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	<title>nomenclatore tariffario Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>Tariffe sanitarie e geopolitica: il rischio di costruire oggi un nomenclatore già vecchio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Mar 2026 11:26:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Ministero Sanità]]></category>
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		<category><![CDATA[Prestazioni Mediche]]></category>
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<p>di Maria Stella Giorlandino La revisione del Nomenclatore tariffario della specialistica ambulatoriale rappresenta una delle partite più importanti per il futuro del Servizio sanitario nazionale. Dopo le sentenze del TAR che hanno&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/03/08/tariffe-sanitarie-e-geopolitica-il-rischio-di-costruire-oggi-un-nomenclatore-gia-vecchio/">Tariffe sanitarie e geopolitica: il rischio di costruire oggi un nomenclatore già vecchio</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="650" height="433" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/darkostojanovic-laboratory-563423_1920-e1772969157972.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /></p><p><strong>di Maria Stella Giorlandino</strong></p>
<p>La revisione del Nomenclatore tariffario della specialistica ambulatoriale rappresenta una delle partite più importanti per il futuro del Servizio sanitario nazionale. Dopo le sentenze del TAR che hanno messo in discussione la legittimità dell’attuale sistema tariffario per difetto di istruttoria, il Ministero della Salute ha avviato una nuova rilevazione dei costi delle prestazioni. È una scelta giusta e necessaria: le tariffe devono riflettere i costi reali di produzione delle prestazioni sanitarie.</p>
<p>Ma questa revisione si svolge in un contesto completamente diverso da quello in cui il sistema tariffario è stato costruito negli anni passati. Oggi la sanità non è più un settore chiuso entro i confini nazionali: è parte integrante di un’economia globale in cui geopolitica, commercio internazionale e sanità sono ormai strettamente intrecciati.</p>
<p><strong>La geopolitica entra nei costi della sanità</strong></p>
<p>Le tensioni internazionali nel Golfo e il ritorno delle politiche commerciali protezionistiche stanno già producendo effetti concreti sulle economie occidentali. Energia, logistica, materie prime e componenti industriali stanno subendo rincari che inevitabilmente si riflettono su settori ad alta intensità tecnologica come la sanità.</p>
<p>Farmaci, reagenti diagnostici, dispositivi medici, componenti elettronici delle apparecchiature sanitarie e perfino materiali di consumo dipendono da catene di approvvigionamento globali, spesso concentrate in pochi Paesi produttori.</p>
<p>Quando queste catene si interrompono o diventano più costose, il primo effetto è l’aumento del costo delle prestazioni sanitarie.</p>
<p><strong>I dati internazionali: costi sanitari in crescita</strong></p>
<p>Non si tratta di una percezione. Analisi di settore indicano che dazi commerciali e tensioni geopolitiche stanno già incidendo direttamente sui bilanci delle strutture sanitarie.</p>
<p>Un’indagine internazionale tra operatori del settore sanitario ha rilevato che:</p>
<p>l’82% degli esperti prevede un aumento dei costi ospedalieri fino al 15% a causa dei dazi sulle importazioni sanitarie;</p>
<p>circa il 70% degli operatori si aspetta un incremento dei costi farmaceutici di almeno il 10%, dovuto soprattutto alla forte dipendenza globale da materie prime e principi attivi prodotti in Asia.</p>
<p>Questi dati descrivono una tendenza ormai evidente: la sanità sta entrando in una fase di inflazione strutturale dei costi legata alla trasformazione degli equilibri economici globali.</p>
<p><strong>L’effetto delle guerre commerciali sui costi sanitari</strong></p>
<p>La letteratura scientifica internazionale ha evidenziato con chiarezza che dazi commerciali e politiche protezionistiche generano un aumento dei costi per farmaci, dispositivi medici e materiali sanitari. Studi pubblicati in ambito di economia sanitaria mostrano che l’introduzione di tariffe sulle importazioni di prodotti farmaceutici e materie prime si traduce direttamente in un incremento dei prezzi dei farmaci e dei dispositivi medici, con effetti sulla spesa sanitaria complessiva e sull’accesso alle cure.</p>
<p>Un’analisi della John Hopkins Bloomberg School of Public Health ha sottolineato che uno degli effetti più immediati dei dazi sui prodotti sanitari è proprio l’aumento dei prezzi dei farmaci, già oggi significativamente più elevati rispetto ad altri Paesi industrializzati.</p>
<p>Analogamente, studi pubblicati su riviste di politica sanitaria evidenziano che le tariffe commerciali possono disrupt supply chains, aumentare i costi di approvvigionamento e ridurre l’accesso a farmaci essenziali, soprattutto nel caso di medicinali generici e biosimilari.</p>
<p><strong>La vulnerabilità delle catene di approvvigionamento sanitarie</strong></p>
<p>Il problema è amplificato dalla struttura stessa dell’industria sanitaria. Oggi la produzione di farmaci, reagenti diagnostici e dispositivi medici dipende da catene di approvvigionamento globali altamente integrate.</p>
<p>Secondo analisi del settore sanitario, i dazi su dispositivi medici e materiali diagnostici possono aumentare significativamente i costi operativi per ospedali e strutture sanitarie e compromettere la disponibilità di prodotti essenziali.</p>
<p>Anche il settore dei dispositivi medici è particolarmente esposto a queste dinamiche. Le tariffe applicate a componenti industriali o materie prime possono propagarsi lungo tutta la filiera produttiva, aumentando i costi di produzione e quindi i prezzi finali per le strutture sanitarie.</p>
<p>In termini macroeconomici, diversi studi evidenziano come il sistema sanitario sia uno dei settori più sensibili alle tensioni commerciali proprio a causa della sua dipendenza da forniture internazionali e da tecnologie ad alta specializzazione.</p>
<p><strong>Energia, reagenti e tecnologie: la nuova inflazione sanitaria</strong></p>
<p>A queste dinamiche si aggiunge un ulteriore fattore spesso sottovalutato: l’aumento dei costi energetici. Le strutture sanitarie sono tra le organizzazioni più energivore del settore dei servizi: laboratori di analisi, apparecchiature diagnostiche, sistemi di imaging e infrastrutture digitali richiedono un consumo continuo di energia elettrica. Studi europei indicano che il settore sanitario può rappresentare tra il 6% e il 20% del consumo energetico del comparto dei servizi, con costi energetici che incidono in modo crescente sui bilanci delle strutture sanitarie.</p>
<p>In diversi sistemi sanitari europei, l’aumento dei prezzi dell’energia registrato negli ultimi anni ha avuto effetti significativi sui costi operativi. L’aumento del prezzo del gas e dell’elettricità in Europa dopo il 2020 ha portato in alcuni casi a incrementi multipli rispetto alle medie del decennio precedente, con ricadute dirette sui servizi sanitari e sulla gestione delle infrastrutture ospedaliere e diagnostiche.</p>
<p>Un discorso analogo riguarda i reagenti diagnostici, elemento essenziale della medicina di laboratorio. Il mercato mondiale dei reagenti è caratterizzato da una forte concentrazione industriale e da una produzione spesso localizzata in pochi Paesi. Le tensioni geopolitiche, l’aumento dei costi logistici e le restrizioni commerciali stanno già incidendo sui prezzi di numerosi kit diagnostici utilizzati quotidianamente nei laboratori.</p>
