<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>ideologia Archivi - lafrecciaweb.it</title>
	<atom:link href="https://www.lafrecciaweb.it/tag/ideologia/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.lafrecciaweb.it/tag/ideologia/</link>
	<description>la velocità dell&#039;informazione</description>
	<lastBuildDate>Tue, 07 Apr 2026 20:02:29 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/07/favicon-32x32-1.png</url>
	<title>ideologia Archivi - lafrecciaweb.it</title>
	<link>https://www.lafrecciaweb.it/tag/ideologia/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">168598825</site>	<item>
		<title>Letteratura e ideologia: tra conformismo critico e rimozione degli scrittori nel Novecento</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/04/07/letteratura-e-ideologia-tra-conformismo-critico-e-rimozione-degli-scrittori-nel-novecento/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=letteratura-e-ideologia-tra-conformismo-critico-e-rimozione-degli-scrittori-nel-novecento</link>
					<comments>https://www.lafrecciaweb.it/2026/04/07/letteratura-e-ideologia-tra-conformismo-critico-e-rimozione-degli-scrittori-nel-novecento/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni Presidente Naz. Centro Studi e Ricerche “Francesco Grisi”]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 20:02:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[ideologia]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[novecento]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lafrecciaweb.it/?p=119792</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="410" height="410" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/02/DABF35A2-15CB-401A-BA0B-C39FF668BD39.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/02/DABF35A2-15CB-401A-BA0B-C39FF668BD39.jpeg 410w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/02/DABF35A2-15CB-401A-BA0B-C39FF668BD39-300x300.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/02/DABF35A2-15CB-401A-BA0B-C39FF668BD39-150x150.jpeg 150w" sizes="(max-width: 410px) 100vw, 410px" /></p>
<p>Idolatrare Pasolini e altri dimenticando Giuseppe Berto Carlo Mazzantini Marcello Gallian Francesco Grisi Cesare Pavese&#8230; Si può? Povera Patria mia&#8230; Letteratura e ideologia nel tempo presente. Conformismo e mancanza di&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/04/07/letteratura-e-ideologia-tra-conformismo-critico-e-rimozione-degli-scrittori-nel-novecento/">Letteratura e ideologia: tra conformismo critico e rimozione degli scrittori nel Novecento</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Idolatrare Pasolini e altri dimenticando Giuseppe Berto Carlo Mazzantini Marcello Gallian Francesco Grisi Cesare Pavese&#8230;</em><br />
<em>Si può? Povera Patria mia&#8230;</em></p>
<p>Letteratura e ideologia nel tempo presente. Conformismo e mancanza di coraggio. Dimenticando Giuseppe Berto Carlo Mazzantini Marcello Gallian Francesco Grisi Berto Ricci&#8230; Uno dei maestri del Novecento letterario resta Cesare Pavese. Procedo in modo a-sistematico.<br />
Perché Pavese? Subito detto. Pavese non amò Primo Levi. L&#8217;intoccabile Primo Levi. Ma non amò neppure Italo Calvino. Fu ripagato da Pasolini riscoperto dalla destra istituzionale che considerò Pavese uno scrittore provinciale.</p>
<p>-Vi spiego</p>
<p>Pavese-Primo Levi tra mito, testimonianza e critica al realismo dominante. Cesare Pavese si rifiutò di pubblicare il libro di Primo Levi:  “Se questo è un uomo” all’interno della collana di narrativa, poiché lo riteneva un libro di cronaca. Una mera cronaca senza letteratura. Non lo ha mai considerato un romanzo. Soltanto dopo la morte di Pavese venne pubblicato dalla Einaudi.<br />
Discutiamo dunque di letteratura del Novecento. Nel segno non solo della rilettura di quella storia che ci è stata imposta dai testi scolastici e universitari. Testi completamente affidati a modelli ideologici. Di discussione nel corso di questi anni ne abbiamo fatte tante, ma ci sono responsabilità sia istituzionali che di metodologia applicata alla pedagogia. La vera storia della letteratura italiana del Novecento non è quella che si fa studiare nei libri di testo – scuola superiore e università. È una letteratura “gestita” politicamente.<br />
Più volte sono entrato nel merito di ciò.<br />
Certo. Ma leggete un po’ i contemporanei: da Tondelli a Sanguineti (per risalire indietro e non ridiscendere) dall’autore di “Gomorra” a tutta una letteratura in odore di non letteratura vera.<br />
Nota dolente continuare a considerare grande scrittore Primo Levi. Considerare Pasolini un grande. E gli scrittori veri?<br />
Ma scusate: cosa hanno a che fare Pasolini e Mishima? Elogio alla non conoscenza!</p>
<p>-Invece di fare un&#8217;operazione intelligente su Papini Pavese Grisi Deledda Berto&#8230; Cosa si fa? Si riscopre Pasolini&#8230; Dio mio che ignoranza<br />
Sfido a trovare pagine su Giuseppe Berto, su Marcello Gallian, su Francesco Grisi, Diego Fabbri, Antonio Barolini, Ignazio Silone&#8230;<br />
Poi, la nota dolente è quella di continuare a considerare “grande” scrittore Primo Levi. Pagine di testimonianza e nient’altro. I suoi scritti non superato la testimonianza umana ma la letteratura ha una griglia simbolica e di “pensiero” di altra natura.<br />
Già il caso Moravia è ben altra faccenda. Un narratore e non uno scrittore. Molta subordinazione agli schemi calviniani. Un Italo Calvino che diventa scrittore in “Palamar” in “Se un viaggiatore…”.<br />
E prima? Ma niente di nuovo dopo Pavese. Pavese è la centralità di un Novecento di mezzo con una straordinaria valenza poetica e letteraria, ma non certamente quel Pavese antologizzato nei testi scolastici. L’antirealista Pavese è soprattutto lo scrittore che non accettò la Resistenza né come modello politico e tanto meno come espressione letteraria. Pavese è il mito e l’alchimia nella storia ma è anche lo scrittore che condanna chiaramente il comunismo e i risvolti di una Resistenza assassina (“Dialoghi con Leucò” e la “Casa in collina” sono il manifesto dell’antiresistenza. Semplice constatare ciò. Basta leggerlo con serenità e non antologizzarlo con giustificazioni banali.</p>
