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		<title>L&#8217;Aquila,dove il perdono diventa futuro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Goffredo Palmerini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Oct 2026 08:16:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1600" height="955" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/2-Izzeldin-Abuelaish-Ambasciatore-del-Perdono.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/2-Izzeldin-Abuelaish-Ambasciatore-del-Perdono.jpg 1600w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/2-Izzeldin-Abuelaish-Ambasciatore-del-Perdono-300x179.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/2-Izzeldin-Abuelaish-Ambasciatore-del-Perdono-1024x611.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/2-Izzeldin-Abuelaish-Ambasciatore-del-Perdono-768x458.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/2-Izzeldin-Abuelaish-Ambasciatore-del-Perdono-1170x698.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/2-Izzeldin-Abuelaish-Ambasciatore-del-Perdono-585x349.jpg 585w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p>Annotazioni e riflessioni sulla XI Giornata Internazionale del Perdono di Goffredo Palmerini &#160; L’AQUILA &#8211; Ci sono giornate che si spengono nel tempo di un convegno e altre che continuano&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Annotazioni e riflessioni sulla XI Giornata Internazionale del Perdono</strong></p>
<p>di <strong>Goffredo Palmerini</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’AQUILA &#8211; Ci sono giornate che si spengono nel tempo di un convegno e altre che continuano a vivere molto oltre, sedimentando pensieri, domande, emozioni. La <strong>XI Giornata Internazionale del Perdono</strong>, svoltasi il 10 ottobre 2026 all&#8217;Aquila, appartiene certamente alla seconda specie. Per un&#8217;intera giornata l&#8217;Auditorium della Scuola Ispettori e Sovrintendenti della Guardia di Finanza &#8220;Vincenzo Giudice&#8221;, a L’Aquila, è stato luogo d&#8217;incontro di esperienze umane profondamente diverse tra loro, ma unite da un comune denominatore: la ricerca di un orizzonte possibile di pace attraverso la pratica del perdono. Oltre quattrocento persone presenti in sala, migliaia collegate da remoto, relatori provenienti da differenti realtà culturali e sociali, giovani, operatori del mondo educativo, rappresentanti delle istituzioni, uomini e donne impegnati quotidianamente nella costruzione di relazioni fondate sul rispetto e sul dialogo<strong>. </strong></p>
<p><strong>L&#8217;Aquila</strong>, città della <strong>Perdonanza Celestiniana</strong> da oltre sette secoli è apparsa ancora una volta il luogo naturale per ospitare una riflessione sul Perdono come valore universale. Non una scelta casuale, ma il riconoscimento d’una vocazione della città, d’una missione spirituale e civile che continua a parlare al presente. Quella stessa identità che spinse <strong>papa Francesco</strong>, il 28 agosto 2022, a definire il capoluogo abruzzese &#8220;<strong>capitale del Perdono, della Riconciliazione e della Pace</strong>&#8220;.</p>
<p>La Giornata, ideata da <strong>Daniel Lumera</strong> e organizzata dalla Lumera ODV insieme ai partner One Group, L&#8217;Aquila Made In, ha<img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-129931  aligncenter" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/1-XI-Giornata-internazionale-del-Perdono-e1792484149667.jpg" alt="" width="621" height="325" /> avuto come tema &#8220;<em>Il Perdono nutre il mondo&#8221;</em>. Un&#8217;affermazione che potrebbe apparire idealistica in un tempo attraversato da guerre, conflitti e lacerazioni sociali, ma che durante l&#8217;intera giornata è stata tradotta in esperienze concrete, volti, storie, testimonianze. Sin dalle prime ore del mattino è apparso chiaro come l&#8217;obiettivo dell&#8217;incontro non fosse semplicemente discutere il perdono, bensì interrogarne il significato più profondo. <strong>Daniel Lumera</strong> e <strong>don Francesco Fiorillo</strong>, del Monastero San Magno a Fondi, hanno guidato la riflessione mostrando come il perdono non rappresenti un atto di debolezza né una fuga dalla realtà, ma una scelta di consapevolezza capace di interrompere le catene dell&#8217;odio e della vendetta. E tuttavia, tra i molti momenti significativi vissuti nel corso della giornata, uno ha lasciato un&#8217;impronta particolare nel cuore dei presenti. L&#8217;intervento del professor <strong>Izzeldin Abuelaish</strong> ha portato all&#8217;Aquila una storia che supera</p>
<p>ogni confine geografico e politico. Medico palestinese, conosciuto nel mondo come &#8220;il medico di Gaza&#8221;, autore del libro <em>&#8220;Non odierò&#8221;</em>, Abuelaish ha vissuto una delle tragedie più devastanti che un padre possa immaginare: la perdita di tre figlie in un bombardamento nel gennaio 2009. Di fronte a una simile ferita sarebbe stato comprensibile cedere al rancore. Sarebbe stato umano lasciarsi possedere dall&#8217;odio. E invece la sua risposta è stata diversa.</p>
<div id="attachment_129933" style="width: 631px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-129933" class="wp-image-129933 " src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/Izzeldin-Abuelaish-e-Raffaele-Daniele-1.png" alt="" width="621" height="386" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/Izzeldin-Abuelaish-e-Raffaele-Daniele-1.png 783w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/Izzeldin-Abuelaish-e-Raffaele-Daniele-1-300x187.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/Izzeldin-Abuelaish-e-Raffaele-Daniele-1-768x478.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/Izzeldin-Abuelaish-e-Raffaele-Daniele-1-585x364.png 585w" sizes="(max-width: 621px) 100vw, 621px" /><p id="caption-attachment-129933" class="wp-caption-text">Izzeldin Abuelaish e Raffaele Daniele</p></div>
<p><strong>Izzeldin Abuelaish</strong> ha scelto di non odiare. Non per dimenticare, non per assolvere, non per cancellare il dolore. Ma perché aveva compreso che trasformare la sofferenza in rancore avrebbe significato consegnare il futuro alla stessa logica che aveva generato la tragedia. Nelle sue parole non c&#8217;è mai retorica. Vi è piuttosto una straordinaria coerenza tra ciò che ha vissuto e ciò che continua a testimoniare nel mondo: l&#8217;idea che l&#8217;umanità possa elevarsi al di sopra della vendetta e riconoscersi come una comunità di destino. Per questo il conferimento ad <strong>Izzeldin Abuelaish</strong> del riconoscimento di <strong>Ambasciatore del Perdono</strong> ha assunto un significato che va ben oltre l&#8217;aspetto simbolico. È apparso come il riconoscimento di una testimonianza vissuta. Di una scelta dolorosa e coraggiosa che si rinnova ogni giorno. Ma l&#8217;eco più intensa di quella presenza è forse arrivata il giorno successivo, attraverso il messaggio indirizzato al presidente della Lumera ODV, il generale <strong>Nico Caiazza</strong>. Parole che meritano di essere rilette e meditate.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Caro Nico,</em></p>
<p><em>desidero esprimere la mia più sincera gratitudine a te e a tutto il tuo team per avermi invitato a L&#8217;Aquila e per l&#8217;onore di tenere il discorso di apertura alla Giornata Internazionale del Perdono. Grazie per la vostra gentilezza, la vostra generosità e la straordinaria cura con cui avete reso questo incontro così significativo. Ti sono profondamente grato per avermi onorato con il riconoscimento di Ambasciatore del Perdono. Lo ricevo con umiltà e con un profondo senso di responsabilità. Per me il perdono non è soltanto una parola o un gesto simbolico. È una scelta umana difficile ma coraggiosa: rifiutare che odio e vendetta determinino il nostro futuro e lavorare per un mondo in cui prevalgano dignità, compassione e comprensione. Perdonare non significa dimenticare, negare l&#8217;ingiustizia o rinunciare alla ricerca della verità e delle responsabilità. Significa rifiutare che il dolore che ci è stato inflitto diventi la fonte di altro dolore per gli altri. Sono venuto a L&#8217;Aquila con speranza, portando con me le mie esperienze e la mia convinzione che l&#8217;umanità possa elevarsi al di sopra dell&#8217;odio. Me ne sono andato ancora più ispirato, incoraggiato e pieno di speranza, non solo per il calore e la generosità che mi avete dimostrato, ma anche per le meravigliose persone che ho incontrato. La loro motivazione, la loro apertura, il loro impegno e la loro volontà di fare una differenza positiva nel nostro mondo mi hanno toccato profondamente. Incontrare persone che non si limitano a parlare di un mondo migliore, ma sono davvero disposte a lavorare per costruirlo, mi ricorda che non siamo soli in questo cammino. Ci sono persone ovunque che credono che la compassione sia più forte dell&#8217;indifferenza, che la comprensione possa superare la divisione e che ogni essere umano abbia la responsabilità di contribuire a un mondo più pacifico e umano. La speranza diventa potente quando ispira l&#8217;azione, e il perdono acquista significato quando ci aiuta a costruire un futuro diverso. L&#8217;incontro di L&#8217;Aquila è stato un bellissimo promemoria del fatto che, nonostante la sofferenza e le divisioni che ci circondano, possiamo scegliere di unirci, riconoscere la nostra comune umanità e compiere passi concreti verso il cambiamento. Credo sinceramente che questo sia l&#8217;inizio di qualcosa di importante. Spero che possiamo continuare la nostra collaborazione, rafforzare i legami nati a L&#8217;Aquila e lavorare insieme per diffondere speranza, perdono e umanità, in particolare tra i giovani. Meritano un futuro in cui ereditino saggezza anziché odio, comprensione anziché pregiudizio, e il coraggio di costruire ponti anziché muri. Ti sarei molto grato se potessi condividere questo messaggio con tutti coloro che hanno partecipato al convegno e di trasmettere i miei sinceri ringraziamenti a tutto il tuo team e a tutti coloro che hanno contribuito a rendere possibile questa giornata speciale. Grazie ancora per la tua amicizia, la tua generosità, la tua visione e l&#8217;onore che mi hai conferito. Porterò con me il calore di questa esperienza, insieme a una rinnovata determinazione a continuare a lavorare per un mondo in cui nessun essere umano sia definito dall&#8217;odio e in cui ogni bambino abbia l&#8217;opportunità di crescere in pace. Non possiamo cambiare il passato, ma insieme possiamo contribuire a plasmare un futuro in cui la prossima generazione non debba ereditarne l&#8217;odio. È una responsabilità che condividiamo, e mi incoraggia sapere di aver incontrato persone come te che sono disposte ad abbracciarla. Con la mia più profonda gratitudine, amicizia e speranza.</em></p>
