti intuizioni non disconoscendo mai la geografia e la storia dei territori.</p>
<p dir="auto" data-originalfontsize="17px" data-originalcomputedfontsize="17">I territori sono i veri depositari dei testamenti delle epoche e delle civiltà. Focalizzare una tale questione significa, tra l’altro, definire un’idea portante di cultura all’interno di ciò che è stato un vissuto e che dovrà essere futuro attraverso gli strumenti dell’organizzazione, della progettualità, dei saperi. La comparazione tra archeologia ed etno – antropologia è fondamentale: si tratta di un solo esempio.</p>
<p dir="auto" data-originalfontsize="17px" data-originalcomputedfontsize="17">I beni culturali sono reale prospettiva all’interno di quattro presupposti principali: liberalizzazione nella gestione dei musei, attenzione fondamentale al bene culturale non solo come dato di ricerca ma come elemento valorizzante di un territorio, maggiore dialogo tra cultura e politiche di investimento, interazione tra i vari campi degli studi.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2022%2F10%2F26%2Fi-beni-culturali-che-vogliamo%2F&amp;linkname=I%20BENI%20CULTURALI%20CHE%20VOGLIAMO" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2022%2F10%2F26%2Fi-beni-culturali-che-vogliamo%2F&#038;title=I%20BENI%20CULTURALI%20CHE%20VOGLIAMO" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2022/10/26/i-beni-culturali-che-vogliamo/" data-a2a-title="I BENI CULTURALI CHE VOGLIAMO"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2022/10/26/i-beni-culturali-che-vogliamo/">I BENI CULTURALI CHE VOGLIAMO</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Ripensare ai beni culturali  con una programmazione articolata ed empatica coinvolgendo la scuola</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni saggista, antropologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Oct 2022 23:47:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IL punto di vista]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[beni culturali]]></category>
		<category><![CDATA[Politica e cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1251" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/F95E99F3-A20A-4307-AC50-D8D63283B883-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/F95E99F3-A20A-4307-AC50-D8D63283B883-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/F95E99F3-A20A-4307-AC50-D8D63283B883-300x147.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/F95E99F3-A20A-4307-AC50-D8D63283B883-1024x500.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/F95E99F3-A20A-4307-AC50-D8D63283B883-768x375.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/F95E99F3-A20A-4307-AC50-D8D63283B883-1536x750.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/F95E99F3-A20A-4307-AC50-D8D63283B883-2048x1001.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/F95E99F3-A20A-4307-AC50-D8D63283B883-1920x938.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/F95E99F3-A20A-4307-AC50-D8D63283B883-1170x572.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/F95E99F3-A20A-4307-AC50-D8D63283B883-585x286.jpeg 585w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>Occorre riflettere per una nuova politica culturale. Riconsiderare il  patrimonio culturale per impostare una visione politica delle culture.Dare una progettualità organica alla cultura attraverso una forza di competenze appropriate sia ai&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2560" height="1251" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/F95E99F3-A20A-4307-AC50-D8D63283B883-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/F95E99F3-A20A-4307-AC50-D8D63283B883-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/F95E99F3-A20A-4307-AC50-D8D63283B883-300x147.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/F95E99F3-A20A-4307-AC50-D8D63283B883-1024x500.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/F95E99F3-A20A-4307-AC50-D8D63283B883-768x375.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/F95E99F3-A20A-4307-AC50-D8D63283B883-1536x750.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/F95E99F3-A20A-4307-AC50-D8D63283B883-2048x1001.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/F95E99F3-A20A-4307-AC50-D8D63283B883-1920x938.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/F95E99F3-A20A-4307-AC50-D8D63283B883-1170x572.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/F95E99F3-A20A-4307-AC50-D8D63283B883-585x286.jpeg 585w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p><div dir="auto"><em>Occorre riflettere per una nuova politica culturale. Riconsiderare il  patrimonio culturale per impostare una visione politica delle culture.Dare una progettualità organica alla cultura attraverso una forza di competenze appropriate sia ai beni culturali che alla scuola.Urgente l’ assunzione di  personale specializzato nelle strutture dei beni culturali.</em></div>