<p>-Lezioni di un realismo come vera forma di arte? Errore</p>
<p>Ma se Pavese è lo scrittore di mezzo del Novecento, che sostanzialmente spacca le visioni ideologiche, Corrado Alvaro è lo scrittore delle “memorie sommerse” che fa iniziare il suo percorso letterario, proprio nei primi anni del Novecento, con “L’uomo nel labirinto”. Siamo a livelli alti e non nella mediocre cronaca di un Primo Levi o nella superbia visione stilistica di Italo Calvino, che tutto deve al Pavese della coerenza, dello stile, dell’autenticità.<br />
Alvaro e Pavese avevano dietro dimensioni robuste: da una parte una visione musiliana e kafkiana e dall’altra la lezione eliadiana e vichiana ben ancorate alla tradizione letteraria e non ideologica. Bisogna rivendicare la letteratura vera e spogliarla dalla frenesia di un gramscismo che proviene da lezioni sovietiche di un realismo come vera forma di arte. Pavese è distante da ciò, come lo è Alvaro, come lo è Berto, come lo sono i contemporanei alti: Sgorlon e Bevilacqua. Qual può essere il ragionamento applicato nel centralizzare testimoni di scrittura come Primo Levi e non dare la giusta considerazione a veri scrittori come Giuseppe Berto?<br />
Mi devono spiegare perché si focalizza l’attenzione, il più delle volte, sulle contraddizioni di Sartre defilando in un paracadute Camus. Ci vogliono ragionamenti critici e non teatralizzazioni consociative. Ma sul versante cattolico  si sono resi conto che la storia della letteratura dimentica Diego Fabbri, Mario Pomilio, Francesco Grisi, Ignazio Silone del “Celestino V”, e più avanti Saviane, Salvalaggio, Battaglia? Si ha il coraggio di leggere e proporre Giuseppe Berto (l’autore de “Il male oscuro” e di “Anonimo veneziano” oltre che della “Gloria”) senza lasciarsi condizionare dal suo libro “Guerra in camicia nera”? Non ci credo. Si ha il coraggio di proporre Pavese come egli stesso ha scritto nella pagina introduttiva a “Dialoghi con Leucò”, ovvero di non essere uno scrittore realista?</p>
<p>-Generazioni di maestri (pochi) e di mediocri (molti)</p>
<p>Si ha il coraggio di penetrare Calvino ponendosi davanti ad una lezione di letteratura marxista anche quando cerca di introdurci nella fiaba o nelle sue interpretazioni “americane”, che non offrono alcuna originalità e innovazione dopo le lezioni critiche debenettiane? Ci vuole coraggio e capacità anche nel tentare di sfidare luoghi conformati e conformistici. Primo Levi. Non mi dice nulla. Continuo a rileggere Giuseppe Berto. Non consiglio Italo Calvino perché è solo retorica letteraria. Rileggo i maestri come Pavese e Alvaro. Si può andare oltre. Ma prima bisogna lavorare epoche sugli scrittori e sui testi degli scrittori e non su indicazioni di terza mano. Bisogna spenderci una vita per potere essere certi di un pensiero e attraversare generazioni di maestri (pochi) e di mediocri (molti). Io non smetto di tenere tra le mie mani il Camus de “Lo straniero” e di cestinare il Sartre de “La nausea”. Convinto sempre che la confessione può diventare un genere letterario (Maria Zambrano), ma nella confessione ci deve essere il mistero dell’arte. Bisogna ritornare alla letteratura vera, alla letteratura degli scrittori e non dei testimoni come Pasolini&#8230;<br />
Pavese aveva perfettamente ragione. Il nostro tempo ha torto.</p>
<p><strong>Pierfranco Bruni</strong> è nato in Calabria. Archeologo, direttore del Ministero dei Beni Culturali e, dal 31 ottobre 2025, membro<img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-111761 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Pierfranco-Bruni-1-2-300x188.jpg" alt="" width="300" height="188" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Pierfranco-Bruni-1-2-300x188.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Pierfranco-Bruni-1-2-768x480.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Pierfranco-Bruni-1-2-585x366.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Pierfranco-Bruni-1-2.jpg 817w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /> del CdA dei Musei e Parchi Archeologici di Melfi e Venosa, nominato dal Ministro della Cultura; presidente del Centro Studi “Francesco Grisi” e già componente della Commissione UNESCO per la diffusione della cultura italiana all’estero.</p>
<p>Nel 2024 è stato Ospite d’onore per l’Italia per la poesia alla Fiera Internazionale di Francoforte e Rappresentante della cultura italiana alla Fiera del libro di Tunisi.</p>
<p>Incarichi in capo al Ministero della Cultura:</p>
<p>Presidente Commissione Capitale italiana città del Libro 2024;</p>
<p>Presidente Comitato Nazionale Celebrazioni centenario Manlio Sgalambro;</p>
<p>Segretario unico comunicazione del Comitato Nazionale Celebrazioni Eleonora Duse.</p>
<p>È inoltre presidente nazionale del progetto “Undulna Eleonora Duse” e presidente e coordinatore scientifico del progetto “Giacomo Casanova 300”.</p>
<p>Ha pubblicato libri di poesia, racconti e romanzi. Si è occupato di letteratura del Novecento con studi su Pavese, Pirandello, Alvaro, Grisi, D’Annunzio, Carlo Levi, Quasimodo, Ungaretti, Cardarelli, Gatto, Penna, Vittorini e sulle linee narrative e poetiche del Novecento che richiamano le eredità omeriche e le dimensioni del sacro.</p>
<p>Ha scritto saggi sulle problematiche relative alla cultura poetica della Magna Grecia e, tra l’altro, un libro su Fabrizio De André e il Mediterraneo (“Il cantico del sognatore mediterraneo”, giunto alla terza edizione), nel quale esplora le matrici letterarie dei cantautori italiani e il rapporto tra linguaggio poetico e musica, tema che costituisce un modello di ricerca sul quale Bruni lavora da molti anni.</p>