<p><strong><em>Izzeldin Abuelaish</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La lettera del <strong>prof. Abuelaish</strong> possiede una forza morale rara, quella che ho potuto percepire conoscendolo di persona, nella grandezza del suo pensiero, come nella semplicità del tratto e dell’umanità trasparente. È difficile immaginare una sintesi più alta, attraverso la sua intensa testimonianza, dello spirito che ha attraversato l&#8217;intera giornata. Molti degli interventi successivi hanno infatti sviluppato questo stesso filo rosso. I giovani della Cittadella della Pace dell’Associazione Rondine e gli studenti del Liceo Classico Cotugno dell’Aquila, interessati alla forte testimonianza di <strong>David Simone Cavallo</strong>, hanno raccontato il perdono attraverso il linguaggio delle nuove generazioni. Il loro contributo è apparso particolarmente creativo, specie nel dialogo immaginario tra <strong>Celestino V</strong> e <strong>Ignazio Silone</strong>, e prezioso perché lontano da ogni formalismo. Nelle loro parole il perdono è emerso come capacità di ascolto, riconoscimento dell&#8217;altro, rifiuto delle semplificazioni che alimentano ostilità e pregiudizi. Anche l&#8217;esperienza di &#8220;Cella Musica&#8221;, il gruppo che vede insieme detenuti e agenti della Polizia Penitenziaria del carcere di Siena, ha offerto una testimonianza concreta di come luoghi segnati dalla separazione possano diventare spazi di relazione e di umanità condivisa, dando concreto senso del principio sancito dall’art. 27 della Costituzione. Particolarmente significativa, infatti, è stata inoltre la riflessione sul rapporto tra perdono e giustizia. Un tema delicato e spesso frainteso. La giornata aquilana ha mostrato come il perdono non sostituisca la giustizia né la svuoti di significato. Al contrario, ne rappresenta il compimento umano più alto, quando alla necessaria ricerca della verità si accompagna la volontà di non disumanizzare l&#8217;altro.</p>
<p>Infine, la proclamazione dell&#8217;Aquila &#8220;<strong>Città Gentile</strong>&#8220;, d’intesa con la Municipalità presente con il vicesindaco <strong>Raffaele Daniele</strong>, e la suggestiva preghiera per la Pace con le bandiere delle 197 nazioni del mondo, hanno offerto all’evento un&#8217;immagine dal forte valore simbolico. Centinaia di bandiere, lingue, culture e storie differenti riunite sotto un unico cielo. Non la celebrazione di una generica armonia, ma l&#8217;affermazione di una possibilità: convivere nelle differenze riconoscendo ciò che accomuna gli esseri umani. Forse è proprio questo il lascito più autentico della <strong>XI Giornata Internazionale del Perdono</strong>. In un tempo nel quale il linguaggio pubblico si irrigidisce, i conflitti sembrano moltiplicarsi e le ragioni dell&#8217;altro vengono spesso percepite come una minaccia, <strong>L&#8217;Aquila</strong> ha offerto per un giorno un laboratorio di umanità. Non una fuga dalla realtà, ma un esercizio di responsabilità collettiva. Il perdono, come hanno mostrato le voci ascoltate all&#8217;Auditorium della Scuola della Guardia di Finanza, non appartiene alla sfera dell&#8217;utopia. È una scelta concreta, esigente e spesso dolorosa. Richiede coraggio, memoria, verità e capacità di guardare oltre la ferita. Ma proprio per questo continua a rappresentare una delle più alte possibilità dell&#8217;essere umano. E dall’Aquila, città che da oltre sette secoli custodisce nel suo patrimonio spirituale e civile la cultura del perdono, questo messaggio è partito ancora una volta verso il mondo. Non come una lezione impartita agli altri, ma come una testimonianza condivisa: la pace non nasce dall&#8217;oblio delle ferite, bensì dalla decisione di non lasciare che siano le ferite a decidere il nostro futuro.</p>
<div id="penci-post-gallery__68220" class="penci-post-gallery-container justified column-3" data-height="150" data-margin="3"><a class="item-gallery-justified" href="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/8-Francesca-Pompa-presidente-One-Group-partner-Giornata.jpg" data-cap="Francesca Pompa, presidente One Group, partner Giornata"><img decoding="async" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/8-Francesca-Pompa-presidente-One-Group-partner-Giornata-585x576.jpg" alt="" title="8-Francesca Pompa, presidente One Group, partner Giornata"><div class="caption">Francesca Pompa, presidente One Group, partner Giornata</div></a><a class="item-gallery-justified" href="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/5-Concerto-del-complesso-Cella-Musica.jpg" data-cap="Concerto del complesso Cella Musica"><img decoding="async" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/5-Concerto-del-complesso-Cella-Musica-585x439.jpg" alt="" title="5-Concerto del complesso Cella Musica"><div class="caption">Concerto del complesso Cella Musica</div></a><a class="item-gallery-justified" href="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/7-Raffaele-Daniele-e-Nico-Caiazza-1.jpg" data-cap="Raffaele Daniele e Nico Caiazza"><img decoding="async" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/7-Raffaele-Daniele-e-Nico-Caiazza-1-585x439.jpg" alt="" title="7-Raffaele Daniele e Nico Caiazza"><div class="caption">Raffaele Daniele e Nico Caiazza</div></a></div>
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		<title>Sono fuggiti dalla guerra: a Renk la scuola ricostruisce il futuro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Mazzarella]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 18:05:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
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<p>A Renk, al confine tra Sud Sudan e Sudan, rifugiati e rimpatriati ricostruiscono attorno alla scuola ciò che la guerra ha spezzato. Quasi cinquemila bambini partecipano a un programma educativo:&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="700" height="382" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/A-Renk-la-scuola-ricostruisce-il-futuro-e1790791482174.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Sono fuggiti dalla guerra: a Renk la scuola ricostruisce il futuro" decoding="async" /></p><p><em>A Renk, al confine tra Sud Sudan e Sudan, rifugiati e rimpatriati ricostruiscono attorno alla scuola ciò che la guerra ha spezzato. Quasi cinquemila bambini partecipano a un programma educativo: tornare a studiare significa anche ritrovare protezione, documenti e una possibilità di futuro</em></p>
<h1>Sono fuggiti dalla guerra. Ora insegnano ai bambini perché non diventino una generazione perduta</h1>
<p class="pip-subtitle">A Renk, al confine tra Sud Sudan e Sudan, rifugiati e rimpatriati ricostruiscono attorno alla scuola ciò che la guerra ha spezzato. Quasi cinquemila bambini partecipano a un programma educativo: tornare a studiare significa anche ritrovare protezione, documenti e una possibilità di futuro.</p>
<div class="pip-meta"></div>
<p class="pip-opening">Ogni mattina Umkaltom Abaker Osman accoglie i bambini che arrivano a scuola.</p>
<p>Alcuni hanno attraversato un confine per raggiungerla. Anche lei lo ha attraversato.</p>
<p>Renk è nel nord del Sud Sudan, vicino al confine con il Sudan. Da quella frontiera continuano ad arrivare persone costrette a lasciare case, lavoro, scuola e spesso una parte della propria storia.</p>
<p>Umkaltom conosce quella condizione perché è una rimpatriata dal Sudan. Oggi è responsabile di una squadra di otto insegnanti alla Chummedi South Primary School. Ha iniziato come volontaria e successivamente ha ricevuto formazione sulla pedagogia centrata sul bambino e sul sostegno psicologico e psicosociale.</p>
<p>La sua potrebbe sembrare soltanto una piccola storia dentro una crisi immensa. Ma guardando meglio ciò che sta accadendo a Renk emerge qualcosa di più grande.</p>
<h2>Una scuola dove non sempre c’è una classe</h2>
<p>Nel cortile della Chummedi South Primary School insegna anche Sadam Adam Abaker.</p>
<p>È un rifugiato sudanese, laureato in comunicazione, parla arabo e inglese. È fuggito dalla guerra e oggi insegna ai bambini arrivati nello stesso territorio.</p>
<p>Secondo UNICEF, nella scuola oltre il 70 per cento del personale è costituito da rifugiati. Le strutture temporanee disponibili sono soltanto quattro e quindi alcune lezioni vengono svolte all’aperto.</p>
<p>Sadam collabora inoltre con l’associazione dei genitori e degli insegnanti e partecipa alle iniziative per favorire l’iscrizione scolastica.</p>
<p>Nella scuola esistono anche meccanismi attraverso i quali i bambini possono segnalare in maniera riservata situazioni di pericolo o disagio. Gli insegnanti possono così valutare l’attivazione dei servizi di protezione dell’infanzia.</p>
<blockquote><p>La scuola diventa qualcosa di più del luogo nel quale imparare: può diventare uno spazio nel quale ricominciare a sentirsi al sicuro.</p></blockquote>
<h2>Quasi cinquemila bambini</h2>
<p>Da aprile a novembre 2026, un programma di Education in Emergencies, finanziato dalla Repubblica di Corea e sostenuto dall’UNICEF insieme al partner Community in Need Aid, coinvolge nella contea di Renk quasi <strong>5.000 bambini</strong>.</p>
<div class="pip-factbox">
<p><strong>I numeri del progetto</strong></p>
<p>Quasi <strong>5.000 bambini</strong> coinvolti<br />
<strong>2.360 bambine</strong><br />
<strong>8 centri</strong> educativi formali e non formali<br />
<strong>89 insegnanti</strong></p>
</div>
<p>Il programma riconosce agli insegnanti un contributo economico per cercare di garantire continuità educativa in comunità sottoposte a una pressione enorme.</p>
<p>Questo non significa che il problema sia risolto.</p>
<p>Mancano spazi adeguati, materiali didattici e sostegni stabili per gli insegnanti. UNICEF segnala inoltre che conflitto e spostamenti di popolazione continuano a mettere sotto pressione Renk e che la continuità degli interventi dipende anche dalla disponibilità di finanziamenti.</p>
<p>Forse è proprio questo a rendere questa storia una luce di speranza.</p>
<p>Non perché tutto funzioni. Ma perché qualcosa continua a funzionare nonostante tutto.</p>
<h2>Prima ancora della scuola, un nome</h2>
<p>Il 29 settembre il Norwegian Refugee Council ha raccontato da Renk un altro problema, meno visibile ma decisivo.</p>
<p>Molti ragazzi arrivati dal Sudan non possedevano più i documenti necessari per accedere pienamente ai servizi e, in alcuni casi, per iscriversi agli esami.</p>
<p>Con il sostegno della cooperazione svizzera, NRC riferisce di aver aiutato <strong>oltre 3.000 persone</strong> tra rimpatriati, rifugiati e membri delle comunità locali a ottenere documenti d’identità e certificazioni civili.</p>
<p>È un particolare apparentemente burocratico.</p>
<p>In realtà racconta bene che cosa significhi ricostruire una vita dopo una guerra.</p>
<blockquote><p>Prima di poter sostenere un esame bisogna poter dimostrare chi si è. Prima del banco, qualche volta, viene un documento.</p></blockquote>
<h2>Ricominciare</h2>
<p>Non lontano da Chummedi c’è un’altra scuola.</p>