<p>Lo stesso vale per i dispositivi medici e le apparecchiature diagnostiche, che incorporano componenti elettronici, microprocessori e materiali avanzati provenienti da catene produttive globali. Secondo analisi dell’industria medtech europea, le tensioni commerciali e l’introduzione di dazi possono determinare aumenti significativi dei costi delle materie prime e dei componenti utilizzati nella produzione di dispositivi medici, con conseguenti effetti sui costi sostenuti da ospedali e strutture sanitarie.</p>
<p>La stessa industria dei dispositivi medici riconosce che le tensioni geopolitiche e le restrizioni commerciali stanno ridisegnando le catene globali di approvvigionamento, costringendo le imprese a riorganizzare le proprie filiere e aumentando la volatilità dei prezzi delle tecnologie sanitarie.</p>
<p><strong>Il rischio di una fotografia dei costi già superata</strong></p>
<p>Ecco perché la revisione del nomenclatore tariffario pone una questione che non è solo tecnica ma anche strategica.</p>
<p>Se le nuove tariffe vengono costruite sulla base di una rilevazione dei costi che fotografa la situazione attuale, senza considerare le dinamiche inflattive e geopolitiche in atto, il rischio è evidente: il nuovo sistema tariffario potrebbe nascere già superato.</p>
<p>In altre parole, potremmo trovarci tra pochi anni nella stessa situazione di oggi: tariffe formalmente aggiornate ma sostanzialmente incapaci di coprire i costi reali delle prestazioni.</p>
<p>Questo non è un problema delle strutture sanitarie accreditate. È un problema dell’intero sistema sanitario.</p>
<p><strong>Quando le tariffe non coprono i costi</strong></p>
<p>Quando le tariffe sono sistematicamente inferiori ai costi di produzione delle prestazioni, accadono cose molto concrete:</p>
<p>le strutture riducono l’offerta di prestazioni;</p>
<p>gli investimenti in tecnologie e personale diventano più difficili;</p>
<p>cresce la pressione sugli ospedali pubblici;</p>
<p>aumentano le liste di attesa.</p>
<p>Il problema non è teorico. È la realtà quotidiana di milioni di cittadini che aspettano mesi per un esame diagnostico.</p>
<p><strong>Inflazione sanitaria globale e concentrazione del mercato</strong></p>
<p>A queste dinamiche economiche si aggiunge un rischio che merita di essere esplicitato con chiarezza. Quando i costi delle prestazioni sanitarie crescono rapidamente – a causa dell’inflazione energetica, dell’aumento dei prezzi dei reagenti diagnostici, dei dispositivi medici e delle materie prime – ma le tariffe pubbliche restano ancorate a parametri non aggiornati, si crea una pressione finanziaria crescente sulle strutture sanitarie territoriali.</p>
<p>Questo fenomeno non riguarda soltanto la sostenibilità economica delle singole strutture, ma può produrre effetti strutturali sull’assetto del sistema sanitario. In un contesto di inflazione sanitaria globale, le strutture più piccole e radicate sul territorio, soprattutto nelle aree con minori risorse finanziarie o sottoposte a vincoli di bilancio, possono trovarsi progressivamente esposte a difficoltà economiche.</p>
<p>In queste condizioni, il sistema sanitario diventa più vulnerabile a processi di concentrazione del mercato. Grandi gruppi sanitari internazionali, dotati di capacità finanziaria e di economie di scala molto più ampie, sono infatti in grado di assorbire meglio l’aumento dei costi e di acquisire strutture in difficoltà.</p>
<p>Il rischio non è teorico. In diversi Paesi europei negli ultimi anni si è osservato un progressivo ingresso di operatori multinazionali nel settore dei servizi sanitari territoriali e diagnostici. Se le tariffe pubbliche non tengono conto dei costi reali di produzione delle prestazioni, il sistema può finire per favorire &#8211; anche involontariamente &#8211; una trasformazione del mercato sanitario, con una progressiva concentrazione dell’offerta in pochi grandi operatori.</p>
<p>Si tratta di un tema che riguarda non soltanto l’equilibrio economico del settore, ma anche la tenuta del modello di prossimità della sanità italiana, fondato su una rete diffusa di strutture sanitarie territoriali integrate con il Servizio sanitario nazionale.</p>
<p>Per questo motivo, la revisione del nomenclatore tariffario non può essere considerata soltanto un aggiornamento tecnico. È anche una scelta che incide sugli equilibri industriali e organizzativi del sistema sanitario e sulla capacità del Paese di preservare una rete pluralistica di erogatori di servizi sanitari.</p>
<p>Un’occasione da non perdere</p>
<p>Il percorso avviato dal Ministero della Salute è un’occasione importante per correggere gli errori del passato. Ma perché questa occasione non venga sprecata, è necessario che la revisione del nomenclatore tenga conto della realtà economica in cui il sistema sanitario opera.</p>
<p>Costruire tariffe realistiche significa garantire tre cose fondamentali:</p>
<p>sostenibilità economica delle strutture che erogano le prestazioni;</p>
<p>qualità delle cure;</p>
<p>accesso tempestivo dei cittadini ai servizi sanitari.</p>
<p>La revisione del nomenclatore non è un esercizio tecnico. È una scelta di politica sanitaria che riguarda il futuro del Servizio sanitario nazionale.</p>
<p>E in un mondo attraversato da crisi geopolitiche, guerre commerciali e nuove tensioni sui mercati delle materie prime, ignorare la dimensione globale dei costi della sanità sarebbe un errore che il sistema sanitario non può permettersi.</p>
<p>Il tema della revisione del nomenclatore tariffario non riguarda soltanto un aggiornamento tecnico dei prezzi delle prestazioni sanitarie. Riguarda, in realtà, il modo in cui il Servizio sanitario nazionale intende affrontare una fase storica in cui la sanità è sempre più esposta alle dinamiche dell’economia globale: inflazione energetica, tensioni geopolitiche, dazi commerciali, concentrazione delle filiere industriali.</p>
<p>Per questo motivo il confronto non può restare confinato negli uffici amministrativi. È necessario che diventi un tema pubblico di politica sanitaria, che coinvolga istituzioni, operatori e cittadini.</p>
<p>È con questo spirito che il 14 marzo UAP promuoverà a Roma, al Teatro Brancaccio, una manifestazione pubblica dedicata al futuro del Servizio sanitario nazionale. Non si tratta di una mobilitazione corporativa né di una contrapposizione tra pubblico e privato. È un’iniziativa che nasce dall’esigenza di riaffermare un principio semplice: il SSN è un sistema misto regolato, fondato sull’integrazione tra strutture pubbliche e strutture accreditate, entrambe sottoposte a regole pubbliche e chiamate a garantire, insieme, l’universalità dell’accesso alle cure.</p>
<p>Se il sistema tariffario non riflette i costi reali delle prestazioni, se le regole diventano disomogenee tra operatori e se l’organizzazione territoriale viene progressivamente ridisegnata da dinamiche economiche non governate, il rischio è che il Servizio sanitario nazionale perda proprio ciò che lo ha reso uno dei pilastri del modello sociale europeo: l’equità nell’accesso alle cure.</p>
<p>Il confronto del 14 marzo nasce da questa preoccupazione e da questa responsabilità.</p>
<p>fonte: Il tempo.it</p>
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		<title>UAP al Ministero della Salute: nella rilevazione per la revisione del nomenclatore necessario tenere conto del rapido aumento dei costi dovuti dall’incidenza del conflitto in Iran</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Mar 2026 21:30:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[Ministero della salute]]></category>
