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	<title>migranti Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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	<title>migranti Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>Migranti, il governo della Polonia vieta l’accesso a media e ong al confine</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Dec 2021 23:13:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="512" height="288" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/12/972ABFBE-3333-4DAB-960E-A934B3ACEF47.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/12/972ABFBE-3333-4DAB-960E-A934B3ACEF47.jpeg 512w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/12/972ABFBE-3333-4DAB-960E-A934B3ACEF47-300x169.jpeg 300w" sizes="(max-width: 512px) 100vw, 512px" /></p>
<p>Varsavia &#8211; Il presidente della Polonia, Andrzej Duda, ha ratificato un disegno di legge che impone un divieto di accesso nell&#8217;area di confine a giornalisti e operatori di organizzazioni non&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2021/12/02/migranti-il-governo-della-polonia-vieta-laccesso-a-media-e-ong-al-confine/">Migranti, il governo della Polonia vieta l’accesso a media e ong al confine</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="512" height="288" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/12/972ABFBE-3333-4DAB-960E-A934B3ACEF47.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/12/972ABFBE-3333-4DAB-960E-A934B3ACEF47.jpeg 512w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/12/972ABFBE-3333-4DAB-960E-A934B3ACEF47-300x169.jpeg 300w" sizes="(max-width: 512px) 100vw, 512px" /></p><p>Varsavia &#8211; Il presidente della Polonia, Andrzej Duda, ha ratificato un disegno di legge che impone un divieto di accesso nell&#8217;area di confine a giornalisti e operatori di organizzazioni non governative. Per entrare nella zona sarà necessario ottenere un permesso dalle Guardia di frontiera che potrà accordarlo &#8220;a sua discrezione&#8221;.<br />
La legge, riporta la stampa locale, è entrata in vigore al termine dello stato d&#8217;emergenza frontaliero che Varsavia aveva introdotto il 2 settembre in seguito a un aumento di migranti provenienti dalla Bielorussia.<br />
Il ministro dell&#8217;Interno Mariusz Kaminski ha motivato la misura con &#8220;ragioni di sicurezza&#8221;. Rispetto all&#8217;area designata dallo stato d&#8217;emergenza, il nuovo provvedimento comprende più villaggi, ben 183, ed è profonda tre chilometri. Ieri, secondo la polizia, sono stati registrati 134 tentativi di accesso irregolare.<br />
Il garante per i diritti umani della Polonia ha contestato la legge, sostenendo che vieta il diritto all&#8217;informazione esercitato dei media e più in generale la libertà di movimento costituzionalmente riconosciuta, permettendo al ministero dell&#8217;Interno limitazioni a tempo indeterminato. Le organizzazioni non governative hanno richiamato l&#8217;allarme sulla crisi umanitaria, dal momento che i profughi sono per lo più accampati all&#8217;aperto e in questi giorni sono in corso nevicate.<br />
Al confine, da novembre sarebbero arrivati oltre 5.000 migranti dalla Bielorussia secondo il governo polacco. Varsavia accusa Minsk di aver intenzionalmente facilitato la concessione dei visti dal Medio Oriente con l&#8217;obiettivo di fare pressioni sull&#8217;Unione Europea.</p>
<p><strong><span data-originalfontsize="16px" data-originalcomputedfontsize="16">La denuncia degli eurodeputati</span></strong></p>
<p>Rezerwat Pokazowy Zubrów, (Bialowieza, Polonia) &#8211; &#8220;La situazione al confine tra Polonia e Bielorussia resta congelata&#8221;, così come stanno congelando i migranti nella foresta.<br />
Ecco perché abbiamo deciso di cercare di raggiungere il confine oggi: è un gesto simbolico per denunciare la nuova legge che il governo polacco ha votato ieri, e che vieta l&#8217;accesso ai media e le ong&#8221;. Così Janina Ochojska-Okonska, eurodeputata polacca del gruppo dei Popolari europei (Ppe), inizia la conferenza stampa organizzata nella riserva naturale di Pokazowy Zurba &#8211; a pochi chilometri da Bialowieza &#8211; con altri europarlamentari e giornalisti locali e internazionali.<br />
Terminato alla mezzanotte di ieri lo stato d&#8217;emergenza, che da settembre vietava l&#8217;ingresso a ong e media al confine, ieri il governo ha approvato un decreto con una procedura veloce che autorizza il ministero dell&#8217;Interno a prolungare a tempo indeterminato queste limitazioni &#8220;per ragioni di sicurezza&#8221;. Qui da settimane si ammassano sul lato bielorusso centinaia di migranti provenienti in maggioranza da Iraq, Siria, Yemen e Afghanistan, che secondo le ong vengono respinti dalle polizie di frontiera senza poter presentare richiesta d&#8217;asilo ne ottenere cibo, cure e assistenza, in violazione delle norme internazionali.<br />
Oggi il gruppo di europarlamentari cercherà di entrare nella zona di confine. Vari media in queste ore stanno già avvertendo che le autorità non rispondono alle richieste di accesso. Ochojska-Okonska continua: &#8220;Mi ha colpito la brutalità e la leggerezza con cui il governo polacco ha delineato questa legge che mette a rischio la vita di tanti migranti oggi bloccati al confine e nei boschi. Forse non potremo cambiare questa situazione ma vogliamo esserne testimoni&#8221;.<br />
Le fa eco l&#8217;eurodeputata francese Fabienne Keller, di Renew Europe, che dichiara: &#8220;Il fatto che la Polonia non rispetti lo stato di diritto è una questione annosa. Ma con questo blocco alla frontiera, la situazione diventa critica, la gente muore&#8221;.<br />
L&#8217;ungherese Katalin Cseh, del gruppo Renew Europe, aggiunge: &#8220;Questa è anche la frontiera dell&#8217;Unione europea e non è possibile fare una cosa del genere in Europa. Dobbiamo fare il possibile per rispettare gli standard europei e assistere queste persone. Ci auguriamo che il governo polacco voglia collaborare con le istituzioni europe e le agenzie come Frontex per trovare una soluzione comune, e gestire una crisi che altrimenti si ripresenterà ancora e ancora&#8221;. Cseh continua: &#8220;Voglio ricordare che la responsabilità di questa crisi è anche del presidente Lukashenko, che col sostegno del presidente Putin strumentalizza i migranti&#8221;. Secondo l&#8217;eurodeputata, i capi di Stato di Bielorussia e Russia trovano alleati anche nell&#8217;Ue &#8220;tra politici come Viktor Orban, Marine Le Pen e Matteo Salvini&#8221;, dirigenti che rappresenterebbero &#8220;una minaccia per l&#8217;Ue&#8221;. Secondo un&#8217;altra europarlamentare ungherese, Roza Thun, sempre di Renew Europe, &#8220;la crisi innescata da Minsk serve solo a coprire le violazioni dei diritti in Bielorussia, dove centinaia di persone sono state arrestate per aver criticato il governo&#8221;.<br />
Oggi la polizia bielorussa ha compiuto persecuzioni e arresti tra gli attivisti e giornalisti in tutto il Paese, come ha denunciato Viasna, una delle principali ong locali per i diritti umani.</p>
<p><em>fonte «Agenzia DIRE»</em></p>
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		<title>Inghilterra: non solo Mediterraneo, 78 migranti salvati nel Canale della Manica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Cricenti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Jul 2021 19:58:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Danimarca]]></category>
		<category><![CDATA[Gran Bretagna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/07/F35D8B9E-0255-4C23-8942-57DD7E25E4AF.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/07/F35D8B9E-0255-4C23-8942-57DD7E25E4AF.png 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/07/F35D8B9E-0255-4C23-8942-57DD7E25E4AF-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/07/F35D8B9E-0255-4C23-8942-57DD7E25E4AF-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>Il Regno Unito ha visto raddoppiato il numero di migranti arrivati via mare nel 2021 e sta pensando di adeguarsi alle esternalizzazioni proposte dalla Danimarca. Calais e Boulogne-sur-Mer, due porti&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2021/07/05/inghilterra-non-solo-mediterraneo-78-migranti-salvati-nel-canale-della-manica/">Inghilterra: non solo Mediterraneo, 78 migranti salvati nel Canale della Manica</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/07/F35D8B9E-0255-4C23-8942-57DD7E25E4AF.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/07/F35D8B9E-0255-4C23-8942-57DD7E25E4AF.png 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/07/F35D8B9E-0255-4C23-8942-57DD7E25E4AF-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/07/F35D8B9E-0255-4C23-8942-57DD7E25E4AF-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p><p><em>Il Regno Unito ha visto raddoppiato il numero di migranti arrivati via mare nel 2021 e sta pensando di adeguarsi alle esternalizzazioni proposte dalla Danimarca.</em></p>
<p>Calais e Boulogne-sur-Mer, due porti (il primo molto più famoso grazie alle lezioni di storia) al confine nord francese con l’Inghilterra, separata dal continente solo da un lembo di mare di 34 km chiamato Canale della Manica. Un mare molto agitato e impetuoso che tuttavia viene anch’esso attraversato da numerosi migranti intenti a raggiungere il Paese anglofono. I numeri sono molto inferiori a quelli del “nostro” Mediterraneo, ma è un viaggio parimenti pericoloso a bordo di un gommone estremamente insicuro. <strong>Nel corso del 2021 sono stati più di 6000 i migranti che hanno attraversato La Manica, già il doppio rispetto allo stesso periodo di riferimento del 2020</strong>. Tra questi vi sono i 78 recuperati in mare dalla guardia costiera francese, riportati in 35 (5 donne e 6 bambini) al porto di Calais e in 43 al porto di Boulogne-sur-Mer.</p>
<p>Questi attraversamenti sono stati, secondo il governo inglese, fomentati anche da alcuni video virali sui social che “<em>inneggiano alla traversata del canale della Manica</em>” e “<em>promuovono e arrivano a rendere persino “glamour” queste traversate mortali”, </em>come riferito da Priti Patel, ministra dell’Interno del Regno Unito.</p>
<p>Dunque il Regno Unito, nonostante la Brexit, vive ancora i “problemi” legati alle migrazioni nell’Unione Europea e sta quindi pensando di seguire la via segnata a inizio giugno da uno dei Paesi ritenuti più progressisti in materia e simile per livello di immigrazione e per struttura di governo, il Regno di Danimarca.</p>
<p>Si ricorderà che a inizio giugno, il 3, il Parlamento danese guidato da una maggioranza social-democratica ha promulgato una nuova legge sull’immigrazione che in sostanza prevede che l’esame della domanda di asilo avvenga in un Paese terzo e che anche qualora la richiesta di asilo venisse accettata fosse lo stesso Paese terzo selezionato a continuare ad accogliere il rifugiato. Quindi <strong>una totale esternalizzazione del problema migranti</strong>, che destruttura il concetto stesso di asilo e fa a pezzi tutti i principi di ricongiungimento familiare (molti migranti tentato di raggiungere membri delle proprie famiglie residenti in Paesi europei) e di non refoulement (non respingimento verso Paesi che, anche a catena, possano violare i diritti umani). L’UE, il Consiglio di Europa e l’UNHCR, nonché numerose associazioni della società civile hanno espresso vergogna e forti timori rispetto a questa nuova legge, perché ritenuta in aperta violazione con la Convenzione di Ginevra sui rifugiati del 1951 (di cui, ironia della sorte, la Danimarca fu il primo paese firmatario) e con il Global Compact del luglio 2020 con cui i Paesi UE si sono impegnati a una ripartizione equa dei migranti. Inoltre il Governo danese starebbe prendendo accordi con alcuni (ritenuti) Paesi terzi sicuri dalla situazione socio-politica discutibile, tra cui Egitto, Eritrea, Etiopia e Ruanda (con quest’ultimo è già stato stilato in tempi non sospetti, il 27 aprile scorso, un memorandum di intenti). D’altronde non stupisce molto la scelta dei Paesi, dopo le recenti considerazioni del Regno di Danimarca sull’attuale <strong>sicurezza della Siria che hanno portato al rimpatrio di centinaia di rifugiati siriani</strong> verso un Paese che obiettivamente sicuro non è.</p>