<p>Ad Abu Khadra l’attività scolastica era rimasta quasi paralizzata per anni. Secondo Radio Tamazuj, dopo la riapertura gli iscritti sono passati da circa <strong>231 a oltre 700</strong>.</p>
<p>Le condizioni rimangono difficili. Le classi possono essere sovraffollate, mancano banchi e materiali e alcuni bambini devono adattarsi a studiare in condizioni molto lontane da quelle che normalmente associamo a una scuola.</p>
<p>Eppure ogni mattina arrivano.</p>
<p>Tra loro c’è Lena Emanuel.</p>
<p>La guerra ha interrotto due volte la sua istruzione. La famiglia era fuggita dal Sud Sudan durante il conflitto del 2013 e aveva ricostruito la propria vita in Sudan. Quando nel 2023 la guerra è esplosa anche lì, Lena ha dovuto compiere il viaggio inverso.</p>
<p>Per quasi due anni è rimasta fuori dalla scuola.</p>
<p>Adesso è tornata in classe.</p>
<p>Il suo desiderio è diventare medico.</p>
<h2>Dalla scuola all’università</h2>
<p>La ricostruzione educativa prova ad andare ancora più avanti.</p>
<p>Il 9 settembre 2026 l’UNHCR ha annunciato <strong>650 nuove borse di studio</strong> destinate a rifugiati, rimpatriati e giovani delle comunità ospitanti del Sud Sudan, compresi studenti provenienti da Renk.</p>
<p>Le borse prevedono il sostegno alle tasse universitarie, all’alloggio e alle spese degli studenti. I nuovi beneficiari si aggiungono ad altri giovani già inseriti nel programma.</p>
<p>Il 25 settembre il Ministero dell’Istruzione del Sud Sudan ha inoltre annunciato un programma rivolto a <strong>5.000 insegnanti</strong>: 4.000 potranno completare la propria istruzione secondaria e 1.000 insegnanti rifugiati riceveranno formazione intensiva in lingua inglese.</p>
<p>Sono numeri limitati rispetto alla dimensione complessiva della crisi. Ma indicano una direzione.</p>
<h2>Luci di speranza</h2>
<p>Una luce di speranza non cancella ciò che le sta intorno.</p>
<p>A Renk continuano ad arrivare persone in fuga. Le scuole sono sovraffollate. Molti insegnanti lavorano in condizioni difficili. Le organizzazioni umanitarie continuano a segnalare risorse insufficienti rispetto ai bisogni.</p>
<p>Eppure Umkaltom continua ad accogliere i bambini.</p>
<p>Sadam continua a insegnare.</p>
<p>Lena è tornata sui libri.</p>
<p>Migliaia di persone stanno recuperando documenti che permettono loro di ricostruire pezzi della propria vita. Centinaia di giovani possono provare ad arrivare all’università.</p>
<p>Non è la fine della crisi.</p>
<p>È qualcosa di più piccolo e, proprio per questo, concreto: <strong>mentre la guerra continua a sottrarre futuro, qualcuno ha deciso di ricominciare a costruirlo.</strong></p>
<div class="pip-divider"></div>
<section class="pip-sources">
<h3>Fonti</h3>
<ul>
<li><a href="https://www.unicef.org/southsudan/stories/pillars-hope-two-committed-educators-reconstructing-futures-chummedi" target="_blank" rel="noopener noreferrer">UNICEF South Sudan – Pillars of Hope: Two Committed Educators Reconstructing Futures in Chummedi </a>, 29 settembre 2026.</li>
<li><a href="https://www.nrc.no/perspectives/2026/the-paperwork-that-let-renks-returnee-students-sit-their-exams" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Norwegian Refugee Council – The paperwork that let Renk’s returnee students sit their exams</a>, 29 settembre 2026.</li>
<li><a href="https://www.radiotamazuj.org/en/news/article/echo-backed-education-programme-reopens-school-for-returnee-children-in-south-sudan" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Radio Tamazuj – Education programme reopens school for returnee children in South Sudan </a>, 17 aprile 2026.</li>
<li><a href="https://www.unhcr.org/africa/news/press-releases/unhcr-expands-higher-education-access-refugee-and-host-community-students-south" target="_blank" rel="noopener noreferrer">UNHCR – Higher education access for refugee and host-community students in South Sudan </a>, 9 settembre 2026.</li>
<li><a href="https://mogei.gov.ss/news_details?title=75" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ministry of General Education and Instruction – South Sudan </a>, programma per la qualificazione di 5.000 insegnanti, 25 settembre 2026.</li>
</ul>
</section>
<section class="pip-editorial-note">
<h3>Nota editoriale</h3>
<p>Questo articolo appartiene alla sezione <strong>“Luci di speranza”</strong> dedicata non genericamente alle “buone notizie”, ma a esperienze documentabili nelle quali persone e comunità provano a ricostruire relazioni, diritti e possibilità all’interno di situazioni di crisi.</p>
<p>I numeri relativi al programma di Chummedi e le testimonianze di Umkaltom Abaker Osman e Sadam Adam Abaker provengono da UNICEF. I dati sulla documentazione civile provengono dal Norwegian Refugee Council; la vicenda della scuola di Abu Khadra e di Lena Emanuel è riportata da Radio Tamazuj; i dati sulle borse universitarie provengono da UNHCR; il programma per la formazione degli insegnanti è documentato dal Ministero dell’Istruzione del Sud Sudan.</p>
<p>Le considerazioni sulla scuola come spazio di ricostruzione personale e comunitaria costituiscono la lettura giornalistica dell’autore. Non implicano che la crisi umanitaria ed educativa del Sud Sudan sia risolta né che gli interventi descritti siano sufficienti rispetto alle dimensioni dei bisogni.</p>
</section>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/09/30/sono-fuggiti-dalla-guerra-a-renk-la-scuola-ricostruisce-il-futuro/">Sono fuggiti dalla guerra: a Renk la scuola ricostruisce il futuro</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<item>
		<title>Assisi, la delegazione del Peace Summit internazionale visita la Global House of Friendship and Hope</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/08/24/assisi-la-delegazione-del-peace-summit-internazionale-visita-la-global-house-of-friendship-and-hope/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=assisi-la-delegazione-del-peace-summit-internazionale-visita-la-global-house-of-friendship-and-hope</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Aug 2026 13:41:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Assisi]]></category>
		<category><![CDATA[diaogo interreligioso]]></category>
		<category><![CDATA[Pace]]></category>
		<category><![CDATA[Peace summit inernazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1707" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_5055-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_5055-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_5055-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_5055-1024x683.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_5055-768x512.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_5055-1920x1280.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_5055-1170x780.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_5055-585x390.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_5055-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>Parlamentari e rappresentanti istituzionali da tutto il mondo fanno tappa nel nuovo spazio interreligioso dedicato al dialogo tra fedi, culture e popoli [Assisi, 24 agosto 2026] In occasione del Peace Summit promosso ad&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/08/24/assisi-la-delegazione-del-peace-summit-internazionale-visita-la-global-house-of-friendship-and-hope/">Assisi, la delegazione del Peace Summit internazionale visita la Global House of Friendship and Hope</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Parlamentari e rappresentanti istituzionali da tutto il mondo fanno tappa nel nuovo spazio interreligioso dedicato al dialogo tra fedi, culture e popoli</em></strong></p>
<p style="font-weight: 400;" data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">[<em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666667">Assisi, 24 agosto 2026</em>] In occasione del <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666667">Peace Summit</strong> promosso ad Assisi dall’<a href="https://email.mddr.bonnepresse.it/c/eJxEzz1uxCAQQOHTQIlgAgwUU6TxNVbAjHeR_CdjZaWcPnKavcCn95hc4eJYCzlMGGLOGLSspS-PcQj3375vQg2rdTZYmZW363hGMKtwL8ynjGH6pV-EksDG7C0XKNUHZHbznCFW5MiYdSewEG0C75yDEMycvasxYWMEZPi3mU9T922T45blphd6Xdcx1Ne3gknB1Nuymfd-Lqxg0ictZT6ltV7eUpW3zzvetH3Vn4FHZ4KUYsr6Iv1D8BcAAP__unpNEw" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://email.mddr.bonnepresse.it/c/eJxEzz1uxCAQQOHTQIlgAgwUU6TxNVbAjHeR_CdjZaWcPnKavcCn95hc4eJYCzlMGGLOGLSspS-PcQj3375vQg2rdTZYmZW363hGMKtwL8ynjGH6pV-EksDG7C0XKNUHZHbznCFW5MiYdSewEG0C75yDEMycvasxYWMEZPi3mU9T922T45blphd6Xdcx1Ne3gknB1Nuymfd-Lqxg0ictZT6ltV7eUpW3zzvetH3Vn4FHZ4KUYsr6Iv1D8BcAAP__unpNEw&amp;source=gmail&amp;ust=1787656394066000&amp;usg=AOvVaw2fxtTeG2tz8cjlS8pYuLmy"><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666667">International Catholic Legislators Network</strong></a><strong> </strong>(ICLN), una delegazione di parlamentari di tutto il mondo, rappresentanti istituzionali e personalità della società civile farà tappa, lunedì 24 agosto, alla nuova <a href="https://email.mddr.bonnepresse.it/c/eJxEz81qxSAQQOGniUtxJvFv4aJQ7mtc1BkTITFBQwt9-pJuuj7wwaEAkSKQ4ADWWW28t1rwEev-HhdT_aln45BtUqC04jIt6hirQXkw1UjUeQxZb7EFNllzmUvMETQngKJd8lhAgZ8xFlEDKjTK4QIAqLUsfoFknM1k0RL-2URdprM1vh6ZH3oP231fY5o_JnxN-Cq9cqOx1Ss22s6L5dnXJ82vPbZ1mj_rLXrYY-mcc43fnKZFrc-TzOch_r_elQI6Z5wXdxBfAX8DAAD__5FpVck" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://email.mddr.bonnepresse.it/c/eJxEz81qxSAQQOGniUtxJvFv4aJQ7mtc1BkTITFBQwt9-pJuuj7wwaEAkSKQ4ADWWW28t1rwEev-HhdT_aln45BtUqC04jIt6hirQXkw1UjUeQxZb7EFNllzmUvMETQngKJd8lhAgZ8xFlEDKjTK4QIAqLUsfoFknM1k0RL-2URdprM1vh6ZH3oP231fY5o_JnxN-Cq9cqOx1Ss22s6L5dnXJ82vPbZ1mj_rLXrYY-mcc43fnKZFrc-TzOch_r_elQI6Z5wXdxBfAX8DAAD__5FpVck&amp;source=gmail&amp;ust=1787656394066000&amp;usg=AOvVaw25fM9zLIsSAndxtsJwfGD9"><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666667">Global House of Friendship and Hope di Assisi</strong></a><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666667">.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong> </strong>Dopo l’inaugurazione dello scorso 6 agosto, il recentissimo centro accoglierà i partecipanti al Summit per una visita speciale all’interno del primo e unico <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666667">Museo sul Dialogo Interreligioso per la Pace</strong>. La struttura non si limita a offrire un’<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666667">esperienza immersiva e multimediale </strong>di grande impatto visivo, ma si propone come <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666667">spazio di approfondimento dello &#8220;Spirito di Assisi&#8221;</strong> quale storico punto d&#8217;incontro tra diverse tradizioni religiose.</p>
<p style="font-weight: 400;">Aperta proprio in concomitanza con le celebrazioni per l’<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666667">VIII Centenario Francescano</strong>, la Global House of Friendship and Hope rappresenta la cornice ideale per esplorare la dimensione diplomatica e di dialogo del Santo Patrono d’Italia, scoprendo la sua eredità viva nel mondo contemporaneo e tra le diverse tradizioni religiose.</p>