<p>Studioso di civiltà mediterranee, Bruni unisce nella sua opera il rigore scientifico alla sensibilità umanistica, ponendo al centro della sua ricerca il dialogo tra le culture, la memoria storica e la bellezza come forma di identità.<br />
@<strong>Riproduzione riservata</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2026%2F04%2F07%2Fletteratura-e-ideologia-tra-conformismo-critico-e-rimozione-degli-scrittori-nel-novecento%2F&amp;linkname=Letteratura%20e%20ideologia%3A%20tra%20conformismo%20critico%20e%20rimozione%20degli%20scrittori%20nel%20Novecento" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2026%2F04%2F07%2Fletteratura-e-ideologia-tra-conformismo-critico-e-rimozione-degli-scrittori-nel-novecento%2F&#038;title=Letteratura%20e%20ideologia%3A%20tra%20conformismo%20critico%20e%20rimozione%20degli%20scrittori%20nel%20Novecento" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2026/04/07/letteratura-e-ideologia-tra-conformismo-critico-e-rimozione-degli-scrittori-nel-novecento/" data-a2a-title="Letteratura e ideologia: tra conformismo critico e rimozione degli scrittori nel Novecento"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/04/07/letteratura-e-ideologia-tra-conformismo-critico-e-rimozione-degli-scrittori-nel-novecento/">Letteratura e ideologia: tra conformismo critico e rimozione degli scrittori nel Novecento</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.lafrecciaweb.it/2026/04/07/letteratura-e-ideologia-tra-conformismo-critico-e-rimozione-degli-scrittori-nel-novecento/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">119792</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Quando Rino Gaetano votava Almirante e Battisti era un reazionario: il grande equivoco della cultura ideologica</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/05/17/quando-rino-gaetano-votava-almirante-e-battisti-era-un-reazionario-il-grande-equivoco-della-cultura-ideologica-1/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=quando-rino-gaetano-votava-almirante-e-battisti-era-un-reazionario-il-grande-equivoco-della-cultura-ideologica-1</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Carlo Di Stanislao]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 May 2025 19:31:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[ideologia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lafrecciaweb.it/?p=103504</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="531" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/Progetto-senza-titolo-1.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/Progetto-senza-titolo-1.png 531w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/Progetto-senza-titolo-1-300x249.png 300w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" /></p>
<p>&#8220;L’arte non è né morale né immorale. È arte, e basta.&#8221; — Oscar Wilde C’era una volta – ed era ieri – la convinzione che l’arte dovesse avere una tessera&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/05/17/quando-rino-gaetano-votava-almirante-e-battisti-era-un-reazionario-il-grande-equivoco-della-cultura-ideologica-1/">Quando Rino Gaetano votava Almirante e Battisti era un reazionario: il grande equivoco della cultura ideologica</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="531" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/Progetto-senza-titolo-1.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/Progetto-senza-titolo-1.png 531w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/Progetto-senza-titolo-1-300x249.png 300w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" /></p><p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">&#8220;L’arte non è né morale né immorale. È arte, e basta.&#8221;</em><br />
— <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Oscar Wilde</em></p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">C’era una volta – ed era ieri – la convinzione che l’arte dovesse avere una tessera politica. Era un’illusione così potente da compiere miracoli: trasformare Rino Gaetano in un teorico del sovranismo romantico e Lucio Battisti in un apostolo del liberismo sentimentale. E intanto, al centro, i cineasti d’oggi si beccano tra loro e col governo come ai tempi di Scialoja e del Ministero del Turismo e dello Spettacolo.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Ridicolo? Certamente. Ma anche perfettamente italiano.</p>
<h3 data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.719999">Quando la destra adottò Rino Gaetano</h3>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Alla fine degli anni ’90, la destra post-ideologica – in cerca disperata di simboli pop per legittimarsi nel nuovo immaginario – adotta Rino Gaetano. Rino, che rideva di tutto e tutti, diventa un profeta. “Era contro il Potere, contro l’establishment, quindi era uno dei nostri!” dicono in coro, come se avessero appena scoperto le tavole della legge.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Peccato che Rino, con quella voce strascicata e lo sguardo da clown triste, era molto più vicino a Jannacci che a un programma elettorale. Un anarchico poetico, un menestrello dell’assurdo. I suoi bersagli non avevano bandiere: erano grotteschi, sfuggenti, universali. Lo Stato, il popolo, la politica, la società. Tutti, nessuno escluso.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Ma si sa, in Italia anche l’assurdo viene schedato.</p>
<h3 data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.719999">Quando la sinistra demonizzava Battisti</h3>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Negli anni ‘70 la sinistra extraparlamentare – avanguardia e censura, falce e jazz – non faceva prigionieri. Se non suonavi in 7/8, non avevi spazio nella festa dell’Unità. Lucio Battisti? <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Non impegnato</em>. PFM? <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Tecnici, elitari, roba da bocconiani</em>. Il Banco del Mutuo Soccorso passava appena, e solo se cantava in latino.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">C’erano compagni che si portavano dietro i dischi degli Area come vangeli. Gli altri, quelli che amavano <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Il mio canto libero</em>, dovevano ascoltare di nascosto, come chi compra riviste proibite. L’amore? Reazionario. Il dolore personale? Borghese. L’introspezione? Tradimento della lotta di classe.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Lucio Battisti, che aveva anticipato i Radiohead e l’elettropop mentre gli altri discutevano di Mao, venne archiviato come <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">problema ideologico</em>.</p>