<p>Ad ogni modo, il vero problema di questa legge è il precedente che la stessa può creare a livello europeo. In questo il Regno Unito non si è fatto attendere, forte di un legame con il Regno di Danimarca segnato dai numerosi “opt-out” (deroghe alle leggi dell’Unione) firmati insieme. <strong>Domani, 6 luglio, infatti arriverà in Parlamento la proposta di riforma del sistema di asilo, la quale si vocifera riprenderà in larga parte le “innovazioni” presentate dalla Danimarca</strong>. Di pari passo, il Primo Ministro Boris Johnson ha già anticipato che vi saranno pene più severe per i migranti che attraversano il canale (dai 6 mesi ai 4 anni) e per i trafficanti di esseri umani che ne agevolano la traversata (dai 14 anni all’ergastolo), unitamente alle già severe pene che concernono i migranti in UK post-brexit (noi italiani lo sappiamo bene, con numerosissimi connazionali rinchiusi nei centri di detenzione inglesi).</p>
<p>Il timore è quindi chiaro. Si paventa all’orizzonte una graduale chiusura dell’Europa a tutti gli indesiderati, guidata da un effetto domino tra i Paesi man mano più influenti a livello politico-economico, mossi dal desiderio di ottenere voti facili sulla scia del terrore nei confronti del diverso e in aperto contrasto con la direzione, teoricamente decisa dagli stessi Paesi (rectius, non più dal Regno Unito oggi), e le decisioni dell’Unione Europea. Dunque questo Global Compact 2020, tanto voluto dalla Commissione UE e con progetti molto ambizioni in materia di immigrazione, rischia di essere un grandissimo flop, mentre le nuove leggi in materia di immigrazione, esternalizzando il problema migranti ai Paesi ritenuti sicuri della stessa Africa, rischiano di minare ancor di più il rispetto dei diritti umani (pietra miliare a fondamento del sistema di diritto occidentale) dei richiedenti asilo che si troveranno a subire un rimpallo continuo tra Europa e Africa, con tutte le problematiche legate all’attraversamento dei confini via mare, che persisterà e sembra essere stato dimenticato almeno dalla Danimarca.</p>
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		<title>La Colombia e il modello efficiente di gestire l’immigrazione</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2021/02/25/la-colombia-e-il-modello-efficiente-di-gestire-limmigrazione/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=la-colombia-e-il-modello-efficiente-di-gestire-limmigrazione</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Cricenti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Feb 2021 19:48:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Colombia]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<category><![CDATA[Papa Francesco]]></category>
		<category><![CDATA[Venezuela]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/02/pope-2377985_1920-678x381-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/02/pope-2377985_1920-678x381-1.jpg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/02/pope-2377985_1920-678x381-1-300x169.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/02/pope-2377985_1920-678x381-1-585x329.jpg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>Papa Francesco nel suo Angelus del 14 febbraio ringrazia il Governo per l’impegno alla naturalizzazione di quasi 2 milioni di migranti venezuelani La storia di Papa Francesco e della crisi&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2021/02/25/la-colombia-e-il-modello-efficiente-di-gestire-limmigrazione/">La Colombia e il modello efficiente di gestire l’immigrazione</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/02/pope-2377985_1920-678x381-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/02/pope-2377985_1920-678x381-1.jpg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/02/pope-2377985_1920-678x381-1-300x169.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/02/pope-2377985_1920-678x381-1-585x329.jpg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p><em>Papa Francesco nel suo Angelus del 14 febbraio ringrazia il Governo per l’impegno alla naturalizzazione di quasi 2 milioni di migranti venezuelani</em></p>



<p>La storia di Papa Francesco e della crisi in Venezuela ha alcuni punti in comune, forse anche per questo motivo il Santo Padre ha molto a cuore la vicenda e nel corso del suo Angelus ha voluto evidenziare l’impegno del Governo colombiano per tutelare la vita e la dignità dei migranti venezuelani, in fuga da un Paese sempre più alla deriva.</p>



<p><br>Infatti quella venezuelana è una delle crisi umanitarie più gravi al mondo. Come il vicariato del Papa, anch’essa ha inizio nel 2013, con la morte del socialista Hugo Chavez e l’inserimento nello scenario politico venezuelano dell’attuale Presidente Nicolas Maduro. In pochi anni il Venezuela è riuscito a scivolare da una modesta prosperità, grazie alla produzione di idrocarburi (possiede infatti una delle riserve più grandi al mondo), ad uno dei peggiori tassi di inflazione al mondo. Questo ha comportato negli anni diverse misure di austerità, tra cui il razionamento del cibo, blackout, mancanza di medicinali e di beni di prima necessità, tra i quali incredibilmente anche la benzina, le quali hanno causato la fuga di&nbsp;<strong>almeno 5.4 milioni di persone</strong>&nbsp;verso gli altri Paesi dell’America del Sud.</p>



<p><br>Mentre molti dei Paesi hanno alzato muri, rinforzato militarmente i confini e respinto alle frontiere i migranti (prime fra tutte il Brasile, il Perù e il Cile), la Colombia ha mostrato un approccio definito umanitario e pratico dal Presidente conservatore-filoamericano Iván Duque Márquez. Infatti, l’8 febbraio 2021 il Presidente ha dichiarato in generale che “l<strong>e crisi migratorie sono per definizione crisi umanitarie</strong>” e che dunque tutti gli immigrati venezuelani presenti in Colombia prima del 31.1.2021 riceveranno un permesso di soggiorno temporaneo. In particolare, risiedono in Colombia quasi 2 milioni di immigrati venezuelani e di questi circa la metà non sono regolari (non possiedono alcun permesso di soggiorno). Nei loro confronti, la nuova legge permetterà di regolarizzare la posizione chiedendo un permesso di soggiorno, mentre per coloro che già possiedono un titolo a permanere sul territorio, lo stesso verrà&nbsp;<strong>esteso automaticamente per 10 anni</strong>. La logica di tale misura risiede anche nell’offrire opzioni lavorative permanenti, facendo emergere dunque i lavoratori immigrati in nero e permettendo alle famiglie venezuelane di riunirsi. Inoltre, permette di garantire un controllo più efficiente sul territorio da parte delle autorità colombiane.</p>



<p><br>La decisione del governo colombiano è stata applaudita da diversi attori internazionali.&nbsp;<strong>UNHCR</strong>, Attraverso il portavoce Filippo Grandi ha definito la decisione storica. Ma anche&nbsp;<strong>Papa Francesco</strong>, sensibile grazie al suo vissuto di figlio di immigrati italiani, ha speso parole di sostegno per questo modello di immigrazione. Infatti ha precisato che questo modello di protezione, accoglienza e integrazione dei migranti, proviene non da una nazione ricca e industrializzata ma da un Paese che ha vissuto decenni di violenze. Nonostante queste problematiche e altre inerenti la loro condizione, i cittadini colombiani “<strong>hanno avuto il coraggio di guardare a questi migranti e di promuovere questa nuova legge</strong>” accogliendoli nelle loro città, e non in centri di accoglienza con una data di scadenza.</p>



<p>L’approccio di Papa Francesco, è bene sottolinearlo, non è di apertura totale dei confini, ma si lega a una logica oggettiva secondo la quale la migrazione e la fuga da situazioni di difficoltà è un fenomeno attuale e che non sta cambiando nel corso degli anni. Neanche la pandemia del 2020 ha bloccato le grandi migrazioni. Dunque quel che suggerisce il Santo Padre è un approccio più garantista, che tuteli la vita e la dignità dei migranti ed eviti che questi subiscano violenze e condizioni intollerabili e degradanti.<br>Già nel 2017, il Santo Padre disse che “Proteggere questi fratelli e sorelle è un imperativo morale, che si traduce nell’adozione di strumenti giuridici, sia internazionali che nazionali, che devono essere chiari e pertinenti; nell’attuazione di scelte politiche giuste e di ampio respiro;&nbsp;<strong>nella priorità dei processi costruttivi, che forse sono più lenti, rispetto ai risultati immediati di consenso</strong>; nell’attuazione di programmi tempestivi e umani nella lotta contro “il traffico di carne umana”; che approfitta delle disgrazie altrui; nel coordinamento degli sforzi di tutti gli attori, tra i quali, siate certi, ci sarà sempre la Chiesa”.</p>



<p><br>Un approccio del genere è stato attuato dalla Colombia. È bene anche qui sottolineare come il vero ostacolo all’integrazione dei cittadini venezuelani in Colombia era meramente giuridico, poiché si condividono tradizioni e usanze molto strette. Sebbene questo possa considerarsi un elemento facilitatore dell’azione governativa, si consideri anche che il numero è molto elevato. Infatti, <strong>1.700.000 rifugiati</strong> (ai quali è stato riconosciuto un permesso di soggiorno con la nuova legge colombiana) sono di gran lunga superiori, per esempio, ai 34.000 richiedenti asilo giunti in Italia lo scorso anno.</p>
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		<title>COVID E MIGRANTI: IL TRIBUNALE DI MILANO E IL CAOS GIORNALISTICO SULLE SENTENZE “COVID”</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2020/12/28/covid-e-migranti-il-tribunale-di-milano-e-il-caos-giornalistico-sulle-sentenze-covid-2/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=covid-e-migranti-il-tribunale-di-milano-e-il-caos-giornalistico-sulle-sentenze-covid-2</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Cricenti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Dec 2020 19:09:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Covid]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/03/113D2573-3E9C-41B6-8609-D9B81F1DC6FD-1.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/03/113D2573-3E9C-41B6-8609-D9B81F1DC6FD-1.png 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/03/113D2573-3E9C-41B6-8609-D9B81F1DC6FD-1-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/03/113D2573-3E9C-41B6-8609-D9B81F1DC6FD-1-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>I giudici di Milano propongono il riconoscimento della protezione umanitaria tenendo in considerazione anche la situazione sanitaria nel Paese di origine. Il populismo giornalistico si scaglia contro di loro Nelle&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/03/113D2573-3E9C-41B6-8609-D9B81F1DC6FD-1.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/03/113D2573-3E9C-41B6-8609-D9B81F1DC6FD-1.png 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/03/113D2573-3E9C-41B6-8609-D9B81F1DC6FD-1-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/03/113D2573-3E9C-41B6-8609-D9B81F1DC6FD-1-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p><h5><em>I giudici di Milano propongono il riconoscimento della protezione umanitaria tenendo in considerazione anche la situazione sanitaria nel Paese di origine. Il populismo giornalistico si scaglia contro di loro</em></h5>
