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	<title>clima Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>Quando il clima smette di essere un tema e diventa una relazione ferita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Mazzarella]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Nov 2025 10:27:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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<p>Il cambiamento climatico non è un capitolo tecnico, ma una relazione ferita tra persone, comunità e natura: per ritrovare futuro, dobbiamo imparare di nuovo ad ascoltare. Per molto tempo abbiamo&#8230;</p>
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<p>Per molto tempo abbiamo raccontato il cambiamento climatico come se fosse una materia scolastica: un insieme ordinato di numeri, grafici, conferenze e protocolli solennemente firmati e altrettanto facilmente disattesi. È stato rassicurante pensare che la crisi climatica fosse un problema tecnico, una questione da esperti, un capitolo da inserire nei programmi di qualche organismo internazionale. In fondo, crederlo ci permette di sentirci al sicuro: delegare sempre a qualcun altro ciò che ci spaventa, sperare che basti un pannello solare in più o una legge ben formulata per fermare l’instabilità che percepiamo ogni giorno sulla nostra pelle.</p>
<p>Ma la verità è che il clima non è mai stato un argomento.Il clima è una relazione.E le relazioni, quando si spezzano, non si riparano con un algoritmo o con una tabella. Si riparano con l’ascolto, con la cura, con la responsabilità condivisa, con la consapevolezza che ciò che accade al mondo non è qualcosa che osserviamo da lontano, ma qualcosa che ci abita e ci attraversa.</p>
<p>Se oggi il pianeta appare più fragile non è perché la natura si sia improvvisamente ribellata, ma perché abbiamo smesso di percepirla come parte di noi. Abbiamo trasformato l’ambiente in un oggetto, in un’estensione neutra del nostro agire, e in questo processo abbiamo dimenticato che ogni gesto quotidiano — un acquisto impulsivo, un viaggio in auto, una scelta alimentare — costruisce conseguenze collettive. I nostri atti individuali sono legati da sempre all’equilibrio climatico, che non è solo fisico, ma sociale, culturale, emotivo, spirituale persino.</p>
<p>Il cambiamento climatico non vive nei documenti scientifici: vive nelle storie delle persone.<br />
Vive nell’anziana che non dorme più durante le notti torride di luglio.Vive nel pescatore che torna a riva con reti vuote.Vive nell’agricoltore che deve reinventare la propria terra perché la pioggia non riconosce più le stagioni.Vive nelle città che respirano male, nei bambini che crescono tra temperature estreme, nelle famiglie che si indebitano per far fronte a un clima che non assomiglia più alla normalità.</p>
<p>Eppure continuiamo a trattare tutto ciò come se fosse un fenomeno distante, un problema altrui o un presagio futuro. La distanza che abbiamo costruito non è geografica né scientifica: è emotiva. Ci siamo convinti che la natura sia “altro da noi”, uno sfondo, una scenografia. Ma la natura non è lo sfondo della nostra vita: è la trama. È il respiro che ci attraversa, l’acqua che ci costituisce, la casa comune che abbiamo trasformato in risorsa da consumare e non in luogo da custodire.</p>
<p>Negli ultimi decenni abbiamo creato una frattura artificiale tra ciò che è umano e ciò che è naturale. Abbiamo separato temi che, nella realtà, sono inscindibili: povertà, migrazioni, salute, lavoro, economia e crisi climatica sono parti di un’unica rete. Se tocchi una corda, vibrano tutte. Non esiste una società giusta in un ambiente malato, e non esiste un pianeta sano dentro comunità scivolate nella precarietà. Le fragilità avanzano insieme, si alimentano a vicenda, si riflettono una nell’altra.</p>
<p>La crisi climatica è anche, e forse prima di tutto, una crisi della relazione.</p>
<p>Una crisi della relazione è una crisi di ascolto. Non ascoltiamo più il mondo che ci ospita. Abbiamo perso quella sensibilità antica che permetteva alle comunità di leggere un cambiamento del vento, una luce insolita sul mare, un silenzio che annunciava una trasformazione. Non era romanticismo, era sopravvivenza. Era la consapevolezza che la terra non è un oggetto ma un soggetto, un interlocutore che parla con un linguaggio fatto di ritmi, di variazioni, di segnali.</p>
<p>Oggi viviamo invece immersi in un rumore continuo: notifiche, riunioni, scadenze, emergenze costruite. Una densità di stimoli che ci distrae dall’unica urgenza reale: quella che la natura ci comunica ogni giorno, attraverso l’acqua, la temperatura, gli alberi, il suolo, gli oceani. Abbiamo sostituito l’ascolto profondo con un consumo rapido di informazioni che non trasformano nulla dentro di noi, perché non toccano la nostra esperienza, il nostro modo di abitare il mondo.</p>
<p>Per questo il cambiamento climatico appare spesso come qualcosa che riguarda “gli altri” o un futuro ipotetico. Invece entra nelle nostre case con grande semplicità: nelle bollette che aumentano, nei prodotti che scarseggiano, nel cibo che cambia sapore, nei quartieri che all’improvviso diventano vulnerabili alle piogge improvvise o alle ondate di calore. Entra nei dialoghi tra genitori che non sanno come proteggere i figli da temperature mai viste, nei pensieri degli anziani che vedono trasformarsi luoghi che credevano immutabili.</p>
<p>Raccontare il clima come relazione significa riportare tutto questo al centro della narrazione pubblica: significa restituire un volto umano a ciò che spesso rimane nascosto dietro un linguaggio tecnico. Significa riconoscere che dietro ogni alluvione, dietro ogni siccità, dietro ogni mare che avanza, c’è una comunità che tenta di restare in piedi, un’economia che vacilla, una cultura che rischia di scomparire, una memoria che può andare perduta.</p>
<p>Ed è proprio qui che si gioca una parte importante della comunicazione climatica.<br />
Per anni abbiamo creduto che bastasse diffondere dati, grafici, percentuali. Ma i dati, se non incontrano le storie, rimangono sospesi. Non trasformano. Non scaldano. Non muovono le persone verso un cambiamento reale. Il clima non si comunica solo con ciò che sappiamo: si comunica con ciò che viviamo, con ciò che proviamo, con ciò che siamo disposti a mettere in gioco.</p>
<p>Perché la crisi climatica non è solo un problema tecnico: è una questione etica e politica.<br />
È una questione di giustizia.Diventa ingiusta quando colpisce chi ha contribuito meno all’inquinamento globale, quando condanna intere popolazioni che vivono ai margini, quando rende invisibili i popoli indigeni che custodiscono le foreste, o i lavoratori delle terre aride che vedono scomparire i loro raccolti. La crisi climatica amplifica le disuguaglianze: chi ha meno risorse è esposto di più, chi ha meno voce viene ascoltato meno, chi ha meno tutele paga il prezzo più alto.</p>
<p>E allora è inevitabile riconoscere che la transizione ecologica non può essere solo una transizione tecnologica. Deve essere una transizione culturale. Un nuovo sguardo sul mondo, un modo diverso di interpretare la vita collettiva. È il passaggio dal consumare all’abitare. Dal prendere al custodire. Dal correre al comprendere. Dall’idea di dominio all’idea di reciprocità.</p>
<p>Abitare il mondo significa guardare ciò che manca e prendersene cura.<br />
Significa aggiustare ciò che è rotto, condividere ciò che si ha, lasciare spazio a chi arriverà dopo di noi. È un gesto che riguarda il clima tanto quanto riguarda le relazioni umane. Perché il clima non esiste senza di noi, e noi non esistiamo senza il clima: siamo parte dello stesso respiro, della stessa circolazione, dello stesso equilibrio fragile.</p>
<p>E proprio qui nasce la responsabilità più grande: riconoscere che ogni cambiamento globale inizia in un gesto piccolo. Non per moralismo, ma per coerenza. Perché il mondo è fatto di miliardi di azioni quotidiane, e ogni scelta — un acquisto, un tragitto, un risparmio, un pasto — è un frammento di futuro.</p>
<p>Il clima non chiede perfezione.<br />
Chiede presenza.<br />
Chiede costanza … attenzione.<br />
Il clima chiede che torniamo a percepirlo come parte intima della nostra vita, come una relazione da coltivare, non come un pericolo da temere o un tema da delegare.</p>
<p>Se impariamo a stare dentro questo ascolto, allora la crisi climatica smette di essere soltanto un’emergenza e diventa un’opportunità di maturazione collettiva. Un invito a rivedere i nostri modi di vivere, di produrre, di consumare, di stare al mondo. E soprattutto un invito a ripensare i nostri legami: con la terra, con gli altri, con le generazioni che verranno dopo di noi. Perché la vera domanda non è “come fermiamo il cambiamento climatico?”, ma “che tipo di umanità vogliamo essere in questo cambiamento?”.</p>
<p>La sfida climatica ci chiede di ritrovare un modo nuovo di stare nella realtà. Un modo più sobrio, più giusto, più consapevole. Un modo che sappia ridurre la distanza tra ciò che diciamo e ciò che facciamo, tra ciò che annunciamo e ciò che viviamo, tra le dichiarazioni solenni e il quotidiano.</p>
<p>E c’è un aspetto che spesso ignoriamo: il cambiamento climatico è un grande specchio.<br />
Ci obbliga a guardarci, come singoli e come comunità. Rende visibili le nostre contraddizioni, i nostri eccessi, le nostre negazioni, i nostri silenzi. Mette a nudo il nostro bisogno di controllo, la difficoltà di accettare i limiti, la tentazione di rimandare ciò che invece richiede una scelta immediata.</p>
<p>Ma ci ricorda anche la nostra parte più luminosa. Ci ricorda che siamo capaci di adattamento, di innovazione, di cura, di responsabilità. Che sappiamo cambiare quando sentiamo che qualcosa ci riguarda davvero. Che sappiamo costruire alleanze quando capiamo che da soli non basta.</p>
<p>Ed è proprio qui che entra in gioco la relazione: non come concetto astratto, ma come forza concreta di trasformazione. Le comunità che affrontano insieme gli eventi estremi diventano più resilienti. Le famiglie che imparano a vivere in modo più sostenibile diventano più solidali. I giovani che chiedono un futuro vivibile diventano voce profetica. I territori che investono sulla cura e non sul consumo diventano più forti.</p>
<p>Il clima ci chiede di tornare a costruire legami. Legami tra persone, tra territori, tra generazioni.<br />
Legami tra la tecnologia e l’etica, tra l’economia e la giustizia, tra il sapere e il vivere.</p>
<p>Perché la verità è semplice: non salveremo il pianeta senza salvare anche le nostre relazioni.<br />
Non guariremo la terra senza guarire il modo in cui ci stiamo dentro.<br />
Il cambiamento climatico ci sta dicendo che non è più tempo di slogan, ma di appartenenza.<br />
Non è più tempo di delegare, ma di partecipare….Non è più tempo di consumare, ma di custodire.</p>
<p>E allora il clima torna a parlare, a respirare piano … a chiedere ciò che aveva sempre chiesto: un’alleanza.</p>
<p>Un patto tra la nostra vita e la vita del mondo, che riconosce che esistiamo solo dentro una rete di relazioni più ampia del nostro tempo breve. Un patto che non chiede eroismi ma semplici gesti quotidiani: la scelta di camminare anziché correre, di ascoltare anziché reagire, di condividere anziché accumulare.</p>
<p>Il più grande inganno è credere che il clima ci stia chiedendo sacrifici. In realtà ci sta chiedendo di tornare a casa.…Di tornare alla casa più antica, quella che abbiamo imparato a chiamare “ambiente”, come fosse qualcosa di esterno, mentre invece è la nostra stessa pelle.</p>
<p>Ci sta chiedendo di tornare a vivere nel mondo con rispetto, con delicatezza, con quella tenerezza che dovrebbe accompagnare ogni gesto di cura. Ci sta offrendo una possibilità: quella di costruire un futuro in cui la giustizia sociale e la giustizia ambientale non siano due strade diverse, ma la stessa direzione.</p>
<p>Perché il clima non è altro da noi: siamo noi. Siamo il modo in cui amiamo, il modo in cui consumiamo, il modo in cui viaggiamo, il modo in cui guardiamo chi verrà dopo. Siamo le scelte che facciamo, le relazioni che intrecciamo, i limiti che accettiamo, la responsabilità che decidiamo di assumerci.</p>
<p>Questo non è un finale.È un inizio.</p>
<p>Un inizio che possiamo ancora scegliere, insieme… che parte dall’ascolto, passa per la cura e arriva alla responsabilità condivisa: l’unico luogo in cui il clima non è più un problema, ma una relazione da custodire.</p>
<p><strong>© 2025 – Testo di Francesco Mazzarella. Tutti i diritti riservati.</strong></p>
