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		<title>La letteratura russa raccontata da Pierfranco Bruni tra Ottocento e Novecento.  Il tragico e la bellezza come riferimento</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2023/02/01/la-letteratura-russa-raccontata-da-pierfranco-bruni-tra-ottocento-e-novecento-il-tragico-e-la-bellezza-come-riferimento/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=la-letteratura-russa-raccontata-da-pierfranco-bruni-tra-ottocento-e-novecento-il-tragico-e-la-bellezza-come-riferimento</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Feb 2023 19:59:42 +0000</pubDate>
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<p>di Rosaria Scialpi Il tragico e la bellezza. In dialogo con la letteratura russa è il nuovo saggio di Pierfranco Bruni, pubblicato da Edizioni Solfanelli nella collana Athenaeum.Un viaggio nella&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/02/01/la-letteratura-russa-raccontata-da-pierfranco-bruni-tra-ottocento-e-novecento-il-tragico-e-la-bellezza-come-riferimento/">La letteratura russa raccontata da Pierfranco Bruni tra Ottocento e Novecento.  Il tragico e la bellezza come riferimento</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2560" height="2560" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/02/D5557546-417B-4130-A9B0-A6A4FCAEBE42-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/02/D5557546-417B-4130-A9B0-A6A4FCAEBE42-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/02/D5557546-417B-4130-A9B0-A6A4FCAEBE42-300x300.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/02/D5557546-417B-4130-A9B0-A6A4FCAEBE42-1024x1024.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/02/D5557546-417B-4130-A9B0-A6A4FCAEBE42-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/02/D5557546-417B-4130-A9B0-A6A4FCAEBE42-768x768.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/02/D5557546-417B-4130-A9B0-A6A4FCAEBE42-1536x1536.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/02/D5557546-417B-4130-A9B0-A6A4FCAEBE42-2048x2048.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/02/D5557546-417B-4130-A9B0-A6A4FCAEBE42-1920x1920.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/02/D5557546-417B-4130-A9B0-A6A4FCAEBE42-1170x1170.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/02/D5557546-417B-4130-A9B0-A6A4FCAEBE42-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/02/D5557546-417B-4130-A9B0-A6A4FCAEBE42-640x640.jpeg 640w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p><div dir="auto"><strong>di Rosaria Scialpi</strong></div>
<div dir="auto"><i>Il tragico e la bellezza. In dialogo con la letteratura russa è il nuovo saggio di Pierfranco Bruni, pubblicato da Edizioni Solfanelli nella collana Athenaeum.Un viaggio nella letteratura russa che analizza il suo realismo nell’inquieto esistere, quell’inquietudine che travolge tra la storia e la contemplazione, la Russia della felicità plurinfelice da Evtushenko a Tolstoj, tra la luce e la tragica notte.Un viaggio, che assume forma circolare, in cui vita e letteratura si fondono.</i></div>
<p>Il tragico e la bellezza o del dialogo fra Bruni e la letteratura della plurinfelice Russia<br dir="auto" />Il tragico e la bellezza. In dialogo con la letteratura russa è il nuovo saggio di Pierfranco Bruni, pubblicato da Edizioni Solfanelli nella collana Athenaeum.<br dir="auto" />L’editing del testo, l’articolazione dei capitoli e la prefazione sono da attribuirsi a Rosaria Scialpi, la trascrizione di alcune conferenze, che compongono il testo, è invece di Stefania Romito. <br dir="auto" /><br />
Questo saggio, ulteriore prova della capacità di Bruni di destreggiarsi nel confronto e nell’assimilazione delle letterature internazionali, assume un andamento narrativo e ripercorre la storia della letteratura russa trascendendo dal più tradizionale asse diacronico per inserirsi invece nel solco dell’esperienza del lettore e dello scrittore. <br dir="auto" />Un viaggio, dunque, che assume forma circolare, in cui vita e letteratura si fondono, &lt;&lt;Letteratura con la vita. Vita nella letteratura. Letteratura nella vita&gt;&gt;.<br dir="auto" />Un viaggio nella letteratura russa che si snoda attraverso 152 pagine e che analizza il suo realismo nell’inquieto esistere, quell’inquietudine che travolge tra la storia e la contemplazione, la Russia della felicità plurinfelice da Evtushenko a Tolstoj, tra la luce e la tragica notte.