<p>È tempo di ripensare la politica culturale dell&#8217;Italia soprattutto in un tempo di nuove stagioni organizzative. È un primo inciso sulla riconsiderazione del patrimonio culturale sulla quale occorre impostare una visione politica delle culture. È da anni che si discute di guardare con molta attenzione ad una economia delle culture non sono su riferimenti produttivi ma di apprendimento e di tutela valorizzante. L&#8217;antica distinzione tra tutela e fruizione, passando attraverso la valorizzazione e quindi la salvaguardia, andrebbe riletta in merito anche al Codice dei beni culturali del 2005 e le molte successive modifiche e aggiornamenti.<br />
C&#8217;è di più e di altro direi. Si dia una progettualità organica alla cultura attraverso una forza di competenze appropriate sia ai beni culturali che alla scuola. Si sburicratrizzi il Ministero della cultura con una proficua managerialità culturale e si superi l&#8217;amministrazione delle dirigenze scolastiche. L&#8217;ex preside o l&#8217;attuale dirigente scolastico abbia capacità amministrative e di indirizzo e si crei un manager culturale affinché le scuole siano reale laboratorio culturale con intese europee e internazionali sulle culture. Occorrono personalità di cultura che vadano oltre l&#8217;amministrare la scuola sul piano didattico &#8211; metodologico. Il campo dei beni culturali è abbastanzanza variegato a cominciare dalle soprintendenze regionali e territoriali.<br />
Occorre incidere su questi settori se si vuole creare realmente una rete di saperi competitivi. Ma occorrono esperti. Qui è il punto. Si pone una questione ormai che riguarda quelle responsabilità culturali ad ampio raggio e non solo gestionali dell&#8217;amministrare la burocrazia culturale attuale.</p>
<p>Se il bene culturale è espressione anche di identità storica di un territorio non bisogna divergere da una scuola che sia conoscenza delle discipline applicate alla storia delle identità. Su tre elementi antichi va puntato l&#8217;osservatorio: competenze, conoscenze, esperienze. Tre parametri fondamentali per dare un assetto nuovo, moderno e lungimirante a scuola e ai beni culturali e ambientale in una stretta simbiosi come era nello spirito nascente del Ministero dei beni culturali con la organizzazione voluta nel 1975 da Giovanni Spadoni.<br />
Bisognerebbe partire dalla attuale situazione. Dalla volontà di aver reso la cultura dimensione dello spettacolo attraverso la valorizzazione del cinema e del cosiddetto spettacolo dal vivo. Ma occorre necessariamente riprendere la salvaguardia valorizzante di tre riferimenti chiave della identità culturale, ovvero dalla archeologia-arte-antropologia, dalle biblioteche e dalle aree di rete territoriali di queste strutture, dagli archivi come modelli di ricerca della documentazione. Tre coordinate con le quali anche la cultura scolastica deve fortificarsi. Sono modelli della classicità e delle innovazioni senza trascurare, chiaramente, la realtà dello Spettacolo, nella complessità delle diverse diramazioni.<br />
Occorre ricontestualizzare il ruolo delle soprintendenze per il compito che hanno svolto e che dovrebbero sviluppare. Accanto a queste va riconsiderato il ruolo dei musei pur nella loro autonomia. Così va fortificato lo snodo delle biblioteche nelle suddivisioni dei comparti insieme agli archivi statali sia territoriale che centrale attraverso una progettualità che non può essere suddivisa per aree. Ormai non ha più senso che le strutture abbiano in molte occasioni ruoli competitivi.<br />
L&#8217;articolazione è necessaria ma la sintesi è significativa per non creare divisioni tra i beni culturali. È chiaro che tutto deve diventare un collante, comprese le aree archeologiche, all&#8217;interno delle geografie del territorio. Ma per avvisarci verso questo antico aspetto nella innovazione bisogna fare delle distinzioni. Un fatto è la programmazione culturale. Un altro è pensare ai beni culturali. È chiaro che l&#8217;empatia è fondamentale ma l&#8217;asse politico deve saper guardare alla cultura con tre presupposti: 1. L&#8217;identità territoriale e la salvaguardia, 2. L&#8217;immagine, la valorizzazione e la fruizione, 3. L&#8217;innovazione sul piano investimenti, risorse, economia.<br />
Ma i beni culturali passano attraverso la conoscenza e l&#8217;apprendimento e proprio per questo il compito della scuola può diventare un riferimento con compiti di educazione alla scientificità, non solo didatticità, del  bene culturale. Alcune scuole già svolgono questo ruolo. Bisogna rendere ciò decratizzabile.<br />
Per fare tutto questo però c&#8217;è una urgenza impellente che è quella della assunzione del personale. Molte strutture dei beni culturali corrono il rischio, nel corso di un anno, di restare senza personale specializzato: dai bibliotecari agli antropologi, dagli archeologi agli storici dell&#8217;arte. Ma si tratta di compiere un&#8217;operazione urgente se non si vuol far chiudere strutture nazionali. Incentivare il cinema italiano e il teatro è una chiave da non dimenticare mai, comunque. Si tratta di una cultura e tradizione culturale che diventano beni di un patrimonio identitario dei beni culturali.<br />
