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	<title>Pace Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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	<title>Pace Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>UNA RIFLESSIONE SUL 6 APRILE, 17 ANNI DOPO IL TERREMOTO DELL’AQUILA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Goffredo Palmerini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Apr 2026 07:36:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[L’Aquila]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="457" height="343" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/LAquila-6-aprile-in-memoria-vittime-del-sisma.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/LAquila-6-aprile-in-memoria-vittime-del-sisma.jpg 457w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/LAquila-6-aprile-in-memoria-vittime-del-sisma-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 457px) 100vw, 457px" /></p>
<p>Quest’anno, il diciassettesimo dalla sciagura, il giorno cade in pieno periodo pasquale, il Lunedì dell’Angelo. L’Aquila, nei quasi otto secoli della sua storia, è sempre risorta dai terremoti che l’hanno&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Quest’anno, il diciassettesimo dalla sciagura, il giorno cade in pieno periodo pasquale, il Lunedì dell’Angelo. L’Aquila, nei quasi otto secoli della sua storia, è sempre risorta dai terremoti che l’hanno più volte duramente colpita. Rinata ogni volta più bella di prima, grazie al coraggio e alla determinazione dei suoi abitanti. Il 6 </em><em>aprile 2009, per gli Aquilani, distingue non una data, ma il discrimine del prima e del dopo. Il </em><em>dopo terremoto è un’Era storica nuova per la città e per i suoi abitanti.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’AQUILA &#8211; Scrivo questa nota in una mattinata di sole, con il cielo terso e d’un azzurro intenso<img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-119758 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Goffredo-Palmerini-bn-300x198.jpg" alt="" width="300" height="198" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Goffredo-Palmerini-bn-300x198.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Goffredo-Palmerini-bn-585x387.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Goffredo-Palmerini-bn-263x175.jpg 263w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Goffredo-Palmerini-bn.jpg 619w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><br />
tutto aquilano. All’orizzonte alto l’azzurro combacia con il bianco splendente della cospicua<br />
coltre di neve che ricopre sua Maestà, il Gran Sasso d’Italia, fedele custode della nostra terra. È<br />
un giorno particolare, come dal 2009 ogni 6 aprile. È il giorno della memoria, del dolore per le<br />
309 vittime del terremoto, ma anche il giorno della riflessione sulla rinascita della nostra<br />
indomita città. Quest’anno, il diciassettesimo dalla sciagura, il giorno cade in pieno periodo<br />
pasquale, il Lunedì dell’Angelo, che ricorda l’angelo apparso alle donne nel sepolcro, come<br />
racconta il Vangelo di Marco<br />
“Maria di Magdala, Maria madre di Giacomo e Giuseppe, e Salomè andarono al sepolcro, dove<br />
Gesù era stato sepolto, con degli oli aromatici per imbalsamarne il corpo. Vi trovarono il grande<br />
masso che chiudeva l&#8217;accesso alla tomba spostato; le tre donne erano smarrite e preoccupate e<br />
cercavano di capire cosa fosse successo, quando videro un giovane vestito di bianco che disse<br />
loro: &amp;quot;Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui. Ecco il<br />
luogo dove l&#8217;avevano deposto.&#8221;E aggiunse:&#8221;Ora andate ad annunciare questa notizia agli<br />
Apostoli&#8221;ed esse si precipitarono a raccontare l&#8217;accaduto agli altri.”<br />
Questa coincidenza è anche una buona notizia per la nostra città. L’Aquila, nei quasi otto secoli<br />
della sua storia, è sempre risorta dai terremoti che l’hanno più volte duramente colpita. Rinata<br />
ogni volta più bella di prima, grazie al coraggio e alla determinazione dei suoi abitanti. Il 6<br />
aprile 2009, per gli Aquilani, distingue non una data, ma il discrimine del prima e del dopo. Il<br />
dopo terremoto è un’Era storica nuova per la città e per i suoi abitanti.<br />
Un’Era che chiama tutti gli Aquilani a nuove responsabilità nel progettare e costruire il futuro,<br />
anche in memoria di coloro che in quella tragica notte di 17 anni fa persero la vita. Abbiamo il<br />
dovere dell’impegno, generoso e solidale, per il Bene comune, per assicurare alla nostra città,<br />
oltre la rinascita materiale, una forte rinascita immateriale e morale, sui valori civili e sui<br />
valori universali che hanno finora connotato, e devono ancora connotare, la nostra storia<br />
civica. È questa l’indole degli Aquilani, è questo il segreto della resilienza aquilana.<br />
Noi Aquilani abbiamo il privilegio straordinario di custodire la Bolla della Perdonanza,<br />
recante il messaggio universale di perdono che 732 anni fa Celestino V affidò alla città il 29<br />
agosto 1294 nel giorno in cui fu incoronato pontefice. E di rinnovarlo ogni anno all’intera<br />
umanità celebrando la Perdonanza. L’Aquila è “Capitale del Perdono, della Riconciliazione e<br />
della Pace”, come papa Francesco la definì il 28 agosto 2022 quando venne ad aprire la Porta<br />
Santa della Basilica di Collemaggio. È il prezioso lascito di Celestino, denso di valori più che<br />
mai attuali specie per quanto il mondo sta drammaticamente vivendo. Proprio noi Aquilani<br />
abbiamo il dovere di proclamarlo e riaffermarlo con forza, sempre, ancor più nell’anno che<br />
vede L’Aquila Capitale italiana della Cultura<br />
Quanto mai attuale il bisogno di Pace in questo tempo martoriato da terribili guerre, immani<br />
distruzioni e innumerevoli vittime innocenti, nei conflitti alle porte dell’Europa – Ucraina,<br />
Gaza, Cisgiordania, Libano, Iran e paesi del Golfo -, ma anche negli altri cinquanta conflitti<br />
disseminati nel mondo che papa Francesco chiamava “terza Guerra mondiale a pezzi”.<br />
L’umanità sta vivendo uno dei periodi più bui ed incerti della sua storia, per le brutalità e i<br />
massacri nelle aree di guerra, ma anche per lo strame che si sta facendo del diritto<br />
internazionale e delle organizzazioni sovranazionali. Sono messi in discussione, ed elusi nella</p>
<p>loro funzione, gli Organismi mondiali di garanzia che per 80 anni hanno presieduto<br />
all’ordinato procedere dell’umanità, mentre vanno crescendo autoritarismi, autocrazie e<br />
“democrature”, con la tendenza alla predilezione del “capo”, al posto delle democrazie liberali.<br />
Gravi le responsabilità di Putin e Netanyahu, che la Corte Penale internazionale ha accusato di<br />
crimini contro l’umanità. Altrettanto gravi sono le responsabilità di Trump per la sua politica<br />
bellicista, sfociata nella guerra all’Iran accanto a Israele, che sta portando a una<br />
pericolosissima destabilizzazione dell’area mediorientale, ma non solo, e di una perniciosa<br />
crisi dell’economia e dell’ordine mondiale. Tutto questo mentre alla Casa Bianca, in un rito<br />
blasfemo, Dio viene arruolato agli esiti della guerra, mentre il primo Papa americano denuncia<br />
incessantemente le guerre. Nella via crucis del Venerdì santo al Colosseo papa Leone,<br />
portando la croce carica “di tutte le sofferenze del mondo”, ricorda che ogni autorità dovrà<br />
rispondere davanti a Dio del potere ricevuto: il potere di giudicare ma anche il potere di<br />
avviare una guerra o di terminarla. C’è da sperare, proprio coltivando la cristiana “Speranza<br />
che non delude”, in una cessazione delle ostilità e nel faticoso ritorno della Pace. Una missione<br />
affidata a tutti gli uomini di buona volontà.</p>
<p>Goffredo Palmerini</p>
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		<title>A María Corina Machado il Nobel per la Pace 2025</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Valentina Chabert]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Oct 2025 11:25:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[María Corina Machado]]></category>
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		<category><![CDATA[Venezuela]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_0776.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_0776.jpeg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_0776-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_0776-585x329.jpeg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>“Dama de hierro” del Venezuela, leader dell’opposizione al presidente Maduro, María Corina Machado ha ricevuto il Premio nobel per la Pace 2025 per la sua lotta coraggiosa per la democrazia&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/10/13/a-maria-corina-machado-il-nobel-per-la-pace-2025/">A María Corina Machado il Nobel per la Pace 2025</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>“Dama de hierro” del Venezuela, leader dell’opposizione al presidente Maduro, María Corina Machado ha ricevuto il Premio nobel per la Pace 2025 per la sua lotta coraggiosa per la democrazia e i diritti del popolo venezuelano oppresso dalla dittatura.</em></p>
<p><em>“Machado è una donna che mantiene accesa la fiamma della democrazia in mezzo a un’oscurità crescente”. </em>Queste le parole dei cinque membri del Comitato Nobel Norvegese che quest’anno hanno deciso di assegnare l’omonimo premio per la pace a <strong>María Corina Machado</strong>.</p>
<p><strong>“Dama de hierro</strong>” del Venezuela, politica e attivista, Machado è stata fondatrice del partito politico liberale <strong><em>Vente Venezuela</em></strong> e deputata all’Assemblea Nazionale dal 2011 al 2014, per poi venire destituita e inabilitata dalle autorità per aver denunciato le <strong>violazioni dei diritti umani</strong> e le <strong>manipolazioni elettorali</strong> nel paese. Nel 2023, Machado aveva vinto le primarie dell’opposizione in vista delle presidenziali, senza tuttavia poter sfidare direttamente il <strong>Presidente Nicolas Maduro</strong> a causa di impedimenti imposti dalle autorità al governo.</p>
