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	<title>Gorizia Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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	<title>Gorizia Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>IL 19 SETTEMBRE A GORIZIA, CAPITALE EUROPEA DELLA CULTURA, IL XII PREMIO INTERNAZIONALE D’ECCELLENZA “CITTÀ DEL GALATEO”</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/09/18/il-19-settembre-a-gorizia-capitale-europea-della-cultura-il-xii-premio-internazionale-deccellenza-citta-del-galateo/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=il-19-settembre-a-gorizia-capitale-europea-della-cultura-il-xii-premio-internazionale-deccellenza-citta-del-galateo</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Goffredo Palmerini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Sep 2025 05:44:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Gorizia]]></category>
		<category><![CDATA[Premio citta’ del Galateo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="895" height="836" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/XII-Premio-Citta-del-Galateo.1-e1758174151521.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/XII-Premio-Citta-del-Galateo.1-e1758174151521.jpg 895w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/XII-Premio-Citta-del-Galateo.1-e1758174151521-300x280.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/XII-Premio-Citta-del-Galateo.1-e1758174151521-768x717.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/XII-Premio-Citta-del-Galateo.1-e1758174151521-585x546.jpg 585w" sizes="(max-width: 895px) 100vw, 895px" /></p>
<p>Per la prima volta il Premio internazionale d’Eccellenza “Città del Galateo”, alla sua XII edizione e dedicato al grande umanista salentino Antonio de Ferrariis, approda il 19 settembre a Gorizia&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Per la prima volta il <strong>Premio internazionale d’Eccellenza “Città del Galateo”</strong>, alla sua XII edizione e dedicato al grande umanista salentino <strong>Antonio de Ferrariis</strong>, approda il <strong>19 settembre</strong> a <strong>Gorizia &#8211;</strong> <strong>Capitale Europea della Cultura 2025</strong>, città simbolo di incontro e dialogo interculturale insieme alla slovena <strong>Nova Gorica</strong>, chiudendo definitivamente il passato della cortina di ferro, iniziato nel 1947 con la cessione alla <strong>Jugoslavi</strong>a di parte della Venezia Giulia in seguito al <strong>trattato di Parigi</strong>, che divise la città tra due mondi contrapposti, l’Occidente da un lato e il blocco dei Paesi a regime comunista  dall’altro. Una situazione cessata con l’ingresso della <strong>Slovenia</strong> nell’Unione Europea, nel 2004, a seguito del quale, con il <strong>trattato di Schengen</strong>, nel 2007 le città di <strong>Gorizia</strong> e <strong>Nova Gorica</strong> poterono finalmente abbattere la barriera divisoria che le separava dal 1947. Per la loro posizione le due città sull’Isonzo sono ora un esempio di dialogo e punto di congiunzione tra culture romanze, slave e germaniche.<img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignright  wp-image-108453" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/XII-Premio-Citta-del-Galateo.1-1-210x300.jpg" alt="" width="272" height="389" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/XII-Premio-Citta-del-Galateo.1-1-210x300.jpg 210w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/XII-Premio-Citta-del-Galateo.1-1-716x1024.jpg 716w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/XII-Premio-Citta-del-Galateo.1-1-768x1098.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/XII-Premio-Citta-del-Galateo.1-1-585x837.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/XII-Premio-Citta-del-Galateo.1-1.jpg 895w" sizes="(max-width: 272px) 100vw, 272px" /></p>
<p>Tanto premesso, grazie al carattere itinerante del Premio, <strong>Gorizia</strong> è dunque palcoscenico ideale per ospitare la manifestazione in un territorio ricco di storia e di apertura culturale. Nato nel 2013 su impulso di <strong>Regina Resta</strong>, il Premio celebra l’umanista <strong>Antonio De Ferrariis</strong> e la sua città natale <strong>Galatone</strong> (Lecce), e premia Personalità che incarnano eccellenza culturale, artistica e umanistica. Nel tempo è diventato una vetrina internazionale, nel solco della cultura e del dialogo, della pace e del merito. In linea con il contesto goriziano e con l’identità europea, l’edizione 2025 assume un forte valore simbolico: promuovere l’eccellenza culturale come strumento di riconciliazione, di unità e dialogo tra i popoli. Il Premio “Città del Galateo” è organizzato da <strong>VerbumlandiArt APS</strong>, associazione internazionale di promozione culturale, sostenuta da un comitato d’onore di alto profilo, e gode del Patrocinio del Comune di Gorizia.</p>
<p>Ora qualche annotazione sull’umanista salentino <strong>Antonio de Ferrariis</strong>, cui il premio è intitolato. Nacque nel 1444 a <strong>Galatone</strong>, in provincia di Lecce, perciò detto <strong>il Galateo</strong>. Figlio del notaio Pietro e di Giovanna d’Alessandro, rimasto orfano di padre, il giovane Antonio ricevette i primi rudimenti del sapere dai frati basiliani di Galatone, completando poi gli studi a <strong>Nardò</strong>, in quegli anni il maggiore centro culturale del Salento. Studiò con particolare interesse la letteratura greca e latina, la filosofia antica, la geografia e la medicina. Intorno al 1465 si recò a <strong>Napoli</strong>, per approfondire gli studi umanistici e apprendere l’arte medica. Verso il 1470 fu ammesso all’Accademia napoletana e qui intrecciò amicizia e lavoro col Pontano, il Cariteo, Paolo e Giovanni Attaldi, Teodoro Gaza, il Panormita, il Sannazaro, Galeazzo e Giovan Francesco Caracciolo, Giovanni Pardo e fra’ Roberto da Lecce. Il 3 agosto 1474, aiutato dall’amico medico estense <strong>Girolamo Castello</strong>, conseguì nello Studio di Ferrara il “<em>Privilegium in artibus et medicina</em>”; soggiornò brevemente a Venezia poi rientrò a <strong>Napoli</strong>. Qualche tempo dopo si ritirò a <strong>Gallipoli</strong> e nel 1478 sposò la nobile <strong>Maria Lubelli</strong> dei baroni di Sanarica, da cui ebbe cinque figli. Durante la guerra contro i Turchi che avevano invaso Otranto (1480-81), si rifugiò a Lecce. Da questi avvenimenti trasse spunti presenti in alcune sue opere.</p>
<p>Dal 1485 e per dieci anni visse a Napoli, alternando frequenti rientri in <strong>Puglia </strong>a numerosi viaggi nella capitale partenopea, dove le sue arti mediche erano assai apprezzate presso la corte aragonese di Ferdinando I. <strong>Antonio de Ferrariis</strong> prediligeva la civiltà classica e autori come Omero, Senofonte, Plutarco, Terenzio, Catullo, Ovidio, Seneca, Svetonio, Virgilio e Orazio, unitamente alle opere in volgare di Dante, Petrarca, Morgante e Sannazaro, interessandosi anche delle opere di Strabone, Tolomeo e Plinio<strong>.</strong> A questo patrimonio di conoscenze associò lo studio della medicina, iniziando dal mondo classico con <strong>Ippocrate</strong> e <strong>Galeno</strong> e arabo, con <strong>Serapione il Vecchio</strong>. Nonostante questa cultura ampia e multiforme, egli non trascurò gli usi e i costumi della sua terra d’origine, descrivendo nel dettaglio l’area del Salento. Ma non gli sfuggì il contesto generale della società dei suoi tempi e della corruzione morale e politica che la corrodeva. Dunque più che giusto e opportuno che l’associazione <strong>Verbumlandiart</strong>, fondata a <strong>Galatone</strong> da <strong>Regina Resta</strong>, abbia scelto proprio <strong>Antonio de Ferrariis</strong>, l’insigne umanista nato nella bella cittadina salentina, per intitolare il Premio internazionale che con la letteratura e l’arte celebra anche molte delle discipline dell’ingegno umano.</p>
<p><strong>PROGRAMMA UFFICIALE</strong></p>
<p><strong><em>XII Edizione del Premio Internazionale d’Eccellenza “Città del Galateo – Antonio De Ferrariis”</em></strong></p>
<p><strong>GORIZIA – 19 SETTEMBRE 2025 – PALAZZO DELLA REGIONE, AUDITORIUM DELLA CULTURA FRIULANA</strong></p>
