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	<title>Leonardo Sciascia Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>Lettera ai ragazzi di oggi per non accogliere la mistificazione delle piazze</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni saggista, antropologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Oct 2026 11:32:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scenari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2048" height="1132" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-19-at-10.14.58.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-19-at-10.14.58.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-19-at-10.14.58-300x166.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-19-at-10.14.58-1024x566.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-19-at-10.14.58-768x425.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-19-at-10.14.58-1920x1061.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-19-at-10.14.58-1170x647.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-19-at-10.14.58-585x323.jpeg 585w" sizes="(max-width: 2048px) 100vw, 2048px" /></p>
<p>Mi rivolgo ai ragazzi. Una generazione tra i quindici anni e l&#8217;università. Scrivo queste righe a Roma, ma con la testa alla mia Calabria, una mattina di ombre di ottobre,&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2048" height="1132" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-19-at-10.14.58.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-19-at-10.14.58.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-19-at-10.14.58-300x166.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-19-at-10.14.58-1024x566.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-19-at-10.14.58-768x425.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-19-at-10.14.58-1920x1061.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-19-at-10.14.58-1170x647.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-19-at-10.14.58-585x323.jpeg 585w" sizes="(max-width: 2048px) 100vw, 2048px" /></p><blockquote><p><em><strong>Mi rivolgo ai ragazzi. Una generazione tra i quindici anni e l&#8217;università. Scrivo queste righe a Roma, ma con la testa alla mia Calabria, una mattina di ombre di ottobre, con il caffè già freddo&#8230;</strong></em></p></blockquote>
<p><strong>Pierfranco Bruni</strong></p>
<p>Mi rivolgo a voi ragazzi, alla generazione che va dagli ultimi anni della scuola media a tutta l&#8217;università. È una fascia ampia, anche pedagogicamente articolata, che vive esperienze diverse, in contesti storici diversi, secondo le età della vita. Dai quindici, sedici, diciassette anni, fino al tempo in cui si lasciano gli studi universitari.</p>
<p>Ho attraversato queste fasi. Ho attraversato il Sessantotto in terza media in Calabria, ho vissuto gli anni formativi sempre in Calabria e poi l&#8217;università. Dapprima a Salerno e successivamente a Roma. Ho vissuto esperienze diverse, ma gli anni che maggiormente mi hanno segnato restano legati a tre tappe fondamentali.</p>
<p>La prima tappa è la terza media. Terza Media a San Lorenzo del Vallo.<br />
Fui rimandato in italiano e agli esami di riparazione a settembre svolsi un tema sull&#8217;occupazione sovietica in Cecoslovacchia (1). Non si volle credere che un ragazzo di paese, di Calabria, potesse interessarsi a un simile problema. Quando andai agli esami di riparazione ci furono molti interrogativi. Me lo ricordo come fosse ieri, l&#8217;aula piccola, il professore con gli occhiali spessi.</p>
<p>In quell&#8217;estate avevo letto sui giornali, pur essendo ragazzino, della morte di Jan Palach (2), che si era dato fuoco davanti ai carri armati sovietici entrati a Praga. Quella data mi ha segnato moltissimo e mi ha orientato verso una formazione e una cultura completamente non comunista ma assolutamente libera.</p>
<p>Poi vennero gli anni liceali. Liceo a Spezzano Albanese.<br />
Facemmo molte lotte per ottenere il liceo in una comunità vicina al mio paese. Ottenemmo il liceo, ma non l&#8217;autonomia, che arrivò dopo. Ottenemmo comunque risultati importanti, tra cui quello di fare cortei e contestazioni senza alcuna bandiera, nonostante alcuni gruppi, tra cui anarchici e gruppi di sinistra, tentassero di inserirsi. Non vi riuscirono. Perché era forte in noi, allora davvero, la volontà di autonomia e di libertà. Eravamo giovani. E credevamo nella libertà.</p>
<p>Poi vennero gli anni universitari. Da Salerno a Roma.<br />
Il primo anno a Salerno fu tranquillo, superai due esami. Poi, poiché alcuni ragazzi a me cari e amici che credevo veri si erano trasferiti a Roma, mi trasferii anch&#8217;io a Roma. Gli anni vissuti a Roma furono i più formativi e anche i più terribili, il settantasei, il settantasette, il settantotto (3). Quell&#8217;esperienza mi ha provato, mi ha formato, mi ha caratterizzato, non plagiato, e mi ha fatto comprendere come le ideologie, a mio avviso, siano sempre violenza, sempre manovrate e manovrabili. Non ho mai accettato i libretti rossi che venivano distribuiti in quel tempo e neppure prima al grido delle tre M: Marx, Mao, Marcuse (4).</p>
<p>Chi non ha vissuto quegli anni direttamente e ha cercato di capirli solo attraverso i mezzi di comunicazione, non può capire fino in fondo, a mio parere, e non ha il diritto morale di esprimere giudizi definitivi su situazioni non vissute direttamente. Vi assicuro che Roma di quegli anni, il settantasette e il settantotto, fu nella mia memoria diretta una stagione violenta ma certamente formativa. Violenta perché se noi ragazzi non eravamo allineati con Lotta Continua, il Quotidiano dei Lavoratori, l&#8217;Unità e altro nella tasca (5), eravamo presi di mira in modo serio, in modo vero.</p>
<p>Che cosa voglio dirvi, dunque.<br />
Voglio dire a questa generazione che vive oggi queste fasi: non lasciatevi ingannare dalle ideologie, non credete a coloro che vogliono fare contestazioni di piazza per utilizzare la piazza per altri obiettivi, perché le piazze sono diverse come diversi sono gli obiettivi. C&#8217;è chi contesta credendo a quell&#8217;età in alcuni valori, ma ci sono quelli che non credono a nulla eppure hanno una loro formazione ben precisa. Tutto questo è parte integrante di ciò che accade oggi.</p>
<p>Che cosa è la mistificazione delle piazze. È far credere che una contestazione sia spontanea, libera, nata dal basso, mentre è organizzata dall&#8217;alto per altri fini. Si usa la vostra età, la vostra generosità, il vostro bisogno di credere, per coprire interessi che non sono i vostri. Si mette una bandiera davanti per non farvi vedere chi la tiene dietro (6). Non dimenticate che le bandiere, in questo caso, aiutano a nascondere chi non ha il coraggio delle proprie idee vere.</p>
<p>Non lasciatevi convincere.<br />
Pensate con la vostra testa.</p>
<p>Che cosa mi ha cambiato fortemente in quegli anni. Mi ha tolto ogni illusione politica una manifestazione che non dimentico mai e che mi ha permesso poi di scrivere tre o quattro libri su quella vicenda. Allora avevo ventitré anni. Ero già ben consapevole.</p>
<p>Ricordo che appresi la notizia dell&#8217;uccisione di Aldo Moro da parte delle Brigate Rosse (7), che allora, secondo una formula giornalistica diffusa, si diceva fossero compagni che sbagliavano. Ero a Roma, alla Casa dello Studente (8) &#8211; quella di via De Lollis, non la De Dominicis dove andavo a mangiare qualche volta &#8211; e appresi la notizia dalla televisione intorno alle tredici. Il giorno dopo dovevo sostenere l&#8217;ultimo esame di letteratura contemporanea. Mi presentai all&#8217;esame, consapevole e inconsapevole insieme, e il docente mi disse: come ti permetti di venire oggi a sostenere l&#8217;esame, noi tutti scioperiamo e andiamo in piazza. Docenti di marchio comunista.</p>