<p>A Oslo, Machado ha scalzato Donald Trump e ottenuto il prezioso riconoscimento per via del suo coraggioso impegno nella <strong>promozione della pace</strong> nel paese, dove rappresenta un <strong>punto di riferimento per l’opposizione</strong> al Presidente Maduro. Un segnale importante per chi non si riconosce nella leadership dittatoriale del Presidente, reo di aver imprigionato centinaia di <strong>avversari politici</strong> e contribuito alla sparizione di altrettanti individui più o meno “scomodi” (i cosiddetti “<strong><em>desaparecidos</em></strong>”).</p>
<p>Allo stupore di Machado nell’apprendere la notizia del Nobel si è poi aggiunto l’entusiasmo della <strong>continuazione dell’impegno</strong> verso la democrazia nel Paese al grido di “<em>ganaremos</em>”, “vinceremo”. Un riconoscimento, dunque, non solo della sua lotta individuale ma di quella di tutto il popolo venezuelano, a detta di Machado “<em>oppresso da una tirannia paranoica che ha messo in campo la macchina di soprusi brutali e sistematici, dove torture, esecuzioni extragiudiziali e sparizioni forzate la fanno da padrone</em>”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" class="wp-image-96063" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/10/pexels-jhostin-peraza-759293875-27516741-769x1024.jpg" sizes="(max-width: 769px) 100vw, 769px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/10/pexels-jhostin-peraza-759293875-27516741-769x1024.jpg 769w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/10/pexels-jhostin-peraza-759293875-27516741-225x300.jpg 225w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/10/pexels-jhostin-peraza-759293875-27516741-768x1023.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/10/pexels-jhostin-peraza-759293875-27516741-1153x1536.jpg 1153w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/10/pexels-jhostin-peraza-759293875-27516741-1538x2048.jpg 1538w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/10/pexels-jhostin-peraza-759293875-27516741-scaled.jpg 1922w" alt="" width="769" height="1024" /></figure>
<p>&nbsp;</p>
<p>Violenze e umiliazioni contro cui lottano non solo i cittadini venezuelani, ma anche il Presidente statunitense <strong>Donald Trump</strong>, principale alleato del movimento di opposizione in Venezuela guidato da Machado. Da alcuni mesi, le <strong>tensioni tra Washington e Caracas</strong> si sono acuite tanto da immaginare un nuovo e pericoloso <strong>conflitto</strong> nel continente Latinoamericano: i <strong>movimenti di navi da guerra statunitensi </strong>hanno infatti portato Maduro, lo scorso 15 settembre, a dichiarare che i recenti incidenti con gli USA non costituiscono semplici tensioni ma effettivi <strong>contrasti politici</strong> nonché <strong>tentativi di aggressione</strong> sotto la leadership di Trump.</p>
<p>Tra i due governi non c’è attualmente alcun canale di comunicazione aperto e, al contrario, l’Amministrazione del Presidente Trump ha <strong>intensificato la presenza militare</strong> del Paese nei Caraibi meridionali con la scusa di una <strong>stretta ai trafficanti di droga.</strong></p>
<p>Dal canto suo, il governo di Caracas ha affermato di aver schierato decine di migliaia di <strong>soldati per combattere il narcotraffico</strong> e difendere il paese. Ciononostante, il clima rimane teso e sull’orlo di contrasti dagli effetti potenzialmente irreversibili.</p>
<div class="mh-meta entry-meta"></div>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2025%2F10%2F13%2Fa-maria-corina-machado-il-nobel-per-la-pace-2025%2F&amp;linkname=A%20Mar%C3%ADa%20Corina%20Machado%20il%20Nobel%20per%20la%20Pace%202025" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2025%2F10%2F13%2Fa-maria-corina-machado-il-nobel-per-la-pace-2025%2F&#038;title=A%20Mar%C3%ADa%20Corina%20Machado%20il%20Nobel%20per%20la%20Pace%202025" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2025/10/13/a-maria-corina-machado-il-nobel-per-la-pace-2025/" data-a2a-title="A María Corina Machado il Nobel per la Pace 2025"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/10/13/a-maria-corina-machado-il-nobel-per-la-pace-2025/">A María Corina Machado il Nobel per la Pace 2025</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Putin – Trump, Ferragosto in Alaska: Zelensky ha le ore contate, già pronto il sostituto</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/08/15/putin-trump-ferragosto-in-alaska-zelensky-ha-le-ore-contate-gia-pronto-il-sostituto/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=putin-trump-ferragosto-in-alaska-zelensky-ha-le-ore-contate-gia-pronto-il-sostituto</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Massimo Reina]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Aug 2025 20:33:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[guerra Russia-Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Pace]]></category>
		<category><![CDATA[Putin Zelenski]]></category>
		<category><![CDATA[Trump]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="531" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/Untitled-design-4.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/Untitled-design-4.png 531w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/Untitled-design-4-300x249.png 300w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" /></p>
<p>Sembra il titolo di un film dei Vanzina, ma è la realtà di una farsa che ormai si perpetua da troppo tempo Trump e Putin in Alaska per il vertice&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/08/15/putin-trump-ferragosto-in-alaska-zelensky-ha-le-ore-contate-gia-pronto-il-sostituto/">Putin – Trump, Ferragosto in Alaska: Zelensky ha le ore contate, già pronto il sostituto</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Sembra il titolo di un film dei Vanzina, ma è la realtà di una farsa che ormai si perpetua da troppo tempo</em></p>
<div class="mh-meta entry-meta">
<p>Trump e Putin in Alaska per il vertice di Ferragosto. Già così sembra una barzelletta di quelle che iniziano con “C’era un russo, un americano e…”. Solo che qui la punchline è che il terzo, Zelensky, “si valuta” se invitarlo. Si valutava, come si valuta se mettere o no le olive nella pasta fredda. E poi niente.</p>
<p>In fondo, Zelensky lo sa benissimo: le ore sono contate e non serve nemmeno l’orologio. È nato pedina e morirà pedina. Sacrificabile come un pedone in una partita di scacchi che si gioca su un tavolo a cui lui non è mai stato invitato.<br />
Per mesi ha fatto il lavoro sporco, ha recitato la parte del presidente in divisa militare che infiamma i Parlamenti occidentali, ha bruciato munizioni, uomini e territorio per mantenere il copione. Adesso il film cambia trama e l’attore non serve più.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" class="wp-image-93075" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/alerij-Fedorovyc-Zaluznyj-1024x576.jpg" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/alerij-Fedorovyc-Zaluznyj-1024x576.jpg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/alerij-Fedorovyc-Zaluznyj-300x169.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/alerij-Fedorovyc-Zaluznyj-768x432.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/alerij-Fedorovyc-Zaluznyj-678x381.jpg 678w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/alerij-Fedorovyc-Zaluznyj.jpg 1200w" alt="" width="1024" height="576" /><figcaption class="wp-element-caption">Valerij Fedorovyč Zalužnyj</figcaption></figure>
</div>
<p>A Londra e Langley (quartier generale della CIA)<strong>il sostituto è già scelto da settimane</strong>: il generale<strong> Valerij Fedorovyč Zalužny</strong>j, da sempre in contrasto con Zelensky e amatissimo dai militari e dalla popolazione, al punto da suscitare forti antipatie nell’attuale quanto gelosissimo presidente ucraino. E — sorpresa sorpresa — probabilmente hanno anche studiato il modo di farlo sparire se non prende la porta da solo. E siccome la geopolitica ha il gusto del sadismo, il lavoro sporco potrebbe farlo il potente movimento <strong>neonazista Azov</strong>, quello che Zelensky ha protetto, finanziato e osannato come “difensori della patria” e che oggi, per ordine di chi paga, potrebbe rovesciarlo come un vaso di fiori troppo ingombrante.</p>
<p>Lo schema è sempre lo stesso, non serve nemmeno inventarlo: <strong>proteste “popolari” organizzate a tavolino, ONG che spuntano come funghi, indignazione internazionale a comando, articoli fotocopia su tutti i giornali amici</strong> e, ciliegina sulla torta, la delegittimazione diplomatica. Tradotto: l’Alaska si fa senza di lui.</p>
<p>In Alaska, intanto, Trump e Putin si scambieranno sorrisi (finti) e calcoli (veri). Si parlerà di sfere d’influenza, energia, equilibri globali. Dell’Ucraina? Forse come nota a piè di pagina, come una di quelle postille in carattere minuscolo che nessuno legge. Zelensky, per loro, ormai vale quanto un vecchio poster elettorale: da buttare via quando si ridipinge il muro.</p>
<p>E qui sta il capolavoro di ipocrisia occidentale. Per mesi “eroe della democrazia”, “nuovo Churchill”, “uomo dell’anno” per le copertine patinate. Poi, appena cala l’interesse, “quello che intralcia la pace”. Tradotto: grazie e arrivederci, la porta è lì.</p>
<p>D’altronde, la storia è lunga e sempre uguale: Ngo Dinh Diem in Vietnam, Noriega a Panama, Saddam Hussein in Iraq, Gheddafi in Libia. Tutti passati, nel giro di una conferenza stampa, da partner strategici a nemici pubblici.<br />
La regola è semplice: ti usiamo finché servi, poi ti rottamiamo. L’applauso è facoltativo. Il tradimento, quello, è nel contratto.</p>
<p>Zelensky lo sa. E lo sa così bene che il suo sorriso da attore comico è sparito, sostituito dallo sguardo cupo di chi ha capito che, quando il sipario cala, le luci si spengono. E nel buio, a volte, non resta neppure il tempo per i titoli di coda.</p>