		<category><![CDATA[nomenclatore tariffario]]></category>
		<category><![CDATA[Uap]]></category>
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<p class="wp-block-paragraph">Il contesto economico internazionale sta registrando un rapido aumento dei costi delle materie prime, dell’energia e delle forniture sanitarie, con effetti immediati sull’intero sistema produttivo e, inevitabilmente, anche sulle prestazioni sanitarie.</p>
<p class="wp-block-paragraph">In questo scenario, i dati che le strutture sanitarie stanno trasmettendo nell’ambito della rilevazione rischiano di rappresentare una fotografia parziale e temporalmente instabile dei costi di produzione, poiché basati su valori che potrebbero subire variazioni significative nel breve periodo. Questo aspetto è stato considerato dal Ministero della Salute?</p>
<p class="wp-block-paragraph">Per questa ragione, UAP ritiene opportuno che l’istruttoria ministeriale tenga conto della dinamica inflattiva in corso, al fine di evitare che la revisione tariffaria si fondi su dati destinati a diventare rapidamente obsoleti.</p>
<p class="wp-block-paragraph">La questione è particolarmente rilevante per le strutture operanti nelle Regioni in piano di rientro, dove i margini economici sono già estremamente ridotti e dove eventuali sottostime dei costi rischierebbero di aggravare ulteriormente le difficoltà operative, con ricadute sulla capacità del sistema di garantire prestazioni tempestive ai cittadini.</p>
<p class="wp-block-paragraph">I tagli operati e i risparmi imposti hanno portato ai recenti fatti di cronaca che dimostrano l’inadeguatezza dei controlli, delle procedure, a scapito della qualità dei servizi. Ci stupiamo dei continui tagli alla sanità pubblica e privata accreditata e della scelta di percorrere percorsi paralleli e del tutto inadeguati, come quello di aprire le competenze delle farmacie, anziché intervenire velocemente per salvare la salute dei cittadini italiani e abbattere le liste di attesa, come peraltro richiesto da Agenas e dal TAR Lazio.</p>
<p class="wp-block-paragraph">La Presidente UAP – Mariastella Giorlandino – ribadisce la propria piena disponibilità ad un rapido confronto tecnico con il Ministero della Salute, i cui dati sono stati già depositati al Ministero da tutte le associazioni di categoria e chiede all’Area Programmazione del Ministero di accelerare i tempi per evitare una sanità al ribasso. La sanità non è un mercato, è un diritto.</p>
<p class="wp-block-paragraph">Per questo, sabato 14 marzo alle ore 11:00, presso il Teatro Brancaccio di Roma, Via Merulana n. 244, si terrà una conferenza nazionale a tutela della sanità italiana.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2026%2F03%2F06%2Fuap-al-ministero-della-salute-nella-rilevazione-per-la-revisione-del-nomenclatore-necessario-tenere-conto-del-rapido-aumento-dei-costi-dovuti-dallincidenza-del-conflitto-in-iran%2F&amp;linkname=UAP%20al%20Ministero%20della%20Salute%3A%20nella%20rilevazione%20per%20la%20revisione%20del%20nomenclatore%20necessario%20tenere%20conto%20del%20rapido%20aumento%20dei%20costi%20dovuti%20dall%E2%80%99incidenza%20del%20conflitto%20in%20Iran" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2026%2F03%2F06%2Fuap-al-ministero-della-salute-nella-rilevazione-per-la-revisione-del-nomenclatore-necessario-tenere-conto-del-rapido-aumento-dei-costi-dovuti-dallincidenza-del-conflitto-in-iran%2F&#038;title=UAP%20al%20Ministero%20della%20Salute%3A%20nella%20rilevazione%20per%20la%20revisione%20del%20nomenclatore%20necessario%20tenere%20conto%20del%20rapido%20aumento%20dei%20costi%20dovuti%20dall%E2%80%99incidenza%20del%20conflitto%20in%20Iran" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2026/03/06/uap-al-ministero-della-salute-nella-rilevazione-per-la-revisione-del-nomenclatore-necessario-tenere-conto-del-rapido-aumento-dei-costi-dovuti-dallincidenza-del-conflitto-in-iran/" data-a2a-title="UAP al Ministero della Salute: nella rilevazione per la revisione del nomenclatore necessario tenere conto del rapido aumento dei costi dovuti dall’incidenza del conflitto in Iran"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/03/06/uap-al-ministero-della-salute-nella-rilevazione-per-la-revisione-del-nomenclatore-necessario-tenere-conto-del-rapido-aumento-dei-costi-dovuti-dallincidenza-del-conflitto-in-iran/">UAP al Ministero della Salute: nella rilevazione per la revisione del nomenclatore necessario tenere conto del rapido aumento dei costi dovuti dall’incidenza del conflitto in Iran</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Decreto “Milleproroghe”: emendamenti su laboratori, nomenclatore e farmacie</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Feb 2026 10:56:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1536" height="1024" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/2F7871FE-B47E-4E88-B5C0-B3E8960F8960.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/2F7871FE-B47E-4E88-B5C0-B3E8960F8960.png 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/2F7871FE-B47E-4E88-B5C0-B3E8960F8960-300x200.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/2F7871FE-B47E-4E88-B5C0-B3E8960F8960-1024x683.png 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/2F7871FE-B47E-4E88-B5C0-B3E8960F8960-768x512.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/2F7871FE-B47E-4E88-B5C0-B3E8960F8960-1170x780.png 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/2F7871FE-B47E-4E88-B5C0-B3E8960F8960-585x390.png 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/2F7871FE-B47E-4E88-B5C0-B3E8960F8960-263x175.png 263w" sizes="(max-width: 1536px) 100vw, 1536px" /></p>
<p>La soddisfazione di UAP- Unione Nazionale Ambulatori, Poliambulatori, Enti e Ospedalità Privata Sono stati presentati da esponenti della maggioranza parlamentare alcuni emendamenti al decreto-legge 31 dicembre 2025, n. 200 (“Milleproroghe”),&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/02/16/decreto-milleproroghe-emendamenti-su-laboratori-nomenclatore-e-farmacie/">Decreto “Milleproroghe”: emendamenti su laboratori, nomenclatore e farmacie</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La soddisfazione di UAP- Unione Nazionale Ambulatori, Poliambulatori, Enti e Ospedalità Privata</p>
<p>Sono stati presentati da esponenti della maggioranza parlamentare alcuni emendamenti al decreto-legge 31 dicembre 2025, n. 200 (“Milleproroghe”), attualmente all’esame delle Commissioni parlamentari, che intervengono su tre nodi centrali del sistema sanitario: riorganizzazione dei laboratori di analisi, revisione del nomenclatore tariffario e coordinamento della diagnostica in farmacia.</p>
<p>L’Unione Nazionale Ambulatori, Poliambulatori, Enti e Ospedalità Privata (UAP) ha espresso soddisfazione per l’iniziativa, sottolineando di essersi fatta portavoce, da oltre due anni, delle istanze di tutela e garanzia della salute dei cittadini italiani.</p>
<p><b>I principali emendamenti</b></p>
<p>Tra le proposte depositate in Commissione Affari costituzionali e Bilancio della Camera figurano:</p>
<ul>
<li>Emendamento 5.104 (De Palma e altri): proroga al 31 dicembre 2026 -il termine per completare la riorganizzazione della rete delle strutture pubbliche e private accreditate che erogano prestazioni specialistiche e diagnostica di laboratorio. La proroga evita che la soglia delle 200.000 prestazioni annue diventi un criterio automatico di esclusione dal Servizio sanitario nazionale, consentendo tempi adeguati per aggregazioni e governance coerenti.</li>