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		<title>ANBI: Una programmazione per risposte a cambiamenti climatici</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Jun 2024 16:22:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="640" height="295" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/06/52BB1D90-5368-4385-8267-F8026D205B45.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/06/52BB1D90-5368-4385-8267-F8026D205B45.jpeg 640w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/06/52BB1D90-5368-4385-8267-F8026D205B45-300x138.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/06/52BB1D90-5368-4385-8267-F8026D205B45-585x270.jpeg 585w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>Cambiamenti climatici.Quali scelte dopo il PNRR-La rete dei Consorzi di bonifica, valore strategico per il Paese&#8217;, i temi al centro della assemblea nazionale che si svolgerà il 2 e 3&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="640" height="295" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/06/52BB1D90-5368-4385-8267-F8026D205B45.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/06/52BB1D90-5368-4385-8267-F8026D205B45.jpeg 640w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/06/52BB1D90-5368-4385-8267-F8026D205B45-300x138.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/06/52BB1D90-5368-4385-8267-F8026D205B45-585x270.jpeg 585w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p><p><strong>Cambiamenti climatici.Quali scelte dopo il PNRR-La rete dei Consorzi di bonifica, valore strategico per il Paese&#8217;, i temi al centro della assemblea nazionale che si svolgerà il 2 e 3 luglio al Carpegna Palace Hotel di Roma. Presenti cariche istituzionali, politiche e di settore.</strong></p>
<div><span data-originalfontsize="16px" data-originalcomputedfontsize="16">Roma &#8211; &#8220;L&#8217;Italia ha bisogno di avere una<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> visione che vada oltre l&#8217;oggi</strong>, perché abbiamo bisogno di una programmazione e pianificazione che dia delle risposte ai cambiamenti climatici. I problemi legati ai cambiamenti climatici non si risolvono dall&#8217;oggi al domani, ma avendo delle idee di come affrontarli, sia dal punto di vista culturale che programmatorio. Noi di ANBI vogliamo dare un contributo importante al nostro Paese per affrontare questo tema in termini di sicurezza idraulica, quindi di gestione dell&#8217;acqua in eccesso, ma anche di irrigazione, che non è solo un valore agricolo, ma anche ambientale per tutto il Paese, perché determina la bellezza dei nostri territori, l&#8217;economia e la fruibilità. Per questo, nella nostra assemblea del 2 e 3 luglio, vogliamo affrontare questi temi, partendo dalle condizioni climatiche del mondo e arrivando in Europa, ma soprattutto cercando di<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">affrontare il futuro con la politica italiana, </strong>per comprendere quali sono le volontà e le scelte da fare per dare opportunità alle nuove generazioni di rimanere in Italia&#8221;. Con queste parole il <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">presidente</strong> di Anbi, l&#8217;Associazione nazionale dei consorzi di gestione e tutela del territorio e acque irrigue,<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Francesco Vincenzi, </strong>ha presentato la prossima assemblea nazionale, dal titolo <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">&#8216;Quali scelte dopo il PNRR-La rete dei Consorzi di bonifica, valore strategico per il Paese</strong>&#8216;, che si svolgerà il <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">2 e 3 luglio</strong> al Carpegna Palace Hotel di Roma. Alla conferenza stampa di presentazione sono intervenuti, tra gli altri, il Direttore Generale di ANBI, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Massimo Gargano</strong>, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Fabrizio De Filippis</strong>, già prorettore vicario dell&#8217;Università degli Studi Roma Tre, con delega alle attività formative sullo sviluppo sostenibile, e il meteorologo<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> Paolo Sottocorona</strong>.</span></div>
<div></div>
<div><span data-originalfontsize="16px" data-originalcomputedfontsize="16">Elencando i problemi attuali della Nazione, con<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> ingenti alluvioni </strong>al Nord ed estrema<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> siccità</strong> al Sud, Gargano ha evidenziato la necessità di &#8220;avere una visione del dopo, perché l&#8217;Italia non finisce con la fine del PNRR&#8221; e, in questo senso, &#8220;l&#8217;ANBI deve essere considerata nelle grandi reti infrastrutturali&#8221;, anche in vista del primo Forum Euromediterraneo dell&#8217;acqua, che arriverà a Roma nel 2026, grazie al lavoro messo in campo dal comitato promotore &#8216;One water&#8217;, che coinvolge ministeri, Regione Lazio, Roma Capitale e importanti realtà di settore come ANBI e la Fondazione Earth and water agenda (Ewa).</span></div>
<div></div>
<div><span data-originalfontsize="16px" data-originalcomputedfontsize="16">Nella sua analisi il meteorologo <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Sottocorona</strong> ha spiegato che: &#8220;Con un massimo impegno,<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> ci vorranno 50 anni per invertire la rotta dell&#8217;emergenza climatica </strong>e che, negli attuali cambiamenti climatici, tendono a prevalere le irregolarità dei fenomeni&#8221;.</span></div>
<div></div>
<div><span data-originalfontsize="16px" data-originalcomputedfontsize="16">In Italia, dall&#8217;1 gennaio al 19 giugno 2024, ci sono verificati<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> 506 nubifragi</strong>, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">184 grandinate anomale</strong> (chicchi con un diametro di almeno 2 cm), <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">81 trombe d&#8217;aria, 10 valanghe e 24 </strong></span><span data-originalfontsize="16px" data-originalcomputedfontsize="16"><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">fulmini dannosi</strong>, per edifici, infrastrutture, persone e animali (Fonte ESWD-European Severe Weather Database).</span></div>
<div></div>
<div><span data-originalfontsize="16px" data-originalcomputedfontsize="16">In una recente elaborazione di ANBI, la stima dei <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">danni all&#8217;agricoltura</strong>, causati dalla siccità a giugno 2024, hanno coinvolto principalmente la produzione di cereali, con <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">perdite del 50-70%</strong>, con punte del 90% in Basilicata; una perdita media del 50% è stimata per le produzioni di ortaggi, frutta e olive. Anche gli allevamenti ne risentono, con la morte degli animali a causa del caldo o per la difficoltà di reperire foraggio e acqua.</span></div>
<div></div>
<div><span data-originalfontsize="16px" data-originalcomputedfontsize="16">Di tutto questo, e non solo, si parlerà nella prossima Assemblea nazionale di ANBI, alla quale parteciperanno molte cariche istituzionali, politiche e di settore. Saranno presenti, tra gli altri, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Francesco Paolo Figliuolo</strong>, Commissario straordinario di Governo alla ricostruzione dei territori colpiti dall&#8217;alluvione in Emilia-Romagna, Toscana e Marche, Renato Brunetta, presidente del CNEL, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Antonio Tajani</strong>, vicepresidente del Consiglio dei ministri e <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Gilberto Pichetto Fratin</strong>, ministro dell&#8217;Ambiente e della Sicurezza energetica.</span></div>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2024%2F06%2F25%2Fanbi-una-programmazione-per-risposte-a-cambiamenti-climatici%2F&amp;linkname=ANBI%3A%20Una%20programmazione%20per%20risposte%20a%20cambiamenti%20climatici" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2024%2F06%2F25%2Fanbi-una-programmazione-per-risposte-a-cambiamenti-climatici%2F&#038;title=ANBI%3A%20Una%20programmazione%20per%20risposte%20a%20cambiamenti%20climatici" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2024/06/25/anbi-una-programmazione-per-risposte-a-cambiamenti-climatici/" data-a2a-title="ANBI: Una programmazione per risposte a cambiamenti climatici"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2024/06/25/anbi-una-programmazione-per-risposte-a-cambiamenti-climatici/">ANBI: Una programmazione per risposte a cambiamenti climatici</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Daniel: come nasce e si sviluppa un ciclone mediterraneo</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2023/09/21/daniel-come-nasce-e-si-sviluppa-un-ciclone-mediterraneo/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=daniel-come-nasce-e-si-sviluppa-un-ciclone-mediterraneo</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Tersigni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Sep 2023 15:36:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[cicloni]]></category>
		<category><![CDATA[clima]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/09/9541DED6-B673-429A-80FF-C4EA4AE526F0.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/09/9541DED6-B673-429A-80FF-C4EA4AE526F0.png 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/09/9541DED6-B673-429A-80FF-C4EA4AE526F0-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/09/9541DED6-B673-429A-80FF-C4EA4AE526F0-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>I cicloni mediterranei non sono una novità, tuttavia la loro frequenza si intensifica a causa del riscaldamento dell’acqua del mare. Il recente ciclone Daniel, che si è abbattuto sulla Libia,&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/09/21/daniel-come-nasce-e-si-sviluppa-un-ciclone-mediterraneo/">Daniel: come nasce e si sviluppa un ciclone mediterraneo</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/09/9541DED6-B673-429A-80FF-C4EA4AE526F0.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/09/9541DED6-B673-429A-80FF-C4EA4AE526F0.png 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/09/9541DED6-B673-429A-80FF-C4EA4AE526F0-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/09/9541DED6-B673-429A-80FF-C4EA4AE526F0-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p><p><em>I cicloni mediterranei non sono una novità, tuttavia la loro frequenza si intensifica a causa del riscaldamento dell’acqua del mare. Il recente ciclone Daniel, che si è abbattuto sulla Libia, lasica un tragico numero di vittime causate dal cedimento di due dighe che non hanno retto la forza della tempesta. Possiamo prevedere questi fenomeni? Quale ruolo può avere l&#8217;intelligenza artificiale? Ne parliamo con Jacopo Alessandri, ricercatore dell’Università di Bologna.</em></p>
<p><em>Roma, 19 settembre 2023</em> – “<em>Twister-Cacciatori di tempeste</em>” è un film del 1996. Per la critica non è stato un granché, le recensioni dei siti più clementi non superano le due stellette. Eppure è stato campione di incassi, amatissimo dal pubblico e di grande ispirazione per quella parte di generazione millennial che si è dedicata allo studio della meteorologia.</p>
<p>Oltre agli effetti speciali, ad averlo reso così celebre è infatti l’impatto emotivo dell’appassionato tentativo di un gruppo di ricercatori che, dopo innumerevoli fallimenti, riesce a far volare delle palline all’interno del vortice, palline che restituisco dati sulla struttura interna del tornado. Un grande passo per la scienza.</p>
<p>Nel 1996 i fenomeni climatici estremi non erano all’ordine del giorno qui in Italia e guardavamo con stupore le scene <em>disaster movie</em> che caratterizzavano l’intero girato. A distanza di 30 anni la situazione è decisamente cambiata. Da gennaio 2023 in Italia si sono verificate quattro gravi alluvioni che hanno causato 17 morti. La più terribile è stata quella in Emilia Romagna (16 – 17 maggio) durante la quale sono esondati 23 tra fiumi e corsi d’acqua.</p>
<p>Nei giorni scorsi siamo stati lambiti da Daniel, il ciclone che tra il 10 e l’11 settembre è approdato in Cirenaica (Libia). Due dighe hanno ceduto alla violenza dei venti e delle piogge, il conteggio delle vittime è ancora in corso e si teme possa superare le 10.000 persone. Letteralmente spazzate via.</p>
<p>Cosa sono i cicloni mediterranei? Non sono fenomeni nuovi, ne sappiamo poco e li chiamiamo Medicane (<em>Mediterranean hurricane</em>– uragano mediterraneo). Hanno tutte le caratteristiche di un ciclone tropicale ma hanno una dimensione molto ridotta. Traggono energia dal calore del mare, nel nostro caso dal Mar Mediterraneo e l’aumento della temperatura dell’acqua degli oceani e dei mari li rende più frequenti e intensi.</p>