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		<title>Diplomazia della Speranza: Dialoghi sulla Pace e sulla Risoluzione dei Conflitti. A Roma Symposium</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/06/23/diplomazia-della-speranza-dialoghi-sulla-pace-e-sulla-risoluzione-dei-conflitti-a-roma-symposium/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=diplomazia-della-speranza-dialoghi-sulla-pace-e-sulla-risoluzione-dei-conflitti-a-roma-symposium</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Demetrio Fortunato Crucitti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Jun 2025 19:31:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Diplomazia della Speranza]]></category>
		<category><![CDATA[Pace]]></category>
		<category><![CDATA[Symposium]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="335" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9204.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9204.jpeg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9204-300x148.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9204-585x289.jpeg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>ESEMPIO  CONCRETO: PIANO MATTEI FOR AFRICA Di Demetrio Fortunato  Crucitti  Roma, 23 Giugno 2025  – Appena  abbiamo  ricevuto  l’invito  al  Symposium  “Diplomazia  della  Speranza: Dialoghi sulla Pace e sulla  Risoluzione dei&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/06/23/diplomazia-della-speranza-dialoghi-sulla-pace-e-sulla-risoluzione-dei-conflitti-a-roma-symposium/">Diplomazia della Speranza: Dialoghi sulla Pace e sulla Risoluzione dei Conflitti. A Roma Symposium</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>ESEMPIO  CONCRETO: PIANO MATTEI FOR AFRICA</em></p>
<p>Di <em>Demetrio Fortunato  Crucitti </em></p>
<p>Roma, 23 Giugno 2025  – Appena  abbiamo  ricevuto  l’invito  al  Symposium  “Diplomazia  della  Speranza: Dialoghi sulla Pace e sulla  Risoluzione dei Conflitti “  che  si è svolto il 13 Giugno scorso presso il Vicariato di Roma – Casa Bonus Pastor, in via  Aurelia  a  Roma, ho  avuto un sussulto  pensando allo stesso  tempo  al romanzo di Lev Tolstoj  e al momento storico  che stiamo vivendo.  I temi del Symposium, attualissimi, affrontati   dai vari e importanti  relatori<br />
sono stati quasi tutti  immersivi, forse  inconsapevolmente,  hanno evidenziato le  dinamiche dei nostri giorni  che  stanno vivendo  i popoli  per la  tensione  sociale  che  si è creata per  un rischio di conflitto non controllabile.  Si sono alternati: il  Professore Antonio Imeneo, UNESCO Clubs Brasile – BFUCA, S.E. Mario Boffo, Ambasciatore d’Italia in Yemen (2005-2010) e Vicepresidente del Centro Studi di Geopolitica e Strategia Marittima. -Professore Matteo Luigi Napolitano, Associato di Storia delle Relazioni Internazionali presso l’Università degli Studi del Molise. – Dott. Renato Loiero, Consigliere economico del Presidente del Consiglio dei Ministri italiano. – Dott.ssa Graziella Giangiulio, Condirettore AGC Communication – Dott. Marco Cifra, Centro Alti Studi per la Difesa – Scuola Superiore Universitaria (CASD/SSU), il Symposio organizzato su due panel rispettivamente  moderati, il primo dal Dott. Gabriele La Spina, Direttore dell’Osservatorio di Pace, mentre  il secondo dal dott. Antonio Albanese, Direttore responsabile di AGC-Communication.  Il  Symposium è nato da una forte  sinergia tra l’Associazione  Tota Pulchra, e l’ AGC Communication. Si riprendono alcuni aspetti dei vari relatori  sui temi trattati  durante l’incontro.</p>
<p>Mons. Jean Marie Gervais presidente dell’ Associazione  “Tota Pulchra nel  dare  il benvenuto a tutti  ha ricordato come  i temi  del  Symposium  vogliono  essere  una  “tensione”   per  significare l’importanza  del dialogo  fra i popoli e  rivolgerndosi  agli illustri  relatori e ai numerosi  ed interessati partecipanti ha augurato buon lavoro.<br />
Professore Antonio Imeneo, UNESCO Clubs Brasile – BFUCA, ha evidenziato come istituzioni sovranazionali (UNESCO Clubs, organizzazioni dell’ONU, ONG, associazioni della società civile) siano essenziali nel favorire il dialogo interstatale e interculturale, fungendo da mediatori imparziali nei negoziati e da soggetti che rafforzano legittimità e fiducia tra le parti in conflitto. Il Prof.  Imeneo privilegia un approccio integrato, in cui la cultura e il dialogo, supportati da una solida cooperazione internazionale, possono trasformare conflitti in opportunità di costruzione condivisa della pace.<br />
S.E. Mario Boffo, focus sul Dialogo multilaterale  e su una diplomazia  che possiamo  definire  inclusiva e preventiva.<br />
Il Prof. Matteo Luigi Napolitano il suo  contributo si concentra sulla  visione che ha il Vaticano. Un approccio interdisciplinare e storico, coerente con la sua attività di ricercatore sul ruolo delle religioni e della diplomazia (evidenziato anche nei suoi lavori sul Vaticano e le Chiese cristiane). Napolitano in sintesi  raccomanda una  diplomazia della speranza come  processo continuo  avente almeno questi  tre pilastri:   dialogo, trasparenza e verità. Un plauso al Vaticano come attore fondamentale  nella risoluzione dei conflitti, grazie alla sua capacità di poter  parlare con tutti.<br />
Dott. Renato Loiero,  occorre  sempre di piu’ la diplomazia dela Spernza  anche per quanto riguarda l’Economia realizzare delle  politiche di bilancio che siano sostenute con azioni di pace ampliando la sfera  della cooperazione internazionale, prevenire  situazioni di conflitto  attraverso una mirata  visione  di sicurezza  e di sviluppo  delle risorse umane e del territorio.<br />
Dott.ssa Graziella Giangiulio, ha ribadito come l’economia è strumento di pace: sostiene che le politiche economiche dell’UE possano e debbano essere orientate verso la riduzione delle tensioni internazionali, incentivando coesione e sviluppo sostenibile.Concorda sulla  economia attiva e si auspica  che l’UE operi proattivamente per influenzare scenari globali, supportando stati e regioni fragili con strumenti economici e finanziari mirati. Inoltre ha ribadito l’importanza della  interconnessione  non solo  delle  merci attraverso  per esempio ferrovie ma anche  delle  reti di telecomunicazioni. E’  fermamente convinta  che la Diplomazia  della Speranza  debba  includere diplomazia economica e politiche della cooperazione.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-90465" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/06/Symposium-Roma-Diplomazia-della-Speranza.jpg" sizes="(max-width: 915px) 100vw, 915px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/06/Symposium-Roma-Diplomazia-della-Speranza.jpg 915w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/06/Symposium-Roma-Diplomazia-della-Speranza-300x229.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/06/Symposium-Roma-Diplomazia-della-Speranza-768x587.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/06/Symposium-Roma-Diplomazia-della-Speranza-80x60.jpg 80w" alt="" width="915" height="699" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Da  sx: dott. Marco Cifra, dott. Antonio Albanese e dott.ssa Graziella Giangiulio. Un momento del 2° panel </em></figcaption></figure>
</div>
<p>Dott. Marco Cifra ha  sintetizzato  come  il linguaggio  della  Diplomazia  della Speranza  deve  essere  ben  studiato e fare in modo  che parole  come  Fiducia, Collaborazione, Competizione leale  siano nel loro  significato semantico  comprese  fin dall’inizio  dalle  parti, per evitare  proprio  conflitti  sulla  comunicazione non condivisa.<br />
Prima  di andare  in stampa  dobbiamo segnalare che  giorno  21 a Roma  a Villa Panphili  si è  tenuto un importante  incontro  internazionale  organizzato dal Governo Italiano   sul piano Mattei for Africa,  e l’Unione Europea  era presente anche il Presidente della Commissione  Europea Ursula von der Leyen per l’accordo  Global Gate e  con la partecipazione dei Capi di Governo di Nazioni dell’Africa  che hanno sottoscritto un Patto- come l’ha definito il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-90462" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/06/Meloni-.jpg" sizes="(max-width: 880px) 100vw, 880px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/06/Meloni-.jpg 880w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/06/Meloni--300x195.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/06/Meloni--768x499.jpg 768w" alt="" width="880" height="572" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Presidente del Consiglio Giorgia Meloni </em></figcaption></figure>
</div>
<p>Di cui riportiamo alcuni aspetti  dell’intervento conclusivo:<br />
-“ Io sono particolarmente fiera di questa iniziativa e di annunciarlo nell’anno del Giubileo su un tema che stava particolarmente a cuore come sapete a Papa Francesco che lo riteneva una questione non solo di economia ma di Giustizia di dignità umana e di coscienza collettiva. Quindi quello che noi abbiamo costruito oggi e concludo non è un semplice pacchetto di progetti, ma è un patto tra Nazioni libere che scelgono di cooperare Perché credono <strong>nei valori della dignità del lavoro della libertà</strong>e il segno che quando l’Europa agisce con coraggio quando l’Italia insomma ci mette il suo,  con  la sua visione,  con la sua concretezza i risultati  arrivano e credo che insomma davvero dobbiamo essere orgogliosi di questo lavoro,  gli accordi che noi abbiamo sottoscritto oggi valgono complessivamente 1,2 miliardi di euro di impegni concreti. Ci siamo dati già altri nuovi due appuntamenti il prossimo mese di luglio io sarò nuovamente in Africa segnatamente in Etiopia e  il prossimo semestre del 2026 sempre in Africa si terrà la seconda edizione del vertice Italiano -Africa quindi non parliamo di uno spot di un’iniziativa di una cosa singola,  parliamo di un percorso e anche come si vede oggi di un percorso estremamente concreto.</p>
<p>….</p>
<p>&nbsp;</p>
<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-88867" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/05/Demetrio-Crucitti-1-1.jpg" alt="" width="299" height="242" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Demetrio Fortunato  Crucitti </em></figcaption></figure>