<br dir="auto" />Il tragico e la bellezza è un dialogo in cui Bruni si pone in ascolto degli scrittori russi, fa tesoro delle loro parole e restituisce il suo pensiero, fondatosi con e attraverso essi.<br dir="auto" />L’incontrarsi dello scrittore con quella letteratura che costituisce in parte lo scheletro del suo pensiero letterario, della sua poetica, fa scaturire considerazioni comparatistiche e filosofiche in un luogo dell’atto che è tutto interiore.<br dir="auto" />Pertanto, questo libro è uno scavare nel profondo, con tutte le conseguenze che ciò comporta, fra le intercapedini dell’uomo-lettore e dell’uomo scrittore, mentre Bruni si domanda – e sembra chiedere al lettore – quanta vita ci sia nell’arte e quanto questa riesca a trapassare le pagine transumanandosi, incarnandosi in vita.<br dir="auto" />Una mosaicizzazione che trova in Dostoevskij, di cui Bruni ha già parlato in Il sottosuolo dei demoni (Solfanelli, 2021), il suo punto di partenza e il suo acme, senza però tralasciare la storia che si intreccia con gli scritti e gli scrittori russi, dall’impero zarista ai gulag fino alla società post-sovietica, richiamando il lettore a leggere attraverso un imprescindibile approccio interdisciplinare, calando così lo scrittore nel proprio tempo e prescindendo da logiche opportunistiche e destoricizzanti. <br dir="auto" />Ma, se Dostoevskij è partenza e approdo, con quali altri scrittori e con quali altre scrittrici dialoga l’autore? <br dir="auto" />Ebbene, la selezione dei letterati, da Rozanov a Dostoevskij, da Turgenev ad Achmatova, restituisce un chiaro e vivido affresco non solo delle personali influenze di Bruni, ma del rapporto che intercorre proprio fra i vari scrittori analizzati, fra loro e la letteratura mondiale (si veda, ad esempio, la relazione dei russi Mandel’štam, Gogol, Cechov, Tolstoj, Dostoevskij con l’italiano Dante Alighieri, o quella fra lo Zarathustra nietzschiano e Razonov), fra orienti mediterranei e orienti slavi, fra poesia e prosa, a loro volta osservate attraverso la loro collocazione spaziale, oltre che esperienziale, fra realtà interne e quelle marittime del mondo russo. Proprio tal proposito nel libro si legge: <br dir="auto" />&lt;&lt;La poesia russa ha come punto di riferimento la terra. C’è questa diversità anche nella parola che insiste tra acqua e terra. Il vivere la parola all’interno dell’acqua. Il vivere la parola all’interno della terra. Non è un gioco dell’inverosimile ma piuttosto uno scavare in un luogo che diventa metaforizzabile e metaforizzato all’interno del contesto linguistico letterario sentimentale&gt;&gt;).<br dir="auto" />Quello di Bruni è allora non solo un tragitto intrapreso verso un’ulteriore conoscenza di sé mediante il confronto con gli scrittori che hanno condizionato e ancora condizionano il suo ‘io’ e la sua scrittura, ma anche fra <a dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">quegli stessi scrittori, fra le</a>culture che si incontrano e dialogano, fra verità personali del &lt;&lt;vivere senza menzogna&gt;&gt;, verità dell’inaccessibile sottosuolo dostoevskiano e verità metafisiche a cui è difficile, se non impossibile, dare risposta definitiva.<br dir="auto" />Al di là di ogni granitica certezza dai contorni immutabili, c’è l’imperscrutabile umano e trascendente a cui si può accedere solo domandando e misurandosi, tenendo a mente la lezione di J. Donne &lt;&lt;Mi sminuisce la morte di qualsiasi essere umano / io sono parte dell’umanità&gt;&gt;, a sua volta calco della celebre frase di Publio Terenzio Afro &lt;&lt;Homo sum, humani nihil alieni a me puto&gt;&gt;.<br dir="auto" />Traduzione: Sono uomo, nulla di ciò che è umano avverto a me estraneo.</p>
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		<title>Aldo Dalla Vecchia e l’indagine dietro la maschera di Diabolik</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giorgia Piccolella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Sep 2022 12:06:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1706" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/09/83ABFA84-AD3D-40DE-BD3F-D8B4134FB420-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/09/83ABFA84-AD3D-40DE-BD3F-D8B4134FB420-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/09/83ABFA84-AD3D-40DE-BD3F-D8B4134FB420-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/09/83ABFA84-AD3D-40DE-BD3F-D8B4134FB420-1024x683.