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	<title>Salvatore Quasimodo Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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	<title>Salvatore Quasimodo Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>Giorgio La Pira e Salvatore Quasimodo. Un loro incontro dialogando di poesia e cristianità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni saggista, antropologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2026 20:46:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio La Pira]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="531" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Untitled-design-3.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Untitled-design-3.png 531w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Untitled-design-3-300x249.png 300w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" /></p>
<p>Amici per terra e per fede. La loro amicizia nasce all’interno di una Sicilia e di una geografia che ha le rughe di una antropologia dell’umanesimo ma anche dell’erranza. Una&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><i><b>Amici per terra e per fede. La loro amicizia nasce all’interno di una Sicilia e di una geografia che ha le rughe di una antropologia dell’umanesimo ma anche dell’erranza.<br />
Una ricerca che non è soltanto storica con un vento mediterraneo che soffia su Tindari e su Modica o su Pozzallo. Una ricerca che stringe in un battito l’Uomo e il Divino</b></i></p>
<p>Di Pierfranco Bruni <img decoding="async" class="alignright wp-image-78717 size-thumbnail" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/bruni-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></p>
<p>Giorgio La Pira e Salvatore Quasimodo sono un incontro profondamente religioso. Di una religiosità scavata nell&#8217;anima.  Metafisica e estetica. La Sicilia una terra che è isola. Un’isola che è mondo arabo e greco. Cristianità e rivelazione. La stessa terra, lo stesso viaggio, lo stesso camminamento esistenziale. Giorgio La Pira (1904, Pozzallo &#8211; 1977, Firenze) in una profondità scavata in quella cristianità che è essere e tutto attraverso l’esempio, la testimonianza, il Vangelo.</p>
<p>Così: &#8220;Questa epoca di esilio, di lontananza, di ateismo, questo limite ultimo di disancoraggio da Cristo, questa riva estrema, in apparenza, del materialismo, invoca – forse per la legge degli opposti – le rive supreme della gloria della risurrezione e dell&#8217;amore&#8221;.<br />
Salvatore Quasimodo (1901, Modica &#8211; 1968, Napoli) in una religiosa parola che diventa linguaggio dell’uomo nella sua contemporaneità e nella sua pietas. Amici per terra e per fede. Insieme per un senso sacro e un orizzonte d’anime. La loro amicizia nasce all’interno di una Sicilia e di una geografia che ha le rughe di una antropologia dell’umanesimo ma anche dell&#8217;erranza.<br />
Una ricerca che non è soltanto storica con un vento mediterraneo che soffia su Tindari e su Modica o su Pozzallo. Una ricerca che stringe in un battito l’Uomo e il Divino.<br />
Quasimodo si specchia nell’uomo, in quell’uomo che vedrà crocifisso o battere il sogno nella carlinga di un aereo. Così: &#8220;Giorno dopo giorno: parole maledette e il sangue | e l&#8217;oro. Vi riconosco, miei simili, o mostri | della terra. Al vostro morso è caduta la pietà, | e la croce gentile ci ha lasciati&#8221;.<br />
La Pira vive il suo Cristo che diventa il Cristo della Resurrezione attraverso la Parola. Quella Parola che “userà” il suo amico – fratello Quasimodo per recitare il dolore e la magia dei linguaggi nelle distanze oltre l’isola.<br />
L’isola è l’appartenenza metafora sia di Giorgio che di Salvatore. Una appartenenza che resterà tra le pieghe del cuore e lungo i destini nel dettato delle loro lettere che formeranno un carteggio di vita e di tagli di esistenza in una teologia e in un mistero in cui l’Essere è il tutto del loro viaggio verso il continente.<br />
Nelle lettere di La Pira c’è la geografia di una consistenza umana nella quale l’incontro diventa una eredità di vite vissute lungo i sentieri dell’ascolto o degli asciolti. Un carteggio che è rintracciabile nel testo di G. La Pira &#8211; S. Quasimodo, “Carteggio”, curato da A. Quasimodo, e pubblicato da Scheiwiller nel 1980; nel 1998 verrà pubblicata una nuova edizione ampliata e annotata e curata da Giuseppe Miligi, per l’editore Artioli.<br />