<p>@<strong>Riproduzione riservata</strong></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2025%2F06%2F23%2Fdiplomazia-della-speranza-dialoghi-sulla-pace-e-sulla-risoluzione-dei-conflitti-a-roma-symposium%2F&amp;linkname=Diplomazia%20della%20Speranza%3A%20Dialoghi%20sulla%20Pace%20e%20sulla%20Risoluzione%20dei%20Conflitti.%20A%20Roma%20Symposium" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2025%2F06%2F23%2Fdiplomazia-della-speranza-dialoghi-sulla-pace-e-sulla-risoluzione-dei-conflitti-a-roma-symposium%2F&#038;title=Diplomazia%20della%20Speranza%3A%20Dialoghi%20sulla%20Pace%20e%20sulla%20Risoluzione%20dei%20Conflitti.%20A%20Roma%20Symposium" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2025/06/23/diplomazia-della-speranza-dialoghi-sulla-pace-e-sulla-risoluzione-dei-conflitti-a-roma-symposium/" data-a2a-title="Diplomazia della Speranza: Dialoghi sulla Pace e sulla Risoluzione dei Conflitti. A Roma Symposium"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/06/23/diplomazia-della-speranza-dialoghi-sulla-pace-e-sulla-risoluzione-dei-conflitti-a-roma-symposium/">Diplomazia della Speranza: Dialoghi sulla Pace e sulla Risoluzione dei Conflitti. A Roma Symposium</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Le marce utili sono quelle che uniscono, non quelle che dividono</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/06/17/le-marce-utili-sono-quelle-che-uniscono-non-quelle-che-dividono/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=le-marce-utili-sono-quelle-che-uniscono-non-quelle-che-dividono</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Carlo Di Stanislao]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2025 20:02:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cortei]]></category>
		<category><![CDATA[Marzabotto]]></category>
		<category><![CDATA[Pace]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="1024" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/C483E80C-B9CC-449D-9F07-099F8B302145.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/C483E80C-B9CC-449D-9F07-099F8B302145.png 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/C483E80C-B9CC-449D-9F07-099F8B302145-300x300.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/C483E80C-B9CC-449D-9F07-099F8B302145-150x150.png 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/C483E80C-B9CC-449D-9F07-099F8B302145-768x768.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/C483E80C-B9CC-449D-9F07-099F8B302145-585x585.png 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/C483E80C-B9CC-449D-9F07-099F8B302145-640x640.png 640w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>&#8220;La libertà consiste nel potere di fare ciò che è giusto, non nel diritto di fare ciò che piace.&#8221; — Lord Acton In un tempo in cui la complessità dei&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/06/17/le-marce-utili-sono-quelle-che-uniscono-non-quelle-che-dividono/">Le marce utili sono quelle che uniscono, non quelle che dividono</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="1024" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/C483E80C-B9CC-449D-9F07-099F8B302145.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/C483E80C-B9CC-449D-9F07-099F8B302145.png 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/C483E80C-B9CC-449D-9F07-099F8B302145-300x300.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/C483E80C-B9CC-449D-9F07-099F8B302145-150x150.png 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/C483E80C-B9CC-449D-9F07-099F8B302145-768x768.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/C483E80C-B9CC-449D-9F07-099F8B302145-585x585.png 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/C483E80C-B9CC-449D-9F07-099F8B302145-640x640.png 640w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p><p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">&#8220;La libertà consiste nel potere di fare ciò che è giusto, non nel diritto di fare ciò che piace.&#8221;</em><br />
— Lord Acton</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">In un tempo in cui la complessità dei conflitti internazionali si riflette ogni giorno nelle nostre piazze e nei nostri dibattiti pubblici, occorre ribadire una verità fondamentale e spesso dimenticata: una marcia è davvero utile solo se serve a costruire, non a distruggere; a includere, non a isolare; a pacificare, non a infiammare.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Manifestare è un diritto sacrosanto, espressione viva della democrazia e della libertà di parola. Ma non tutte le marce sono uguali. Quelle che nascono per affermare diritti universali, per invocare la pace, per dare voce ai senza voce, sono momenti di crescita collettiva. Quelle che si trasformano invece in cortei ideologici, strumentalizzati per attaccare selettivamente un popolo, una comunità o una storia, finiscono per tradire la loro stessa vocazione.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">È quanto accaduto a Marzabotto, luogo simbolo della Resistenza e del martirio antifascista, dove si è svolta una marcia “pro Gaza” che, nei fatti, ha assunto i tratti di una manifestazione <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">contro </em>Israele e, indirettamente, <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">contro</em> gli ebrei. Le parole pronunciate da molti protagonisti – tra cui amministratori pubblici, rappresentanti sindacali e associativi – hanno evocato accuse gravissime come “genocidio” e “crimini contro l’umanità”. Parole pesanti, che usate con leggerezza rischiano di svuotare di significato proprio quelle categorie giuridiche e morali nate per descrivere l’indicibile: Auschwitz, Srebrenica, il Ruanda.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Paragonare Israele al nazifascismo, evocare Marzabotto per parlare di Gaza, non solo è storicamente infondato: è anche profondamente offensivo verso la memoria delle vittime italiane della Seconda guerra mondiale. Chi combatteva i nazisti non lo faceva per sostituire un nemico con un altro, ma per affermare il valore della libertà, della giustizia e della dignità umana, universali e indivisibili.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Ancora più grave, però, è stato il coinvolgimento implicito – o esplicito – della comunità ebraica italiana. Si è chiesto agli ebrei del nostro Paese di prendere posizione “contro Israele”, in quanto ebrei. È un salto logico e morale che riporta a meccanismi antichi e pericolosi: la colpa collettiva, l’identificazione religiosa come marchio politico, la negazione della complessità individuale. È inaccettabile. Nessuno chiede ai cattolici di condannare il Vaticano per le crociate. Nessuno chiede ai musulmani di scusarsi per l’ISIS. E allora perché un ebreo dovrebbe sentirsi obbligato a prendere le distanze dal governo israeliano, come se l’identità religiosa fosse una forma di responsabilità politica automatica?</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Voltaire, che fece della tolleranza una bandiera morale prima ancora che politica, ci ha insegnato che “non sono d’accordo con quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo”. Ma oggi siamo lontani da questo spirito: si pretende conformismo morale e ideologico, si pretende schieramento. Non basta più invocare la pace: bisogna schierarsi con “chi ha ragione”, secondo una narrazione che non ammette sfumature. Eppure proprio Voltaire ci ricordava che l’intolleranza è il più grande veleno delle società civili, e che la libertà si difende anzitutto nel momento in cui si rifiuta di trasformare la critica in odio.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Montesquieu, dal canto suo, ci ha lasciato una lezione altrettanto preziosa: il potere deve essere limitato dalla ragione e dalla giustizia. Quando la politica si trasforma in tribunale morale, e la piazza in luogo di condanna sommaria, si abbandona proprio quello spirito di equilibrio e di separazione tra emozione e diritto che rende possibile la convivenza. “Una cosa non è giusta perché è legge – scriveva Montesquieu – ma deve essere legge perché è giusta”. Allo stesso modo, una marcia non è legittima perché è numerosa o rumorosa: lo è solo se poggia sui valori della verità, della giustizia, dell’universalità dei diritti.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">A Marzabotto, invece, è andato in scena un copione che abbiamo già visto: slogan gridati, bandiere sventolate a senso unico, e un messaggio in fin dei conti semplificato fino alla caricatura. Sul palco, anche il segretario della CGIL Maurizio Landini, il quale, fedele alla sua abitudine di presenziare ovunque ci sia una telecamera e un microfono, ha detto la sua sul “massacro in corso” a Gaza. E poi, come ormai consuetudine, ha lasciato il corteo dopo pochi metri, lasciando dietro di sé l’eco delle sue parole e, anche questa volta, una sconfitta morale. Perché il pacifismo a corrente alternata – sempre pronto a indignarsi solo da una parte – non convince più nessuno. Tranne forse sé stesso.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Una marcia utile, oggi, dovrebbe parlare la lingua della pace. Non quella dei manifesti ideologici o degli slogan divisivi. Dovrebbe dire “basta guerra”, senza scegliere il colore delle bandiere da sventolare. Dovrebbe difendere i bambini di Gaza senza dimenticare quelli di Sderot, quelli rapiti da Hamas, quelli traumatizzati dai razzi e dal terrore. Dovrebbe essere uno spazio in cui ebrei, cristiani, musulmani e laici possano camminare insieme, fianco a fianco, per dire che la vita viene prima di ogni bandiera.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Le guerre, tutte, nascono da una semplificazione brutale: buoni contro cattivi, giusti contro mostri. Le marce che funzionano davvero sono quelle che invece riconoscono l’ambiguità, la sofferenza, la complessità. Sono quelle che non chiedono “contro chi sei?”, ma “per chi cammini?”. Perché la pace non si ottiene urlando più forte dell’altro, ma camminandogli accanto, anche quando ci divide quasi tutto.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">In questo senso, Marzabotto meritava qualcosa di diverso. Un momento di riflessione condivisa, non una passerella ideologica. Un’occasione per ricordare che la memoria è un ponte, non un’arma. Che le tragedie del passato devono aiutarci a evitare l’odio, non a rinnovarlo.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Se davvero vogliamo costruire un mondo migliore, iniziamo a scegliere le parole con cura. E le marce, con ancora più attenzione.<br />