<li>Emendamento 5.66 (Pisano): differisce al 31 dicembre 2026 l’applicazione del nuovo nomenclatore tariffario per l’assistenza specialistica ambulatoriale e di laboratorio, le cui tariffe sono state giudicate inadeguate e sono oggetto di contenzioso davanti al TAR Lazio.</li>
<li>Emendamento 5.134 (Pella e Gentile): propone rinvii e correttivi sulla diagnostica in farmacia, tra cui lo slittamento al 1° gennaio 2027 dell’applicazione delle disposizioni previste dalla legge n. 182 del 2025 in materia di “farmacia dei servizi”.</li>
<li>Emendamento 5.86 (Mulè): estende fino al 30 giugno 2027 la possibilità per le aziende sanitarie di affidare a terzi i servizi di emergenza, urgenza e specialistica nei casi di carenza di medici, entro i limiti delle linee guida ministeriali.</li>
<li>Emendamento 5.79 (Patriarca): incrementa, dal 1° gennaio 2026, l’indennità di specificità medico-veterinaria (per 412 milioni di euro annui) e l’indennità di specificità sanitaria (13,5 milioni di euro annui), con erogazione al di fuori della contrattazione collettiva.</li>
</ul>
<p><b>Le motivazioni della UAP </b></p>
<p>La presidente UAP, Mariastella Girolandino, ha</p>
<p><img decoding="async" class="wp-image-117542 size-thumbnail alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2601-150x150.jpeg" alt="" width="150" height="150" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2601-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2601-585x585.jpeg 585w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></p>
<p>evidenziato che gli emendamenti rispondono a tre esigenze: garantire una riorganizzazione sostenibile dei laboratori; rivedere un nomenclatore tariffario ritenuto inadeguato e oggetto di giudizio amministrativo; assicurare che l’estensione della diagnostica in farmacia avvenga con regole chiare, coordinate con i criteri di accreditamento sanitario, a tutela della responsabilità professionale e della sicurezza dei pazienti.</p>
<p>Secondo Giorlandino, si tratta di “un passo avanti” perché affronta criticità strutturali del sistema sanitario, ma ora Governo e Parlamento devono assumere scelte responsabili, ponendo al centro la sicurezza delle persone e la medicina di prossimità.</p>
<p><b>Iter parlamentare e prospettive</b></p>
<p>Il decreto, che contiene numerose proroghe in ambito sanitario e in altri settori, è stato approvato in via preliminare dal Governo e trasmesso alle Commissioni per l’esame. Non è ancora calendarizzata la discussione in Aula per l’approvazione definitiva, che seguirà l’esame in Commissione.</p>
<p>In Commissione sono state ammesse e valutate diverse proposte emendative — circa una decina, secondo fonti di stampa, su un totale di centinaia depositate — alcune delle quali hanno superato il vaglio di ammissibilità e istruttoria.</p>
<p>La conversione del decreto dovrà avvenire entro 60 giorni dalla pubblicazione. Per gli operatori della sanità privata accreditata e per la UAP, l’obiettivo resta quello di garantire regole trasparenti e sostenibili, evitando criteri esclusivamente quantitativi o contingenti che possano compromettere l’offerta di servizi diagnostici sul territorio.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Nomenclatore tariffario. La sanità attende la sentenza del Tar del Lazio</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/05/31/nomenclatore-tariffario-la-sanita-attende-la-sentenza-del-tar-del-lazio/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=nomenclatore-tariffario-la-sanita-attende-la-sentenza-del-tar-del-lazio</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 May 2025 20:20:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[nomenclatore tariffario]]></category>
		<category><![CDATA[sentenza Tar del Lazio]]></category>
		<category><![CDATA[Uap]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1080" height="1080" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8681.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8681.png 1080w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8681-300x300.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8681-1024x1024.png 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8681-150x150.png 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8681-768x768.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8681-585x585.png 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8681-640x640.png 640w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /></p>
<p>Durante  l’udienza del 27 maggio  le associazioni di categoria aderenti all’Unione Ambulatori e Poliambulatori (UAP) hanno illustrato davanti ai giudici amministrativi del TAR del Lazio le gravi conseguenze derivanti dall’applicazione&#8230;</p>
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<p>Durante l’udienza del 27 maggio, gli avvocati delle associazioni di categoria aderenti all’Unione Ambulatori e Poliambulatori (UAP), che rappresentano oltre 27.000 strutture sanitarie pubbliche e private accreditate, hanno illustrato <em>davanti ai giudici amministrativi del TAR del Lazio le gravi conseguenze derivanti dall’applicazione del nuovo Nomenclatore Tariffario.</em></p>
<p>Il provvedimento, che ha aggiornato tariffe ferme da 26 anni, prevede significativi tagli ai rimborsi per le prestazioni sanitarie, colpendo in particolare le regioni in piano di rientro e aggravando una situazione già critica. Secondo le associazioni, tali tagli costringerebbero molte strutture ad operare in perdita, compromettendo la qualità delle cure, la sicurezza dei pazienti e l’equilibrio economico dell’intero sistema. Al centro del ricorso, il principio costituzionale sancito dall’articolo 32: la tutela della salute come diritto fondamentale del cittadino.</p>
<p>“Fornire prestazioni sanitarie sotto costo — denunciano i rappresentanti dell’UAP — significa offrire una medicina approssimativa, in contrasto con i principi deontologici e il giuramento di Ippocrate. Non è possibile garantire professionalità, diagnosi accurate e materiali di qualità se i rimborsi non coprono nemmeno i costi minimi.”</p>
<p>La UAP, che da mesi chiede un confronto serio con il Governo e ha rivolto un appello anche al Presidente della Repubblica, lamenta il silenzio delle istituzioni. “Non si possono sostenere progetti inadeguati che generano caos: si pagano infermieri a gettone oltre 150 euro all’ora, mentre uno specialista riceve 5 euro per una diagnosi. È un sistema squilibrato, dove la sanità pubblica viene penalizzata e si favoriscono logiche distorte.”</p>
<p>Nel mirino anche le recenti dichiarazioni del presidente di Federfarma, Marco Cossolo, secondo cui le farmacie possono rilasciare “attestati di esito” per esami effettuati con apparecchi certificati CE. Per UAP, si tratta di una pericolosa semplificazione: “Non sono comparabili alle responsabilità assunte da un medico che firma un referto dopo aver valutato l’esito con apparecchiature dedicate. Eppure alle farmacie vengono riconosciuti rimborsi più alti rispetto alle strutture accreditate.”</p>
<p>Il caso dell’Emilia-Romagna è emblematico: qui le farmacie che effettuano ECG ricevono una tariffa raddoppiata, a cui si sommano € 2 di commissioni e €4 per la prenotazione del servizi, pur operando senza medico né infermiere — figure richieste invece negli ambulatori. “Un farmacista, dopo un breve corso, non può sostituirsi a un team sanitario qualificato. Chi si accorge, ad esempio, se un paziente cronico è in una fase critica? Chi si rende conto della patologia o l’urgenza di intervento?”</p>