<p>Ne parliamo con<strong> Jacopo Alessandri</strong>, ricercatore dell’Università di Bologna presso il Dipartimento di Fisica attualmente impegnato nello studio della modellistica marina ed è autore della tesi <strong><a href="https://www.isac.cnr.it/tesi-realizzate/jacopo-alessandri%20i-cicloni-di-tipo-tropicale-sul-mediterraneo">I cicloni di tipo tropicale sul Mediterraneo</a></strong></p>
<p>“<em>Oltre alle piccole dimensioni da cui deriva la difficoltà di osservazione, un altro motivo per cui ne sappiamo relativamente poco è che non sono stati raccolti abbastanza dati per fare una statistica adeguata della loro frequenza; si sa che una o due volte l’anno di solito capitano, alcuni possono fare danni altri meno e sappiamo che i periodi in cui si possono verificare sono settembre e ottobre perché è il momento in cui l’acqua è più calda ma iniziano ad arrivare infiltrazioni di aria fredda e questo è il motore dei cicloni: masse di aria calda in superficie e fredda in quota. L’aria calda tende a salire e a formare delle strutture che danno vita a questo tipo di fenomeni, i cicloni”</em>.</p>
<p><strong>Come si studia un ciclone?</strong></p>
<p><em>Abbiamo i satelliti, abbiamo i dati che raccogliamo quando passano sulla terra ferma e ci sono dei radar metereologici che raccolgono molte informazioni sulla precipitazione di questi cicloni; inoltre il Mediterraneo è pieno di navi che accettano di avere strumentazione scientifica a bordo e quando un ciclone passa sopra queste navi si hanno delle informazioni prezioso. Avere delle informazioni in mare è fondamentale perché possiamo vedere lo sviluppo di questi cicloni di tipo tropicale – Medicane- sul mare e cioè nel pieno della loro energia, le osservazioni che abbiamo a terra sono in uno stadio in cui il ciclone sta perdendo forza.</em></p>
<p><strong>È possibile prevedere la formazione di un ciclone?</strong></p>
<p><em>La prevedibilità è una questione delicata. I fenomeni più sono piccoli in scala più sono difficili da prevedere. Ma la prevedibilità è solo una delle questioni, perché se poi non ci sono le infrastrutture adeguate ad affrontare questo tipo di fenomeni…la previsione da sola non basta, serve un sistema di allertamento, serve un sistema di protezione civile che prepari la popolazione.</em></p>
<p><strong>Come ci si difende dai cicloni?</strong></p>
<p><em>Il comportamento che si adotta è quello che si ha quando si affrontano piogge torrenziali perché il rischio del ciclone è quello legato alle inondazioni oltre a quello legato ai venti molto forti. Nei cicloni di tipo tropicale ci sono sia grandi quantità di pioggia che cadono e allo stesso tempo venti molto forti. Come accaduto in Cirenaica dove i venti che spingono l’acqua verso la terra ferma – storm serch- creano un innalzamento del livello del mare proprio sotto la spinta dell’acqua e questo genera delle onde che creano erosione costiera e permettono all’acqua di entrare nella terra ferma.</em></p>
<p><strong>Quando si dissolve il ciclone?</strong></p>
<p><em>Come dicevo il ciclone trae la sua energia da quella del mare. Approdando sulla terra ferma perde la sua fonte primaria di energia e la sua struttura verticale tende a rompersi. È così che perde potenza.</em></p>
<p><strong>L’intelligenza artificiale può contribuire allo sviluppo di modelli di previsione?</strong></p>
<p><em>Ci sono tanti modi in cui l’intelligenza artificiale o machine learning può essere utile. Consideri che tutti i modelli sono delle approssimazioni della realtà; e se si vuole ricostruire la realtà tramite modelli c’è una scelta di parametri che sono arbitrari e molto ampi. Il machine learning ci può venire in contro individuando i valori migliori per questi parametri.</em></p>
<p><em>Sono stati pubblicati degli articoli che mostrano come dei modelli basati sull’intelligenza artificiale ottengano performance migliori nella previsione metereologica. Mi spiego: gli algoritmi hanno bisogno di un periodo di tempo che si chiama training durante il quale gli algoritmi si ottimizzano. Terminato il training, questi algoritmi si possono utilizzare anche per fare delle previsioni perché hanno imparato da un bagaglio di esperienze che riescono ad elaborare in maniera migliore.</em></p>
<p><em>Da una parte ci sono modelli basati sulle leggi della fisica, sulle equazioni che descrivono il moto dei fluidi che sono la cosa più vicina alla realtà che possiamo avere ma che dal punto di vista computazionale sono molto pesanti, in termini di calcolo ed uso delle risorse.</em></p>
<p><em>Dall’altro ci sono questi modelli di intelligenza artificiale che hanno bisogno di un periodo di training lungo ma che poi una volta ottimizzati riescono ad avere una previsione con un uso di risorse bassissimo.</em></p>
<p><em>Le due cose non si escludono a vicenda, i modelli di intelligenza artificiale avranno comunque bisogno di un dataset basato su dei modelli che descrivono le leggi della fisica in maniera rigorosa per avere un training e questo è un esempio di come si usa l’intelligenza artificiale.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Foto di <a href="https://unsplash.com/it/@nasa?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText">NASA</a> su <a href="https://unsplash.com/it/foto/i9w4Uy1pU-s?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText">Unsplash</a></p>
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		<title>La Pericolosa Connessione tra Ecomafie e Cambiamenti Climatici: Un Impatto Ambientale Devastante</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Mazzarella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Aug 2023 13:25:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Bene comune]]></category>
		<category><![CDATA[clima]]></category>
		<category><![CDATA[Ecomafie]]></category>
		<category><![CDATA[Papa Francesco]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="275" height="183" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/6B5FF1A2-B57D-41F3-A0B8-EFD2AC32DF19.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/6B5FF1A2-B57D-41F3-A0B8-EFD2AC32DF19.jpeg 275w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/6B5FF1A2-B57D-41F3-A0B8-EFD2AC32DF19-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 275px) 100vw, 275px" /></p>
<p>Non si può più girare la testa! Il cambiamento climatico è diventato uno dei problemi più urgenti e critici del nostro tempo, minacciando la nostra biosfera e mettendo a rischio&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/08/06/la-pericolosa-connessione-tra-ecomafie-e-cambiamenti-climatici-un-impatto-ambientale-devastante/">La Pericolosa Connessione tra Ecomafie e Cambiamenti Climatici: Un Impatto Ambientale Devastante</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Non si può più girare la testa!</em></p>
<div class="mh-meta entry-meta">
<p>Il cambiamento climatico è diventato uno dei problemi più urgenti e critici del nostro tempo, minacciando la nostra biosfera e mettendo a rischio il benessere delle generazioni future. In questa lotta contro il riscaldamento globale, emerge un’inquietante connessione tra le ecomafie e i cambiamenti climatici. Queste organizzazioni criminali, agendo nell’ombra, danneggiano gravemente l’ambiente e aggravano ulteriormente il già preoccupante scenario climatico. Questo articolo esplorerà l’interazione tra le ecomafie e il cambiamento climatico, mettendo in luce le loro attività distruttive e le implicazioni per il nostro pianeta.</p>
<p>1. Definizione e natura delle ecomafie:</p>
<p>Le ecomafie sono organizzazioni criminali specializzate nell’attività illegale che coinvolge risorse naturali e il settore ambientale. Queste reti illecite sfruttano la crescente domanda di risorse naturali e la debolezza delle misure di controllo ambientale, generando ingenti profitti a spese dell’ambiente.</p>
<div class="wp-block-image is-style-rounded">
<figure class="alignright size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-57783" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/08/ecomifie.jpeg" alt="ecomafie" width="299" height="169" /></figure>
</div>
<p>2. Traffico di rifiuti tossici:</p>
<p>Uno dei reati principali delle ecomafie è il traffico di rifiuti tossici. Queste organizzazioni illegali spesso cercano di smaltire illegalmente rifiuti pericolosi, seppellendoli in discariche abusive o bruciandoli, causando danni irreparabili al suolo, all’aria e all’acqua. Questa attività contribuisce alla diffusione di sostanze nocive nell’ecosistema, avvelenando l’ambiente e mettendo a rischio la salute umana.</p>
<p>3. Deforestazione illegale e abbattimento di alberi:</p>
<div class="wp-block-image is-style-rounded">
<figure class="alignleft size-full is-resized"><img decoding="async" class="wp-image-57784" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/08/Deforestazione.jpeg" alt="deforestazione" width="249" height="149" /></figure>
</div>
<p>Le ecomafie si dedicano anche alla deforestazione illegale, abbattendo alberi preziosi in aree protette o senza il rispetto delle leggi ambientali. Questa attività aumenta le emissioni di carbonio nell’atmosfera, poiché gli alberi, che agiscono come “pozzi di carbonio”, vengono eliminati, contribuendo al riscaldamento globale.</p>
<p>4. Traffico di animali selvatici:</p>
<figure class="wp-block-image alignright size-full is-style-rounded"><img decoding="async" class="wp-image-57785" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/08/nimali.jpeg" sizes="(max-width: 310px) 100vw, 310px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/08/nimali.jpeg 310w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/08/nimali-300x158.jpeg 300w" alt="animali
" width="310" height="163" /></figure>
<p>Un altro settore in cui le ecomafie operano è il traffico di animali selvatici, minacciando la sopravvivenza di specie a rischio di estinzione. Questo commercio illegale indebolisce gli ecosistemi, portando a una diminuzione della biodiversità e mettendo in pericolo l’equilibrio naturale.</p>
<p>5. Impatto sul cambiamento climatico:</p>
<div class="wp-block-image is-style-rounded">
<figure class="alignleft size-full"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-57786" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/08/impatto.jpeg" alt="" width="275" height="183" /></figure>
</div>
<p>Le attività delle ecomafie hanno conseguenze disastrose sul cambiamento climatico. Il traffico di rifiuti, la deforestazione illegale e l’inquinamento industriale causato da queste organizzazioni criminali aumentano le emissioni di gas serra, accelerando il riscaldamento globale e intensificando gli eventi climatici estremi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La connessione tra ecomafie e cambiamenti climatici rappresenta una minaccia significativa per l’ambiente e il nostro pianeta. Queste organizzazioni criminali, perseguendo il proprio profitto egoistico, danneggiano irrimediabilmente il nostro ecosistema, contribuendo alla devastazione ambientale e all’accelerazione del cambiamento climatico. Affrontare questa connessione richiede un approccio globale e coordinato, con un impegno deciso da parte delle istituzioni, delle forze dell’ordine e dei cittadini. Solo attraverso azioni concrete e una maggiore consapevolezza, possiamo sperare di proteggere la nostra casa comune e preservarla per le generazioni future.</p>
<p>A tutto questo però non va dimenticato il ruolo indispensabile di ognuno di noi, non solo nella lotta alle mafie, in cui non possiamo girare la testa per paura o “interesse” di quieto vivere, ma anche nelle scelte personali sulla conversione ecologica, attraverso alcuni punti a cui siamo chiamati tutti.</p>
<p>Riduzione, riciclo e riutilizzo, promozione di uno stile di vita sostenibile, risparmio idrico, protezione della biodiversità, educazione alla consapevolezza, sostegno attivo alle politiche ambientali.</p>
<p>cerchiamo di ricordarci che la terra è un bene comune e che ci è stato affidato……</p>
</div>
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		<title>EMILIA ROMAGNA, LA DRAMMATICA ALLUVIONE CAUSATA DALL’EFFETTO STAU:  DI COSA SI TRATTA E QUANTO DURERÀ IL MALTEMPO</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2023/05/19/emilia-romagna-la-drammatica-alluvione-e-stata-causata-dalleffetto-stau-ecco-di-cosa-si-tratta-e-fino-a-quando-durera-il-maltempo/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=emilia-romagna-la-drammatica-alluvione-e-stata-causata-dalleffetto-stau-ecco-di-cosa-si-tratta-e-fino-a-quando-durera-il-maltempo</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 May 2023 17:42:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Scenari]]></category>
		<category><![CDATA[alluvioni]]></category>
		<category><![CDATA[clima]]></category>
		<category><![CDATA[effetto stau]]></category>