<p>Nelle giornate prima di Natale, la Sezione Specializzata di Milano (una parte del Tribunale Ordinario dedicata alle materie della protezione internazionale, dell’immigrazione e della cittadinanza, istituita nel 2017) ha proposto un particolare orientamento che tiene in considerazione, rispetto al caso specifico, <strong>anche</strong> la pandemia e la situazione sanitaria nel Paese di origine del richiedente.</p>
<p>Poiché negli ultimi giorni si è assistito a una marea di articoli di giornali con orientamenti dichiaratamente anti migranti o semplicemente populisti, è bene fare chiarezza sulla questione e non etichettare immediatamente un orientamento (che comunque rimane tale, come meglio si spiegherà) come pro migranti o anti italiano, ma tenendo in considerazione tutti gli elementi della notizia, senza stressarne per interessi personali solamente alcuni.</p>
<p>In primo luogo torniamo sulla protezione umanitaria. In molti altri articoli si è avuto modo di analizzare questo istituto, abrogato dal Decreto “Salvini” nell’ottobre 2018. Per comodità si riportano i tratti fondamentali della stessa. Innanzitutto essa è stata disciplinata da sempre (1998) dall’art.5 co. 6 del d.lgs. 286/98 (il Testo Unico sull’Immigrazione). La ragione per la quale il legislatore l’ha introdotta era per rispettare gli obblighi internazionali e costituzionali a cui l’Italia è vincolata e per garantire la tutela di situazioni non rientranti nel canonico diritto d’asilo. Si parla, quindi, del diritto alla vita privata e familiare, alla tutela da situazioni di particolare vulnerabilità e, in generale, a un bilanciamento tra la situazione personale nel proprio Paese di origine e quella in Italia. Dunque diversi fattori da tenere in considerazione, come specificato da una sentenza della Cassazione del 2018 (la 4455) che per descrivere questo bilanciamento ha precisato che non è sufficiente avere un contratto di lavoro in Italia, ma che servono anche altre caratteristiche sia sotto il profilo dell’integrazione sia rispetto alla situazione del Paese di origine (violazione dei diritti umani) sia rispetto alla condizione personale del richiedente asilo (particolari vulnerabilità, patologie, etc).</p>
<p>Questi ultimi due profili (situazione del Paese di origine e condizione personale) sono interessati dalle sentenze del Tribunale meneghino. Come premessa si ricorda che tali sentenze riguardano casi precedenti all’ottobre 2018, quindi all’abrogazione della protezione umanitaria (oggi parzialmente reinserita attraverso il decreto legge 130/2020). Dunque, <strong>è bene tenerlo in considerazione, queste sentenze non potranno avere luogo rispetto ai casi successivi al 5 ottobre 2018, ovvero avranno una portata abbastanza limitata che non giustifica il polverone mediatico e gli attacchi resi da determinate correnti giornalistiche</strong>.</p>
<p>Inoltre, quel che più preme sottolineare è che, come espressamente indicato dagli stessi giudici nell’intervista al collega Ferrarella del Corriere della Sera, <strong>la pandemia e il rischio Covid vengono tenuti in considerazione come elementi che possono interessare la valutazione sul Paese di origine e la condizione personale del richiedente, ma sempre secondo una considerazione caso per caso</strong>. Quindi non vi sono assolutamente automatismi come potrebbero far credere certe notizie. D’altronde è tutta la materia della protezione internazionale ad essere, chi la conosce anche un minimo lo sa, improntata sull’analisi del singolo caso concreto. I pochi casi in cui la situazione soggettiva (personale) del richiedente asilo rileva in maniera inferiore possono essere solo quelli caratterizzati da gravi contesti di conflitti armati dalla violenza indicibile (per esempio, la Siria, ma comunque anche in questo caso si tiene in considerazione la zona di origine del richiedente ed altri parametri, non essendo affatto automatico il riconoscimento della protezione sussidiaria). In tali casi più è efferato e diffuso il conflitto, meno sarà rilevante la condizione personale del richiedente asilo.</p>
<p>Detto ciò, è importante evidenziare un altro tratto saliente che caratterizza le cosiddette sentenze “Covid”. Infatti, gli stessi giudici e anche il Corriere evidenziano come bisogni (o bisogna, Borisianamente parlando) avere soddisfatti una serie di <strong>indicatori dell’Inform Epidemic Global Risk Index</strong> (identificati nel numero di <strong>100</strong>) che tengono in considerazione sia l’impatto della pandemia sul territorio di origine del richiedente sia il rischio che il richiedente, già identificato vulnerabile, possa subire un ulteriore aggravamento delle proprie condizioni a causa, per esempio, della scarsità di risorse sanitarie (pochi ospedali o respiratori o posti letto), dall’insicurezza alimentare, da disordini sociali, etc. Dunque il risultato finale di tale valutazione, per veder riconosciuta la protezione umanitaria, è quello di un richiedente che, tenuto conto di tutti gli elementi sopra indicati, in caso di rimpatrio rischierebbe di sprofondare in condizioni di vita non rispettose del nucleo minimo (vita, famiglia, salute) dei diritti umani anche a causa della situazione di pandemia che imperversa nel proprio Paese. Quindi, in concreto, una persona già fragile di suo per motivi di salute che dovesse rientrare in Bangladesh dove vi sono 733 posti in terapia intensiva e 1.800 ventilatori per 161 milioni di abitanti e che nel contempo si sia integrata in Italia, dove ha una casa, lavora e conosce la lingua.</p>
<p>In conclusione, non si capisce perché tale orientamento, che come detto resta tale, debba essere tacciato da alcuni titoloni come “blitz delle toghe” o “sentenza creativa”. Infatti, in primo luogo si evidenzia come <strong>l’orientamento di una sezione specializzata (come avviene anche per ogni Tribunale di primo grado in Italia) non influenza nessun altro giudice del Paese</strong> (in realtà, non influenza neanche gli altri giudici dello stesso Tribunale o Sezione che possono liberamente pensarla differentemente), quindi non la dicitura blitz o sentenza creativa non ha proprio senso di esistere. Inoltre, tali sentenze, se ritenute contrastanti o ingiuste potrebbero essere appellate dal Ministero dell’Interno in Cassazione, questo sì il luogo in cui potrebbe eventualmente essere emessa una ordinanza con un valore superiore (ma sempre non obbligatorio, perché si ricorda che in Italia, a differenza dei Paesi anglofoni, non esiste il “precedente”, ma solo orientamenti), ma solamente nel caso in cui sia deliberata a Sezioni Unite (quindi in cui tutte le Sezioni che compongono la Cassazione sono concordi su tale orientamento).</p>
<p>Come si potrà comprendere siamo ben lontani da tutto ciò e per il momento ci si accontenta di <strong>ringraziare il collega del Corriere della Sera per la meritevole intervista ai giudici della Sezione di Milano e quest’ultimi per il loro impegno continuo nella tutela dei diritti e del rispetto della legge</strong> a dispetto di una situazione non facile in cui la categoria è spesso oggetto di accuse, ingiustificate e oggettivamente strumentalizzate per il semplice bisogno di click e like.</p>
<p>Sappiamo bene che la stampa non sta vivendo un grande momento, ma questi mezzucci non danno onore alla categoria e rischiano di essere controproducenti. In due semplici parole che vanno molto di moda ultimamente, queste notizie sono da identificare come “<strong>fake news</strong>”.</p>
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		<title>Migranti. L&#8217;ambasciatore tunisino Sinaoui a Nova: &#8220;Anche l’Italia faccia la sua parte&#8221;. 11 milioni promessi e mai arrivati</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2020/09/03/migranti-lambasciatore-tunisino-sinaoui-a-nova-anche-litalia-faccia-la-sua-parte-11-milioni-promessi-e-mai-arrivati/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=migranti-lambasciatore-tunisino-sinaoui-a-nova-anche-litalia-faccia-la-sua-parte-11-milioni-promessi-e-mai-arrivati</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Sep 2020 08:46:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<category><![CDATA[Sinauoi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="984" height="697" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/09/tun.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/09/tun.jpg 984w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/09/tun-300x213.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/09/tun-768x544.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/09/tun-585x414.jpg 585w" sizes="(max-width: 984px) 100vw, 984px" /></p>
<p>Anche l’Italia ha preso degli impegni nella lotta ai flussi migratori irregolari. “Ci hanno promesso dei fondi in questa lotta, ma finora non sono arrivati”: ha spiegato il diplomatico tunisino&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2020/09/03/migranti-lambasciatore-tunisino-sinaoui-a-nova-anche-litalia-faccia-la-sua-parte-11-milioni-promessi-e-mai-arrivati/">Migranti. L&#8217;ambasciatore tunisino Sinaoui a Nova: &#8220;Anche l’Italia faccia la sua parte&#8221;. 11 milioni promessi e mai arrivati</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="984" height="697" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/09/tun.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/09/tun.jpg 984w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/09/tun-300x213.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/09/tun-768x544.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/09/tun-585x414.jpg 585w" sizes="(max-width: 984px) 100vw, 984px" /></p><p><i>Anche l’Italia ha preso degli impegni nella lotta ai flussi migratori irregolari. “Ci hanno promesso dei fondi in questa lotta, ma finora non sono arrivati”: ha spiegato il diplomatico tunisino in una video-intervista concessa ad Agenzia Nova.</i></p>
<p><em><strong>Roma, 03 settembre 2020 &#8211;</strong> </em> La Tunisia è “molto impegnata” nella lotta alle migrazioni illegali, ma anche l’Italia dovrebbe “fare la sua parte” sbloccando i fondi promessi e “mai arrivati”. Lo dichiara l’ambasciatore della Tunisia in Italia, Moez Sinaoui, in una video-intervista concessa ad “Agenzia Nova”. Il nuovo primo ministro Hichem Mechichi, che proprio ieri ha prestato giuramento davanti al presidente della Repubblica, Kais Saied, è un ex ministro dell’Interno e conosce bene il dossier delle migrazioni. “Possiamo dire che su questo tema ci sarà continuità degli impegni tunisini e non avremo tempi di attesa. La Tunisia è stata molto impegnata sulla vicenda immigrazione con il governo precedente e con il ministro Mechichi. Forse c’è una parte non visibile della lotta alla migrazione che non è conosciuto abbastanza in Italia: la Tunisia fa decine di arresti ogni giorno e sventa decine di tentativi di imbarchi. (&#8230;) Non possiamo essere ostaggio né dei trafficanti, né delle dichiarazioni incendiarie di alcuni politici. Le migrazioni non possono essere ridotte a slogan elettorale. (&#8230;) C’è una lotta alla migrazione che è stata condotta dal governo precedente e sarà confermata e sicuramente rafforzata con il nuovo governo Mechichi”, aggiunge il diplomatico. Il presidente Saied, ricorda l&#8217;ambasciatore, si è &#8220;personalmente recato a Sfax, sulle coste dove partono i migranti: è stato un segnale molto forte anche per le autorità e per la Marina tunisina. Dopo questo gesto c&#8217;è stato un significativo calo delle partenze&#8221;.<br />
