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		<title>Letizia Battaglia, la forza di uno sguardo che ha scelto di non fuggire</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Mazzarella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Apr 2026 19:53:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storie]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_3355.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_3355.jpeg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_3355-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_3355-585x329.jpeg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>La bellezza del suo sguardo, la professionalità di una grande fotografa, il peso umano delle ferite attraversate in una vita vissuta sempre dentro la verità Ci sono donne che non&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_3355.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_3355.jpeg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_3355-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_3355-585x329.jpeg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p><p><em>La bellezza del suo sguardo, la professionalità di una grande fotografa, il peso umano delle ferite attraversate in una vita vissuta sempre dentro la verità</em></p>
<div class="mh-meta entry-meta">
<p>Ci sono donne che non passano nella storia solo per ciò che hanno fatto, ma per il modo in cui hanno scelto di stare nel mondo. Letizia Battaglia è stata una di queste. Non soltanto una fotografa. Non soltanto una testimone. Ma una coscienza viva, inquieta, libera, capace di attraversare il dolore senza trasformarlo in spettacolo e di cercare la bellezza perfino dentro le crepe più dure della realtà.</p>
<p>Raccontare Letizia Battaglia significa raccontare una donna che ha saputo unire arte e responsabilità, sensibilità e rigore, passione e ferita. Una donna che ha fatto del proprio sguardo un luogo di verità. E la verità, quasi sempre, ha un prezzo.</p>
<p>La sua storia professionale è nota, ma non sempre viene compresa fino in fondo. Letizia Battaglia non è stata soltanto la fotografa che ha documentato la Palermo insanguinata dalla mafia. È stata molto di più. È stata una professionista capace di trasformare la fotografia in linguaggio civile, in presa di posizione, in memoria collettiva. I suoi scatti non cercavano il sensazionale. Cercavano il reale. Ed è una differenza enorme. Perché fotografare il reale, soprattutto quando il reale è violenza, sangue, lutto, paura, significa assumersi un peso che non tutti riescono a sostenere.</p>
<p>Lei questo peso lo ha sostenuto per anni. Lo ha sostenuto entrando nelle scene del crimine, arrivando davanti ai corpi, incrociando lo sguardo di familiari distrutti, respirando il clima cupo di una città spesso ostaggio del potere mafioso. Non era semplice cronaca. Era immersione continua nel dolore. Era la scelta quotidiana di non voltarsi. E dentro quella scelta c’era tutta la sua professionalità: la prontezza, il coraggio, la lucidità, la capacità di esserci nel momento esatto in cui la storia mostrava il suo volto più duro.</p>
<p>Ma sarebbe ingiusto fermarsi qui. Perché Letizia Battaglia non è stata solo la fotografa della morte. È stata anche la fotografa della vita che resiste. Delle bambine di Palermo con gli occhi pieni di mondo. Dei volti delle donne. Delle strade ferite eppure ancora abitate da una umanità ostinata. Nei suoi scatti c’è sempre stato qualcosa che andava oltre il fatto. C’era una tensione profonda verso la dignità delle persone. C’era un desiderio quasi testardo di salvare, almeno in immagine, ciò che la realtà rischiava di calpestare.</p>
<div>“Non una bellezza decorativa, ma una bellezza scomoda, vera, a volte persino dolorosa.”</div>
<p>Ed è qui che emerge la bellezza del suo lavoro. Non una bellezza decorativa, patinata, addomesticata. Ma una bellezza scomoda, vera, a volte persino dolorosa. La bellezza di uno sguardo che non usa la macchina fotografica per proteggersi dal mondo, ma per entrarci dentro. La bellezza di una donna che non ha avuto paura di farsi attraversare da ciò che vedeva. La bellezza di un linguaggio artistico che non separava mai l’estetica dall’etica.</p>
<p>Naturalmente, una vita così non poteva essere senza ferite. E infatti le ferite ci sono state, profonde, personali, esistenziali. Letizia Battaglia ha dovuto affrontare difficoltà che non riguardavano solo il contesto professionale, già di per sé durissimo, ma anche il proprio mondo interiore. Il contatto continuo con la violenza, il dolore accumulato, il peso di immagini impossibili da dimenticare hanno lasciato segni. Non si può stare per anni davanti alla morte senza che qualcosa, dentro, ne porti le conseguenze.</p>
<p>La sua vita personale è stata segnata da passaggi complessi, da tensioni, da fragilità, da un percorso di libertà che non sempre è stato compreso. E forse proprio qui si coglie una delle verità più profonde della sua vicenda: dietro la fotografa forte, coraggiosa, pubblicamente riconosciuta, c’era una donna che conosceva anche la fatica, il dolore, la solitudine, il bisogno di ricomporre continuamente se stessa. Non era una figura mitologica, irraggiungibile. Era una donna vera. E proprio per questo ancora più grande.</p>
<p>In un tempo che ama trasformare le persone in icone semplificate, Letizia Battaglia ci obbliga a fare il contrario. Ci chiede di accettare la complessità. La complessità di una professionista straordinaria e insieme di una persona attraversata dalle proprie ombre. La complessità di una donna capace di esporsi pubblicamente e, nello stesso tempo, di portare ferite intime difficili da nominare. La complessità di una voce che ha saputo denunciare la mafia senza lasciarsi definire solo da essa.</p>
<p>Forse il punto più alto della sua eredità sta proprio qui. Nel fatto che il suo lavoro non parla soltanto di Palermo, di mafia o di fotografia. Parla del modo in cui si guarda il mondo. Oggi siamo sommersi da immagini, ma vediamo sempre meno. Consumiamo dolore a scorrimento rapido, lo trasformiamo in flusso, lo lasciamo evaporare in pochi secondi. Letizia Battaglia, invece, ci restituisce il peso dello sguardo. Ci ricorda che vedere davvero è un atto umano profondo. È un atto che coinvolge la coscienza. È un atto che chiede responsabilità.</p>
<p>Per questo la sua figura resta attuale. Non solo come memoria di una stagione terribile della storia italiana, ma come provocazione viva per il nostro presente. Di fronte a una società che spesso si abitua a tutto, il suo lavoro continua a dirci che non tutto può diventare normale. Che il male va chiamato per nome. Che la dignità delle persone merita uno sguardo pieno, mai superficiale. Che la bellezza non è evasione, ma resistenza.</p>
<p>Letizia Battaglia è stata tutto questo: una fotografa immensa, una professionista rigorosa, una donna coraggiosa, una persona ferita e per questo ancora più vera. La sua grandezza non sta nell’aver mostrato solo l’orrore, ma nell’aver saputo custodire, dentro l’orrore, una fedeltà ostinata all’umano.</p>
<p>E forse è proprio questa la sua lezione più importante. Non basta raccontare la realtà. Bisogna restarle accanto. Non basta denunciare il buio. Bisogna continuare a cercare, anche lì dentro, un frammento di luce. Letizia Battaglia lo ha fatto per tutta la vita. E per questo il suo sguardo, ancora oggi, non ci lascia tranquilli. Ma ci rende più veri.</p>
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<p><strong>@Riproduzione riservata Francesco Mazzarella</strong></p>
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		<title>Buon compleanno, Prof. Carmelo Garofalo. La tua lezione continua, ogni giorno, in ogni nostra riga</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenica Puleio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Jan 2026 22:30:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoria/Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Carmelo Garofalo]]></category>
		<category><![CDATA[direttore]]></category>
		<category><![CDATA[Eco del sud]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="600" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1908.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1908.jpeg 600w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1908-300x191.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1908-585x371.jpeg 585w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p>
<p>Per tutti noi che siamo cresciuti sotto la sua ala, Carmelo Garofalo è stato molto più di un direttore: è stato un regalo. In un mondo che corre veloce, lui&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Per tutti noi che siamo cresciuti sotto la sua ala, Carmelo Garofalo è stato molto più di un direttore: è stato un regalo. In un mondo che corre veloce, lui ci ha insegnato il valore della sosta, della verifica, della parola pesata con cura. La redazione di quegli anni non era solo un ufficio, ma una bottega rinascimentale dove il Maestro trasmetteva, quasi per osmosi, il rigore etico e la passione per la verità.</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ci sono persone che passano e lasciano tracce, e poi ci sono i Maestri che seminano valori, rigore e passione. Carmelo Garofalo apparteneva a questa rara categoria. Ci ha insegnato che la notizia ha un’anima e che il giornalismo è, prima di tutto, un atto di responsabilità verso la verità e verso il lettore.</p>
<p>La morte non cancella quello che la vita ti regala<strong>.</strong>Anche se oggi la sua voce non risuona tra i tasti che battono e il profumo della carta stampata, il suo insegnamento resta vivo in ogni riga che scriviamo e in ogni dubbio che ci poniamo prima di pubblicare. La sua eredità non è fatta di soli articoli, ma della dedizione che ha saputo trasmettere a tutti noi, rendendo quella redazione non solo un luogo di lavoro, ma una vera scuola di vita.</p>
<p>Per tutti noi che siamo cresciuti sotto la sua ala, Carmelo Garofalo è stato molto più di un direttore: è stato un regalo. In un mondo che corre veloce, lui ci ha insegnato il valore della sosta, della verifica, della parola pesata con cura. La redazione di quegli anni non era solo un ufficio, ma una bottega rinascimentale dove il Maestro trasmetteva, quasi per osmosi, il rigore etico e la passione per la verità.</p>
<p>Verità, per amore della verità. Buon compleanno, Professore. Ovunque lei sia, continui a guidare la nostra penna.</p>
<h1 class="wp-block-heading"><em>Dalla “Gazzetta del Sud” 15/11/1996</em></h1>
<p>Quando negli anni Trenta alla &lt;&lt;Gazzetta&gt;&gt; di Messina approdò Mario La Rosa</p>
<h2 class="wp-block-heading">Cenacolo di cultura e di libertà</h2>
<p><em>Una sede poverissima, poco più che una baracca, dove pulsavano a tempo pieno redazione, amministrazione, reparto di spedizione, tipografia e rotativa, e dove il giornalista, scomparso un mese fa, si era accostato appena sedicenne, nel 1934, ancora studente al liceo classico. Una preziosa palestra formativa per molti professionisti poi impegnati in testate nazionali</em></p>
<p>Di Carmelo Garofalo</p>
<figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-100738" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/01/images.jpg" alt="" width="172" height="293" /></figure>