La Pira, (generazioni della Messina terremotata) pone delle riflessioni molto attente sul legame tra la poesia e la religiosità della parola. Un La Pira che aveva studiato e amato scrittori come Gabriele D’Annunzio e Filippo Tommaso Marinetti. Un La Pira che conosceva la letteratura non solo della teologia del linguaggio poetica ma anche della sperimentazione delle avanguardie. Tanto che scriverà nel 1928 in una lettera da Monaco di Baviera questa chiosa straordinaria:<br />
“…disponi della tua vita come un’offerta che tu, giorno per giorno offri al Signore: pensati apostolo (…) quando avrai reso così il tuo essere … quali altezze conquisterai col tuo canto?”.<br />
La poesia come messaggio apostolico. È la bellezza del pensiero che esce da ogni sottosuolo e diventa miracolo per un ascolto della Parola che è sempre dettata da Cristo. Giorgio La Pira portava la dolcezza nel pensiero e la forza della delicatezza nella voce.<br />
Mentre nella Pasqua del 1930 in un’altra missiva scriveva a Salvatore (Totò):<br />
“La poesia è chiamata a cogliere il palpito invisibile delle cose visibili: quelle parole interiori che ogni cosa possiede, quella forma che ad ogni cosa imprime come un sigillo ed un&#8217;orma della bellezza divina”.<br />
Ma cosa era la poesia per La Pira? Aveva, comunque, come punto di riferimento sempre i versi di Quasimodo. Sempre nella lettera del 1930 cesellava:<br />
“…cantare in eterno la bellezza suprema della fonte di ogni esultanza: il Dio di bellezza infinita”.<br />
Diventerà sindaco di Firenze, statista,operatore nelle culture ma, in fondo, resterà comunque costantemente un terziario francescano e domenicano. Anche la politica la affronterà secondo una chiave di lettura di partecipazione religiosa. L’avvicinamento al mondo cattolico e la sua richiesta di mistero in Quasimodo dipende anche dal suo dialogare con La Pira. Si condenserà nei versi di “Dare e avere” del 1966.<br />
1922. Lettera di La Pira a Quasimodo:<br />
“…io penso che il linguaggio sia la via del Signore: basta penetrarlo, basta scendere in esso, ricercarlo alle radici per vedere come da un solo tronco, da una sola inscindibile unità tutto si ramifica e sorge dalla Potenza all&#8217; Atto: come la natura ha pochissimi semplici elementi che poi non sono che aspetti d&#8217;una semplicissima materia, così la lingua non ha che pochi suoni originari tutti provenienti da una Radice che non si riveli se non a chi vi mediti con fede e ammirazione: così l&#8217;albero dalle migliaia di foglie canta a primavera il suo silenzioso stormire, così il linguaggio dalle migliaia di fremiti ripete a Dio in ogni parola il suo grazie eterno: tutte le parole non sono che come le foglie, linfe disposte in maniera varia, ma linfe d&#8217;uno stesso corpo, d&#8217;una stessa origine, estremamente unite”.<br />
D’altronde le esperienze vissute con La Pira lo porteranno verso le vie delle “Confessioni”. Infatti le sue prime poesie, Quasimodo le pubblicherà nel 1917 sulla rivista “Nuovo Giornale Letterario”. La Pira lo spinse alla conoscenza del greco e del latino. Questa conoscenza lo condusse a diventare un traduttore acuto dei lirici greci e latini.<br />
Cosa era, dunque, la poesia per La Pira? Da Vienna nel 1930 La Pira gli scriveva:<br />
“…tu hai la virtù di apparirmi in uno sfondo di infinito: di quell’infinito luminoso e sereno che Gesù è venuto a dischiudere nelle anime”. E nel 1927: “…io non mi inganno quando penso che tu potresti col tuo verso &#8211; felice grimaldello che ti permette di aprire le mistiche case dell&#8217;anima- racchiudere brani notevoli di mistero: di quel mistero illuminato, e illuminante quale ce lo dà la Rivelazione di Gesù Cristo”.<br />
La poesia è, dunque, rivelazione. La grande e “miracolosa” rivelazione che incontro di Eternità dopo la lettera di La Pira, Quasimodo scriverà dei versi di una pregnanza religiosa ricca di contenuti mistici:<br />
“Mi trovi deserto, Signore,<br />
nel tuo giorno,<br />
serrato ad ogni luce.<br />
Di te privo spauro,<br />
perduta strada d’amore,<br />
e non m’é grazia<br />
nemmeno trepido cantarmi<br />
che fa secche mie voglie.<br />
T’ho amato e battuto;<br />
si china il giorno<br />
e colgo ombre dai cieli:<br />
che tristezza il mio cuore<br />
di carne!”.<br />
Il titolo iniziale era, appunto, “Confessione” e successivamente avrà come titolo: “Si china il giorno”. Il loro rapporto durerà sino alla morte di Quasimodo e La Pira lo consegnerà alla sua quotidiana preghiera. Ma quasi tutta la poesia di Quasimodo ha una tensione spirituale.<br />