<p>Il pomeriggio ci fu una grande manifestazione al Colosseo. Andai al Colosseo e ricordo ancora che vestivo l&#8217;impermeabile bianco, era il nove maggio e faceva freddino. Ricordo l&#8217;odore di fumo, di lacrimogeni vecchi, e i sanpietrini bagnati. Lì che cosa vidi. Vidi bandiere democristiane incrociarsi con bandiere della falce e martello. E mi chiesi per quale motivo. Non sono le stesse appartenenze politiche che, a mio giudizio storico, non vollero le trattative perché Moro si liberasse. Erano ambienti comunisti quelli che consideravano Moro non lucido nelle sue lettere (9), e una parte della democrazia cristiana quella che non volle cedere alle trattative. Mi esplose nella coscienza una ribellione, una rivolta. Fu terribile. Il pensiero mi tornò a quei docenti che non vollero farmi sostenere l&#8217;esame di letteratura contemporanea: eskimo, basco, lessico scurrile, occhiali scuri ovali o occhialini e barba incolta (10).</p>
<p>Ciò che mi fece capire ancora di più la questione in quell&#8217;anno fu Leonardo Sciascia con il suo L&#8217;affare Moro (11), scritto subito dopo. Sciascia descrisse proprio quelle immagini che avevo vissuto direttamente e si chiese come fosse possibile che nel vento dell&#8217;area antistante il Colosseo si intrecciassero la falce e martello e lo scudo crociato. Quelli che non accettarono le trattative per la liberazione di Moro. Lì compresi che non esiste politica che possa dirsi autentica, io pensavo umana, se diventa solo potere, e lì capii che cosa è il potere.</p>
<p>Sono rimasto sempre convinto che Moro venne ucciso perché non si volle che restasse vivo nella stagione del compromesso storico (12). Grandi responsabilità, a mio avviso, dei comunisti di allora e dei democristiani di allora. Responsabilità politiche e storiche, non giudiziarie. Eppure chi ha vissuto quegli anni non può dimenticare. Non deve.</p>
<p>Ricordo che un giorno qualcuno disse, dai giornali di allora e dai telegiornali, che si era svolta una seduta spiritica che avrebbe indicato dove si trovava il corpo di Moro o il covo di Moro (13). Quel personaggio, nella mia memoria di lettore di cronache, lo ritrovai poi Presidente del Consiglio e Ministro e mi chiesi se fosse possibile che l&#8217;opinione pubblica potesse credere a questi fatti. Eppure un mondo cattolico cosiddetto progressista e i comunisti, a mio giudizio, hanno sempre appoggiato questa visione. È una visione tragica. Nei miei libri su Moro l&#8217;ho scritto (14).</p>
<p>Vorrei dire ai ragazzi, ai giovani: attenzione. Le ideologie non salvano. Le contestazioni e le rivolte di piazza non servono. Cercate di essere autentici, autonomi, liberi. Leggete, ma con cognizione seria e senso critico. Non vi lasciate abbindolare da nessuna bandiera. Perché tutte le bandiere hanno i loro buchi, i loro tagli, i loro interessi. Con qualsiasi governo.</p>
<p>Chi è specializzato in queste operazioni, per esperienza vissuta fin dalla terza media, è stata a mio giudizio la sinistra. Perché la contestazione per la sinistra, secondo la mia esperienza, non può esistere se non come appropriazione. Quando feci quel tema sull&#8217;occupazione sovietica a Praga, mi fu contestato, ricordo benissimo, eravamo nel Sessantotto, che era una lettura solo parziale dei fatti. Nel Sessantotto, io ragazzino, mi si disse questo soltanto perché avevo condannato quella tragedia. Quando leggevo le opere di Solzenicyn (15) mi indicavano come un fascista da isolare e condannare.</p>
<p>C&#8217;è quindi una linea, una visione precisa dagli anni quaranta e cinquanta in poi. Il potere che diventa regime ideologico. E soprattutto quando al potere non c&#8217;è la sinistra, bisogna abbattere quel potere. È la lezione marxista, la lezione di Engels, la lezione sovietica, che non ha smesso di insistere. Si è trasformata, grazie a un progressismo cosiddetto democristiano, in un mondo prima cattocomunista, come diceva Alberto Ronchey con il cosiddetto fattore K (16), e poi liberal, laico, lib lab da salotto e così via. Davanti alle lezioni dei nuovi filosofi francesi che in quel tempo leggevo, ovvero Glucksmann e Bernard Henri Lévy (17), mi si condannava di essere un antirevoluzionario. Pavese e Ungaretti erano banditi alla Casa dello Studente (18).</p>
<p>Ma andiamo a vedere che cosa sono diventati coloro che facevano le lotte di massa. Facciamoci una domanda. L&#8217;invidia, l&#8217;arroganza, l&#8217;egoismo. Volevano diventare ciò che non erano. E questa è, a mio avviso, la sinistra. Si lotta per diventare ciò che non si è o per avere ciò che non si ha. Poi tutto è parvenza, tutto è apparenza. Tutto omologazione.</p>
<p>Non credete, ragazzi, a tutto ciò che vedete. Al vandalismo che domina le piazze dite di no. Non cadete nella demagogia. Pensate con la vostra testa, leggete con la vostra testa, interpretate con la vostra testa. I cattivi maestri c&#8217;erano ieri, ci sono stati nel corso degli anni, ci sono ancora oggi. Direi più semplicemente che esistono cattive persone che propongono un loro modello di insegnamento. Non cattivi maestri.</p>
<p>Ieri il cattivo maestro aveva eskimo e basco e distribuiva ciclostilati. Oggi ha un profilo social, fa l&#8217;influencer politico, occupa le scuole e vi insegna a gridare slogan che non ha mai studiato. Il metodo è lo stesso (19). Oggi diremmo che è un algoritmo che si ripete. Cambia solo il mezzo. Prima era il megafono, ora è appunto l&#8217;algoritmo. Ma l&#8217;obiettivo resta l&#8217;appropriazione della vostra libertà. Non permettete ciò. Le crisi ci sono sempre state con tutti i Governi. È una questione mai risolta. C&#8217;è stato un tempo che per la crisi del carburante e per il troppo inquinamento si circolava con le auto a targhe alterne (20).</p>
<p>Ragazzi, cercate di essere liberi nel pensiero. È l&#8217;invito che vi viene da una persona che ha vissuto molte stagioni e che ha compreso che la verità assoluta non esiste. Esiste la propria verità, quella che viviamo abitandola e osservando tutto con spirito critico.</p>
<p>E qui viene il punto che voglio lasciarvi. Essere liberi non è solo dire di no alle bandiere. È dire di sì a qualcosa che vale. La piazza che mistifica vi offre una appartenenza urlata. Io vi propongo una appartenenza silenziosa: la bellezza, lo studio, l&#8217;amore, il lavoro fatto bene, il rispetto per l&#8217;altro (21). La piazza vi vuole omologati. La bellezza vi vuole unici. C&#8217;è sempre un&#8217;uscita di sicurezza per chi si trova a un bivio. Scegliere il bene e la libertà nel pensare senza farvi indottrinare (22).</p>
<p>Siate liberi. Veri. Amate con il cuore. Cercate la bellezza e non le piazze delle bandiere.</p>
<p>Da un settantenne e più quasi disincantato e oltre che ha vissuto direttamente ciò che racconta.<br />
Scrivo queste righe a Roma, ma con la testa alla mia Calabria, una mattina di ombre di ottobre, con il caffè già freddo. Mentre resto seduto in una poltrona con un braccio fratturato dopo una brutta scivolata tra pile di libri sparsi nel corridoio.</p>
<p>NOTE</p>
<p>(1) Occupazione della Cecoslovacchia. 20-21 agosto 1968. Intervento delle truppe del Patto di Varsavia per stroncare la Primavera di Praga di Alexander Dubcek.</p>
<p>(2) Jan Palach. 1948-1969. Studente di filosofia all&#8217;Università Carlo di Praga. Si cosparse di benzina e si diede fuoco il 16 gennaio 1969 in piazza San Venceslao.</p>
<p>(3) Triennio 1976-1978. Anni di piombo al culmine. Il 1976 sorpasso elettorale del Pci. Il 1977 movimento dell&#8217;autonomia, Sapienza occupata, Giorgiana Masi. Il 1978 Moro.</p>
<p>(4) Le tre M. Karl Marx, Mao Zedong autore del Libretto Rosso, Herbert Marcuse autore de L&#8217;uomo a una dimensione 1964.</p>
<p>(5) Lotta Continua, Quotidiano dei Lavoratori, l&#8217;Unità. Avere in tasca il giornale giusto era segno di appartenenza.</p>