		<category><![CDATA[Emergenza Emilia Romagna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1000" height="667" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/FC2E46D2-79AE-4ED0-891F-35A771CC7596.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/FC2E46D2-79AE-4ED0-891F-35A771CC7596.jpeg 1000w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/FC2E46D2-79AE-4ED0-891F-35A771CC7596-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/FC2E46D2-79AE-4ED0-891F-35A771CC7596-768x512.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/FC2E46D2-79AE-4ED0-891F-35A771CC7596-585x390.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/FC2E46D2-79AE-4ED0-891F-35A771CC7596-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>La Regione è in ginocchio a causa di un’alluvione generata da un pericoloso mix di cicloni insolitamente intenso e dall’esasperazione delle piogge indotta dal cosiddetto “effetto stau”. E i disagi&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/05/19/emilia-romagna-la-drammatica-alluvione-e-stata-causata-dalleffetto-stau-ecco-di-cosa-si-tratta-e-fino-a-quando-durera-il-maltempo/">EMILIA ROMAGNA, LA DRAMMATICA ALLUVIONE CAUSATA DALL’EFFETTO STAU:  DI COSA SI TRATTA E QUANTO DURERÀ IL MALTEMPO</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1000" height="667" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/FC2E46D2-79AE-4ED0-891F-35A771CC7596.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/FC2E46D2-79AE-4ED0-891F-35A771CC7596.jpeg 1000w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/FC2E46D2-79AE-4ED0-891F-35A771CC7596-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/FC2E46D2-79AE-4ED0-891F-35A771CC7596-768x512.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/FC2E46D2-79AE-4ED0-891F-35A771CC7596-585x390.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/FC2E46D2-79AE-4ED0-891F-35A771CC7596-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p><p><em><b><span class="s7"><span class="bumpedFont15">La </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">R</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">egione è in ginocchio</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> a</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> caus</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">a di un</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">’alluvione </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">generata da</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> un pericoloso mix di cicloni insolitamente intenso e </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">dal</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">l’esasperazione delle piogge indotta dal cosiddetto </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">“</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">e</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">ffetto </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">s</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">tau</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">”</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">. </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">E i disagi non sono finiti, visto che i</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">n Italia è prevista pioggia per tutto il weekend. Edoardo</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> Ferrara, meteorologo di 3B Meteo, </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">ha spiegato</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">le eccezionali condizioni atmosferiche che hanno causato la grave situazione.</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> In 36 ore è stata doppiata la quantità di pioggia che solitamente cade nell’intero mese di maggio</span></span></b></em></p>
<p class="s12"><span class="s9"><span class="bumpedFont15">La</span></span> <span class="s10"><span class="bumpedFont15">Romagna</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">una parte dell’</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">E</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">milia orientale</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15"> e </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">la </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">fascia alta delle Marche</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15"> sono state interessate da </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">un’ondata di maltempo eccezionale</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">, che ha causato anche </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">9 vittime</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15"> e messo in ginocchio l’economia della zona, poco prima dell’inizio della stagione turistica. Tecnicamente, </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">a causare la tragedia è stato un mix tra un ciclone insolitamente potente e l’effetto stau</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">, responsabile anche dell’alluvione di due settimane fa. </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">L’</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">effetto stau </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">fa sì che le correnti</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15"> si ammassino e impattino sui rilievi, costringendo a una risalita forzata verso l’alto che fa condensare la loro umidità che si scarica </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">poi </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">in precipitazioni</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">.</span></span> <span class="s9"><span class="bumpedFont15">A spiegare quanto accaduto,</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15"> Edoardo Ferrara</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">, meteorologo di</span></span> <span class="s11"><span class="bumpedFont15">3B Meteo</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">: “</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Il protagonista di questo evento drammatico è stato un</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15"> ciclone mediterraneo insolitamente intenso per il mese di maggio</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">. N</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">ato sulle coste del Nord Africa, il ciclone ha poi risalito la nostra Penisola da Sud</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15"> a iniziare dalla Sicilia, dove lunedì scorso ha generato intensi nubifragi con allagamenti. </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Il</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15"> notevole potenziale di questo ciclone si era già espresso sull&#8217;Isola</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">: nel </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">p</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">alermitano</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">infatti</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15"> erano caduti fino a 100mm di pioggia, ovvero quattro volte la media dell&#8217;intero mese di maggio. Nel corso di martedì</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15"> il vortice ha interessato in modo più diretto anche il Centro-Nord Italia, ma proprio </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">Emilia orientale e Romagna si sono trovate nella posizione più drammaticamente sfavorita</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">.</span></span></p>
<p class="s12"><span class="s9"><span class="bumpedFont15">La perturbazione</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15"> infatti</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15"> già di per sé era piuttosto violenta con piogge vigorose (punte di oltre 80mm anche sulle alte Marche), ma una volta raggiunta l&#8217;Emilia Romagna le precipitazioni sono state ulteriormente esasperate dal cosiddetto </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">“</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">effetto stau</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">”</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">. Nello specifico </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">le</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15"> correnti di grecale</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">, ricche di umidità,</span></span> <span class="s9"><span class="bumpedFont15">si sono scontrate</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15"> con il contrafforte appenninico scaricando ingenti quantità di pioggia in modo costante nelle stesse zone</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">. A questa situazione </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">si sono aggiunte diverse aggravanti</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">: il ciclone si è praticamente fermato una volta raggiunto il Centro Italia, protraendo quindi il maltempo; i forti venti di bora sulla costa con mare agitato hanno ostacolato anche il deflusso delle acque dall&#8217;Appennino verso l&#8217;Adriatico; i terreni erano già intrisi d&#8217;acqua per via dell&#8217;alluvione di appena due settimane fa sempre nella stessa zona e con cause del tutto simili a quelle attuali</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">”.</span></span></p>
<p class="s12"><span class="s10"><span class="bumpedFont15">In poco più di 36 ore è scesa il doppio della quantità di acqua che generalmente scende nel mese di maggio.</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15"> Sono caduti oltre 120 mm tra il territorio bolognese e la pianura romagnola.</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">S</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">ull’Appennino</span></span> <span class="s9"><span class="bumpedFont15">si sono registrati addirittura dei picchi di oltre 200 mm dietro Imola, Faenza, Cesena e Forlì. In pratica si è condensata in un giorno e mezzo la pioggia che generalmente cade in tre mesi. </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">Francesco Nucera</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">, meteorologo</span></span> <span class="s9"><span class="bumpedFont15">di</span></span> <span class="s11"><span class="bumpedFont15">3B Meteo</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">, ha aggiunto: </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">“</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Va detto che</span></span> <span class="s9"><span class="bumpedFont15">il</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15"> ciclone è stato </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">alimentato anche dai cosiddetti flussi di vapore tropicali</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">, ovvero una sorta di fiume di aria molto umida prelevata dalle latitudini tropicali e convogliat</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">a</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">in questo caso verso la nostra Penisola</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">. </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">Questi flussi iniettano molta energia ai cicloni o alle perturbazioni</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">, che possono scaricare ingenti quantità di pioggia. Secondo vari studi</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15"> ma anche proiezioni già evidenziate 20 anni fa, </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">in un mondo più caldo vi è maggior vapore</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15"> e quindi </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">energia a disposizione dei cicloni</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">, con effetti che talvolta diventano drammatici</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15"> come quello attuale. Questi fiumi di vapore subtropicali sono stati responsabili anche della devastante alluvione nelle Marche dello scorso settembre”.</span></span></p>