<p style="font-weight: 400;">Esprimendo grande soddisfazione per l&#8217;attenzione già ricevuta, il fondatore della Global House, il <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666667">rabbino Alon Goshen-Gottstein</strong>, ha sottolineato l&#8217;importanza dell&#8217;iniziativa: <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666667">«Sono entusiasta che, a poche settimane dall&#8217;apertura delle nostre porte, siamo già nelle condizioni di accogliere un&#8217;alta missione di pace internazionale. Questo conferma la Global House come luogo ideale di incontro e condivisione, capace di attingere alla profondità delle diverse tradizioni spirituali per metterle al servizio delle più urgenti questioni sociali del nostro tempo».</em></p>
<p style="font-weight: 400;"><em> </em>Visione condivisa anche dal Presidente dell’International Catholic Legislators Network, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666667">Christiaan Alting von Geusau</strong>: «<em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666667">Cerchiamo sempre nuovi modi per aprire i cuori e costruire percorsi di pace. L’incontro tra tecnologia, esperienza immersiva, l’eredità di Assisi e il dialogo tra le diverse tradizioni religiose apre la strada a nuove prospettive e collaborazioni, favorendo soprattutto la nascita di relazioni e amicizie capaci di superare confini e differenze, su scala globale</em>».</p>
<p style="font-weight: 400;">Il <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666667">Summit </strong>dell&#8217;<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666667">ICLN </strong>arriva in un <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666667">momento storico segnato da numerosi conflitti </strong>e profonde divisioni internazionali e intende offrire uno<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666667"> spazio di</strong> <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666667">preghiera, riflessione e fraternità</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;" data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">L’International Catholic Legislators Network è una realtà apartitica e indipendente che riunisce cattolici e cristiani impegnati in incarichi elettivi e nella società civile, operando per favorire la cooperazione e la costruzione di relazioni oltre i confini nazionali. L&#8217;iniziativa si pone inoltre in continuità con l’appello alla pace rivolto da <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666667">Papa Leone XIV</strong> durante la speciale veglia di preghiera celebrata a Roma l’11 aprile 2026, invitando a unire la forza morale e spirituale di chi sceglie di credere nella pace.<img decoding="async" class="alignright size-thumbnail wp-image-127180" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_5053-150x150.jpeg" alt="" width="150" height="150" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_5053-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_5053-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_5053-640x640.jpeg 640w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></p>
<p style="font-weight: 400;">La scelta della delegazione di fare tappa alla <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666667">Global House of Friendship and Hope </strong>assume quindi un valore simbolico e culturale profondo e per il nuovo museo rappresenta una<strong> </strong>prima importante occasione per<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666667"> dare concretezza alla propria missione divulgativa </strong>e per contribuire a<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666667"> rafforzare il ruolo di Assisi quale luogo di incontro tra culture e fedi diverse</strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/08/24/assisi-la-delegazione-del-peace-summit-internazionale-visita-la-global-house-of-friendship-and-hope/">Assisi, la delegazione del Peace Summit internazionale visita la Global House of Friendship and Hope</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<item>
		<title>UNA RIFLESSIONE SUL 6 APRILE, 17 ANNI DOPO IL TERREMOTO DELL’AQUILA</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/04/06/una-riflessione-sul-6-aprile-17-anni-dopo-il-terremoto-dellaquila/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=una-riflessione-sul-6-aprile-17-anni-dopo-il-terremoto-dellaquila</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Goffredo Palmerini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Apr 2026 07:36:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[L’Aquila]]></category>
		<category><![CDATA[Pace]]></category>
		<category><![CDATA[Pasqua]]></category>
		<category><![CDATA[terremoto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="457" height="343" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/LAquila-6-aprile-in-memoria-vittime-del-sisma.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/LAquila-6-aprile-in-memoria-vittime-del-sisma.jpg 457w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/LAquila-6-aprile-in-memoria-vittime-del-sisma-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 457px) 100vw, 457px" /></p>
<p>Quest’anno, il diciassettesimo dalla sciagura, il giorno cade in pieno periodo pasquale, il Lunedì dell’Angelo. L’Aquila, nei quasi otto secoli della sua storia, è sempre risorta dai terremoti che l’hanno&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/04/06/una-riflessione-sul-6-aprile-17-anni-dopo-il-terremoto-dellaquila/">UNA RIFLESSIONE SUL 6 APRILE, 17 ANNI DOPO IL TERREMOTO DELL’AQUILA</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Quest’anno, il diciassettesimo dalla sciagura, il giorno cade in pieno periodo pasquale, il Lunedì dell’Angelo. L’Aquila, nei quasi otto secoli della sua storia, è sempre risorta dai terremoti che l’hanno più volte duramente colpita. Rinata ogni volta più bella di prima, grazie al coraggio e alla determinazione dei suoi abitanti. Il 6 </em><em>aprile 2009, per gli Aquilani, distingue non una data, ma il discrimine del prima e del dopo. Il </em><em>dopo terremoto è un’Era storica nuova per la città e per i suoi abitanti.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’AQUILA &#8211; Scrivo questa nota in una mattinata di sole, con il cielo terso e d’un azzurro intenso<img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-119758 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Goffredo-Palmerini-bn-300x198.jpg" alt="" width="300" height="198" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Goffredo-Palmerini-bn-300x198.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Goffredo-Palmerini-bn-585x387.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Goffredo-Palmerini-bn-263x175.jpg 263w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Goffredo-Palmerini-bn.jpg 619w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><br />
tutto aquilano. All’orizzonte alto l’azzurro combacia con il bianco splendente della cospicua<br />
coltre di neve che ricopre sua Maestà, il Gran Sasso d’Italia, fedele custode della nostra terra. È<br />
un giorno particolare, come dal 2009 ogni 6 aprile. È il giorno della memoria, del dolore per le<br />
309 vittime del terremoto, ma anche il giorno della riflessione sulla rinascita della nostra<br />
indomita città. Quest’anno, il diciassettesimo dalla sciagura, il giorno cade in pieno periodo<br />
pasquale, il Lunedì dell’Angelo, che ricorda l’angelo apparso alle donne nel sepolcro, come<br />
racconta il Vangelo di Marco<br />
“Maria di Magdala, Maria madre di Giacomo e Giuseppe, e Salomè andarono al sepolcro, dove<br />
Gesù era stato sepolto, con degli oli aromatici per imbalsamarne il corpo. Vi trovarono il grande<br />
masso che chiudeva l&#8217;accesso alla tomba spostato; le tre donne erano smarrite e preoccupate e<br />
cercavano di capire cosa fosse successo, quando videro un giovane vestito di bianco che disse<br />
loro: &amp;quot;Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui. Ecco il<br />
luogo dove l&#8217;avevano deposto.&#8221;E aggiunse:&#8221;Ora andate ad annunciare questa notizia agli<br />
Apostoli&#8221;ed esse si precipitarono a raccontare l&#8217;accaduto agli altri.”<br />
Questa coincidenza è anche una buona notizia per la nostra città. L’Aquila, nei quasi otto secoli<br />
della sua storia, è sempre risorta dai terremoti che l’hanno più volte duramente colpita. Rinata<br />
ogni volta più bella di prima, grazie al coraggio e alla determinazione dei suoi abitanti. Il 6<br />
aprile 2009, per gli Aquilani, distingue non una data, ma il discrimine del prima e del dopo. Il<br />
dopo terremoto è un’Era storica nuova per la città e per i suoi abitanti.<br />
Un’Era che chiama tutti gli Aquilani a nuove responsabilità nel progettare e costruire il futuro,<br />
anche in memoria di coloro che in quella tragica notte di 17 anni fa persero la vita. Abbiamo il<br />
dovere dell’impegno, generoso e solidale, per il Bene comune, per assicurare alla nostra città,<br />
oltre la rinascita materiale, una forte rinascita immateriale e morale, sui valori civili e sui<br />
valori universali che hanno finora connotato, e devono ancora connotare, la nostra storia<br />
civica. È questa l’indole degli Aquilani, è questo il segreto della resilienza aquilana.<br />
Noi Aquilani abbiamo il privilegio straordinario di custodire la Bolla della Perdonanza,<br />
recante il messaggio universale di perdono che 732 anni fa Celestino V affidò alla città il 29<br />
agosto 1294 nel giorno in cui fu incoronato pontefice. E di rinnovarlo ogni anno all’intera<br />
umanità celebrando la Perdonanza. L’Aquila è “Capitale del Perdono, della Riconciliazione e<br />
della Pace”, come papa Francesco la definì il 28 agosto 2022 quando venne ad aprire la Porta<br />
Santa della Basilica di Collemaggio. È il prezioso lascito di Celestino, denso di valori più che<br />
mai attuali specie per quanto il mondo sta drammaticamente vivendo. Proprio noi Aquilani<br />
abbiamo il dovere di proclamarlo e riaffermarlo con forza, sempre, ancor più nell’anno che<br />
vede L’Aquila Capitale italiana della Cultura<br />
Quanto mai attuale il bisogno di Pace in questo tempo martoriato da terribili guerre, immani<br />
distruzioni e innumerevoli vittime innocenti, nei conflitti alle porte dell’Europa – Ucraina,<br />
Gaza, Cisgiordania, Libano, Iran e paesi del Golfo -, ma anche negli altri cinquanta conflitti<br />
disseminati nel mondo che papa Francesco chiamava “terza Guerra mondiale a pezzi”.<br />
L’umanità sta vivendo uno dei periodi più bui ed incerti della sua storia, per le brutalità e i<br />
massacri nelle aree di guerra, ma anche per lo strame che si sta facendo del diritto<br />