<p>La morte di Mario La Rosa, giornalista messinese, che trenta giorni fa se n’è andato in punta di piedi, con quella discrezione che gli era pro­pria, da gentiluomo d’altri tempi, con quel sorriso che era alle volte impastato di fi­ne umana ironia, ha abbru­nato ancora una volta le ban­diere del giornalismo messi­nese.</p>
<p>Di Mario La Rosa già Ser­gio Palumbo, con valenza professionale di rilievo, ha tracciato un profilo proprio sulla &lt;&lt;Gazzetta del Sud&gt;&gt; subi­to dopo la morte, avvenuta a Messina il 15 ottobre di que­sto anno. Ha ricordato il gior­nalista parlamentare balzato sul piano della politica nazio­nale dopo avere per alcuni anni fatto la gavetta a &lt;&lt;La Gazzetta&gt;&gt;, il giornale che fu parte integrante della sua e mia giovinezza, al quale ap­prodammo nel 1934, compa­gni di banco al Ginnasio Maurolico, compagni d’av­ventura in quel mondo gior­nalistico che Mario La Rosa  ricorda, con affettiva commozione, in una breve pubblica­rne dell’agosto 1943, quasi a colloquiare, a cuore aperto, con i suoi amici, facendone stampare soltanto cento esemplari, tutti lasciati fuori commercio.</p>
<p>&lt;&lt;Ricordi della casa e del giornale&gt;&gt;, scrisse, &lt;&lt;che oggi, mi giunge notizia, non ci sono più: inghiottiti insieme dallo schianto e dal polverio, dal terreno e dall’incendio per bombe lanciate da aeroplano. “Il Giornale”, essenza della nostra giovinezza, quando il giornalismo era po­vero ed era giornalismo “eroico”, come ebbe a scri­vere Pier Luigi Ingrassia, nell’immediato dopo­guerra fu chiamato a dirigere a Palermo il quotidiano “L’Ora”, dopo essere stato redattore­sportivo al “Giornale di Sicilia”.</p>
<p>Ed in quella sede poverissima di via Ugo Bassi, dove oggi ha sede l’Istituto Tecnico Industriale &lt;&lt;Verona Trento&gt;&gt;, racconta La Rosa &lt;&lt;Una strana povertà la quale diventava a un certo momento caratteristica, etichetta, indispensabile qualità dell’ambiente che, diverso, avrebbe perduto quella certa malia&gt;&gt;, era poco più che una baracca, il sotterraneo di uno stabile non edificato, ventiquattr’ore su ventiquattro, redazione, amministrazione, reparto di spedizione, tipografia con linotypes e rotativa. La Rosa si accostò al giornale a 16 anni, per tenermi compagnia, per aiutarmi nello spoglio dei tagliandi di un concorso pronostici, il totocalcio di allora. Poi cominciammo a correggere le bozze, e spesso, più che il direttore Ivanoe Fossati, era il proto, giovanissimo ma ricco di grintosa professionalità, Pasqualino Morgante, a farci notare i refusi che ci erano sfuggiti.</p>
<p>Passammo presto ai servizi sportivi, ai servizi di cronaca benevolmente indirizzati da giornalisti che della Gaz­zetta avevano fatto una scuo­la, una palestra, da Edoardo Enrico Morabito, il primo in­viato speciale a cadere nel corso di un combattimento in Etiopia, a Giuseppe Longo che dalla &lt;&lt;Gazzetta&gt;&gt; venne chiamato in importanti quo­tidiani, dal &lt;&lt;Resto del Carli­no&gt;&gt; di Bologna, al &lt;&lt;Gazzetti­no&gt;&gt; di Venezia dei quali fu apprezzato direttore, a Gaeta­no Baldacci che, nel dopo­guerra, promosse e diresse a Milano &lt;&lt;Il Giorno&gt;&gt; a Gaspare Gresti approdato con la qua­lifica di redattore capo al &lt;&lt;Corriere della Sera&gt;&gt;, a Pie­tro Manno, che concluse la sua attività a Roma da vice direttore del &lt;&lt;Messaggero&gt;&gt; a Giacomo Maugeri, a Giovan­ni Valentino, a Nino Malatino, a Biagio Starvaggi, ai fra­telli Giovanni e Luigi Ma­sciari, Nitto Scaglione, Folgo­re Brogioni ed Angelo Caola e altri che guardavano a noi giovani con fiducia.</p>
<p>Mario La Rosa realizzò la pagina &lt;&lt;Pensiero dei Giova­ni&gt;&gt;, una pagina tutta dedica­ta ai nostri coetanei perché potessero esercitarsi, giorna­listicamente, senza remore, senza interferenze, senza censure, così come d’altra parte, vicini, Mario ed io, a Vittorio Mussolini, il figlio del Duce, potevamo libera­mente fare collaborando al periodico &lt;&lt;La Penna dei Ra­gazzi&gt;&gt;, nel 1933 che, subito dopo, venne a chiamarsi &lt;&lt;An­no XII&gt;&gt; a significazione del­l’era fascista in cui ci trova­vamo. Era direttore Vittorio Mussolini, e la redazione. nell’arco di tempo fra il 1931 e il 1937, si trovava proprio a Villa Torlonia, la residenza ufficiale del Duce. Vi sarebbe da  scrivere tutta una pagina su quegli incontri di giovani tra i quali qualcuno s’era messo in testa idee fantasiose coincidenti con il suo trasformismo politico del dopoguerra. Erano giovani, parecchi dei quali poi collaborarono alla &lt;&lt;Gazzetta&gt;&gt;, e tra essi Franco Fortini, il messinese Mario Spinella, compagno al Ginnasio Maurolico mio e di La Rosa, Bruno Zevi, Carlo Cassola, Paolo Alatri, Mario Alicata e Ruggero Zangrandi.</p>
<p>Anticonformismo, quindi, a Villa Torlonia, come sotto­linea Sergio Palumbo ma anticonformismo anche a &lt;&lt;La Gazzetta&gt;&gt; il quotidiano che pubblicava la pagina &lt;&lt;Pensiero dei Giovani&gt;&gt; coordinata da Mario La Rosa al cui int­uito giornalistico si deve l’inizio della lotta al latifondo siciliano, con un’inchiesta che fece allora sobbalzare il Duce che volle sapere chi fosse ­quel La Rosa suscitatore di gravosi problemi.</p>
<p>Un giorno il direttore Iva­noe Fossani, che fu grande Maestro di giornalismo, ci inf­ormò che l’indomani sareb­be venuto a visitare il giornale il ministro della Cultura Popolare Alfieri. Ci presentammo all’ appuntamento chi in camicia nera, chi senza; il gerarca entrò di scatto, salu­tò tutti romanamente e venne subito colpito da un poster caricaturale che copriva tut­ta una parete della redazione e che, La Rosa ed io, avevamo elaborato nottetempo e che coinvolgeva lo stesso mini­stro Alfieri e perfino il Duce. Quando lo vedemmo sbian­carsi in viso fu un attimo, un attimo soltanto, ci guardam­mo tremanti e Mario ebbe a sussurrarmi: Carmelino, così egli amava sempre chiamarmi, &lt;&lt;abbiamo fatto una bella frittata&gt;&gt;, ma il ministro sbot­tò in una risata, compiacendosi con quella che egli definì una gustosa goliardata. Lon­go, Manno e La Rosa si trasfe­rirono poi a Roma, La Rosa con le funzioni di redattore capo e di cronista parlamen­tare e quando l’Italia entrò in guerra, chiese a Fossani di fa­re l’inviato speciale su una nave. Silurata dal nemico l’u­nità navale, Mario La Rosa fi­nì in mare. Venne salvato a stento, curato in un letto del­l’ospedale militare dove gli fummo tutti affettuosamente vicini. Il 25 maggio 1943 la se­de della Gazzetta venne di­strutta dagli aerei alleati; quella notte, per la prima vol­ta, linotypisti, tipografi, com­positori e rotativisti che aspettavano di stampare il giornale, furono costretti ad abbandonare il loro posto di lavoro, e le macchine che in­neggiavano alla vita tacque­ro per sempre. L’incendio du­rò per tre giorni di seguito, simboleggiando l’ultima noti­zia, quella della morte del giornale data ai lettori sici­liani e calabresi.</p>
<p>Il fuoco estinse una scuola di giornalismo altamente qualificata, ma estinse anche un cenacolo di cultura e di li­bertà là, dove, nottetempo, quando era più intenso il la­voro per preparare il giorna­le che all’alba avrebbe rag­giunto i lettori di Messina e della dirimpettaia Calabria, per anni, in redazione, venivano a trovarci Vittorini, Quasimodo, Vann’Antò, Vittorio Lazzaro, i provveditori degli studi Luca Pignato e Angelo Cammarata e Salvatore Pugliatti.</p>
<p>Incontravamo soprattutto Longo, Gresti, Manno, i giornalisti già giornalisti, ma non ci estraniavamo dalle loro dispute e dai loro conversari. Si parlava in piena libertà, non v’erano né fascisti né antifascisti. Vi erano uomini di cultura, maestri insigni che dissertavano dei problemi politici e culturali senza imporsi, e senza imporre, alcuna censura. E quando ci si congedava, con dolce ironia Mario La Rosa scattava in posizione di attenti dicendo ad alta voce: &lt;&lt;Maestro quale onore&gt;&gt;.</p>
<p>Mimma Cucinotta, Domenica Puleio, Silvia Gambadoro</p>
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		<title>Uspi informa.Indagine Ue-Google: IA sbircia in articoli e non dà views: chi paga?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jan 2026 22:05:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoria/Giornalismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="675" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1859.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1859.webp 1200w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1859-300x169.webp 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1859-1024x576.webp 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1859-768x432.webp 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1859-1170x658.webp 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1859-585x329.webp 585w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>di Tania Sabatini “L’editoria vive una fase critica legata alle risorse. Nel mondo, tre OTT detengono oltre l’80% della raccolta pubblicitaria globale”. Antonio Marano, presidente di Confindustria Radio Televisioni, centra&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/01/01/uspi-informa-indagine-ue-google-ia-sbircia-in-articoli-e-non-da-views-chi-paga/">Uspi informa.Indagine Ue-Google: IA sbircia in articoli e non dà views: chi paga?</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><b>di Tania Sabatini</b></p>
<p>“L’editoria vive una <strong>fase critica</strong> legata alle risorse. Nel mondo, tre <strong>OTT </strong>detengono oltre l’<strong>80% della raccolta pubblicitaria</strong> globale”.</p>
<p>Antonio Marano, presidente di Confindustria Radio Televisioni, centra uno snodo fondamentale del settore editoriale e della sua economia. Ai microfoni di Radio24 parla della <strong><a href="https://notiziario.uspi.it/barachini-crisi-editoria-ma-non-giornalismo-servono-aiuti-e-fiducia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">crisi </a>del sistema</strong>, della difficoltà di editori e giornalisti di far rispettare il loro lavoro in un mondo regolato dagli Over-The-Top (OTT) e del problema di <strong>copyright </strong>sempre più pressante.</p>
<p>Tutte problematiche che affliggono la<strong> stampa digitale</strong> di tutti i Paesi del mondo, ma che vediamo da vicino le conseguenze anche qui in Italia. “L’erosione” infatti, come la chiama Marano, “è ormai inarrestabile” anche nel nostro Paese. “Entro due o tre anni rischiamo che oltre 600 milioni di euro si spostino ulteriormente verso le piattaforme. Questo significa una crisi conclamata non solo per gli editori, ma per il <strong>lavoro </strong>dei giornalisti, per la <strong>libertà di informazione</strong> e per il <strong>pluralismo</strong>”.</p>
<h4 class="wp-block-heading"><strong>Copyright: un diritto sfuggente </strong></h4>
<p>L’Europa e l’Italia hanno le loro <strong>leggi sul copyright</strong>, per farlo rispettare e per essere rispettato. Già dal 1886, con la <strong><a href="https://www.interlex.it/testi/convberna.htm" target="_blank" rel="noreferrer noopener">convenzione di Berna</a></strong>, si è instaurata l’importanza del copyright in Europa. La normativa stipulata a Berna è stata poi rivisitata e aggiornata in questo ultimo secolo e mezzo, fino ad arrivare alla sua ultima stesura del 1971. Un’attenzione tutta europea che poi ha visto la sua concretizzazione con molte <strong>norme </strong>e <strong><a href="https://digital-strategy.ec.europa.eu/it/policies/copyright-legislation" target="_blank" rel="noreferrer noopener">direttive </a></strong>volte anche all’aspetto digitale già a cavallo tra i due secoli.</p>