<h3 data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.719999">Cultura o campo di battaglia?</h3>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">E oggi eccoci di nuovo qui. Il governo discute con i cineasti, i cineasti accusano il governo, le piattaforme indignate discutono su chi sia abbastanza “di popolo” per ricevere fondi. I film sono schedati come dossier, le fiction etichettate con bollini morali, e ogni artista viene scannerizzato come un passaporto in aeroporto.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Si cerca la fedeltà. Si misura il grado di patriottismo, o di disobbedienza. Si pretende che l’arte prenda posizione. Ma l’arte, per sua natura, sfugge. È disobbedienza anche quando racconta una storia d’amore. È politica anche quando parla di silenzi.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">L’arte – la vera arte – è un confine che cambia. Un cortile dove l’estrema sinistra e il cattolico liberale possono leggere lo stesso libro, piangere allo stesso film, ridere della stessa canzone.</p>
<h3 data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.719999">Non esiste l’arte “di parte”</h3>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Rino Gaetano non era “contro il sistema”. Era oltre. Battisti non era “di destra”. Era altrove. Così come oggi Sorrentino non è propaganda, né Bellocchio un ribelle per contratto. Sono narratori. Alcuni vi piaceranno, altri vi irriteranno. Ma non servono per confermare le vostre idee. Servono, al massimo, per metterle in dubbio.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Chi ha paura della cultura libera – sia al governo, sia all’opposizione – ha paura della libertà. Perché la cultura non va verso il potere. Lo osserva, lo disturba, lo racconta. Ma non gli giura fedeltà.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">E allora, invece di usare Rino come testimonial, Lucio come pretesto, e ogni film come banco di prova elettorale… respirate. Godetevi la complessità. Ascoltate. Guardate. Leggete. E smettetela di chiedere il pedigree a ogni artista.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Perché, alla fine, l’arte è come il vento: se cerchi di afferrarla, ti resta solo la polvere in mano.</p>
<p><strong><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">“Cultura di confine”</em></strong></p>
<p><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">di Italo Nostromo</em></p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Ditemi pure<br />
se il pennello vota<br />
se il clarinetto fa campagna<br />
se la pellicola firma mozioni.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Interrogate le note<br />
chiedete loro da che parte stanno<br />
ma non sorprendetevi<br />
se rispondono con un silenzio in FA minore.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">L’opera resta<br />
mentre voi discutete<br />
se stava a sinistra<br />
o se a destra c’era più luce.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Rino cammina da solo<br />
Battisti canta a chi non capisce<br />
e il regista guarda<br />
mentre la politica parla.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">L’arte non è vostra<br />
non è nostra<br />
non è.<br />
È oltre.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Galleggia<br />
come un pesce che non sa<br />
cosa sia la corrente.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2025%2F05%2F17%2Fquando-rino-gaetano-votava-almirante-e-battisti-era-un-reazionario-il-grande-equivoco-della-cultura-ideologica-1%2F&amp;linkname=Quando%20Rino%20Gaetano%20votava%20Almirante%20e%20Battisti%20era%20un%20reazionario%3A%20il%20grande%20equivoco%20della%20cultura%20ideologica" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2025%2F05%2F17%2Fquando-rino-gaetano-votava-almirante-e-battisti-era-un-reazionario-il-grande-equivoco-della-cultura-ideologica-1%2F&#038;title=Quando%20Rino%20Gaetano%20votava%20Almirante%20e%20Battisti%20era%20un%20reazionario%3A%20il%20grande%20equivoco%20della%20cultura%20ideologica" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2025/05/17/quando-rino-gaetano-votava-almirante-e-battisti-era-un-reazionario-il-grande-equivoco-della-cultura-ideologica-1/" data-a2a-title="Quando Rino Gaetano votava Almirante e Battisti era un reazionario: il grande equivoco della cultura ideologica"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/05/17/quando-rino-gaetano-votava-almirante-e-battisti-era-un-reazionario-il-grande-equivoco-della-cultura-ideologica-1/">Quando Rino Gaetano votava Almirante e Battisti era un reazionario: il grande equivoco della cultura ideologica</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">103504</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Camus. Lo scrittore che volle sconfiggere il comunismo con la metafisica</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2024/07/12/camus-lo-scrittore-che-volle-sconfiggere-il-comunismo-con-la-metafisica/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=camus-lo-scrittore-che-volle-sconfiggere-il-comunismo-con-la-metafisica</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni saggista, antropologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jul 2024 06:07:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Camus]]></category>