Nel corso di questi anni avremmo dovuto assumere e non trasformare le strutture o inventare nuove soprintendenze senza personale specifico. È un dato che può essere recuperato e ricontestualizzare i modelli delle istituzioni periferiche partendo, appunto, dalla prima versione del Codice dei beni culturali o dal Testo Unico dei beni culturali. Insisto sul fatto che ormai il raccordo tra cultura, come attività e programmazione, beni culturali e scuola devono raccondarsi su piano non gestionale ma pedagogico e scientifico.<br />
Questo, come dicevo, è soltanto un primo inciso di meditazione sul quale occorre riflettere per una nuova politica culturale. Insomma guardo con attenzione ai beni culturali, ripensandoli politicamente,  con una programmazione articolata ed empatica coinvolgendo la scuola direttamente, partendo sempre da un antico presupposto che è questo: il suicidio della politica passa attraverso l&#8217;omicidio della cultura. Allora. Si faccia attenzione al rapporto tra politica e cultura.</p>
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		<title>Il disastro dei beni culturali nel vuoto di personale in tutte le strutture</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2022/07/26/il-disastro-dei-beni-culturali-nel-vuoto-di-personale-in-tutte-le-strutture-mentre-abbondano-i-laureati-disoccupati-e-gli-stranieri-avanzano-in-incarichi/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=il-disastro-dei-beni-culturali-nel-vuoto-di-personale-in-tutte-le-strutture-mentre-abbondano-i-laureati-disoccupati-e-gli-stranieri-avanzano-in-incarichi</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni saggista, antropologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Jul 2022 21:45:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IL punto di vista]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[beni culturali]]></category>
		<category><![CDATA[Pierfranco Bruni]]></category>
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<p>Mentre abbondano i laureati disoccupati e gli stranieri avanzano in incarichi… di Pierfranco Bruni V. Presidente nazionale Sindacato libero scrittori italiani In una società in transizione l&#8217;unica economia certa in&#8230;</p>
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<p dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">di Pierfranco Bruni V. Presidente nazionale Sindacato libero scrittori italiani</p>
<p>In una società in transizione l&#8217;unica economia certa in grado di avere un marchio di italianità sono i beni culturali. Avremmo dovuto creare intorno alla mosaicizzazione dei beni culturali un progetto articolato di economia delle culture tra identità, territori e sviluppo nazionale. C&#8217;è l&#8217;idea ma la progettualità si è frantumata. Ci sono slogan ma le strutture del Ministero della Cultura sono completamente svuotate: da Milano a Matera, da Taranto a Cosenza. Questo è accaduto perché è  venuta meno proprio la progettualità. Nei primi tre anni dell&#8217;autonomia dei Musei e aree archeologiche ed altro si era intrapreso un cammino con una  visione di rinnovamento proprio del bene culturale. Ottima l&#8217;autonomia. Ho speso anni per far comprendere ciò. Ma gestita malissimo, organizzata peggio, continuata con difficoltà anche in termini di progettazione culturale tout court. Quella della autonomia è una percezione antica ma governata politicamente con una pratica contradditoria che ha creato non pochi problemi. Ma ora si vada avanti senza dimenticare la crisi in cui versa il settore cultura in Italia.</p>
<p>Si cominci a ripercorrere un discorso maturo sui beni culturali in una fase complessa della cultura italiana che ha necessità di recuperare identità e storia tra radici e geografia dell&#8217;essere. In questo ultimo lustro di stagioni si è consumato il disastro dei beni culturali. Dai territori alla Nazione. Cominciamo dalla mancanza di personale delle varie strutture,  nonostante i numerosi laureati in beni culturali. Laureati, esperti, specializzati: dalla archeologia alle antropologie, dagli storici dell&#8217;arte alle biblioteche. Signori miei come si può inventare una Soprintendenza del Mare senza archeologi esperti in archeologia subacquea? Una ambiguità non solo culturale ma anche politica ed istituzionale.</p>
<p>Come si può trasformare una archeologia di terra in una di acque senza gli esperti e specializzati con alto profilo? Il caso della sovrintendenza (centrale) di Taranto. Per fare un solo esempio.  Come si fa a non pretendere una mappa aggiornata del personale dei vari uffici su tutto il territorio  nazionale nel momento in cui viene applicata la quota 100 e si svuotano gli uffici senza un articolato modello di nuove assunzioni? <br dir="auto" /><br dir="auto" />Ci sono strutture con personale ai limiti della chiusura. Si pensi alla Biblioteca Nazionale di Cosenza. Si pensi a Taranto, alla Basilicata, al Piemonte&#8230; Se l&#8217;idea è quella di chiudere gli uffici o accorparli  bisogna dirlo subito. È mai possibile pensare alla carenza di personale, personale specializzato che c&#8217;è, ripeto, e non creare un sistema di assunzioni immediato, dico immediato? Si aspettano i concorsi o il tramite di assunzioni attraverso le agenzie? Non è più pensabile ciò. In cultura. Basterebbe una assunzione triennale, attraverso una commissione seria non politicamente corretta, in grado di valutare sulla base di curriculum attrezzati  con pubblicazioni , esperienze, corsi. Si aboliscano i concorsi a lungo termine e si faccia una indagine di mercato sui vari campi e nei vari settori monitorando i vuoti drammatici sui territori.</p>
