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	<title>fact checking Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>Chi controlla i controllori? Open e il Grande Bluff del fact-checking ‘indipendente’</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Massimo Reina]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Jul 2025 16:18:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/IMG_9478.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/IMG_9478.jpeg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/IMG_9478-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/IMG_9478-585x329.jpeg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>Un sistema tutt’altro che indipendente che solleva seri dubbi sulla neutralità del fact-checking. Intanto in Europa si stringe la morsa della censura mascherata da lotta alla disinformazione di Massimo Reina&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/IMG_9478.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/IMG_9478.jpeg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/IMG_9478-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/IMG_9478-585x329.jpeg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p><p><em>Un sistema tutt’altro che indipendente che solleva seri dubbi sulla neutralità del fact-checking. Intanto in Europa si stringe la morsa della censura mascherata da lotta alla disinformazione</em></p>
<p><em><strong>di Massimo Reina</strong></em><br />
Alla fine, la verità è venuta a galla. No, non quella con la V maiuscola che i censori a gettone spacciano per “verificata”. Ma quella vera. Quella che puzza di dollari, Dipartimenti di Stato, fondazioni “filantropiche” con i tentacoli ovunque e agenzie che sembrano uscite da un copione della CIA — ma, curiosamente, con la benedizione della democrazia occidentale.<br />
Scopriamo così, senza troppo clamore (e ci mancherebbe), che <strong>Open</strong>, il fact-checker del giornalismo pulito, trasparente e soprattutto “super partes”, <strong>riceve soldi da Washington</strong>. Anzi, da quella <strong>costellazione di enti e fondazioni</strong> che orbitano attorno al potere statunitense come mosche sul miele: il Dipartimento di Stato, la <strong>NED</strong> (National Endowment for Democracy, quella che “fa all’aperto ciò che la CIA faceva al chiuso”, cit. <em>New York Times</em>) e la <strong>Open Society di George Soros</strong>, che non manca mai quando c’è da finanziare libertà ben indirizzate.<br />
Lo scrivono candidamente sul sito del <strong>Poynter Institute</strong>, il Vaticano del fact-checking mondiale, che decide chi è affidabile e chi va marchiato come eretico digitale. Nessun complotto. Nessuna dietrologia. Solo <strong>la verità, nuda e cruda</strong>, che tanto piace a chi indossa i panni del difensore della verità… <strong>finanziata in dollari americani.</strong>Ora, proviamo a immaginare se al posto di “Open” ci fosse un certo “Close”, finanziato da Mosca o Teheran: apriti cielo, le urla dei pasdaran dell’informazione si sentirebbero da Bruxelles a Cupertino. Ma siccome i soldi arrivano da Washington, va tutto bene. È democrazia, bellezza. È “difesa contro la disinformazione”.<br />
Eppure, sarebbe interessante chiedere al buon <strong>David Puente &amp; Co.</strong>, paladini del click etico, se tra quei finanziatori d’oltreoceano <strong>spunta anche USAID</strong>, l’agenzia che promuove “la democrazia” nel mondo con le stesse modalità con cui McDonald’s promuove la dieta mediterranea.<br />
<strong>Chi controlla i controllori?</strong> Chi decide cosa possiamo leggere, condividere o anche solo pensare? Quelli che oggi ci dicono cosa è fake e cosa è vero, sono gli stessi che vengono <strong>stipendiati dai custodi geopolitici dell’Occidente</strong>. E a chi solleva un sopracciglio, rispondono con lo sdegno professionale di chi si è auto-eletto giudice supremo della realtà.<br />
<strong>Europa: il Truman Show col bollino blu</strong><br />
E mentre negli Stati Uniti almeno si gioca a carte scoperte, in Europa ci avvolgiamo con amorevole incoscienza nel <strong>mantello del Digital Services Act</strong>. Altro che “libertà di espressione”: qui si cancella tutto ciò che non rientra nei “canoni del consentito”. Guai a chi osa dubitare, riflettere, o — peggio — linkare una fonte sgradita. Sotto il peso del paternalismo algoritmico, <strong>la libertà è diventata un optional con licenza governativa.</strong><br />
<strong>Telegram? Rischia la chiusura. I media alternativi? Mimetizzati nei sottoscala.</strong> E se dici che il re è nudo, vieni etichettato come no-vax, putiniano, complottista o “non conforme alle policy comunitarie”.<strong>Non serve Orwell. Basta un community manager.</strong><br />
<strong>Pavel Durov</strong>, fondatore di Telegram, ha detto che “nel 2025, i russi avranno più libertà dei cittadini europei”. E non è una provocazione. È una fotografia. Sbiadita, censurata, pixelata, ma maledettamente reale. <strong>Nessuno qui difende le fake newso vuole mettere in dubbio la buona fede di chi vuole combatterle, ma segnalare il rischio che qualcuno possa farlo eventualmente a corrente alternata o, per assurdo, generare a sua volta.</strong> Perché c’è una differenza sostanziale tra combattere la disinformazione e <strong>instaurare un Ministero della Verità digitale</strong> dove ogni parola è sorvegliata, ogni pensiero filtrato, ogni dubbio moderato o gestito a comando.<br />
Il rischio non è la menzogna. Il rischio è <strong>chi decide cosa è vero.</strong><br />
Perché la verità, in mano ai potenti, è sempre una <strong>mezza bugia travestita da certezza</strong>. E noi, come Truman, applaudiamo la regia. Sperando di non svegliarci e scoprire che la cupola che ci protegge… <strong>è quella che ci imprigiona.</strong></p>
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