<p>La critica si allarga al quadro normativo: mentre le strutture accreditate devono rispettare oltre 420 requisiti professionali, tecnologici e strutturali per ottenere l’autorizzazione regionale, le farmacie sembrano poterne fare a meno. “Saltare le regole consente risparmi del 30%, ma a pagare è la salute pubblica.”</p>
<p>Il paradosso, conclude l’UAP, è che se si applicasse lo stesso criterio di ‘flessibilità’, si potrebbe ipotizzare che anche gli ambulatori possano vendere farmaci, pur non essendo autorizzati. “Abbiamo perso il senso della sanità come servizio pubblico: oggi tutto ruota intorno al guadagno, a scapito dei cittadini”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Sanità: Uap, &#8216;allarme dazi e costi energia, rimborsi tariffe non ne tengono conto&#8217;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 May 2025 08:40:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Dazi]]></category>
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		<category><![CDATA[Uap]]></category>
		<category><![CDATA[Unione poliambulatori e ambulatori privati]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="800" height="445" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/75e7d073-d69b-428f-b8d9-23208014d6d4-1.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/75e7d073-d69b-428f-b8d9-23208014d6d4-1.webp 800w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/75e7d073-d69b-428f-b8d9-23208014d6d4-1-300x167.webp 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/75e7d073-d69b-428f-b8d9-23208014d6d4-1-768x427.webp 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/75e7d073-d69b-428f-b8d9-23208014d6d4-1-585x325.webp 585w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Giorlandino, &#8216;il Governo chiarisca sulle motivazioni per cui non vengano adeguati i costi, le imprese così muoiono&#8217; &#8220;C&#8217;è un grande problema dell&#8217;applicazione dei dazi e dei costi energetici, che incidono&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/05/15/sanita-uap-allarme-dazi-e-costi-energia-rimborsi-tariffe-non-ne-tengono-conto/">Sanità: Uap, &#8216;allarme dazi e costi energia, rimborsi tariffe non ne tengono conto&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="800" height="445" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/75e7d073-d69b-428f-b8d9-23208014d6d4-1.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/75e7d073-d69b-428f-b8d9-23208014d6d4-1.webp 800w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/75e7d073-d69b-428f-b8d9-23208014d6d4-1-300x167.webp 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/75e7d073-d69b-428f-b8d9-23208014d6d4-1-768x427.webp 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/75e7d073-d69b-428f-b8d9-23208014d6d4-1-585x325.webp 585w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p><p>Giorlandino, &#8216;il Governo chiarisca sulle motivazioni per cui non vengano adeguati i costi, le imprese così muoiono&#8217;</p>
<p>&#8220;C&#8217;è un grande problema dell&#8217;applicazione dei dazi e dei costi energetici, che incidono fortemente sulle strutture sanitarie in quanto imprese energivore&#8221;. E&#8217; l&#8217;allarme che lancia l&#8217;Uap, l&#8217;unione delle maggiori associazioni di categoria rappresentative di 27.000 strutture sanitarie private accreditate e dell&#8217;ospedalità privata accreditata, con oltre 350.000 dipendenti, nella riunione che si è tenuta oggi.</p>
<p>&#8220;Nel momento in cui è stato elaborato il nuovo Nomenclatore tariffario, il ministero della Salute non ha tenuto conto &#8211; evidenzia la presidente Uap, Mariastella Giorlandino &#8211; degli ingenti costi dell&#8217;energia elettrica che i laboratori, i poliambulatori e gli ospedali pubblici e privati accreditati devono affrontare quotidianamente, elaborando così dei rimborsi del tutto slegati da una visione reale e concreta della realtà, che porteranno alla chiusura di tante strutture, soprattutto quelle nelle regioni in piano di rientro. A fronte di tale visione miope e utilitaristica, l&#8217;Uap, a tutela della salute dei cittadini italiani, per una sanità di qualità, si sente in dovere di porre l&#8217;attenzione su questo argomento. Si parla tanto di dazi &#8211; rimarca la presidente &#8211; senza considerare che tutte le imprese sanitarie verranno schiacciate da tali imposizioni, così come rilevato dalla stessa Confindustria&#8221;.</p>
<p>L&#8217;Uap chiede al Governo &#8220;chiarimenti sulle motivazioni per cui non vengano adeguati i costi, lasciando così morire le imprese italiane nelle regioni in piano di rientro, soprattutto in considerazione del fatto che proprio questa categoria aveva votato e fortemente sostenuto l&#8217;attuale Governo&#8221;.</p>
<p>(Fonte: AdnKronos)</p>
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		<title>Sanità: tra ospedali pubblici costretti a “fare cassa” e tariffe inadeguate, cresce l’allarme</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/05/12/sanita-tra-ospedali-pubblici-costretti-a-fare-cassa-e-tariffe-inadeguate-cresce-lallarme/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=sanita-tra-ospedali-pubblici-costretti-a-fare-cassa-e-tariffe-inadeguate-cresce-lallarme</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 May 2025 17:56:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[nomenclatore tariffario]]></category>
		<category><![CDATA[Sanita’]]></category>
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<p>&#160; Un’indagine della trasmissione “Le Iene” accende i riflettori su una drammatica realtà che coinvolge il sistema sanitario nazionale: in un nosocomio siciliano interventi programmati anche quando non necessari, per aumentare&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1140" height="1062" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8239.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8239.jpeg 1140w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8239-300x279.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8239-1024x954.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8239-768x715.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8239-585x545.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1140px) 100vw, 1140px" /></p><p>&nbsp;</p>
<p><b><i>Un’indagine della trasmissione “Le Iene” accende i riflettori su una drammatica realtà che coinvolge il sistema sanitario nazionale: </i></b><em><strong>in un nosocomio siciliano </strong></em><b><i>interventi programmati anche quando non necessari, per aumentare gli introiti delle strutture pubbliche. </i></b><i></i><i><b>Che fine hanno fatto i fondi stanziati dal Ministero? Con rimborsi troppo bassi, le strutture private accreditate più fragili rischiano di essere svendute.<br />
Il 29 maggio è attesa la pronuncia del TAR sul nuovo Nomenclatore.</b></i></p>
<p>Un’inchiesta giornalistica delle Iene  ha rivelato che in un ospedale pubblico siciliano sarebbero stati eseguiti interventi chirurgici non necessari con l’obiettivo di far quadrare i conti. Tra questi, anche un’operazione su una donna di 37 anni ritenuta “a rischio”, che purtroppo ha perso la vita. Secondo la Dott.ssa <b>Maria Stella Giorlandino</b>, presidente dell’<b>U.A.P. (Unione Ambulatori e Poliambulatori)</b>, non si tratterebbe di un episodio isolato: “Fenomeni simili si verificano in molte strutture pubbliche, soprattutto nelle regioni sottoposte a piano di rientro, dove i reparti, per sopravvivere, sono costretti ad aumentare le prestazioni erogate a ogni costo”.</p>
<p>La denuncia si inserisce in un quadro più ampio e allarmante. Con l’entrata in vigore del nuovo <b>Nomenclatore Tariffario</b> a dicembre 2024, sono stati applicati tagli fino al 70% su tariffe ferme da oltre 26 anni. Una manovra che, secondo l’U.A.P., rischia di mettere in ginocchio ospedali pubblici e strutture sanitarie private accreditate, soprattutto nelle regioni già fragili economicamente.</p>