<p>(6) Mistificazione. Dal latino tardo mystificare. Costruzione di una falsa coscienza collettiva.</p>
<p>(7) Aldo Moro. 1916-1978. Rapito in via Fani il 16 marzo 1978, corpo in via Caetani il 9 maggio 1978.</p>
<p>(8) Casa dello Studente. Via Cesare De Lollis a San Lorenzo e Enrico De Dominicis alla Tiburtina. Occupazioni permanenti negli anni settanta.</p>
<p>(9) Lettere di Moro. Oltre 90 lettere. Parte di Dc e Pci sostenne non fosse lucido. Sciascia parlò di cinismo di Stato.</p>
<p>(10) Eskimo, basco. Uniforme del Settantasette. Giaccone militare americano, basco alla Che Guevara, occhiali scuri ovali o occhialini, barba incolta.</p>
<p>(11) Leonardo Sciascia, L&#8217;affare Moro, Sellerio 1978.</p>
<p>(12) Compromesso storico. Formula di Berlinguer su Rinascita, ottobre 1973, dopo il golpe in Cile.</p>
<p>(13) Seduta spiritica di via Gradoli. 2 aprile 1978, casa di Alberto Clò a Bologna, con Romano Prodi, Mario Baldassarri. Emerse nome Gradoli.</p>
<p>(14) I miei libri su Moro. L&#8217;ultima primavera. Il Coscile, Castrovillari, 1998. Il perduto equilibrio nei giorni tristi di Aldo Moro. Edizioni Il Coscile, Castrovillari, 2008. La farfalla ha le ali spezzate. Edizioni Il Coscile, Castrovillari, 2016.</p>
<p>(15) Aleksandr Solzenicyn. 1918-2008. Nobel 1970. Arcipelago Gulag 1973.</p>
<p>(16) Fattore K. Alberto Ronchey 1979. K sta per Komintern.</p>
<p>(17) Nouveaux philosophes. André Glucksmann, Bernard Henri Lévy. 1976-77.</p>
<p>(18) Pavese e Ungaretti banditi. Considerati borghesi e decadenti nei collettivi.</p>
<p>(19) Algoritmo e megafono. Ieri ciclostile, oggi algoritmo. Silone: La scuola dei dittatori 1938 e Uscita di sicurezza 1965.</p>
<p>(20) Targhe alterne. Austerity 1973-74, crisi petrolifera del Kippur. Domeniche a piedi.</p>
<p>(21) Bellezza come antidoto. Tema centrale in Bruni. Non estetica ma etica.</p>
<p>(22) Uscita di sicurezza. Ignazio Silone, Uscita di sicurezza, Vallecchi Editore, Firenze, prima edizione maggio 1965, 242 pagine. La scuola dei dittatori, Zurigo 1938, Mondadori 1962.</p>
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		<title>Nel segno di Leonardo Sciascia: a Torino l’incontro con il regista Fabrizio Catalano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maria Sole Stancampiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Mar 2026 07:22:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Fabrizio Catalano]]></category>
		<category><![CDATA[Leonardo Sciascia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_2824.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_2824.jpeg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_2824-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_2824-585x329.jpeg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>“Mio nonno Leonardo Sciascia”: il racconto familiare e culturale del nipote Fabrizio Catalano nella presentazione del libro Sciascia e il cinema – Conversazioni con Fabrizio, pubblicato da Rubbettino Editore e&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/03/13/nel-segno-di-leonardo-sciascia-a-torino-lincontro-con-il-regista-fabrizio-catalano/">Nel segno di Leonardo Sciascia: a Torino l’incontro con il regista Fabrizio Catalano</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>“Mio nonno Leonardo Sciascia”: il racconto familiare e culturale del nipote Fabrizio Catalano nella presentazione del libro Sciascia e il cinema – Conversazioni con Fabrizio, pubblicato da Rubbettino Editore e scritto con Vincenzo Aronica; l’incontro, in programma venerdì 13 marzo 2026 al Centro Mario Pannunzio di Torino, vedrà dialogare con l’autore il professor Liborio Termine, preside della Facoltà di Lingue dell’Università di Torino, il giornalista e scrittore Valter Vecellio e lo scrittore e attore Salvatore Vullo</em></p>
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<p>Venerdì <strong>13 marzo 2026</strong> alle ore 17.30 il Centro<strong>Mario Pannunzio di Torino </strong>ospita un incontro dedicato alla figura di <strong>Leonardo Sciascia</strong>, uno degli intellettuali più lucidi e influenti del secondo Novecento italiano.<br />
L’occasione è la presentazione del libro “<strong>Sciascia e il cinema – Conversazioni con Fabrizio”</strong>(Rubbettino), nel quale <strong>Fabrizio Catalano</strong>, regista, drammaturgo e <strong>nipote dello scrittore di Racalmuto,</strong> ricostruisce attraverso ricordi personali e testimonianze il legame profondo tra Sciascia e il mondo del cinema.</p>
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<figure class="alignright size-large is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-103726" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/02/Fabrizio-Catalano-regista.--1024x576.jpg" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/02/Fabrizio-Catalano-regista.--1024x576.jpg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/02/Fabrizio-Catalano-regista.--300x169.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/02/Fabrizio-Catalano-regista.--768x432.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/02/Fabrizio-Catalano-regista.--1536x864.jpg 1536w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/02/Fabrizio-Catalano-regista.--678x381.jpg 678w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/02/Fabrizio-Catalano-regista.-.jpg 1920w" alt="" width="1024" height="576" /><figcaption class="wp-element-caption">Fabrizio Catalano</figcaption></figure>
</div>
<p>L’incontro, dal titolo “<strong>Mio nonno Leonardo Sciascia</strong>”, si configura come un viaggio nella memoria familiare e culturale dello scrittore. Catalano sfoglia idealmente l’album dei ricordi, restituendo non solo l’immagine privata del nonno, ma anche il dialogo costante che Sciascia intrattenne con il linguaggio cinematografico e con alcuni protagonisti della cultura italiana.<br />
Il <strong>volume</strong>, <strong>scritto</strong> insieme a <strong>Vincenzo Aronica, </strong>ripercorre in ordine cronologico i film tratti dalle opere di Sciascia o ispirati al suo universo narrativo. Un percorso che comprende undici film per il cinema, sette produzioni televisive e quattro opere alle quali lo scrittore collaborò come co-sceneggiatore.</p>
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<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" class="wp-image-104634" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/03/Fabrizio-Catalano-Mio-nonno-Leonardo-Sciascia--835x1024.jpg" sizes="(max-width: 835px) 100vw, 835px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/03/Fabrizio-Catalano-Mio-nonno-Leonardo-Sciascia--835x1024.jpg 835w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/03/Fabrizio-Catalano-Mio-nonno-Leonardo-Sciascia--245x300.jpg 245w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/03/Fabrizio-Catalano-Mio-nonno-Leonardo-Sciascia--768x942.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/03/Fabrizio-Catalano-Mio-nonno-Leonardo-Sciascia-.jpg 1080w" alt="" width="835" height="1024" /></figure>
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<p>Il rapporto tra letteratura e cinema emerge così come uno dei capitoli più significativi della fortuna culturale di Sciascia. Nel libro trovano spazio anche le testimonianze di importanti personalità del cinema italiano, tra cui <strong>Giuseppe Tornatore, Roberto Andò, Beppe Cino e Felice Laudadio.</strong><br />
A dialogare con l’autore saranno il professor <strong>Liborio Termine</strong>, preside della facoltà di Lingue dell’Università di Torino, il giornalista e scrittore <strong>Valter Vecellio</strong> e lo scrittore <strong>Salvatore Vullo.</strong><br />
L’iniziativa si inserisce nel solco delle attività culturali del Centro Pannunzio, istituzione torinese fondata nel 1968 e da sempre impegnata nella promozione del dibattito intellettuale e civile.<br />