Una spiritualità che accompagnerà sia la raffinatezza del linguaggio in termini estetici sia l’ontologia della parola che risulterà sempre più ardente metafisica dell’Incontro. Quasimodo era nato a Modica il 20 agosto del 1901 e morto a Napoli il 14 giugno del 1968. Giorgio La Pira era nato a Pozzallo il 9 gennaio del 1904 e morto a Firenze il 5 novembre del 1977.<br />
Due cittadine ragusane a distanze di non più di 16 chilometri.<br />
La Pira, quasi a conclusione della sua missiva del 1930, trovava in Quasimodo:<br />
“…Ormai non cerchiamo che le cose del cielo: al cielo è rivolto il nostro cuore: e canta in esso e pesa in esso tutto l&#8217;amore eterno della nostra patria sospirata! La Gerusalemme celeste!”.<br />
La poesia non è forse una Gerusalemme Liberata?<br />
Giorgio La Pira resta il primo e sincero lettore della spiritualità poetica e umana di Salvatore Quasimodo, Nobel 1959.<br />
Lettera di Giorgio La Pira a Salvatore Quasimodo. 1930:<br />
“A quelli che non credono in Cristo rispondiamo con quest&#8217;unico argomento: Cristo solamente poteva compiere questo divinissimo miracolo della mia interiore resurrezione: Egli solo poteva aprirmi le porte del gaudio e dell&#8217;esultanza: Egli solo Dio fatto uomo -poteva rendere alla mia anima una verginità che la rende più splendente degli Angeli!<br />
Ed in quest&#8217;amore pieno e confidente per Gesù rinnova con frequenza i tuoi giorni.<br />
Tu l&#8217;avrai certamente ricevuto nel tuo cuore, pane di vita, il Signore Sacramentato: ebbene, abitua la tua anima ad avere più fame di questo pane: a sempre più dissetarsi a questa fonte d&#8217;acqua eterna!<br />
Uniti nel comune sentimento di immensa gratitudine, con l&#8217;animo esultante di speranze immortali, cantiamo assieme agli Angeli: Alleluia, Alleluia!”.<br />
Un viaggio spirituale che ci pone oltre le parole. Ci viaggia nell’anima. I linguaggi sono oltre. sempre. Resta la Contemplazione.<br />
Contemplazione! La poesia attraversa il reale per vivere metafisicamente il senso e l’ascolto della contemplazione. Un atto appunto di una religiosità che diventa abbraccio. Distante da forme fenomenologiche. Intriso di ontologia ma dentro il mistero e il canto lirico. Una preghiera.</p>
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		<title>Un ricordo indelebile di Alessandro Quasimodo parlando di poesia del Mediterraneo tra mito e grecità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni saggista, antropologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 May 2025 17:27:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Quasimodo]]></category>
		<category><![CDATA[Salvatore Quasimodo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1179" height="702" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8105.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8105.jpeg 1179w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8105-300x179.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8105-1024x610.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8105-768x457.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8105-1170x697.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8105-585x348.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1179px) 100vw, 1179px" /></p>
<p>Addio ad Alessandro Quasimodo, interprete, regista teatrale e divulgatore dell’opera poetica del padre. Aveva 85 anni. Il ricordo indelebile di Pierfranco Bruni parlando di poesia del Mediterraneo tra mito e&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/05/02/un-ricordo-indelebile-di-alessandro-quasimodo-parlando-di-poesia-del-mediterraneo-tra-mito-e-grecita/">Un ricordo indelebile di Alessandro Quasimodo parlando di poesia del Mediterraneo tra mito e grecità</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Addio ad Alessandro Quasimodo, interprete, regista teatrale e divulgatore dell’opera poetica del padre. Aveva 85 anni. Il ricordo indelebile di Pierfranco Bruni parlando di poesia del Mediterraneo tra mito e grecità. Dal mondo ellenico a Salvatore Quasimodo. Un viaggio mai interrotto per dare un senso al linguaggio di nuovi incontri.<img decoding="async" class="size-medium wp-image-102781 alignnone" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/dd199d33-3d07-4bfb-a824-652eb8407587-1-300x121.jpeg" alt="" width="300" height="121" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/dd199d33-3d07-4bfb-a824-652eb8407587-1-300x121.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/dd199d33-3d07-4bfb-a824-652eb8407587-1-1024x414.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/dd199d33-3d07-4bfb-a824-652eb8407587-1-768x311.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/dd199d33-3d07-4bfb-a824-652eb8407587-1-585x237.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/dd199d33-3d07-4bfb-a824-652eb8407587-1.jpeg 1080w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Siamo scesi sull’orizzonte<br />