<p class="s12"><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Secondo le previsioni di </span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">3B Meteo</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">la</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15"> situazione maltempo è al momento bloccata</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">. Gli </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">anticicloni restano lontani dal Mediterraneo e dall&#8217;Italia che</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15"> di fatto</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15"> continuano da ormai oltre un mese ad essere bersaglio di perturbazioni e vortici ciclonici, alimentati da aria fresca in discesa dal Nord Europa. Almeno </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">per tutto il</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15"> weekend avremo a che fare con ulteriori piogge e temporali su gran parte d&#8217;Italia, a causa anche dell&#8217;ennesima perturbazione in risalita da Sud. Ma </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">l&#8217;instabilità atmosferica, pur con delle fisiologiche pause, si protrarrà molto probabilmente per tutto maggio e forse anche nella prima parte di giugno</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">.</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">“</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Per il caldo e la stabilità estiva bisognerà ancora attendere”</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">concludono da 3bmeteo.com</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">.</span></span></p>
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		<title>Inverdimento della Commissione: un impegno a favore del patto europeo per il clima</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2022/04/23/inverdimento-della-commissione-un-impegno-a-favore-del-patto-europeo-per-il-clima/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=inverdimento-della-commissione-un-impegno-a-favore-del-patto-europeo-per-il-clima</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Apr 2022 22:33:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[clima]]></category>
		<category><![CDATA[Europa Commissione Europea]]></category>
		<category><![CDATA[impegno]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="2560" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/437A599D-549A-4642-83F8-E84B7F821CA4-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/437A599D-549A-4642-83F8-E84B7F821CA4-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/437A599D-549A-4642-83F8-E84B7F821CA4-300x300.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/437A599D-549A-4642-83F8-E84B7F821CA4-1024x1024.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/437A599D-549A-4642-83F8-E84B7F821CA4-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/437A599D-549A-4642-83F8-E84B7F821CA4-768x768.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/437A599D-549A-4642-83F8-E84B7F821CA4-1536x1536.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/437A599D-549A-4642-83F8-E84B7F821CA4-2048x2048.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/437A599D-549A-4642-83F8-E84B7F821CA4-1920x1920.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/437A599D-549A-4642-83F8-E84B7F821CA4-1170x1170.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/437A599D-549A-4642-83F8-E84B7F821CA4-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/437A599D-549A-4642-83F8-E84B7F821CA4-640x640.jpeg 640w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>Oggi la Commissione europea mantiene la promessa di diventare climaticamente neutra entro il 2030, in linea con l&#8217;impegno assunto dalla Presidente von der Leyen nel quadro del Green Deal europeo. In occasione della&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2022/04/23/inverdimento-della-commissione-un-impegno-a-favore-del-patto-europeo-per-il-clima/">Inverdimento della Commissione: un impegno a favore del patto europeo per il clima</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2560" height="2560" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/437A599D-549A-4642-83F8-E84B7F821CA4-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/437A599D-549A-4642-83F8-E84B7F821CA4-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/437A599D-549A-4642-83F8-E84B7F821CA4-300x300.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/437A599D-549A-4642-83F8-E84B7F821CA4-1024x1024.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/437A599D-549A-4642-83F8-E84B7F821CA4-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/437A599D-549A-4642-83F8-E84B7F821CA4-768x768.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/437A599D-549A-4642-83F8-E84B7F821CA4-1536x1536.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/437A599D-549A-4642-83F8-E84B7F821CA4-2048x2048.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/437A599D-549A-4642-83F8-E84B7F821CA4-1920x1920.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/437A599D-549A-4642-83F8-E84B7F821CA4-1170x1170.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/437A599D-549A-4642-83F8-E84B7F821CA4-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/437A599D-549A-4642-83F8-E84B7F821CA4-640x640.jpeg 640w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p><p><span lang="IT" data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Oggi la Commissione europea mantiene la promessa di diventare climaticamente neutra entro il 2030, in linea con l&#8217;impegno assunto dalla Presidente <strong><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">von der Leyen</span></strong> nel quadro del </span><a href="https://ec.europa.eu/info/strategy/priorities-2019-2024/european-green-deal_it" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://ec.europa.eu/info/strategy/priorities-2019-2024/european-green-deal_it&amp;source=gmail&amp;ust=1650731936046000&amp;usg=AOvVaw37iNgJQcI9RH3JH0WRsJFx"><span lang="IT" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Green Deal europeo</span></a><span lang="IT" data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">.<u></u><u></u></span></p>
<p><span lang="IT" data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">In occasione della Giornata della Terra celebrata oggi, la Commissione </span><a href="https://europa.eu/climate-pact/pledges/organisation-and-group-pledging/non-profit-and-public-sector-pledges/european-commission_en" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://europa.eu/climate-pact/pledges/organisation-and-group-pledging/non-profit-and-public-sector-pledges/european-commission_en&amp;source=gmail&amp;ust=1650731936046000&amp;usg=AOvVaw2-IMXg3uzkk3WIThdvOqcx"><span lang="IT" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">rinnova l’impegno</span></a><span lang="IT"> </span><span lang="IT" data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">nell&#8217;ambito del </span><a href="https://europa.eu/climate-pact/index_en" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://europa.eu/climate-pact/index_en&amp;source=gmail&amp;ust=1650731936046000&amp;usg=AOvVaw2xRNaJF_3vXM8lmrzea23t"><span lang="IT" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">patto europeo per il clima</span></a><span lang="IT" data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">, un&#8217;iniziativa su scala UE che invita persone, comunità e organizzazioni a partecipare all&#8217;azione per il clima e a costruire un&#8217;Europa più verde.<u></u><u></u></span></p>
<p><span lang="IT" data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">La Commissione europea &#8211; prima istituzione dell&#8217;UE ad assumere formalmente questo impegno &#8211; ha illustrato in che modo intende conseguire il suo obiettivo in una </span><a href="https://ec.europa.eu/info/sites/default/files/c_2022_2230_2_en_act_part1_v11.pdf" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://ec.europa.eu/info/sites/default/files/c_2022_2230_2_en_act_part1_v11.pdf&amp;source=gmail&amp;ust=1650731936046000&amp;usg=AOvVaw3zZqkWsMBHakfPlcRW-oKP"><span lang="IT" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">comunicazione</span></a><span lang="IT"> </span><span lang="IT" data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">e nel piano d&#8217;azione per l&#8217;inverdimento che ha adottato il 5 aprile 2022. Si è impegnata a ridurre le emissioni di gas a effetto serra del 60% entro il 2030 rispetto al 2005 e a compensare le emissioni rimanenti mediante la certificazione di assorbimenti di carbonio di alta qualità.<u></u><u></u></span></p>
<p><span lang="IT" data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Le azioni concrete comprenderanno un maggior inverdimento degli edifici della Commissione, in particolare la riduzione dello spazio totale degli uffici e del consumo energetico, l&#8217;aggiunta di pannelli solari e tetti verdi, viaggi di lavoro più sostenibili, l&#8217;incoraggiamento del personale a cambiare le abitudini di spostamento tra casa e ufficio, un parco veicoli di servizio della Commissione completamente elettrico, l&#8217;uso di strumenti informatici efficienti sotto il profilo energetico e la riduzione dell&#8217;impatto ambientale degli appalti pubblici della Commissione.<u></u><u></u></span></p>
<p><span lang="IT" data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Al di là dell’impegno istituzionale, la Commissione incoraggia il proprio personale ad prendere impegni specifici sulla piattaforma </span><a href="https://www.count-us-in.org/en-gb/euclimatepact/" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.count-us-in.org/en-gb/euclimatepact/&amp;source=gmail&amp;ust=1650731936046000&amp;usg=AOvVaw0jL7XED6WhJiHrFxkbSNHw"><span lang="IT" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Count Us In</span></a><span lang="IT"> </span><span lang="IT" data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">e a diventare &#8220;ambasciatori&#8221; del patto per il clima. La Commissione invita altre istituzioni, organizzazioni e parti interessate a fare altrettanto sul fronte del clima.<u></u><u></u></span></p>
<p><span lang="IT" data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Per maggiori informazioni sull&#8217;impegno della Commissione a favore del <a href="https://europa.eu/climate-pact/index_en" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://europa.eu/climate-pact/index_en&amp;source=gmail&amp;ust=1650731936046000&amp;usg=AOvVaw2xRNaJF_3vXM8lmrzea23t">patto europeo per il clima</a><u>,</u> v. <a href="https://audiovisual.ec.europa.eu/en/video/I-223739" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://audiovisual.ec.europa.eu/en/video/I-223739&amp;source=gmail&amp;ust=1650731936046000&amp;usg=AOvVaw3ivqvpyFdRGPDq4LgSfL8f">video del Commissario Hahn</a>.</span></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2022%2F04%2F23%2Finverdimento-della-commissione-un-impegno-a-favore-del-patto-europeo-per-il-clima%2F&amp;linkname=Inverdimento%20della%20Commissione%3A%20un%20impegno%20a%20favore%20del%20patto%20europeo%20per%20il%20clima" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2022%2F04%2F23%2Finverdimento-della-commissione-un-impegno-a-favore-del-patto-europeo-per-il-clima%2F&#038;title=Inverdimento%20della%20Commissione%3A%20un%20impegno%20a%20favore%20del%20patto%20europeo%20per%20il%20clima" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2022/04/23/inverdimento-della-commissione-un-impegno-a-favore-del-patto-europeo-per-il-clima/" data-a2a-title="Inverdimento della Commissione: un impegno a favore del patto europeo per il clima"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2022/04/23/inverdimento-della-commissione-un-impegno-a-favore-del-patto-europeo-per-il-clima/">Inverdimento della Commissione: un impegno a favore del patto europeo per il clima</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>“Il sole ci inonda e non ce ne accorgiamo” Armaroli (Cnr): &#8220;Metano non ci salverà, cambiare comportamenti dei singoli&#8221;</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2022/04/22/il-sole-ci-inonda-e-non-ce-ne-accorgiamo-armaroli-cnr-metano-non-ci-salvera-cambiare-comportamenti-dei-singoli/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=il-sole-ci-inonda-e-non-ce-ne-accorgiamo-armaroli-cnr-metano-non-ci-salvera-cambiare-comportamenti-dei-singoli</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Apr 2022 18:19:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[clima]]></category>
		<category><![CDATA[fonti energetiche]]></category>
		<category><![CDATA[fotovoltaico]]></category>
		<category><![CDATA[idrogeno]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="339" height="149" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/2CE538B2-14A0-4301-8426-422687D27F68.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/2CE538B2-14A0-4301-8426-422687D27F68.jpeg 339w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/2CE538B2-14A0-4301-8426-422687D27F68-300x132.jpeg 300w" sizes="(max-width: 339px) 100vw, 339px" /></p>