<p>Le conseguenze sono già evidenti: lunghissime liste d’attesa, esami fondamentali come l’istopatologia consegnati anche dopo 8-10 mesi, spesso quando il paziente è ormai deceduto, e ambulatori privati costretti a chiudere o a essere acquisiti da grandi gruppi assicurativi o multinazionali.</p>
<p>“La visita cardiologica con elettrocardiogramma viene oggi rimborsata dallo Stato a 17,50 euro, mentre al medico ne arrivano appena 6. È impensabile garantire professionalità e appropriatezza a queste condizioni”, spiega Giorlandino. E aggiunge: “Una struttura che lavora in convenzione con tariffe inferiori al costo dei materiali è destinata a fallire. Più lavora, più perde”.</p>
<p>Il confronto con le regioni fuori dal piano di rientro è impietoso. La Lombardia, ad esempio, ha già adeguato i propri tariffari, evitando perdite superiori al miliardo di euro. “Siamo stupiti – afferma Giorlandino – che il Ministero della Salute non abbia ancora attivato i correttivi promessi, nonostante i fondi già stanziati”.</p>
<p>Nel frattempo, l’U.A.P. ha incontrato esponenti politici e sindacali per sollecitare un intervento urgente, chiedendo una revisione del Nomenclatore e un finanziamento adeguato per garantire la sostenibilità del sistema. “La salute non ha colore politico. Senza prevenzione e controlli tempestivi, le malattie vengono diagnosticate troppo tardi. Così non si salvano vite”.</p>
<p>Infine, si propone un ripensamento più radicale del modello sanitario: lasciare ai cittadini la libertà di sottoscrivere una propria assicurazione privata, sgravarli dalle trattenute obbligatorie in busta paga e garantire assistenza gratuita solo a chi non può permettersela. Un’ipotesi estrema, ma che fotografa il livello di sfiducia nei confronti dell’attuale sistema.</p>
<p>Il 29 maggio è attesa la pronuncia del TAR sul nuovo Nomenclatore. Per molti, sarà una data decisiva per il futuro della sanità italiana.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Sanità a rischio paralisi: il nuovo Nomenclatore mette in crisi il sistema</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/02/06/sanita-a-rischio-paralisi-il-nuovo-nomenclatore-mette-in-crisi-il-sistema/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=sanita-a-rischio-paralisi-il-nuovo-nomenclatore-mette-in-crisi-il-sistema</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Feb 2025 13:59:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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<p>Tariffe ferme da vent’anni, ricorsi al TAR e scontro tra pubblico e privato: il futuro della sanità tra incertezze e ripercussioni sui cittadini. La sanità italiana si trova a un&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="854" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG_6494.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG_6494.jpeg 1280w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG_6494-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG_6494-1024x683.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG_6494-768x512.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG_6494-1170x781.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG_6494-585x390.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG_6494-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p><p class="p1"><span class="s1"><i>Tariffe ferme da vent’anni, ricorsi al TAR e scontro tra pubblico e privato: il futuro della sanità tra incertezze e ripercussioni sui cittadini.</i></span></p>
<p class="p1"><span class="s1">La sanità italiana si trova a un bivio critico, con il rischio di una vera e propria paralisi del sistema. Il nodo della questione è il nuovo </span><span class="s2">Nomenclatore</span><span class="s1">, il documento che stabilisce i rimborsi per le prestazioni in convenzione, sia per le strutture pubbliche che private. Dopo un anno di trattative altalenanti, la questione è ora nelle mani dei tribunali.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">L<b>’</b></span><span class="s2"><b>Uap</b></span><span class="s1"><b> </b>(Unione nazionale ambulatori, poliambulatori, enti e ospedalità privata) ha presentato un ricorso al <b>TAR Lazio</b>, ottenendo inizialmente una sospensiva, poi annullata a seguito della rinuncia da parte di tre grandi gruppi sanitari privati. La questione è ora rimandata al <b>27 maggio</b>, data in cui il tribunale entrerà nel merito della controversia. Nel frattempo, le strutture sanitarie private si appellano al Consiglio di Stato per evitare il rischio di fallimenti e licenziamenti.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Uno dei principali problemi evidenziati riguarda le tariffe di rimborso, che </span><span class="s2">sono rimaste invariate da oltre 20 anni</span><span class="s1">, nonostante l’aumento dei costi di gestione e delle spese sanitarie. L’</span><span class="s2"><b>Uap</b></span><span class="s1">, che rappresenta circa <b>27.000 strutture e 350.000 lavoratori</b>, denuncia che molte prestazioni verranno rimborsate a cifre insostenibili: una visita cardiologica con elettrocardiogramma, ad esempio, sarà rimborsata solo </span><span class="s2">17,50 euro</span><span class="s1">, mentre il test </span><span class="s2">PSA Reflex</span><span class="s1"> è sceso dai </span><span class="s2">17,41 euro di vent’anni fa a soli 3,95 euro</span><span class="s1"> per tre esami inclusi. Una situazione che potrebbe portare molti medici a rifiutare prestazioni in convenzione, con un conseguente aumento delle liste d’attesa.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Inoltre, il mancato aggiornamento delle tariffe rischia di avere effetti devastanti non solo sulla sanità privata, ma anche su quella pubblica, in particolare nelle regioni in piano di rientro. Il </span><span class="s2">mancato dialogo tra Governo e strutture sanitarie</span><span class="s1"> ha portato a una contrapposizione netta, con alcuni assessori regionali che denunciano atteggiamenti rigidi e poco inclini al confronto.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Secondo l’</span><span class="s2"><b>Uap</b></span><span class="s1">, senza un adeguato sistema di convenzioni tra pubblico e privato il sistema sanitario rischia di collassare, con conseguenze pesanti per i cittadini. Il timore è che, senza un intervento concreto, </span><span class="s2">curarsi possa diventare un privilegio per pochi</span><span class="s1">.</span></p>
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		<title>Sanità: UAP, sospensione Nomenclatore riapre la via al tariffario Balduzzi</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/01/26/sanita-uap-sospensione-nomenclatore-riapre-la-via-al-tariffario-balduzzi/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=sanita-uap-sospensione-nomenclatore-riapre-la-via-al-tariffario-balduzzi</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Jan 2025 08:39:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[nomenclatore tariffario]]></category>
		<category><![CDATA[sanità pubblica e privata]]></category>
