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	<title>Musk Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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	<title>Musk Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>Fine di un&#8217;alleanza: Trump e Musk ai ferri corti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo Di Stanislao]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Jun 2025 21:05:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Musk]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1536" height="1024" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/A0879D12-FA5D-403F-B1CE-93532F479E0E.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/A0879D12-FA5D-403F-B1CE-93532F479E0E.png 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/A0879D12-FA5D-403F-B1CE-93532F479E0E-300x200.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/A0879D12-FA5D-403F-B1CE-93532F479E0E-1024x683.png 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/A0879D12-FA5D-403F-B1CE-93532F479E0E-768x512.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/A0879D12-FA5D-403F-B1CE-93532F479E0E-1170x780.png 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/A0879D12-FA5D-403F-B1CE-93532F479E0E-585x390.png 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/A0879D12-FA5D-403F-B1CE-93532F479E0E-263x175.png 263w" sizes="(max-width: 1536px) 100vw, 1536px" /></p>
<p>&#8220;Non ci sono amici permanenti, né nemici permanenti, ma solo interessi permanenti.&#8221; — Lord Palmerston La rottura ormai esplicita tra il presidente Donald Trump e Elon Musk segna la fine&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1536" height="1024" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/A0879D12-FA5D-403F-B1CE-93532F479E0E.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/A0879D12-FA5D-403F-B1CE-93532F479E0E.png 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/A0879D12-FA5D-403F-B1CE-93532F479E0E-300x200.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/A0879D12-FA5D-403F-B1CE-93532F479E0E-1024x683.png 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/A0879D12-FA5D-403F-B1CE-93532F479E0E-768x512.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/A0879D12-FA5D-403F-B1CE-93532F479E0E-1170x780.png 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/A0879D12-FA5D-403F-B1CE-93532F479E0E-585x390.png 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/A0879D12-FA5D-403F-B1CE-93532F479E0E-263x175.png 263w" sizes="(max-width: 1536px) 100vw, 1536px" /></p><p><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">&#8220;Non ci sono amici permanenti, né nemici permanenti, ma solo interessi permanenti.&#8221;</em><br />
— Lord Palmerston</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La rottura ormai esplicita tra il presidente Donald Trump e Elon Musk segna la fine — e forse anche la definitiva implosione — di un rapporto mai formalizzato, ma che per lungo tempo è stato osservato con attenzione da analisti politici, investitori e leader d&#8217;opinione. Quello tra il tycoon della politica e il tycoon della tecnologia non è mai stato un sodalizio ideologico: era piuttosto un&#8217;intesa fondata su interessi convergenti, una danza di potere e visibilità che ha funzionato finché i reciproci vantaggi lo permettevano.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Ora che la convergenza si è spezzata, lo scontro è diventato diretto, personale, e destinato ad avere conseguenze profonde. Al centro della disputa: la nuova proposta fiscale dell’amministrazione Trump, che prevede incentivi per le industrie tradizionali, tagli per i programmi ambientali, e in particolare lo smantellamento progressivo dei sussidi per i veicoli elettrici — pilastro fondamentale del modello di business di Tesla.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Elon Musk non ha usato mezzi termini, bollando la manovra come “una disgrazia”, “un suicidio industriale” e “una dichiarazione di guerra all’innovazione americana”. Le sue parole hanno fatto il giro dei media, provocando la reazione furiosa del presidente Trump, che ha pubblicato un messaggio su Truth Social accusando Musk di ingratitudine: “Ha costruito il suo impero con i soldi dei contribuenti. Senza il sostegno del governo, non sarebbe nessuno.”