<div id="attachment_108450" style="width: 336px" class="wp-caption alignright"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-108450" class=" wp-image-108450" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/Gorizia-Auditorium-della-Cultura-Friulana-300x200.jpg" alt="" width="326" height="217" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/Gorizia-Auditorium-della-Cultura-Friulana-300x200.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/Gorizia-Auditorium-della-Cultura-Friulana-1024x681.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/Gorizia-Auditorium-della-Cultura-Friulana-768x511.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/Gorizia-Auditorium-della-Cultura-Friulana-1170x779.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/Gorizia-Auditorium-della-Cultura-Friulana-780x516.jpg 780w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/Gorizia-Auditorium-della-Cultura-Friulana-585x389.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/Gorizia-Auditorium-della-Cultura-Friulana-263x175.jpg 263w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/Gorizia-Auditorium-della-Cultura-Friulana.jpg 1456w" sizes="(max-width: 326px) 100vw, 326px" /><p id="caption-attachment-108450" class="wp-caption-text">Gorizia, Auditorium della Cultura Friulana</p></div>
<p><em> </em><strong>Ore 16:30 </strong>– <strong>Accoglienza degli Ospiti e registrazione</strong></p>
<p><strong>Ore 17:00</strong> –<strong> Inizio Cerimonia di Premiazione</strong></p>
<p>INTERMEZZO MUSICALE: <strong>Omaggio a Nova Gorica &#8211; Gorizia</strong>, Capitale Europea della Cultura 2025 &#8211; a cura del <strong>M° Alessandro Svab</strong>, direttore Accademia Lirica Santa Croce di Trieste. Commendatore OMRI, con il soprano sloveno <strong>Karin Luin</strong> e il pianista <strong>Mº Fabio Zanin</strong>.</p>
<p>MADRINA DELL’EVENTO</p>
<ul>
<li><strong>MARISA MANZINI</strong> &#8211; Sostituto Procuratore Generale della Repubblica di Catanzaro</li>
</ul>
<p>SALUTI ISTITUZIONALI</p>
<ul>
<li><strong>RODOLFO ZIBERNA</strong> &#8211; Sindaco di Gorizia</li>
<li><strong>SAMO TUREL</strong> &#8211; Sindaco Nova Gorica
<div id="attachment_108451" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-108451" class="size-medium wp-image-108451" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/Marisa-Manzini-Regina-Resta-Maria-Pia-Turiello-300x197.jpg" alt="" width="300" height="197" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/Marisa-Manzini-Regina-Resta-Maria-Pia-Turiello-300x197.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/Marisa-Manzini-Regina-Resta-Maria-Pia-Turiello-768x504.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/Marisa-Manzini-Regina-Resta-Maria-Pia-Turiello.jpg 1016w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/Marisa-Manzini-Regina-Resta-Maria-Pia-Turiello-780x516.jpg 780w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/Marisa-Manzini-Regina-Resta-Maria-Pia-Turiello-585x384.jpg 585w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p id="caption-attachment-108451" class="wp-caption-text">Marisa Manzini, Regina Resta, Maria Pia Turiello</p></div></li>
<li><strong>ESTER FEDULLO</strong> &#8211; Prefetto di Gorizia</li>
<li><strong>LUIGI DI RUSCIO</strong> &#8211; Questore di Gorizia</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>REGINA RESTA</strong> &#8211; Presidente Associazione VerbumlandiArt APS</li>
</ul>
<p>INTRODUZIONE AL PREMIO INTERNAZIONALE “CITTÀ DEL GALATEO”</p>
<ul>
<li><strong>MARIA PIA TURIELLO</strong>, criminologa forense, Presidente del Comitato d’Onore</li>
</ul>
<p><strong>CONFERIMENTO PREMIO ALLA CARRIERA</strong></p>
<ul>
<li><strong>ESTER FEDULLO</strong> &#8211; Prefetto di Gorizia</li>
<li><strong>LUIGI DI RUSCIO</strong> – Questore di Gorizia</li>
<li><strong>MARISA MANZINI </strong>&#8211; Sostituto Procuratore Generale della Repubblica di Catanzaro</li>
<li><strong>RODOLFO ZIBERNA</strong> &#8211; Sindaco di Gorizia</li>
<li><strong>SAMO TUREL</strong> &#8211; Sindaco Nova Gorica</li>
<li><strong>ALESSANDRO SVAB</strong> – Musica</li>
<li><strong>LIBRERIA EDITRICE GORIZIANA</strong> – Editoria</li>
<li><strong>GAETANO CORTESE</strong> – Ambasciatore, Diplomazia</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>GIANVITTORIO GALEOTA</strong> – Avvocatura</li>
<li><strong>FABIO MASSIMO CARUSO</strong> – Pittura</li>
<li><strong>GIUSEPPE VULTAGGIO</strong> – Arte e Poesia</li>
<li><strong>ROBERTO CARCANGIU</strong> – Alta Cucina Italiana</li>
<li><strong>ENRICO BERTOLINO</strong> &#8211; Teatro</li>
</ul>
<p><strong> </strong>INTERMEZZO MUSICALE: Soprano <strong>Karin Luin</strong>, Pianista <strong>M° Fabio Zanin</strong>.</p>
<p>.<strong>PREMI DISTINTIVI D’ECCELLENZA 2025</strong></p>
<p><strong> </strong>PACE E DIRITTI UMANI</p>
<ul>
<li><strong>Filippo Giorgi</strong> – Fisico, climatologo, Premio Nobel per la Pace 2007, accademico dei Lincei</li>
<li><strong>Renato Ongania </strong>&#8211; Promotore di iniziative per la pace, attivista culturale, saggista</li>
</ul>
<p>LETTERATURA ITALIA &#8211; SAGGISTICA</p>
<ul>
<li><strong>Davide Foschi</strong> – Fondatore Nuovo Rinascimento Milano, artista, scrittore</li>
</ul>
<p>LETTERATURA ITALIA – NARRATIVA</p>
<ul>
<li><strong>Salvatore La Moglie</strong> – Scrittore, poeta, critico letterario</li>
</ul>
<p>LETTERATURA ESTERO &#8211; POESIA</p>
<ul>
<li><strong>Alfredo Pérez Alencart</strong>, Spagna &#8211; Università di Salamanca, direttore Encuentros de Poetas Iberoamericanos, presidente Premio Internacional António Salvado e Premio Rey David di poesia biblica iberoamericana</li>
<li><strong>Arslan Bayir</strong>, Turchia &#8211; Poeta e scrittore</li>
</ul>
<p><strong> </strong>ISTRUZIONE</p>
<ul>
<li><strong>Georg Meyr</strong> &#8211; Capo Dipartimento Scienze Politiche e Sociali Università di Trieste</li>
</ul>
<p><strong> </strong>RICERCA E SICUREZZA NUCLEARE</p>
<ul>
<li><strong>Marino Mazzini</strong> &#8211; Università di Pisa, progetto RAM-Glioma</li>
</ul>
<p>GIORNALISMO &#8211; ESTERO</p>
<ul>
<li><strong>Artur Nura </strong>&#8211; Giornalista freelance, redattore di www.perqasje.com, inviato Radio Radicale a Tirana-Albania</li>
<li><strong>Mujë Buçpapaj</strong> &#8211; Giornalista, scrittore, direttore responsabile del settimanale NACIONAL di Tirana-Albania</li>
</ul>
<p><strong> </strong>ARTE &#8211; ITALIA</p>
<ul>
<li><strong>Saul Costa</strong> – Pittore</li>
</ul>
<p>ARTE &#8211; ESTERO</p>
<ul>
<li><strong>Lihi Turjeman</strong> &#8211; Pittrice (Israele)</li>
</ul>
<p>IMPRENDITORIA &#8211; ITALIA</p>
<ul>
<li><strong>Venica &amp; Venica</strong> (Ornella Venica) &#8211;  Vitivinicultura sostenibile</li>
</ul>
<p>IMPRENDITORIA &#8211; ESTERO</p>
<ul>
<li><strong>Vladimir Hristovski</strong> (Macedonia) – Grafo Prom Editoria</li>
<li><strong>Hassane Yarti &amp; Housseine Yarti</strong> (Marocco) &#8211; Editori, promotori, traduttori</li>
</ul>
<p><strong> </strong>REGIA &#8211; ITALIA</p>
<ul>
<li><strong>Giuseppe Bisceglia</strong> <strong>&#8211; Italia</strong>: Regista, autore, giornalista, docente di regia e montaggio Scuola Holden di Torino</li>
</ul>
<p>REGIA &#8211; ESTERO</p>
<ul>
<li><strong>Igor Trajkovski Foja &#8211; Macedonia</strong>: Regista, autore, sceneggiatore, fotografo, musicista, grafico</li>
<li><strong>Dibran Fylli &#8211; Kosovo</strong>: Regista, attore, editore rivista ORFEU, accademico, poeta e scrittore</li>
</ul>
<p>TUTELA DELL’INFANZIA</p>
<ul>
<li><strong>Francesco Maria Graziano</strong> &#8211; Avvocato, Consigliere nazionale dell’Unione Nazionale Camere Minorili (UNCM)</li>
</ul>
<p>IMPEGNO CULTURALE, SOCIALE, SCUOLA, SALUTE E SICUREZZA</p>
<ul>
<li><strong>Antonio Belmonte</strong> – Presidente dell’Associazione “Giorgio La Pira”</li>
<li><strong>Mattia Veronese</strong> – Sindaco di Noventa Vicentina</li>
<li><strong>Loris Brizio</strong> – Coordinatore Salute e Sicurezza FABI</li>
<li><strong>Maria Paola De Angelis</strong> – Dirigente scolastico</li>
<li><strong>Gabriele Garofalo</strong> – Alfiere del Lavoro 2024</li>
</ul>
<p><strong> </strong>INTERMEZZO MUSICALE: <strong>Omaggio al Galateo “Antonio De Ferrariis” </strong></p>
<p>a cura del<strong> M° Alessandro Svab</strong>, Coro Accademia Lirica Internazionale di Santa Croce, pianista <strong>M° Fabio Zanin</strong></p>
<p>RICONOSCIMENTI SPECIALI</p>