L’appuntamento si propone dunque come un momento di riflessione sulla figura di Sciascia, sul suo sguardo critico sulla società italiana e sul dialogo tra letteratura e cinema che continua a nutrire il patrimonio culturale del Paese. @<strong>Riproduzione riservata</strong></p>
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		<title>Torna a teatro “La scomparsa di Majorana”, opera simbolo del conflitto tra scienza e letteratura</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/11/22/torna-a-teatro-la-scomparsa-di-majorana-opera-simbolo-del-conflitto-tra-scienza-e-letteratura/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=torna-a-teatro-la-scomparsa-di-majorana-opera-simbolo-del-conflitto-tra-scienza-e-letteratura</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria Sole Stancampiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Nov 2025 18:48:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[all’Eco Teatro]]></category>
		<category><![CDATA[Fabrizio Catalano]]></category>
		<category><![CDATA[La scomparsa di Majorana]]></category>
		<category><![CDATA[Leonardo Sciascia]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="650" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/maiorana.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/maiorana.png 650w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/maiorana-300x203.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/maiorana-585x396.png 585w" sizes="(max-width: 650px) 100vw, 650px" /></p>
<p>Parla il regista e drammaturgo Fabrizio Catalano sulla pièce tratta dall’omonimo testo di Leonardo Sciascia, suo nonno. Lo spettacolo torna a Milano, all’Eco Teatro di via Fezzan, dal 28 al&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/11/22/torna-a-teatro-la-scomparsa-di-majorana-opera-simbolo-del-conflitto-tra-scienza-e-letteratura/">Torna a teatro “La scomparsa di Majorana”, opera simbolo del conflitto tra scienza e letteratura</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Parla il regista e drammaturgo Fabrizio Catalano sulla pièce tratta dall’omonimo testo di Leonardo Sciascia, suo nonno. Lo spettacolo torna a Milano, all’Eco Teatro di via Fezzan, dal 28 al 30 novembre 2025.</em></p>
<p>Perché scomparve Ettore Majorana? Dove è sparito il genio siciliano della fisica che negli anni Trenta si dedicava a importanti ricerche sull’atomo e l’energia nucleare? Cosa successe quel giorno di fine marzo del 1938 al giovane professore che sembra aver lasciato le sue ultime tracce sul traghetto, ancora oggi chiamato “postale”, in viaggio tra Palermo e Napoli?</p>
<p>Majorana aveva solo 31 anni e faceva parte dei mitici “ragazzi di via Panisperna”<strong>,</strong> così chiamati dal luogo in cui sorgeva l’Istituto di Fisica dell’Università di Roma. Qui un gruppo di giovani e promettenti scienziati italiani lavorava attorno a Enrico Fermi, producendo studi di importanza storica nell’ambito della fisica nucleare. La principale scoperta del gruppo fu, nel 1934, la proprietà dei neutroni lenti, che portò quattro anno dopo al premio Nobel per Fermi e diede avvio alla realizzazione del primo reattore artificiale a fissione nucleare a catena e, in seguito, alla bomba atomica. Majorana a gennaio 1938 era stato nominato “per chiara fama” professore di fisica teorica all’Università di Napoli. A marzo svanì nel nulla, forse in mare, forse in un convento, forse all’estero.  Solo il 17 gennaio 2025 la sezione civile del Tribunale di Roma ne ha dichiarato la morte presunta, fissandola alla data della scomparsa.<img decoding="async" class=" wp-image-113208 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot-2025-11-22-alle-19.49.28-300x250.png" alt="" width="376" height="313" /></p>
<p>Il mistero che avvolge la fine dello scienziato siciliano, nato a Catania nel 1906, è stato al centro di infinite inchieste svolte in mezzo mondo.</p>
<p>Memorabile l’indagine, basata su documenti, lettere e testimonianze, che svolse uno scrittore di impegno civile come Leonardo Sciascia. Ne venne fuori un saggio, pubblicato nel 1975 col titolo <em>La scomparsa di Majorana</em>.</p>
<div id="attachment_113211" style="width: 210px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-113211" class="wp-image-113211" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Fabrizio-Catalano-regista--300x239.jpg" alt="" width="200" height="159" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Fabrizio-Catalano-regista--300x239.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Fabrizio-Catalano-regista--1024x815.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Fabrizio-Catalano-regista--768x611.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Fabrizio-Catalano-regista--1170x931.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Fabrizio-Catalano-regista--585x465.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Fabrizio-Catalano-regista-.jpg 1227w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /><p id="caption-attachment-113211" class="wp-caption-text">Fabrizio Catalano</p></div>
<p>Da quel testo <a href="https://www.paeseitaliapress.it/storia-arte-cultura/antropologia-filosofica/2025/03/12/denuncia-della-verita-legata-a-dubbio-e-mistero-leonardo-sciascia-nelle-opere-del-regista-fabrizio-catalano-lintervista/">Fabrizio Catalano</a>, il maggiore dei nipoti di Sciascia, quello che gli fu più vicino quando lo scrittore era in vita, ha tratto nel 2019 una trasposizione teatrale di cui firma la regia. Lo spettacolo sarà a Milano dal 28 al 30 novembre, all’Eco Teatro di via Fezzan, gestito dalla cooperativa Muse Solidali.</p>
<p>In sintonia col celebre nonno, Catalano assume la tesi formulata da Sciascia: Ettore Majorana, scienziato brillante e precocissimo era anche un uomo chiuso in sé stesso, concentrato su studi di cui non parlava con nessuno. Probabilmente aveva intuito prima d’ogni altro che la strada intrapresa dai “ragazzi di via Panisperna” avrebbe portato alla creazione di una devastante arma nucleare. Ne era rimasto atterrito. Aveva deciso di “sparire” dalla faccia della terra prima che questa precipitasse nella costante minaccia dell’era atomica.</p>
<p>Il tema è oggi più che mai attuale, col mondo sospeso su più fronti di guerra o con la scienza agitata come dogma inconfutabile.</p>
<p>“<em>La vicenda di Majorana è metafora della mancanza di etica del mondo in cui viviamo, non solo in ambito scientifico. Nella società contemporanea la scienza – o ciò che si presenta come tale – ha un peso enorme. Di conseguenza il rapporto tra scienza ed etica diventa primordiale</em>”. Fabrizio Catalano, drammaturgo e regista cinematografico, autore di romanzi, saggi, articoli e monografie, traduttore dal francese di testi lirici e teatrali, accetta di parlare col nostro giornale nel momento in cui lo spettacolo <em>La scomparsa di Majorana</em> torna a Milano.</p>
<p>In scena sempre lo stesso cast di uno spettacolo che gira il mondo, anche oltreoceano, da più di sei anni, quasi senza interruzioni, se si eccettua il periodo delle clausure da Covid. La protagonista è Loredana Cannata, nei panni di Laura Fermi, moglie del premio Nobel Enrico, scienziato illustre, “con qualche problema con l’etica”, nella versione di Catalano. È lei la donna chiamata a riconoscere nei tratti di un monaco, il giovane scienziato sparito nel nulla. Sul palco, con Loredana Cannata, altri tre attori: Alessio Caruso, Roberto Negri, Giada Colonna. Scene e costumi di Katia Titolo; musiche di Fabio Lombardi.<img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-113213 size-large" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Teatro-la-scomparsa-di-Majorana-Sciascia--1024x680.jpg" alt="" width="1024" height="680" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Teatro-la-scomparsa-di-Majorana-Sciascia--1024x680.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Teatro-la-scomparsa-di-Majorana-Sciascia--300x199.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Teatro-la-scomparsa-di-Majorana-Sciascia--768x510.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Teatro-la-scomparsa-di-Majorana-Sciascia--1536x1020.jpg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Teatro-la-scomparsa-di-Majorana-Sciascia--1170x777.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Teatro-la-scomparsa-di-Majorana-Sciascia--585x389.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Teatro-la-scomparsa-di-Majorana-Sciascia--263x175.jpg 263w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Teatro-la-scomparsa-di-Majorana-Sciascia-.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<div class="wp-block-image">