Secondo i dati del Viminale aggiornati alle 8:00 del 3 settembre, nel 2020 sono sbarcati illegalmente in Italia via mare 7.895 tunisini, oltre il 40 per cento delle nazionalità dichiarate: più di tutti gli sbarchi dei tunisini nell’intero biennio 2018-2019. Numeri, tuttavia, ancora lontani dai picchi di 150 mila &#8211; 200 mila sbarchi del 2015 e 2016. Tra Italia e Tunisia è peraltro in essere un accordo che prevede il rimpatrio di 80 migranti illegali a settimana. “Quando sono arrivato in Italia quasi quattro anni fa c’erano 200 mila arrivi all’anno. L’anno scorso ce ne sono stati 20 mila, quest’anno siamo ancora sotto i 20 mila. Dobbiamo relativizzare e uscire dal contesto elettorale italiano”, aggiunge Sinaoui. Quella che stiamo vivendo, a detta dell’ambasciatore, è un’ondata annuale ma eccezionale dovuta a un mix di tre fattori: bel tempo, la pandemia di Covid-19 e la crisi regionale dovuta al conflitto in Libia. “<strong>Fra la Tunisia e l’Italia c’è un accordo: riguarda qualsiasi cittadino tunisino identificato che è arrivato in Italia in maniera illegale noi lo riprendiamo, anche per preservare la dignità del popolo tunisino. Facciamo 80 rimpatri a settimana. Noi accoglieremo sempre i nostri figli con piacere. C’è anche un impegno tunisino a sorvegliare le frontiere”, aggiunge il diplomatico</strong>.</p>
<p>Anche l’Italia, spiega il diplomatico tunisino, ha preso degli impegni nella lotta ai flussi migratori irregolari. “Ci hanno promesso dei fondi in questa lotta, ma finora non sono arrivati”, afferma Sinaoui, in riferimento agli 11 milioni di euro messi sul piatto dall’Italia. Una somma che in realtà fa parte di 30 milioni di euro di fondi italiani previsti nel periodo 2020-2022. “Finora non abbiamo visto niente”, spiega l’ambasciatore, aggiungendo che l&#8217;Italia dovrebbe essere &#8220;più ambiziosa&#8221; e, anzi, &#8220;raddoppiare&#8221; i fondi destinati allo sviluppo della Tunisia. Il contrasto alla lotta alla migrazione irregolare è questo: fondi allo sviluppo, fondi per aiutare anche la polizia tunisina a lottare contro la migrazione clandestina, in cambio di un impegno tunisino per diminuire i flussi. “Anche l’Italia deve fare la sua parte di impegno. Hanno promesso di mettere sul tavolo 11 milioni, stiamo aspettando: vediamo, anche se credo che siamo un po’ in ritardo”, commenta Sinaoui, evidenziando come il problema non sia solo italiano o tunisino, ma debba assumere anche una dimensione regionale ed europea. “Il 90 per cento dei tunisini che arrivano in Italia non rimangono in Italia. O sono rimpatriati, o vanno in Europa. E’ un problema europeo”. © <a href="https://www.agenzianova.com/">https://www.agenzianova.com/</a></p>
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		<title>Pandemia Covid-19.Un’opportunita’ per regolarizzare i migranti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Mazzarella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Apr 2020 10:32:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[integrazione]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="604" height="340" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/04/02D27D25-60D9-4038-AE60-4CD2419A81A4.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/04/02D27D25-60D9-4038-AE60-4CD2419A81A4.jpeg 604w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/04/02D27D25-60D9-4038-AE60-4CD2419A81A4-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/04/02D27D25-60D9-4038-AE60-4CD2419A81A4-585x329.jpeg 585w" sizes="(max-width: 604px) 100vw, 604px" /></p>
<p>L’Articolo 20-bis della legge 132 del 2018 prevede il permesso di soggiorno per calamita’ e potrebbe dare il via alla regolarizzazione dei migranti agricoli Nel tanto criticato ed osannato, in&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2020/04/11/pandemia-e-immigrazione-unopportunita-per-regolarizzare-i-migranti/">Pandemia Covid-19.Un’opportunita’ per regolarizzare i migranti</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="604" height="340" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/04/02D27D25-60D9-4038-AE60-4CD2419A81A4.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/04/02D27D25-60D9-4038-AE60-4CD2419A81A4.jpeg 604w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/04/02D27D25-60D9-4038-AE60-4CD2419A81A4-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/04/02D27D25-60D9-4038-AE60-4CD2419A81A4-585x329.jpeg 585w" sizes="(max-width: 604px) 100vw, 604px" /></p><h4 style="text-align: left;"><i>L’Articolo 20-bis della legge 132 del 2018 </i><i>prevede il  permesso di soggiorno per calamita’ e potrebbe dare il via  alla regolarizzazione dei migranti agricoli</i></h4>
<p>Nel tanto criticato ed osannato, in base alla propria appartenenza politica, Decreto sicurezza, convertito in legge 132 del 2018, che ha modificato il Testo unico sull’immigrazione, in cui veniva soppresso la tipologia di permesso di soggiorno per “motivi umanitari”, si introduce un permesso temporaneo per esigenze di carattere umanitario.</p>
<p>L’articolo 20-bis, per essere precisi, riconducibile alla situazione dello straniero che dovrebbe fare ritorno in un paese che versa in una situazione di contingente ed eccezionale calamità che non gli consente il rientro e la permanenza in condizioni di sicurezza, potrebbe dare il via alla regolarizzazione dei migranti agricoli, che invece di essere cacciati, nelle più rosee delle visioni, o lavorare in nero, nella più probabile visione, troverebbero legalità e risponderebbero alla crescente richiesta di manodopera nei campi.</p>
<p>In questo momento in cui il blocco totale dei voli a causa della pandemia, sembra chiaro che ogni bracciante delle varie baraccopoli rientri in pieno in questa specifica. In questi casi le Commissioni dei tribunali rilasceranno un permesso di soggiorno per calamità, della durata di sei mesi, valido per l’accesso al lavoro, ma solo sul territorio nazionale.</p>
<p>In una intervista Jean Renè Bilongo dell’Osservatorio Placido Rizzotto della Flai Cgil dichiara: “Il decreto Sicurezza aveva obiettivi di ostracismo, di soffocamento della realtà migratoria. Ma la previsione di un titolo di soggiorno per eccezionale calamità, e tutti sappiamo come il Covid 19 sia una calamità globale, è la strada per regolarizzare i migranti, specie quelli più in difficoltà e a rischio sanitario, potendo quindi essere soccorsi in caso di contagio»<br />
L’articolo 20-bis risponde così ad una doppia esigenza: infatti da una parte la pandemia colpisce il paese di provenienza del migrante, dall’altra rende impossibile per l’Italia il rimpatrio del migrante. La regolarizzazione, del migrante quindi, assume ancora più senso. Ma non risolve il problema in toto: infatti “il permesso di soggiorno per calamità” non è convertibile in permesso di soggiorno per motivi lavorativi, quindi, se non viene fatta alcuna modifica al testo, il problema “migranti irregolari” sarà soltanto posticipato al dopo covid19.</p>
<p>Ovviamente, così come affrontato in un mio articolo precedente, il Governo deve procedere su più livelli, da una parte gli immigrati presenti nel nostro territorio, dall’altra i percettori di misure di sostegno al reddito.</p>
<p>Qualche esperimento su questa linea è già stato fatto: infatti in Portogallo, il governo ha deciso di concedere a tutti gli immigrati con un permesso di soggiorno pendente presso il Serviço de Estrangeiros e Fronteiras &#8211; Sef gli stessi diritti dei residenti, fino ad almeno il 1° luglio. Il provvedimento si applica anche i richiedenti asilo. Annunciato il 28 marzo questo provvedimento serve, anche, per garantire ai migranti l’accesso al sistema sanitario e ai servizi pubblici durante la pandemia. «Le persone non devono essere private del diritto alla salute e al servizio pubblico semplicemente perché la domanda di regolarizzazione dei loro documenti non è stata ancora elaborata», ha dichiarato Claudia Veloso, portavoce del Ministero degli interni. «In questo periodo eccezionale, i diritti dei migranti devono essere garantiti», ha concluso.</p>
<p>È vero che questi provvedimenti possono essere momentanei, ma è anche vero che in questa pandemia, e in particolar modo dopo il suo superamento, bisogna proprio ripensare a ciò che vogliamo preparare per i nostri figli. Sembra importante che alcuni settori come la sanità, il terzo settore per fare due esempi debbano essere ripensati in una politica più globale, con una maggiore attenzione alla persona e sicuramente una visione più reale del bene comune.</p>
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		<title>Giochi di potere, ed i migranti pagano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Mazzarella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Mar 2020 15:36:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="560" height="315" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/03/84E314AF-8CBC-4120-8794-7A8F4812C735.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/03/84E314AF-8CBC-4120-8794-7A8F4812C735.jpeg 560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/03/84E314AF-8CBC-4120-8794-7A8F4812C735-300x169.jpeg 300w" sizes="(max-width: 560px) 100vw, 560px" /></p>
<p>Ci hanno dato una barca a remi e ci hanno detto di attraversare il fiume Evros per entrare in Grecia. Ho detto di no perché sono con i bambini, non&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="560" height="315" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/03/84E314AF-8CBC-4120-8794-7A8F4812C735.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/03/84E314AF-8CBC-4120-8794-7A8F4812C735.jpeg 560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/03/84E314AF-8CBC-4120-8794-7A8F4812C735-300x169.jpeg 300w" sizes="(max-width: 560px) 100vw, 560px" /></p><p>Ci hanno dato una barca a remi e ci hanno detto di attraversare il fiume Evros per entrare in Grecia. Ho detto di no perché sono con i bambini, non voglio prendere il rischio di attraversare il fiume. Forse non lo farei neanche da solo. Siamo esseri umani, non animali” secondo quanto raccontato ad una televisione greca da un emigrante. La pressione sul confine greco con decine di migliaia di migranti che vogliono entrare in Europa, non sembra essersi minimamente allentata. A Edirne, in Turchia, i profughi si accampano in attesa di poter scavalcare il recinto, sono donne, bambini, è ciò che emerge dalle dichiarazioni dell’Unicef. Dopo la firma del cessate il fuoco, in Siria, sembra non essersi creata alcuna stabilità: il valore di una tregua si misura dalla qualità delle soddisfazioni che le parti ne traggono. E al di là di un un po&#8217; di fiato per Erdogan e di prestigio mediorientale per Putin, il cessate il fuoco non porta nulla di più. Rimangono cambiali in bianco con le scadenze della _Real politik, come il corridoio di sicurezza est-ovest lungo l&#8217;autostrada M4 nella provincia di Iblid, e le pattuglie congiunte russo-turche nella stessa zona, a partire dal 15 marzo. L&#8217;incontro di Mosca ha permesso ad Ankara di circoscrivere l&#8217;area infetta, nei suoi rapporti con la Russia, a una manciata di chilometri quadrati nel nord-ovest della Siria. Le due potenze euroasiatiche condividono invece l&#8217;obbiettivo massimo, che è affermare i propri interessi a costo di indebolire l&#8217;Unione europea. Le masse umane ai confini della Grecia sono effetto collaterale desiderato, sia da Mosca che da Ankara. Il