<p>Consegna attestati di merito e ringraziamenti ai collaboratori, ospiti d’onore e sostenitori.</p>
<p><strong>Gli splendidi premi consegnati agli insigniti sono opera dell’artista Tommaso Filieri di Galatone</strong></p>
<p><strong>Ore 20:00 – Chiusura premiazione e saluti finali</strong></p>
<p><strong> </strong>RESPONSABILE DELLA FOTOGRAFIA</p>
<p><strong><em>Andrea Carloni</em></strong><em> &#8211; fotografo professionista e ufficiale delle Regate.</em></p>
<p>RESPONSABILE DELLA CONDUZIONE</p>
<p><strong><em>Mirella Cristina</em></strong><em> &#8211; avvocata, giornalista</em></p>
<p>RESPONSABILI DELLA GESTIONE EVENTO</p>
<p><strong><em>Enrico Casartelli</em></strong><em> &#8211; scrittore, ingegnere.</em></p>
<p><strong><em>Hebe Munoz</em></strong><em> &#8211; poetessa.</em></p>
<p><strong><em>Francesco Nigri</em></strong><em> &#8211; poeta, manager.</em></p>
<p><strong><em>Marilisa Palazzone</em></strong><em> &#8211; saggista, docente.</em></p>
<p><strong><em>Sabrina Di Bona</em></strong><em> &#8211; già ispettore di Polizia di Stato.</em></p>
<p><strong> </strong>RESPONSABILI DELLA XII EDIZIONE PREMIO</p>
<p><strong>Regina Resta &#8211; </strong>Presidente VerbumlandiArt Aps e del Premio</p>
<p><strong>Graziano Perria</strong> &#8211; già Primo Dirigente Polizia di Stato</p>
<p><strong>COMITATO D’ONORE</strong></p>
<p><strong> </strong><strong>Maria Pia Turiello </strong>–<strong> Presidente,</strong> criminologa, scrittrice.</p>
<p><strong>Hafez Haidar</strong> &#8211; Ufficiale OMRI, docente, scrittore e traduttore, candidato al Nobel per la Pace e la Letteratura</p>
<p><strong>Francesco Lenoci</strong> &#8211; docente Università Cattolica “Sacro Cuore” Milano</p>
<p><strong>Goffredo Palmerini</strong> &#8211; vice presidente VerbumlandiArt Aps, giornalista e scrittore</p>
<p><strong>Eugenio Bisceglia</strong> &#8211; avvocato, Presidente del Premio Carlo Caruso</p>
<p><strong>Fiorella Franchini</strong> &#8211; scrittrice, giornalista</p>
<p><strong>Francesco Nigri </strong>&#8211; Digital Marketing Specialist, Founder &amp; CEO iBusiness Srls, poeta.</p>
<p><strong>Giuseppe Di Franco</strong> &#8211; Regista, direttore artistico, esperto marketing culturale, Presidente del Centro Studi Federico II <strong>Graziano Perria</strong> &#8211; già Primo Dirigente della Polizia di Stato</p>
<p><strong>Manfredi Potenti</strong> &#8211; Senatore della Repubblica, avvocato</p>
<p><strong>Marcella Camellini</strong> &#8211; Dirigente Medico dell&#8217;Unità Operativa di Cardiologia dell’Ospedale di Sassuolo</p>
<p><strong>Marilisa Palazzone</strong> &#8211; docente, avvocato</p>
<p><strong>Marisa Manzini</strong> &#8211; sostituto procuratore Generale della Repubblica di Catanzaro, scrittrice</p>
<p><strong>Mirella Cristina</strong> &#8211; avvocata, già parlamentare Camera dei Deputati nella XVIII Legislatura.</p>
<p><strong>Mirjana Dobrilla </strong>&#8211; scrittrice, poetessa e traduttrice</p>
<p><strong>Roberta Vitelli</strong> &#8211; psicologa e psicoterapeuta</p>
<p><strong>Roberto Sciarrone</strong> &#8211; Unitelma-Sapienza, giornalista, storico, saggista, direttore rivista Verbum Press</p>
<p><strong>***</strong></p>
<p>Infine, qualche cenno su <strong>Gorizia</strong>, la città che ospita questa XII edizione del Premio “Città del Galateo”. È una bella città,<img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-108449" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/Gorizia-300x136.jpg" alt="" width="300" height="136" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/Gorizia-300x136.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/Gorizia-585x265.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/Gorizia.jpg 700w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <strong>Gorizia</strong>, con una lunga storia. Nei pressi del luogo dove ora è situata <strong>Gorizia</strong> (dallo slavo <em>gorica</em>, diminutivo di <em>gora </em>– monte, dunque piccolo monte) dal primo secolo a.C. sorgevano infatti due villaggi romani, <em>Castrum Silicanum</em>, l’attuale <strong>Solkan</strong>, e <em>Pons Aesontii</em>, oggi <strong>Mainizza</strong>, come indica la <strong>Tavola Peutingeriana</strong>, copia d’una antica carta romana che mostrava le antiche vie militari dell’Impero. Lì, sulla <em>via Gemina</em>, nel punto in cui veniva attraversato l’<strong>Isonzo</strong>, c’era una <em>mansio</em>, stazione di posta e foresteria gestita dal governo romano e messa a disposizione di dignitari e ufficiali che viaggiavano per ragioni di stato. Attorno a tali strutture, poste sulle vie consolari e militari romane, si sviluppavano solitamente centri abitati. Appunto queste le prime origini dell’attuale <strong>Gorizia</strong>, allora confine con l’antica provincia romana del <strong>Norico</strong>. Ma per trovare nella storia la prima citazione della città bisogna aspettare l’anno 1001, quando <strong>Gorizia</strong> compare in una donazione dell’imperatore <strong>Ottone III</strong> con la quale si cedeva in parti uguali il castello di Salcano e la villa denominata <em>Goriza </em>a Giovanni, patriarca di Aquileia, e a Guariento, conte del Friuli. La città dal 1090 venne governata dapprima dai <strong>Mosburg</strong>, quindi dai <strong>Lurngau</strong>. Sotto il loro governo <strong>Gorizia</strong> si sviluppò, crebbe la sua popolazione, costituita in massima parte da friulani e giuliani, tedeschi e sloveni, quest’ultimi insediati generalmente nella periferia della città. La potenza militare dei Conti di Gorizia, unita ad una saggia politica matrimoniale, permise alla Contea, nel periodo di massimo splendore tra la seconda metà del Duecento e la prima del Trecento, d’estendersi su gran parte del nordest italiano, ivi comprese per un breve periodo anche le città di <strong>Treviso</strong> e <strong>Padova</strong>, la parte occidentale dell’attuale <strong>Slovenia</strong>, l’interno dell’<strong>Istria</strong> e alcune parti di territorio in <strong>Tirolo</strong> e <strong>Carinzia</strong>.</p>
<p><strong>Gorizia</strong>, che ormai aveva acquisito connotazioni urbane, ottenne il rango di città durante il regno di <strong>Enrico II</strong> (1304-1323). Nei primi decenni del secolo successivo, con l’assorbimento alla <strong>Repubblica di Venezia</strong> del Principato patriarcale di Aquileia, i conti di Gorizia chiesero al Doge l’investitura feudale, riconoscendosi quindi vassalli della Serenissima. Nel 1500 <strong>Leonardo</strong>, ultimo conte rimasto senza discendenti, alla sua morte lasciò in eredità la contea a <strong>Massimiliano I d’Asburgo</strong>. L’atto, non valido per il diritto internazionale del tempo, per il fatto che la Contea di Gorizia era unita alla Repubblica veneta da vincoli di vassallaggio, spinse la Serenissima a denunciare tale violazione attraverso i canali diplomatici. Ma ogni tentativo veneziano di riappropriarsi della città, anche mediante la forza, risultò tuttavia vano. Occupata militarmente nel 1508, per sedici mesi, dopo la disastrosa sconfitta subita dai Veneziani ad Agnadello ad opera dei Francesi, la guarnigione veneta fu costretta ad abbandonare la città. Da allora <strong>Gorizia</strong> farà parte dei domini asburgici, prima come capitale dell’omonima Contea e, successivamente, come capoluogo della Principesca Contea di Gorizia e Gradisca, entrando a metà dell’Ottocento a far parte del Litorale Austriaco. Suoi Conti saranno gli stessi imperatori asburgici, fino al 1918.</p>