<p>Lo spettacolo è concepito come un’indagine poliziesca, una sorta di thriller ad orologeria, forse un sogno di una notte di mezz’estate. I personaggi, colti nel caos dell’agosto del 1945, danno vita ad una sorta di processo che si prolunga oltre l’alba, fino al tragico scioglimento dell’enigma. L’intruso, allora, si trasformerà da imputato in accusatore, da inquisito in voce della coscienza.</p>
<p>“<em>In una stagione come quella che stiamo vivendo, caratterizzata dallo sfaldamento dei valori morali, dall’esaltazione dell’ego,<img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-113215 alignleft" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/61c-RYUMUUL.jpg_BO30255255255_UF900850_SR191010000C_PIRIOFOUR-mediumBottomLeft30-20_QL100_-190x300.jpg" alt="" width="190" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/61c-RYUMUUL.jpg_BO30255255255_UF900850_SR191010000C_PIRIOFOUR-mediumBottomLeft30-20_QL100_-190x300.jpg 190w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/61c-RYUMUUL.jpg_BO30255255255_UF900850_SR191010000C_PIRIOFOUR-mediumBottomLeft30-20_QL100_.jpg 519w" sizes="(max-width: 190px) 100vw, 190px" /> dall’ansia del profitto e dalla deriva della scienza, è necessario rievocare figure come quella di Ettore Majorana</em>”, <strong>dice Fabrizio Catalano e suggerisce la lettura di un saggio appena pubblicato da Bollati Boringhieri</strong>. Si intitola <em>Anatomia della<img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-113214 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/WhatsApp-Image-2025-11-18-at-12.26.05-210x300.jpeg" alt="" width="210" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/WhatsApp-Image-2025-11-18-at-12.26.05-210x300.jpeg 210w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/WhatsApp-Image-2025-11-18-at-12.26.05-717x1024.jpeg 717w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/WhatsApp-Image-2025-11-18-at-12.26.05-768x1097.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/WhatsApp-Image-2025-11-18-at-12.26.05-1075x1536.jpeg 1075w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/WhatsApp-Image-2025-11-18-at-12.26.05-585x836.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/WhatsApp-Image-2025-11-18-at-12.26.05.jpeg 1120w" sizes="(max-width: 210px) 100vw, 210px" /> “Scomparsa”. Sciascia, Amaldi, Majorana</em> ed è stato scritto da Vincenzo Barone che insegna fisica teorica all’università del Piemonte orientale. Il libro è la ricostruzione minuziosa del dibattito tra lo scrittore Leonardo Sciascia e lo scienziato Edoardo Amaldi sulla scomparsa di Majorana e sui tormenti che attanagliavano il giovane studioso siciliano. Dal confronto, a tratti acceso, tra Sciascia e Amaldi emergono due visioni del mondo, due linguaggi diversi attorno alla scuola di Enrico Fermi, alla bomba atomica e alle responsabilità della scienza.</p>
<p><strong>“Il fisico Vincenzo Barone </strong>documenta la genesi di <em>La scomparsa di Majorana</em> di Sciascia a cinquant’anni dalla pubblicazione e a ottant’anni dalla tragedia di Hiroshima e Nagasaki”, afferma Catalano. E sottolinea come “l’anatomia” di uno dei dibattiti intellettuali più significativi del Novecento dia conto della mancanza di comprensione reciproca tra letteratura e scienza, “<em>come se l’una escludesse l’altra</em>”. Per spiegarsi meglio Catalano aggiunge: “<em>Cosa voglio dire? Se uno volesse fare una battuta, potrebbe dire che la letteratura non cambia granché senza la scienza. Mentre, senza la letteratura, la scienza diventa un’aberrazione amorale. Soprattutto, che cosa chiamiamo scienza? Il virus del Covid è scienza? È  sfida morale? Il presunto vaccino è scienza oppure superstizione e profitto capitalista</em>?”. Fabrizio Catalano ricorda il nonno Leonardo: “<em>Non è che fosse antiscientifico. Non è che avesse in odio Galileo. Piuttosto era preoccupato dalla deriva della scienza contemporanea. Dalla sfida che incrociava con le leggi della natura”.</em></p>
<p>È chiaro il riferimento all’inferno atomico scatenato dagli Stati Uniti nell’agosto del 1945, a guerra già vinta, contro le città giapponesi di Hiroshima e Nagasaki. È quello il momento in cui la scienza contemporanea compie il “peccato originale”.</p>
<p>Non è un caso che Fabrizio Catalano inserisca nella sua pièce una frase tratta dal racconto filosofico Il <em>Colloquio di Monos e Una</em>  di Edgar Allan Poe: “Tu ricorderai che, al tempo dei nostri antenati, uno o due sapienti osarono mettere in dubbio la giustezza del temine progresso dato al cammino della nostra civiltà. Ci sono state delle epoche in cui alcuni vigorosi intelletti si alzarono coraggiosamente a lottare per quei principi, la cui verità appare adesso in tutta la sua luce alle nostre ragioni disincarnate, principi che dovevano insegnare alla nostra razza a sottomettersi all leggi della natura, e non a tentare di dominarle”.</p>
<p>@<strong>Riproduzione Riservata</strong></p>
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		<title>Dal &#8220;caso Moro&#8221; al clima di odio di questi giorni. Chi ha vissuto quegli anni sa</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/10/12/dal-caso-moro-al-clima-di-odio-di-questi-giorni-chi-ha-vissuto-quegli-anni-sa/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=dal-caso-moro-al-clima-di-odio-di-questi-giorni-chi-ha-vissuto-quegli-anni-sa</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni saggista, antropologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Oct 2025 15:47:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Anni di piombo]]></category>
		<category><![CDATA[Leonardo Sciascia]]></category>
		<category><![CDATA[Omicidio Moro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/bc0bd096-440d-4d70-bd54-48fcf3e25a97.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/bc0bd096-440d-4d70-bd54-48fcf3e25a97.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/bc0bd096-440d-4d70-bd54-48fcf3e25a97-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/bc0bd096-440d-4d70-bd54-48fcf3e25a97-1024x576.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/bc0bd096-440d-4d70-bd54-48fcf3e25a97-768x432.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/bc0bd096-440d-4d70-bd54-48fcf3e25a97-1536x864.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/bc0bd096-440d-4d70-bd54-48fcf3e25a97-1170x658.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/bc0bd096-440d-4d70-bd54-48fcf3e25a97-585x329.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Cosa è stato Aldo Moro per la mia generazione? Un interrogativo mai risolto. Erano gli anni della mia università in una Roma infuocata già prima del 16 marzo del 1978&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/10/12/dal-caso-moro-al-clima-di-odio-di-questi-giorni-chi-ha-vissuto-quegli-anni-sa/">Dal &#8220;caso Moro&#8221; al clima di odio di questi giorni. Chi ha vissuto quegli anni sa</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>C<em>osa è stato Aldo Moro per la mia generazione? Un interrogativo mai risolto. Erano gli anni della mia università in una Roma infuocata già prima del 16 marzo del 1978 e anche dopo il 9 maggio di via Caetani.Scemdemmo in piazza. L’appuntamento era al Colosseo. Lì cominciai ad amare e a leggere con passione uno scrittore che mi insegnò a vivere la politica. Leonardo Sciascia.Oggi </em>assistiamo a una generazione che si riempie di slogan e non di approfondimenti seri. Riflettere sul &#8220;caso Moro&#8221; anche nelle scuole potrebbe essere molto utile.</p>