presidente del Consiglio europeo Charles Michel sembra incapace di convincere la Turchia a risigillare il suo confine. E mentre Bruxelles ha destinato 700 milioni di euro alla Grecia per la gestione dell&#8217;emergenza, Ankara chiede a sua volta maggiori aiuto. &#8220;Da dieci anni &#8211; ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan &#8211; ospitiamo quattro milioni di siriani in Turchia: ci avete mai offerto un tale supporto? Potreste prendere questa decisione molto facilmente&#8221;. A Bruxelles, i ministri dell&#8217;Interno dell&#8217;Unione si sono riuniti con la questione in cima all&#8217;ordine del giorno. &#8220;L&#8217;Europa &#8211; ha detto il vicepresidente della Commissione, Margaritis Schinas &#8211; non può fallire due volte su un problema così importante. Questa è una nuova opportunità e probabilmente l&#8217;ultima di arrivare a un accordo tra tutti i 27 Stati membri&#8221;. Il 6 marzo da Zagabria dove di sono riuniti i ministri degli Esteri, sembra essere emerso che L’Unione &#8220;respinge fortemente l&#8217;uso della pressione migratoria a fini politici&#8221; e definisce &#8220;inaccettabile questa situazione alle frontiere esterne&#8221;, pur ammettendo &#8220;l&#8217;accresciuto onere e i rischi migratori che la Turchia sta affrontando&#8221;. In tutto questo stallo chi ne paga il maggior prezzo sono i migranti che rimangono in bloccati in attesa di una opportunità per una vita dignitosa, la propaganda turca parla di 130mila migranti che hanno già attraversato il confine. I greci parlano di 35mila respingimenti Nel frattempo, continuano gli scambi di accuse tra Grecia e Turchia. Per Erdogan sono cinque i morti uccisi dalle forze dell&#8217;ordine greche. Il presidente turco denuncia &#8220;un approccio molto brutale&#8221; della guardia costiera &#8220;che affonda i barconi&#8221; nel mar Egeo e accusa l&#8217;Occidente di ipocrisia. Il governo greco nega seccamente e diffonde a sua volta un video dove un&#8217;imbarcazione greca viene speronata da una turca. La situazione alla frontiera rimane tesa. Le guardie di confine elleniche hanno nuovamente sparato gas lacrimogeni e getti di cannoni ad acqua per respingere i migranti, che hanno risposto con una sassaiola. Sull&#8217;altro lato del confine, a poche centinaia di metri di distanza, i mille agenti delle forze speciali turche hanno preso posizione. Atene le accusa di aver lanciato a loro volta lacrimogeni per forzare il confine e spingere i migranti in Europa. In una situazione così delicata, in un momento storico così particolare, in cui la psicosi dell’infezione “coranavirus” sembra dilagare, la politica, la mediazione non può e non deve lasciarsi sfuggire la possibilità di rimanere umani, di trovare soluzioni alternative all’egoismo ed alla paura, senza tralasciare l’importanza dei singoli stati , ma ricordandosi sempre che l’ Europa è nata per un bene comune migliorativo, e non per la soddisfazione di egoismi privati, anche se fossero solo nazionali.</p>
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		<title>Convegno sulle migrazioni sabato prossimo a L’Aquila, nella Chiesa di S. Francesco</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2020/01/23/convegno-sulle-migrazioni-sabato-prossimo-a-laquila-nella-chiesa-di-s-francesco/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=convegno-sulle-migrazioni-sabato-prossimo-a-laquila-nella-chiesa-di-s-francesco</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jan 2020 20:32:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<category><![CDATA[tiziana grassi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="640" height="480" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/01/F751D456-54CC-464E-81D0-DF1F753BB169.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/01/F751D456-54CC-464E-81D0-DF1F753BB169.jpeg 640w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/01/F751D456-54CC-464E-81D0-DF1F753BB169-300x225.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/01/F751D456-54CC-464E-81D0-DF1F753BB169-585x439.jpeg 585w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>Sabato 25 gennaio, alle ore 16:30, nella Chiesa di S. Francesco a L’Aquila il dibattito sui Modelli di incontro e di socializzazione, buone pratiche di accoglienza e integrazione delle persone&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2020/01/23/convegno-sulle-migrazioni-sabato-prossimo-a-laquila-nella-chiesa-di-s-francesco/">Convegno sulle migrazioni sabato prossimo a L’Aquila, nella Chiesa di S. Francesco</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h4><i>Sabato 25 gennaio, alle ore 16:30, nella Chiesa di S. Francesco a L’Aquila il dibattito sui Modelli di incontro e di socializzazione, buone pratiche di accoglienza e integrazione delle persone migranti</i></h4>
<p class="s3"><span class="s7"><span class="bumpedFont15">L’AQUILA – </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">U</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">na magnifica serata di riflessione, </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">il 20 gennaio scorso</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">a </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Roma</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, presso la </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Rappresentanza italiana della Commissione Europea</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">alla</span></span> <span class="s7"><span class="bumpedFont15">presenta</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">zione del volume</span></span> <span class="s9"><span class="bumpedFont15">“</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">L’accoglienza delle persone migranti</span></span> <span class="s9"><span class="bumpedFont15">–</span></span> <span class="s10"><span class="bumpedFont15">Modelli di incontro e di socializzazione</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">”, a cura di </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Tiziana Grassi</span></span> <span class="s9"><span class="bumpedFont15">(</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">One</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15"> Group Edizioni</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">)</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">. Un pubblico attento e motivato ha partecipato all’evento</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> &#8211;</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> <img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-3710 alignleft" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/01/D9F9BAFF-3BFD-4F38-96CD-80FEEE7A0842-300x225.jpeg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/01/D9F9BAFF-3BFD-4F38-96CD-80FEEE7A0842-300x225.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/01/D9F9BAFF-3BFD-4F38-96CD-80FEEE7A0842-768x576.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/01/D9F9BAFF-3BFD-4F38-96CD-80FEEE7A0842-585x439.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/01/D9F9BAFF-3BFD-4F38-96CD-80FEEE7A0842.jpeg 960w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />annunciato domenica </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">scorsa </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">da un’intera pagina del quotidiano </span></span><span class="s12"><span class="bumpedFont15">la Repubblica</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, edizione di Roma</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> – convenuto per</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> ascolta</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">re</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> con grande <img decoding="async" class="size-medium wp-image-3709 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/01/75CFE36E-E0E1-42CB-8ACC-52BC09CE086F-300x199.jpeg" alt="" width="300" height="199" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/01/75CFE36E-E0E1-42CB-8ACC-52BC09CE086F-300x199.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/01/75CFE36E-E0E1-42CB-8ACC-52BC09CE086F-768x510.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/01/75CFE36E-E0E1-42CB-8ACC-52BC09CE086F-780x516.jpeg 780w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/01/75CFE36E-E0E1-42CB-8ACC-52BC09CE086F-585x388.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/01/75CFE36E-E0E1-42CB-8ACC-52BC09CE086F-263x175.jpeg 263w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/01/75CFE36E-E0E1-42CB-8ACC-52BC09CE086F.jpeg 960w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />interesse gli interventi dei relatori </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Ugo Ferruta</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, presidente del Movimento Federalista europeo, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Marco </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Damilano</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, direttore L’Espresso, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Giovanni </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Vetritto</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, direttore generale Presidenza del Consiglio, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Concetta </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Mirisola</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, direttore Generale INMP, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Mario Morcone</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, direttore Consiglio Italiano per i Rifugiati, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Paolo Ciani</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">consigliere </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Regione Lazio, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Gian Matteo Sabatino</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Comunità di Sant’Egidio</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">,</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">Francesca Pompa</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, presidente </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">One</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> Group, </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">e </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Tiziana Grassi</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, curatrice dell’opera. </span></span></p>