<p>In <strong>Italia</strong>, la prima normativa di riferimento che abbiamo è la <strong><a href="https://www.altalex.com/documents/codici-altalex/2014/06/26/legge-sul-diritto-d-autore" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Legge del 22 aprile 1941, n. 633</a></strong>, sulla protezione del diritto d’autore e di altri diritti connessi al suo esercizio. Una legge che poi si è evoluta, o meglio espansa anche ad altri ambiti ed esercizi anche grazie all’armonizzazione con le direttive Ue. Recentemente approvata la <strong><a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/ALL/?uri=celex:31993L0098" target="_blank" rel="noreferrer noopener">direttiva CEE n.2019/790/UE</a></strong>, che riguarda i diritti d’autore nel mercato unico digitale.</p>
<p>La nuova <strong><a href="https://notiziario.uspi.it/google-sotto-indagine-ue-danni-a-piccoli-editori-su-search/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">indagine </a></strong>che l’Ue ha avviato nei confronti di <strong>Google </strong>sul suo motore di ricerca va ad incastrarsi esattamente nella terra di mezzo tra l’editoria, l’economia di un settore fondamentale alla democrazia e al copyright, con annessa problematica dell’equo compenso.</p>
<h4 class="wp-block-heading"><strong>L’indagine Ue vs la policy di Google Search</strong></h4>
<p>Il sospetto di una <strong>recessione dei piccoli editori </strong>e delle loro news nell’<strong><a href="https://notiziario.uspi.it/lia-cambia-il-mondo-della-visibilita-digitale-dalla-seo-alla-geo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">algoritmo </a></strong>di Google andrebbe a toccare il <strong><a href="https://notiziario.uspi.it/meta-agcom-a-gedi-spetta-equo-compenso/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">trattamento equo </a></strong>imposto dal Digital Markets Act (DMA).</p>
<p>Questa <strong>discriminazione dei contenuti </strong>è non solo un problema di algoritmi, ma anche dalle nuove modalità di <strong><a href="https://notiziario.uspi.it/ia-e-giornalismo-ce-spazio-per-i-piccoli-editori-nel-mondo-dellia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Intelligenza Artificiale </a></strong>(IA) applicate al Search di Google. L’<strong><a href="https://notiziario.uspi.it/google-ai-overviews-sta-cambiando-il-modo-di-fare-ricerca-online/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">AI Overviews</a></strong> e l’<strong>AI Mode</strong> di Google, infatti, riuscirebbero a leggere tra i video e gli articoli online e creare un riassunto fornito direttamente all’utente. Fenomeno che quindi fa <strong>perdere </strong>spesso e volentieri <strong>visualizzazioni </strong>ai siti d’informazione. Secondo una recente <strong><a href="https://www.avantgrade.com/intelligenza-artificiale/il-crollo-del-traffico-organico-la-rivoluzione-di-google-con-ai-overview" target="_blank" rel="noreferrer noopener">analisi </a></strong>di avantgrade.com, organizzazione di studio di IA e innovazione digitale strategica, hanno stimato delle<strong> perdite di traffico </strong>tra il<strong> 10% </strong>e il <strong>20%</strong> con alcune punte di <strong>40%</strong> in alcuni settori. Nonostante questo, sembra che gli errori che occasionalmente le IA ancora compiono, spingano gli utenti a cercare conferme su siti, che quindi oramai hanno la funzione di approfondimento. Visto che le <strong>fonti </strong>più citate dalle IA sembrano essere Wikipedia, YouTube e Reddit.</p>
<p>“Il problema del copyright riguarda il lavoro di ogni giornalista e di ogni editore” sottolinea ancora Antonio Marano. Una chiamata per le istituzioni dunque a regolare per garantire la giusta <strong>convivenza tra digitale, IA e mercato editoriale</strong>. Altrimenti, “quando un articolo viene utilizzato dall’IA per elaborare risposte nelle ricerche, di fatto quel contenuto viene ceduto, senza che vi sia un riconoscimento dei diritti autoriali, che rappresentano l’asset strategico del mestiere”.</p>
<p>Non può e non deve essere “accettabile che questa ricchezza [di editori, radio e tv] venga prelevata senza riconoscere alcun ritorno. Le <strong><a href="https://notiziario.uspi.it/australia-remunerazione-contenuti-gli-ott-paghino-anche-i-piccoli-editori/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Big Tech</a></strong> non seguono le stesse regole degli editori: non hanno sedi legali nel nostro Paese, non pagano giornalisti, non rispondono civilmente o penalmente su ciò che pubblicano. Questa è <strong>concorrenza sleale</strong>”.</p>
<p>&nbsp;</p>
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<div class="td-all-devices"><a href="https://notiziario.uspi.it/uspi-il-partner-strategico-per-leditoria-che-cambia/"><img decoding="async" class="td-animation-stack-type0-2" src="http://notiziario.uspi.it/wp-content/uploads/2025/01/9-motivi.jpg" /></a></div>
</div>
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		<title>Verità e informazione nell’era digitale: il convegno USPI a Palazzo Grazioli</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/12/10/verita-e-informazione-nellera-digitale-il-convegno-uspi-a-palazzo-grazioli/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=verita-e-informazione-nellera-digitale-il-convegno-uspi-a-palazzo-grazioli</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Gambadoro]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Dec 2025 17:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoria/Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Convegno Uspi]]></category>
		<category><![CDATA[Diritto]]></category>
		<category><![CDATA[editoria]]></category>
		<category><![CDATA[Etica]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Palazzo Grazioli]]></category>
		<category><![CDATA[Verità e Informazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1075" height="733" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1577.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1577.jpeg 1075w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1577-300x205.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1577-1024x698.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1577-768x524.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1577-585x399.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1075px) 100vw, 1075px" /></p>
<p>Una riflessione sul ruolo del giornalismo contemporaneo tra etica, diritto e trasformazioni tecnologiche  Roma, 10 dicembre 2025 – Si è  concluso presso la sede dell’Associazione Stampa Estera, a Palazzo Grazioli,&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="0" data-end="556"><strong><em>Una riflessione sul ruolo del giornalismo contemporaneo tra etica, diritto e trasformazioni tecnologiche </em></strong></p>
<p data-start="0" data-end="556"><strong data-start="0" data-end="28">Roma, 10 dicembre 2025 –</strong> Si è  concluso presso la sede dell’Associazione Stampa Estera, a Palazzo Grazioli, il convegno <em data-start="130" data-end="176">“Informazione e Verità. Storia e Futuribili”</em>, promosso dall<strong>’Unione Stampa Periodica Italiana (USPI)</strong> nell’ambito del Consiglio nazionale dell’organizzazione. Una mattinata intensa, partecipata e ricca di spunti, che ha riunito giornalisti, docenti universitari, rappresentanti istituzionali e protagonisti del mondo dell’informazione per riflettere sul presente del settore e sulle sfide che attendono l’ecosistema mediatico.</p>
<p data-start="558" data-end="1066">L’incontro, aperto alle ore 9:30, ha rappresentato un momento di confronto particolarmente atteso in un periodo storico in cui la comunicazione vive trasformazioni radicali, accelerata dall’avvento dell’intelligenza artificiale, dalla produzione massiva di contenuti online e dal mutamento delle abitudini di consumo dell’informazione. Al centro del dibattito – non a caso – due parole chiave: <em data-start="952" data-end="966">informazione</em> e <em data-start="969" data-end="977">verità</em>, un binomio che oggi richiede una nuova responsabilità professionale, etica e culturale.</p>
<p data-start="558" data-end="1066"><img decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-114466" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1532-300x285.jpeg" alt="" width="300" height="285" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1532-300x285.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1532-1024x974.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1532-768x730.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1532-1536x1460.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1532-2048x1947.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1532-1920x1825.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1532-1170x1112.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1532-585x556.jpeg 585w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p data-start="1129" data-end="1470">A inaugurare i lavori sono stati i saluti istituzionali del Presidente USPI <strong data-start="1205" data-end="1224">Antonio Delfino</strong>,  che ha richiamato l’attenzione sulla necessità di recuperare un giornalismo etico capace di resistere alla rapidità del flusso digitale. &#8220;La velocità con cui oggi le notizie vengono prodotte, supera spesso la capacità di verifica, e questo espone il pubblico al rischio di manipolazioni, sensazionalismi e contenuti che mettono in crisi la credibilità delle fonti. La vera informazione- ha ricordato- non è quella che urla più forte, ma quella che fa ordine, seleziona e controlla&#8221;.</p>
<p data-start="1472" data-end="1783">Ha portato un importante intervento istituzionale il Consigliere <strong data-start="1537" data-end="1557">Luigi Fiorentino</strong>, Capo del Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri, tracciando un quadro delle politiche in atto e soffermandosi sul valore della credibilità nel rapporto tra cittadini e media.</p>
<p data-start="1848" data-end="2426"><img decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-114458" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1559-300x225.jpeg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1559-300x225.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1559-1024x768.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1559-768x576.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1559-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1559-2048x1536.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1559-1920x1440.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1559-1170x878.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1559-585x439.jpeg 585w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><br />