<p>&nbsp;</p></blockquote>
<p>PIERFRANCO BRUNI</p>
<p>Negli anni Settanta le Brigate Rosse erano considerate dalle sinistre &#8220;compagni che sbagliano&#8221; prima di essere state considerate brigate nere o gruppi fascisti. Con il rapimento Moro si cambiò idea. Si rese conto, la sinistra comunista, che non era così. Il clima di odio di questo nostro tempo non è poi tanto distante da quelle atmosfere. Chi ha vissuto quel contesto sa. O si camminava con &#8220;Lotta continua&#8221; o &#8220;l&#8217;unità&#8221; o &#8220;Il Quotidiano del Lavoratori&#8221; o &#8220;il Manifesto&#8221; nella tasca delle giacche e dei pantaloni andava bene oppure si era immediatamente considerati nemici del popolo e fascisti. Chi ha vissuto quel tempo da studente universitario sa bene. Da Milano a Roma a Bari. Aldo Moro è stato lo spartiacque. Il comunismo è sempre comunismo. I fatti lo testimoniano.<br />
A distanza di decenni o di epoche la memoria raccoglie la sintesi di un tempo vissuto attraversato e mai superato.<br />
Cosa è stato Aldo Moro per la mia generazione? Un interrogativo mai risolto. Erano gli anni della mia università in una Roma infuocata già prima del 16 marzo del 1978 e anche dopo il 9 maggio di via Caetani.</p>
<div id="attachment_110182" style="width: 463px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-110182" class=" wp-image-110182" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/Aldo_Moro_br.jpg" alt="" width="453" height="524" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/Aldo_Moro_br.jpg 737w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/Aldo_Moro_br-259x300.jpg 259w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/Aldo_Moro_br-585x677.jpg 585w" sizes="(max-width: 453px) 100vw, 453px" /><p id="caption-attachment-110182" class="wp-caption-text">Aldo Moro</p></div>
<p>Erano gli anni della mia giovinezza in una città che è rimasta sempre dentro di me. Come quei 55 giorni. Appresi la notizia della morte di Moro mentre si studiava duro alla casa dello studente di Casal Bertone.</p>
<p>Giorni di fuoco nell’intreccio di storie con quelle brigatiste che subito dopo si sono dissociate. Fu in quel contesto che anche la mia vita cambiò. Eravamo tutti rivoluzionari? A sinistra come a destra.</p>
<p>Moro rimase sempre nel mio immaginario, tanto che mi ha &#8220;costretto&#8221; a scrivere ben tre libri se non quattro contaminando tutta la mia vita. Eppure avevo 22 anni. L’anno in cui mi sono laureato. Proprio il 9 maggio, di pomeriggio, dovevo sostenere l’ultimo esame di Letteratura contemporanea. Non si fece nulla.</p>
<p>Scemdemmo in piazza. L’appuntamento era al Colosseo. Lì cominciai ad amare e a leggere con passione uno scrittore che mi insegnò a vivere la politica. Leonardo Sciascia.</p>
<p>Lì vidi intrecciarsi le rosse bandiere comuniste con falce martello e stella con le bianche dello scudo crociato. Lì capii che veramente Moro era morto per volontà cattocomunista. Le trattative di Bettino Craxi erano nel vento e l’interesse cristiano di Fanfani delle ultime ore, per tentare la salvezza di Moro, era fallito. Aveva trionfato il partito della fermezza e neppure il suo amico Papa Paolo VI era riuscito ad essere cristianamente autonomo.</p>
<p>Certo, la Chiesa ha avuto le sue terribili responsabilità anche dopo celebrando un rito funebre senza il cadavere dello statista alla presenza della farsa istituzionale, perché giustamente la famiglia volle un funerale privato.<br />
Perché Sciascia? Perché aveva capito tutto subito scrivendo in un giorno quello straordinario libro “L’affaire Moro”, in cui ha raccontato l’abbraccio terribile del rosso e del bianco nella tempesta del maggio fiorito.</p>
<p>Sì, chi decise la morte di Moro? Il partito della fermezza compreso l’allora Msi, Pri, il partito sempre presente de ‘la Repubblica”, che considerava Moro pazzo, e non so chi altro. Tutte le analisi di quel tempo completamente errate.</p>
<p>Le lettere di Moro scritte in quei 55 giorni erano la follia di un folle. Non era così. Non fu così. Lì è morta la vera Repubblica se mai è esistita.La chicca tragica e ironica e stupida fu, tra le tante, la famosa faccenda della seduta spiritica alla quale partecipò il prode Prodi. Prodi? Che vergogna allora. Non si volle mai approdare a chiarezza con la seduta spiritica di Prodi che indicava addirittura la prigionia di Moro. Mi pare che fosse Gradoli, via Gradoli… Infatti nella seduta spiritica emerse proprio Gradoli. Come mai?</p>
<p>Le commissioni, tante, cosa hanno risolto? Il complotto internazionale, americano russo arabo… Commissioni tanto inutili quanto senza un senso… Il fatto è stato, comunque, che tra dissociati, pentiti e rinsaviti e fuggiti all’estero i terroristi cosiddetti hanno avuto libertà persino di dare lezioni nelle università.</p>
<p>Il tempo passa e gli anni sono corti. Chi ha vissuto quella stagione la porterà sempre sulla pelle e nel cuore straziato. Già quanti anni. Io studente universitario in quella Roma di fuoco. Uno di quei ragazzi aggrappati alle finestre con grata in via Caetani in quel pomeriggio del 9 maggio 1978 sono io, giunto lì mentre il corpo di Moro era ancora nella rossa Renault 5.<br />
Il resto è nella cronaca di una tragedia mai risolta. Non credo che potrà esserci mai chiarezza. Oggi avrebbe ancora senso? Le macerie raccontano più di una mezza verità giunta in giorni che sono nel vento.<br />
Certo, sono un uomo di destra che conosce bene la storia delle ideologie e lo saldamento dei partiti in una età che è stata di transizione. Oggi andiamo anche oltre. In una temperie di conflitti e odio la rabbia delle sinistre supera ogni limite. La scarsa conoscenza della storia da parte delle sinistre è un grande problema. Assistiamo a una generazione che si riempie di slogan e non di approfondimenti seri. Riflettere sul &#8220;caso Moro&#8221; anche nelle scuole potrebbe essere molto utile.</p>
<p><strong>Pierfranco</strong> <strong>Bruni</strong> è nato in Calabria.<img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-full wp-image-4345" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/02/Pierfranco-Bruni.2-2.jpg" alt="" width="400" height="417" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/02/Pierfranco-Bruni.2-2.jpg 400w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/02/Pierfranco-Bruni.2-2-288x300.jpg 288w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /><br />
Archeologo direttore del Ministero Beni Culturali, presidente del Centro Studi “ Francesco Grisi” e già</p>
<p>componente della Commissione UNESCO per la diffusione della cultura italiana all’estero.<br />
Nel 2024 Ospite d’onore per l’Italia per la poesia alla Fiera Internazionale di Francoforte e Rappresentante della cultura italiana alla Fiera del libro di Tunisi.<br />
Incarichi in capo al  Ministero della Cultura</p>
<p>• presidente Commissione Capitale italiana città del Libro 2024;</p>
<p>• presidente Comitato Nazionale Celebrazioni centenario Manlio Sgalambro;</p>
<p>• segretario unico comunicazione del Comitato Nazionale Celebrazioni Eleonora Duse.<br />
È inoltre presidente nazionale del progetto “Undulna Eleonora Duse”, presidente e coordinatore scientifico del progetto “Giacomo Casanova 300”.</p>