<p class="s3"><span class="s7"><span class="bumpedFont15">S</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">abato </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">25 gennaio</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, alle ore</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> 16:30</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, si terrà a</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> L’Aquila</span></span> <span class="s7"><span class="bumpedFont15">un c</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">onvegno sulle migrazioni </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">con la presentazione del libro <img decoding="async" class="size-medium wp-image-3712 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/01/Pettino-chiesa-S.-Francesco-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/01/Pettino-chiesa-S.-Francesco-300x225.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/01/Pettino-chiesa-S.-Francesco.jpg 400w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">“</span></span><span class="s12"><span class="bumpedFont15">L’accoglienza delle persone migranti</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">”</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> (</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">One</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> Group Edizioni) presso</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">Chiesa di San Francesco d’Assisi </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">in</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> Pettino</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">. </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">L’evento apre un tour di incontri </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">sul tema </span></span><a name="_GoBack"></a><span class="s7"><span class="bumpedFont15">nelle città italiane. </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Non casuale la scelta</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> della città capoluogo d’Abruzzo</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> in quanto nel volume </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">è ampiamente riportata, in uno con la secolare storia </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">aquilana </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">di accoglienza e multiculturalità, la buona pratica operata nella popolosa Parrocchia di Pettino. </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">N</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">el ponderoso volume </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">curato da </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Tiziana Grassi</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> ed </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">edito da </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">One</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> Group</span></span> <span class="s7"><span class="bumpedFont15">l</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">’esperienza è raccontata </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">nel</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> contributo firmato da Goffredo Palmerini</span></span> <span class="s7"><span class="bumpedFont15">con </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">un’intervista al parroco </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">don Dante Di Nardo</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> e </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">con </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">la</span></span> <span class="s7"><span class="bumpedFont15">toccante </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">testimonianza d</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">i uno dei</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> migrant</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">i</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> accolt</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">i</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> in quella parrocchia. </span></span></p>
<p class="s3"><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Alla presentazione </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">del volume </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">parteciperanno </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">don Dante Di Nardo</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, direttore Caritas diocesana, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Mackda</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">Ghebremariam</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">Tesfau</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Refugees</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> Welcome Italia</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Goffredo Palmerini</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, giornalista e </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">scrittore</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Francesca Pompa</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, presidente </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">One</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> Group,</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> e</span></span> <span class="s7"><span class="bumpedFont15">la </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">curatrice dell’opera</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Tiziana Grassi</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">. Modererà gli interventi </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">il </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">giornalista e scrittore</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Angelo De Nicola</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">. Il </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">M° </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Andrzej</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">Hanzelewicz</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> eseguirà un intermezzo musicale, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Adriano Sabatini</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> leggerà brani </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">tratti </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">dal volume</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Giuliana </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Prescenzo</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> declamerà due sue poesie sulle migrazioni.</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> L’artista </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Duilio </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Chilante</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> esporrà la tela “</span></span><span class="s12"><span class="bumpedFont15">Le carrette con i morti in mare</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">” che inaugura il suo ciclo pittorico della </span></span><span class="s12"><span class="bumpedFont15">Via </span></span><span class="s12"><span class="bumpedFont15">Lucis</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">composto da 15 “stazioni”, un percorso nel Calvario del XXI secolo.</span></span></p>
<p class="s3"><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Il libro</span></span> <span class="s7"><span class="bumpedFont15">di</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">Tiziana Grassi</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">insigne studiosa di fenomeni migratori, giornalista e scrittrice, </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">con</span></span> <span class="s7"><span class="bumpedFont15">prefazione </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">del </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Presidente del Parlamento Europeo</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">David Sassoli</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">,</span></span> <span class="s7"><span class="bumpedFont15">è un testo </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">corposo</span></span> <span class="s7"><span class="bumpedFont15">di </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">alto</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> valore scientifico, civile e sociale in un tempo in cui la verità del fenomeno migratorio ha subìto le più bolse torsioni ad uso e consumo d</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">una politica che alla responsabilità di governo ha sostituito la propaganda elettorale. </span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">Il volume affronta il fenomeno migratorio in tutte le sue peculiarità e sfaccettature, fornendo un quadro d’insieme di voci e testimonianze dal quale può ricavarsi un’idea oggettiva e compiuta della “questione delle migrazioni” che controverte l’enormità delle distorsioni che da tempo una certa narrazione del fenomeno sta inoculando nella società italiana. </span></span></p>
<p class="s3"><span class="s7"><span class="bumpedFont15">D</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">unque </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">un’opera di </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">notevole</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> interesse</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, un’antologia delle migrazioni </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">che ha impegnato non poco la curatrice: </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">128</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> studiosi, ricercatori, rappresentanti di istituzioni, giornalisti, operatori sociali e umanitari; </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">976</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> giorni di lavoro; </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">784</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> pagine; </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">21</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> Facoltà, Dipartimenti, Osservatori e Centri di ricerca; </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">47</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> tra fondazioni, istituzioni, associazioni, </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">onlus</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, scuole italiane; </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">4 </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">esempi tra i numerosi Comuni illuminati di un&#8217;Italia pensante. Tante le testimonianze, i modelli di buone pratiche, le proposte su un tema centrale del nostro tempo. </span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">Tutti i contributi sono tessere rilevanti d’un mosaico di conoscenza che fa piazza pulita d</span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">ogni strumentalizzazione, restituendo la dimensione vera d’un fenomeno epocale che riguarda e riguarderà per molti anni il nostro Paese e l’Europa intera</span></span><span class="s14"><span class="bumpedFont15">. </span></span></p>
<p class="s3">
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2020%2F01%2F23%2Fconvegno-sulle-migrazioni-sabato-prossimo-a-laquila-nella-chiesa-di-s-francesco%2F&amp;linkname=Convegno%20sulle%20migrazioni%20sabato%20prossimo%20a%20L%E2%80%99Aquila%2C%20nella%20Chiesa%20di%20S.%20Francesco" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2020%2F01%2F23%2Fconvegno-sulle-migrazioni-sabato-prossimo-a-laquila-nella-chiesa-di-s-francesco%2F&#038;title=Convegno%20sulle%20migrazioni%20sabato%20prossimo%20a%20L%E2%80%99Aquila%2C%20nella%20Chiesa%20di%20S.%20Francesco" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2020/01/23/convegno-sulle-migrazioni-sabato-prossimo-a-laquila-nella-chiesa-di-s-francesco/" data-a2a-title="Convegno sulle migrazioni sabato prossimo a L’Aquila, nella Chiesa di S. Francesco"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2020/01/23/convegno-sulle-migrazioni-sabato-prossimo-a-laquila-nella-chiesa-di-s-francesco/">Convegno sulle migrazioni sabato prossimo a L’Aquila, nella Chiesa di S. Francesco</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>L’accoglienza dei migranti in un magnifico libro di Tiziana Grassi</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2019/12/13/laccoglienza-dei-migranti-in-un-magnifico-libro-di-tiziana-grassi/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=laccoglienza-dei-migranti-in-un-magnifico-libro-di-tiziana-grassi</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Goffredo Palmerini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Dec 2019 10:40:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[accoglienza]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<category><![CDATA[tiziana grassi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="533" height="706" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2019/12/libro.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2019/12/libro.jpg 533w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2019/12/libro-226x300.jpg 226w" sizes="(max-width: 533px) 100vw, 533px" /></p>