Perché non tutte le piazze sono uguali. E non tutte portano nella direzione della pace.</p>
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		<title>Né giustizia né pace: l’inganno della forza e la fragilità della Repubblica&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo Di Stanislao]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Jun 2025 12:50:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[festa della repubblica]]></category>
		<category><![CDATA[Gaza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="907" height="667" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8712.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8712.jpeg 907w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8712-300x221.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8712-768x565.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8712-585x430.jpeg 585w" sizes="(max-width: 907px) 100vw, 907px" /></p>
<p>“La guerra è un massacro fra gente che non si conosce, a beneficio di gente che si conosce ma non si massacra.” — Paul Valéry Ci sono silenzi che fanno&#8230;</p>
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— Paul Valéry</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Ci sono silenzi che fanno più rumore delle bombe. Ci sono assenze che gridano. E ci sono verità che, sebbene sotto gli occhi di tutti, diventano invisibili per comodità o paura. Oggi, tra le ceneri di Gaza e le ipocrisie delle capitali occidentali, siamo immersi in una di queste verità scomode: Israele sta affamando un intero popolo. Non è un’accusa leggera, e non dovrebbe mai essere pronunciata con leggerezza. Ma i fatti — quelli crudi, documentati, innegabili — parlano per sé. Ospedali rasi al suolo, ambulanze bersagliate, aiuti umanitari bloccati ai confini o colpiti durante la distribuzione. E adesso, la fame: calcolata, pianificata, utilizzata come arma.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Gaza è diventata una prigione a cielo aperto, senza acqua, senza medicine, senza pane. Una popolazione stremata, in gran parte composta da bambini, viene lasciata morire con lentezza chirurgica, nel silenzio complice di chi dovrebbe proteggere il diritto internazionale. Si può parlare di autodifesa quando il bersaglio è il latte in polvere? Si può ancora invocare la sicurezza quando si impedisce a un popolo l’accesso al cibo?</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Israele, il cui nome significa “colui che lotta con Dio”, sembra essersi attribuito il diritto di portare questa lotta oltre ogni limite umano e divino. Ma la vera lotta con Dio non è nella vendetta, bensì nella giustizia. È nella compassione. È nel limite. Chi combatte contro il volto umano del nemico, chi disumanizza e punisce collettivamente, non sta lottando con Dio: sta perdendo la propria anima.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Ma se è vero che il Medio Oriente è la cartina di tornasole dell’etica internazionale, è altrettanto vero che anche a casa nostra la barbarie assume forme sempre più sottili. In Italia, recentemente, abbiamo assistito a un fenomeno allarmante: le minacce rivolte ai figli di leader politici. Che si tratti di Giorgia Meloni o Matteo Salvini, non è la persona politica a essere colpita, ma i suoi affetti più indifesi. È un gesto infame, codardo, che non può essere giustificato né dalla rabbia né dalla disperazione. È l&#8217;espressione più bassa e disumana del dissenso, quella che trasforma la protesta in persecuzione.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">I figli sono sacri. Sempre. Che siano figli di potenti o di poveri, che abbiano una madre di destra o un padre di sinistra, sono esseri umani con il diritto di vivere lontano dall’odio degli adulti. Quando iniziamo a tollerare — o peggio, a giustificare — le minacce ai bambini in nome di una battaglia politica, abbiamo già perso. La violenza verbale è solo il primo passo verso una violenza più grande, e più irreparabile.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">E poi, come ogni anno, arriva il 2 giugno. Si festeggia la Repubblica, si sventolano bandiere, si fanno discorsi solenni. Eppure, a ben guardare, la parola “Repubblica” è forse il termine più teorico di tutti. Nella realtà quotidiana dell’Italia, esistono i Comuni, i campanili, le famiglie, i clan, le parrocchie, i bar di paese, le amicizie d’infanzia. L’Italia è un Paese costruito più su legami orizzontali che verticali. La Repubblica è un’astrazione, spesso tradita proprio da chi dovrebbe rappresentarla.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">C’è chi obbedisce alla Costituzione, e chi la piega alla convenienza. C’è chi parla di Stato, ma lavora solo per il proprio tornaconto. C’è chi indossa la fascia tricolore e poi ignora gli ultimi, i fragili, i senza voce. C’è chi grida &#8220;onore alla patria&#8221; e poi svende il lavoro, svilisce la scuola, taglia la sanità.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La verità è che l’Italia non è mai stata davvero una Repubblica nel senso profondo del termine: una <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">res publica</em>, una &#8220;cosa di tutti&#8221;. È sempre stata una somma di individui, di egoismi e resistenze, di slanci nobili e piccoli tradimenti quotidiani. Ma proprio in questa frammentazione può nascondersi una speranza: se la Repubblica è fragile, è proprio perché deve essere ogni giorno rifondata. Non da un’istituzione, ma da ogni persona che sceglie l’onestà, la solidarietà, la verità, anche quando costa.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">E protestare davvero, oggi, significa anche alzare la voce contro tutti i regimi autoritari e antidemocratici del mondo. Contro la Russia, che imprigiona dissidenti e manda a morire i giovani in guerre insensate. Contro la Cina, dove milioni vivono sotto sorveglianza e repressione, e chi parla viene fatto sparire. Contro l’Iran, dove una ragazza senza velo può diventare un martire, e dove il carcere è destino per chi canta, scrive, ama o sogna. E contro tutti quei luoghi — anche meno noti — dove l’essere umano è ridotto a ingranaggio, dove vale la legge dell’uomo lupo per l’uomo, <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">homo homini lupus</em>, e non quella della dignità.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La guerra in Medio Oriente, la violenza nelle nostre piazze, l’illusione di una Repubblica unita, la viltà dei totalitarismi: tutto ci richiama a una stessa scelta morale. O difendiamo ovunque la libertà e la vita umana, o diventiamo complici del silenzio.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La festa della Repubblica dovrebbe essere l’occasione per guardarsi allo specchio e domandarsi: stiamo costruendo un Paese giusto o solo un palcoscenico per maschere stanche? Stiamo difendendo davvero i diritti di tutti o solo i privilegi di pochi?</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Fino a quando un popolo verrà affamato senza che l’Italia dica &#8220;basta&#8221;, fino a quando i figli verranno minacciati per vendetta ideologica, fino a quando la Repubblica sarà solo una cerimonia e non una responsabilità, fino a quando taceremo davanti alla prigione e alla tortura degli innocenti… non ci sarà nulla da festeggiare.</p>
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		<title>La cantante Noa premiata per la pace in Senato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 May 2025 15:44:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Magazine]]></category>
		<category><![CDATA[incontro per la pace]]></category>
		<category><![CDATA[Pace]]></category>
		<category><![CDATA[Senato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1600" height="900" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/Da-sin-Noa-Giannini-Scelsi-Iovino-Giletti.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/Da-sin-Noa-Giannini-Scelsi-Iovino-Giletti.jpg 1600w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/Da-sin-Noa-Giannini-Scelsi-Iovino-Giletti-300x169.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/Da-sin-Noa-Giannini-Scelsi-Iovino-Giletti-1024x576.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/Da-sin-Noa-Giannini-Scelsi-Iovino-Giletti-768x432.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/Da-sin-Noa-Giannini-Scelsi-Iovino-Giletti-1536x864.jpg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/Da-sin-Noa-Giannini-Scelsi-Iovino-Giletti-1170x658.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/Da-sin-Noa-Giannini-Scelsi-Iovino-Giletti-585x329.jpg 585w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p> Presentato il libro di Alessandro Iovino su papa Francesco. Presenti anche  Massimo Giletti, Giancarlo Giannini, Mogol, Franco Scelsi Il 30 maggio del 2025, presso il Palazzo Madama a Roma, si&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong> Presentato il libro di Alessandro Iovino su papa Francesco. Presenti anche  Massimo Giletti, Giancarlo Giannini, Mogol, Franco Scelsi</strong></em></p>
<p>Il 30 maggio del 2025, presso il Palazzo Madama a Roma, si è tenuto un incontro dedicato alla pace moderato da <strong>Massimo Giletti</strong>.</p>
<p>Durante l&#8217;evento, è stato presentato il libro <strong>“Racconto di un’amicizia” di Alessandro Iovino</strong>, dedicato al ricordo di Papa Francesco e al suo instancabile messaggio di pace.</p>
