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		<title>Artemisialab – Cesmet: Ebola in Congo, l’allarme si estende verso nuovi confini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2026 17:40:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Africa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="531" height="109" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/artemisia-lab-1-e1790271639150.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/artemisia-lab-1-e1790271639150.png 531w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/artemisia-lab-1-e1790271639150-300x62.png 300w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" /></p>
<p>In sette settimane i contagi sono raddoppiati. Nuovi focolai nel nord-ovest del Paese aumentano la pressione sulle aree di frontiera con Repubblica Centrafricana e Congo-Brazzaville L’epidemia di Ebola causata dal&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="531" height="109" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/artemisia-lab-1-e1790271639150.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/artemisia-lab-1-e1790271639150.png 531w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/artemisia-lab-1-e1790271639150-300x62.png 300w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" /></p><p><em><strong>In sette settimane i contagi sono raddoppiati. Nuovi focolai nel nord-ovest del Paese aumentano la pressione sulle aree di frontiera con Repubblica Centrafricana e Congo-Brazzaville</strong></em></p>
<p class="c-paragraph">L’epidemia di Ebola causata dal virus Bundibugyo nella Repubblica Democratica del Congo non accenna a fermarsi. Secondo i dati dell’Istituto Nazionale di Sanità Pubblica congolese diffusi il 18 settembre, i casi confermati sono 7.541 e i decessi 3.639, con una letalità del 48%. Il 5 agosto erano 3.748 casi e 1.657 morti: in sette settimane i numeri sono raddoppiati. È quanto emerge dal bollettino di aggiornamento n. 4 del POLO VIAGGI ARTEMISIALAB – CESMET – Clinica del Viaggiatore di Roma, diretto dall’infettivologo e tropicalista Paolo Meo.</p>
<p class="c-paragraph">«Parliamo di un’epidemia fuori controllo in senso tecnico», spiega il <strong>Dr. Meo.</strong> «La risposta internazionale è cresciuta moltissimo, ma non è ancora riuscita a piegare la curva nazionale né a fermare l’espansione geografica.»</p>
<p>Da inizio agosto il Paese registra in media circa 80 nuovi casi confermati al giorno, senza segni di discesa. Le province colpite sono passate da cinque a sette, le zone sanitarie da 49 a 62, su un’area paragonabile a quella del Regno Unito. Nel Nord Kivu, a ridosso dei confini con Uganda e Ruanda, <strong>i casi settimanali sono quasi raddoppiati in due settimane</strong>. A Katwa, quartiere di Butembo, la letalità supera il 68%.</p>
<p class="c-paragraph">L’Organizzazione Mondiale della Sanità ammette che molti decessi avvengono ancora nelle case e non nei centri di cura, spesso fra persone che non comparivano in nessuna lista di contatti. Esistono quindi catene di contagio che nessuno sta seguendo. Il Comitato di Emergenza dell’OMS ha stimato che le infezioni reali possano essere tre o quattro volte quelle confermate. Ha anche avvertito che, senza un rapido cambio di rotta, l’epidemia potrebbe superare quella dell’Africa occidentale del 2013-2016, che contò oltre 28.000 casi e più di 11.000 morti.</p>
<p class="c-paragraph">Non mancano i segnali positivi, che il bollettino ARTEMISIALAB – CESMET riporta: nelle zone più colpite dell’Ituri la trasmissione è in calo, i contatti seguiti sono saliti all’87,6%, i guariti superano i 1.800. L’Uganda ha chiuso la propria epidemia. «Ma, come dice Medici Senza Frontiere, l’epidemia non si sta restringendo: si sta spostando», osserva Meo.</p>
<p class="c-paragraph">Il caso che preoccupa: il <strong>Sud-Ubangi</strong>. Il 10 settembre il virus è stato confermato nel Sud-Ubangi, all’estremo nord-ovest del Paese, a oltre mille chilometri dall’epicentro e al confine con Repubblica Centrafricana e Congo-Brazzaville. Il paziente, un uomo di 23 anni già deceduto, avrebbe attraversato il Paese con transiti, secondo fonti congolesi, anche in <strong>Ruanda e Uganda</strong>.</p>
<p class="c-paragraph">«Un solo ragazzo che attraversa mezzo Congo e due frontiere racconta meglio di qualsiasi modello come si diffonde questa epidemia», commenta Meo. «Il rischio internazionale non viaggia in aereo verso l’Europa: viaggia su strada, in moto e in barca fra i Paesi vicini.»</p>
<p class="c-paragraph"><strong>E l’Italia? Il bollettino del POLO VIAGGI ARTEMISIALAB – CESMET separa i fatti dalle paure</strong>. Dal 13 luglio non si registrano nuovi casi esportati fuori dall’Africa. In Europa i casi sono stati tre, tutti operatori sanitari o umanitari, tutti guariti e senza contagi secondari. Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) stima molto basso il rischio di importazione. Ebola non è un virus respiratorio: si trasmette solo per contatto diretto con i liquidi biologici di una persona malata, e chi è infetto ma senza sintomi non contagia.</p>
<p class="c-paragraph">«A chi mi chiede se deve avere paura rispondo con franchezza: <strong>per chi vive in Italia il rischio di ammalarsi di Ebola resta remotissimo</strong>», dice il Dr. Meo. «Il rischio che mi interessa è un altro: che ci si abitui a leggere questi numeri come una notizia lontana. E che il giorno in cui un cooperante o un missionario rientrerà con la febbre, nessuno gli chieda da dove arriva. La prima difesa dell’Europa non è l’aeroporto: è la domanda giusta fatta al triage.»</p>
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		<title>Congo: Dolore e sgomento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Mazzarella]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Feb 2021 19:43:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Ambasciatore]]></category>
		<category><![CDATA[Attanasio]]></category>
		<category><![CDATA[Congo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="800" height="400" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/02/AP_19329586885519.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/02/AP_19329586885519.jpg 800w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/02/AP_19329586885519-300x150.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/02/AP_19329586885519-768x384.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/02/AP_19329586885519-585x293.jpg 585w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>In un attentato muore Luca Attanasio ambasciatore dell’Italia nelle Repubblica democratica del Congo ed il carabiniere Vittorio Iacovacci Luca Attanasio nel 2020 aveva ricevuto il Premio Internazionale Nassiriya per la&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="800" height="400" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/02/AP_19329586885519.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/02/AP_19329586885519.jpg 800w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/02/AP_19329586885519-300x150.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/02/AP_19329586885519-768x384.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/02/AP_19329586885519-585x293.jpg 585w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p><em>In un attentato muore Luca Attanasio ambasciatore dell’Italia nelle Repubblica democratica del Congo ed il carabiniere Vittorio Iacovacci</em></p>