<p>Nel corso della Prima Guerra mondiale, a prezzo di enormi sacrifici di vite umane tra cui si segnalarono sopra tutto i <strong>Gialli del Calvario</strong>, così chiamati per il colore delle mostrine e per gli atti di valore sul <strong>Monte Podgora</strong>, le truppe italiane entrarono una prima volta a <strong>Gorizia</strong> nell’agosto 1916. In quella cruenta battaglia del 9 e 10 agosto persero la vita 1.759 ufficiali e 50.000 soldati circa di parte italiana e dalla parte austriaca morirono 862 ufficiali e circa 40.000 soldati. Fu uno dei più grandi massacri di quella sanguinosissima guerra. Persa a seguito della rotta di <strong>Caporetto</strong>, nell’ottobre 1917, la città venne definitivamente ripresa dall’esercito italiano il 7 novembre 1918. Al termine del secondo conflitto mondiale, con il Trattato di pace firmato a Parigi, <strong>Gorizia</strong> dovette cedere alla Jugoslavia tre quinti circa del proprio territorio. Il centro storico e la massima parte dell’area urbana restarono però in territorio italiano. Il confine attraversava una zona semicentrale della città, lasciando nella parte non italiana anche molti edifici e strutture di pubblica utilità. Tra queste la stazione di <strong>Gorizia Montesanto</strong>, che si trovava sulla linea ferroviaria Transalpina collegante la città all’Europa Centrale. La piazza antistante la stazione, suddivisa tra le due nazioni, dal 2004 è stata resa visitabile liberamente su entrambi i lati dopo l’abbattimento di parte della rete confinaria avvenuto con l’entrata della <strong>Slovenia</strong> nell’Unione Europea. Lo stesso provvedimento di eliminazione del “muro” divisorio ha consentito di “liberare” le relazioni in territorio sloveno con la moderna città di <strong>Nova Gorica</strong>, costruita negli anni Cinquanta del secolo scorso quando i territori annessi alla Jugoslavia, con la chiusura del confine verso l’Occidente, vennero a trovarsi senza un centro amministrativo ed economico dove poter gravitare.</p>
<p>Come già accennato, dal 21 dicembre 2007, grazie al trattato di Schengen, le città di <strong>Gorizia</strong> e <strong>Nova Gorica</strong> sono finalmente senza interposti confini. Il legame sempre più forte che le unisce ha permesso alle due città d’avviare un processo di formazione d’un polo di sviluppo unico che rivestirà sempre più una notevole importanza, nella reciproca collaborazione fra <strong>Italia</strong> e <strong>Slovenia</strong>. Negli ultimi anni <strong>Gorizia</strong> sta conoscendo una costante e decisa rinascita, sia a livello infrastrutturale che sociale. Vi si respira infatti l’atmosfera sospesa, tipica d’una città di confine, e soprattutto una grande vivacità culturale aperta al dialogo con tutte le culture che nell’area si incrociano, in stretta simbiosi con <strong>Nova Gorica</strong>. Non a caso le due città sono insieme elette per il 2025 a Capitale europea della Cultura. Gorizia è una città interessante, dal punto di vista architettonico, artistico e monumentale. Il <strong>Castello medievale,</strong> con il suo incantevole borgo, è un vero gioiello. Dai suoi spalti la vista può spaziare sulle dolci distese di colli e sull’intera città, dove convivono in modo armonioso architetture medievali, barocche e ottocentesche. La borghesia asburgica amava <strong>Gorizia</strong> per il suo clima mite: non a caso la città era chiamata la “<strong>Nizza austriaca”. </strong>Incantevoli i suoi Parchi, come il <strong>Piuma </strong>sul fiume Isonzo, il <strong>Parco del Palazzo Coronini Cronberg </strong>e il <strong>Parco Viatori. Notevole anche il sistema museale</strong>, con il <strong>Museo della Moda e delle arti applicate</strong>, il <strong>Museo della Grande Guerra,</strong> la <strong>Collezione Archeologica</strong>, il <strong>Museo del Medioevo Goriziano</strong> all’interno del Castello e la <strong>Pinacoteca</strong> di casa Formentini. Fra i molti palazzi storici della città emergono il <strong>Palazzo della Torre</strong>, <strong>Palazzo Attems Petzenstein</strong> e <strong>Palazzo Werdenberg</strong>. Sulle alture della città si trova inoltre l’imponente <strong>Ossario di Oslavia</strong>, che raccoglie le spoglie di soldati italiani ed austro-ungarici caduti durante la Prima Guerra Mondiale e tanto dovrebbe far riflettere sull’insipienza umana, specialmente nella drammatica temperie di guerra in Ucraina e in Medio Oriente.</p>
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		<title>Per Gorizia Capitale Europea della Cultura 2025 l’opera di Carlo Michelstädter: eco poetico tra filologia e musicalità</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/05/25/per-gorizia-capitale-europea-della-cultura-2025-lopera-di-carlo-michelstadter-eco-poetico-tra-filologia-e-musicalita/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=per-gorizia-capitale-europea-della-cultura-2025-lopera-di-carlo-michelstadter-eco-poetico-tra-filologia-e-musicalita</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 May 2025 05:00:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Michelstädter]]></category>
		<category><![CDATA[E’ storia]]></category>
		<category><![CDATA[Gorizia]]></category>
		<category><![CDATA[Icm]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8588.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8588.jpeg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8588-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8588-585x329.jpeg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>La presentazione dell’antologia poetica di Carlo Michelstädter: 15 poesie in 12 lingue. Con le curatrici del volume Suzana Glavaš, Antonella Gallarotti, Elena Guerra e la partecipazione di Pierfranco Bruni e il&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><i><strong>La presentazione dell’antologia poetica di Carlo Michelstädter:</strong></i><i><strong> 15 poesie in 12 lingue. Con le curatrici del volume Suzana Glavaš, Antonella Gallarotti, Elena Guerra e la partecipazione di Pierfranco Bruni e il ministro della Cultura Alessandro Giuli </strong><strong> </strong></i></p>
<p class="wp-block-heading"><strong><i>Il 29 Maggio 2025,alle 16.30 a Gorizia Auditorium della Cultura Friulana</i></strong></p>
<p>Gorizia,– Per onorare la memoria del goriziano poliglotta e aspirante traduttore Carlo Michelstaedter,  viene presentata la pubblicazione di un’opera alternativa nel panorama editoriale: un volume che raccoglie alcune sue poesie scelte e tradotte in varie lingue. Curata con rigore, l’opera presenta 15 poesie originali, esplorando temi e immagini dell’autore. L’antologia mira a far vibrare l’eco dei versi originali, unendo filologia e musicalità.  Intervengono le tre curatrici del volume, con la partecipazione di <strong>Pierfranco Bruni</strong> e il ministro della Cultura <strong>Alessandro Giuli.</strong></p>
<p><b>Contesto</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_103869" style="width: 160px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-103869" class="wp-image-103869 size-thumbnail" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8593-150x150.jpeg" alt="" width="150" height="150" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8593-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8593-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8593-640x640.jpeg 640w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p id="caption-attachment-103869" class="wp-caption-text">Alessandro Giuli</p></div>
<div id="attachment_103868" style="width: 160px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-103868" class="wp-image-103868 size-thumbnail" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8267-150x150.jpeg" alt="" width="150" height="150" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8267-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8267-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8267-640x640.jpeg 640w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p id="caption-attachment-103868" class="wp-caption-text">Pierftanco Bruni</p></div>
<p>In una fase di transizione e profondo rinnovamento, <b>ICM</b> rilancia la propria vocazione di collegare mondi e culture e propone  “È storia”-  <b>tre appuntamenti</b> che attingono dall’<em>humus </em>più autentico di Gorizia, proiettandosi tuttavia in orizzonti di vasto respiro, con affascinanti risvolti linguistici, letterari e anche sociali.<strong><br />
</strong></p>
<p>È un viaggio in tre tappe che comincia dallo <b>Staatsgymnasium</b>, l’imperialregio Ginnasio di Stato, dove tra Ottocento e Novecento si formò la classe dirigente e l’élite culturale del Goriziano, espressione di una “identità plurima unica in Europa”.</p>
<p>Si prosegue con la presentazione di un originale florilegio di 15 poesie in 12 lingue dell’allievo forse più noto dello Staatsgymnasium: <b>Carlo Michelstaedter</b>. L’opera, una straordinaria sfida culturale, tecnica e creativa, è un “monumento letterario a Carlo e all’arte della traduzione nella sua Gorizia” (Suzana Glavaš).</p>