</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">L’affondo non è privo di fondamento. Secondo i dati più recenti, le imprese guidate da Musk — Tesla, SpaceX, SolarCity, The Boring Company — hanno ricevuto nel corso degli anni <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">oltre 38 miliardi di dollari</strong> in fondi pubblici. Questi includono prestiti agevolati, incentivi fiscali, crediti ambientali, contratti federali e sovvenzioni dirette. Solo SpaceX ha attualmente in corso accordi con NASA e Dipartimento della Difesa per un valore complessivo superiore ai 20 miliardi di dollari. Tesla, dal canto suo, è stata per anni uno dei principali beneficiari degli incentivi federali per l’acquisto di auto elettriche e ha tratto enormi profitti dalla vendita di crediti a competitor del settore automobilistico.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Il tempismo della rottura, però, aggrava ulteriormente la posizione di Musk. <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Tesla è nel mezzo di una delle peggiori crisi della sua storia</strong>: il titolo ha perso quasi un quarto del suo valore da inizio anno, con una caduta del 10% solo nell’ultima settimana. Le vendite rallentano in Europa e Nord America, i margini si assottigliano sotto la pressione dei produttori cinesi, e il mercato inizia a dubitare della capacità dell’azienda di mantenere il suo vantaggio competitivo nel settore EV. Il distacco da Washington — e in particolare dalla figura più potente del governo federale — rischia di peggiorare la situazione.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Dal canto suo, Trump non mostra alcuna intenzione di riavvicinarsi. La sua politica è diventata ancora più imprevedibile e centralizzata rispetto al primo mandato. Se già tra il 2017 e il 2021 era emersa la sua inclinazione per le epurazioni improvvise e le ritorsioni verso chi lo contraddiceva, ora il presidente agisce con ancora maggiore disinvoltura, circondato da una cerchia ristretta e fedelissima. In questo secondo mandato, sembra voler riscrivere le regole del rapporto tra governo federale e grandi aziende, premiando i fedeli e punendo chi prende posizioni divergenti.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Nel frattempo, l’influenza internazionale degli Stati Uniti sotto Trump si sta rivelando debole e contraddittoria. Sui fronti caldissimi di <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Ucraina e Gaza</strong>, la sua amministrazione si è distinta per ambiguità e per un atteggiamento spesso passivo. Gli appelli alla “pace immediata” si sono rivelati privi di efficacia diplomatica, mentre i negoziati multilaterali lo hanno visto isolato rispetto a partner europei e attori regionali. L’incapacità di incidere concretamente nei due teatri di guerra più drammatici del momento sta contribuendo a minare la credibilità della leadership statunitense, proprio mentre Trump concentra la sua attenzione su guerre intestine e nemici interni.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">In questo contesto, la figura di Elon Musk — imprenditore non allineato, libertario, spesso sopra le righe — rappresenta per Trump un ostacolo. E allo stesso tempo, Musk pare intenzionato a giocare una partita propria, sempre meno interessato a schierarsi con una parte politica precisa. Negli ultimi mesi, ha lanciato segnali anche verso candidati indipendenti, ha criticato l’establishment repubblicano, e si è spinto a evocare la necessità di una nuova forza politica “progresso-centrica”, capace di superare il bipolarismo USA.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La loro frattura non è solo personale. Rappresenta simbolicamente la tensione crescente tra la politica tradizionale, sempre più reattiva e imprevedibile, e il mondo dell’innovazione, che vorrebbe certezze regolatorie e investimenti stabili ma che finisce spesso per scontrarsi con le logiche del potere politico. È anche uno specchio della fragilità delle relazioni pubblico-private negli Stati Uniti contemporanei, dove partnership miliardarie possono dissolversi in un tweet.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La relazione Trump-Musk, mai del tutto trasparente ma per anni funzionale, ora è diventata terreno di scontro aperto. E come insegna la realpolitik — e come ammoniva Lord Palmerston — in un mondo dominato dagli interessi, ogni alleanza è contingente, ogni intesa è reversibile.<br />