<p>Un testo notevole che raccoglie spiccate conoscenze, testimonianze e buone pratiche d’integrazione &#160; Libertà e democrazia non sono compatibili con chi alimenta i conflitti, con chi punta a creare opposizioni&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2019/12/13/laccoglienza-dei-migranti-in-un-magnifico-libro-di-tiziana-grassi/">L’accoglienza dei migranti in un magnifico libro di Tiziana Grassi</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="533" height="706" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2019/12/libro.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2019/12/libro.jpg 533w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2019/12/libro-226x300.jpg 226w" sizes="(max-width: 533px) 100vw, 533px" /></p><h4><strong>Un testo notevole che raccoglie spiccate conoscenze, testimonianze e buone pratiche d’integrazione</strong></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Libertà e democrazia non sono compatibili con chi alimenta i conflitti,</em></p>
<p><em>con chi punta a creare opposizioni dissennate fra le identità, con chi fomenta scontri,</em></p>
<p><em>con la continua ricerca di un nemico da individuare, con chi limita il pluralismo.</em></p>
<p><em>I valori delle civiltà e delle culture di ogni popolo contrastano in modo radicale</em></p>
<p><em>con quella deriva e fanno, invece, appello a salde fondamenta di umanità,</em></p>
<p><em>per confidare nel progresso.</em></p>
<p><strong>Sergio Mattarella</strong>, Presidente della Repubblica</p>
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<p>L’AQUILA – Un’altra magnifica opera è stata appena pubblicata da One Group Edizioni: “<strong><em>L’accoglienza delle persone migranti </em></strong><em>&#8211;</em> <em>Modelli di incontro e di socializzazione</em>”, a cura di <strong>Tiziana Grassi</strong>. Insigne studiosa dei fenomeni migratori, giornalista e scrittrice, la <strong>Grassi</strong> affida ai lettori un corposo testo di elevato valore scientifico, civile e sociale in un tempo in cui la verità del fenomeno migratorio ha subito le più bolse torsioni ad uso e consumo di una politica che alla responsabilità ha sostituito la propaganda per interesse elettorale. Il volume, alla puntuale e documentata Presentazione dell’Autrice, e all’intensa Prefazione del Presidente del Parlamento Europeo, <strong>David Sassoli</strong>, reca contributi di eccellente levatura nell’esposizione di ogni aspetto del fenomeno migratorio in una forma chiara e documentata. Un testo davvero di agevole leggibilità e di grande trasparenza.</p>
<p>Un’opera di grande interesse che ha impegnato non poco l’Autrice per condurla finalmente in porto: 128 studiosi, ricercatori, rappresentanti di istituzioni, giornalisti, operatori sociali e umanitari; 976 giorni di lavoro; 784 pagine; 21 Facoltà, Dipartimenti, Osservatori e Centri di ricerca; 47 tra fondazioni, istituzioni, associazioni, onlus, scuole italiane; 4 esempi tra i numerosi Comuni illuminati di un&#8217;Italia pensante. Tante le testimonianze, i modelli di buone pratiche, le proposte su un tema centrale del nostro tempo: l&#8217;accoglienza delle persone migranti.</p>
<p>Il volume avrà una presentazione riservata esclusivamente ai 128 Autori e alla Stampa (il prossimo 18 dicembre, alle ore 17, presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma (Viale Castro Pretorio, 25), con gli interventi di <strong>Giovanni Vetritto</strong>, direttore generale Presidenza del Consiglio, <strong>Walter Tocci</strong>, già direttore Centro Riforma dello Stato, <strong>Francesca Lagorio</strong>, giornalista Rai, <strong>Massimiliano Fiorucci</strong>, direttore Dipartimento Scienze della Formazione Università Roma Tre, <strong>Francesca Pompa</strong>, presidente Edizioni One Group, <strong>Tiziana Grassi</strong>, curatrice dell’opera. Modera <strong>Gian Matteo Sabatino</strong>, dirigente scolastico, docente alla Comunità di S. Egidio. Porterà il saluto <strong>Andrea De Pasquale</strong>, direttore della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma. La presentazione al pubblico è prevista nel prossimo mese di gennaio.</p>
<p><strong>David Sassoli</strong> scrive tra l’altro nella Prefazione: «[…] Con questo volume Tiziana Grassi, oltre ad illustrare alcune buone pratiche di accoglienza portate avanti in Italia, ci invita a riflettere su queste politiche e sui nostri valori comuni perché l’accoglienza del prossimo e il rispetto della dignità umana sono tratti distintivi del nostro essere italiani ed europei. Come ci ha ammonito Papa Francesco, è necessario lavorare insieme per dare alla luce un nuovo umanesimo capace di recuperare la progettualità dei padri fondatori, di interpretare i cambiamenti del nostro tempo e di aprirci alla complessità del mondo per sviluppare le risposte di cui necessitiamo. Ecco perché abbiamo bisogno di strumenti e di politiche in grado di gestire questi fenomeni. La soluzione è il trasferimento dei poteri all’Europa, perché ad oggi l’immigrazione è ancora una competenza nazionale e noi abbiamo bisogno di un’Europa che affronti questa grande questione, che non può più essere considerata solo un’emergenza. […] L’immigrazione e le politiche di accoglienza sono per l’Europa una partita decisiva perché è da lì che passa non solo un sentimento di umanità ma anche uno sguardo politico su come noi possiamo essere di aiuto a Paesi in cui l’immigrazione è il frutto di diseguaglianze, di conflitti, della desertificazione e dei cambiamenti climatici. I motivi che portano milioni di persone a muoversi sono tanti e credo che quell’ambito sia quello in cui l’Unione europea può dimostrare non solo umanità, ma anche visione politica. […]»</p>
<p>Così <strong>Tiziana Grassi </strong>annota nel risvolto di copertina: «La Storia avanza spedita e noi qui, il suo fugace quarto d’ora, a dissipare occasioni di evoluzione umana e civile. Per reggere l’urto della complessificazione delle migrazioni contemporanee, ho avvertito la necessità di approfondirne i molteplici aspetti in un’ottica corale. Perché interpretare i profondi mutamenti socio-culturali in atto attraverso la lente ampliante del confronto tra diverse discipline e punti di osservazione, è forse l’unica via per affrontare <strong>l’insostenibile egemonia delle attuali miopie</strong> su fenomeni epocali. Da osservare con il giusto e necessario respiro e con quella visione d’insieme e a più voci che ci dice che un’altra direzione è possibile.</p>
<p>Scegliendo da che parte stare, abbiamo voluto raccontare quell’Italia invisibile e reale, viva e solidale, di donne e uomini che non hanno mai smesso di essere dalla parte delle persone e dei diritti umani, di pensare universalmente, di compartecipare, di accogliere. Capace di partecipare con fermezza silenziosa alle vicende umane, è l’Italia che non si rassegna al clima d’odio e anzi coltiva la socialità rendendola pratica quotidiana nella sobrietà di gesti semplici e proattivi che includono e uniscono. Quella che, nel <strong>senso comunitario di umanità e di giustizia </strong>rivolte al bene comune, riconosce i propri fondamentali, i valori grandi ed essenziali che restituiscono all’essere umano tutta la sua centralità.</p>
<p>Abbiamo voluto raccontare quell’Italia aperta all’incontro dialogante che, nella pacifica e conviviale coesistenza delle differenti identità, abbraccia la crescente complessità dei processi migratori contemporanei costruendo ponti, legami e relazioni significanti in un quotidiano spesso destinato a non ‘fare notizia’. L’orizzonte ideale e la valenza connettiva di questa comunità civile che ogni giorno genera gesti importanti di altruismo, che cresce anche tra i giovani e ci fa sperare, pervade diffusamente e a maglie strette il nostro Paese. In questo volume facciamo dunque luce sulle ombre di infondati quanto corrosivi allarmi sociali che &#8211; in attesa di una proposta di governance europea organica e lungimirante &#8211; hanno voluto far passare l’immigrazione come uno dei problemi più gravi e urgenti del Paese.»</p>
<p>Il volume, dopo i cinque contributi introduttivi ove si ripropongono due scritti illuminanti e “profetici” di <strong>Stefano Rodotà</strong> e <strong>don Luigi Di Liegro</strong> insieme agli interventi di <strong>padre Fabio Baggio</strong>, <strong>Arturo Salerni</strong>, e un’intervista di <strong>Franz Coriasco</strong> ad <strong>Andrea Riccardi</strong>, è suddiviso in tre parti: <em>Lo status quaestionis – Orizzonti, teorie e modelli</em> (Parte 1); <em>Le buone pratiche dell’accoglienza e della socializzazione</em> (Parte 2); <em>Fenomeni migratori e ruolo dei media, un altro racconto è possibile</em> (Parte 3). Infine le Conclusioni, con un intervento di <strong>Filippo Bencardino</strong>, presidente della Società Geografica Italiana e un’Appendice.</p>
<p>L’opera, attraverso i qualificati contributi dei <strong>128 Autori</strong>, affronta il fenomeno migratorio in tutte le sue peculiarità e sfaccettature, fornendo un quadro d’insieme dove, anche grazie alle testimonianze delle buone pratiche, può ricavarsi un’idea oggettiva e compiuta della “questione delle migrazioni” che controverte l’enormità delle distorsioni che da tempo una certa narrazione del fenomeno sta inoculando nella società italiana. Tutti i contributi sono tessere rilevanti d’un mosaico di conoscenza che fa piazza pulita di ogni strumentalizzazione, restituendo la dimensione autentica e vera d’un fenomeno epocale che riguarda e riguarderà per anni il nostro Paese e l’Europa intera. Sarà di grande utilità per chiunque voglia approfondire e comprendere il fenomeno migratorio, per attrezzare politiche di accoglienza e integrazione che alla strumentale esorcizzazione contrappongano una consapevole capacità di governo delle migrazioni.</p>
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<p>Solo per dare un’idea dell’opera si fa cenno di alcuni Autori. Come il prefetto <strong>Mario Morcone</strong>, direttore del Consiglio Italiano per i Rifugiati, con un contributo che spazia sugli orizzonti del fenomeno migratorio e su un governo possibile delle migrazioni; o <strong>Gennaro Cicchese</strong>, dell’Università Lateranense, sull’antropologia della prossimità e sui percorsi dell’alterità come ponte verso il futuro; o <strong>Massimiliano Fiorucci</strong>, direttore del dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università di Roma Tre, sulla “grammatica” dell’integrazione; o <strong>Domenico Quirico</strong>, giornalista e scrittore, sull’Esodo migratorio come storia del nuovo millennio. Come le testimonianze di un approccio aperto al fenomeno migratorio offerte da alcuni sindaci d’Italia, quali <strong>Luigi De Magistris</strong> di Napoli, <strong>Luca Elia</strong> di Baranzate, <strong>Riccardo Travaglini</strong> di Castelnuovo di Porto, e <strong>Nannino Marteddu</strong> di Orotelli, per i loro Comuni &#8211; tra i tanti in Italia che andrebbero citati – riguardanti l&#8217;accoglienza e la buona gestione del fenomeno. Il Comune di Orotelli, in Sardegna, oltre al patrocinio morale, ha contribuito a sostenere la pubblicazione del volume, condividendone i messaggi umanitari.</p>