Successivamente hanno preso la parola  il giornalista e comunicatore <strong data-start="1923" data-end="1944">Andrea Bulgarelli</strong>, il docente universitario <strong data-start="1971" data-end="1994">Giuseppe Corasaniti</strong>, il Presidente FIGEC CISAL <strong data-start="2022" data-end="2042">Lorenzo Del Boca</strong>, il giornalista e docente <strong data-start="2069" data-end="2092">Giampiero Gramaglia</strong>, il giornalista e docente <strong data-start="2109" data-end="2128">Ottavio Mancuso</strong>, il Segretario Generale FIGEC CISAL <strong data-start="2165" data-end="2181">Carlo Parisi</strong>, il giornalista e consigliere ODG <strong data-start="2216" data-end="2243">Pierluigi Roesler Franz</strong> e il docente universitario <strong data-start="2271" data-end="2294">Gianluca Scarchillo</strong>.. A moderare gli interventi  il giornalista  <strong data-start="3280" data-end="3297">Michele Lembo.<img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-114435 " src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-02-alle-16.12.10.webp" alt="" width="560" height="799" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-02-alle-16.12.10.webp 1241w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-02-alle-16.12.10-210x300.webp 210w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-02-alle-16.12.10-718x1024.webp 718w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-02-alle-16.12.10-768x1096.webp 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-02-alle-16.12.10-1076x1536.webp 1076w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-02-alle-16.12.10-1170x1670.webp 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-2025-12-02-alle-16.12.10-585x835.webp 585w" sizes="(max-width: 560px) 100vw, 560px" /></strong></p>
<p data-start="2428" data-end="2876">Le riflessioni hanno toccato temi cruciali: l’impatto  dell&#8217;intelligenza artificiale sui processi redazionali, il rischio della disinformazione virale, la necessità di preservare la qualità e la verifica delle fonti, insieme alle nuove questioni giuridiche che l’uso dell’intelligenza artificiale solleva in termini di responsabilità editoriale, tutela dei diritti e gestione del rischio legale nella diffusione di contenuti non verificati.</p>
<p data-start="163" data-end="474">Un punto condiviso da tutti gli ospiti: il futuro dell’informazione dipenderà dalla capacità del settore di adattarsi senza rinunciare ai principi fondanti del giornalismo, mantenendo salda l’etica del fare informazione come impegno a verificare, contestualizzare e non piegare la verità al sensazionalismo.</p>
<p data-start="2428" data-end="2876">A concludere i lavori è stato il Segretario Generale USPI <strong data-start="332" data-end="360">Francesco Saverio Vetere</strong>, che ha riportato <img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-114460 size-medium aligncenter" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1575-300x265.jpeg" alt="" width="300" height="265" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1575-300x265.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1575-1024x904.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1575-768x678.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1575-1170x1033.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1575-585x517.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1575.jpeg 1179w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />l’attenzione sulle radici culturali del concetto di verità, ricordando come già il filosofo francese Michel Foucault , morto nell&#8217;84, affermava che non esiste una verità assoluta, ma regimi di verità,  sistemi entro cui la verità prende forma, viene percepita, accettata.  Ed è proprio muovendosi da qui che <strong>Francesco Saverio Vetere </strong>ha sviluppato il suo intervento. Ha spiegato come oggi siamo immersi in una condizione completamente nuova: «Succede che noi, per la prima volta nella storia, riceviamo informazioni da mezzi che appartengono a regimi di verità diversi. Prima ciò che non si poteva scrivere su un giornale portava in tribunale, oggi sui social si può scrivere praticamente tutto: non conta più il principio, conta l’engagement». Una cornice che apre interrogativi profondi su dove stia andando il giornalismo, in un tempo in cui velocità, pluralità e algoritmo spesso confliggono con il bisogno di verifica, di profondità e di responsabilità.</p>
<p data-start="1472" data-end="1783">@riproduzione riservata</p>
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		<title>TG RAI e propaganda anti-russa: dalla pala alla Vespa 50</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Massimo Reina]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Nov 2025 19:19:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1536" height="1024" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/9832c5bf-e981-4db5-9752-2980a0751f0c.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/9832c5bf-e981-4db5-9752-2980a0751f0c.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/9832c5bf-e981-4db5-9752-2980a0751f0c-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/9832c5bf-e981-4db5-9752-2980a0751f0c-1024x683.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/9832c5bf-e981-4db5-9752-2980a0751f0c-768x512.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/9832c5bf-e981-4db5-9752-2980a0751f0c-1170x780.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/9832c5bf-e981-4db5-9752-2980a0751f0c-585x390.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/9832c5bf-e981-4db5-9752-2980a0751f0c-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 1536px) 100vw, 1536px" /></p>
<p>Manuale di propaganda per corrispondenti distratti&#8230; C’è un filo rosso – anzi, rossiccio – che lega le perle giornalistiche degli ultimi due anni: il bisogno compulsivo della nostra informazione pubblica&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/11/22/tg-rai-e-propaganda-anti-russa-dalla-pala-alla-vespa-50/">TG RAI e propaganda anti-russa: dalla pala alla Vespa 50</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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<p>C’è un filo rosso – anzi, rossiccio – che lega le perle giornalistiche degli ultimi due anni: il bisogno compulsivo della nostra informazione pubblica (che ricordiamo: “pubblica” nel senso che la paghiamo noi, non nel senso che serve noi) di trasformare il conflitto ucraino in una fiction in cui i buoni brillano, i cattivi puzzano, e la realtà serve solo come soprammobile.</p>
<p>Arriva così l’ultima opera lirica del Tg1: i russi che avanzano nel Donbass a bordo di <strong>motorini, mini scooter, monopattini</strong>. Quanto manca ai pattini a rotelle? Ai tricicli? Ai kart di “Super Mario”? Evidentemente poco.</p>
<h3><strong>L’arte di raccontare frottole con aria serissima</strong></h3>
<p>La narrazione è quella da oratorio scolastico di fine anno: <em>“I russi sono disperati, poveri, primitivi, arretrati: quindi usano le pale, dormono nelle buche, attaccano in motorino”.</em></p>
<p>Prima erano gli zaini pieni di pale perché “non hanno armi”. Poi i carri armati “arrugginiti”. Adesso lo scooterino per sfuggire ai droni, come se il conflitto più sorvegliato della storia fosse una puntata di Paperissima Sprint.</p>
<p>E, come sempre, l’annunciatrice del Tg1 recita la notizia con una compostezza che ricorda le telecronache dell’Istituto Luce: naso dritto, tono drammatico, e soprattutto quella fermezza tipica di chi non ha la minima intenzione di verificare nulla.</p>
<p>Che poi il problema non è nemmeno la fantasia – quella va anche bene – ma l’<strong>analfabetismo militare</strong>. Raccontare che un esercito meccanizzato del XXI secolo “sfonda il fronte” in scooter è come dire che il Napoli ha vinto lo scudetto grazie ai pullman turistici.</p>
<h3><strong>E se fosse vero? Peggio ancora</strong></h3>
<p>Perché poi viene da chiederselo: <strong>e se fosse vero?</strong><br />
Se davvero i russi stessero conquistando villaggi, posizioni, alture e linee fortificate a colpi di Vespa 50, allora: <strong>che razza di esercito è quello ucraino</strong>? Che razza di difese ha il fronte NATO-compatibile più sostenuto della storia? E soprattutto: che razza di strategia hanno gli angeli custodi di Kiev, così pronti a inviare armi sofisticate ma incapaci di fermare motorini e monopattini?</p>
<p>Non si può avere la botte piena e <strong>Zelensky ubriaco</strong>: o l’Ucraina è un formidabile baluardo della democrazia occidentale, oppure è una tenda canadese che si sgonfia alla prima folata di vento di uno Zip Piaggio.</p>
<h3><strong>Dalla propaganda alla pantomima</strong></h3>
<p>Il punto è che questa roba non è informazione.<br />
È <strong>propaganda di terz’ordine</strong>, roba che Goebbels avrebbe respinto perché troppo grossolana. Non c’è nemmeno l’eleganza della menzogna costruita bene: qui siamo al livello: <em>“I russi sono primitivi e noi siamo intelligenti. Fine del telegiornale.”</em> E noi paghiamo. Paghiamo per vedere servizi che manco “Lercio” avrebbe il coraggio di firmare.</p>
<p>La RAI – quella che dovrebbe essere pluralista, accurata, documentata – è diventata il supersalone delle veline geopolitiche.<br />
Cambiano i governi, cambiano i direttori, cambia la carta intestata, ma la regola è la stessa: <strong>la realtà non conta, conta la narrazione</strong>.</p>
<p>E nella<strong> narrazione-Peppa Pig</strong> del Tg1: i russi perdono anche quando avanzano; gli ucraini vincono anche quando arretrano; le armi occidentali sono decisive anche quando non decidono nulla e ogni sconfitta ucraina è un “ripiegamento tattico”. Tattico quanto l’esodo in motorino raccontato dal Tg1.</p>
<h3><strong>La RAI come ministero della Verità a orologeria</strong></h3>
<p>Nel frattempo, il Codice dell’Ordine dei giornalisti – quello che impone “verifica delle fonti”, “riscontro dei fatti”, “evitare la manipolazione” – evapora come la nebbia del Donbass evocata nei servizi. Se fosse applicato alla RAI, metà redazione sarebbe in ferie forzate da due anni.</p>
<p>Così eccoci qui: in pieno 2025, con un conflitto che rischia l’escalation nucleare, noi ci ritroviamo il Tg1 che racconta la guerra come un episodio dei <em>Me Contro Te</em> versione Donbass. <strong>Un servizio pubblico che non informa</strong>, non spiega, non analizza: deride.<br />
Deride l’avversario, deride i fatti, deride l’intelligenza degli spettatori.</p>
<p>E soprattutto deride se stesso, perché quando arrivi a raccontare che la Russia – una delle potenze belliche più grandi del pianeta – attacca con il motorino, allora non stai facendo informazione. Stai facendo <strong>cabaret</strong>, senza nemmeno lo spirito.</p>
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		<title>Pescasseroli 2025. Greenaccord celebra 20 anni di informazione cattolica per la custodia del Creato</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/11/18/pescasseroli-2025-greenaccord-celebra-20-anni-di-informazione-cattolica-per-la-custodia-del-creato/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=pescasseroli-2025-greenaccord-celebra-20-anni-di-informazione-cattolica-per-la-custodia-del-creato</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Maccaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Nov 2025 17:38:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Creato]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Greenaccord]]></category>