internazionale e delle organizzazioni sovranazionali. Sono messi in discussione, ed elusi nella</p>
<p>loro funzione, gli Organismi mondiali di garanzia che per 80 anni hanno presieduto<br />
all’ordinato procedere dell’umanità, mentre vanno crescendo autoritarismi, autocrazie e<br />
“democrature”, con la tendenza alla predilezione del “capo”, al posto delle democrazie liberali.<br />
Gravi le responsabilità di Putin e Netanyahu, che la Corte Penale internazionale ha accusato di<br />
crimini contro l’umanità. Altrettanto gravi sono le responsabilità di Trump per la sua politica<br />
bellicista, sfociata nella guerra all’Iran accanto a Israele, che sta portando a una<br />
pericolosissima destabilizzazione dell’area mediorientale, ma non solo, e di una perniciosa<br />
crisi dell’economia e dell’ordine mondiale. Tutto questo mentre alla Casa Bianca, in un rito<br />
blasfemo, Dio viene arruolato agli esiti della guerra, mentre il primo Papa americano denuncia<br />
incessantemente le guerre. Nella via crucis del Venerdì santo al Colosseo papa Leone,<br />
portando la croce carica “di tutte le sofferenze del mondo”, ricorda che ogni autorità dovrà<br />
rispondere davanti a Dio del potere ricevuto: il potere di giudicare ma anche il potere di<br />
avviare una guerra o di terminarla. C’è da sperare, proprio coltivando la cristiana “Speranza<br />
che non delude”, in una cessazione delle ostilità e nel faticoso ritorno della Pace. Una missione<br />
affidata a tutti gli uomini di buona volontà.</p>
<p>Goffredo Palmerini</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/04/06/una-riflessione-sul-6-aprile-17-anni-dopo-il-terremoto-dellaquila/">UNA RIFLESSIONE SUL 6 APRILE, 17 ANNI DOPO IL TERREMOTO DELL’AQUILA</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>A María Corina Machado il Nobel per la Pace 2025</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Valentina Chabert]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Oct 2025 11:25:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[María Corina Machado]]></category>
		<category><![CDATA[Nobel]]></category>
		<category><![CDATA[Pace]]></category>
		<category><![CDATA[Venezuela]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_0776.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_0776.jpeg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_0776-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_0776-585x329.jpeg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>“Dama de hierro” del Venezuela, leader dell’opposizione al presidente Maduro, María Corina Machado ha ricevuto il Premio nobel per la Pace 2025 per la sua lotta coraggiosa per la democrazia&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>“Dama de hierro” del Venezuela, leader dell’opposizione al presidente Maduro, María Corina Machado ha ricevuto il Premio nobel per la Pace 2025 per la sua lotta coraggiosa per la democrazia e i diritti del popolo venezuelano oppresso dalla dittatura.</em></p>
<p><em>“Machado è una donna che mantiene accesa la fiamma della democrazia in mezzo a un’oscurità crescente”. </em>Queste le parole dei cinque membri del Comitato Nobel Norvegese che quest’anno hanno deciso di assegnare l’omonimo premio per la pace a <strong>María Corina Machado</strong>.</p>
<p><strong>“Dama de hierro</strong>” del Venezuela, politica e attivista, Machado è stata fondatrice del partito politico liberale <strong><em>Vente Venezuela</em></strong> e deputata all’Assemblea Nazionale dal 2011 al 2014, per poi venire destituita e inabilitata dalle autorità per aver denunciato le <strong>violazioni dei diritti umani</strong> e le <strong>manipolazioni elettorali</strong> nel paese. Nel 2023, Machado aveva vinto le primarie dell’opposizione in vista delle presidenziali, senza tuttavia poter sfidare direttamente il <strong>Presidente Nicolas Maduro</strong> a causa di impedimenti imposti dalle autorità al governo.</p>
<p>A Oslo, Machado ha scalzato Donald Trump e ottenuto il prezioso riconoscimento per via del suo coraggioso impegno nella <strong>promozione della pace</strong> nel paese, dove rappresenta un <strong>punto di riferimento per l’opposizione</strong> al Presidente Maduro. Un segnale importante per chi non si riconosce nella leadership dittatoriale del Presidente, reo di aver imprigionato centinaia di <strong>avversari politici</strong> e contribuito alla sparizione di altrettanti individui più o meno “scomodi” (i cosiddetti “<strong><em>desaparecidos</em></strong>”).</p>
<p>Allo stupore di Machado nell’apprendere la notizia del Nobel si è poi aggiunto l’entusiasmo della <strong>continuazione dell’impegno</strong> verso la democrazia nel Paese al grido di “<em>ganaremos</em>”, “vinceremo”. Un riconoscimento, dunque, non solo della sua lotta individuale ma di quella di tutto il popolo venezuelano, a detta di Machado “<em>oppresso da una tirannia paranoica che ha messo in campo la macchina di soprusi brutali e sistematici, dove torture, esecuzioni extragiudiziali e sparizioni forzate la fanno da padrone</em>”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-96063" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/10/pexels-jhostin-peraza-759293875-27516741-769x1024.jpg" sizes="(max-width: 769px) 100vw, 769px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/10/pexels-jhostin-peraza-759293875-27516741-769x1024.jpg 769w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/10/pexels-jhostin-peraza-759293875-27516741-225x300.jpg 225w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/10/pexels-jhostin-peraza-759293875-27516741-768x1023.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/10/pexels-jhostin-peraza-759293875-27516741-1153x1536.jpg 1153w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/10/pexels-jhostin-peraza-759293875-27516741-1538x2048.jpg 1538w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/10/pexels-jhostin-peraza-759293875-27516741-scaled.jpg 1922w" alt="" width="769" height="1024" /></figure>
<p>&nbsp;</p>
<p>Violenze e umiliazioni contro cui lottano non solo i cittadini venezuelani, ma anche il Presidente statunitense <strong>Donald Trump</strong>, principale alleato del movimento di opposizione in Venezuela guidato da Machado. Da alcuni mesi, le <strong>tensioni tra Washington e Caracas</strong> si sono acuite tanto da immaginare un nuovo e pericoloso <strong>conflitto</strong> nel continente Latinoamericano: i <strong>movimenti di navi da guerra statunitensi </strong>hanno infatti portato Maduro, lo scorso 15 settembre, a dichiarare che i recenti incidenti con gli USA non costituiscono semplici tensioni ma effettivi <strong>contrasti politici</strong> nonché <strong>tentativi di aggressione</strong> sotto la leadership di Trump.</p>
<p>Tra i due governi non c’è attualmente alcun canale di comunicazione aperto e, al contrario, l’Amministrazione del Presidente Trump ha <strong>intensificato la presenza militare</strong> del Paese nei Caraibi meridionali con la scusa di una <strong>stretta ai trafficanti di droga.</strong></p>
<p>Dal canto suo, il governo di Caracas ha affermato di aver schierato decine di migliaia di <strong>soldati per combattere il narcotraffico</strong> e difendere il paese. Ciononostante, il clima rimane teso e sull’orlo di contrasti dagli effetti potenzialmente irreversibili.</p>
<div class="mh-meta entry-meta"></div>
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		<title>Putin – Trump, Ferragosto in Alaska: Zelensky ha le ore contate, già pronto il sostituto</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/08/15/putin-trump-ferragosto-in-alaska-zelensky-ha-le-ore-contate-gia-pronto-il-sostituto/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=putin-trump-ferragosto-in-alaska-zelensky-ha-le-ore-contate-gia-pronto-il-sostituto</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Massimo Reina]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Aug 2025 20:33:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[guerra Russia-Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Pace]]></category>
		<category><![CDATA[Putin Zelenski]]></category>
		<category><![CDATA[Trump]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="531" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/Untitled-design-4.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/Untitled-design-4.png 531w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/Untitled-design-4-300x249.png 300w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" /></p>
<p>Sembra il titolo di un film dei Vanzina, ma è la realtà di una farsa che ormai si perpetua da troppo tempo Trump e Putin in Alaska per il vertice&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Sembra il titolo di un film dei Vanzina, ma è la realtà di una farsa che ormai si perpetua da troppo tempo</em></p>
<div class="mh-meta entry-meta">
<p>Trump e Putin in Alaska per il vertice di Ferragosto. Già così sembra una barzelletta di quelle che iniziano con “C’era un russo, un americano e…”. Solo che qui la punchline è che il terzo, Zelensky, “si valuta” se invitarlo. Si valutava, come si valuta se mettere o no le olive nella pasta fredda. E poi niente.</p>
<p>In fondo, Zelensky lo sa benissimo: le ore sono contate e non serve nemmeno l’orologio. È nato pedina e morirà pedina. Sacrificabile come un pedone in una partita di scacchi che si gioca su un tavolo a cui lui non è mai stato invitato.<br />
Per mesi ha fatto il lavoro sporco, ha recitato la parte del presidente in divisa militare che infiamma i Parlamenti occidentali, ha bruciato munizioni, uomini e territorio per mantenere il copione. Adesso il film cambia trama e l’attore non serve più.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-93075" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/alerij-Fedorovyc-Zaluznyj-1024x576.jpg" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/alerij-Fedorovyc-Zaluznyj-1024x576.jpg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/alerij-Fedorovyc-Zaluznyj-300x169.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/alerij-Fedorovyc-Zaluznyj-768x432.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/alerij-Fedorovyc-Zaluznyj-678x381.jpg 678w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/alerij-Fedorovyc-Zaluznyj.jpg 1200w" alt="" width="1024" height="576" /><figcaption class="wp-element-caption">Valerij Fedorovyč Zalužnyj</figcaption></figure>
</div>
<p>A Londra e Langley (quartier generale della CIA)<strong>il sostituto è già scelto da settimane</strong>: il generale<strong> Valerij Fedorovyč Zalužny</strong>j, da sempre in contrasto con Zelensky e amatissimo dai militari e dalla popolazione, al punto da suscitare forti antipatie nell’attuale quanto gelosissimo presidente ucraino. E — sorpresa sorpresa — probabilmente hanno anche studiato il modo di farlo sparire se non prende la porta da solo. E siccome la geopolitica ha il gusto del sadismo, il lavoro sporco potrebbe farlo il potente movimento <strong>neonazista Azov</strong>, quello che Zelensky ha protetto, finanziato e osannato come “difensori della patria” e che oggi, per ordine di chi paga, potrebbe rovesciarlo come un vaso di fiori troppo ingombrante.</p>