<p>Ha pubblicato libri di poesia, racconti e romanzi. Si è occupato di letteratura del Novecento con libri su Pavese, Pirandello, Alvaro, Grisi, D’Annunzio, Carlo Levi, Quasimodo, Ungaretti, Cardarelli, Gatto, Penna, Vittorini e la linea narrativa e poetica novecentesca che tratteggia le eredità omeriche e le dimensioni del sacro.<br />
Ha scritto saggi sulle problematiche relative alla cultura poetica della Magna Grecia e, tra l’altro, un libro su Fabrizio De André e il Mediterraneo (“Il cantico del sognatore mediterraneo”, giunto alla terza edizione), nel quale campeggia un percorso sulle matrici letterarie dei cantautori italiani, ovvero sul rapporto tra linguaggio poetico e musica. Un tema che costituisce un modello di ricerca sul quale Bruni lavora da molti anni.</p>
<p>@<strong>Riproduzione riservata</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/10/12/dal-caso-moro-al-clima-di-odio-di-questi-giorni-chi-ha-vissuto-quegli-anni-sa/">Dal &#8220;caso Moro&#8221; al clima di odio di questi giorni. Chi ha vissuto quegli anni sa</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Tra ricordo e memoria. L’artista Cristina Correnti  a Roma con una mostra dedicata a Leonardo Sciascia</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2021/11/27/tra-ricordo-e-memoria-lartista-cristina-correnti-a-roma-con-una-mostra-dedicata-a-leonardo-sciascia/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=tra-ricordo-e-memoria-lartista-cristina-correnti-a-roma-con-una-mostra-dedicata-a-leonardo-sciascia</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Gambadoro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Nov 2021 13:56:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[Cristina Correnti]]></category>
		<category><![CDATA[Leonardo Sciascia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1707" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/11/55FF7DCA-DECE-4496-B436-720B84E4D40A-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/11/55FF7DCA-DECE-4496-B436-720B84E4D40A-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/11/55FF7DCA-DECE-4496-B436-720B84E4D40A-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/11/55FF7DCA-DECE-4496-B436-720B84E4D40A-1024x683.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/11/55FF7DCA-DECE-4496-B436-720B84E4D40A-768x512.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/11/55FF7DCA-DECE-4496-B436-720B84E4D40A-1536x1024.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/11/55FF7DCA-DECE-4496-B436-720B84E4D40A-2048x1366.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/11/55FF7DCA-DECE-4496-B436-720B84E4D40A-1920x1280.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/11/55FF7DCA-DECE-4496-B436-720B84E4D40A-1170x780.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/11/55FF7DCA-DECE-4496-B436-720B84E4D40A-585x390.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/11/55FF7DCA-DECE-4496-B436-720B84E4D40A-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>In occasione del Centenario dalla nascita di Leonardo Sciascia si terrà dall’8 al 14 dicembre al Centro Russo per la Scienza e la Cultura di Roma, palazzo Santa Croce, la&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2021/11/27/tra-ricordo-e-memoria-lartista-cristina-correnti-a-roma-con-una-mostra-dedicata-a-leonardo-sciascia/">Tra ricordo e memoria. L’artista Cristina Correnti  a Roma con una mostra dedicata a Leonardo Sciascia</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">In occasione del Centenario dalla nascita di Leonardo Sciascia si terrà dall’8 al 14 dicembre al Centro Russo per la Scienza e la Cultura di Roma, palazzo Santa Croce, la mostra personale della pittrice <b>Cristina Correnti</b>.<img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-46456" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/11/D53A822B-6564-4C7D-BE18-10A5F1BCA0D3-300x157.jpeg" alt="" width="200" height="105" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/11/D53A822B-6564-4C7D-BE18-10A5F1BCA0D3-300x157.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/11/D53A822B-6564-4C7D-BE18-10A5F1BCA0D3-768x402.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/11/D53A822B-6564-4C7D-BE18-10A5F1BCA0D3-585x306.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/11/D53A822B-6564-4C7D-BE18-10A5F1BCA0D3.jpeg 960w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></p>
<p>In esposizione 14 tele dell&#8217;artista dedicate e ispirate al grande scrittore siciliano. L&#8217;allestimento è una meta-narrazione tra ricordo e memoria ed è arricchito da due video- installazioni: una è a cura del giornalista e scrittore <b>Davide Camarrone </b>e del regista <b>Salvo Cuccia</b>, un film documentario prodotto da Palomar e dalla Regione Siciliana col sostegno di altri enti, un dramma che ha ottenuto la menzione speciale al Festival del Cinema di Torino e numerosi altri riconoscimenti in giro per il mondo. Il titolo è “Ce ne ricorderemo di questo pianeta”. La seconda produzione a corredo della mostra è opera del direttore delle Oristiadi, <b>Alfio Scuderi</b>: “Sciascia a Gibellina” , una video-installazione realizzata sul Cretto di Burri.  Alle ore  19 un concerto del violoncellista e compositore russo <b>George Gusev</b>.</p>
<p><strong>Le opere di Cristina Correnti<img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-46452" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/11/FFF39648-4949-4184-A678-BCD2E6F95E21-300x225.jpeg" alt="" width="200" height="150" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/11/FFF39648-4949-4184-A678-BCD2E6F95E21-300x225.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/11/FFF39648-4949-4184-A678-BCD2E6F95E21-1024x769.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/11/FFF39648-4949-4184-A678-BCD2E6F95E21-768x577.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/11/FFF39648-4949-4184-A678-BCD2E6F95E21-585x439.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/11/FFF39648-4949-4184-A678-BCD2E6F95E21.jpeg 1103w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></strong></p>
<p>L’amore per la Sicilia, terra straordinaria e dolorosamente contradditoria,  è il filo rosso che accomuna il grande scrittore di Racalmuto con l’artista palermitana Cristina Correnti.</p>
<p style="text-align: left;">Attraverso un percorso narrativo di 14 opere l’artista presenta le esperienze di vita di Sciascia: dal profumo di gelsomino che lo accompagnava mentre scriveva, al viaggio, dagli affetti, alla lotta alla mafia dalla  privazione della libertà imposta dalla paura,  alla giustizia e allo stato di diritto, alla morte.<img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-46453" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/11/FFC7462F-D4D2-4D43-B3CC-5A3B2A71F0A7-260x300.jpeg" alt="" width="200" height="231" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/11/FFC7462F-D4D2-4D43-B3CC-5A3B2A71F0A7-260x300.jpeg 260w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/11/FFC7462F-D4D2-4D43-B3CC-5A3B2A71F0A7-585x675.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/11/FFC7462F-D4D2-4D43-B3CC-5A3B2A71F0A7.jpeg 632w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></p>
<p>Le opere della Correnti  riflettono il messaggio sempre  attuale dell’uomo,dello scrittore, del politico Leonardo Sciascia. Quel blu, porpora, ocra &#8211; che ricordano l’uso del colore di Matisse o di Paul Klee sono le  “parole visive” con le  quali l’artista esprime la sua personale visione dell’arte:</p>
<p>“Ho compreso che l&#8217;unica risposta umana, ciò, che veramente è umano contro questo disumano che è il dolore è la creatività dell&#8217;uomo, la sua capacità di creare oggetti immortali, opere di vita, segni del suo essere oltre il tempo, oltre il tempo storico che lo limita ad essere una data&#8230;” Come  ha fatto Leonardo Sciascia, il cui messaggio  ieri come oggi è  straordinariamente attuale, perché espressione di valori universali.</p>