		<category><![CDATA[filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[ideologia]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lafrecciaweb.it/?p=90587</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="500" height="281" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/07/IMG_2942.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/07/IMG_2942.jpeg 500w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/07/IMG_2942-300x169.jpeg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></p>
<p>Non c&#8217;è l&#8217;ideologia in Camus. Nascere in Algeria non è nascere in Francia.C&#8217;è la consapevolezza del senso del distacco che significa anche nostalgia.Non era libertario. Era un intellettuale libero. Da&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2024/07/12/camus-lo-scrittore-che-volle-sconfiggere-il-comunismo-con-la-metafisica/">Camus. Lo scrittore che volle sconfiggere il comunismo con la metafisica</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Non c&#8217;è l&#8217;ideologia in Camus. Nascere in Algeria non è nascere in Francia.C&#8217;è la consapevolezza del senso del distacco che significa anche nostalgia.Non era libertario. Era un intellettuale libero. Da schemi della prassi e distante da una antro-filosofia della ragione.Bisognerebbe pensare o immaginare Camus solo davanti alla solitudine e osservare la linea dell&#8217;orizzonte che conduce tra l&#8217;infinito e l&#8217;eterno.</p></blockquote>
<p>Perché si continua a insistere su un Albert Camus completamente di sinistra? È ben altro lo scrittore del &#8220;Primo uomo&#8221; e de &#8220;La peste&#8221;, considerato un romanzo mal riuscito. Non so perché si arriva a comprare la grandiosità de &#8220;Lo straniero&#8221; con le ondate di migrazioni dei nostri giorni. Significa non aver letto Camus. Perché si considera &#8220;L&#8217;uomo in rivolta&#8221; come un testo di filosofia della prassi e del razionalismo storico. <br dir="auto" />Camus dopo la prima fase di adesione alla sinistra, direi che avrebbe voluta riformista, si allontana completamente pur mantenendo delle posizioni certamente antifasciste. Ma il suo antifascismo, che era anche anticomunismo assoluto, non lo si deve considerare un modello di appartenenza alla sinistra tout court. I suoi saggi sono ben altro. Le sue corrispondenze dicono ben altro: soprattutto quelle con Nicola Chiaromonte. <br dir="auto" />Non era libertario. Era un intellettuale libero. Da schemi della prassi e distante da una antro-filosofia della ragione. Vive tra Nietzsche e Kafka. Scrive abitando la confessione. Se all&#8217;inizio della sua entrata nel campo minato della filosofia e della letteratura discute con Sartre immediatamente dopo rompe i rapporti con lo scrittore della &#8220;età della ragione&#8221; e si incammina oltre la ragione. <br dir="auto" />Entra nel labirinto dell&#8217;essere che intreccia la metafisica con la fenomenologia. Fa il cammino di Maria Zambrano. Il Plotino studiato dalla Zambrano è quello al quale Camus dedica la sua tesi di laurea. Va verso sì l&#8217;assurdo ma il suo confrontarsi con l&#8217;assurdo è un dialogare con il cuore dell&#8217;uomo e non con la ragione. <br dir="auto" />C&#8217;è in mezzo Dostoevskij. Non ci sono i saperi della logica ma quelli della solitudine e dell&#8217;impossibile viaggio lineare. Spesso Dostoevskij diventa una guida. Il suo &#8220;Caligola&#8221; è un capolavoro di rappresentazione esistenziale dell&#8217;impossibile ricercato e della solitudine vissuta. Il sentimento del naufragio è nella rilettura dei &#8220;Demoni&#8221; e quasi in una riscrittura teatralizzata. È la coscienza strappata. <br dir="auto" />La nausea di Sartre è una condizione ideologica. La caduta di Camus è un indissolubile vivere abitando l&#8217;essere. L&#8217;inquieto dei personaggi è uno scavo nell&#8217;angoscia di Kierkegaard. Il suo teatro è un&#8217;opera magistrale. Come la sfida di Sisifo che metaforizza il mito dentro il concetto di risveglio.  Il risveglio non è la notte ma la luce. <br dir="auto" />Non c&#8217;è l&#8217;ideologia in Camus. C&#8217;è la consapevolezza del senso del distacco che significa anche nostalgia. Nascere in Algeria non è nascere in Francia. Non può esserci nausea. Si parla con l&#8217;anima. Ma anche con il tempo immortale dell&#8217;assenza. Lo straniero è un uomo diventato personaggio e non popolo. Qui si gioca il non ideologico di Camus. <br dir="auto" />Figlio di una temperie in cui hanno vissuto Robert Brasillach e La Rochelle. Figlio di un&#8217;epoca di dure contrapposizioni, ma di grande letteratura, fa parlare i personaggi e combatte tutti i totalitarismi affinché l&#8217;uomo che guarda a Dio o agli dei possa vincere. È la cultura del mediterraneo che si porta dentro. Una grecità intrecciata al nord Africa. <br dir="auto" />Proprio per questo il comunismo è lontanissimo da lui. Anzi è un &#8220;combattente&#8221; contro i comunismi perché comprende che il comunismo non ha anima, ma dominazione del pensiero. Il suo pensiero libero e scevro da schieramenti lo porta dentro una metafisica chiaramente non realizzata ma attraversata. Appunto verso l&#8217;uomo in Croce con Calderon con il quale tratteggia lo scavo tra il peccato e il perdono. Due emisferi che urlano con l&#8217;uomo che diventa straniero per troppa follia metaforizzata in solitudine. Con la quale affronta la religiosità del cadere decadere.