<p>Questo libro rappresenta il desiderio di costruire ponti tra le diverse fedi, un obiettivo che costituisce uno dei fondamenti dell&#8217;eredità lasciata da Francesco.</p>
<p>L’incontro si è sviluppato attorno al tema della pace e si è aperto con i saluti del senatore <strong>Lucio Malan</strong>.</p>
<p>Nel corso dell&#8217;evento sono intervenute figure importanti come <strong>Pierferdinando Casini</strong>, già presidente della Camera, <strong>Mogol</strong>, il noto compositore e scrittore  e <strong>Gaetano Sottile</strong> di Italy for Christ.</p>
<p><strong>Alessandro Iovino</strong>, l&#8217;autore del libro, ha partecipato insieme al Pastore <strong>Giovanni Traettino</strong>, che nel suo libro dialogava amichevolmente con il Papa sul tema della pace. Anche l’attore <strong>Giancarlo Giannini</strong> ha rivolto un saluto ai presenti.</p>
<div id="attachment_104307" style="width: 301px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-104307" class="wp-image-104307" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/Noa-con-premio-e-Franco-Scelsi-225x300.jpg" alt="" width="291" height="388" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/Noa-con-premio-e-Franco-Scelsi-225x300.jpg 225w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/Noa-con-premio-e-Franco-Scelsi-768x1024.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/Noa-con-premio-e-Franco-Scelsi-1152x1536.jpg 1152w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/Noa-con-premio-e-Franco-Scelsi-1170x1560.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/Noa-con-premio-e-Franco-Scelsi-585x780.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/Noa-con-premio-e-Franco-Scelsi.jpg 1200w" sizes="(max-width: 291px) 100vw, 291px" /><p id="caption-attachment-104307" class="wp-caption-text">Noa e Franco Scelsi</p></div>
<p>Un momento significativo della manifestazione è stata la premiazione della cantante <strong>Noa</strong>, per il suo decennale impegno a favore della pace, della fratellanza e dei diritti umani, con particolare riferimento alla situazione a Gaza. In segno di riconoscenza, <strong>Noa</strong> ha dedicato alcuni brani in omaggio alla pace e all’Italia, nazione che ama profondamente, dopo aver ricevuto il premio “<strong>People For Peace and Culture</strong>”, consegnatole dal presidente di “FENCO”, <strong>Gennaro Famiglietti.</strong> <strong>Franco Scelsi</strong>, esperto in strategie di comunicazione e gestione dell&#8217;immagine, ha reso possibile la presenza della grande cantante e del maestro Giannini, gestendone la partecipazione.</p>
<div><em>Photocover: Da sin Noa, Giannini Scelsi, Iovino, Giletti</em></div>
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		<title>Prime impressioni sull&#8217;omelia inaugurale di Papa Leone XIV e il contesto geopolitico e interreligioso</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/05/18/prime-impressioni-sullomelia-inaugurale-di-papa-leone-xiv-e-il-contesto-geopolitico-e-interreligioso/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=prime-impressioni-sullomelia-inaugurale-di-papa-leone-xiv-e-il-contesto-geopolitico-e-interreligioso</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Carlo Di Stanislao]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 May 2025 18:03:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[attività diplomatica]]></category>
		<category><![CDATA[Delegazioni di tutto il mondo]]></category>
		<category><![CDATA[intronizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Pace]]></category>
		<category><![CDATA[Papa leone XIV]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="2163" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8449-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8449-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8449-300x253.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8449-1024x865.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8449-768x649.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8449-1536x1298.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8449-2048x1730.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8449-1920x1622.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8449-1170x988.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8449-585x494.jpeg 585w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>&#8220;La pace non può regnare tra gli uomini se prima non regna in ciascuno di essi.&#8221; — Romano Guardini L’inizio del pontificato di Papa Leone XIV ha assunto sin dalle&#8230;</p>
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— Romano Guardini</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">L’inizio del pontificato di Papa Leone XIV ha assunto sin dalle prime battute una valenza fortemente simbolica e profondamente spirituale. L’omelia pronunciata durante la Messa di inizio ministero petrino è stata sobria ma intensa, marcata da un linguaggio evangelico, lontano dagli slogan e dalle enfasi mediatiche, ma ricco di riferimenti alla compassione, alla giustizia e alla responsabilità cristiana nel mondo contemporaneo. Il nuovo Pontefice si è rivolto a credenti e non credenti con parole che richiamano all’ascolto, al silenzio, al discernimento, alla costruzione della pace come opera comune.</p>
<h3 data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.719999">Un&#8217;omelia all’insegna della mitezza e della verità</h3>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Leone XIV ha parlato con voce calma e ferma, evitando ogni enfasi retorica ma senza rinunciare alla profondità del messaggio. Tra i passaggi più significativi, il richiamo alla figura di San Giuseppe come uomo del silenzio operoso e del coraggio discreto, a cui il Papa ha chiaramente voluto ispirarsi. Nessuna denuncia polemica, nessun richiamo diretto a poteri o schieramenti, ma piuttosto un invito universale alla conversione del cuore e alla ricerca della verità “non gridata, ma vissuta”.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Il suo stile si distacca da ogni spettacolarizzazione. Leone XIV ha scelto di rivolgersi con sobrietà e con accenti spirituali profondi, mostrando una visione di Chiesa più raccolta, forse anche più contemplativa, ma pienamente immersa nelle ferite del mondo.</p>
<h3 data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.719999">Confronto con le prime omelie dei predecessori recenti</h3>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Il confronto con i pontefici precedenti aiuta a cogliere la specificità del suo approccio. Giovanni Paolo II, nel 1978, aveva scosso il mondo con il celebre “Non abbiate paura!”, in un momento di forti tensioni ideologiche e di grande bisogno di leadership morale. Il suo era un pontificato già segnato dal carisma e dalla dimensione globale.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Benedetto XVI aveva esordito con una riflessione intensa sulla “vigna del Signore”, manifestando fin da subito la sua vocazione teologica e intellettuale, con uno stile più riflessivo e riservato.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Giovanni Paolo I, pur avendo avuto solo un mese di pontificato, aveva colpito per la sua semplicità disarmante, mentre Papa Francesco aveva messo al centro la misericordia e il popolo, inaugurando un nuovo corso più pastorale e immediato, con un linguaggio diretto e popolare.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Leone XIV si pone come una sintesi nuova: ha la sobrietà monastica di Benedetto, la spiritualità orante di Francesco, ma anche un timbro personale, più silenzioso e introspettivo, che lascia intravedere un pontificato meno mediatico, ma forse più profondo.</p>
<h3 data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.719999">I capi di Stato: una partecipazione attenta, tra diplomazia e speranza</h3>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Alla celebrazione erano presenti numerosi capi di Stato e di governo, giunti da ogni continente. Il loro atteggiamento è apparso composto e partecipato. Alcuni, come il presidente della Francia o il re di Giordania, hanno espresso parole di apprezzamento per i riferimenti del Papa alla giustizia sociale, alla pace e alla dignità dell’uomo.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Il presidente italiano ha parlato di “un messaggio che unisce e non divide”, mentre la rappresentanza cinese ha mostrato una certa apertura, frutto anche dei recenti contatti diplomatici tra Pechino e la Santa Sede. La delegazione russa ha mantenuto un profilo basso, ma la sola presenza è indicativa di un&#8217;attenzione particolare verso il nuovo corso papale.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Non è passato inosservato il fatto che, a differenza di altre occasioni, molti leader siano apparsi sinceramente toccati dalle parole del Papa: non si è trattato solo di un atto di protocollo, ma di una vera occasione di ascolto spirituale e riflessione civile.</p>
<h3 data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.719999">Zelensky e Vance: due visioni a confronto nel cuore della cristianità</h3>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Tra i presenti alla celebrazione inaugurale di Papa Leone XIV, spiccavano due figure emblematiche del panorama geopolitico attuale: il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il vicepresidente degli Stati Uniti J.D. Vance. La loro presenza, carica di implicazioni simboliche, ha attirato l’attenzione di osservatori e analisti.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Zelensky, giunto in abiti scuri e accompagnato da una delegazione composta anche da rappresentanti della comunità greco-cattolica ucraina, ha mantenuto un atteggiamento raccolto e visibilmente commosso durante l’omelia. La citazione del Papa alle “vittime della guerra dimenticata che bussano alle porte del mondo” è parsa riferirsi anche, se non soprattutto, al popolo ucraino. Al termine della celebrazione, il presidente ha rivolto un breve saluto al Pontefice, esprimendo gratitudine per la vicinanza della Santa Sede e auspicando “un futuro di giustizia e libertà per tutti i popoli”.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Diverso, ma non meno significativo, l’atteggiamento del vicepresidente statunitense J.D. Vance, figura centrale della nuova amministrazione americana. Pur mantenendo un profilo misurato, la sua presenza è stata letta come un gesto politico di apertura verso il Vaticano, ma anche come un segnale verso l’elettorato cattolico globale. Secondo fonti diplomatiche, Vance avrebbe apprezzato in particolare il richiamo del Papa al “diritto dei popoli a non essere strumenti di potere”, frase che alcuni osservatori hanno interpretato come un messaggio critico verso le dinamiche della guerra e dell’egemonia geopolitica.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Il fatto che due leader così diversi – uno simbolo della resistenza nazionale, l’altro della nuova amministrazione americana – abbiano condiviso lo stesso spazio sacro, in ascolto della medesima parola, sottolinea ancora una volta la funzione unica del papato come luogo di incontro e riconciliazione tra le grandi tensioni del nostro tempo.</p>