<p>L’ultimo incontro è dedicato a un altro protagonista visionario che cominciò la sua rivoluzione a Gorizia, <b>Franco Basaglia</b>, e ci accompagna alla conoscenza di un progetto in <b>Burkina Faso</b>, che attinge ispirazione e metodi dall’eredità basagliana, confermando l’attualità senza confini di questa grande esperienza.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Gorizia. Capitale Europea della Cultura 2025: in nome di Carlo Michelstaedter</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni saggista, antropologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Mar 2025 18:48:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[capitale italiana della cultura 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Michelstaedter]]></category>
		<category><![CDATA[Gorizia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1080" height="1080" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/0b4b6e55-0dff-49b6-816f-49639a5a42d2.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/0b4b6e55-0dff-49b6-816f-49639a5a42d2.jpeg 1080w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/0b4b6e55-0dff-49b6-816f-49639a5a42d2-300x300.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/0b4b6e55-0dff-49b6-816f-49639a5a42d2-1024x1024.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/0b4b6e55-0dff-49b6-816f-49639a5a42d2-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/0b4b6e55-0dff-49b6-816f-49639a5a42d2-768x768.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/0b4b6e55-0dff-49b6-816f-49639a5a42d2-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/0b4b6e55-0dff-49b6-816f-49639a5a42d2-640x640.jpeg 640w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /></p>
<p>Una capitale che lega e che intreccia civiltà e identità. Nel nome di Carlo Michelstaedter si incontrano eredità europee e modelli Mediterranei. Un poeta che segna il nostro tempo in&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Una capitale che lega e che intreccia civiltà e identità. Nel nome di Carlo Michelstaedter si incontrano eredità europee e modelli Mediterranei. Un poeta che segna il nostro tempo in una “ebbrezza infinita” dove amore e morte si incontrano e si ritrovano proprio “ai confi­ni del mare”.</p>
<p><span style="font-size: 14px; color: #313131;"><b>di Pierfranco Bruni</b></span></p></blockquote>
<p>Gorizia. Capitale Europea della Cultura 2025. Una capitale che lega e che intreccia civiltà e identità. Nel nome di Carlo Michelstaedter si incontrano eredità europee e modelli Mediterranei. Il luogo della poesia che conosce le contaminazioni delle filosofie. Una espressione di umanità che rende il conoscere fedeltà.</p>
<p>Il Novecento poetico italiano è legato ad alcune coordinate che si intrecciano tra forme romantiche e annunci decadenti. La presenza di un “esercizio” della funzione letteraria esistenzialista gioca una partita importante all’interno del contesto della lirica che si libera dalle forme precostituite e assume una funzione onirico – tragica. Un poeta che ha saputo vivere in questa visione o in questo intreccio è certamente Carlo Michelstaedter. Nato a Gorizia nel 1887 e morto suicida nel 1910.<br />
Ci sono degli elementi che serpeggiano all’interno della sua parola – metafora – linguaggio. Essi sono: – La tragedia e il labirinto. – Il tempo e la morte. – Il senso di infinito e il riferimento mitico.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-84202" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/02/Carlo-michelstaedter-scrittore.jpg" sizes="(max-width: 232px) 100vw, 232px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/02/Carlo-michelstaedter-scrittore.jpg 232w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/02/Carlo-michelstaedter-scrittore-181x300.jpg 181w" alt="" width="232" height="385" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Michelstaedter</em></figcaption></figure>
</div>
<p>In Carlo Michelstaedter tutto ciò è un attraversamento lirico vissuto sul tracciato della vi­ta. Non ci sono rapporti impossibili. Anzi costituiscono quella dimensione del dolore dentro la quale i segni e i simboli, le voci e la memoria hanno una elevata esplosione poetica. Una poetica dalle coordinate precise. Una poetica nella quale si creano nuclei mitici di ritorno. Quasi una tensione magica. Ed è proprio nel rapporto tempo-morte che questa tensione si sviluppa.<br />
C’è un dialogo costante con i suoni e le luci della natura. Quasi in ogni poesia c’è un rafforzarsi dell’immagine prece­dente. Certo la poesia michelstaedteriana non procede soltanto per immagini. C’è il sentimento del ritorno che è soprattutto un sentimento della tensione. C’è un vociare ad incastro. Il sentimento del tragico è il tema conduttore. È la centralità ‘del discorso poetico. Ed è qui, in un incastro fra dolore e tem­po, fra inquietudine e solitudine, fra senso del perduto e ri­cerca del viaggio (viaggio come riconquista di una terra e co­me reimpossessamento della metafora della riconquista) che il suicidio diventa 1’ “estremo rifugio”.<br />
1 nuclei mitici che ritornano sono raggruppabili in un iti­nerario quale il mare, il vento, il porto, la nave, il deserto, la terra. Il senso del distacco fa da corollario. Sono temi dell’ir­ragiungibilità e della distanza. Ma sono anche poli della ac­comunanza.<br />
La terra michelstaedteriana è si il “deserto” (l’agonia nella disperazione) ma è anche la speranza (o forse l’illusione) di una terra promessa. Ma il dolore è nell’inquietudine:<br />
“Dato ho la vela al vento e in mezzo all’onde del mar selvaggio nella notte oscura,<br />
solo, in fragile nave ho abbandonato<br />
il porto della sicurezza inerte.<br />
Né deserto e triste<br />
m’è apparso il mar sonante nella notte,<br />
anzi la voce sua come un appello<br />
mi sonò in cor della mia stessa vita,<br />
mi parve dolce cosa naufragare<br />
nel seno ondoso che col ciel confina,<br />
né temuta ho la morte…”<br />
E così l’inquietudine si fa tensione tragica. Nei versi ap­pena citati (appartengono alla poesia “A Senia”) c’è un pro­fondo travaglio esistenziale disteso completamente su una di­mensione dove i nuclei mitici sono precisi punti di riferimen­to. C’è il “deserto mare”, c’è, come abbiamo visto, “il porto della sicurezza inerte”, ci sono le “notti insonni”, c’è un re­citativo poetico che si intreccia a un canto tipico di ballata.<br />
Ma la grande forza mitica (che forma un paesaggio da luo­ghi quasi sacrali) è ne “I figli del mare”.<br />
Qui Itti e Senia si parlano e si trasmettono segni di iden­tità lungo il corso di un viaggio che pone continui interroga­tivi. C’è il porto. E c’è la morte. Un canto dove vibra un alo­ne magico teso sulla corda di un andare melanconico.<br />
Ecco un passaggio:<br />
“Senia, il porto non è la terra<br />
dove a ogni brivido del mare<br />
corre pavido a riparare<br />
la stanca vita il pescator.<br />
Senia, il porto è la furia del mare,<br />
è la furia del nembo più forte,<br />
quando, libera ride la morte<br />
a chi libero la sfidò.”<br />
E’ un ritornello che fortifica non solo la parola, ma anche le immagini che dipingono la parola. E c’è la morte, la morte come rifugio, la morte come vita, la morte come equilibrio, la morte, infine, come scelta nel viaggio.<br />
Emblematico resta, a tal proposito, il “Canto della crisa­lide”. Ma è anche ne “1 figli del mare” che il dettato, dettato mitico soprattutto, si compie.<br />
Così:<br />
“No, la morte non è abbandono<br />
disse Itti con voce più forte<br />
`ma è il coraggio della morte’<br />
onde /a luce sorgerà.<br />
Il coraggio di sopportare<br />
tutto il peso del dolore,<br />
il coraggio di navigare<br />
verso il nostro libero mare,<br />
il coraggio di non sostare<br />
nella cura dell’avvenire,<br />
il coraggio di non languire<br />
per godere le cose care.<br />
Nel tuo occhio sotto la pena<br />
arde ancora la fiamma selvaggia,<br />
abbandona la triste spiaggia<br />
e nel mare sarai la sirena.<br />
Se t’affidi senza timore ben più forte saprò navigare, se non copri la faccia al dolore<br />
giungeremo al nostro mare.<br />
Senia, il porto è la furia del mare,<br />
è la furia del nembo più forte,<br />
quando libera ride la morte<br />
a chi libero la sfidò.”<br />