<p>D&#8217;altronde come sono stati dati gli incarichi per le direzione dei Musei? Certo, grazie a un passaggio semi concorsuale partendo però dalla storia curriculare. Tutta da riconsiderare a mio avviso. È mai pensabile che molte di queste strutture devono ancora essere dirette da personale non italiano? È disperante questa idea. A questo punto si assumano anche i procuratori della repubblica, i dirigenti scolastici  i prefetti e i questori provenienti da paesi esteri.  Sarebbe una saggia idea. L&#8217;Italia dei beni culturali si è sgretolata. Basta dare una occhiata alle soprintendenze, molte delle quali sono in reggenza. In reggenza. Si pensi a un soprintendente in reggenza anche con regioni diverse. Una storia antica che va avanti senza una logica.</p>
<p>Resto soltanto in superficie di un discorso sui beni culturali che andrebbero rivisitati con serenità,  attenzione e senza slogan. I beni culturali sono il patrimonio storico di una Nazione (più volte ribadito nei miei libri in argomento e in oltre 40 anni all&#8217;interno del ministero della cultura) ma non usiamo ciò come quarta di copertina della leggerezza nella quale sono siamo precipitati.</p>
<p>Storia e civiltà sono il perno intorno al quale ruota la valorizzazione che ha come incipit la tutela e la salvaguardia. Si è perso il senso e il valore della cultura dei beni culturali che restano identità tra modelli di tradizione ed economia attraverso la fruizione. Ma con la situazione di una gravità estrema come quella che si sta vivendo in questa temperie tutto diventa precario, provvisorio, incerto.</p>
<p>Si parta dal problema occupazionale e sul piano delle professionalità disoccupate. Come dicevo, abbiamo una garanzia di alto livello tra neo laureati ed esperti in età matura. Conosco molte di queste professionalità che non hanno trovato ancora un luogo e uno spazio nel campo delle culture. Non si rinnovi più il contratto ad esperti non italiani. Dopo due  mandati di presenza nei territori i responsabili incaricati (dai musei alle aree archeologiche alle strure di arte moderna e contemporanea) si trasferiscono, sempre nell&#8217;ambito delle loro professionalità, ma con articolazione tra costi e benefici  esperienze ed attività culturali. Si vada oltre il dato empirico.</p>
<p>Si faccia in modo che un museo di arte contemporanea possa essere retto da uno storico dell&#8217;arte con studi sull&#8217;arte contemporanea. La cosiddetta managerialità non ha senso, nella cultura, se non si ha una specializzazione sul campo. Insomma, riprendiamo in mano la questione dei beni culturali con grande capacità professionale di esperti italiani. Ripopoliamo le strutture periferiche di giovani con grande professionalità e pubblicazioni e apriamo tutte le aree archeologiche. Ridiamo vitalità alle scienze antropologiche. Si assumano bibliotecari e archivisti. Da qui bisogna partire altrimenti smettiamo di parlare di cultura. Non si gestisce la cultura come qualsiasi altro comparto. I beni culturali sono un unicum senza usare linguaggi e promesse sul turismo, sulle città, sui mari. La cultura è patrimonio nelle strutture e nel Pensiero.</p>
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		<title>Reinventiamo i beni culturali iniziando a rivedere gli incarichi affidati ai non italiani per riconsiderare le identità e la storia</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2022/07/24/reinventiamo-i-beni-culturali-iniziando-a-rivedere-gli-incarichi-affidati-ai-non-italiani-per-riconsiderare-le-identita-e-la-storia/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=reinventiamo-i-beni-culturali-iniziando-a-rivedere-gli-incarichi-affidati-ai-non-italiani-per-riconsiderare-le-identita-e-la-storia</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni saggista, antropologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Jul 2022 05:48:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[IL punto di vista]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Antropologia]]></category>