<h3 data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.719999">Un momento storico: rappresentante palestinese, voci d’oriente e d’ebraismo unite</h3>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Tra i momenti più significativi vi è stata la presenza di un rappresentante ufficiale del governo palestinese, accolto con rispetto da tutto il corpo diplomatico e, in particolare, dalla delegazione israeliana. È stata una scena carica di significato: in un tempo di profonde lacerazioni, soprattutto in Terra Santa, questo incontro, pur silenzioso, ha rappresentato un seme di possibile dialogo.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Ancora più suggestivo è stato il fatto che alla celebrazione fossero presenti rappresentanti di alto livello della Chiesa ortodossa – in particolare del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli – insieme a capi religiosi ebraici e musulmani. Un momento culminante è stato l’abbraccio, spontaneo e commosso, tra un metropolita ortodosso e un rabbino europeo, sotto gli occhi attenti e pacati di Papa Leone XIV.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Il messaggio è chiaro: il pontificato che si apre vuole costruire ponti, non solo tra cristiani, ma tra tutte le fedi e le culture.</p>
<h3 data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.719999">Conclusione: un papa del silenzio che parla al mondo</h3>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Papa Leone XIV ha iniziato il suo ministero con un gesto di umiltà e una parola di speranza. Non ha gridato al mondo, ma ha sussurrato una verità profonda: quella della fraternità possibile, della giustizia da cercare, della fede da vivere nel quotidiano.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">In un tempo frammentato e disorientato, il nuovo Papa si propone come guida spirituale discreta ma determinata, pronta ad ascoltare e a camminare con tutti. Sarà un pontificato forse meno appariscente, ma più radicato nella preghiera, nel discernimento e nella costruzione paziente della pace. E in un’epoca affamata di autenticità, questo potrebbe rivelarsi il segno più rivoluzionario.</p>
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		<title>Dialogare per la pace: l&#8217;incontro a Istanbul tra Russia e Ucraina</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo Di Stanislao]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 May 2025 08:14:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Pace]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1536" height="1024" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/b30d9858-4d3a-4dee-a8a4-af18e69e7640.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/b30d9858-4d3a-4dee-a8a4-af18e69e7640.png 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/b30d9858-4d3a-4dee-a8a4-af18e69e7640-300x200.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/b30d9858-4d3a-4dee-a8a4-af18e69e7640-1024x683.png 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/b30d9858-4d3a-4dee-a8a4-af18e69e7640-768x512.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/b30d9858-4d3a-4dee-a8a4-af18e69e7640-1170x780.png 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/b30d9858-4d3a-4dee-a8a4-af18e69e7640-585x390.png 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/b30d9858-4d3a-4dee-a8a4-af18e69e7640-263x175.png 263w" sizes="(max-width: 1536px) 100vw, 1536px" /></p>
<p>&#8220;La diplomazia non è l&#8217;arte di fare la guerra senza combattere, ma di evitare che la guerra diventi l&#8217;unica soluzione.&#8221; – Henry Kissinger Oggi, 15 maggio 2025, si terrà un incontro&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1536" height="1024" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/b30d9858-4d3a-4dee-a8a4-af18e69e7640.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/b30d9858-4d3a-4dee-a8a4-af18e69e7640.png 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/b30d9858-4d3a-4dee-a8a4-af18e69e7640-300x200.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/b30d9858-4d3a-4dee-a8a4-af18e69e7640-1024x683.png 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/b30d9858-4d3a-4dee-a8a4-af18e69e7640-768x512.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/b30d9858-4d3a-4dee-a8a4-af18e69e7640-1170x780.png 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/b30d9858-4d3a-4dee-a8a4-af18e69e7640-585x390.png 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/b30d9858-4d3a-4dee-a8a4-af18e69e7640-263x175.png 263w" sizes="(max-width: 1536px) 100vw, 1536px" /></p><div dir="auto">
<p><em>&#8220;La diplomazia non è l&#8217;arte di fare la guerra senza combattere, ma di evitare che la guerra diventi l&#8217;unica soluzione.&#8221;</em> – Henry Kissinger</p>
<p>Oggi, 15 maggio 2025, si terrà un incontro cruciale a Istanbul, in Turchia, tra i rappresentanti delle delegazioni russa e ucraina, un appuntamento che si preannuncia fondamentale per il futuro del conflitto in corso tra i due Paesi. La mediazione turca, che ha cercato sin dall&#8217;inizio di farsi promotrice di un dialogo tra le parti in conflitto, è tornata al centro della scena internazionale. L&#8217;obiettivo dichiarato di questo incontro è quello di giungere a una soluzione diplomatica che possa almeno distendere le tensioni tra i due contendenti, con particolare attenzione a temi urgenti come i corridoi umanitari, il cessate il fuoco temporaneo e la possibilità di allentare le sanzioni internazionali.</p>
<p><strong>Chi sarà presente all&#8217;incontro?</strong></p>
<p>L&#8217;incontro sarà presieduto da funzionari di alto livello provenienti sia da Mosca che da Kiev, ma le parti coinvolte sono diverse da quelle delle consuete trattative internazionali. Il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, si presenterà come il volto principale della diplomazia russa, mentre per l&#8217;Ucraina ci si aspetta la presenza del ministro degli Esteri Dmytro Kuleba, noto per la sua posizione decisa contro la Russia e la sua insistenza sulla sovranità ucraina. La Turchia, che sta cercando di rafforzare la propria posizione geopolitica nel contesto della guerra, avrà un ruolo cruciale, con il presidente Recep Tayyip Erdoğan probabilmente presente come garante delle trattative.</p>
<p><strong>Cosa attendersi dai risultati?</strong></p>
<p>Le aspettative sull’esito dell&#8217;incontro sono complesse e contrastanti. Da un lato, la Turchia ha già facilitato alcuni scambi di prigionieri e ha svolto un ruolo chiave nell&#8217;accordo sul grano, dando speranza per possibili progressi anche su altri temi cruciali. Tuttavia, la distanza tra le posizioni russe e ucraine rimane abissale, con Mosca che insiste sulla sicurezza delle sue frontiere e sulla &#8220;de-nazificazione&#8221; dell&#8217;Ucraina, mentre Kiev è determinata a recuperare ogni centimetro di territorio occupato e a garantire la sua integrità nazionale.</p>
<p>Anche se la diplomazia potrebbe portare a una de-escalation momentanea, è difficile pensare che un accordo di pace duraturo possa essere raggiunto senza cambiamenti significativi sul campo di battaglia. La Russia, infatti, non sembra disposta a fare concessioni senza ottenere garanzie politiche e militari, mentre l&#8217;Ucraina rimane ferma sulla sua richiesta di ritirare le forze russe dal suo territorio.</p>
<p><strong>La posizione ambigua del governo Meloni</strong></p>
<p>Il governo italiano, sotto la leadership di Giorgia Meloni, si trova a gestire una situazione delicata. Sebbene l&#8217;Italia sia un alleato storico degli Stati Uniti e della NATO, la posizione di Meloni ha oscillato tra il sostegno incondizionato all&#8217;Ucraina e la necessità di mantenere un dialogo con la Russia, per non compromettere gli interessi economici e diplomatici italiani. Da un lato, Meloni ha riaffermato il suo sostegno all&#8217;integrità territoriale dell&#8217;Ucraina e ha condannato l&#8217;invasione russa, ma dall&#8217;altro ha spesso sottolineato la necessità di una soluzione diplomatica, mettendo in evidenza le conseguenze economiche e politiche che il conflitto sta avendo sull&#8217;Italia, in particolare per quanto riguarda l&#8217;energia e le esportazioni.</p>
<p>Tuttavia, la sua posizione ha suscitato critiche da più parti. In Italia, molte voci si sono alzate per accusare il governo di non avere una linea chiara e coerente, visto che, pur appoggiando l&#8217;Ucraina in generale, il governo ha talvolta cercato di mediare in modo poco deciso con la Russia, rischiando di apparire ambivalente. Questo potrebbe non solo indebolire la posizione italiana sulla scena internazionale, ma anche metterla in difficoltà con i suoi alleati più stretti, come gli Stati Uniti e il resto dell&#8217;Unione Europea.</p>
<p><strong>Le dichiarazioni fuori luogo di Macron</strong></p>