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/09/83ABFA84-AD3D-40DE-BD3F-D8B4134FB420-768x512.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/09/83ABFA84-AD3D-40DE-BD3F-D8B4134FB420-1536x1024.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/09/83ABFA84-AD3D-40DE-BD3F-D8B4134FB420-2048x1365.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/09/83ABFA84-AD3D-40DE-BD3F-D8B4134FB420-1920x1280.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/09/83ABFA84-AD3D-40DE-BD3F-D8B4134FB420-1170x780.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/09/83ABFA84-AD3D-40DE-BD3F-D8B4134FB420-585x390.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/09/83ABFA84-AD3D-40DE-BD3F-D8B4134FB420-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>Lo conosciamo come il Re del terrore, l’uomo dagli occhi di ghiaccio e senza scrupoli, mago del travestimento e genio nella fuga, un mito che ha accompagnato vivacemente generazioni di&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2022/09/10/aldo-dalla-vecchia-e-lindagine-dietro-la-maschera-di-diabolik/">Aldo Dalla Vecchia e l’indagine dietro la maschera di Diabolik</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1">Lo conosciamo come il Re del terrore, l’uomo dagli occhi di ghiaccio e senza scrupoli, mago del travestimento e genio nella fuga, un mito che ha accompagnato vivacemente generazioni di lettori con le sue gesta avventurose nel crimine di Clerville. Diabolik sin dalla sua “nascita” nel 1962 rimane un cult del fumetto, un personaggio <img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-59135" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/09/C8F37C80-C2DA-413C-A713-5C0FF3F8F8E5-174x300.jpeg" alt="" width="174" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/09/C8F37C80-C2DA-413C-A713-5C0FF3F8F8E5-174x300.jpeg 174w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/09/C8F37C80-C2DA-413C-A713-5C0FF3F8F8E5.jpeg 454w" sizes="(max-width: 174px) 100vw, 174px" />insormontabile nel genere dell’azione.<br />
Ma come nasce questo incredibile personaggio? Aldo Dalla Vecchia, autore televisivo e giornalista da più di trent’anni, ne svela le origini e le evoluzioni avvenute in questi 60 anni di vita dell’eroe  in un libro edito da Graphe.it “Diabolik dietro la maschera, indagine sul Re del Terrore”.<br />
Gabriele Acerbo, autore della prefazione al libro, ci ricorda quell’inedita sensazione di proibito che i primi lettori del Re del Terrore provavano nel conoscere un protagonista fuori dagli schemi, diverso dal solito eroe e paladino della giustizia:“come se improvvisamente mi avessero suggerito di tifare Gambadilegno o Goblin” .<br />
Diabolik , un uomo dall’intelligenza fuori dal comune e di un&#8217;audacia che non conosce limiti, si presenta come un personaggio che segue i propri criteri morali, in una continua sfida con la legge.<br />
Anche Diabolik ha il suo mito di fondazione, Angela Giussani, la prima e vera autrice di Diabolik -poi affiancata nella stesura delle storie da sua sorella Luciana Giussani. Ogni mattina dal suo ufficio Angela osservava i pendolari che si riversavano nelle ferrovie Nord in piazza Cadorna e, per loro, pianifica un fumetto consumabile nella mezz’ora di un viaggio in treno. E così nasce Diabolik,casa editrice Astorina, il genio del male:Angela in questo modo sfida il mondo con un fumetto da  adulti, caratterizzato dalla novità delle maschere sottilissime che permettono al Re del Terrore di assumere l’identità di chiunque e che diventeranno il suo marchio di fabbrica, imitato e copiato nei decenni a venire come nel caso cinematografico di Mission Impossibile 2,dove Tom Cruise si toglie la maschera dal volto con la stessa nonchalance di Diabolik.<br />
Aldo Dalla Vecchia ci accompagna attraverso una mole sconfinata di riferimenti e notizie in un’analisi di tutti i personaggi secondari, primo tra i quali Ginko, il nemico giurato di Diabolik che da tutta la vita è sulle sue tracce. “Quello che caratterizza da sei decenni il duello senza fine Ginko-Diabolik è una sorta di patto non scritto, una stima reciproca di fondo che è evidente in ogni loro incontro.”<br />
Ginko a differenza di Eva Kant, che compare solo nel episodio 3 del fumetto, è presente sin dal primo episodio dove a pagina 101 Diabolik riesce a sfuggire a l’ispettore Ginko così come da li in poi accadrà altre centinaia di volte.<br />