		<category><![CDATA[beni culturali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="2560" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/07/570A5B17-25D0-46A1-B39C-15ABC635ECCD-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/07/570A5B17-25D0-46A1-B39C-15ABC635ECCD-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/07/570A5B17-25D0-46A1-B39C-15ABC635ECCD-300x300.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/07/570A5B17-25D0-46A1-B39C-15ABC635ECCD-1024x1024.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/07/570A5B17-25D0-46A1-B39C-15ABC635ECCD-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/07/570A5B17-25D0-46A1-B39C-15ABC635ECCD-768x768.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/07/570A5B17-25D0-46A1-B39C-15ABC635ECCD-1536x1536.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/07/570A5B17-25D0-46A1-B39C-15ABC635ECCD-2048x2048.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/07/570A5B17-25D0-46A1-B39C-15ABC635ECCD-1920x1920.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/07/570A5B17-25D0-46A1-B39C-15ABC635ECCD-1170x1170.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/07/570A5B17-25D0-46A1-B39C-15ABC635ECCD-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/07/570A5B17-25D0-46A1-B39C-15ABC635ECCD-640x640.jpeg 640w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>I beni culturali non sono soltanto possibilità di turismo e di espressione economico e di sviluppo.Bisogna partire soprattutto da una idea di cultura e di identità culturale nazionale per poter&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2022/07/24/reinventiamo-i-beni-culturali-iniziando-a-rivedere-gli-incarichi-affidati-ai-non-italiani-per-riconsiderare-le-identita-e-la-storia/">Reinventiamo i beni culturali iniziando a rivedere gli incarichi affidati ai non italiani per riconsiderare le identità e la storia</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2560" height="2560" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/07/570A5B17-25D0-46A1-B39C-15ABC635ECCD-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/07/570A5B17-25D0-46A1-B39C-15ABC635ECCD-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/07/570A5B17-25D0-46A1-B39C-15ABC635ECCD-300x300.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/07/570A5B17-25D0-46A1-B39C-15ABC635ECCD-1024x1024.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/07/570A5B17-25D0-46A1-B39C-15ABC635ECCD-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/07/570A5B17-25D0-46A1-B39C-15ABC635ECCD-768x768.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/07/570A5B17-25D0-46A1-B39C-15ABC635ECCD-1536x1536.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/07/570A5B17-25D0-46A1-B39C-15ABC635ECCD-2048x2048.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/07/570A5B17-25D0-46A1-B39C-15ABC635ECCD-1920x1920.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/07/570A5B17-25D0-46A1-B39C-15ABC635ECCD-1170x1170.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/07/570A5B17-25D0-46A1-B39C-15ABC635ECCD-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/07/570A5B17-25D0-46A1-B39C-15ABC635ECCD-640x640.jpeg 640w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p><p dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><i>I beni culturali non sono soltanto possibilità di turismo e di espressione economico e di sviluppo.Bisogna partire soprattutto da una idea di cultura e di identità culturale nazionale per poter dare un senso ad una progettualità che sia garante di quelle eredità che sono vive nei tessuti territoriali.Il Ministero Italiano della Cultura deve imporsi con una progettualità imponente proprio in quella visione di sintesi che è l’antropologia.<br />
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I beni culturali non sono soltanto possibilità di turismo e di espressione economico e di sviluppo. Più volte mi sono soffermato su ciò. Bisogna partire soprattutto da una idea di cultura e di identità culturale nazionale per poter dare un senso ad una progettualità che sia garante di quelle eredità che sono vive nei tessuti territoriali. Aspetti che in questi ultimi decenni sono stati completamente eliminati dalla storia della ragione dei beni culturali stessi. Il fatto che siano stati affidati a studiosi non italiani strutture e aree archeologiche non è assolutamente una bella immagine che si è data alle culture italiane.</p>
<p dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">È come aver sottolineato che l&#8217;Italia non ha esperti validi. Una cattiva e sradicante immagine che deve essere necessariamente risolta. La cultura in Italia è cultura dei saperi nazionali soprattutto. Su questo punto ci ritornerò.</p>
<p dir="auto">Comunque oltre ciò occorrerebbe inventarsi una nuova Magna Grecia. Certamente partendo da ciò che la storia ha restituito al mito. Non può essere storia e conoscenza senza la tradizione del mito e dei simboli. Magari attraversando la civiltà di Leonida e di Archita sino a toccare le sponde di Ibico e di Pitagora. In questo viaggio si ascolta la Magna Grecia e parla con i territori, con i popoli, con le identità attraverso le eredità che non smettono di trasmettere silenzi ed urla.</p>
<p dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Oggi ciò che chiamiamo Magna Grecia è geografia di un tempo perduto e mai ritrovato. Ma resta una &#8220;aritmetica&#8221; della memoria con i suoi echi, i suoi segni, la sua archeologia immensa e molte volte dimenticata. Dimenticare è smarrire. Ecco perché abbiamo bisogno dell&#8217;antropologia. Di quella antropologia che è umanesimo ma anche culturale, popolare, etinica.</p>