<br dir="auto" />Cosa è il cadere decadere? Un esistenza sfilacciata? O una esistenza decadente? Si misura il tempo della vita tra il passato e il vivere nella trasparenza dell&#8217;immaginario. Nei suoi Taccuini tutta la vita viene annotata come un vero mestiere di vivere. <br dir="auto" />Siamo oltre dunque alla visione di Sartre, ovvero oltre al marxismo stesso. Infatti proprio Nicola Chiaromonte in una lettera indirizzata a Camus datata 23 settembre 1952 scriveva: &#8220;Trovo Sartre ancora peggiore di quanto avessi pensato al primo approccio: &#8220;l&#8217;uomo è volgare nell&#8217;essenza&#8221;. <br dir="auto" />Camus, come dicevo, è completamente distante dal marxismo e quindi dal comunismo soprattutto negli ultimi anni della sua vita. Affermerà nel febbraio del 1957 sulla rivista &#8220;Demain&#8221; riferendosi alla presunta verità comunista che &#8220;&#8230;non si può permettere all&#8217;opportunità di regnare sovrana sul bisogno di verità come fanno i comunisti e gli intellettuali di sinistra loro seguaci, perché questo relativismo sistematico prepara la morte dell&#8217;intelligenza&#8230;&#8221;. <br dir="auto" />Un intellettuale a tutto tondo. E non solo. Perché è da queste considerazioni che nasce la sua opera letteraria e filosofica. Il Camus che si è creduto di leggere in molte occasioni non è il Camus delle opere, dei suoi scritti giornalistici, del pensiero pensato e vero. <br dir="auto" />Non si può immaginare che Camus abbia potuto scrivere: &#8220;La sinistra è schizofrenica e deve curarsi con la critica spietata&#8230;&#8221;. Si era al 1957. Nicola Chiaromonte, invece, aveva letto bene Camus soprattutto quando afferma su &#8220;Tempo presente&#8221; del novembre del 1957: &#8220;Camus aveva &#8216;resistito&#8217; ai filosofemi e al culto del potere che i filosofemi consacravano. I fatti erano venuti a dar ragione all&#8217;individuo che non si era curato di &#8216;essere nella Storia&#8217; né di pensare al seguito degli eventi&#8221;. <br dir="auto" />Era un filosofo. Uno scrittore. Un intellettuale lungimirante. La vita vissuta non come sistema ma come essere nell&#8217;essere esistenza. <br dir="auto" />Un filosofo che si è posto il sentimento della solitudine come inquietudine &#8220;assolvente&#8221; e la memoria come esilio di tempo. Uno scrittore che ha tempestato il ricordo con la magnificenza del graffio dei giorni. Uno scrittore che ha definito il dolore sulla griglia del mito di quel &#8220;primo uomo&#8217; che riporta l&#8217;immaginario dell&#8217;infanzia. Di quell&#8217;intellettuale che è oltre la sola ragione e ha vissuto l&#8217;assurdo come l&#8217;isola della sua esistenza.<br dir="auto" />Perché in fondo Camus era convinto che &#8220;Per poter sopportare, non bisogna ricordare troppo, bisognava stare appiccicati ai giorni, ora per ora&#8221;. <br dir="auto" />Bisognerebbe pensare o immaginare Camus solo davanti alla solitudine e osservare la linea dell&#8217;orizzonte che conduce tra l&#8217;infinito e l&#8217;eterno. Tutto ciò se non è metafisica si è accanto, appiccicati,  alla metafisica.</p>
<p>…..</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full is-resized"><img decoding="async" class="wp-image-71216 alignnone" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/06/Pierfranco-Bruni-1-1.jpeg" sizes="(max-width: 854px) 100vw, 854px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/06/Pierfranco-Bruni-1-1.jpeg 854w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/06/Pierfranco-Bruni-1-1-300x205.jpeg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/06/Pierfranco-Bruni-1-1-768x525.jpeg 768w" alt="" width="854" height="584" /></figure>
</div>
<p><strong>Pierfranco Bruni</strong> è nato in Calabria e vive tra Roma e la Puglia. Scrittore, poeta, italianista e critico letterario, già direttore archeologo presso il Ministero della Cultura. Esperto di Letteratura dei Mediterranei, vive la letteratura come modello di antropologia religiosa. Ha pubblicato diversi testi sulla cristianità in letteratura. Il suo stile analitico gli permette di fornire visioni sempre inedite su tematiche letterarie, filosofiche e metafisiche. Si è dedicato al legame tra letteratura e favola, letteratura e mondo sciamanico, linguaggi e alchimia. Ha pubblicato oltre 120 libri, tra poesia saggistica e narrativa. È presidente del Centro Studi e Ricerche “Francesco Grisi”. Ricopre incarichi istituzionali inerenti la promozione della cultura e della letteratura. Quest’anno con decreto del Ministero della Cultura Mic , è stato nominato Presidente della Commissione per il conferimento del titolo di “Capitale italiana del Libro 2024“. Recente è inoltre l’<em>incarico </em>assegnato sempre dal <strong>Mic</strong> di <strong>Componente della</strong><strong>Giunta</strong> del <strong>Comitato nazionale </strong>per il <strong>centenario</strong> della morte di Eleonora <strong>Duse</strong> (21 aprile 1914 – 21 aprile 2024)  direttore scientifico nazionale del <strong>Progetto Undulna Duse 100 e del Progetto nazionale Manlio Sgalambro a 100 anni dalla nascita. Entrambi indetti dal Mic</strong><br />
@riproduzione riservata</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2024%2F07%2F12%2Fcamus-lo-scrittore-che-volle-sconfiggere-il-comunismo-con-la-metafisica%2F&amp;linkname=Camus.%20Lo%20scrittore%20che%20volle%20sconfiggere%20il%20comunismo%20con%20la%20metafisica" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2024%2F07%2F12%2Fcamus-lo-scrittore-che-volle-sconfiggere-il-comunismo-con-la-metafisica%2F&#038;title=Camus.%20Lo%20scrittore%20che%20volle%20sconfiggere%20il%20comunismo%20con%20la%20metafisica" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2024/07/12/camus-lo-scrittore-che-volle-sconfiggere-il-comunismo-con-la-metafisica/" data-a2a-title="Camus. Lo scrittore che volle sconfiggere il comunismo con la metafisica"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2024/07/12/camus-lo-scrittore-che-volle-sconfiggere-il-comunismo-con-la-metafisica/">Camus. Lo scrittore che volle sconfiggere il comunismo con la metafisica</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">90587</post-id>	</item>
		<item>