<p>Bologna – Rinnovabili, rinnovabili e ancora rinnovabili. Prediligendo il fotovoltaico, alimentato dall’energia inesauribile (almeno per qualche miliardo di anni) del sole. È l’imperativo categorico che dovrà guidare gli interventi per&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2022/04/22/il-sole-ci-inonda-e-non-ce-ne-accorgiamo-armaroli-cnr-metano-non-ci-salvera-cambiare-comportamenti-dei-singoli/">“Il sole ci inonda e non ce ne accorgiamo” Armaroli (Cnr): &#8220;Metano non ci salverà, cambiare comportamenti dei singoli&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="339" height="149" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/2CE538B2-14A0-4301-8426-422687D27F68.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/2CE538B2-14A0-4301-8426-422687D27F68.jpeg 339w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/2CE538B2-14A0-4301-8426-422687D27F68-300x132.jpeg 300w" sizes="(max-width: 339px) 100vw, 339px" /></p><p class="p1"><span class="s1">Bologna – </span><span class="s2"><b>Rinnovabili</b></span><span class="s1">, rinnovabili e ancora rinnovabili. Prediligendo il <b>fotovoltaico</b>, alimentato dall’energia inesauribile (almeno per qualche miliardo di anni) del sole. È l’</span><span class="s2">imperativo categorico</span><span class="s1"> che dovrà guidare gli interventi per una transizione energetica che scongiuri la </span><span class="s2">catastrofe climatica.</span><span class="s1"> A fare il punto </span><span class="s2"><b>Federmanager</b></span><span class="s1"> e <strong>gli ordini degli</strong> </span><span class="s2"><strong>ingegneri</strong> di <b>Bologna, Ferrara e Ravenna</b>, </span><span class="s1">che ieri hanno messo attorno allo stesso tavolo virtuale aziende, scienziati e istituzioni per uno webinar dedicato a “Energie rinnovabili tra fabbisogno, transizione energetica e competitività industriale”, un tema diventato di strettissima attualità con lo scoppio della guerra in Ucraina. Del resto, la situazione è sotto gli occhi di tutti.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">“Lo scenario obbligato è contenere il riscaldamento globale entro i due gradi“, consapevoli che, pur cogliendo l’obiettivo, “la situazione sarà molto peggiore dell’attuale” dal punto vista climatico, avverte il </span><span class="s2">dirigente del Cnr, Nicola <b>Armaroli</b>.</span><span class="s1"> “La terra è inondata dai flussi energetici.</span><span class="s2"> La maggiore fonte di energia sul pianeta è la radiazione solare</span><span class="s1">. Questo messaggio non passa e per me è una disperazione. Dobbiamo cambiare mentalità, tecnologia e visione politica“, avverte lo scienziato, che invita a spingere innanzitutto sul risparmio energetico e sui comportamenti individuali (“è la cosa più veloce da fare”) e sull’installazione di impianti alimentati da energie rinnovabili. “L’Italia è una paese </span><span class="s2">fortemente basato sul gas</span><span class="s1">, che rappresenta il 40% del fabbisogno. È l’unico paese europeo e del G7 in cui il gas è prima fonte di energia rispetto media del 25% dell’Europa, dove ogni paese fa razza per conto suo e per questo è difficile implementare un piano comune. Solo la Russia ci batte come dipendenza dal gas“, osserva <b>Armaroli</b>, per il quale la produzione italiana di metano è un’illusione. “Il metano in Italia non c’è più, smettiamo di raccontarci che troveremo un eldorado del metano“, sostiene Armaroli. In Europa “abbiamo la migliore qualità della vita” sul pianeta, ma è basata su energie che arrivano da altri continenti: per questo il nostro interesse è evitare tensioni e guerre”, ricorda.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Dunque, </span><span class="s2">liberarsi dalla dipendenza delle fonti energetiche fossili</span><span class="s1"> e diversificare è l’obiettivo a cui guardano le istituzioni pubbliche nei loro piani di sviluppo e le aziende. Questo è l’orizzonte disegnato dai progetti della Regione <strong>Emilia-Romagna</strong>, impegnata su vari fronti, dalla legge per le istituzioni delle comunità energetiche (una delle prime dovrebbe nascere a Bologna nel quartiere Pilastro) alla sperimentazione sulla produzione di idrogeno.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">“Per noi è un obiettivo importante”, assicura </span><span class="s2"><b>Morena Diazzi</b>, direttore generale Economia della conoscenza</span><span class="s1">, del lavoro e dell’impresa della Regione, ricordando i principali investimenti promossi dall’Emilia-Romagna in questo settore, a cominciare dall’<b>Hydrogen valley</b> che sorgerà t</span><span class="s2">ra Modena e Reggio </span><span class="s1">e dovrà sostenere, tra le altre cose, i consumi del distretto ceramico.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Un progetto che coinvolge anche <b>Hera</b>, che sta puntando sull’idrogeno con piano mirati (uno coinvolge il depuratore di Bologna), “per essere pronti tra dieci anni quando la diffusione delle rinnovabili richiederà lo stoccaggio di grandi quantità di idrogeno”, spiega </span><span class="s2"><b>Christian Fabbri</b>, amministratore delegato di Hera Com</span><span class="s1">. La multiutility, peraltro, si sta muovendo su vari fronti, anche quello dei consumi delle famiglie. Presto avremo il “primo condominio in autoconsumo a Bologna: c’è voluto di più a mettere d’accordo i condomini che a realizzarlo”, ammette.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Tra gli attori sul territorio </span><span class="s2">anche Enel</span><span class="s1">. “Ci stiamo concentrando sulla produzione di energie da fonti rinnovabili, per arrivare al 100% entro 2040, quando cesseremo di utilizzare anche il gas”, spiega </span><span class="s2"><b>Claudio Fiorentini</b>,</span><span class="s1"> responsabile Affari istituzionali area Nord Enel Italia. “Anche in Emilia-Romagna abbiamo definito un piano di investimento focalizzato su efficientamento delle reti e negli altri ambiti di attività”, assicura, parlando di un investimento di 161 milioni di euro nei prossimi anni.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Tra gli interventi i due impianti fotovoltaici di</span><span class="s2"> Poggio Renatico</span><span class="s1">, il potenziamento di Isola Serafini e di altri impianti idroelettrici, senza dimenticare gli investimenti sulla mobilità elettrica. Progetti che richiederanno la disponibilità di profili professionali e competenze.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">“È più facile trovare tartufi che giovani laureati in questo ambito”, osserva </span><span class="s2"><b>Fabio Zanellini</b></span><span class="s1">, responsabile Affari normativi Falck Next, che ha illustrato come in Italia è cambiata negli anni l’utilizzo delle fonti energetiche.</span></p>
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		<title>G20 Italy. Il nodo alla Nuvola resta il clima</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 Oct 2021 07:55:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[clima]]></category>
		<category><![CDATA[G20]]></category>
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		<category><![CDATA[Roma]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/10/71826978-0230-44AF-8925-0D29A9AAE7F7.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/10/71826978-0230-44AF-8925-0D29A9AAE7F7.png 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/10/71826978-0230-44AF-8925-0D29A9AAE7F7-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/10/71826978-0230-44AF-8925-0D29A9AAE7F7-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>Roma, 30 ottobre 2021 – Consapevolezza sui rischi ‘esistenziali’ legati ai cambiamenti climatici, ma divergenza sui tempi di raggiungimento degli obiettivi. I leader del G20, riuniti da oggi a Roma,&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2021/10/31/g20-italy-il-nodo-alla-nuvola-resta-il-clima/">G20 Italy. Il nodo alla Nuvola resta il clima</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/10/71826978-0230-44AF-8925-0D29A9AAE7F7.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/10/71826978-0230-44AF-8925-0D29A9AAE7F7.png 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/10/71826978-0230-44AF-8925-0D29A9AAE7F7-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/10/71826978-0230-44AF-8925-0D29A9AAE7F7-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p><p style="text-align: left;">Roma, 30 ottobre 2021 – Consapevolezza sui rischi ‘esistenziali’ legati ai cambiamenti climatici, ma divergenza sui tempi di raggiungimento degli obiettivi. I leader del G20, riuniti da oggi a Roma, hanno posizioni molto diverse che riflettono i livelli di sviluppo non omogenei e le caratteristiche delle industrie dei singoli Paesi. Gran parte degli Stati, Italia in testa, è favorevole a raggiungere la neutralità carbonica nel 2050, mentre altri come la Cina propendono per una deadline spostata più in là, al 2060. I Paesi del Gruppo, tutti insieme, sono responsabili per oltre il 75% delle emissioni di gas serra.</p>
<p>L’obiettivo del summit è che emerga un impegno condiviso per zero emissioni nette entro la metà del secolo, ma restano degli ostacoli in vista della dichiarazione finale, anche per le sue conseguenze sulla successiva Cop26, la conferenza dell’Onu sul clima a Glasgow co-presieduta da Italia e Regno Unito. Stando alle bozze, Il G20 vuole chiedere un’ “azione immediata” per limitare il riscaldamento globale a 1.5 gradi. Di seguito una sintesi delle singole posizioni dei ‘big’ mondiali presenti a Roma sul contrasto ai cambiamenti climatici e sulla riduzione delle emissioni, con un’attenzione alle loro politiche energetiche e ambientali.</p>
<p>AUSTRALIA</p>
<p>Il Paese, tra i principali esportatori di carbone e di gas naturale liquefatto, si è impegnato a raggiungere l’obiettivo di zero emissioni nette nel 2050, ma senza obiettivi di riduzione entro il 2030. Il governo del liberale Scott Morrison, scettico sui cambiamenti climatici, ha investito sull’idrogeno per attuare la transizione energetica con l’obiettivo di diventare un gigante mondiale del settore, ma senza abbandonare le fonti fossili, carbone e gas. Nella manovra per il prossimo anno sono state stanziati fondi per finanziare infrastrutture per il gas e anche una centrale elettrica a gas, senza incentivi per le energie rinnovabili né per i veicoli elettrici. L’Australia sostiene la pratica della cattura e sequestro del carbonio.</p>
<p>BRASILE</p>
<p>Forti dubbi persistono sulle politiche del governo di Jair Bolsonaro per fermare la crescita delle emissioni, con la deforestazione – per la richiesta crescente di carne e soia – divenuto serio motivo di preoccupazione. L’agricoltura rimane il secondo maggior fattore che contribuisce alle emissioni di gas serra ed è essa stessa un elemento chiave della deforestazione. Per quanto riguarda il settore energetico, un chiaro motivo di preoccupazione è il fatto che i progetti per le infrastrutture continuano a basarsi sui combustibili fossili, inclusi carbone e gas. Nota positiva è il costante aumento della capacità eolica e solare.</p>
<p>INDIA</p>
<p>Il Paese non ha definito impegni sul raggiungimento della neutralità carbonica in vista della Cop26, ma si è limitato a impegnarsi formalmente a produrre, entro il 2030, 450 Gigawatt di energia da fonti rinnovabili (gli impianti già installati producono 100 Gw), come è emerso dalla recente riunione interministeriale dedicata alla definizione della posizione di Nuova Delhi al vertice.</p>
<p>“L’India rimane un ‘Paese ‘high performer’ nell’Indice delle Performance sul cambiamento climatico (Ccpi) ed è sulla strada giusta per raggiungere l’obiettivo dei 450 Gw prodotti da fonti rinnovabili entro il 2030”, ha scritto in un tweet il ministro dell’Ambiente, Bhupendra Yadav.</p>
<p>L’India è il terzo Paese per emissioni di gas a effetto serra. Quasi il 60% dell’energia consumata viene dal carbone. Il rapporto del Programma per l’ambiente delle Nazioni Unite evidenzia come il Paese abbia un margine significativo di miglioramento sul fronte della riduzione delle emissioni.</p>
<p>CINA</p>
<p>Pechino ha assunto, come “obiettivo vincolante”, il taglio dell’intensità del carbonio (il dato che misura la quantità di emissioni di gas a effetto serra per unità di pil), del 18% dal 2020 al 2025. Tale impegno, preso nel Piano quinquennale per l’economia e lo sviluppo sociale, è stato ribadito dal governo a pochi giorni dall’inizio della Cop26.</p>
<p>Oltre a ribadire gli impegni presi lo scorso anno – raggiungere il picco delle emissioni prima del 2030, la neutralità carbonica prima del 2060, e diminuire l’intensità carbonica del 65 per cento entro il 2030 rispetto ai livelli del 200 – Pechino ha rivendicato i “significativi” risultati degli ultimi anni. A partire proprio dall’intensità carbonica: nel 2020 è diminuita del 18,8% rispetto al 2015 e del 48,4% sul 2005.</p>
<p>GERMANIA</p>