<p dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">I beni culturali nella identità di una Nazione dovrebbero rappresentare il logos dentro la lettura del nostos. Non possiamo riceverli con la sensazione della nostalgia. Dobbiamo viverli con l&#8217;identità eredità dal tempo in un passaggio tra storia e memoria. Resta fondamentale questo chiosare di legame tra eredità, storia, memoria identità. Un presupposto che apre la possibilità-capacità di poter praticare un vero processo di valorizzazione e quindi di fruizione.</p>
<p>Cercare di leggere i ritagli culturali, che sono i simboli del rapporto tra popoli e civiltà, dei territori è penetrare i modelli etno-antropologici che sono parte vitale dei processi di conoscenza in una geografia tra eredità ed identità. Bisogna storicizzare,  ma per rendere la storia elemento di apprendimento è necessario realizzare un percorso chiaramente antropologico. L&#8217;antropologia è l&#8217;espressione materiale e ontologica dei popoli, delle civiltà, delle comunità. Il passato è un depositato nella storia.</p>
<div dir="auto">
<p dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Bisogna fare in modo, discutendo dialetticamente di beni culturali e di patrimonio identitario incastonato nella cultura, di leggere quel che chiamano passato, o esteticamente memoria, di non renderlo soltanto nostalgia. Ciò che è stato in un tempo non potrà essere in un altro tempo. L&#8217;antico non può essere il nuovo o nel nuovo. Lasciamolo tra le griglie dei simboli, dei miti, degli archetipi ma non scardiniamo quel tempo che non c&#8217;è più pensando di renderlo presente, attuale, futuro. Anche quando discutiamo di beni culturali non possiamo più commentare un simile errore. Bisogna avviarsi verso una idea di progetto superando il concetto di programma.</p>
<p dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La Magna Grecia è stata. Non sarà più,  non sarà mai più. Il Mediterraneo dei miti come lo abbiamo letto tra classicità, umanesimo e grecità egiziana &#8211; araba non sarà più. Si vive un altro Mediterraneo. Bisogna ben comprendere che ci sono diversi mediterranei che si portano dentro diversi destini e una storia articolata non assimilabile tra epoche.</p>
<p dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Il Mediterraneo dei beni culturali ha anche ora una eterogeneità di letture. Marrakesh non è Madrid. Algeri non è Nizza. Il Cairo non è Roma. Insomma testimonianze che hanno una valenza importante ma non assimilabile. Questo significa che ci sono diversi Mediterranei sul piano culturale che restano espressioni eterogenee nella cultura del bene geo-territoriale.</p>
<p dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">L&#8217;antropologia è una espressione che riesce ad interpretare i processi archeologici, urbanistici, architettonici, storici, linguistici, letterati, etnici. Ecco perché sono sempre più convinto che il Ministero Italiano della Cultura deve imporsi con una progettualità imponente proprio in quella visione di sintesi che è l&#8217;antropologia.</p>
<p dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Cio può essere fatto pero’con le dovute competenze, con una didattica delle culture, con una conoscenza che nasce dal rapporto tra apprendimento e valorizzazione. Su questo versante credo che ciò che si indica come geografia della Magna Grecia non può essere letta soltanto con gli strumenti e i processi archeologici bensì fortemente antropologici caratterizzati dalla cultura della tradizione/popolare.</p>
<p dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">L&#8217;antropologia della Magna Grecia è una delle discipline che permette di abitare civiltà, popoli e tradizioni. D&#8217;altronde la Magna Grecia, oltre l&#8217;archeologia, è in questi percorsi. La Magna Grecia  va vissuta come modello antropologico oltre che archeologia del vissuto. Perché tutto questo? Perché sostanzialmente l&#8217;approccio culturale muta costantemente. In realtà la Magna Grecia è soltanto nostalgia se non si crea un processo valorizzante tra nuove economie e politiche culturali identitarie.</p>
<p dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Non c&#8217;è più una Magna Grecia.  C&#8217;è la eredità della Magna Grecia. Di ciò dobbiamo essere consapevoli per cercare di ragionare con il pensiero che va oltre il modello archeologico soltanto. L&#8217;antropologia è la &#8220;scienza&#8221;, nell&#8217;umanesimo delle discipline, che diventa il collante ma anche il mosaico dentro il quale quei concetti prima citati, ovvero eredità, storia, memoria, identità, tradizione&#8230;, costituiscono il legame del patrimonio culturale. Trasformare i simboli in realtà.</p>