In questi versi ci sono elementi importanti che, in un cer­to qual modo, caratterizzano il quadro poetico di Michelstaed­ter. Non solo l’inquieto e angoscioso paesaggio di una dispe­razione antica è nell’identità di questo poeta, c’è anche una trasformazione mitica che coinvolge sia il processo lirico che la condensazione dei contenuti. Ecco, dunque, la consapevo­lezza del dolore e quel rapporto esemplare che dice: “la vita nella morte” e “la morte nella vita”. Bisogna combattere la paura della morte. Bisogna confrontarsi costantemente con il dolore.<br />
“Non dare agli uomini — egli scrive in La persuasione e la rettorica — appoggio alla loro paura della morte, ma to­glier loro questa paura; non dar loro la vita illusoria e i mez­zi a che sempre ancora la chiedono, ma dar loro la vita ora, qui, tutta perché non chiedono: questa è l’attività che toglie la violenza dalle radici”.<br />
Non bisogna barattare la morte con le illusioni. Ecco la sua scelta.<br />
Ecco la sua coerenza graffiata sulla pagina di una trage­dia che è viva nel cuore di una poesia che non si dimentica. Il suicidio, per Michelstaedter, non è fuggire la solitudine. E’ saper vivere la solitudine in una consapevolezza che interessa tutta la storia dell’uomo.<br />
In Michelstaedter c’è sempre “l’o­ra del distacco”. Una poesia della tensione tragica. Un poeta che segna il nostro tempo in una “ebbrezza infinita” dove amore e morte si incontrano e si ritrovano proprio “ai confi­ni del mare”. Un poeta moderno che riesce a strappare al linguaggio ottocentesco una innovazione. Innova in un contesto in cui il Futurismo non è ancora esploso completamente. E la sua presenza nel panorama poetico resta un punto di riferimento.<br />
D’altronde il poeta nasce dentro un processo esistenziale dettato dalla filosofia. Poesia e filosofia si intrecciano attraverso un modello linguistico che porta sia al simbolo che alla metafora. Proprio intorno a questa visione la sua modernità diventa contemporaneità al di là degli esercizi soltanto stilistici. Un poeta nella profondità della vita. Un goriziano tra filosofia e poesia.</p>
<p>….</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-85122" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/03/Pierfranco-Bruni--845x1024.jpg" sizes="(max-width: 845px) 100vw, 845px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/03/Pierfranco-Bruni--845x1024.jpg 845w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/03/Pierfranco-Bruni--248x300.jpg 248w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/03/Pierfranco-Bruni--768x931.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/03/Pierfranco-Bruni-.jpg 1052w" alt="" width="845" height="1024" /></figure>
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<p><strong>Pierfranco Bruni</strong> è nato in Calabria.<br />
Archeologo direttore del Ministero Beni Culturali, presidente del Centro Studi “Grisi” e già componente della Commissione UNESCO per la diffusione della cultura italiana all’estero.<br />
Nel 2024 Ospite d’onore per l’Italia per la poesia alla Fiera Internazionale di Francoforte e Rappresentante della cultura italiana alla Fiera del libro di Tunisi.<br />
Per il Ministero della Cultura è attualmente:</p>
<p>• presidente Commissione Capitale italiana città del Libro 2024;</p>
<p>• presidente Comitato Nazionale Celebrazioni centenario Manlio Sgalambro;</p>
<p>• segretario unico comunicazione del Comitato Nazionale Celebrazioni Eleonora Duse.<br />
È inoltre presidente nazionale del progetto “Undulna Eleonora Duse”, presidente e coordinatore scientifico del progetto “Giacomo Casanova 300”.</p>
<p>Ha pubblicato libri di poesia, racconti e romanzi. Si è occupato di letteratura del Novecento con libri su Pavese, Pirandello, Alvaro, Grisi, D’Annunzio, Carlo Levi, Quasimodo, Ungaretti, Cardarelli, Gatto, Penna, Vittorini e la linea narrativa e poetica novecentesca che tratteggia le eredità omeriche e le dimensioni del sacro.<br />
Ha scritto saggi sulle problematiche relative alla cultura poetica della Magna Grecia e, tra l’altro, un libro su Fabrizio De André e il Mediterraneo (“Il cantico del sognatore mediterraneo”, giunto alla terza edizione), nel quale campeggia un percorso sulle matrici letterarie dei cantautori italiani, ovvero sul rapporto tra linguaggio poetico e musica. Un tema che costituisce un modello di ricerca sul quale Bruni lavora da molti anni.</p>
<p>@<strong>Riproduzione riservata</strong></p>
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		<title>Pierfranco Bruni per Canti dell’Infinito a Gorizia: La metafisica della Passione in Pasolini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Annalisa Crupi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Nov 2022 22:56:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Canti dell’Infinito]]></category>
		<category><![CDATA[Gorizia]]></category>
		<category><![CDATA[Pasolini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/11/99FF68E5-2A4A-4C69-902F-5A8CF809BE40.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/11/99FF68E5-2A4A-4C69-902F-5A8CF809BE40.png 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/11/99FF68E5-2A4A-4C69-902F-5A8CF809BE40-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/11/99FF68E5-2A4A-4C69-902F-5A8CF809BE40-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>Per l&#8217;edizione 2022 dell&#8217;incontro Mitteleuropeo e Mediterraneo, svolto a Gorizia, tra le personalità intervenute, l&#8217;antropologo Pierfranco Bruni. In un defluire penetrante, l&#8217;indagine dello studioso si snoda intorno alla concezione di&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2022/11/29/pierfranco-bruni-per-canti-dellinfinito-a-gorizia-la-metafisica-della-passione-in-pasolini/">Pierfranco Bruni per Canti dell’Infinito a Gorizia: La metafisica della Passione in Pasolini</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Per l&#8217;edizione 2022 dell&#8217;incontro Mitteleuropeo e Mediterraneo, svolto a Gorizia, tra le personalità intervenute, l&#8217;antropologo Pierfranco Bruni. In un defluire penetrante, l&#8217;indagine dello studioso si snoda intorno alla concezione di sacro, del mondo poetico pasoliniano. Evoluzione, tradizione e metafisica. Il confronto-scontro con la metafisica di Pasolini. &#8221;Io&#8230;sono sempre più scandalizzato dall&#8217;assenza di senso del sacro nei miei contemporanei. Io difendo il sacro perché è la parte dell&#8217;uomo che offre meno resistenza alla profanazione del potere ed è la più minacciata dalle istituzioni delle chiese&#8221; (Il sogno del centauro, Pasolini 1970) VIDEO intervento integrale di Bruni </em></p>
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<article id="post-49712" class="post-49712 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-storia-arte-cultura tag-pasolini tag-pierfranco-bruni">
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<p>Gorizia, 29 novembre 2022 – Larga partecipazione a Gorizia per “<strong><a href="https://www.paeseitaliapress.it/storia-arte-cultura/2022/11/25/pierfranco-bruni-a-gorizia-per-canti-dellinfinito-2/">Canti dell’Infinito. Filosofia, religiosità e poesia in Carlo Michelstaedter, Biagio Marin e Pier Paolo Pasolini</a></strong>“. Incontro- evento, ospitato nel Salone d’onore “Carlo X” del Grand Hotel Entourage e concluso la sera del 26 novembre, nel Salone degli Specchi a Palazzo Lantieri, in una magica atmosfera musicale dedicata all’ultimo rappresentante del classicismo viennese <strong>Ludwig van Beethoven</strong>. Ad interpretare le sonate del celebre compositore tedesco, il musicologo <strong>Alessandro Arbo</strong> e la pianista <strong>Letizia Michielon</strong>.</p>
<p>Declinata in due giorni di approfondimento sui tre esponenti di spicco del mondo intellettuale del ‘900, l’edizione 2022, ha sottolineato la prestigiosità dell’appuntamento Mitteleuropeo e Mediterraneo per il tema proposto e, il richiamo di molti studiosi europei e nazionali appartenenti all’area Mediterranea.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="wp-block-image is-style-rounded">
<figure class="alignright size-medium is-resized"><img decoding="async" class="wp-image-49727" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/11/pasolini-pinterest-3-300x300.jpg" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/11/pasolini-pinterest-3-300x300.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/11/pasolini-pinterest-3-150x150.jpg 150w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/11/pasolini-pinterest-3.jpg 640w" alt="" width="-73" height="-73" /><figcaption><em>Pier Paolo Pasolini </em></figcaption></figure>