<p>Nel giugno 2021 ha adottato un emendamento alla sua legge sul clima insieme a un programma di emergenza da 8 miliardi di euro per misure di mitigazione dei cambiamenti climatici principalmente nei settori dell’edilizia e dell’industria. Ciò ha fatto seguito a una sentenza della Corte costituzionale che ha dichiarato che gli obiettivi climatici della Germania erano troppo deboli e mettevano in pericolo le generazioni future. La legge include l’obiettivo di una riduzione delle emissioni nazionali del 65% al ​​di sotto dei livelli del 1990 entro il 2030 (rispetto al 55%) e sposta l’obiettivo della neutralità climatica della Germania in avanti di cinque anni al 2045.</p>
<p>La devastante inondazione che ha colpito parti della Germania nell’estate del 2021 ha portato una maggiore consapevolezza nell’opinione pubblica per gli impatti negativi dei cambiamenti climatici, testimoniata anche dal buon risultato dei Verdi alle ultimi elezioni. Per essere in linea con il limite di 1,5 gradi dell’accordo di Parigi, la Germania dovrebbe ridurre le emissioni nazionali di almeno il 69% rispetto ai livelli del 1990 entro il 2030.</p>
<p>L’industria tedesca è ancora fortemente dipendente dai combustibili fossili. Mentre la produzione di carbone si è dimezzata dal 2015, il gas naturale ha più che raddoppiato la sua quota e la produzione totale di fossili è diminuita solo del 31%. L’eliminazione graduale del carbone prevista per il 2038 in Germania non è compatibile con l’obiettivo 1,5 gradi e la produzione è diminuita molto più lentamente rispetto ad altri paesi come il Regno Unito e l’Italia.</p>
<p>RUSSIA</p>
<p>Nel novembre 2020 ha annunciato l’obiettivo di ridurre le emissioni di almeno il 30% al di sotto dei livelli del 1990 entro il 2030. Questo obiettivo aggiornato non rappresenta un aumento dell’azione del governo russo per il clima, poiché era già previsto come limite dell’obiettivo precedente (25-30 %). Secondo il Climate Action Tracker, la Russia può facilmente raggiungerlo e sarebbe bene presentasse un obiettivo più ambizioso.</p>
<p>Nell’ottobre 2021, il governo russo ha annunciato il target di zero emissioni nette per il 2060, ma questo non è stato ancora adottato formalmente, né è chiaro se riguarderà tutte le emissioni o solo quelle di Co2. Sarebbe in fase di preparazione una bozza di strategia a lungo termine aggiornata che includerebbe una riduzione del 79% delle emissioni di Co2 al di sotto dei livelli del 2019 entro il 2050. Tuttavia la strategia energetica del governo fino al 2035, adottata quest’anno, si concentra quasi esclusivamente sul promuovere l’estrazione ed il consumo di combustibili fossili e sulla loro esportazione nel resto del mondo.</p>
<p>Nelle scorse settimane, in vista della Cop26, il presidente Vladimir Putin ha sottolineato come la Russia abbia come obiettivo quello di raggiungere la neutralità carbonica “non oltre il 2060”. “Il ruolo del petrolio e del carbone diminuirà”, ha promesso il leader del Paese che si classifica quarto per emissioni di gas a effetto serra, rivendicando che ora il 45% della produzione energetica proviene da fonti a bassa emissione di gas serra, comprese quelle nucleari.</p>
<p>ITALIA</p>
<p>Come gli altri Stati membri dell’Unione Europea ha presentato il proprio Ndc (Nationally Determined Contribution), con un obiettivo complessivo di riduzione dei gas ad effetto serra al 2030 del 40% rispetto al 1990. Al fine di raggiungere tale obiettivo, è stato adottato un pacchetto di provvedimenti, il cosiddetto Pacchetto clima-energia 2030, che prevede anche il raggiungimento del 32% di rinnovabili sui consumi complessivi al 2030 e la riduzione dei consumi di energia primaria del 32.5% rispetto all’andamento tendenziale.</p>
<p>Il 4 marzo 2020 è stata presentata la proposta di Regolamento per una ‘Legge europea per il clima’ che prevede di rivedere l’obiettivo europeo di riduzione delle emissioni di gas serra al 2030, esplorando opzioni per un target di 50-55% rispetto ai livelli del 1990. Tuttavia secondo una recente relazione del Consiglio nazionale della green economy, le emissioni di gas serra in Italia nel 2021 hanno ripreso a crescere del 6%. E nel 2020 gli eventi estremi connessi al clima nel nostro paese sono stati quasi 1.300, mentre nel 2011 erano meno di 400. Secondo la relazione, per recepire i nuovi obiettivi europei, l’Italia dovrebbe tagliare le proprie emissioni del 26,2% nei prossimi 10 anni.</p>
<p>l governo punta forte sul green e ha stanziato circa 70 miliardi di euro del piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) in investimenti in infrastrutture verdi, economia circolare e mobilità sostenibile. “Mentre combattiamo la pandemia nei nostri Paesi, non possiamo perdere di vista l’altra crisi che dobbiamo affrontare: affrontare il cambiamento climatico”, ha ammonito il presidente del Consiglio dei ministri, Mario Draghi, al summit sul clima organizzato dagli Usa.</p>
<p>STATI UNITI</p>
<p>L’Amministrazione Biden ha indicato tra le sue principali priorità la lotta ai cambiamenti climatici e ha obiettivi ambiziosi. Lo dimostra il piano annunciato dal presidente appena prima di volare a Roma per il G20 e che prevede 555 miliardi di dollari di investimenti per il clima nel quadro del progetto ‘Build Back Better’ da circa 1.750 miliardi per il rilancio del Paese. “Il più grande investimento singolo nella storia della nostra economia energetica pulita”, ha evidenziato la Casa Bianca, ricordando l’obiettivo di tagliare la riduzione dei gas serra entro il 2030 di “oltre un gigatone”.</p>
<p>Le emissioni degli Stati Uniti nel 2020 sono state inferiori a causa della pandemia, ma anche grazie ai progressi nelle politiche climatiche. Il presidente Biden ha già adottato importanti misure per invertire l’azione, incentrata sullo scetticismo, del suo predecessore Trump, rientrando nell’accordo di Parigi nel suo primo giorno in carica.</p>
<p>Biden ha promesso di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050, allineandosi alle prospettive europee. Un obiettivo che intende raggiungere tramite alcune soluzioni per la transizione energetica, come l’implementazione dell’utilizzo di energie rinnovabili. Nel piano della sua Amministrazione sono previsti anche la riqualificazione energetica di quattro milioni di edifici, la promozione della mobilità elettrica e sostenibile ed il potenziamento dei trasporti pubblici e delle ferrovie.</p>
<p>REGNO UNITO</p>
<p>Paese ospitante del prossimo vertice sul cima Cop26, ha intensificato i suoi impegni negli ultimi sei mesi per fissare obiettivi ambiziosi per il 2030 e il 2035. Se raggiunti, questi obiettivi porrebbero il Regno Unito su una traiettoria di riduzione delle emissioni domestiche compatibile con il target degli 1,5 gradi e lo metterebbero sulla buona strada per raggiungere il suo obiettivo di emissioni zero per il 2050. Tuttavia, rimane un ampio divario tra le ambizioni del Regno Unito e il suo attuale livello di azione.</p>
<p>FRANCIA</p>
<p>Il Paese è ancora lontano dal centrare gli impegni presi alla conferenza di Parigi nel 2015 e con le legge ‘energie-climat’ del 2019 che prevedono l’eliminazione del carbone entro il 2050 e il taglio del 40% della produzione di energia da fonti fossili entro il 2030.</p>
<p>Nelle scorse settimane il tribunale amministrativo di Parigi ha obbligato il governo ad adottare “tutte le misure necessarie” per riparare, entro il 31 dicembre 2022, ai danni ecologici causati dal superamento dei budget di carbonio tra il 2015 e il 2018. Nel periodo contestato la Francia ha emesso 15 milioni di tonnellate di gas serra in eccesso rispetto agli impegni presi.</p>
<p>UNIONE EUROPEA</p>
<p>Nell’ambito del Green Deal europeo, nel settembre 2020 la Commissione ha proposto di elevare l’obiettivo della riduzione delle emissioni di gas serra per il 2030, compresi emissioni e assorbimenti, ad almeno il 55% rispetto ai livelli del 1990.</p>
<p>Ciò consentirà all’Ue di progredire verso un’economia climaticamente neutra e di rispettare gli impegni assunti nel quadro dell’accordo di Parigi. Gli obiettivi chiave per il 2030 sono una riduzione almeno del 40% delle emissioni di gas a effetto serra (rispetto ai livelli del 1990), una quota almeno del 32% di energia rinnovabile e un miglioramento almeno del 32,5% dell’efficienza energetica.  Fonte Adnkronos</p>
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		<title>Il Green Deal: entro il 2050 l&#8217;Europa sarà il primo continente al mondo a impatto climatico zero</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2019/12/12/il-green-deal-entro-il-2050-leuropa-sara-il-primo-continente-al-mondo-a-impatto-climatico-zero/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=il-green-deal-entro-il-2050-leuropa-sara-il-primo-continente-al-mondo-a-impatto-climatico-zero</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Dec 2019 12:12:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[clima]]></category>
		<category><![CDATA[commissione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="960" height="639" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2019/12/commissione.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2019/12/commissione.jpg 960w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2019/12/commissione-300x200.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2019/12/commissione-768x511.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2019/12/commissione-585x389.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2019/12/commissione-263x175.jpg 263w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p>
<p>Lottare contro i cambiamenti climatici e il degrado ambientale è un impegno comune, ma non tutte le regioni e gli Stati membri si trovano allo stesso livello. &#160; La Commissione&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2019/12/12/il-green-deal-entro-il-2050-leuropa-sara-il-primo-continente-al-mondo-a-impatto-climatico-zero/">Il Green Deal: entro il 2050 l&#8217;Europa sarà il primo continente al mondo a impatto climatico zero</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="960" height="639" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2019/12/commissione.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2019/12/commissione.jpg 960w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2019/12/commissione-300x200.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2019/12/commissione-768x511.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2019/12/commissione-585x389.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2019/12/commissione-263x175.jpg 263w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p><h4><i>Lottare contro i cambiamenti climatici e il degrado ambientale è un impegno comune, ma non tutte le regioni e gli Stati membri si trovano allo stesso livello.</i></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p>La Commissione europea ha presentato oggi il <a href="https://ec.europa.eu/info/files/communication-european-green-deal_en" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Green Deal europeo</a>– una tabella di marcia per <strong>rendere sostenibile l&#8217;economia dell&#8217;UE</strong>, trasformando i problemi ambientali e climatici in opportunità in tutti gli ambiti e rendendo la transizione giusta e inclusiva per tutti.</p>
<p>La Presidente Ursula <strong>von der Leyen</strong> ha dichiarato: <em>&#8220;Il Green Deal europeo è la nostra nuova strategia per la crescita – una crescita che restituisce più di quanto prende. Mostra come trasformare il nostro modo di vivere e lavorare, di produrre e consumare, per rendere più sano il nostro stile di vita e più innovative le nostre imprese. Tutti noi possiamo partecipare alla transizione e beneficiare delle opportunità che offre. Muovendoci per primi e rapidamente aiuteremo la nostra economia ad assumere la leadership a livello mondiale. Siamo determinati a fare sì che questa strategia abbia successo per il bene del pianeta e delle sue forme di vita – per il patrimonio naturale europeo, la biodiversità, le nostre foreste e i nostri mari. Mostrando al resto del mondo la nostra capacità di essere sostenibili e competitivi, possiamo convincere altri paesi a muoversi con noi.</em>&#8221;</p>
<p>Il Vicepresidente esecutivo Frans <strong>Timmermans</strong> ha aggiunto<em>: &#8220;Stiamo vivendo un&#8217;emergenza climatica e ambientale. Il Green Deal europeo costituisce un&#8217;opportunità per migliorare la salute e il benessere dei nostri concittadini, trasformando il nostro modello economico. Il piano illustra come ridurre le emissioni, ripristinare la salute del nostro ambiente naturale, proteggere la fauna selvatica, creare nuove opportunità economiche e migliorare la qualità della vita dei nostri concittadini. Tutti noi abbiamo un ruolo importante da svolgere e ogni settore industriale e paese saranno interessati da questa trasformazione. Inoltre, è nostra responsabilità fare sì che la transizione sia un processo giusto e che nessuno resti escluso dalla realizzazione del Green Deal&#8221;.</em></p>