		<category><![CDATA[Sanita’]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1128" height="1600" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/01/96b457bf-f613-406c-98ea-ac4630dbeca5.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/01/96b457bf-f613-406c-98ea-ac4630dbeca5.jpeg 1128w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/01/96b457bf-f613-406c-98ea-ac4630dbeca5-212x300.jpeg 212w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/01/96b457bf-f613-406c-98ea-ac4630dbeca5-722x1024.jpeg 722w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/01/96b457bf-f613-406c-98ea-ac4630dbeca5-768x1089.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/01/96b457bf-f613-406c-98ea-ac4630dbeca5-1083x1536.jpeg 1083w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/01/96b457bf-f613-406c-98ea-ac4630dbeca5-585x830.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1128px) 100vw, 1128px" /></p>
<p>Unione Nazionale Ambulatori : « in caso di stop del TAR Lazio alle tariffe attuali, il D.M. del 2012 resterebbe l’unico punto di riferimento, con importi piu’ alti per la&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/01/26/sanita-uap-sospensione-nomenclatore-riapre-la-via-al-tariffario-balduzzi/">Sanità: UAP, sospensione Nomenclatore riapre la via al tariffario Balduzzi</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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<p>« In virtù dei valori di quei principi di legalità, trasparenza e chiarezza chiesti a tutela della salute dei cittadini, l’U.A.P vuole ribadire ancora una volta che l’eventuale sospensione dell’attuale Nomenclatore Tariffario disposta dal TAR Lazio nella prossima udienza del 28 gennaio vedrebbe rivivere il D.M. 18 ottobre 2012 (il cosidetto &#8216;Tariffario Balduzzi&#8217;), che rimane l’unico riferimento normativo ancora valido. Quest’ultimo, peraltro, sebbene preveda tariffe ferme ormai da 20 anni, sarebbe sicuramente più favorevole per la sanità pubblica e privata, in quanto prevede tariffe più alte di quelle previste dall’attuale nomenclatore tariffario, e quindi, sarebbe altamente auspicabile una soluzione in tal senso per la salvezza per la sanità italiana&#8221;. Lo scrive l&#8217;Unione nazionale Ambulatori, Poliambulatori, enti e ospedalità privata in una nota. &#8220;Tale posizione, oltre ad essere giuridicamente l’unica sostenibile, è confortata anche da autorevoli pareri pro-veritate elaborati da eminenti Studi Legali che hanno chiarito che non è giuridicamente sostenibile la tesi secondo cui in caso di sospensiva dell’attuale Nomenclatore tariffario sarebbe nuovamente applicabile il D.M. del 2023, in quanto quest’ultimo è stato espressamente abrogato dal D.M. del 27/12/2024, oltre che per un principio di effettività della tutela giurisdizionale&#8221;.</p>
<p>&#8220;La norma regionale denunciata, nel disporre la &#8216;totale e immediata vigenza ed esecuzione&#8217; del DPCM LEA, anche per la parte relativa alle prestazioni di assistenza specialistica e protesica, viola l’art. 64, commi 2 e 3, del medesimo DPCM che individua già l’efficacia delle disposizioni di che trattasi, subordinandone l’entrata in vigore all’emanazione delle relative tariffe &#8211; scrive l&#8217;U.A.P. -. In assenza dell’entrata in vigore del decreto ministeriale di definizione delle citate tariffe del 23 giugno 2023, le prestazioni previste nel richiamato decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 2017, la cui &#8216;totale e immediata vigenza ed esecuzione&#8217; è disposta dall’articolo 26, comma 1 e ribadita dal comma 2 del medesimo articolo (&#8216;L’immediata vigenza ed esecuzione disposta dal comma 1 è in deroga a qualsiasi atto amministrativo, anche di rango statale con cui siano state disposte deroghe ai termini di entrata in vigore&#8217;), si configurano come extra LEA, la cui erogazione non è consentita nelle regioni in piano di rientro, quale la <b>regione Puglia</b>, in quanto spese non obbligatorie (tra le tante, Corte Cost. sentenze n. 161 e 190 del 2022)&#8217;. L’Avvocatura, pertanto &#8211; conclude l&#8217;U.A.P. -, che impugna per conto della Presidenza del Consiglio del Ministri, in tale frangente sposa una tesi del tutto contraria a quella enunciata dal senatore D’Anna, in più occasioni.&#8221;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Sanità:  l’U.A.P. chiede chiarezza sul nuovo nomenclatore tariffario</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jan 2025 20:39:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[nomenclatore tariffario]]></category>
		<category><![CDATA[Sanita’]]></category>
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<p>&#160; Le proposte  per salvaguardare il sistema sanitario italiano 13 gennaio 2025 L’U.A.P. (Unione Nazionale Ambulatori, Poliambulatori, Enti ed Ospedalità Privata) ha convocato una conferenza stampa per il prossimo 22&#8230;</p>
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<p>Le proposte  per salvaguardare il sistema sanitario italiano</p>
<p>13 gennaio 2025</p>
<p>L’U.A.P. (Unione Nazionale Ambulatori, Poliambulatori, Enti ed Ospedalità Privata) ha convocato una conferenza stampa per il prossimo 22 gennaio, coinvolgendo le principali associazioni di categoria delle strutture private convenzionate e dell’ospedalità accreditata. L’obiettivo è discutere la proposta avanzata al Ministero della Salute per contrastare i gravi disservizi creati dal nuovo nomenclatore tariffario, entrato in vigore lo scorso 30 dicembre, e garantire la continuità di un servizio pubblico essenziale.</p>
<p>La scorsa settimana, l’U.A.P. ha indirizzato una lettera al Ministro della Salute, Orazio Schillaci, e ai vertici istituzionali, presentando una proposta concreta per correggere le problematiche introdotte dalle nuove tariffe. Il nuovo tariffario rischia di gravare ulteriormente sugli ospedali pubblici delle regioni del Sud in piano di rientro e potrebbe portare alla chiusura di molte strutture sanitarie private, esponendole a potenziali acquisizioni da parte di interessi non nazionali.</p>
<p>Una strategia insostenibile per il sistema sanitario</p>
<p>“Le nuove tariffe non sono remunerative, come erroneamente sostenuto, ma sembrano progettate per mettere in crisi le strutture sanitarie private accreditate e compromettere la salute pubblica”, si legge in una nota dell’U.A.P. La situazione è aggravata da un’Italia sanitaria divisa: mentre le regioni del Nord, non soggette a piano di rientro, possono adeguare i fondi per evitare perdite, quelle del Sud devono applicare le nuove tariffe, rischiando il fallimento.</p>
<p>Al riguardo, infatti, occorre ricordare che il nuovo Nomenclatore tariffario doveva entrare in vigore già dal 2017, ma l’allora Ministro della Salute, On.le Roberto Speranza, non lo ha mai reso operativo in quanto inapplicabile. Ed infatti, già il giorno dopo l’approvazione, avvenuta il 14 novembre alla Conferenza Stato-Regioni, la Regione Lombardia ha deliberato un nuovo nomenclatore tariffario rialzando i fondi per evitare un miliardo di euro di perdita per l’anno successivo se si fosse applicato il nuovo tariffario con i tagli previsti, come affermato dallo stesso Guido Bertolaso, assessore al Welfare di Regione Lombardia.</p>
<p>Mentre il Veneto ha dichiarato di mantenere sino ad aprile il precedente nomenclatore introdotto dal Decreto Balduzzi, perché i prezzi previsti dall’attuale nomenclatore non sono remunerativi, né per le strutture private accreditate, né tantomeno per gli ospedali pubblici, così come fatto da tante altre Regioni del Nord Italia che non sono in piano di rientro.<br />
Ci troviamo quindi dinanzi ad una situazione nazionale spaccata in due: le Regioni del Nord Italia che non sono in piano di rientro possono aumentare le proprie tariffe evitando il tracollo delle strutture accreditate e degli ospedali pubblici, mentre le Regioni del Sud Italia in piano di rientro, obbligate ad applicare tali tariffe, rischiano il fallimento delle proprie strutture.</p>