</div>
<p>Presiedute da Suzana Glavaš poetessa croata, Andrea Vacchi Università di Udine e ricercatore dell’Istituto di fisica nucleare e dalla filosofa Elena Guerra, le tre sessioni dell’incontro, hanno ricevuto tra le personalità intervenute, il contributo di <strong>Pierfranco Bruni</strong>. L’antropologo, poeta e saggista, ha sviluppato una complessa indagine sul pensiero di <strong>Pier Paolo Pasolini </strong>((Bologna, 5 marzo 1922 – Roma, 2 novembre 1975) e le influenze letterarie, filosofiche e personali che, ne hanno caratterizzato la sua forza critica sociale e politica, precorritrice delle trasversalità del nostro tempo. Un Pasolini poeta, scrittore, regista, drammaturgo, al tempo stesso proiezione di un lacerante dramma privato e politico vissuto nel 1945, per la morte del fratello minore Guido, partigiano nella brigata Osoppo appartenente al Partito d’azione, vittima dell’eccidio a Porzûs il 12 febbraio 1945, per mano di partigiani comunisti combattenti per l’adesione del Friuli alla Repubblica iugoslava di Tito.</p>
<div class="wp-block-image is-style-default">
<figure class="alignright size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-49728" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/11/Guido-Pasolini.jpg" alt="" width="199" height="272" /><figcaption><em>Guido Pasolini </em></figcaption></figure>
</div>
<p>“<em>Quel ragazzo era di un coraggio, di una innocenza, che non si possono credere. Io adesso vedo la sua immagine, il suo viso, la sua giacca, e mi sento afferrare da un angoscia così indicibile, così disumana. Perciò l’unico pensiero che mi conforta è che io non sono immortale; che Guido non ha fatto altro che precedermi generosamente di pochi anni in quel nulla verso il quale io mi avvio</em>” Così Pasolini, esprimeva l’attanagliante dolore in una lettera all’amico Luciano Serra. Un trauma logorante che incise profondamente nei mutamenti interiori del poeta di Casarsa, il paese materno, con il rinvigorimento del friulano, lingua in cui scrisse versi condividendone la religione contadina. Un periodo in cui malgrado il tormento per la cruenta scomparsa di Guido ammazzato dai comunisti, scindendo la tragedia familiare dalla propensione ideologica al <em>marxismo</em>, si iscrisse al PCI. Era il 1947.</p>
<p>Da lì a poco, un altra esperienza traumatica avrebbe colpito Pasolini. Uno scandalo a sfondo sessuale, tristemente noto come <em>I fatti del Ramuscello</em> che, coinvolsero lo scrittore e ne causarono l’espulsione dal Partito Comunista Italiano, a due anni dall’adesione. Il tormento di quegli anni lo sostennero in una ricerca esistenziale ma anche strettamente concettualistica che, potesse superare la realtà in un’epoca così “profondamente desacralizzata”. La visione di Pasolini del mondo, spinge ad orientarlo in un incontro col sacro. La produzione successiva sarà in gran parte protesa all’affermazione del sacro, annullato dall’industria culturale del suo tempo che appiattisce ogni altra dimensione: “<em> Uno dei luoghi comuni più tipici degli intellettuali di sinistra è la volontà di sconsacrare e de-sentimentalizzare la vita. Ciò si spiega, nei vecchi intellettuali progressisti, col fatto che sono stati educati in una società clerico-fascista che predicava false sacralità e falsi sentimenti. E la reazione era quindi giusta. Ma oggi il nuovo potere non impone più quella falsa sacralità e quei falsi sentimenti… Dunque la polemica contro la sacralità e contro i sentimenti da parte degli intellettuali progressisti, che continuano a macinare il vecchio illuminismo quasi che fosse meccanicamente passato alle scienze umane, è inutile. Oppure è utile al potere”.</em><br />
<em>“Io…sono sempre più scandalizzato dall’assenza di senso del sacro nei miei contemporanei.</em><br />
<em>Io difendo il sacro perché è la parte dell’uomo che offre meno resistenza alla profanazione del potere ed è la più minacciata dalle istituzioni delle chiese”.</em><br />
<em>( </em>Il sogno del centauro, Pasolini 1970)<em>.</em>”</p>
<p>Ed è dalla concezione di sacro che si snoda, in un defluire penetrante, l’indagine del professor <strong>Pierfranco Bruni,</strong> intorno alla realtà metafisica del mondo poetico pasoliniano, di cui riproduciamo un breve abstract dell<strong>‘intervento reso all’incontro a Gorizia </strong>‘ Canti dell’Infinito’ ripreso integralmente <strong>nel video a margine. </strong></p>
<p>“Un concetto di sacro, passione, crocifissione, del Cristo che costituiscono riferimenti di attraversamento in una dimensione il linguaggio. La parola diventa forma. La parola è forma in <strong>Pier Paolo Pasolini </strong>oltre l’estetica, perchè per essere forma il linguaggio di Pasolini supera la forma dell’estetica, della semantica stessa, per inserirsi in una visione in cui l’immagine diventa immaginario ma, che nasce all’interno di una antropologia dell’essere poeta e del recuperare il senso dell’esistenza. Ovvero, in Pasolini Il senso del sacro, non è soltanto una metafisica come nel caso del suo scritto su San Paolo, ‘Sulla strada di Tarso’, il testo rimasto incompiuto ma diventa sostanzialmente un sacrificio individuale piegato sulla parola.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-medium is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-49730" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/11/pasolini-pinterest-1-188x300.jpg" sizes="(max-width: 207px) 100vw, 207px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/11/pasolini-pinterest-1-188x300.jpg 188w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/11/pasolini-pinterest-1.jpg 469w" alt="" width="207" height="330" /><figcaption><em>Pier Paolo Pasolini </em></figcaption></figure>
</div>
<p>La parola che diventa crocefissione del senso dell’essere e questo, lo si può notare soprattutto nei suoi scritti poetici, oltre che in quella parte cinematografica in cui il vangelo diventa riferimento. Ma è una lettura di un vangelo in cui la cultura popolare o meglio la visione antropologica diventa scavo tra i personaggi tra gli uomini, in una visione in cui il senso del sacro si mitizza all’interno di un processo, non solo esistenziale, personale ma, radicato in una identità antropologica. Già nei suoi versi iniziali, la poesia a Casarsa nel 1942, l’incipit della sua produzione letteraria, quel senso delle radici, della lingua che non è un dialetto ma che è lingua in senso vero. assorbe la cultura popolare che fa di Pasolini l’essere religioso del linguaggio. <strong>Nella religiosità ci sono le radici, c’è il paese, c’è la madre</strong>. C’è un vissuto che diventa sostanzialmente dimensione linguistica ma che nasce fortemente da una dimensione di trasposizione onirica. Nella prima fase della poesia a Casarsa del ’42 alla quale io lego ‘La meglio Gioventù’ del 54 e ‘La nuova gioventù del ’75. Siamo nell’epica e nell’epoca di un linguaggio in cui la parola diventa appartenenza, identita ed eredità. La tradizione recuperata da Pasolini .</p>
<div class="wp-block-image is-style-default">
<figure class="alignright size-thumbnail is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-49731" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/11/pasolini-pinterest-2-1-150x150.jpg" sizes="(max-width: 149px) 100vw, 149px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/11/pasolini-pinterest-2-1-150x150.jpg 150w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/11/pasolini-pinterest-2-1-300x300.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/11/pasolini-pinterest-2-1.jpg 735w" alt="" width="149" height="149" /><figcaption><em>Pier Paolo Pasolini </em></figcaption></figure>
</div>
<p>Ecco perchè spesso parliamo di un Pasolini il cui il senso della tradizione diventa anche conservazione. Ma la tradizione è tale, soprattutto nella letteratura quando si cerca di recuperare il senso delle radici. Ma il senso delle radici è, non solo solo una questione ontologica in sè, ma diventa filosofica. La cui filosofia è chiaramente l’innervatura di una dimensione propriamente letteraria.</p>