<p>Nel frattempo, il presidente francese Emmanuel Macron ha suscitato polemiche con alcune dichiarazioni che sembrano andare oltre le prerogative della diplomazia europea. In particolare, la sua proposta di avviare colloqui diretti con Vladimir Putin senza condizioni preliminari è stata vista come un passo azzardato e fuori luogo, che ha sollevato preoccupazioni tra i suoi alleati. Macron ha spesso cercato di mantenere una posizione di mediazione, ma le sue parole sono state interpretate da molti come un tentativo di indebolire l&#8217;unità europea e di favorire un riavvicinamento alla Russia, senza una reale garanzia di progressi significativi. Le sue uscite hanno anche sollevato dubbi sul suo impegno verso il sostegno incondizionato all&#8217;Ucraina, fondamentale per mantenere il fronte occidentale compatto.</p>
<p>La posizione ambigua di Macron potrebbe essere vista come una strategia per cercare di mantenere una certa influenza diplomatica, ma rischia di allontanare ulteriormente la Francia da alcuni dei suoi alleati principali. In un contesto così delicato, ogni mossa diplomatica errata potrebbe avere ripercussioni pesanti sulle alleanze internazionali.</p>
<p>In conclusione, l&#8217;incontro odierno a Istanbul tra Russia e Ucraina non risolverà probabilmente il conflitto, ma potrebbe segnare un passo importante verso una de-escalation, almeno sul piano diplomatico. Il ruolo della Turchia si conferma cruciale, ma le posizioni delle due nazioni rimangono distanti. La posizione ambigua di Meloni e le dichiarazioni infelici di Macron testimoniano le difficoltà per l&#8217;Europa di mantenere una linea unitaria in questo conflitto, rischiando di compromettere la coesione interna e la credibilità internazionale. In un contesto globale sempre più teso, la vera sfida per i leader europei sarà quella di trovare un equilibrio tra il sostegno all&#8217;Ucraina e la gestione delle relazioni internazionali, senza compromettere il loro ruolo di mediatori e garanti della pace.</p>
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<p>Nell&#8217;immagine da sinistra:<strong data-start="71" data-end="88">Sergey Lavrov,</strong> <strong data-start="159" data-end="176">Dmytro Kuleba,Recep Tayyip Erdoğan </strong></p>
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		<title>I leader europei tornano a Kiev: il sostegno all&#8217;Ucraina, ma Meloni resta fuori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo Di Stanislao]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 May 2025 18:14:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Kiev]]></category>
		<category><![CDATA[Pace]]></category>
		<category><![CDATA[Russia Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1536" height="1024" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/DEB6513D-AF33-4062-AA72-B0A7E15B3B64.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/DEB6513D-AF33-4062-AA72-B0A7E15B3B64.png 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/DEB6513D-AF33-4062-AA72-B0A7E15B3B64-300x200.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/DEB6513D-AF33-4062-AA72-B0A7E15B3B64-1024x683.png 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/DEB6513D-AF33-4062-AA72-B0A7E15B3B64-768x512.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/DEB6513D-AF33-4062-AA72-B0A7E15B3B64-1170x780.png 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/DEB6513D-AF33-4062-AA72-B0A7E15B3B64-585x390.png 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/DEB6513D-AF33-4062-AA72-B0A7E15B3B64-263x175.png 263w" sizes="(max-width: 1536px) 100vw, 1536px" /></p>
<p>&#8220;La pace non è mai una questione di parole, ma di azioni.&#8221; – Mahatma Gandhi Nel giugno del 2022, un&#8217;immagine simbolica ha catturato l&#8217;attenzione del mondo: i leader di Italia,&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1536" height="1024" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/DEB6513D-AF33-4062-AA72-B0A7E15B3B64.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/DEB6513D-AF33-4062-AA72-B0A7E15B3B64.png 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/DEB6513D-AF33-4062-AA72-B0A7E15B3B64-300x200.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/DEB6513D-AF33-4062-AA72-B0A7E15B3B64-1024x683.png 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/DEB6513D-AF33-4062-AA72-B0A7E15B3B64-768x512.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/DEB6513D-AF33-4062-AA72-B0A7E15B3B64-1170x780.png 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/DEB6513D-AF33-4062-AA72-B0A7E15B3B64-585x390.png 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/DEB6513D-AF33-4062-AA72-B0A7E15B3B64-263x175.png 263w" sizes="(max-width: 1536px) 100vw, 1536px" /></p><p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">&#8220;La pace non è mai una questione di parole, ma di azioni.&#8221;</em> – Mahatma Gandhi</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Nel giugno del 2022, un&#8217;immagine simbolica ha catturato l&#8217;attenzione del mondo: i leader di Italia, Germania e Francia – Mario Draghi, Olaf Scholz e Emmanuel Macron – in carrozza nel cuore della notte, mentre arrivavano a Kiev per esprimere un forte sostegno all&#8217;Ucraina invasa dalla Russia. Quella foto divenne emblematica della solidarietà europea nei confronti del popolo ucraino e della sua resistenza contro l&#8217;aggressore russo.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Oggi, a distanza di quasi un anno, la scena si è ripetuta, ma con un&#8217;importante differenza: Giorgia Meloni, presidente del Consiglio italiano, non era presente. Macron, Scholz e il nuovo primo ministro britannico, Keir Starmer, sono tornati a Kiev, ancora una volta per ribadire il sostegno delle rispettive nazioni alla causa ucraina. Ma la grande assente di questa volta è proprio la Meloni, leader di un paese che ha dichiarato il suo sostegno all&#8217;Ucraina, ma che, stranamente, non appare tra i protagonisti di questo nuovo capitolo.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Le motivazioni dietro l&#8217;assenza di Meloni sono oggetto di speculazione. Una delle ipotesi più accreditate riguarda una scelta politica, forse un tentativo di evitare tensioni con l&#8217;alleato transatlantico, Donald Trump. Il magnate statunitense ha più volte espresso critiche sulla posizione occidentale riguardo al conflitto ucraino, suggerendo che la guerra in Ucraina non sia nell&#8217;interesse degli Stati Uniti. Meloni, che ha mostrato in passato un&#8217;attenzione particolare per il legame con l&#8217;America e per il rapporto con i movimenti di destra internazionali, potrebbe aver preferito non farsi coinvolgere troppo in un&#8217;iniziativa che rischiava di irritare Trump e i suoi sostenitori.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Un&#8217;altra ipotesi potrebbe essere legata a una questione di strategia interna. Meloni potrebbe aver scelto di non partecipare per evitare di rimanere troppo legata a Macron e Scholz, due leader con i quali le differenze politiche non sono mai state facili da conciliare. La premier italiana, pur avendo espresso il sostegno del governo italiano all&#8217;Ucraina, potrebbe temere che un&#8217;ulteriore vicinanza a certe dinamiche europee possa danneggiare la sua immagine, soprattutto in un contesto di crescente disillusione verso le istituzioni europee da parte di una parte dell&#8217;elettorato italiano.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Inoltre, c&#8217;è chi suggerisce che l&#8217;assenza di Meloni potrebbe essere legata a preoccupazioni politiche più ampie riguardanti l&#8217;opinione pubblica interna. Sebbene l&#8217;Italia abbia continuato a esprimere sostegno a Kiev, la gestione della crisi ucraina da parte del governo Meloni non è stata esente da critiche, soprattutto da chi, in Italia, spinge per una linea più cauta e per evitare un coinvolgimento diretto in un conflitto che continua a mietere vittime.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Tuttavia, a questa assenza si aggiunge una critica alla sua indecisione. Il ruolo dell&#8217;Italia nella geopolitica europea, e in particolare nel sostegno all&#8217;Ucraina, appare ormai marginale rispetto agli altri grandi attori europei. La scelta di Meloni di non essere presente a Kiev, nonostante le dichiarazioni di solidarietà del suo governo, lascia pensare a una certa riluttanza nel prendere una posizione chiara e forte. In un contesto internazionale dove il sostegno a Kiev è diventato uno dei temi cruciali per l&#8217;unità europea, l&#8217;Italia rischia di perdere l&#8217;opportunità di giocare un ruolo di primo piano e di essere vista come un attore secondario, incapace di dare una direzione decisiva.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">L&#8217;assenza di Meloni dalle foto simboliche del vertice non sembra compromettere il sostegno italiano all&#8217;Ucraina, ma solleva indubbiamente interrogativi sulla posizione del governo italiano e sul delicato equilibrio tra le alleanze europee e le pressioni interne e internazionali. In un momento così delicato, la scelta di Meloni di non essere presente potrebbe riflettere una strategia diplomatica ben ponderata, che cerca di conciliare le diverse voci in gioco, ma anche un certo pragmatismo politico volto a proteggere la stabilità interna del suo governo. Eppure, questa indecisione potrebbe anche significare una perdita di credibilità per l&#8217;Italia, relegandola a un ruolo marginale nella scena internazionale.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">In conclusione, mentre la Francia, la Germania e il Regno Unito ribadiscono la loro solidarietà all&#8217;Ucraina, l&#8217;Italia sembra mantenere una posizione di supporto, ma con riserve, che continueranno a destare attenzione. Meloni, infatti, non è solo un&#8217;assenza nelle foto, ma un&#8217;assenza che ci parla di un equilibrio da trovare tra politica interna, diplomazia internazionale e le sfide future per l&#8217;Italia in un mondo sempre più diviso. Ci vorrebbe uno statista, non una politica abile solo in strategie che, per quanto efficaci nel breve termine, rischiano di avere il fiato corto e di compromettere il futuro di un&#8217;intera nazione.</p>
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