		<category><![CDATA[Pescasseroli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1600" height="980" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Foto3_Lafreccia.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Foto3_Lafreccia.jpeg 1600w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Foto3_Lafreccia-300x184.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Foto3_Lafreccia-1024x627.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Foto3_Lafreccia-768x470.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Foto3_Lafreccia-1536x941.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Foto3_Lafreccia-1170x717.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Foto3_Lafreccia-585x358.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p>Tre giorni di dialogo tra giornalismo, sport e istituzioni  per una narrazione più etica e consapevole. &#160; PESCASSEROLI (AQ) – Nella suggestiva cornice del cinema di Pescasseroli, intitolato allo sceneggiatore, regista&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/11/18/pescasseroli-2025-greenaccord-celebra-20-anni-di-informazione-cattolica-per-la-custodia-del-creato/">Pescasseroli 2025. Greenaccord celebra 20 anni di informazione cattolica per la custodia del Creato</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;"><em><strong>Tre giorni di dialogo tra giornalismo, sport e istituzioni  per una narrazione più etica e consapevole.</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="font-weight: 400;">PESCASSEROLI (AQ) – Nella <strong>suggestiva cornice del cinema</strong> di Pescasseroli, intitolato allo sceneggiatore, regista e produttore cinematografico italiano tra più apprezzati, Ettore Scola, protagonista della grande stagione della <a href="https://www.treccani.it/enciclopedia/commedia-all-italiana_(Enciclopedia-del-Cinema)/" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.treccani.it/enciclopedia/commedia-all-italiana_(Enciclopedia-del-Cinema)/&amp;source=gmail&amp;ust=1763573542744000&amp;usg=AOvVaw0bZnMWGfN5b-MEwgOY0AGX">commedia all&#8217;italiana</a>, <strong>si è svolta la XX edizione del Forum dell’Informazione cattolica per la custodia del Creato</strong>, dal titolo “Lo sport sostenibile, inclusivo e rispettoso di tutti. Informazione e comunicazione responsabile”.<strong> Una tre giorni organizzata da Greenaccord,</strong><strong> </strong>Associazione Culturale di ispirazione cristiana e senza fini di lucro, nata per stimolare l’impegno di tutti gli uomini e le donne di qualsiasi credo e confessione religiosa, sul tema della salvaguardia della natura.<img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-112887 size-full" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Locandina-evento-Greenaccord-Pescasseroli-1.jpg" alt="" width="591" height="850" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Locandina-evento-Greenaccord-Pescasseroli-1.jpg 591w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Locandina-evento-Greenaccord-Pescasseroli-1-209x300.jpg 209w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Locandina-evento-Greenaccord-Pescasseroli-1-585x841.jpg 585w" sizes="(max-width: 591px) 100vw, 591px" /></p>
<p style="font-weight: 400;">«Il tema del nostro Forum nasce dalla consapevolezza che lo sport rappresenta un laboratorio autorevole ed efficace per educare e sensibilizzare sui temi della sostenibilità ambientale, dell’inclusione e della parità di genere», così ha esordito il Presidente di Greenaccord, Alfonso Cauteruccio. «Lo sport deve essere per tutti &#8211; e per questo bisogna promuoverlo in tutte le nostre realtà, anche in quelle più piccole. Chi è costretto su una sedia a rotelle, o ha problemi motori, ha diritto a vivere quell&#8217;entusiasmo e competitività che solo lo sport può donare».</p>
<p style="font-weight: 400;">A partire dalla Carta deontologica di Pescasseroli, la quale contiene le linee guida sulla “consapevolezza ambientale nella professione giornalistica”, approvata dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti su proposta degli Ordini regionali di Abruzzo, Lazio e Molise, e firmata il 12 dicembre 2023, in occasione dell’evento di chiusura del centenario della fondazione del “Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise” e del “Premio Polidoro”, si sono analizzate le opportunità e gli spazi che consentono il racconto dello sport in ogni forma e modalità. Il programma, trasmesso in diretta streaming da Radio Parco TV , ha previsto tre sessioni di lavoro in due giorni.</p>
<p style="font-weight: 400;">Dopo il Presidente Cauteruccio i saluti del Sindaco di Pescasseroli, Giuseppe Sipari, della Presidente dell’OdG Abruzzo, Marina Marinucci.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>La prima sessione,</strong> <strong>La sostenibilità </strong><strong>che accompagna e contraddistingue lo sport</strong>, con un focus sull’organizzazione dei Giochi di Milano Cortina 2026, è stata moderata da Walter Nerone, Consigliere Nazionale Ussi Abruzzo. Hanno relazionato: Greta Barbone Human Rights Manager presso Fondazione Milano Cortina 2026, <em>I Giochi Invernali Milano Cortina 2026; </em>Giampiero Pastore, Dirigente Istituto di Medicina e Scienza dello Sport, CONI <em>Le direttive del CIO e l’impegno del Coni per la sostenibilità</em>; Gaetano Rizzo, Presidente Ussi Sicilia e Presidente Ucsi Sicilia<em>, Il giornalismo a servizio della sostenibilità nello sport</em>; Rossana Ciuffetti, Direttore Scuola dello Sport, Sport e Salute SpA, <em>Educare gli sportivi e il mondo sportivo alla sostenibilità</em>; Giuseppina Dini, Responsabile Sostenibilità f.f. nell’ambito della Direzione Scuola e Sostenibilità presso Sport e salute SpA; Luciano Sammarone, Direttore Parco Nazionale Abruzzo-Lazio -Molise, <em>Sport e aree protette</em>.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>La seconda sessione,</strong> <strong>Lo sport promotore di uguaglianza e inclusione</strong>, è stata moderata da Mario Frongia, Consigliere Nazionale USSI Sardegna, ed è stata aperta dal giornalista Domenico Ranieri, <em>Le linee guida del CIO sulla rappresentazione dello sport. </em>A seguire gli interventi di Enza Beltrone, Responsabile progetti e iniziative USSI, <em>Le donne al centro dello sport; </em>Luca Tarquini, Presidente CSI L’Aquila, <em>Lo sport è per tutti</em>; Mario Morcellini, già Prorettore Sapienza Università di Roma, <em>Il linguaggio che include e rappresenta; </em>Sandro Fioravanti,<em> </em>Telecronista sportivo,<em> Riformulare la narrazione; </em>Santo Marcianò, Arcivescovo di Frosinone-Veroli-Ferentino, <em>Sport e spiritualità; </em>Walter Nerone, Consigliere Nazione Ussi Abruzzo, sportivo, <em>Lo sport che rigenera e crea relazioni</em>; Guido Lo Giudice, SG Ussi e capo ufficio stampa FitArco, e Chiara Rebagliati, Atleta Fiamme Oro nella nazionale FitArco, <em>Lo sport nella natura.</em></p>
<p style="font-weight: 400;">Molto Santo Marcianò, ha evidenziato tre binomi all’interno del binomio <em>Sport e Spiritualità</em>: il primo, sport-bellezza, il secondo sport-corpo-spiritualità e l’ultimo corpo-responsabilità.</p>
<p style="font-weight: 400;">«Il cuore del binomio sport e spiritualità – ha spiegato &#8211; è l’amore, come via per custodire la bellezza del corpo, per custodire la bellezza dell’umano e così si custodisce la bellezza del Creato e si ringrazia il Creatore».</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>L’ultima sessione, </strong><strong>La narrazione sportiva strumento di sensibilizzazione ambientale</strong>, moderata da Andrea Mori, Consigliere ODG Abruzzo, ha visto in successione i seguenti interventi: Davide Demichelis, giornalista, TV reporter, documentarista, <em>Lo sport come mezzo per vivere la natura;  </em>Cosimo Martenucci, giornalista, Consigliere Nazionale Ussi Basilicata, <em>In “giro” a raccontare territori; </em>Alessandra Ferraro, giornalista, direttrice Isoradio, <em>Il viaggio che si prende cura del territorio; </em>Stefano Pallotta, Consigliere Nazionale ODG, <em>La proattività: promuovere i temi ambientali; </em>in collegamento web, Simona Rolandi, giornalista La Domenica Sportiva Rai, <em>Il giornalismo a servizio della sostenibilità nello sport; </em>Benedetta Rinaldi, giornalista, conduttrice di Elisir, <em>La salute che incrocia lo sport e la natura; </em>Giuseppe Romano,<em> </em>Allenatore internazionale di Karate, <em>Allenare atlete e atleti in contesti mondiali diversi.</em></p>
<p style="font-weight: 400;">La partecipazione al Forum ha offerto ai giornalisti la possibilità di conseguire in totale <strong>14 crediti formativi</strong> iscrivendosi alla piattaforma tra i corsi proposti dall’Ordine dei Giornalisti d’Abruzzo.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Domenica mattina il ritrovo dei partecipanti per </strong>la visita guidata, al Centro Visite del Parco Nazionale-Centro  Storico di Pescasseroli. La celebrazione della Santa Messa, presieduta dal Vescovo della Diocesi di Avezzano, Sua Eccellenza Mons. Giovanni Massaro, ha concluso l’evento.</p>
<p style="font-weight: 400;">Nella sua omelia, Monsignor Massaro ha sottolineato l&#8217;aspetto inclusivo dello sport. «Per noi è una grande gioia poter ospitare questo Forum, dopo l&#8217;esperienza del Festival del Creato, celebrato circa due mesi fa, per gli 800 anni del Cantico delle Creature, questo nuovo appuntamento rappresenta un ulteriore passo nel cammino comune di riflessione e di impegno per la cura della casa comune. Il tema scelto ci invita a guardare allo sport come a una palestra di fraternità e di rispetto, dove la competizione lascia spazio alla solidarietà e dove la comunicazione diventa strumento di costruzione, non di divisione».</p>
<p style="font-weight: 400;">Dal 2003 Greenaccord opera sia in campo nazionale che internazionale per la formazione dei giornalisti su temi di interesse ambientale e sociale.</p>
<p style="font-weight: 400;">Anche quest’anno nuove emozioni, altri importanti momenti di condivisioni e di esperienze.</p>
<p style="font-weight: 400;">Un evento molto arricchente con la presenza significativa di tanti partenariati, patrocini e media partener. Sono molti, infatti, gli enti e le istituzioni che ogni anno sostengono Greenaccord, e condividono la missione di una comunicazione etica, sostenibile e orientata al bene comune, per un giornalismo che sappia raccontare.</p>
<p style="font-weight: 400;">Le parole giuste possono cambiare lo sguardo, educare al rispetto e proteggere la casa comune.</p>
<p style="font-weight: 400;">Come spiegava papa Francesco nella sua seconda e più nota Enciclica, “Laudato si’”, «Sulla base di tre relazioni fondamentali strettamente connesse: la relazione con Dio, quella con il prossimo e quella con la terra, ci impegniamo a metterci in cammino “sulla rotta, che ha bisogno di cambiare”. Abbracciamo il nostro giusto posto “nell’ordine e nel dinamismo” che il nostro Creatore ha stabilito e ci imbarchiamo urgentemente in nuovi modi di vivere con creatività ed entusiasmo. L’umanità ha ancora la capacità di collaborare per costruire la nostra casa comune, l’essere umano è ancora capace di intervenire positivamente, non tutto è perduto, perché gli esseri umani, capaci di degradarsi fino all’estremo, possono anche superarsi, ritornare a scegliere il bene e rigenerarsi».</p>
<p style="font-weight: 400;">
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/11/18/pescasseroli-2025-greenaccord-celebra-20-anni-di-informazione-cattolica-per-la-custodia-del-creato/">Pescasseroli 2025. Greenaccord celebra 20 anni di informazione cattolica per la custodia del Creato</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Approvato il nuovo testo dell’art. 30 del CCNL USPI-FIGEC CISAL</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/11/08/approvato-il-nuovo-testo-dellart-30-del-ccnl-uspi-figec-cisal/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=approvato-il-nuovo-testo-dellart-30-del-ccnl-uspi-figec-cisal</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Nov 2025 08:20:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoria/Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[comunicatori]]></category>