<p>Nei dipinti della Correnti è raccontato così  il vissuto dell’intellettuale Sciascia dal quale la forza creatrice dell’atto artistico trae ispirazione, riflettendo attraverso un linguaggio metanarrativo e multisensoriale, l’impegno, la lucida osservazione della realtà, l’analisi del mondo dello scrittore siciliano. Attraverso l’accostamento di stati d’animo, oggetti e figure  è presente nelle opere della Correnti la costante  ricerca di un’espressione dinamica e non statica, dove il colore si fa segno incisivo, linguaggio emozionale e intuitivo ma costruito sulla logica e sulla precisione. Come il linguaggio “ illuminista” di Sciascia, che scava fino in fondo, alla ricerca della verità.</p>
<p>“<b>Una Metafora del mondo odierno</b>”</p>
<p>“Ho cercato di rappresentare in modo diretto, scarno e senza leziosità come quello del grande scrittore il momento catartico della ribellione verso quell’appiattimento culturale, verso quel lasciarsi vivere di cui la Sicilia era ed è metafora e per il quale l’uomo Leonardo Sciascia ha lottato”,  ha detto Cristina Correnti. Come raccontava lo stesso scrittore in un’intervista alla giornalista francese Marcelle Padovani:</p>
<p><em>&#8220;C’è stato un progressivo superamento dei miei orizzonti, e poco alla volta non mi sono più sentito siciliano, o meglio non più solamente siciliano. Sono piuttosto uno scrittore italiano […] che continua a essere convinto che la Sicilia offra la rappresentazione di tanti problemi, di tante contraddizioni […] da poter costituire la metafora del mondo odierno&#8221;.</em></p>
<p>Un percorso da cui trae ispirazione anche la pittrice siciliana: “Ho affidato alla “non noia” di colori forti e osati, aggressivi ma mai stridenti l’omaggio a Leonardo Sciascia. Spero che l’uomo, lo scrittore, il politico, con il suo sguardo attento, profondo, a tratti sornione, possa dall’alto, sorriderne.</p>
<p>La mostra sarà aperta alle visite tutti i giorni dall&#8217;8 al 14 dicembre negli orari di apertura del Centro. Sarà richiesto il green pass.</p>
<p><strong>Per info :<br />
(+39) 06 888 16 333<br />
</strong><a href="mailto:segreteria@centroculturalerusso.it">segreteria@centroculturalerusso.it</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2021/11/27/tra-ricordo-e-memoria-lartista-cristina-correnti-a-roma-con-una-mostra-dedicata-a-leonardo-sciascia/">Tra ricordo e memoria. L’artista Cristina Correnti  a Roma con una mostra dedicata a Leonardo Sciascia</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Alla Biblioteca Acclavio di Taranto intensa serata dedicata a Leonardo Sciascia</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2021/11/01/alla-biblioteca-acclavio-di-taranto-intensa-serata-dedicata-a-leonardo-sciascia/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=alla-biblioteca-acclavio-di-taranto-intensa-serata-dedicata-a-leonardo-sciascia</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Nov 2021 21:23:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Leonardo Sciascia]]></category>
		<category><![CDATA[Pierfranco Bruni]]></category>
		<category><![CDATA[Taranto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="920" height="608" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/11/5B836D3D-EA4C-424B-B551-EA02FA252550.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/11/5B836D3D-EA4C-424B-B551-EA02FA252550.jpeg 920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/11/5B836D3D-EA4C-424B-B551-EA02FA252550-300x198.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/11/5B836D3D-EA4C-424B-B551-EA02FA252550-768x508.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/11/5B836D3D-EA4C-424B-B551-EA02FA252550-780x516.jpeg 780w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/11/5B836D3D-EA4C-424B-B551-EA02FA252550-585x387.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/11/5B836D3D-EA4C-424B-B551-EA02FA252550-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 920px) 100vw, 920px" /></p>
<p>Alla Biblioteca Acclavio di Taranto intensa serata dedicata a Leonardo Sciascia, con lectio di Pierfranco Bruni, introdotta da Nello De Gregorio e letture di testi a cura di Bruno Peluso&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2021/11/01/alla-biblioteca-acclavio-di-taranto-intensa-serata-dedicata-a-leonardo-sciascia/">Alla Biblioteca Acclavio di Taranto intensa serata dedicata a Leonardo Sciascia</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="920" height="608" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/11/5B836D3D-EA4C-424B-B551-EA02FA252550.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/11/5B836D3D-EA4C-424B-B551-EA02FA252550.jpeg 920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/11/5B836D3D-EA4C-424B-B551-EA02FA252550-300x198.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/11/5B836D3D-EA4C-424B-B551-EA02FA252550-768x508.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/11/5B836D3D-EA4C-424B-B551-EA02FA252550-780x516.jpeg 780w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/11/5B836D3D-EA4C-424B-B551-EA02FA252550-585x387.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/11/5B836D3D-EA4C-424B-B551-EA02FA252550-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 920px) 100vw, 920px" /></p><div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><b><i>Alla Biblioteca Acclavio di Taranto intensa serata dedicata a Leonardo Sciascia, con lectio di Pierfranco Bruni, introdotta da Nello De Gregorio e letture di testi a cura di Bruno Peluso e Adriana Capuano</i></b></div>
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<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Si è svolto a Taranto, con successo l&#8217;evento dedicato a Leonardo  Sciascia nel centenario della nascita, organizzato da Nobilissima Taranto e Museion soc. coop. presso la Biblioteca Acclavio, ricordando l&#8217;opera e il messaggio di Leonardo Sciascia a cent&#8217;anni dalla nascita.</div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Sciascia è stato ricordato non per celebrare un momento rituale, di cui peraltro stranamente nel corso di quest&#8217;anno molti consessi culturali e media nazionali si sono dimenticati. Ma i personaggi scomodi, anche se immensi nel loro valore culturale, si tenta spesso a dimenticarli, anzi si tenta troppo spesso di non fare i conti con il loro messaggio.</div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Sciascia lo si voglia o no non può essere relegato nel novero dei ricordi ma in un pezzo della nostra memoria, e dunque proprio perchè memoria, è un pezzo della nostra storia più recente. Sciascia non ha scritto solo storia o storie. Ha saputo leggere ciò che sarebbe stata la storia prima che la storia diventasse storia (dal &#8220;Giorno della Civetta:, alla :Scomparsa di Maiorana, all&#8217; &#8220;Affaire Moro&#8221;).</div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Il suo sguardo è andato  oltre ogni cronaca e ogni qualsiasi momento dando al concetto di destino il significato greco e illuminante tra ragione, appunto da ragionare e verità.</div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La Lectio su &#8220;Sciascia. La Ragione La Verità&#8221; è  stata svolta da Pierfranco Bruni, autore di &#8220;Sciascia. Nient&#8217;altro  che la verità&#8221; (Nemapress edizioni). Le letture dai testi di Sciascia sono state di Bruno Peluso e Adriana Capuano che hanno declamato alcuni passi delle principali opere dello scrittore. Ha introdotto e coordinato Nello De Gregorio. Intensa serata in cui la rilettura di Sciascia ha permesso di contestualizzare un Novecento tra letteratura e scrittura, tra tradizione manzoniana e pirandelliana e modello culturale contemporaneo.</div>
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