E nulla, nemmeno tra i due uomini più potenti e mediatici d’America, dura per sempre.</p>
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		<title>I rapporti idilliaci fra Musk e Trump: amore eterno?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Feb 2025 15:27:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Musk]]></category>
		<category><![CDATA[Trump]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="720" height="360" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG_6812-1.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG_6812-1.jpeg 720w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG_6812-1-300x150.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG_6812-1-585x293.jpeg 585w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /></p>
<p>di Domenico Maceri* &#8220;Amo Donald Trump quanto un eterosessuale può amare un altro uomo&#8221;. Con queste parole Elon Musk esprimeva il suo apprezzamento per il 47esimo presidente. Quanto tempo durerà questo&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/02/13/i-rapporti-idilliaci-fra-musk-e-trump-amore-eterno/">I rapporti idilliaci fra Musk e Trump: amore eterno?</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="720" height="360" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG_6812-1.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG_6812-1.jpeg 720w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG_6812-1-300x150.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG_6812-1-585x293.jpeg 585w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /></p><p>di Domenico Maceri*</p>
<p class="p1"><span class="s1"><br />
&#8220;Amo Donald Trump quanto un eterosessuale può amare un altro uomo&#8221;. Con queste parole Elon Musk esprimeva il suo apprezzamento per il 47esimo presidente. Quanto tempo durerà questo amore? Difficile dirlo ma fino ad un anno fa i rapporti non erano tanto idilliaci. Nel mese di marzo dell&#8217;anno scorso, dopo essersi incontrato con Trump a Mar-a-Lago, Musk aveva dichiarato che non avrebbe appoggiato  nessuno dei due candidati presidenziali. Poi le cose sono cambiate e Musk è divenuto uno dei più grandi sostenitori di Trump, spendendo quasi 300 milioni di dollari per contribuire alla vittoria del candidato repubblicano nel 2024. Al di là dei soldi, però, Musk ha usato la sua piattaforma X (già Twitter) per sostenere Trump, attaccando Joe Biden e poi Kamala Harris, con moltissime falsità. Trump per ricompensarlo gli ha offerto un incarico speciale nel suo governo, nominandolo leader di DOGE, un gruppo il cui proposito è di “massimizzare l&#8217;efficienza e produttività” del governo. Musk ai tempi di Barack Obama era preoccupato dai cambiamenti climatici ed aveva espresso parole poco dolci su Trump.<br />
Nel 2016 Musk aveva dichiarato che Trump non possedeva “il tipo di carattere che rifletteva i valori positivi degli Usa”. Nel 2022 Trump da parte sua aveva etichettato Musk come “un artista di stronzate” per il suo appoggio a Hillary Clinton e Joe Biden, suoi avversari alla presidenza rispettivamente nel 2016 e 2020. Musk fu probabilmente deluso da Biden perché non gli riconosceva  i suoi talenti e nel 2024 divenne grande sostenitore di Trump.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Il padrone di Tesla, SpaceX e tante altre aziende, con i suoi soldi si è in effetti comprato il ruolo di “Dipendente speciale” del nuovo governo, agendo come palla da demolizione. In poche settimane Musk è riuscito a distruggere la USAid, ha preso possesso di documenti riservati di cittadini americani nel Dipartimento del Tesoro e causato  scompiglio nel sistema americano. Lo ha fatto con l&#8217;assistenza di una mezza dozzina di suoi dipendenti, tutti fra i 19 e 25 anni, giovani nerd, super esperti di tecnologia, che come Musk stesso, credono di avere tutte le risposte per le loro conoscenze informatiche ma sono completamente incoscienti riguardo l’influenza che le loro azioni possono esercitare sulla vita delle persone.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Le inevitabili denunce all&#8217;operato di Musk hanno attirato l&#8217;attenzione dei giudici che hanno imposto il blocco di accesso ai dati riservati degli americani come numeri di Social Security, indirizzi, eccetera. Musk ha controbattuto che i giudici corrotti devono essere eliminati e ha continuato a  ignorare l&#8217;ordine del giudice Paul A. Engelmayer.