		<category><![CDATA[Contratto nazionale lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[editoria]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[giornalisti]]></category>
		<category><![CDATA[Uspi]]></category>
		<category><![CDATA[USPI-FIGEC CISAL]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1424" height="798" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot-2025-11-08-alle-09.10.01.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot-2025-11-08-alle-09.10.01.png 1424w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot-2025-11-08-alle-09.10.01-300x168.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot-2025-11-08-alle-09.10.01-1024x574.png 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot-2025-11-08-alle-09.10.01-768x430.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot-2025-11-08-alle-09.10.01-1170x656.png 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot-2025-11-08-alle-09.10.01-585x328.png 585w" sizes="(max-width: 1424px) 100vw, 1424px" /></p>
<p>È stato appena approvato dalla Giunta Esecutiva dell’Unione Stampa Periodica Italiana (USPI) e dalla FIGEC – Federazione Italiana Giornalisti Editori e Comunicatori – il nuovo testo dell’Articolo 30 del CCNL USPI-FIGEC CISAL. che introduce il contributo di&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/11/08/approvato-il-nuovo-testo-dellart-30-del-ccnl-uspi-figec-cisal/">Approvato il nuovo testo dell’art. 30 del CCNL USPI-FIGEC CISAL</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>È stato appena approvato dalla Giunta Esecutiva dell’<a href="https://www.uspi.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Unione Stampa Periodica Italiana (USPI)</a> e dalla <a href="https://www.figec.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">FIGEC – Federazione Italiana Giornalisti Editori e Comunicatori – </a>il nuovo testo dell’Articolo 30 del<a href="https://www.uspi.it/contratti-di-lavoro/uspi-cisal/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> CCNL USPI-FIGEC CISAL</a>. </em>che introduce il contributo di assistenza contrattuale a carico dei datori di lavoro del settore editoriale e della comunicazione, a sostegno della gestione e dell’applicazione del contratto collettivo a partire dal 1° gennaio 2025.</strong></p>
<article class="text-token-text-primary w-full focus:outline-none [--shadow-height:45px] has-data-writing-block:pointer-events-none has-data-writing-block:-mt-(--shadow-height) has-data-writing-block:pt-(--shadow-height) [&amp;:has([data-writing-block])&gt;*]:pointer-events-auto [content-visibility:auto] supports-[content-visibility:auto]:[contain-intrinsic-size:auto_100lvh] scroll-mt-[calc(var(--header-height)+min(200px,max(70px,20svh)))]" dir="auto" tabindex="-1" data-turn-id="request-WEB:a34b43f9-5e51-44cd-9466-582cbf5d6e7d-4" data-testid="conversation-turn-10" data-scroll-anchor="true" data-turn="assistant">
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</article>
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<p>Ecco la nuova formulazione:</p>
<p><strong>“<em>Art. 30 CONTRIBUTO DI ASSISTENZA CONTRATTUALE</em></strong></p>
<p><em>Le Parti hanno determinato a carico dei datori di lavoro che applicano il presente Contratto, una quota obbligatoria a copertura dei costi connessi alla costituzione e alla gestione, promozione, del presente sistema contrattuale, nonché all’assistenza sull’applicazione del presente Contratto. Per i datori di lavoro che editino o producano testate o prodotti di informazione e comunicazione su qualunque mezzo, tale Contributo d’Assistenza Contrattuale è pari a una quota annua dell’2% dell’imponibile lordo con un minimo di 200 euro l’anno per ogni singolo rapporto lavorativo. Per le imprese associate USPI il contributo sarà dell’1% con un minimo di 150 euro.</em></p>
<p><em>La quota dovrà essere versata direttamente all’Ente bilaterale USPI-FIGEC, non appena costituito. Nelle more i versamenti saranno effettuati ad USPI che provvederà alle spese del sistema contrattuale.</em></p>
<p><em>In ogni attività di gestione del Contratto USPI-FIGEC CISAL è obbligatoria la presenza di un rappresentante delle Associazioni firmatarie. Per “attività di gestione del Contratto” (e spese connesse) si intendono le spese vive sostenute e la quantificazione forfettizzata delle ore di lavoro impiegate.</em></p>
<p><em>Nota a verbale: la decorrenza dell’articolo è dal 1° gennaio 2025. Per l’anno 2025 il versamento è previsto in unica soluzione entro la fine dell’anno e relativo ai rapporti lavorativi dell’anno precedente</em>.<br />
<em>Per gli anni successivi la quota sarà versata di norma con cadenza mensile”</em>.</p>
<p>La norma era stata sospesa ai fini di una applicazione per quanto possibile scevra da <strong>ogni eventuale dubbio interpretativo</strong>.</p>
<p>Ricordiamo che l’art. 30 è un istituto contrattuale, pertanto è importante <strong>inserire nei programmi di gestione aziendale la voce relativa alle quote mensili per questa voce</strong>.</p>
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<div class="td-all-devices"><a href="https://notiziario.uspi.it/9-buoni-motivi-per-associarsi-a-uspi-2/"><img decoding="async" class="td-animation-stack-type0-2" src="http://notiziario.uspi.it/wp-content/uploads/2025/01/9-motivi.jpg" /></a></div>
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		<title>USPI informa. Report AGCOM: importante l’equilibrio tra editoria e piattaforme</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/08/06/uspi-informa-report-agcom-importante-lequilibrio-tra-editoria-e-piattaforme/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=uspi-informa-report-agcom-importante-lequilibrio-tra-editoria-e-piattaforme</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Aug 2025 20:11:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoria/Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[editoria]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[IA]]></category>
		<category><![CDATA[mercati pubblicitari]]></category>
		<category><![CDATA[report AGCOM]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Stampa Periodica Italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Uspi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="531" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/Aggiungi-un-titolo.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/Aggiungi-un-titolo.png 531w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/Aggiungi-un-titolo-300x249.png 300w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" /></p>
<p>Crescono TV e piattaforme online, ma l’editoria tradizionale è in crisi profonda. Ricavi pubblicitari sempre più assorbiti dai colossi digitali. &#160; Pubblicato il report annuale dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM)&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/08/06/uspi-informa-report-agcom-importante-lequilibrio-tra-editoria-e-piattaforme/">USPI informa. Report AGCOM: importante l’equilibrio tra editoria e piattaforme</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Crescono TV e piattaforme online, ma l’editoria tradizionale è in crisi profonda. Ricavi pubblicitari sempre più assorbiti dai colossi digitali.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Pubblicato il <strong><a href="https://www.agcom.it/sites/default/files/documenti/relazione_annuale/RELAZIONE%20ANNUALE%202025_0.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">report annuale</a></strong> dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) sull’attività svolta e sui programmi di lavoro per il nuovo anno. Nella relazione si analizzano le performance dei settori media, tra cui TV, radio e stampa italiana, i mercati delle comunicazioni elettroniche, i servizi internet e piattaforme online, i servizi postali e infine lo status organizzativo e i programmi di lavoro del Garante.</p>
<p>In relazione al report AGCOM, la segretaria dell’Ordine dei giornalisti (OdG), Paola Spadari, ha sottolineato “l’<strong>importanza di sostenere </strong>l’<strong><a href="https://www.odg.it/agcom-la-relazione-evidenzia-limportanza-dellinformazione-professionale-e-dei-giornalisti/62490" target="_blank" rel="noreferrer noopener">informazione professionale</a></strong> a fronte della enorme quantità fruibile tramite il web”. Inoltre, riconosce il lavoro dell’Autorità che nel 2024 ha posto grande attenzione nel “riequilibrare lo strapotere delle grandi piattaforme digitali”. Il problema principale riscontrato dall’AGCOM è infatti il deficit di ricavi pubblicitari, assorbiti da grandi piattaforme nel campo dell’editoria nazionale.</p>
<p>È fondamentale “riconoscere la <strong>giusta retribuzione</strong> al comparto editoriale e il ruolo dei giornalisti. Un ruolo che deve, con urgenza, riposizionarsi rispetto ai nuovi scenari e ai nuovi trend di mercato, ma che al tempo stesso deve rimanere saldo nei suoi fondamentali”. Questo l’obiettivo per il prossimo anno.</p>
<h4 class="wp-block-heading"><strong>Divario tra rete e media tradizionali </strong></h4>
<p>Crescita moderata per l’economia globale, secondo le analisi AGCOM dei <strong>mercati dei media</strong>, ma le tensioni geopolitiche hanno generato un’instabilità tale da pesare su cittadini e imprese. Queste le premesse del report sugli scenari dei mercati italiani, che nonostante la loro generalizzata debolezza, mostrano segnali di ripresa.</p>
<p>Complessivamente, infatti, sono <strong>aumentati i ricavi</strong> del <strong>+3,2%</strong>, grazie soprattutto ai ricavi delle vendite a pagamento di offerte televisive e di piattaforme online. Buono anche il rialzo delle <strong>inserzioni pubblicitarie</strong> del 2024 che si chiudono con un positivo <strong>+2,6%</strong>.</p>
<p>Un andamento positivo di certo non dettato dai quotidiani e dalla <strong>stampa</strong>, che invece ristagna in dati negativi che non vedono margine di miglioramento. La “<strong><a href="https://notiziario.uspi.it/google-offerwall-la-risposta-agli-editori-in-crisi-di-traffico/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">crisi irreversibile</a></strong>” di cui si parla nel report comprende sia il settore tradizionale cartaceo che quello digitale, visto che oramai sono i social i protagonisti dell’informazione. Infatti, il <strong>52,4%</strong> utilizza la <strong>rete per informarsi</strong>, anche se l’affidabilità e l’approfondimento rimangono prerogative associate alla stampa tradizionale.</p>
<p>Consistente il calo dei ricavi dalla <strong>vendita di copie cartacee e digitali</strong>, che sfiora il <strong>-16%</strong>. I dati <strong><a href="https://notiziario.uspi.it/ads-maggio-aiutato-da-sportivi-ma-negativita-anche-in-doppia-cifra/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ads </a></strong>mensili confermano il trend, che non vede bollini verdi da mesi.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter is-resized"><img decoding="async" class="td-animation-stack-type0-2" src="https://lh7-rt.googleusercontent.com/docsz/AD_4nXcw43NEOuHSJlfD-8CVqZ9X918X5xk30W3CkxExqFa_-X5Uu1zMNqAzKjbfdgud_G9MvVTlv9ra8HMwReD7iUduPRBw1WKZY_m2wkIbeDxat-_4FefqNkNj-F3dBxjtQ84U_mDD?key=daJwIey99CkwQXIo_Pt1IQ" alt="" /></figure>