<p dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Una utopia? Non credo. Cultura, Magna Grecia ed economia: una interpretazione importante che richiama una sistematicità di valori e di contenuti culturali. Ma cosa sono i contenuti culturali? Non si può più pensare al bene culturale come un singolo fatto, una singola struttura, un singolo contenitore. Occorre fare in modo di realizzare delle griglie che siano simboliche e reali, pertinenti e vive nelle articolazioni dei modelli valorizzanti e fruibili. Ovvero la politica dei beni culturali deve essere mosaicizzata ma anche praticata e  vissuta come un monolito.</p>
<p dir="auto">Esempio. L&#8217;archeologia è già nella antropologia e viceversa. Entrambe sono dentro la storicità dell&#8217;arte la quale è anche ritmo, segno, colore, linguaggio. Linguaggio, appunto, che penetra un vocabolario che è letteratura, musica, folclore. I rimandi sono nelle tradizioni e queste abitano il mito. Il bene culturale è la letture dei miti che sono stati cronaca, oggetti, storia.</p>
<p dir="auto">È necessaria la Ragione espressiva delle epoche. La Magna Grecia è la complessità non solo di un tempo ma di un&#8217;epoca. Così dal Medioevo al Barocco, dal Rinascimento alle diverse avanguardie. Sono epoche che nascono dentro le civiltà. Considero tale il bene cultura.</p>
<p dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Ebbene, non posso capire la Magna Grecia soltanto dal suono di una ceramica o dal ritmo di una statua. Ma la Magna Grecia è uno stato del pensare e del pensiero dentro la complessità di un tempo chiamato proprio civiltà e quindi identità. È qui che la concezione del bene culturale deve trovare la sua rivoluzione e la sua intuizione nel saper confrontarsi con le culture.</p>
<p dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Non è assolutamente una sfida. È un approccio forte in una mutata temperie delle società,  delle comunità e delle umanità. Credo che i beni culturali sono oggi la Ragione di una civiltà in società in transizioni e in civiltà di epoche comparate. Tali dobbiamo considerarli.</p>
<p dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">E qui ritorna il discorso in incipit. Non è nella mia logica pensare che essendo nel territorio italiano i beni culturali devono gestirli gli italiani. Non è questo il problema. Ma non si può accettare neppure la logica della politica europea che è come se si imponesse un criterio di condivisione nella gestione delle amministrazioni pubbliche. A questo punto nulla vieterebbe che anche un procuratore della repubblica a capo di una Procura venisse dalla Francia o dalla Germania o da Kiev.</p>
<p dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Nel momento in cui vengono affidati a professionisti e specialisti non italiani si testimonia una completa sfiducia al mondo culturale nazionale. È stato come sfiduciare la professionalità culturale italiana. Responsabilità politiche di estrema gravità.</p>
</div>
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		<title>A Taranto importante evento sui Beni culturali e sul senso di identità in un’ottica di valorizzazione</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2022/05/29/a-taranto-importante-evento-sui-beni-culturali-e-sul-senso-di-identita-in-unottica-di-valorizzazione/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=a-taranto-importante-evento-sui-beni-culturali-e-sul-senso-di-identita-in-unottica-di-valorizzazione</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefania Romito, giornalista e scrittrice]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 May 2022 16:53:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[beni culturali]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Pierfranco Bruni]]></category>
		<category><![CDATA[Taranto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="735" height="1040" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/05/C51712C6-F5C5-40ED-956E-BE23ED6C878C.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/05/C51712C6-F5C5-40ED-956E-BE23ED6C878C.jpeg 735w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/05/C51712C6-F5C5-40ED-956E-BE23ED6C878C-212x300.jpeg 212w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/05/C51712C6-F5C5-40ED-956E-BE23ED6C878C-724x1024.jpeg 724w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/05/C51712C6-F5C5-40ED-956E-BE23ED6C878C-585x828.jpeg 585w" sizes="(max-width: 735px) 100vw, 735px" /></p>