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Anche il vicepresidente JD Vance ha criticato duramente i giudici, insinuando che le loro decisioni non dovrebbero essere rispettate.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">In assenza di una reazione da parte della legislatura, in mano ai repubblicani, i giudici sono diventati l’unico argine alle sfide al sistema lanciate da Musk e Trump. Tre magistrati hanno già bloccato l’ordine esecutivo di Trump che modificherebbe il principio della cittadinanza per nascita, lo </span><span class="s2">ius soli</span><span class="s1">.</span></p>
<p>Inoltre, il giudice federale John McConnell ha appena emesso una sentenza stabilendo che Trump ha violato la legge per non aver ripristinato l’erogazione dei fondi federali approvati dal Congresso.</p>
<p class="p1"><span class="s1">Il giudice ha affermato che vi potrebbero essere serie conseguenze qualora la sua decisione non dovesse essere seguita alla lettera.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Sia Musk che Trump si stanno comportando come imprenditori, credendo di possedere completa libertà di fare quello che vogliono. Il loro modo di governare rispecchia quello di un&#8217;azienda,  dove possono impartire ordini e aspettarsi che vengano eseguiti senza obiezioni.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">In caso contrario scattano i licenziamenti. Lo ha fatto Trump nel suo primo mandato dal 2017 al 2021, licenziando un folto numero di collaboratori e poi insultandoli, dimenticando che li aveva scelti proprio lui. Adesso ambedue, lavorando insieme, stanno spingendo il sistema senza nessuna preoccupazione sui danni che possono fare all&#8217;americano comune. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Finora  Musk e Trump stanno lavorando insieme da “amanti”. Ciononostante qualche crepa nei loro rapporti già si vede. La rivista Time che da 102 anni mette nelle sue copertine personaggi che, nel bene o nel male, stanno facendo la storia, ha pubblicato nella sua edizione più recente la foto di Musk seduto nella Hayes Desk, nota anche come Resolute Desk, la sedia presidenziale della Sala Ovale alla Casa Bianca. La foto suggerisce che Musk sia diventato presidente. Trump, rispondendo alla domanda di un cronista sulla foto di Time ha risposto facendo notare di non essere preoccupato, chiedendo ironicamente se “Time esiste ancora”. Lui lo sa bene che esiste. Solo due mesi fa Time lo aveva nominato persona dell&#8217;anno del 2024, includendo anche una lunga intervista concessa da Trump. Trump commentò la pubblicazione come “un grande onore” ringraziando tutto lo staff di Time, complimentandoli per la loro professionalità.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Il fatto che esistono dei dissapori tra Musk e Trump è venuto a galla da alcune fughe di notizie da dipendenti alla Casa Bianca dove l&#8217;imprenditore di origine sudafricana è poco apprezzato. Pubblicamente però Trump continua a sostenere Musk. Scaricarlo sarebbe molto difficile considerando il fatto che il padrone di Tesla possiede un patrimonio di quasi 500 miliardi di dollari. Inoltre bisogna tenere presente gli ingenti contratti delle sue aziende col governo. E nonostante gli impegni nelle sue aziende e il suo lavoro al governo Musk ha anche presentato un&#8217;offerta ostile di 97 miliardi di dollari per comprare la società non profit che controlla OpenAI, rifiutata per adesso dal Ceo Sam Altman. Alla fine però qualcosa metterà fine al loro “amore”. Ambedue desiderano essere il numero uno e Musk ottiene un indice di gradimento del 36% secondo un sondaggio. I sondaggi non interessano Musk ma Trump invece potrebbe cominciare a capire che se da una parte Musk sta facendo il lavoro “sporco” alla fine potrebbe trascinarlo verso il basso.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>* Domenico Maceri, PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California. Alcuni dei suoi articoli hanno vinto premi della  National Association of Hispanic Publications.</p>
<p class="p1"><span class="s1">@riproduzione riservata</span></p>
<p class="p1"><span class="s1"> </span></p>
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