<p>Lo schema è sempre lo stesso, non serve nemmeno inventarlo: <strong>proteste “popolari” organizzate a tavolino, ONG che spuntano come funghi, indignazione internazionale a comando, articoli fotocopia su tutti i giornali amici</strong> e, ciliegina sulla torta, la delegittimazione diplomatica. Tradotto: l’Alaska si fa senza di lui.</p>
<p>In Alaska, intanto, Trump e Putin si scambieranno sorrisi (finti) e calcoli (veri). Si parlerà di sfere d’influenza, energia, equilibri globali. Dell’Ucraina? Forse come nota a piè di pagina, come una di quelle postille in carattere minuscolo che nessuno legge. Zelensky, per loro, ormai vale quanto un vecchio poster elettorale: da buttare via quando si ridipinge il muro.</p>
<p>E qui sta il capolavoro di ipocrisia occidentale. Per mesi “eroe della democrazia”, “nuovo Churchill”, “uomo dell’anno” per le copertine patinate. Poi, appena cala l’interesse, “quello che intralcia la pace”. Tradotto: grazie e arrivederci, la porta è lì.</p>
<p>D’altronde, la storia è lunga e sempre uguale: Ngo Dinh Diem in Vietnam, Noriega a Panama, Saddam Hussein in Iraq, Gheddafi in Libia. Tutti passati, nel giro di una conferenza stampa, da partner strategici a nemici pubblici.<br />
La regola è semplice: ti usiamo finché servi, poi ti rottamiamo. L’applauso è facoltativo. Il tradimento, quello, è nel contratto.</p>
<p>Zelensky lo sa. E lo sa così bene che il suo sorriso da attore comico è sparito, sostituito dallo sguardo cupo di chi ha capito che, quando il sipario cala, le luci si spengono. E nel buio, a volte, non resta neppure il tempo per i titoli di coda.</p>
</div>
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		<title>Diplomazia della Speranza: Dialoghi sulla Pace e sulla Risoluzione dei Conflitti. A Roma Symposium</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/06/23/diplomazia-della-speranza-dialoghi-sulla-pace-e-sulla-risoluzione-dei-conflitti-a-roma-symposium/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=diplomazia-della-speranza-dialoghi-sulla-pace-e-sulla-risoluzione-dei-conflitti-a-roma-symposium</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Demetrio Fortunato Crucitti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Jun 2025 19:31:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Diplomazia della Speranza]]></category>
		<category><![CDATA[Pace]]></category>
		<category><![CDATA[Symposium]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="335" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9204.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9204.jpeg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9204-300x148.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9204-585x289.jpeg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>ESEMPIO  CONCRETO: PIANO MATTEI FOR AFRICA Di Demetrio Fortunato  Crucitti  Roma, 23 Giugno 2025  – Appena  abbiamo  ricevuto  l’invito  al  Symposium  “Diplomazia  della  Speranza: Dialoghi sulla Pace e sulla  Risoluzione dei&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/06/23/diplomazia-della-speranza-dialoghi-sulla-pace-e-sulla-risoluzione-dei-conflitti-a-roma-symposium/">Diplomazia della Speranza: Dialoghi sulla Pace e sulla Risoluzione dei Conflitti. A Roma Symposium</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>ESEMPIO  CONCRETO: PIANO MATTEI FOR AFRICA</em></p>
<p>Di <em>Demetrio Fortunato  Crucitti </em></p>
<p>Roma, 23 Giugno 2025  – Appena  abbiamo  ricevuto  l’invito  al  Symposium  “Diplomazia  della  Speranza: Dialoghi sulla Pace e sulla  Risoluzione dei Conflitti “  che  si è svolto il 13 Giugno scorso presso il Vicariato di Roma – Casa Bonus Pastor, in via  Aurelia  a  Roma, ho  avuto un sussulto  pensando allo stesso  tempo  al romanzo di Lev Tolstoj  e al momento storico  che stiamo vivendo.  I temi del Symposium, attualissimi, affrontati   dai vari e importanti  relatori<br />
sono stati quasi tutti  immersivi, forse  inconsapevolmente,  hanno evidenziato le  dinamiche dei nostri giorni  che  stanno vivendo  i popoli  per la  tensione  sociale  che  si è creata per  un rischio di conflitto non controllabile.  Si sono alternati: il  Professore Antonio Imeneo, UNESCO Clubs Brasile – BFUCA, S.E. Mario Boffo, Ambasciatore d’Italia in Yemen (2005-2010) e Vicepresidente del Centro Studi di Geopolitica e Strategia Marittima. -Professore Matteo Luigi Napolitano, Associato di Storia delle Relazioni Internazionali presso l’Università degli Studi del Molise. – Dott. Renato Loiero, Consigliere economico del Presidente del Consiglio dei Ministri italiano. – Dott.ssa Graziella Giangiulio, Condirettore AGC Communication – Dott. Marco Cifra, Centro Alti Studi per la Difesa – Scuola Superiore Universitaria (CASD/SSU), il Symposio organizzato su due panel rispettivamente  moderati, il primo dal Dott. Gabriele La Spina, Direttore dell’Osservatorio di Pace, mentre  il secondo dal dott. Antonio Albanese, Direttore responsabile di AGC-Communication.  Il  Symposium è nato da una forte  sinergia tra l’Associazione  Tota Pulchra, e l’ AGC Communication. Si riprendono alcuni aspetti dei vari relatori  sui temi trattati  durante l’incontro.</p>
<p>Mons. Jean Marie Gervais presidente dell’ Associazione  “Tota Pulchra nel  dare  il benvenuto a tutti  ha ricordato come  i temi  del  Symposium  vogliono  essere  una  “tensione”   per  significare l’importanza  del dialogo  fra i popoli e  rivolgerndosi  agli illustri  relatori e ai numerosi  ed interessati partecipanti ha augurato buon lavoro.<br />
Professore Antonio Imeneo, UNESCO Clubs Brasile – BFUCA, ha evidenziato come istituzioni sovranazionali (UNESCO Clubs, organizzazioni dell’ONU, ONG, associazioni della società civile) siano essenziali nel favorire il dialogo interstatale e interculturale, fungendo da mediatori imparziali nei negoziati e da soggetti che rafforzano legittimità e fiducia tra le parti in conflitto. Il Prof.  Imeneo privilegia un approccio integrato, in cui la cultura e il dialogo, supportati da una solida cooperazione internazionale, possono trasformare conflitti in opportunità di costruzione condivisa della pace.<br />
S.E. Mario Boffo, focus sul Dialogo multilaterale  e su una diplomazia  che possiamo  definire  inclusiva e preventiva.<br />
Il Prof. Matteo Luigi Napolitano il suo  contributo si concentra sulla  visione che ha il Vaticano. Un approccio interdisciplinare e storico, coerente con la sua attività di ricercatore sul ruolo delle religioni e della diplomazia (evidenziato anche nei suoi lavori sul Vaticano e le Chiese cristiane). Napolitano in sintesi  raccomanda una  diplomazia della speranza come  processo continuo  avente almeno questi  tre pilastri:   dialogo, trasparenza e verità. Un plauso al Vaticano come attore fondamentale  nella risoluzione dei conflitti, grazie alla sua capacità di poter  parlare con tutti.<br />
Dott. Renato Loiero,  occorre  sempre di piu’ la diplomazia dela Spernza  anche per quanto riguarda l’Economia realizzare delle  politiche di bilancio che siano sostenute con azioni di pace ampliando la sfera  della cooperazione internazionale, prevenire  situazioni di conflitto  attraverso una mirata  visione  di sicurezza  e di sviluppo  delle risorse umane e del territorio.<br />
Dott.ssa Graziella Giangiulio, ha ribadito come l’economia è strumento di pace: sostiene che le politiche economiche dell’UE possano e debbano essere orientate verso la riduzione delle tensioni internazionali, incentivando coesione e sviluppo sostenibile.Concorda sulla  economia attiva e si auspica  che l’UE operi proattivamente per influenzare scenari globali, supportando stati e regioni fragili con strumenti economici e finanziari mirati. Inoltre ha ribadito l’importanza della  interconnessione  non solo  delle  merci attraverso  per esempio ferrovie ma anche  delle  reti di telecomunicazioni. E’  fermamente convinta  che la Diplomazia  della Speranza  debba  includere diplomazia economica e politiche della cooperazione.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-90465" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/06/Symposium-Roma-Diplomazia-della-Speranza.jpg" sizes="(max-width: 915px) 100vw, 915px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/06/Symposium-Roma-Diplomazia-della-Speranza.jpg 915w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/06/Symposium-Roma-Diplomazia-della-Speranza-300x229.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/06/Symposium-Roma-Diplomazia-della-Speranza-768x587.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/06/Symposium-Roma-Diplomazia-della-Speranza-80x60.jpg 80w" alt="" width="915" height="699" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Da  sx: dott. Marco Cifra, dott. Antonio Albanese e dott.ssa Graziella Giangiulio. Un momento del 2° panel </em></figcaption></figure>
</div>
<p>Dott. Marco Cifra ha  sintetizzato  come  il linguaggio  della  Diplomazia  della Speranza  deve  essere  ben  studiato e fare in modo  che parole  come  Fiducia, Collaborazione, Competizione leale  siano nel loro  significato semantico  comprese  fin dall’inizio  dalle  parti, per evitare  proprio  conflitti  sulla  comunicazione non condivisa.<br />
Prima  di andare  in stampa  dobbiamo segnalare che  giorno  21 a Roma  a Villa Panphili  si è  tenuto un importante  incontro  internazionale  organizzato dal Governo Italiano   sul piano Mattei for Africa,  e l’Unione Europea  era presente anche il Presidente della Commissione  Europea Ursula von der Leyen per l’accordo  Global Gate e  con la partecipazione dei Capi di Governo di Nazioni dell’Africa  che hanno sottoscritto un Patto- come l’ha definito il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-90462" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/06/Meloni-.jpg" sizes="(max-width: 880px) 100vw, 880px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/06/Meloni-.jpg 880w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/06/Meloni--300x195.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/06/Meloni--768x499.jpg 768w" alt="" width="880" height="572" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Presidente del Consiglio Giorgia Meloni </em></figcaption></figure>
</div>
<p>Di cui riportiamo alcuni aspetti  dell’intervento conclusivo:<br />