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<p>O come la preziosa l’opera socio-sanitario dell&#8217;<strong>INMP</strong> per le persone migranti, testimoniata nell’intervento di <strong>Concetta Mirisola</strong>, direttore generale dell’Istituto pubblico che si occupa di Migranti e Nuove Povertà nella struttura di Roma, a Trastevere, grazie ai suoi medici, psicologi e mediatori culturali – solo INMP ha mediatori in ambito sanitario che parlano oltre 30 lingue per comprendere l&#8217;universo dei segnali espressi delle persone che vengono dall&#8217;Africa, con culture diverse – e persino i suoi antropologi. Come inoltre il contributo di <strong>Oliviero Forti</strong> e <strong>Ferruccio Ferrante</strong> che documentano il ruolo della Caritas italiana nel campo dei progetti d’accoglienza e integrazione dei migranti e sui corridoi umanitari, specchio d’una Chiesa aperta all’umanità in cammino; e quello della giornalista <strong>Mimma Cucinotta</strong>, che parla della Sicilia, avamposto naturale e geografico proteso nel Mediterraneo, con una cultura millenaria. E Sicilia è anche <strong>Lampedusa</strong>, un avamposto dell&#8217;accoglienza, isola divenuta confine tra la vita e la morte, purtroppo testimone dei naufragi, anche morali, del nostro tempo.</p>
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<p>E come non richiamare lo straordinario contributo di <strong>Mons. Corrado Lorefice</strong>, arcivescovo di Palermo, un discorso alla sua Città-vascello, terra di accoglienza e di testimonianza, richiamando l’eredità morale e spirituale di <strong>Giorgio La Pira</strong> e <strong>don Pino Puglisi</strong> per un umanesimo nuovo. E il contributo di <strong>Valeria D&#8217;Autilia</strong> su Taranto, città ferita, e sull&#8217;amicizia meravigliosa diventata fratellanza-adozione tra due bambini&#8230; una storia da leggere! La Puglia e &#8220;i fratelli di mare&#8221;, quella stessa Puglia che 30 anni fa accolse gli albanesi e che oggi accoglie i migranti dall&#8217;Africa. E la testimonianza di un’altra città ferita, molto duramente, dal terremoto del 2009: <strong>L’Aquila</strong>, accogliente e multiculturale da secoli, che pur tra le sue ferite mostra buone pratiche d’accoglienza e integrazione, come sempre ha fatto dalla sua fondazione, otto secoli fa. Un racconto tra storia e attualità, vergato da chi qui scrive.</p>
<p>E poi i numerosi contributi sul ruolo dell&#8217;informazione, del giornalismo, dei media sui fenomeni migratori, l&#8217;etica nella comunicazione. L&#8217;emergenza che non c&#8217;è, l&#8217;invasione che non c&#8217;è&#8230; gli stereotipi&#8230; il racconto solo degli arrivi e raramente quello dei casi riusciti di integrazione che pervadono il Paese. Raramente le storie dei protagonisti, invece solo paure da alimentare. Che cadono quando conosci le persone migranti e le loro drammatiche storie di vita, da dove vengono, le atrocità che hanno subito&#8230; Alcuni valenti professionisti dell’informazione intervengono sui temi migratori ampliandone il quadro della conoscenza, contro l’alfabeto dei respingimenti fisici, lessicali e cognitivi. E poi il contributo del giornalista e scrittore <strong>Paolo Rumiz</strong>, che racconta le antiche vie delle migrazioni e come l’orchestra dei ragazzi insegna l’armonia all’Europa. La lezione di 82 giovani che con la loro musica annullano frontiere e pregiudizi. Infine la giornalista <strong>Toni Saracino </strong>che parlando del MedFilm Festival fa comprendere quale portentoso mezzo di dialogo interculturale sia la settima arte.</p>
<p>E ancora, tra gli altri docenti che hanno scritto sul ruolo fondamentale della Scuola per seminare la cultura dell’accoglienza, della solidarietà, dell’incontro e del dialogo interculturale, il prezioso contributo di <strong>Michele Bonomi</strong> e <strong>Gian Matteo Sabatino</strong>, sulle risultanze di un Questionario agli studenti sulla cittadinanza, presente in Appendice, oltre ai personali contributi nel libro che riferiscono sulle scuole multiculturali e interculturali dove insegnano. Insomma, tanti studiosi e ricercatori di tutta Italia in questo coinvolgente racconto sulle migrazioni che accompagnano da millenni la storia dell&#8217;umanità. Già, l&#8217;umanità! Quella stessa che ritroviamo nella toccante testimonianza di <strong>Daniela Maggiulli</strong> e del piccolo <strong>Enrico Patruno</strong>, inserita come palpitante conclusione del volume. Su Riace e su un bambino-adolescente, volontario in quel paesino di Calabria, che ci restituisce il senso della vita e dell&#8217;incontro. <strong>Riace</strong>, un paese del Sud spopolato dalle dolorose migrazioni all&#8217;estero, rivissuto con le immigrazioni. Per dire, concludendo, la circolarità della Storia.</p>
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<p>***</p>
<p>Il volume “<strong>L’accoglienza delle persone migranti – </strong><em>Modelli di incontro e di socializzazione</em>”, a cura di <strong>Tiziana Grassi </strong>(One Group Edizioni, L’Aquila, 2019), è disponibile presso l’editore e può essere ordinato con un’email a <a href="mailto:ufficiostampa@onegroup.it">ufficiostampa@onegroup.it</a>. Presto sarà presente su Amazon, anche in formato kindle.</p>
<p><strong>Gli Autori</strong></p>
<p>David Sassoli, Fabio Baggio, Arturo Salerni, Stefano Rodotà, Don Luigi Di Liegro, Franz Coriasco, Stefano Solari, Mario Morcone, Eligio Resta, Gennaro Cicchese, Maria Rosaria Piccinni, Orazio La Rocca, Antonio Augenti, Massimiliano Fiorucci, Aldo Skoda, Piero Bevilacqua, Marcello Saija, Elena Liotta, Claudio Marra, Silvia Aru, Maurizio Memoli, Salvatore Strozza, Guendalina Troiani, Silvia Ruspa, Chiara Mellina, Patrizia Caiffa, Raffaele Cera, Francesco Lenoci, Domenico Quirico, Giovanni Pettorino, Gregorio De Falco, Luigi De Magistris, Gianfranco De Maio, Concetta Mirisola, Lorenzo Prencipe, Ginevra Demaio, Luca Di Sciullo, Nicola Zingaretti, Daniela Di Capua, Monia Giovannetti, Tatiana Esposito, Annarita Guidi, Oliviero Forti, Ferruccio Ferrante, Anna Clara De Martino, Roberto Rossini, Emanuele Selleri, Valentina Recalcati, Matteo Bassoli, Sara Marini, Daniela Piretti, Giulia Franchi, Paola Piva, Don Giovanni D’Andrea, Vincenzo Cesareo, Barbara D’Ambrosio, Costanza Meli, Susanna Guerini, Alessandro Triulzi, Antonio Mumolo, Gabriella Sanna, Letizia Casuccio, Angela Scalzo, Jacopo Di Giovanni, Luca Cricenti, Maria Elisabetta Vandelli, Goffredo Palmerini, Mimma Cucinotta, Donatella Parisi, Enzo Caffarelli, Carmine Carlucci, Anna Maria La Neve, Valeria D’Autilia, Arnoldo Mosca Mondadori, Francesco De Luca, Riccardo Travaglini, Mons. Corrado Lorefice, Toni Saracino, Emiliana Mangone, Vinicio Ongini, Luigi Janiri, Emanuele Caroppo, Michelina Lombardi, Maria Chiara Tornatore, Alessandra Donsante, Francesco Pompeo, Gennaro Colangelo, Eraldo Affinati, Anna Luce Lenzi, Mari D’Agostino, Gian Matteo Sabatino, Michele Bonomi, Ivana Uras, Antonietta Corea, Michela Nocita, Catia Fierli, Annalisa Paris, Paola Spinelli, Laura Mariottini, Giovanni Cimbalo, Francesca Colella, Giovanna Gianturco, Mariella Nocenzi, Luca Elia, Dario Amadei, Elena Sbaraglia, Paolo Rumiz, Michele Braga, Fabrizio Mastrofini, Federica Resta, Luigi Manconi, Tiziana Cauli, Paola Corti, Giulio Di Luzio, Marco Binotto, Marco Bruno, Valeria Lai, Mackda Ghebremariam Tesfau, Daniela Maniscalco, Jacopo Storni, Filippo Bencardino, Daniela Maggiulli, Enrico Patruno.</p>
<p><strong>Tiziana Grassi</strong> è nata a Taranto, vive e lavora a Roma. Giornalista, laureata in Lettere Moderne, studiosa di emigrazione-immigrazione e di sociologia della comunicazione, è autrice di programmi televisivi di servizio per gli Italiani all’estero a Rai International, consulente di programmi di cultura e cronaca per Rai1 e Rai2. In tema di migrazioni e di multiculturalismo collabora con testate nazionali e internazionali. Ha svolto e svolge la propria attività professionale in ambito di didattica e ricerca in Master presso il Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale, Sapienza Università di Roma; l’Università Cattolica “A. Gemelli” di Roma; la Lumsa di Roma e le Università di Teramo, Bari-Taranto, Macerata.</p>
<p>Tra i riconoscimenti per il giornalismo sociale: Premio internazionale “Globo Tricolore &#8211; Italian Women in the World (2010); Premio internazionale “Nelson Mandela” per i diritti umani (2014); Premio internazionale “Giornalisti del Mediterraneo” (2015); Premio Internazionale “Italia Diritti Umani 2019” &#8211; Free Lance International Press (2019). Dal 2015 è referente per la Comunicazione e la Stampa dell’INMP (Istituto Nazionale per la promozione della salute delle popolazioni Migranti e per il contrasto alle malattie della Povertà), centro di riferimento nazionale per le problematiche di assistenza sanitaria verso le popolazioni migranti e la povertà. L’ente, afferente al Ministero della Salute, è un’eccellenza riconosciuta best practice dall’OMS, Agenzia dell’ONU.</p>
<p>Tra le sue pubblicazioni: <em>Dicono di Roma &#8211; 50 interviste per il terzo millennio</em> (Palombi, Roma 2000); <em>Noi bambini e la tv prima e dopo l’11 settembre</em> (Stango, Roma 2002); <em>Dicono di Taranto – Semiotica del territorio</em> (Ink Line, Taranto 2004); con Mario Morcellini (a cura di), <em>La guerra negli occhi dei bambini &#8211; Le immagini televisive dei conflitti tra critica e proposta</em> (Rai-Eri-Pellegrini, Roma-Cosenza 2005); con Catia Monacelli e Giovanna Chiarilli (a cura di) l’opera multimediale in dvd <em>Segni e sogni dell’emigrazione &#8211; L’Italia dall’emigrazione all’immigrazione</em> (Eurilink, Roma 2009); <em>Anatomie degli Invisibili. Precari nel lavoro, precari nella vita</em> (Nemapress, Alghero 2012); <em>Taranto. Oltre la notte</em> (Progedit, Bari 2013); eu-Calendario solidale <em>L’Aquila+Taranto. Insieme oltre la notte</em> (L’Aquila, 2013); <em>Dizionario Enciclopedico delle Migrazioni Italiane nel Mondo</em>, progetto e co/curatela (SER ItaliAteneo-Fondazione Migrantes, Roma 2014).</p>
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<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2019%2F12%2F13%2Flaccoglienza-dei-migranti-in-un-magnifico-libro-di-tiziana-grassi%2F&amp;linkname=L%E2%80%99accoglienza%20dei%20migranti%20in%20un%20magnifico%20libro%20di%20Tiziana%20Grassi" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2019%2F12%2F13%2Flaccoglienza-dei-migranti-in-un-magnifico-libro-di-tiziana-grassi%2F&#038;title=L%E2%80%99accoglienza%20dei%20migranti%20in%20un%20magnifico%20libro%20di%20Tiziana%20Grassi" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2019/12/13/laccoglienza-dei-migranti-in-un-magnifico-libro-di-tiziana-grassi/" data-a2a-title="L’accoglienza dei migranti in un magnifico libro di Tiziana Grassi"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2019/12/13/laccoglienza-dei-migranti-in-un-magnifico-libro-di-tiziana-grassi/">L’accoglienza dei migranti in un magnifico libro di Tiziana Grassi</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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