Eva Kant si presenta subito come un personaggio fuori dalla norma con un passato leggendario e oscuro e un coraggio impensabile. Una donna libera, indipendente, autonoma, comparsa dal nulla che non solo tiene coraggiosamente testa al titolare del fumetto facendo istantaneamente breccia nel suo cuore, ma lo salva addirittura dalla ghigliottina, capovolgendo i ruoli sin dalla sua apparizione, diventando il simbolo della donna moderna.<br />
Altra fedele compagna di avventure di Diabolik è senza dubbio la celebre Jaguar E-type, che con la sua comparsa nel fumetto incrementò per cinque volte il fatturato della casa del Giaguaro.<br />
“Diabolik dietro la maschera” contiene undici capitoli nei quali grazie alla scrittura brillante di Aldo Dalla Vecchia viene esplorata la genesi e l’incredibile successo del Re del Terrore, l’eroe che ha rivoluzionato la storia del fumetto, rimanendo attuale perfino 60 anni dopo il suo esordio.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2022%2F09%2F10%2Faldo-dalla-vecchia-e-lindagine-dietro-la-maschera-di-diabolik%2F&amp;linkname=Aldo%20Dalla%20Vecchia%20e%20l%E2%80%99indagine%20dietro%20la%20maschera%20di%20Diabolik" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2022%2F09%2F10%2Faldo-dalla-vecchia-e-lindagine-dietro-la-maschera-di-diabolik%2F&#038;title=Aldo%20Dalla%20Vecchia%20e%20l%E2%80%99indagine%20dietro%20la%20maschera%20di%20Diabolik" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2022/09/10/aldo-dalla-vecchia-e-lindagine-dietro-la-maschera-di-diabolik/" data-a2a-title="Aldo Dalla Vecchia e l’indagine dietro la maschera di Diabolik"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2022/09/10/aldo-dalla-vecchia-e-lindagine-dietro-la-maschera-di-diabolik/">Aldo Dalla Vecchia e l’indagine dietro la maschera di Diabolik</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>È in libreria il saggio “Senti, caro Carlo”</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2022/05/18/e-in-libreria-il-saggio-senti-caro-carlo/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=e-in-libreria-il-saggio-senti-caro-carlo</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 May 2022 18:44:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Emilio Gadda]]></category>
		<category><![CDATA[lettere]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Pia Selvaggio]]></category>
		<category><![CDATA[saggistica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1000" height="1394" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/05/5B444B96-8895-4EF8-A64E-97C1CD942521.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/05/5B444B96-8895-4EF8-A64E-97C1CD942521.jpeg 1000w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/05/5B444B96-8895-4EF8-A64E-97C1CD942521-215x300.jpeg 215w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/05/5B444B96-8895-4EF8-A64E-97C1CD942521-735x1024.jpeg 735w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/05/5B444B96-8895-4EF8-A64E-97C1CD942521-768x1071.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/05/5B444B96-8895-4EF8-A64E-97C1CD942521-585x815.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>La scrittrice ed editrice Maria Pia Selvaggio porta alla luce le lettere inedite tra un giovanissimo Carlo Emilio Gadda e sua zia materna, medico al ‘Rizzoli’ &#160; Fibre epistolari tra Carlo&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2022/05/18/e-in-libreria-il-saggio-senti-caro-carlo/">È in libreria il saggio “Senti, caro Carlo”</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1000" height="1394" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/05/5B444B96-8895-4EF8-A64E-97C1CD942521.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/05/5B444B96-8895-4EF8-A64E-97C1CD942521.jpeg 1000w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/05/5B444B96-8895-4EF8-A64E-97C1CD942521-215x300.jpeg 215w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/05/5B444B96-8895-4EF8-A64E-97C1CD942521-735x1024.jpeg 735w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/05/5B444B96-8895-4EF8-A64E-97C1CD942521-768x1071.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/05/5B444B96-8895-4EF8-A64E-97C1CD942521-585x815.