-“ Io sono particolarmente fiera di questa iniziativa e di annunciarlo nell’anno del Giubileo su un tema che stava particolarmente a cuore come sapete a Papa Francesco che lo riteneva una questione non solo di economia ma di Giustizia di dignità umana e di coscienza collettiva. Quindi quello che noi abbiamo costruito oggi e concludo non è un semplice pacchetto di progetti, ma è un patto tra Nazioni libere che scelgono di cooperare Perché credono <strong>nei valori della dignità del lavoro della libertà</strong>e il segno che quando l’Europa agisce con coraggio quando l’Italia insomma ci mette il suo,  con  la sua visione,  con la sua concretezza i risultati  arrivano e credo che insomma davvero dobbiamo essere orgogliosi di questo lavoro,  gli accordi che noi abbiamo sottoscritto oggi valgono complessivamente 1,2 miliardi di euro di impegni concreti. Ci siamo dati già altri nuovi due appuntamenti il prossimo mese di luglio io sarò nuovamente in Africa segnatamente in Etiopia e  il prossimo semestre del 2026 sempre in Africa si terrà la seconda edizione del vertice Italiano -Africa quindi non parliamo di uno spot di un’iniziativa di una cosa singola,  parliamo di un percorso e anche come si vede oggi di un percorso estremamente concreto.</p>
<p>….</p>
<p>&nbsp;</p>
<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-88867" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/05/Demetrio-Crucitti-1-1.jpg" alt="" width="299" height="242" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Demetrio Fortunato  Crucitti </em></figcaption></figure>
<p>@<strong>Riproduzione riservata</strong></p>
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		<title>Le marce utili sono quelle che uniscono, non quelle che dividono</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo Di Stanislao]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2025 20:02:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<category><![CDATA[Cortei]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="1024" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/C483E80C-B9CC-449D-9F07-099F8B302145.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/C483E80C-B9CC-449D-9F07-099F8B302145.png 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/C483E80C-B9CC-449D-9F07-099F8B302145-300x300.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/C483E80C-B9CC-449D-9F07-099F8B302145-150x150.png 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/C483E80C-B9CC-449D-9F07-099F8B302145-768x768.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/C483E80C-B9CC-449D-9F07-099F8B302145-585x585.png 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/C483E80C-B9CC-449D-9F07-099F8B302145-640x640.png 640w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>&#8220;La libertà consiste nel potere di fare ciò che è giusto, non nel diritto di fare ciò che piace.&#8221; — Lord Acton In un tempo in cui la complessità dei&#8230;</p>
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— Lord Acton</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">In un tempo in cui la complessità dei conflitti internazionali si riflette ogni giorno nelle nostre piazze e nei nostri dibattiti pubblici, occorre ribadire una verità fondamentale e spesso dimenticata: una marcia è davvero utile solo se serve a costruire, non a distruggere; a includere, non a isolare; a pacificare, non a infiammare.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Manifestare è un diritto sacrosanto, espressione viva della democrazia e della libertà di parola. Ma non tutte le marce sono uguali. Quelle che nascono per affermare diritti universali, per invocare la pace, per dare voce ai senza voce, sono momenti di crescita collettiva. Quelle che si trasformano invece in cortei ideologici, strumentalizzati per attaccare selettivamente un popolo, una comunità o una storia, finiscono per tradire la loro stessa vocazione.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">È quanto accaduto a Marzabotto, luogo simbolo della Resistenza e del martirio antifascista, dove si è svolta una marcia “pro Gaza” che, nei fatti, ha assunto i tratti di una manifestazione <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">contro </em>Israele e, indirettamente, <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">contro</em> gli ebrei. Le parole pronunciate da molti protagonisti – tra cui amministratori pubblici, rappresentanti sindacali e associativi – hanno evocato accuse gravissime come “genocidio” e “crimini contro l’umanità”. Parole pesanti, che usate con leggerezza rischiano di svuotare di significato proprio quelle categorie giuridiche e morali nate per descrivere l’indicibile: Auschwitz, Srebrenica, il Ruanda.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Paragonare Israele al nazifascismo, evocare Marzabotto per parlare di Gaza, non solo è storicamente infondato: è anche profondamente offensivo verso la memoria delle vittime italiane della Seconda guerra mondiale. Chi combatteva i nazisti non lo faceva per sostituire un nemico con un altro, ma per affermare il valore della libertà, della giustizia e della dignità umana, universali e indivisibili.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Ancora più grave, però, è stato il coinvolgimento implicito – o esplicito – della comunità ebraica italiana. Si è chiesto agli ebrei del nostro Paese di prendere posizione “contro Israele”, in quanto ebrei. È un salto logico e morale che riporta a meccanismi antichi e pericolosi: la colpa collettiva, l’identificazione religiosa come marchio politico, la negazione della complessità individuale. È inaccettabile. Nessuno chiede ai cattolici di condannare il Vaticano per le crociate. Nessuno chiede ai musulmani di scusarsi per l’ISIS. E allora perché un ebreo dovrebbe sentirsi obbligato a prendere le distanze dal governo israeliano, come se l’identità religiosa fosse una forma di responsabilità politica automatica?</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Voltaire, che fece della tolleranza una bandiera morale prima ancora che politica, ci ha insegnato che “non sono d’accordo con quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo”. Ma oggi siamo lontani da questo spirito: si pretende conformismo morale e ideologico, si pretende schieramento. Non basta più invocare la pace: bisogna schierarsi con “chi ha ragione”, secondo una narrazione che non ammette sfumature. Eppure proprio Voltaire ci ricordava che l’intolleranza è il più grande veleno delle società civili, e che la libertà si difende anzitutto nel momento in cui si rifiuta di trasformare la critica in odio.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Montesquieu, dal canto suo, ci ha lasciato una lezione altrettanto preziosa: il potere deve essere limitato dalla ragione e dalla giustizia. Quando la politica si trasforma in tribunale morale, e la piazza in luogo di condanna sommaria, si abbandona proprio quello spirito di equilibrio e di separazione tra emozione e diritto che rende possibile la convivenza. “Una cosa non è giusta perché è legge – scriveva Montesquieu – ma deve essere legge perché è giusta”. Allo stesso modo, una marcia non è legittima perché è numerosa o rumorosa: lo è solo se poggia sui valori della verità, della giustizia, dell’universalità dei diritti.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">A Marzabotto, invece, è andato in scena un copione che abbiamo già visto: slogan gridati, bandiere sventolate a senso unico, e un messaggio in fin dei conti semplificato fino alla caricatura. Sul palco, anche il segretario della CGIL Maurizio Landini, il quale, fedele alla sua abitudine di presenziare ovunque ci sia una telecamera e un microfono, ha detto la sua sul “massacro in corso” a Gaza. E poi, come ormai consuetudine, ha lasciato il corteo dopo pochi metri, lasciando dietro di sé l’eco delle sue parole e, anche questa volta, una sconfitta morale. Perché il pacifismo a corrente alternata – sempre pronto a indignarsi solo da una parte – non convince più nessuno. Tranne forse sé stesso.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Una marcia utile, oggi, dovrebbe parlare la lingua della pace. Non quella dei manifesti ideologici o degli slogan divisivi. Dovrebbe dire “basta guerra”, senza scegliere il colore delle bandiere da sventolare. Dovrebbe difendere i bambini di Gaza senza dimenticare quelli di Sderot, quelli rapiti da Hamas, quelli traumatizzati dai razzi e dal terrore. Dovrebbe essere uno spazio in cui ebrei, cristiani, musulmani e laici possano camminare insieme, fianco a fianco, per dire che la vita viene prima di ogni bandiera.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Le guerre, tutte, nascono da una semplificazione brutale: buoni contro cattivi, giusti contro mostri. Le marce che funzionano davvero sono quelle che invece riconoscono l’ambiguità, la sofferenza, la complessità. Sono quelle che non chiedono “contro chi sei?”, ma “per chi cammini?”. Perché la pace non si ottiene urlando più forte dell’altro, ma camminandogli accanto, anche quando ci divide quasi tutto.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">In questo senso, Marzabotto meritava qualcosa di diverso. Un momento di riflessione condivisa, non una passerella ideologica. Un’occasione per ricordare che la memoria è un ponte, non un’arma. Che le tragedie del passato devono aiutarci a evitare l’odio, non a rinnovarlo.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Se davvero vogliamo costruire un mondo migliore, iniziamo a scegliere le parole con cura. E le marce, con ancora più attenzione.<br />
Perché non tutte le piazze sono uguali. E non tutte portano nella direzione della pace.</p>
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		<title>Né giustizia né pace: l’inganno della forza e la fragilità della Repubblica&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo Di Stanislao]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Jun 2025 12:50:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[festa della repubblica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="907" height="667" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8712.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8712.jpeg 907w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8712-300x221.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8712-768x565.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8712-585x430.jpeg 585w" sizes="(max-width: 907px) 100vw, 907px" /></p>
<p>“La guerra è un massacro fra gente che non si conosce, a beneficio di gente che si conosce ma non si massacra.” — Paul Valéry Ci sono silenzi che fanno&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="907" height="667" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8712.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8712.jpeg 907w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8712-300x221.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8712-768x565.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8712-585x430.jpeg 585w" sizes="(max-width: 907px) 100vw, 907px" /></p><p><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">“La guerra è un massacro fra gente che non si conosce, a beneficio di gente che si conosce ma non si massacra.”</em><br />