<p>Luca Attanasio nel 2020 aveva ricevuto il Premio Internazionale Nassiriya per la Pace&nbsp;«per il suo impegno volto alla salvaguardia della pace tra i popoli»&nbsp;e&nbsp;«per aver contribuito alla realizzazione di importanti progetti umanitari distinguendosi per l’altruismo, la dedizione e lo spirito di servizio a sostegno delle persone in difficoltà».</p>



<p>Dal 5 settembre 2017, dopo diverse esperienze nelle ambasciate in Svizzera, in Marocco e in Nigeria, era capo missione a Kinshasa, nel Congo, dove stava portando a termine numerosi progetti umanitari al fianco dei circa mille cittadini italiani attualmente residenti nel Paese del Centro Africa.</p>



<p>L’ambasciatore d’Italia nella Repubblica democratica del&nbsp;Congo<strong><u>,</u></strong>&nbsp;morto oggi in un attacco a un convoglio Onu in Congo,&nbsp;diplomatico, 43&nbsp;anni, era&nbsp;uno degli ambasciatori italiani più giovani nel mondo.</p>



<p>Nato a Limbiate, in provincia di Milano, si era laureato con lode alla Bocconi&nbsp;nel 2001, dopo un breve percorso professionale nella consulenza aziendale ed un Master in Politica Internazionale, aveva intrapreso la carriera diplomatica nel 2003.&nbsp;</p>



<p>Sposato con&nbsp;Zakia Seddik<strong>i</strong>, è fondatrice e presidente dell’associazione umanitaria “Mama Sofia”, che&nbsp;opera in aree difficili&nbsp;in supporto di bambini e giovani madri, di cui lo stesso Attanasio era presidente onorario, con cui ha tre figlie piccole.</p>



<p>Alla Farnesina viene assegnato alla Direzione per gli Affari Economici, Ufficio sostegno alle imprese, poi alla Segreteria della Direzione Generale per l’Africa. Nel 2004 viene nominato vice-Capo Segreteria del Sottosegretario di Stato con delega per l’Africa e la Cooperazione Internazionale. All’estero è capo dell’Ufficio Economico e Commerciale presso l’Ambasciata d’Italia a Berna (2006-2010) e Console Generale reggente a Casablanca, in Marocco dal 2010 al 2013. Nel 2013 rientra alla Farnesina dove riceve l’incarico di Capo Segreteria della Direzione Generale per la Mondializzazione e gli Affari Globali. Ritorna poi in Africa quale Primo Consigliere presso l’Ambasciata d’Italia in Abuja, in Nigeria, nel 2015.&nbsp;Dal 5 settembre 2017 è capo Missione a Kinshasa, nella Repubblica Democratica del Congo.Dal 31 ottobre 2019 è stato confermato in sede in qualità di Ambasciatore Straordinario Plenipotenziario accreditato in Congo.</p>