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p><p><b><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="17.33333396911621">La scrittrice ed editrice Maria Pia Selvaggio porta alla luce le lettere inedite </span></i></span></span></span></span></b><b><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="17.33333396911621">tra un giovanissimo Carlo Emilio Gadda e sua zia materna, medico al ‘Rizzoli’</span></i></span></span></span></span></b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Fibre epistolari tra Carlo Emilio Gadda e Isabella Rappi Lehr</b></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">”, scritto da </span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Maria Pia Selvaggio</b></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> e </span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">dedicato al carteggio inedito dal fronte della Prima guerra mondiale intercorso tra un giovanissimo Gadda e la zia materna, medico specialista al Rizzoli di Bologna.</span></span></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Q</span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">uasi </span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">duecento lettere </b></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">– in parte illeggibili data l’usura del tempo – </span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">sono state</span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> concesse </span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">in maniera esclusiva all’Autrice dagli eredi dello scrittore; per tre anni Maria Pia Selvaggio ne ha studiato il contenuto e ha sottoposto il suo scritto alla Commissione di studio gaddiana della Sapienza Università di Roma, ottenendo anche l’approvazione dell’Archivio Contemporaneo di Stato del Gabinetto G.P. Vieusseux </span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">di Palazzo Strozzi a </span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Firenze dove il carteggio,</span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> danneggiato dall’alluvione dell’Arno del 1966, era custodito.</span></span></span></span></span></p>
<p align="justify"><b><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Ne </span></span></span></span></span></b><b><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">è scaturita</span></span></span></span></span></b><b><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> un’analisi approfondita </span></span></span></span></span></b><b><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">che parte dalla famiglia e approda alle opere più significative dello scrittore milanese e </span></span></span></span></span></b><b><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">che raccoglie molteplici aspetti: linguistici, antropologici, letterari e personali, e che </span></span></span></span></span></b><b><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">mira ad una maggiore comprensione della complessa figura di una delle voci più originali e complesse della letteratura italiana del Novecento. Oltre al rapporto tra Gadda e la filosofia, in questo denso lavoro letterario – </span></span></span></span></span></b><b><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">pubblicato dalle Edizioni 2000diciassette </span></span></span></span></span></b><b><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">– </span></span></span></span></span></b><b><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">si indagano le relazioni tra Gadda e la guerra, le donne, il suo tempo… «Lo studio di una personalità così impegnativa e pregnante – sostiene l’autrice – è stato per me un momento di crescita personale e culturale importantissimo. Mi è piaciuto provare a toccare non solo le corde di una poetica immensa e complicata, di uno stile scoppiettante nella sua alta liricità, di un linguaggio leonino e disinibito, ma ho anche apprezzato il suo modo particolare di essere “uomo”, fragile e coraggioso al tempo stesso». </span></span></span></span></span></b></p>
<p align="justify"><b></b><b><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">In attesa di celebrare </span></span></span></span></b><b><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">nel 2023</span></span></span></b><b><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> i</span></span></span></b><b><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> 50 anni dalla morte </span></span></span></b><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">e </b></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">i</b></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> 