— Paul Valéry</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Ci sono silenzi che fanno più rumore delle bombe. Ci sono assenze che gridano. E ci sono verità che, sebbene sotto gli occhi di tutti, diventano invisibili per comodità o paura. Oggi, tra le ceneri di Gaza e le ipocrisie delle capitali occidentali, siamo immersi in una di queste verità scomode: Israele sta affamando un intero popolo. Non è un’accusa leggera, e non dovrebbe mai essere pronunciata con leggerezza. Ma i fatti — quelli crudi, documentati, innegabili — parlano per sé. Ospedali rasi al suolo, ambulanze bersagliate, aiuti umanitari bloccati ai confini o colpiti durante la distribuzione. E adesso, la fame: calcolata, pianificata, utilizzata come arma.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Gaza è diventata una prigione a cielo aperto, senza acqua, senza medicine, senza pane. Una popolazione stremata, in gran parte composta da bambini, viene lasciata morire con lentezza chirurgica, nel silenzio complice di chi dovrebbe proteggere il diritto internazionale. Si può parlare di autodifesa quando il bersaglio è il latte in polvere? Si può ancora invocare la sicurezza quando si impedisce a un popolo l’accesso al cibo?</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Israele, il cui nome significa “colui che lotta con Dio”, sembra essersi attribuito il diritto di portare questa lotta oltre ogni limite umano e divino. Ma la vera lotta con Dio non è nella vendetta, bensì nella giustizia. È nella compassione. È nel limite. Chi combatte contro il volto umano del nemico, chi disumanizza e punisce collettivamente, non sta lottando con Dio: sta perdendo la propria anima.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Ma se è vero che il Medio Oriente è la cartina di tornasole dell’etica internazionale, è altrettanto vero che anche a casa nostra la barbarie assume forme sempre più sottili. In Italia, recentemente, abbiamo assistito a un fenomeno allarmante: le minacce rivolte ai figli di leader politici. Che si tratti di Giorgia Meloni o Matteo Salvini, non è la persona politica a essere colpita, ma i suoi affetti più indifesi. È un gesto infame, codardo, che non può essere giustificato né dalla rabbia né dalla disperazione. È l&#8217;espressione più bassa e disumana del dissenso, quella che trasforma la protesta in persecuzione.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">I figli sono sacri. Sempre. Che siano figli di potenti o di poveri, che abbiano una madre di destra o un padre di sinistra, sono esseri umani con il diritto di vivere lontano dall’odio degli adulti. Quando iniziamo a tollerare — o peggio, a giustificare — le minacce ai bambini in nome di una battaglia politica, abbiamo già perso. La violenza verbale è solo il primo passo verso una violenza più grande, e più irreparabile.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">E poi, come ogni anno, arriva il 2 giugno. Si festeggia la Repubblica, si sventolano bandiere, si fanno discorsi solenni. Eppure, a ben guardare, la parola “Repubblica” è forse il termine più teorico di tutti. Nella realtà quotidiana dell’Italia, esistono i Comuni, i campanili, le famiglie, i clan, le parrocchie, i bar di paese, le amicizie d’infanzia. L’Italia è un Paese costruito più su legami orizzontali che verticali. La Repubblica è un’astrazione, spesso tradita proprio da chi dovrebbe rappresentarla.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">C’è chi obbedisce alla Costituzione, e chi la piega alla convenienza. C’è chi parla di Stato, ma lavora solo per il proprio tornaconto. C’è chi indossa la fascia tricolore e poi ignora gli ultimi, i fragili, i senza voce. C’è chi grida &#8220;onore alla patria&#8221; e poi svende il lavoro, svilisce la scuola, taglia la sanità.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La verità è che l’Italia non è mai stata davvero una Repubblica nel senso profondo del termine: una <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">res publica</em>, una &#8220;cosa di tutti&#8221;. È sempre stata una somma di individui, di egoismi e resistenze, di slanci nobili e piccoli tradimenti quotidiani. Ma proprio in questa frammentazione può nascondersi una speranza: se la Repubblica è fragile, è proprio perché deve essere ogni giorno rifondata. Non da un’istituzione, ma da ogni persona che sceglie l’onestà, la solidarietà, la verità, anche quando costa.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">E protestare davvero, oggi, significa anche alzare la voce contro tutti i regimi autoritari e antidemocratici del mondo. Contro la Russia, che imprigiona dissidenti e manda a morire i giovani in guerre insensate. Contro la Cina, dove milioni vivono sotto sorveglianza e repressione, e chi parla viene fatto sparire. Contro l’Iran, dove una ragazza senza velo può diventare un martire, e dove il carcere è destino per chi canta, scrive, ama o sogna. E contro tutti quei luoghi — anche meno noti — dove l’essere umano è ridotto a ingranaggio, dove vale la legge dell’uomo lupo per l’uomo, <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">homo homini lupus</em>, e non quella della dignità.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La guerra in Medio Oriente, la violenza nelle nostre piazze, l’illusione di una Repubblica unita, la viltà dei totalitarismi: tutto ci richiama a una stessa scelta morale. O difendiamo ovunque la libertà e la vita umana, o diventiamo complici del silenzio.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La festa della Repubblica dovrebbe essere l’occasione per guardarsi allo specchio e domandarsi: stiamo costruendo un Paese giusto o solo un palcoscenico per maschere stanche? Stiamo difendendo davvero i diritti di tutti o solo i privilegi di pochi?</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Fino a quando un popolo verrà affamato senza che l’Italia dica &#8220;basta&#8221;, fino a quando i figli verranno minacciati per vendetta ideologica, fino a quando la Repubblica sarà solo una cerimonia e non una responsabilità, fino a quando taceremo davanti alla prigione e alla tortura degli innocenti… non ci sarà nulla da festeggiare.</p>
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		<title>La cantante Noa premiata per la pace in Senato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 May 2025 15:44:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Magazine]]></category>
		<category><![CDATA[incontro per la pace]]></category>
		<category><![CDATA[Pace]]></category>
		<category><![CDATA[Senato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1600" height="900" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/Da-sin-Noa-Giannini-Scelsi-Iovino-Giletti.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/Da-sin-Noa-Giannini-Scelsi-Iovino-Giletti.jpg 1600w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/Da-sin-Noa-Giannini-Scelsi-Iovino-Giletti-300x169.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/Da-sin-Noa-Giannini-Scelsi-Iovino-Giletti-1024x576.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/Da-sin-Noa-Giannini-Scelsi-Iovino-Giletti-768x432.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/Da-sin-Noa-Giannini-Scelsi-Iovino-Giletti-1536x864.jpg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/Da-sin-Noa-Giannini-Scelsi-Iovino-Giletti-1170x658.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/Da-sin-Noa-Giannini-Scelsi-Iovino-Giletti-585x329.jpg 585w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p> Presentato il libro di Alessandro Iovino su papa Francesco. Presenti anche  Massimo Giletti, Giancarlo Giannini, Mogol, Franco Scelsi Il 30 maggio del 2025, presso il Palazzo Madama a Roma, si&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong> Presentato il libro di Alessandro Iovino su papa Francesco. Presenti anche  Massimo Giletti, Giancarlo Giannini, Mogol, Franco Scelsi</strong></em></p>
<p>Il 30 maggio del 2025, presso il Palazzo Madama a Roma, si è tenuto un incontro dedicato alla pace moderato da <strong>Massimo Giletti</strong>.</p>
<p>Durante l&#8217;evento, è stato presentato il libro <strong>“Racconto di un’amicizia” di Alessandro Iovino</strong>, dedicato al ricordo di Papa Francesco e al suo instancabile messaggio di pace.</p>
<p>Questo libro rappresenta il desiderio di costruire ponti tra le diverse fedi, un obiettivo che costituisce uno dei fondamenti dell&#8217;eredità lasciata da Francesco.</p>
<p>L’incontro si è sviluppato attorno al tema della pace e si è aperto con i saluti del senatore <strong>Lucio Malan</strong>.</p>
<p>Nel corso dell&#8217;evento sono intervenute figure importanti come <strong>Pierferdinando Casini</strong>, già presidente della Camera, <strong>Mogol</strong>, il noto compositore e scrittore  e <strong>Gaetano Sottile</strong> di Italy for Christ.</p>
<p><strong>Alessandro Iovino</strong>, l&#8217;autore del libro, ha partecipato insieme al Pastore <strong>Giovanni Traettino</strong>, che nel suo libro dialogava amichevolmente con il Papa sul tema della pace. Anche l’attore <strong>Giancarlo Giannini</strong> ha rivolto un saluto ai presenti.</p>
<div id="attachment_104307" style="width: 301px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-104307" class="wp-image-104307" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/Noa-con-premio-e-Franco-Scelsi-225x300.jpg" alt="" width="291" height="388" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/Noa-con-premio-e-Franco-Scelsi-225x300.jpg 225w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/Noa-con-premio-e-Franco-Scelsi-768x1024.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/Noa-con-premio-e-Franco-Scelsi-1152x1536.jpg 1152w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/Noa-con-premio-e-Franco-Scelsi-1170x1560.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/Noa-con-premio-e-Franco-Scelsi-585x780.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/Noa-con-premio-e-Franco-Scelsi.jpg 1200w" sizes="(max-width: 291px) 100vw, 291px" /><p id="caption-attachment-104307" class="wp-caption-text">Noa e Franco Scelsi</p></div>
<p>Un momento significativo della manifestazione è stata la premiazione della cantante <strong>Noa</strong>, per il suo decennale impegno a favore della pace, della fratellanza e dei diritti umani, con particolare riferimento alla situazione a Gaza. In segno di riconoscenza, <strong>Noa</strong> ha dedicato alcuni brani in omaggio alla pace e all’Italia, nazione che ama profondamente, dopo aver ricevuto il premio “<strong>People For Peace and Culture</strong>”, consegnatole dal presidente di “FENCO”, <strong>Gennaro Famiglietti.</strong> <strong>Franco Scelsi</strong>, esperto in strategie di comunicazione e gestione dell&#8217;immagine, ha reso possibile la presenza della grande cantante e del maestro Giannini, gestendone la partecipazione.</p>
<div><em>Photocover: Da sin Noa, Giannini Scelsi, Iovino, Giletti</em></div>
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