<p>La sospensione temporanea e il caos generato</p>
<p>L’U.A.P., insieme ad altre associazioni come AIOP e ANISAP, aveva ottenuto dal TAR Lazio la sospensione del decreto il 30 dicembre. Tuttavia, il Ministero della Salute, tramite l’Avvocatura dello Stato, ha richiesto e ottenuto l’annullamento della sospensiva, sostenendo che avrebbe causato ulteriori disservizi. L’applicazione immediata del nuovo tariffario ha invece aggravato il caos, soprattutto per i medici di base, che faticano a gestire i nuovi codici e adeguare i sistemi informatici.</p>
<p>Esempi concreti evidenziano l’impatto delle nuove tariffe:</p>
<p>• Per il  PSA Reflex (PSA + PSA Free), esame necessario per l’individuazione di una patologia tumorale, il precedente tariffario prevedeva un rimborso di € 14,82 (tariffa ferma da 20 anni), oggi l’attuale nomenclatore prevede un rimborso per entrambi gli esami di soli € 3,95.</p>
<p>•   Per il test Toxoplasma IgG e IgM, il rimborso è passato da €23,37 a €8,50.</p>
<p>•   La visita cardiologica con ECG è ora rimborsata a €17,90 rispetto ai precedenti €24,53.</p>
<p>La proposta dell’U.A.P.  per una sanità sostenibile</p>
<p>Per risolvere la crisi, l’U.A.P. unitamente alle maggiori associazioni di categoria rappresentative di 27.000 strutture sanitarie private accreditate e ospedalità accreditata propone di adottare il tariffario Balduzzi, aggiornato con l’ISTAT, e integrarlo con i nuovi LEA (Livelli Essenziali di Assistenza). Questo approccio consentirebbe di continuare a garantire un servizio e risolvere con tempestività ogni problema per i medici di base e per tutto il sistema sanitario nazionale, evitando disservizi ai cittadini e al personale sanitario.</p>
<p>“In un momento così delicato, è necessaria una regia chiara e una riorganizzazione dei servizi che punti alla qualità e all’efficienza, senza basarsi esclusivamente su economie di scala”, conclude la nota dell’U.A.P., auspicando una risoluzione tempestiva della problematica prima dell’udienza del 28 gennaio.</p>
<p>La sanità italiana, pubblica e privata, attende risposte rapide e incisive per tutelare i diritti dei cittadini e garantire un servizio di qualità.</p>
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		<title>SANITA&#8217;: CUCINOTTA A FIANCO DI  UAP, &#8216;ESAMI E VISITE PREVENZIONE SALVANO VITE&#8217;</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2024/11/12/sanita-cucinotta-a-fianco-di-uap-esami-e-visite-prevenzione-salvano-vite-1/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=sanita-cucinotta-a-fianco-di-uap-esami-e-visite-prevenzione-salvano-vite-1</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Nov 2024 19:04:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[nomenclatore tariffario]]></category>
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		<category><![CDATA[Sanita’]]></category>
		<category><![CDATA[Uap]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1199" height="975" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/11/b6d97a17-51db-4eed-91b3-1c19f1a7a879-1.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/11/b6d97a17-51db-4eed-91b3-1c19f1a7a879-1.jpeg 1199w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/11/b6d97a17-51db-4eed-91b3-1c19f1a7a879-1-300x244.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/11/b6d97a17-51db-4eed-91b3-1c19f1a7a879-1-1024x833.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/11/b6d97a17-51db-4eed-91b3-1c19f1a7a879-1-768x625.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/11/b6d97a17-51db-4eed-91b3-1c19f1a7a879-1-1170x951.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/11/b6d97a17-51db-4eed-91b3-1c19f1a7a879-1-585x476.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1199px) 100vw, 1199px" /></p>
<p>L&#8217;attrice e regista Maria Grazia Cucinotta e’ intervenuta  a Roma alla conferenza stampa promossa dall&#8217;Uap, Unione nazionale ambulatori, poliambulatori, enti e ospedalità privata per lanciare l&#8217;allarme sulle ripercussioni per il&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2024/11/12/sanita-cucinotta-a-fianco-di-uap-esami-e-visite-prevenzione-salvano-vite-1/">SANITA&#8217;: CUCINOTTA A FIANCO DI  UAP, &#8216;ESAMI E VISITE PREVENZIONE SALVANO VITE&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><i>L&#8217;attrice e regista Maria Grazia Cucinotta e’ intervenuta  a Roma alla conferenza stampa promossa dall&#8217;Uap, Unione nazionale ambulatori, poliambulatori, enti e ospedalità privata per lanciare l&#8217;allarme sulle ripercussioni per il settore con l&#8217;arrivo del nuovo nomenclatore tariffario. </i></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignright wp-image-96025 size-medium" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/11/d2906434-d321-4086-a4b3-526f7f5fdf43-300x169.jpeg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/11/d2906434-d321-4086-a4b3-526f7f5fdf43-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/11/d2906434-d321-4086-a4b3-526f7f5fdf43-1024x576.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/11/d2906434-d321-4086-a4b3-526f7f5fdf43-768x432.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/11/d2906434-d321-4086-a4b3-526f7f5fdf43-1536x864.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/11/d2906434-d321-4086-a4b3-526f7f5fdf43-1170x663.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/11/d2906434-d321-4086-a4b3-526f7f5fdf43-585x329.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/11/d2906434-d321-4086-a4b3-526f7f5fdf43.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>&#8211; &#8220;Come si fa a dire che i medici sono costretti a dirti di no ad un esame? Come è possibile non fare visite perché è finito il budget della struttura? La vita di una persona non ha un budget, non tutti possono permettersi di andare a fare gli esami privatamente. La salute deve essere un diritto per tutti, per questo paghiamo le tasse: per curarci. La salute è uguale per tutti. Volevo esserci oggi qui con Uap; con la Komen Italia abbiamo salvato tante vite grazie proprio ai controlli e alla prevenzione del cancro al seno. La vita è preziosa per tutti e limitare i controlli è una condanna a morte&#8221;. Così l&#8217;attrice e regista Maria Grazia Cucinotta nel suo intervento a Roma alla conferenza stampa promossa dall&#8217;Uap, Unione nazionale ambulatori, <img decoding="async" class="wp-image-96026 size-medium aligncenter" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/11/58ec09c4-73bc-473e-9f96-dd17ac1d6a7a-300x225.jpeg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/11/58ec09c4-73bc-473e-9f96-dd17ac1d6a7a-300x225.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/11/58ec09c4-73bc-473e-9f96-dd17ac1d6a7a-1024x768.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/11/58ec09c4-73bc-473e-9f96-dd17ac1d6a7a-768x576.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/11/58ec09c4-73bc-473e-9f96-dd17ac1d6a7a-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/11/58ec09c4-73bc-473e-9f96-dd17ac1d6a7a-1170x878.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/11/58ec09c4-73bc-473e-9f96-dd17ac1d6a7a-585x439.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/11/58ec09c4-73bc-473e-9f96-dd17ac1d6a7a.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />poliambulatori, enti e ospedalità privata, per lanciare l&#8217;allarme sulle ripercussioni per il settore con l&#8217;arrivo del nuovo nomenclatore tariffario.</p>
<p>Nelle foto: Maria Grazia Cucinotta e Maria Stella Giorlandino, Presidente UAP</p>
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