</div>
<p>I <strong>lettori di quotidiani</strong> sono solo il <strong>22,1%</strong> della popolazione italiana, una percentuale che si abbassa di anno in anno e che rimane quasi un’esclusiva degli over 55, che sono il 48,9% su 11,2 milioni di lettori.</p>
<h4 class="wp-block-heading"><strong>Mondo opposto e speculare per il virtuale</strong></h4>
<p>Inverso il trend dei <strong><a href="https://notiziario.uspi.it/fcp-assointernet-maggio-rilancia-gli-investimenti-pubblicitari-digitali/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ricavi pubblicitari</a></strong> per le <strong>piattaforme online</strong>, che incidono tutte in maniera positiva sul mercato e guadagnano sempre più rilevanza.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter is-resized"><img decoding="async" class="td-animation-stack-type0-2" src="https://lh7-rt.googleusercontent.com/docsz/AD_4nXe7OTLuTAlByyK8q7aa0PybdkIl-TJyrmA_0nDk-72zDK1jS1eQRPQgpwSfdjFiJBqHr3eAfOa1Pwitukr90Dn4Fl4xKZ9Mbk8xNUZQrlmbVH0QUetFstdUESRvASjGQ3AvaCrdFQ?key=daJwIey99CkwQXIo_Pt1IQ" alt="" /></figure>
</div>
<p>Infatti, come viene rappresentato dal grafico soprastante, in soli 5 anni si ha un aumento vertiginoso di <strong>12 punti percentuali </strong>sui ricavi pubblicitari, che mette <strong>Big Tech </strong>e fornitori di servizi online in una <strong>posizione di </strong><a href="https://notiziario.uspi.it/lettera-ex-leader-a-ue-stop-a-monopolio-google-per-tutela-democrazia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>privilegio</strong> </a>e dominio anche nel settore editoriale.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter is-resized"><img decoding="async" class="td-animation-stack-type0-2" src="https://lh7-rt.googleusercontent.com/docsz/AD_4nXcQ6nd7LRBN0R0u9zVyRMA2GQxZprKKYgvaeFMNzf1vos-NIK6c0megs2IeFp7-z8fILo-MKjhBHVqFwanR0frHVL8vKaDG5-DD_z3_on5QxOS80i_jr6h2adWFFhk4GaB1bdtLiA?key=daJwIey99CkwQXIo_Pt1IQ" alt="" /></figure>
</div>
<p>Nonostante lo <strong>strapotere degli OTT</strong>, l’AGCOM è intervenuta regolarmente nell’anno per supportare e attuare le legislazioni europee quali il Digital Services Act (<strong><a href="https://notiziario.uspi.it/usa-vs-ue-dsa-strumento-di-censura-orwelliana/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">DSA</a></strong>) come Digital Services Coordinator, il Regolamento in materia di diritto d’autore online (<strong><a href="https://www.agcom.it/provvedimenti/delibera-680-13-cons" target="_blank" rel="noreferrer noopener">delibera n. 680/13/CONS.</a></strong>), il <strong><a href="https://www.garanteprivacy.it/home/docweb/-/docweb-display/docweb/5306161" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Privacy Shield</a></strong>, Regolamento sulla remunerazione di autori e artisti (<strong><a href="https://www.agcom.it/provvedimenti/delibera-95-24-cons" target="_blank" rel="noreferrer noopener">delibera n. 95/24/CONS</a></strong>), l’<strong><a href="https://notiziario.uspi.it/meta-agcom-a-gedi-spetta-equo-compenso/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">equo compenso</a></strong> e la <strong>tutela degli utenti online</strong>.</p>
<p>Articolo di T.S.</p>
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<div class="td-all-devices"><a href="https://notiziario.uspi.it/9-buoni-motivi-per-associarsi-a-uspi-2/"><img decoding="async" class="td-animation-stack-type0-2" src="https://notiziario.uspi.it/wp-content/uploads/2025/01/9-motivi.jpg" /></a></div>
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<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/08/06/uspi-informa-report-agcom-importante-lequilibrio-tra-editoria-e-piattaforme/">USPI informa. Report AGCOM: importante l’equilibrio tra editoria e piattaforme</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>La lezione di Mario Francese: il giornalista d’inchiesta ucciso dalla mafia. Il ricordo a Palermo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maria Sole Stancampiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Feb 2025 15:03:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[mafia]]></category>
		<category><![CDATA[Mario francese]]></category>
		<category><![CDATA[Palermo]]></category>
		<category><![CDATA[Premio edizione speciale "025]]></category>
		<category><![CDATA[teatro Politeama]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/Mario-Francese-premio-2025-a-cento-anni-nascita-678x381-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/Mario-Francese-premio-2025-a-cento-anni-nascita-678x381-1.jpg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/Mario-Francese-premio-2025-a-cento-anni-nascita-678x381-1-300x169.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/Mario-Francese-premio-2025-a-cento-anni-nascita-678x381-1-585x329.jpg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>A Palermo il Premio Mario e Giuseppe Francese. Al Teatro Politeama la Cerimonia del riconoscimento edizione speciale 2025, dedicata ai cento anni dalla nascita del cronista e al figlio scomparso&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/02/08/la-lezione-di-mario-francese-il-giornalista-dinchiesta-ucciso-dalla-mafia-il-ricordo-a-palermo/">La lezione di Mario Francese: il giornalista d’inchiesta ucciso dalla mafia. Il ricordo a Palermo</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>A Palermo il Premio Mario e Giuseppe Francese. Al Teatro Politeama la Cerimonia del riconoscimento edizione speciale 2025, dedicata ai cento anni dalla nascita del cronista e al figlio scomparso a soli 36 anni nel 2002 </em></p>
<p>di Maria Sole Stancampiano</p>
<p>“Guarda le carte e parla con la gente”. Si può sintetizzare con questa frase la lezione di giornalismo di Mario Francese, il cronista di giudiziaria del Giornale di Sicilia ucciso dalla mafia il 26 gennaio 1979, sotto casa sua in via Campania a Palermo.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-83157" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/02/Mario-Francese-giornalista-ucciso-mafia--638x1024.jpg" sizes="(max-width: 638px) 100vw, 638px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/02/Mario-Francese-giornalista-ucciso-mafia--638x1024.jpg 638w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/02/Mario-Francese-giornalista-ucciso-mafia--187x300.jpg 187w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/02/Mario-Francese-giornalista-ucciso-mafia--768x1233.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/02/Mario-Francese-giornalista-ucciso-mafia-.jpg 869w" alt="" width="319" height="512" /><figcaption class="wp-element-caption">Mario Francese</figcaption></figure>
</div>
<p>Francese studiava tutti i documenti che riguardavano i casi di cui si occupava e verificava tutte le fonti. Inoltre aveva l’abitudine, un vero e proprio “sistema professionale”, di parlare con tutti. Interloquiva con gli umili e con i potenti, con politici, magistrati e mafiosi. Mario Francese frequentava i marciapiedi di quella “fabbrica <em>du pititto</em>,” ovvero “la fabbrica della fame” che sono i quartieri abitati dal sottoproletariato di Palermo. Aveva un approccio umano con la gente. Era un professionista serio, ma anche un uomo allegro. La sera, quando usciva dal giornale aveva l’abitudine di salutare i suoi colleghi sempre con la stessa frase: “Uomini del Colorado, vi saluto e me ne vado”.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-83169" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/02/Teatro-1024x729.jpg" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/02/Teatro-1024x729.jpg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/02/Teatro-300x214.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/02/Teatro-768x547.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/02/Teatro-1536x1094.jpg 1536w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/02/Teatro-2048x1458.jpg 2048w" alt="" width="541" height="385" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>La cerimonia del Premio al Teatro Politeama a Palermo </em></figcaption></figure>
</div>
<p>A cento anni dalla nascita, avvenuta a Siracusa il 6 febbraio 1925, la figura di Mario Francese è stata ricordata al Teatro Politeama di Palermo, durante un’edizione speciale del premio intitolato a lui e al figlio Giuseppe.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-83179" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/02/Roberto-Lagalla-incontro-Mario-Francese--998x1024.jpg" sizes="(max-width: 998px) 100vw, 998px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/02/Roberto-Lagalla-incontro-Mario-Francese--998x1024.jpg 998w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/02/Roberto-Lagalla-incontro-Mario-Francese--292x300.jpg 292w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/02/Roberto-Lagalla-incontro-Mario-Francese--768x788.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/02/Roberto-Lagalla-incontro-Mario-Francese--1497x1536.jpg 1497w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/02/Roberto-Lagalla-incontro-Mario-Francese--1996x2048.jpg 1996w" alt="" width="537" height="551" /><figcaption class="wp-element-caption">Roberto La Galla Sindaco di Palermo</figcaption></figure>
</div>
<p>Numerose le testimonianze nel teatro gremito di pubblico. C’era il figlio Giulio, giornalista anche lui, i fratelli e la famiglia, il sindaco di Palermo Roberto La Galla, vertici militari, magistrati, moltissimi studenti e tanti giornalisti a cominciare dal presidente dell’Ordine regionale.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-83159" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/02/Salvo-Lo-Piparo-incontro-Mario-Francese--768x1024.jpg" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/02/Salvo-Lo-Piparo-incontro-Mario-Francese--768x1024.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/02/Salvo-Lo-Piparo-incontro-Mario-Francese--225x300.jpg 225w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/02/Salvo-Lo-Piparo-incontro-Mario-Francese-.jpg 1086w" alt="" width="408" height="544" /><figcaption class="wp-element-caption">Salvo Piparo</figcaption></figure>
</div>
<p>Tutti si sono alternati sul palco, assieme ad alcuni attori e <em>cuntastorie</em> come Salvo Piparo per delineare Mario Francese, uomo e giornalista che cominciò la carriera come telescriventista dell’Ansa. Poi, iniziò a scrivere per La Sicilia, quotidiano di Catania.</p>
<p>Nel 1958 venne assunto presso l’ufficio stampa dell’assessorato ai Lavori pubblici della Regione siciliana. Lo stesso anno si sposò con Maria Sagona, da cui ebbe quattro figli: Giulio, Fabio, Massimo e Giuseppe. Nel frattempo iniziò a collaborare con il Giornale di Sicilia, quotidiano di Palermo. Nel 1968 si licenziò dalla Regione per lavorare a tempo pieno al Giornale di Sicilia come cronista di giudiziaria.  Capì prima degli altri l’avvento dei corleonesi. Si occupò della strage di Ciaculli, dell’omicidio del colonnello Giuseppe Russo e fu l’unico a intervistare Antonietta Bagarella, moglie del capomafia Totò Riina.</p>