1</b></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-US"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">3</b></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">0</b></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> ann</b></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">i</b></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> d</b></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">a</b></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">lla nascita d</b></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">i </b></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Gadda,</b></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">la prima </span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">presentazione</b></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> di “Senti, caro Carlo” </span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">si terrà</span></span></span></span></span> <span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">venerdì</span></span></span></span></span> <span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">27 maggio </b></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">alle ore 18 a</span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Roma</b></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">, nella storica</span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> Libreria Minerva </b></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">di piazza Fiume, che l’anno prossimo festeggia il centenario della fondazione. Con l&#8217;Autrice dialogheranno </span><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Annella Prisco</b><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> e </span><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Mary Attento</b><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">, leggerà alcuni brani del libro </span></span></span></span></span><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Ornella Cacciò</b><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">***</span></span></span></span></span></p>
<p align="justify" data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Maria Pia Selvaggio</b> nasce a Telese Terme (BN) ed è saggista, drammaturga, scrittrice, editrice, oltre che vincitrice di svariati premi letterari. La sua prima opera risale al 2006, Il Sapore del Silenzio. A seguire la raccolta di racconti Borgofarsa (2007); L’Arcistrea (2008) dedicato alla janara beneventana Bellezza Orsini; Lei si chiama Anna (2010), romanzo ispirato alla tragedia di via Puccini (Roma), che ha visto protagonisti Anna Fallarino e il marchese Camillo Casati Stampa di Soncino (quest’ultima opera nel 2020 viene rieditata con un diverso titolo, Il delitto di via Puccini. Il confidente anonimo: la storia ampliata rivela particolari inediti del delitto, alla luce di scoperte storico-politiche, ad oggi oggetto di progetto cinematografico con la ‘Hitch2 Produzioni’ di Umberto Rinaldi e Alberto Scarino). Nel 2011 partecipa a varie antologie con i racconti Larissa e Le Sette Ore ispirato ad una vicenda vera. Nel 2012 edita il romanzo Ai Templari il Settimo Libro, che pubblica con il gruppo Publiedi-Raieri-Panorama. Nel 2014 entra a far parte di un progetto europeo che la vede impegnata con il teatro attraverso le opere Hamida rappresentata in Belgio, Montenegro, Germania, Francia, Spagna; ancora nel 2016 la seconda opera drammaturgica Kariclea messa in scena a Viterbo, Firenze, Grecia, Spagna e Bruxelles. Nel 2017 fonda la casa editrice 2000diciassette, con cui decide di dare in stampa il romanzo Le Padrone di Casa, ancora una volta partendo da una storia reale di camorra e sangue, le cui protagoniste risultano cinque donne vittime e carnefici di un sistema labirintico mafioso.   <span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><br />
</span></span></span></span></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2022%2F05%2F18%2Fe-in-libreria-il-saggio-senti-caro-carlo%2F&amp;linkname=%C3%88%20in%20libreria%20il%20saggio%20%E2%80%9CSenti%2C%20caro%20Carlo%E2%80%9D" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2022%2F05%2F18%2Fe-in-libreria-il-saggio-senti-caro-carlo%2F&#038;title=%C3%88%20in%20libreria%20il%20saggio%20%E2%80%9CSenti%2C%20caro%20Carlo%E2%80%9D" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2022/05/18/e-in-libreria-il-saggio-senti-caro-carlo/" data-a2a-title="È in libreria il saggio “Senti, caro Carlo”"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2022/05/18/e-in-libreria-il-saggio-senti-caro-carlo/">È