<p>Il Green Deal europeo prevede una <a href="https://ec.europa.eu/info/files/annex-roadmap-and-key-actions_en" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>tabella di marcia con azioni</strong></a> per stimolare l&#8217;uso efficiente delle risorse, grazie al passaggio a un&#8217;economia circolare e pulita, arrestare i cambiamenti climatici, mettere fine alla perdita di biodiversità e ridurre l&#8217;inquinamento. Esso illustra gli investimenti necessari e gli strumenti di finanziamento disponibili e spiega come garantire una transizione giusta e inclusiva.</p>
<p>Il Green Deal europeo riguarda <strong>tutti i settori dell&#8217;economia</strong>, in particolare i trasporti, l&#8217;energia, l&#8217;agricoltura, l&#8217;edilizia e settori industriali quali l&#8217;acciaio, il cemento, le TIC, i prodotti tessili e le sostanze chimiche.</p>
<p>Per tradurre in atti legislativi l&#8217;ambizione ad essere il primo continente al mondo a emissioni zero entro il 2050, la Commissione presenterà entro 100 giorni la prima <strong>&#8220;legge europea sul clima&#8221;</strong>. Per realizzare le ambizioni dell&#8217;Unione in materia di clima e ambiente, la Commissione presenterà inoltre la strategia sulla biodiversità per il 2030, la nuova strategia industriale e il piano d&#8217;azione sull&#8217;economia circolare, la strategia &#8220;Dal produttore al consumatore&#8221; per una politica alimentare sostenibile e proposte per un&#8217;Europa senza inquinamento. Ci metteremo quindi subito al lavoro per rendere più ambiziosi gli obiettivi di emissione dell&#8217;Europa per il 2030 e fissare un percorso realistico per conseguire gli obiettivi per il 2050.</p>
<p>Per realizzare gli obiettivi del Green Deal europeo saranno necessari <strong>investimenti notevoli</strong>. Per conseguire gli obiettivi in materia di clima ed energia attualmente previsti per il 2030 si stima che occorreranno investimenti supplementari annui dell&#8217;ammontare di 260 miliardi di €, pari a circa l&#8217;1,5 % del PIL del 2018, per i quali sarà necessaria la mobilitazione dei settori pubblico e privato. All&#8217;inizio del 2020 la Commissione presenterà un piano di investimenti per un&#8217;Europa sostenibile per contribuire a soddisfare le esigenze di investimento. Almeno il 25 % del bilancio a lungo termine dell&#8217;UE dovrebbe essere destinato all&#8217;azione per il clima e la Banca europea per gli investimenti, la banca europea per il clima, fornirà ulteriore sostegno. Per fare sì che il settore privato contribuisca al finanziamento della transizione ecologica, nel 2020 la Commissione presenterà una strategia di finanziamento verde.</p>
<p>Lottare contro i cambiamenti climatici e il degrado ambientale è un impegno comune, ma non tutte le regioni e gli Stati membri si trovano allo stesso livello. Un <strong>meccanismo per una transizione giusta</strong> sarà utilizzato per sostenere le regioni che dipendono fortemente da attività ad alta intensità di carbonio, aiutando i cittadini più vulnerabili alla transizione, garantendo l&#8217;accesso a programmi di riqualificazione e a opportunità lavorative in nuovi settori economici.</p>
<p>Nel marzo 2020 la Commissione lancerà un &#8220;patto per il clima&#8221; per <strong>dare ai cittadini voce in capitolo e un ruolo</strong> nella formulazione di nuove azioni, nella condivisione delle informazioni e nell&#8217;illustrazione di soluzioni di base che gli altri possano seguire.</p>
<p>Poiché la lotta contro i cambiamenti climatici e il degrado ambientale ha dimensioni globali, anche<strong> la risposta deve essere globale</strong>. L&#8217;UE continuerà a promuovere i suoi obiettivi e le sue norme ambientali nell&#8217;ambito delle convenzioni dell&#8217;ONU sulla biodiversità e il clima e a rafforzare la sua diplomazia &#8220;verde&#8221;. Il G7, il G20, le convenzioni internazionali e le relazioni bilaterali saranno utilizzati per persuadere altri soggetti ad intensificare i loro sforzi. L&#8217;UE utilizzerà inoltre la politica commerciale per garantire la sostenibilità e costituirà partenariati con i paesi vicini dei Balcani e dell&#8217;Africa per aiutarli nelle rispettive transizioni.</p>
<p><strong>Prossime tappe</strong></p>
<p>La Commissione invita il Parlamento europeo e il Consiglio europeo ad approvare le ambizioni della Commissione per l&#8217;economia e l&#8217;ambiente futuri dell&#8217;Europa e a contribuire alla realizzazione di questi obiettivi. La Commissione presenterà le misure annunciate nella tabella di marcia del Green Deal.</p>
<p><strong>Contesto</strong></p>
<p>I cambiamenti climatici e il degrado ambientale rappresentano una minaccia enorme per l&#8217;Europa e il mondo. Per superare questa sfida l&#8217;Europa ha bisogno di una nuova strategia per la crescita che trasformi l&#8217;Unione in un&#8217;economia moderna, efficiente sotto il profilo delle risorse e competitiva, senza emissioni nette di gas a effetto serra entro il 2050 e in cui la crescita economica sia dissociata dall&#8217;uso delle risorse e nessuna persona o luogo siano lasciati indietro.</p>
<p>L&#8217;Unione europea può già vantare solidi risultati nella riduzione delle emissioni dei gas a effetto serra, mantenendo al contempo la crescita economica. Nel 2018 le emissioni sono risultate del 23 % inferiori rispetto al 1990, mentre nello stesso periodo il PIL dell&#8217;Unione è cresciuto del <a href="https://www.eea.europa.eu/publications/trends-and-projections-in-europe-1" target="_blank" rel="noopener noreferrer">61 %</a>. Tuttavia, occorre fare di più. Data la sua vasta esperienza, l&#8217;UE è all&#8217;avanguardia nella creazione di un&#8217;economia verde e inclusiva.</p>
<p>La comunicazione sul Green Deal definisce la via da seguire nei mesi e negli anni a venire. L&#8217;operato futuro della Commissione sarà guidato dall&#8217;invito ad agire espresso dall&#8217;opinione pubblica e da inconfutabili prove scientifiche, come dimostrato in modo esauriente dall&#8217;IPCC, dall&#8217;IPBES, dal Rapporto sulle prospettive in materia di risorse a livello mondiale e dal rapporto SOER dell&#8217;AEA del 2019. Le sue proposte saranno basate su prove e sostenute da ampie consultazioni.</p>
<p>Una grandissima maggioranza di europei ritiene che la protezione dell&#8217;ambiente sia importante (95 %). E quasi 8 europei su 10 (77 %) affermano che la protezione dell&#8217;ambiente può stimolare la crescita economica. I risultati del sondaggio Eurobarometro sulla posizione dei cittadini dell&#8217;UE in materia ambientale confermano l&#8217;ampio sostegno pubblico a una legislazione ambientale a livello dell&#8217;UE e al finanziamento da parte dell&#8217;UE di attività ecocompatibili.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Immagine by pixabay</p>
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		<title>Arte, Teatro e Clima protagonisti al XIV Festival Segni Mantova</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Oct 2019 17:25:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[clima]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[festival]]></category>
		<category><![CDATA[Segni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2019/10/34287244-D06B-4847-9614-BEB20809C078.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2019/10/34287244-D06B-4847-9614-BEB20809C078.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2019/10/34287244-D06B-4847-9614-BEB20809C078-150x150.jpeg 150w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Dal 26 ottobre al 3 novembre il XIV Festival Segni Mantova, evento culturale e internazionale di teatro, arte e spettacolo dedicato a bambini, ragazzi, scuole e famiglie. Dibattiti sui cambiamenti&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2019/10/17/a-mantova-segni-new-generations-festival-arte-teatro-e-clima-dal-26-ottobre-al-3-novembre-il-xiv-festival-segni-mantova-evento-culturale-e-internazionale-di-teatro-arte-e-spettacolo-dedicato-a-bam/">Arte, Teatro e Clima protagonisti al XIV Festival Segni Mantova</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2019/10/34287244-D06B-4847-9614-BEB20809C078.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2019/10/34287244-D06B-4847-9614-BEB20809C078.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2019/10/34287244-D06B-4847-9614-BEB20809C078-150x150.jpeg 150w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p><p><i>Dal 26 ottobre al 3 novembre <strong>il XIV Festival Segni Mantova,</strong> evento culturale e internazionale di teatro, arte e spettacolo dedicato a bambini, ragazzi, scuole e famiglie.  </i><i>Dibattiti sui cambiamenti climatici a cura della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, Ufficio di Milano</i></p>
<p>Torna dal 26 ottobre al 3 novembre la XIV edizione di SEGNI New Generations Festival, evento culturale e internazionale di teatro, arte e spettacolo dedicato a bambini, ragazzi, scuole e famiglie. Tra gli oltre 200 spettacoli, laboratori, incontri e focus con artisti e operatori culturali, ci saranno anche degli appuntamenti sul tema dei cambiamenti climatici realizzati con la collaborazione e il sostegno della Rappresentanza in Italia, Ufficio di Milano.</p>
<p>Tra i vari appuntamenti che si susseguiranno nei giorni del festival, questa XIV edizione di  SEGNI dedica un focus importante al tema dei cambiamenti climatici, cogliendo l&#8217;urgenza a parlarne e ad agire manifestata dalle giovani generazioni in tutta Europa. In particolare, mercoledì 30 ottobre presso la Loggia del Grano si terranno due eventi in collaborazione con la Commissione europea:</p>
<ul>
<li><strong>Teen Kitchen Table &#8211; Ambasciatori del Cambiamento</strong> (ore 14.30)<br />
Discussione con format innovativo condotto dai TEEN Ambassador sul tema dei cambiamenti climatici che vede il confronto fra coetanti, insegnanti artisti ed esperti prendendo spunto da uno spettacolo teatrale ed alcune emozionanti testimonianze sull&#8217;Artico. <em>Con Massimo Gaudina, Capo della Rappresentanza a Milano della Commissione europea; Barbara Forni, Ufficio a Milano del Parlamento europeo; Federico Taddia, Giornalista, scrittore e divulgatore scientifico; Matteo Cattadori, Docente di Scienze del Liceo Filzi di Rovereto; Luca Roncoroni, Creative Director, ICEHOTEL, Svezia.</em></li>
<li><strong>I giovani europei, l&#8217;artico e i cambiamenti climatici</strong> (ore 19.00)<br />
Dopo l&#8217;evento pomeridiano, i TEEN Ambassador si aprono al dialogo con i cittadini alla presenza delle istituzioni rappresentate da Massimo Gaudina, Capo della Rappresentanza a Milano della Commissione europea. Nell&#8217;epoca dei tutorial l&#8217;intento è quello di stilare un manuale delle piccole azioni quotidiane che dla punto di vista dei giovani possano tradursi in comportamenti capaci di avere un impatto importante.</li>
</ul>
<p>Per maggiori informazioni consulta il <a href="http://www.segnidinfanzia.org/">programma (link is external)</a>della manifestazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2019%2F10%2F17%2Fa-mantova-segni-new-generations-festival-arte-teatro-e-clima-dal-26-ottobre-al-3-novembre-il-xiv-festival-segni-mantova-evento-culturale-e-internazionale-di-teatro-arte-e-spettacolo-dedicato-a-bam%2F&amp;linkname=Arte%2C%20Teatro%20e%20Clima%20protagonisti%20al%20XIV%20Festival%20Segni%20Mantova" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2019%2F10%2F17%2Fa-mantova-segni-new-generations-festival-arte-teatro-e-clima-dal-26-ottobre-al-3-novembre-il-xiv-festival-segni-mantova-evento-culturale-e-internazionale-di-teatro-arte-e-spettacolo-dedicato-a-bam%2F&#038;title=Arte%2C%20Teatro%20e%20Clima%20protagonisti%20al%20XIV%20Festival%20Segni%20Mantova" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2019/10/17/a-mantova-segni-new-generations-festival-arte-teatro-e-clima-dal-26-ottobre-al-3-novembre-il-xiv-festival-segni-mantova-evento-culturale-e-internazionale-di-teatro-arte-e-spettacolo-dedicato-a-bam/" data-a2a-title="Arte, Teatro e Clima protagonisti al XIV Festival Segni Mantova"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2019/10/17/a-mantova-segni-new-generations-festival-arte-teatro-e-clima-dal-26-ottobre-al-3-novembre-il-xiv-festival-segni-mantova-evento-culturale-e-internazionale-di-teatro-arte-e-spettacolo-dedicato-a-bam/">Arte, Teatro e Clima protagonisti al XIV Festival Segni Mantova</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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