<p>Sembra che l’attentato inizialmente fosse&nbsp;un tentativo di rapimento, verificato intorno alle 9 nella Repubblica Democratica del Congo, ed è costato la vita all’ambasciatore italiano Luca Attanasio, a un carabiniere. A rivelare la matrice dell’agguato sono i ranger del Parco nazionale dei Virunga,&nbsp;citati da vari media tra cui il Jerusalem Post.<br>Sono molti i gruppi armati che operano nella zona dei monti Virunga, fra Congo, Ruanda e Uganda, e spesso prendono di mira i ranger del parco, famoso per i gorilla di montagna.</p>



<p>Il sito congolese ‘Actualite.cd’, citando “alcune fonti”, scrive che “gli autori dell’attacco avrebbero avuto come obiettivo principale proprio il diplomatico italiano”. L’imboscata è avvenuta “nei pressi di Goma (Nord-Kivu) nel territorio di Nyiragongo”, precisa il sito riferendo che “sono intervenute le Fardc”, ossia le Forze Armate della Repubblica Democratica del Congo, “e le guardie del Parco nazionale dei Virunga”.</p>



<p><br>Il diplomatico è stato trasportato in ospedale a Goma dopo l’agguato, in gravi condizioni. Poi il decesso.&nbsp;</p>



<p>Con lui nell’agguato muore Il carabiniere&nbsp;Vittorio Iacovacci, che&nbsp;era di Sonnino (Latina), dove la sua famiglia d’origine vive<strong>.&nbsp;</strong>Non era sposato e non aveva&nbsp;figli. Era in servizio dallo scorso settembre presso l’ambasciata italiana ed era in forza al 13°&nbsp;reggimento Friuli-Venezia Giulia, a Gorizia, che fa parte della seconda Brigata mobile dell’Arma dei carabinieri, un&nbsp;nucleo di élite&nbsp;con proiezione operativa all’estero che in passato ha pagato un alto prezzo in vite umane, visto che tra le vittime nell’attentato di Nassiriya e negli agguati in Afghanistan ad opera dei talebani ci sono stati carabinieri di quella Brigata. Iacovacci aveva fatto un corso di&nbsp;addetto ai servizi di protezionee si occupava della tutela dell’ambasciatore.</p>



<p>La Farnesina ha confermato la morte nella tarda mattinata di oggi: “L’ambasciatore ed il militare stavano viaggiando a bordo di una autovettura in un convoglio della MONUSCO, la missione dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per la stabilizzazione nella Repubblica Democratica del Congo”,</p>



<p>“La comunità di Sonnino è sgomenta per questa giovane e tragica perdita.&nbsp;Proclameremo il lutto cittadino”. Così il&nbsp;sindaco&nbsp;di Sonnino, Luciano De Angelis, alla notizia della morte in Congo del carabiniere Vittorio Iacovacci, originario del centro in provincia di Latina. «Era andato a portare la pace ed è stato ucciso – conclude il sindaco- ci stringiamo attorno alla famiglia”.</p>



<p>Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato al Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Luigi Di Maio, il seguente messaggio: “Ho accolto con sgomento la notizia del vile attacco che poche ore fa ha colpito un convoglio internazionale nei pressi della citta di Goma uccidendo l’Ambasciatore Luca Attanasio, il carabiniere Vittorio Iacovacci.<br>La Repubblica Italiana è in lutto per questi servitori dello Stato che hanno perso la vita nell’adempimento dei loro doveri professionali in Repubblica Democratica del Congo. Nel deprecare questo proditorio gesto di violenza gli italiani tutti si stringono nel cordoglio intorno alle famiglie delle vittime, cui desidero far pervenire le condoglianze più sentite e la più grande solidarietà”.</p>



<p>Momenti che mettono a rischio l’idea stessa di cooperazione internazionale, ma che devono farci riflettere proprio sul senso della cooperazione che deve mirare sempre di più ed in modo ancora più incisivo sul bene comune, in modo che queste morti non siano motivo di “fine” di un percorso, ma rilancio ancora più forte del senso di comunità internazionale.</p>
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