<p>Dopo questi tre nuclei di poesia del ’42, ‘ 54, e del ’75 si va verso una nuova forma di linguaggio e poesia vera e propria come ‘Le ceneri di Gramsci’ del ’57, ‘L’usignolo della chiesa cattolica’ del 58′, il gruppo di poesia che va da ‘La religione del mio tempo, ‘<em>Trasumanar e organizzar</em>‘ del ’71. In questa seconda fase poetica quella visione della passione di Cristo diventa una forma in cui il senso di quello che noi pensavamo ignoto, diventa l’usignolo .. E qui si poggia una dimensione propriamente religiosa. Ma è una religiosità che lo porta verso il limite dell’eresia. soprattutto nella poesia ‘Universi della crocifissione’ ci sono elementi di una forte evoluzione che trova nella tradizione, il concetto forte della metafisica. <strong>Evoluzione, tradizione e metafisica</strong> . Potrebbe essere una contraddizione parlare di evoluzione, tradizione e metafisica, ma Pasolini è la contraddizione in sè, dal punto di vista formale e dal punto di vista letterario. Nella poesia ‘La crocifissione’, nei versi che danno un senso a quell&#8217;”Usignolo della chiesa cattolica” del ’58, c’è un incipit, tratto dalla lettera di San Paolo ai Corinti nel quale Pasolini sottolinea : ‘<em>Ma noi predichiamo Cristo crocifisso: scandalo pe’ Giudei, stoltezza pe’ Gentili</em>.. lettera che viene ripresa nel suo San Paolo pubblicato postumo, ed è una chiave di lettura, per entrare nel vivo di un Pasolini, altro, rispetto a Petrolio agli Scritti corsari, a quelli di narrativa ‘Ragazzi di vita violenta’, a ‘Lettera luterane’. <strong>Ed è qui che Pasolini incentra il suo confronto-scontro con la metafisica. </strong></p>
<p><strong>Con questo Dio possibile e impossibile</strong>, con questa croce <strong>che diventa il sacrificio del poeta e dell’uomo</strong> che assorbe in sè <strong>le piaghe del vivere quotidiano</strong>……”</p>
<p>Il Video intervento del professor <strong>Pierfranco Bruni</strong> a Gorizia il 25 novembre 2022</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Pierfranco Bruni a Gorizia per Canti dell’Infinito</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Annalisa Crupi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Nov 2022 18:42:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Canti del l’infinito]]></category>
		<category><![CDATA[Gorizia]]></category>
		<category><![CDATA[Pierfranco Bruni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/11/5EBA2DF7-B8D0-49A6-9508-36DC19B4DC65.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/11/5EBA2DF7-B8D0-49A6-9508-36DC19B4DC65.png 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/11/5EBA2DF7-B8D0-49A6-9508-36DC19B4DC65-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/11/5EBA2DF7-B8D0-49A6-9508-36DC19B4DC65-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>Tra Filosofia, religiosità e poesia, il saggista, poeta e antropologo, Pierfranco Bruni all’incontro con studiosi Mitteleuropei e Mediterranei. Topic del convegno, al Grand Hotel Entourage a Gorizia, recuperare la spinta&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Tra Filosofia, religiosità e poesia, il saggista, poeta e antropologo, Pierfranco Bruni all’incontro con studiosi Mitteleuropei e Mediterranei. Topic del convegno, al Grand Hotel Entourage a Gorizia, recuperare la spinta intellettualistica fondante della produzione filosofica e letteraria di Carlo Michelstaedter, Biagio Marin e Pier Paolo Pasolini, attraverso una visione trascendente e spirituale. Un concerto dedicato a Ludwig van Beethoven chiuderà l’evento</em></p>
<p>Gorizia, 25 novembre 2022 – L’antropologo, poeta e saggista <strong>Pierfranco Bruni</strong>, tra i prestigiosi ospiti italiani e stranieri di “<strong>Canti dell’Infinito. Filosofia, religiosità e poesia in Carlo Michelstaedter, Biagio Marin e Pier Paolo Pasolini</strong>“. Realizzato con il sostegno della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia e della Fondazione CaRiGo, l’incontro- evento culturale Mitteleuropeo e Mediterraneo, in programma a Gorizia, è in svolgimento da oggi fino a domani, sabato 26 novembre, ed avrà al centro uno spazio di approfondimento sulle pregnanti impronte culturali lasciate dai tre intellettuali vissuti tra il XI e il XX secolo.</p>
<div class="wp-block-image is-style-default">
<figure class="alignright size-medium is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-49652" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/11/download-1-300x132.jpg" sizes="(max-width: 222px) 100vw, 222px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/11/download-1-300x132.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/11/download-1.jpg 339w" alt="" width="222" height="98" /></figure>
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<p>Di<em><strong>,  Carlo</strong></em> Raimondo <em><strong>Michelstaedter</strong></em>  (Gorizia, 3 giugno 1887 – Gorizia, 17 ottobre 1910), <em><strong>Biagio Marin</strong></em> (Grado, 29 giugno 1891 – Grado, 24 dicembre 1985) poeta e scrittore e <strong>Pier Paolo </strong><em><strong>Pasolini</strong></em> (Bologna, 5 marzo 1922 – Roma, 2 novembre 1975) scrittore, poeta, regista, sceneggiatore, attore e drammaturgo italiano, circa venti studiosi dell’area mediterranea e dell’Europa centrale affronteranno una complessa analisi per recuperarne la spinta intellettualistica fondante della loro produzione filosofica e letteraria attraverso una visione trascendente e spirituale.</p>
<p>Il Salone d’onore “Carlo X” del Grand Hotel Entourage, ospiterà l’evento plasmato dal mattino al pomeriggio in tre sessioni, presiedute dalla poetessa croata <strong>Suzana Glavaš</strong>, <strong>Andrea Vacchi</strong> – docente nell’Università di Udine e ricercatore dell’Istituto di fisica nucleare nazionale, e la filosofa <strong>Elena Guerra</strong>.</p>
<p>I lavori chiuderanno sabato 26 novembre, sulle note di un concerto dedicato a <strong>Ludwig van Beethoven</strong>. Nel suggestivo Salone degli specchi di Palazzo Lantieri, alle ore 18, le interpretazioni del musicologo <strong>Alessandro Arbo</strong> e la pianista veneziana <strong>Letizia Michielon</strong> intratterranno i partecipanti con quattro sonate del compositore tedesco e ultimo rappresentante del classicismo viennese.</p>
<p>Ad avvicendarsi negli interventi della prima sessione, saranno:</p>
<p><strong>Győző Szabó</strong>, docente dell’Università “Eötvös Loránd” di Budapest;</p>
<p><strong>Marina Bressan </strong><strong>germanista;</strong></p>
<p><strong>Ariel Viterbo</strong>, poeta israeliano;</p>
<p><strong>Donato Laborante, </strong><strong>altamurano;</strong></p>
<p>Nella seconda sessione interverranno:</p>
<p><strong>Alessandro Arbo</strong>, musicologo goriziano, docente all’Università di Strasburgo,</p>
<p><strong>Pierfranco Bruni</strong>, scrittore, saggista , poeta e antropologo;</p>
<p><strong>Miha Kosovel</strong>, studioso sloveno ed editore della rivista <em>Razpotja</em></p>
<p><strong>Emilio Filieri</strong>, docente di Letteratura italiana all’Università di Bari</p>
<p><strong>Admira Brahja</strong>, albanese, italianista e docente all’Università di Scutari.</p>
<p>Per la terza sessione, interverrano:</p>
<p><strong>Giuliana Parotto</strong>, docente dell’Università di Trieste,</p>
<p><strong>Carlo Grandi</strong>, direttore d’orchestra e violinista</p>
<p><strong>Suzana Glavaš</strong>, poetessa croata che sarà accompagnata dal violoncellista L<strong>uca Signorini</strong></p>
<p><strong>Gianni Maran, </strong><strong>artista gradese</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2022%2F11%2F26%2Fpierfranco-bruni-a-gorizia-per-canti-dellinfinito%2F&amp;linkname=Pierfranco%20Bruni%20a%20Gorizia%20per%20Canti%20dell%E2%80%99Infinito" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2022%2F11%2F26%2Fpierfranco-bruni-a-gorizia-per-canti-dellinfinito%2F&#038;title=Pierfranco%20Bruni%20a%20Gorizia%20per%20Canti%20dell%E2%80%99Infinito" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2022/11/26/pierfranco-bruni-a-gorizia-per-canti-dellinfinito/" data-a2a-title="Pierfranco Bruni a Gorizia per Canti dell’Infinito"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2022/11/26/pierfranco-bruni-a-gorizia-per-canti-dellinfinito/">Pierfranco Bruni a Gorizia per Canti dell’Infinito</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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