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<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-83161" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/02/mario-francese-.jpg" sizes="(max-width: 396px) 100vw, 396px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/02/mario-francese-.jpg 396w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/02/mario-francese--280x300.jpg 280w" alt="" width="338" height="363" /><figcaption class="wp-element-caption">Mario Francese</figcaption></figure>
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<p>Dalle sue inchieste ancora oggi emerge un’analisi accurata dell’organizzazione mafiosa, delle famiglie e dei capi, specie di quella corleonese all’epoca “vincente”, quella parte di mafia legata a Luciano Liggio e Totò Riina. Capì con grande anticipo il giro di affari e di malaffare legato alla progettazione e alla costruzione della diga Garcia, un’opera “faraonica”. Com’era suo costume, Mario Francese si mise a indagare, annotare e scrivere. Fu il primo a rivelare l’ascesa dei corleonesi e a chiamare “commissione” il vertice della cupola mafiosa. Francese pagò con la vita, ad appena 54 anni, il suo coraggio e il suo fiuto di cronista.</p>
<p>Le motivazioni della condanna nella sentenza d’appello furono: “Il movente dell’omicidio Francese è sicuramente ricollegabile allo straordinario impegno civile con cui la vittima aveva compiuto un’approfondita ricostruzione delle più complesse e rilevanti vicende di mafia degli anni ’70”.</p>
<p>Durante la cerimonia del premio Francese è stata ricordata anche la figura del figlio più piccolo Giuseppe, il quale aveva 12 anni nel 1979, quando vide il corpo del padre crivellato dal piombo mafioso.</p>
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<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-83164" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/02/giuseppe-francese-figlio-di-Mario-Francese-giornal.jpg" sizes="(max-width: 586px) 100vw, 586px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/02/giuseppe-francese-figlio-di-Mario-Francese-giornal.jpg 586w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/02/giuseppe-francese-figlio-di-Mario-Francese-giornal-270x300.jpg 270w" alt="" width="388" height="431" /><figcaption class="wp-element-caption">Giuseppe Francese</figcaption></figure>
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<p>Giuseppe Francese perseguì per tutta la sua breve vita la ricerca della verità sul delitto. Si tolse la vita nella notte tra il 2 e il 3 settembre 2002, nella sua abitazione a Bagheria.</p>
<p><strong>A vincere l’edizione 2025 per il giornalismo sono stati: </strong>Salvo Palazzolo, cronista di giudiziaria di La Repubblica, oggi sotto scorta per aver subito minacce mafiose, ed ex aequo due figure emergenti del giornalismo d’inchiesta come la napoletana Luciana Esposito e il siciliano Filippo Passantino. Luciana Esposito è una freelance, fondatrice e direttrice di Napolitan.it e autrice del libro di racconti “Nell’inferno della camorra di Ponticelli-Napolitan”. Filippo Passantino è giornalista per AgenSir, ed è impegnato con il progetto editoriale e sociale de Il Mediterraneo 24. Questa edizione del Premio Mario e Giuseppe Francese è stato presentato dalle giornaliste Rai-Sicilia, Lidia Tilotta e Tiziana Martorana.</p>
<p>Sono otto, infine, le scuole approdate alla selezione finale riguardante la sezione del Premio riservata agli elaborati degli istituti scolastici. Sono l’Itc Carlo Alberto Dalla Chiesa di Partinico, l’istituto San Francesco di Sales-Don Bosco di Catania, l’istituto tecnico Vittorio Emanuele III di Palermo, il liceo scientifico Galileo Galilei di Palermo, il liceo classico e musicale Empedocle di Agrigento, il liceo Tommaso Gargallo di Siracusa, il liceo scientifico Lorenzo Mascheroni d Bergamo, il liceo scientifico Lussana di Bergamo. Formidabile il tifo dei ragazzi in platea e sui palchi del Teatro Politeama. Ad aggiudicarsi il premio Francese 2025 per le scuole sono stati gli studenti dell’istituto tecnico Vittorio Emanuele III di Palermo. Un riconoscimento è stato assegnato anche al liceo scientifico Galileo Galilei di Palermo.</p>
<p>L’edizione 2025 del Premio Mario e Giuseppe Francese è stato organizzato con la collaborazione dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia, del Comune di Palermo, del Giornale di Sicilia, dell’Associazione Uomini del Colorado e con il patrocinio del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti.</p>
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<p>@riptoduzione riservata</p>
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		<title>GIORNALISMO: ALL’ASSOCIAZIONE STAMPA ROMANA PRESENTAZIONE DELLA GUIDA “UFFICI STAMPA – L’ANNUARIO DELLA COMUNICAZIONE ITALIANA 2025”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jan 2025 18:34:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoria/Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[annuario]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[guida uffici stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="952" height="1346" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/01/IMG_6331.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/01/IMG_6331.jpeg 952w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/01/IMG_6331-212x300.jpeg 212w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/01/IMG_6331-724x1024.jpeg 724w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/01/IMG_6331-768x1086.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/01/IMG_6331-585x827.jpeg 585w" sizes="(max-width: 952px) 100vw, 952px" /></p>
<p>Dai 3 mila contatti dell’edizione 1997 l’opera,  nata dall’iniziativa della giornalista Maria Grazia Giordano, è arrivata agli oltre 25 mila della nuova edizione: una mappatura attenta e puntuale rivolta ai&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/01/22/giornalismo-allassociazione-stampa-romana-presentazione-della-guida-uffici-stampa-lannuario-della-comunicazione-italiana-2025/">GIORNALISMO: ALL’ASSOCIAZIONE STAMPA ROMANA PRESENTAZIONE DELLA GUIDA “UFFICI STAMPA – L’ANNUARIO DELLA COMUNICAZIONE ITALIANA 2025”</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="952" height="1346" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/01/IMG_6331.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/01/IMG_6331.jpeg 952w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/01/IMG_6331-212x300.jpeg 212w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/01/IMG_6331-724x1024.jpeg 724w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/01/IMG_6331-768x1086.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/01/IMG_6331-585x827.jpeg 585w" sizes="(max-width: 952px) 100vw, 952px" /></p><p>Dai 3 mila contatti dell’edizione 1997 l’opera,  nata dall’iniziativa della giornalista Maria Grazia Giordano, è arrivata agli oltre 25 mila della nuova edizione: una mappatura attenta e puntuale rivolta ai comunicatori, ai giornalisti, ai capi ufficio stampa, agli addetti stampa.</p>
<p>Giovedì 23 gennaio, ore 11, Roma (Piazza della Torretta, 36)</p>
<p>interventi di Guido D’Ubaldo, Stefano Ferrante, Gennaro Pesante, Roberto Rossi, Assunta Currà.</p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Verrà presentata giovedì 23 gennaio, alle ore 11, nella sala conferenze dell’Associazione Stampa Romana, a Roma (in <a href="https://www.google.com/maps/search/Piazza+della%0D%0ATorretta,+36?entry=gmail&amp;source=g" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.google.com/maps/search/Piazza%2Bdella%250D%250ATorretta,%2B36?entry%3Dgmail%26source%3Dg&amp;source=gmail&amp;ust=1737625675832000&amp;usg=AOvVaw1ILTHQwq3eYL8GU_dezuoT" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Piazza della Torretta, 36</a>), la XXIII edizione della guida “Uffici Stampa &#8211; L’Annuario della Comunicazione Italiana”. La pubblicazione edita da Comunicare ed Informare è nata nel biennio 1996 / 1997, dall’iniziativa della giornalista Maria Grazia Giordano (attuale componente della consulta uffici stampa dell’Associazione Stampa Romana), per fornire uno strumento di lavoro utile per i giornalisti.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">La presentazione sarà anche l’occasione per riflettere sul ruolo dell’ufficio stampa e della comunicazione negli Enti pubblici e nel privato, l’importanza e l’autorevolezza delle fonti e sulle innovazioni tecnologiche, legate anche all’uso dell’Intelligenza Artificiale.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Dai 3 mila contatti dell’edizione 1997 l’opera è arrivata agli oltre 25 mila della nuova edizione: una mappatura attenta e puntuale rivolta ai comunicatori, ai giornalisti, ai capi ufficio stampa, agli addetti stampa, ai portavoce, ai responsabili relazioni esterne e degli uffici relazioni con il pubblico, ai direttori responsabili degli house organ della pubblica amministrazione italiana e delle aziende. Un censimento aggiornato attraverso ben 128 settori pubblici e privati, come Ministeri, Regioni, Comuni, Province, Camere di Commercio, Aziende Sanitarie, Agenzie statali, fino al mondo dell’industria, dei servizi, dello spettacolo, della scuola e dell’Università. Completano l’opera le sezioni dedicate ai documenti della professione, ai media nazionali, al glossario e un doppio Indice di ricerca (per nome di persona e per nome di Ente/Azienda). L’edizione 2025 presenterà proprio nella sezione Documenti, le normative in materia di uffici stampa e comunicazione, a partire dalla Legge 150/2000.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Alla presentazione, oltre all’autrice Maria Grazia Giordano, sono attesi, tra gli altri, il segretario dell’Associazione Stampa Romana, Stefano Ferrante, il presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio, Guido D’Ubaldo, il vice presidente dell’Ordine dei giornalisti del Lazio, Roberto Rossi, la presidente nazionale del GUS (Gruppo Uffici Stampa), Assunta Currà, la presidente del GUS Lazio, Manuela Biancospino, il vicepresidente vicario della Consulta Uffici Stampa di Stampa Romana, Ugo Degl’Innocenti, e Gennaro Pesante dell’ufficio stampa e comunicazione della Camera dei Deputati. A moderare i lavori il presidente della Consulta Uffici Stampa ASR, Antonio Ranalli.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Come ricorda Maria Grazia Giordano “alla fine degli anni ‘90 gli attori che svolgevano il ruolo di addetti stampa operavano in un universo disordinato e informe. In quello scenario nacque la Guida, che vide tra i suoi sostenitori giornalisti e comunicatori come Ernesto Auci, Antonio Bettanini, Gino Falleri, Antonio Ghirelli, Bepi Nava, Mario Petrina e Alessandro Rovinetti. La pubblicazione, con la sua mappatura, cominciò a mettere ordine tra le varie professionalità. Il 3 giugno del 1997 la Guida venne presentata nella sede dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti con la moderazione di Bepi Nava e da allora, ha continuato a monitorare e fotografare il panorama italiano sia nell’ambito pubblico che privato”.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/01/22/giornalismo-allassociazione-stampa-romana-presentazione-della-guida-uffici-stampa-lannuario-della-comunicazione-italiana-2025/">GIORNALISMO: ALL’ASSOCIAZIONE STAMPA ROMANA PRESENTAZIONE DELLA GUIDA “UFFICI STAMPA – L’ANNUARIO DELLA COMUNICAZIONE ITALIANA 2025”</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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