in libreria il saggio “Senti, caro Carlo”</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>In libreria “L’Italia del Ni. Cento appunti per cercare di capire un Paese complicato&#8221;</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2020/06/05/in-libreria-litalia-del-ni-cento-appunti-per-cercare-di-capire-un-paese-complicato/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=in-libreria-litalia-del-ni-cento-appunti-per-cercare-di-capire-un-paese-complicato</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Gambadoro]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2020 16:48:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[saggistica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="687" height="700" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/06/cover.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/06/cover.jpg 687w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/06/cover-294x300.jpg 294w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/06/cover-585x596.jpg 585w" sizes="(max-width: 687px) 100vw, 687px" /></p>
<p>L&#8217;Italia che non decide, che non riesce ad esprimersi in maniera definitiva con un “No” o con “Sì”. Gian Maria Fara, sociologo e Presidente di Eurispes torna in libreria con&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5>L&#8217;Italia   che non  decide, che non riesce ad esprimersi in maniera definitiva con un “No” o con “Sì”. Gian Maria Fara, sociologo e Presidente di Eurispes torna in libreria con il suo nuovo libro, L&#8217;Italia del “nì”. 100 appunti per cercare di capire un Paese complicato (Edizioni Minerva), con la prefazione di Michele Ainis.</h5>
<p>A 7 anni da “La Repubblica delle Api” pubblicato nel 2013, <strong>Gian Maria Fara</strong>, Presidente di  <strong>Eurispes</strong>, traccia in 100 nuovi  aforismi  il profilo di un Paese  dalle  mille contraddizioni. Il volume è una raccolta di riflessioni ad ampio raggio, scritte nell’arco degli ultimi sette anni (2019/2013), “particelle di memoria” che Gian Maria Fara affida al lettore per ricordare  “situazioni che forse sono state, in molti casi, sommerse dal diluvio dell’informazione che tende a cancellare l’origine delle cose”.</p>
<p>Sono molteplici i fattori che determinano lo stallo del nostro Paese.  La mancanza di  responsabilità e di coraggio,  di analisi e programmazione nel lungo periodo da parte della classe dirigente, il progressivo impoverimento del Paese legato a politiche fallimentari : sono solo alcuni dei mali endemici che dominano ormai da molto tempo l’Italia. L’immagine che emerge è quella di un Paese  fermo, che vive nell’incertezza; &#8220;l’Italia del nì&#8221;,  la cui classe  dirigente rimanda ogni decisione,  che non riesce mai ‒ su nessun argomento di interesse generale e su alcuna prospettiva di lungo periodo ‒ a esprimersi in maniera definitiva con un “No” o con un “Sì”.</p>
<p>“Sul piano istituzionale mai, nella storia recente, si erano potute osservare una tale &#8216;capacità di indecisione&#8217;, una così grande confusione di ruoli e di responsabilità, una così netta separazione tra dichiarazioni, annunci e fatti”.</p>
<p>«Un sociologo» diceva Gesualdo Bufalino «è colui che va alla partita di calcio per guardare gli spettatori». Gian Maria Fara è un sociologo che non si limita a disegnare il profilo degli italiani, -ma analizza anche il delicato  legame che si instaura fra i giocatori in campo- lo Stato e le Istituzioni -e gli spalti-  la società italiana.  Un rapporto da “separati in casa”  nel quale è venuta meno da parte dei cittadini la fiducia nelle Istituzioni e nel Sistema, non più in grado di garantire crescita, stabilità, sicurezza economica, prospettive per il futuro. “Le grandi questioni che attraversano la vita del Paese sono affrontate con la superficialità e con l’improvvisazione dettate dai tempi della comunicazione. Ogni argomento, anche se di grande rilevanza, viene affidato a uno spot, uno slogan, un tweet”.   E’ l&#8217;affermazione  della<b> qualipatia, </b>che il Presidente di Eurispes identifica con &#8220;l’avversione ed il rifiuto per tutto ciò che richiama la qualità&#8221;, una patologia sociale che &#8220;archivia l’essere e santifica l’apparire, che esalta il contenitore a discapito del contenuto, che premia l’appartenenza e mortifica la competenza&#8221;.</p>