		<title>I carri armati russi che sfilano con la bandiera rossa con falce martello è una simbologia che ricorda il 1956 ungherese e il 1968 praghese</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2022/03/19/i-carri-armati-russi-che-sfilano-con-la-bandiera-rossa-con-falce-martello-e-una-simbologia-che-ricorda-il-1956-ungherese-e-il-1968-praghese/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=i-carri-armati-russi-che-sfilano-con-la-bandiera-rossa-con-falce-martello-e-una-simbologia-che-ricorda-il-1956-ungherese-e-il-1968-praghese</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni saggista, antropologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Mar 2022 06:04:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IL punto di vista]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[comunismo]]></category>
		<category><![CDATA[Fëdor Michajlovič Dostoevskij]]></category>
		<category><![CDATA[ideologia]]></category>
		<category><![CDATA[Praga]]></category>
		<category><![CDATA[Putin]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Ungheria]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lafrecciaweb.it/?p=50939</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="2560" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/1C8DB445-6C2A-4635-8376-708E9E2D108F-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/1C8DB445-6C2A-4635-8376-708E9E2D108F-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/1C8DB445-6C2A-4635-8376-708E9E2D108F-300x300.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/1C8DB445-6C2A-4635-8376-708E9E2D108F-1024x1024.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/1C8DB445-6C2A-4635-8376-708E9E2D108F-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/1C8DB445-6C2A-4635-8376-708E9E2D108F-768x768.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/1C8DB445-6C2A-4635-8376-708E9E2D108F-1536x1536.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/1C8DB445-6C2A-4635-8376-708E9E2D108F-2048x2048.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/1C8DB445-6C2A-4635-8376-708E9E2D108F-1920x1920.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/1C8DB445-6C2A-4635-8376-708E9E2D108F-1170x1170.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/1C8DB445-6C2A-4635-8376-708E9E2D108F-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/1C8DB445-6C2A-4635-8376-708E9E2D108F-640x640.jpeg 640w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>Se non fosse tragica e drammaticamente terribile la questione tra Russia e Ucrania dovremmo pensare all&#8217;orrido ironico comico kafkiano. Nessuno si è chiesto in questi giorni di ignoranza storica che&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2022/03/19/i-carri-armati-russi-che-sfilano-con-la-bandiera-rossa-con-falce-martello-e-una-simbologia-che-ricorda-il-1956-ungherese-e-il-1968-praghese/">I carri armati russi che sfilano con la bandiera rossa con falce martello è una simbologia che ricorda il 1956 ungherese e il 1968 praghese</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2560" height="2560" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/1C8DB445-6C2A-4635-8376-708E9E2D108F-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/1C8DB445-6C2A-4635-8376-708E9E2D108F-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/1C8DB445-6C2A-4635-8376-708E9E2D108F-300x300.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/1C8DB445-6C2A-4635-8376-708E9E2D108F-1024x1024.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/1C8DB445-6C2A-4635-8376-708E9E2D108F-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/1C8DB445-6C2A-4635-8376-708E9E2D108F-768x768.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/1C8DB445-6C2A-4635-8376-708E9E2D108F-1536x1536.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/1C8DB445-6C2A-4635-8376-708E9E2D108F-2048x2048.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/1C8DB445-6C2A-4635-8376-708E9E2D108F-1920x1920.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/1C8DB445-6C2A-4635-8376-708E9E2D108F-1170x1170.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/1C8DB445-6C2A-4635-8376-708E9E2D108F-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/1C8DB445-6C2A-4635-8376-708E9E2D108F-640x640.jpeg 640w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p><div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Se non fosse tragica e drammaticamente terribile la questione tra Russia e Ucrania dovremmo pensare all&#8217;orrido ironico comico kafkiano. Nessuno si è chiesto in questi giorni di ignoranza storica che Putin è l&#8217;erede dei Soviet. È dentro non la cultura russa ma rossa sovietica comunista.</div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">I carri armati che sfilano con la bandiera rossa con falce martello è una simbologia che ricorda il <a data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">1956 ungherese e il 1968 praghese oltre alla Polonia di</a> Wojtyla.</div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">È mai possibile non capire e non dire che il metodo Putin è il metodo Lenin, Stalin, Brežnev&#8230;Nessuno ha il coraggio e l&#8217;onestà di pronunciare il termine &#8220;erede comunista&#8221;, ovvero adattamento del metodo della sovietizzazione, già visto nella storia sino al 1989.</div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">L&#8217;Occidente teme di pronunciare un tale concetto. Anche militarmente è chiara la metodologia. La Russia è altro tempo rispetto ai Soviet dal 1905, 1917, 1924, 1982. La non conoscenza di quella geopolitica è dolorosa. L&#8217;Ucraina è stata figlia del mondo sovietico e che la caduta dei Muri ha reso unica, libera e sola rispetto anche alla Romania sino ai Balcani.</div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">