<p>Lunedì 30 maggio, alle ore 18:00 presso la sala Nautilus in Viale Virgilio con Pierfranco Bruni,Silvia De Vitis, Mario Lazzarini e il Sen. Mario Turco (M5s) La rilevanza dei Beni culturali&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2022/05/29/a-taranto-importante-evento-sui-beni-culturali-e-sul-senso-di-identita-in-unottica-di-valorizzazione/">A Taranto importante evento sui Beni culturali e sul senso di identità in un’ottica di valorizzazione</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="735" height="1040" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/05/C51712C6-F5C5-40ED-956E-BE23ED6C878C.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/05/C51712C6-F5C5-40ED-956E-BE23ED6C878C.jpeg 735w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/05/C51712C6-F5C5-40ED-956E-BE23ED6C878C-212x300.jpeg 212w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/05/C51712C6-F5C5-40ED-956E-BE23ED6C878C-724x1024.jpeg 724w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/05/C51712C6-F5C5-40ED-956E-BE23ED6C878C-585x828.jpeg 585w" sizes="(max-width: 735px) 100vw, 735px" /></p><p style="font-weight: 400; text-align: left;"><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Lunedì 30 maggio, alle ore 18:00 presso la sala Nautilus in Viale Virgilio </span><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">con Pierfranco Bruni,Silvia De Vitis, Mario Lazzarini e il Sen. Mario Turco (M5s)</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La rilevanza dei Beni culturali è un dato consolidato nella coscienza collettiva. Ma in che misura contribuiscano a determinare il nostro percorso esistenziale, non è una consapevolezza scontata e soprattutto universalmente acquisita.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Chi non opera in questo essenziale ambito può soltanto presagirne il valore mediante la contemplazione episodica di opere d’arte, siti archeologici, monumenti cittadini. Occasioni sporadiche che ridestano il senso archetipico della Bellezza e la forza attrattiva del fascino della genialità. Ma al di là dello stupore momentaneo, il ritorno alla quotidianità fa dissolvere nell’oblio ogni estatica percezione. Tuttavia, sarebbe sufficiente dedicare qualche istante alla riflessione per rendersi conto che il nostro mosaico esistenziale è formato da tessere di immanenza che affondano le radici in un retaggio archetipico.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Le nostre tradizioni, laiche e religiose, che rinvengono nei riti e nelle celebrazioni l’acme della rappresentatività popolare, raffigurano quei tasselli vitali che costruiscono la nostra identità. Così come le parlate locali, i cosiddetti “dialetti”, non sono soltanto espressioni linguistiche volte al “comunicare” bensì manifestazioni del vissuto di un determinato popolo. Attraverso il linguaggio, una etnia, una civiltà si caratterizza acquisendo la propria congenita essenza. Una unicità che è “appartenenza”.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Le antiche testimonianze artistiche, architettoniche sono portatrici di una esperienza immanente in quanto figurazione della creatività di un specifica civiltà che nel corso delle epoche ha subito trasmutazioni. Anche in questo caso, è proprio la sua ineguagliabilità e singolarità a renderla esclusiva. Questo vale per tutto ciò che riguarda la genialità dell’essere umano che, da quando ha iniziato a manifestarsi in maniera materiale e immateriale, ha acquisito il suo rilievo caratterizzante.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Sottolineare l’importanza di questo valore quale espressione principe della nostra identità, è quanto mai imprescindibile soprattutto nello specifico periodo storico che stiamo vivendo che rischia di disorientare il nostro baricentro esistenziale.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">È questo il pregevole obiettivo che si prefigge l’evento che si terrà a Taranto lunedì 30 maggio, alle ore 18:00 presso la sala Nautilus in Viale Virgilio, dal titolo “Cultura identitaria e Beni culturali”, organizzato dal Movimento 5 Stelle e che vede la partecipazione di <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Pierfranco Bruni</strong>(già Direttore Mibact e Responsabile del dipartimento Antropologia della Soprintendenza di Lecce, Brindisi, Taranto, Vice Presidente della provincia di Taranto e Assessore provinciale alla Cultura), di <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Silvia De Vitis </strong>(archeologa) e di <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Mario Lazzarini </strong>(grecista e archeologo). L’evento sarà presentato da <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Carmine De Gregorio</strong>e godrà della conclusione del <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Sen. Mario Turco</strong>.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Un incontro tra specialisti per accendere un essenziale focus di riflessione su ciò che è possibile attuare in direzione di una efficace valorizzazione dell’immenso e prezioso patrimonio culturale di Taranto, città della Magna Grecia. La sua peculiare posizione geografica ne ha consacrato la grandezza. Molte le civiltà che anticamente si sono stabilizzate in questa suggestiva località determinandone la sua prodigiosa multiculturalità.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Una valorizzazione che avrà come nobile intento quello di restituire a Taranto il suo antico ruolo di fulcro culturale del Mediterraneo, proiettando la sua magnetica e attrattiva Bellezza anche oltre i confini nazionali. </span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Per una Taranto nel Mondo. Faro della cultura italiana.</span></p>
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