<p>Gian Maria Fara ha il dono di catturare in immagini uno stato della società, come dimostra il Rapporto Italia Eurispes: la foto fermata dal Presidente di Eurispes è quella di un Paese ricco di potenzialità ma privo di  energia,  bloccato dalla declinazione  di responsabilità,  dai mille legacci di una burocrazia che fagocita in nome della complicazione e dell’autoreferenzialità ogni  tentativo di cambiamento .  E’ La metafora letteraria di Gulliver, imbrigliato dai lacciuoli  di  mille cavilli, decreti, dalla produzione abnorme di documenti e passaggi approvativi che rallentano ogni processo e avanzamento, fino a incatenare ogni possibile passo verso la modernizzazione del Paese.</p>
<p>La possibilità di un  futuro migliore  esiste,  lo Stato deve assumersi&#8221; il ruolo di programmatore e regolatore di sviluppo&#8221;, le competenze per farlo ci sono, si tratta solo di volontà politica,  perchè come diceva Albert Einstein, &#8220;Non possiamo risolvere i nostri problemi con lo stesso modo di pensare che abbiamo usato nel crearli&#8221;.</p>
<p><strong>Michele Ainis</strong> nella prefazione al libro scrive, «Siamo rimasti intrappolati in una rete di inefficienze e di egoismi, pubblici e privati, individuali e collettivi. Venirne fuori sarà dura, ma non potremo mai riuscirci senza una più matura consapevolezza dei guai che abbiamo sul groppone. Questo libro può aiutarci, può farci aprire gli occhi. Anche perché non è scritto con lo stile pedante di chi parla dalla cattedra, né col tono ciarliero che spesso usano i sociologi. Semmai riecheggia un’opera che Gian Maria Fara certamente ben conosce, perché ne cita l’autore a più riprese: i <em>Minima Moralia</em> di Theodor W. Adorno. Una raccolta di aforismi, ed è per l’appunto, rapsodico e aforistico il discorrere di Fara».</p>
<p id=":en" class="hP" tabindex="-1" data-thread-perm-id="thread-f:1668682578151336992" data-legacy-thread-id="172859f6b997ec20">Siamo entrati nella fase tre di questa lotta contro con un virus che rischia di toglierci la speranza. A volte sembra di vivere &#8216;Nel paese delle bugie&#8217;, per dirla con il racconto di Etgar Keret, e le bugie che si dicono poi ci si ripresentano in carne e ossa oltre che nei sogni. Di una cosa possiamo e dobbiamo fare a meno: la delega, la rinuncia a scendere in campo, l&#8217;abitudine o assuefazione al &#8216;ni, in quella bolla dove il grigio toglie la bellezza di una scelta, di un si o un no che costruisce nel segno della differenza. E anche in questo ricordarci che la storia è scelta e impegno, non seguire la corrente del fiume o le ruote di un carro, sta il pensiero di Gian Maria Fara. Un pensiero che fa bene all&#8217;Italia.</p>
<div id=":dc" class="pG" role="img" data-tooltip-contained="true" data-tooltip-align="b,l" data-tooltip-delay="1500" aria-label="Non importante"></div>
<p><strong><img decoding="async" class="alignright wp-image-6040 size-thumbnail" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/06/fara2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />GIAN MARIA FARA</strong></p>
<p>Sociologo, ha fondato (1982) e presiede l’Eurispes (Istituto di Studi Politici Economici e Sociali), ed è responsabile della Direzione scientifica del <em>Rapporto Italia</em>, riflessione annuale dell’Eurispes sulla situazione sociale ed economica del nostro Paese. È membro del Comitato Scientifico della Fondazione Italia-Usa e del Comitato Scientifico di <em>Europa Contemporanea</em>, rivista ufficiale della Accademia delle Scienze di Mosca. Dal 1990 al 2012 è stato consultore del Pontificio Consiglio per le Comunicazioni Sociali. Nel corso degli anni ha insegnato presso La Sapienza, Università di Roma, l’Università di Salerno, l’Università di Teramo, la Scuola Ufficiali Carabinieri di Roma, la LUISS e la LUMSA.  Attualmente è professore straordinario di Sociologia dei Processi Economici presso l’Universitas Mercatorum di Roma Tra le sue pubblicazioni: <em>Cultura e immagine dell’artigianato italiano </em>(Merlo, 1988), <em>Etica e informazione </em>(Vallecchi, 1992), <em>Il potere in Italia </em>(Koiné, 1993), <em>L’Italia in nero </em>(Datanews, 2012), <em>Classe dirigente, il profilo del potere in Italia </em>(Datanews, 2012), <em>Dalla spending review al ritorno del Principe, la Pubblica amministrazione come presidio di democrazia </em>(Datanews, 2012), <em>Outlet Italia. Cronaca di un Paese in (s)vendita </em>(Datanews, 2013), <em>La Repubblica delle Api </em>(Datanews, 2013).</p>
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