<p>In un tempo sradicato le ideologie sono la sconfitta delle idee. Il pensiero debole è soltanto non pensiero in cui la fragilità prende il sopravvento. Abitiamo lacerazioni e supposizioni di valori. Siamo eredi del sottosuolo quando il sottosuolo ha radicamenti o quando il nostro essere eredi ha scavi di appartenenza.</p>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Se non si pongono delle premesse storiche il giustificazionismo diventa lecito. Il fatto è che il comunismo è fallito ma i comunisti sono rimasti. Non si può stravolgere una evidenza che è diventata epocale ed apocalittica. La biografia di Putin è una testimonianza certa. Figlio del PCUS URSS ha messo nella sua strategia militar-occupazionale tutto il bagaglio sovietico comunista.</div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">È banale combattere Dostoevskij che comunista non è stato ma russo sì. Non è stato sovietico come Evtushenko. Chi combatte Dostoevskij facilità Putin nell&#8217;azione sovietica. C&#8217;è una diversità di fondo anche antropologica tra il russo e il sovietico. Putin è sovietico non russo. Quando manca la ragion pura prevale l&#8217;ideologia.</div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">L&#8217;Europa e l&#8217;Occidente fino a quando continueranno con questa &#8220;melina&#8221; navigheranno nella finzione e tra le maschere che la verità dovrebbe smascherare. Si chiami con il vero nome le realtà senza fare il girotondo tra Asia, Eurasia ed Occidente.  Si potrebbe ascoltare una parolina da qualcuno per capire il misfatto di questi giorni?</div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Putin è figlio del comunismo o meglio continuatore di coloro che hanno praticato l&#8217;invasione cecoslovacca con Jan Palach che si è dato fuoco nella Piazza di Praga assediata dai carri armati con bandiera rossa. Non mi si venga a dire che sono due temperie diverse.</div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Il comunismo è unico. Ieri con Brežnev. Oggi con Putin. Un Putin che si è occidentalizzato soltanto con camicia e cravatta. Si dica la verità se si ha la lealtà del coraggio e se si vuole veramente affrontare una disperazione che è solo morte. È una guerra etnica, economica, geopolitica tra un mondo comunista ancora tale e una realtà che ha superato il comunismo. Dostoevskij resta l&#8217;interprete della civiltà russa. È il riferimento dello spazio metafisico ed eretico.</div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">
<p>Nel suo ultimo romanzo &#8220;I fratelli Karamazov&#8221; scrisse: &#8220;Ricorda soprattutto che non puoi essere giudice di nessuno. Perché non vi può essere sulla Terra nessuno che giudichi un criminale se prima non abbia riconosciuto di essere egli stesso un criminale come chi gli sta dinanzi, e di essere forse il maggior colpevole del delitto da questi commesso.</p>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">commesso. [&#8230;] Perché se io fossi giusto, forse non vi sarebbe neppure il criminale dinanzi a me&#8221;. L&#8217;uomo spirituale è l&#8217;uomo che supera la storia. È oltre la storia.</div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">L&#8217;uomo sovietico è l&#8217;autocrazia che si fa regime. Quell&#8217;uomo forte raccontato da Corrado Alvaro in un libro in cui si racconta la geografia sovietica del 1938. Quest&#8217;uomo vive in &#8220;Delitto e castigo&#8221;: &#8220;Tutto è nella mani dell&#8217;uomo […] Sarei curioso di sapere che cosa gli uomini temono più di tutto. Fare un passo nuovo, dire una parola propria li spaventa al massimo grado&#8221;. E si intaglia ancora in quell&#8217;uomo che attraversa la &#8220;casa dei morti&#8221; con un suggestivo immaginario tra tragico e ironico: “Se avete in animo di conoscere un uomo, allora non dovete far attenzione al modo in cui sta in silenzio, o parla, o piange; nemmeno se è animato da idee elevate. Nulla di tutto ciò! – Guardate piuttosto come ride&#8221; (&#8220;Memorie dalla casa dei morti”).</div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Consiglierei di leggere di Dostoevskij  &#8220;Note invernali su impressioni estive&#8221;. Capitoli di viaggio che raccontano l&#8217;anima del russo Dostoevskij tra Europa, slavismo ed Occidente.  Il fatto è che il mondo sovietico non è mai riuscito a comprendere la civiltà russa. L&#8217;ha sfidata ed è diventato non rivoluzionario inteso in termini innovativi, bensì ha tentato di trasformare in potere in regime. Ovvero invece di rivoluzionare è diventato un regime conservatore. Ma il comunismo è una realtà conservatrice. Infatti Putin non è affatto rivoluzionario. È un conservatore alla Robespierre che si inventò la rivoluzione per trasformare il potere in Regime. Restaurare una geopolitica della sovietizzazione in apparato comunista. Ovvero: nel tempo di Putin la sovietizzazione instaura il regime comunista.</div>
</div>
</div>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2022%2F03%2F19%2Fi-carri-armati-russi-che-sfilano-con-la-bandiera-rossa-con-falce-martello-e-una-simbologia-che-ricorda-il-1956-ungherese-e-il-1968-praghese%2F&amp;linkname=I%20carri%20armati%20russi%20che%20sfilano%20con%20la%20bandiera%20rossa%20con%20falce%20martello%20%C3%A8%20una%20simbologia%20che%20ricorda%20il%201956%20ungherese%20e%20il%201968%20praghese" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2022%2F03%2F19%2Fi-carri-armati-russi-che-sfilano-con-la-bandiera-rossa-con-falce-martello-e-una-simbologia-che-ricorda-il-1956-ungherese-e-il-1968-praghese%2F&#038;title=I%20carri%20armati%20russi%20che%20sfilano%20con%20la%20bandiera%20rossa%20con%20falce%20martello%20%C3%A8%20una%20simbologia%20che%20ricorda%20il%201956%20ungherese%20e%20il%201968%20praghese" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2022/03/19/i-carri-armati-russi-che-sfilano-con-la-bandiera-rossa-con-falce-martello-e-una-simbologia-che-ricorda-il-1956-ungherese-e-il-1968-praghese/" data-a2a-title="I carri armati russi che sfilano con la bandiera rossa con falce martello è una simbologia che ricorda il 1956 ungherese e il 1968 praghese"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2022/03/19/i-carri-armati-russi-che-sfilano-con-la-bandiera-rossa-con-falce-martello-e-una-simbologia-che-ricorda-il-1956-ungherese-e-il-1968-praghese/">I carri armati russi che sfilano con la bandiera rossa con falce martello è una simbologia che ricorda il 1956 ungherese e il 1968 praghese</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">50939</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