della sera ascoltando le voci<br />
che da lontano toccano<br />
le nebbie nei mari<br />
che legano gli spazi ai destini.<br />
Mai più ti dirò<br />
di quel ragazzo<br />
che ha lasciato il Sud<br />
per una manciata<br />
di pagine in piu lungo<br />
i filari dei ginepri nell’isola<br />
che fu di Circe.<br />
Ora l’aurora<br />
è scesa tra i ricordi<br />
e ha parole di primavera<br />
pur nel silenzio degli echi<br />
distratti tra le dita.</p>
<p>Tanti ricordi con Alessandro. Anche quando smentimmo che alla Biblioteca di Taranto furono trovati degli inediti del papà Salvatore.</p>
<p>Si affollano. Diventano nuvole. Uno dei ricordi più belli fu quando pubblicai il mio libro su Salvatore Quasimodo dal titolo L’ombra di Platone, edito da il Coscile. Inseriremmo alcune foto inedite, questa volta realmente inedite, del papà. Più volte fu presente ai miei incontri e le nostre letture sulla poesia erano articolate ma empatiche. Fu un attore ma anche un poeta. Fu una eredità importante. Da Milano alla Sicilia. In quella sua Sicilia che racconta le nostre isole reali metafisiche. Modica. Il parco letterario. Poi anche nella Sicilia di Sciascia. Poi a Rocca Lumera. A Messina. L’orologio di Messina… Tindari… La vita trascorre le sue ore. Viene subito sera.</p>
<p>….</p>
<div class="wp-block-image"></div>
<p><strong>Pierfranco Bruni</strong> è nato in Calabria. <img decoding="async" class="alignright size-full wp-image-79406" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/Pierfranco-Bruni-1.jpg" alt="" width="152" height="139" /><br />
Archeologo direttore del Ministero Beni Culturali, presidente del Centro Studi “Grisi” e già componente della Commissione UNESCO per la diffusione della cultura italiana all’estero.<br />
Nel 2024 Ospite d’onore per l’Italia per la poesia alla Fiera Internazionale di Francoforte e Rappresentante della cultura italiana alla Fiera del libro di Tunisi.<br />
Per il Ministero della Cultura è attualmente:</p>
<p>• presidente Commissione Capitale italiana città del Libro 2024;</p>
<p>• presidente Comitato Nazionale Celebrazioni centenario Manlio Sgalambro;</p>
<p>• segretario unico comunicazione del Comitato Nazionale Celebrazioni Eleonora Duse.<br />
È inoltre presidente nazionale del progetto “Undulna Eleonora Duse”, presidente e coordinatore scientifico del progetto “Giacomo Casanova 300”.</p>
<p>Ha pubblicato libri di poesia, racconti e romanzi. Si è occupato di letteratura del Novecento con libri su Pavese, Pirandello, Alvaro, Grisi, D’Annunzio, Carlo Levi, Quasimodo, Ungaretti, Cardarelli, Gatto, Penna, Vittorini e la linea narrativa e poetica novecentesca che tratteggia le eredità omeriche e le dimensioni del sacro.<br />
Ha scritto saggi sulle problematiche relative alla cultura poetica della Magna Grecia e, tra l’altro, un libro su Fabrizio De André e il Mediterraneo (“Il cantico del sognatore mediterraneo”, giunto alla terza edizione), nel quale campeggia un percorso sulle matrici letterarie dei cantautori italiani, ovvero sul rapporto tra linguaggio poetico e musica. Un tema che costituisce un modello di ricerca sul quale Bruni lavora da molti anni.</p>
<p>@<strong>Riproduzione riservata</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="wp-block-image"></div>
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		<title>Giornata Quasimodo e la cultura italiana il 30 aprile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Apr 2022 05:35:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook Ophelia’sfriends]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="434" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/DC5EF527-F7D7-4E81-BFDC-F6ACF697E8D5.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/DC5EF527-F7D7-4E81-BFDC-F6ACF697E8D5.jpeg 774w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/DC5EF527-F7D7-4E81-BFDC-F6ACF697E8D5-300x168.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/DC5EF527-F7D7-4E81-BFDC-F6ACF697E8D5-768x431.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/DC5EF527-F7D7-4E81-BFDC-F6ACF697E8D5-585x328.jpeg 585w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>L&#8217;iniziativa  nasce da un lungo progetto con le Istituzioni Sabato 30 Aprile, alle ore 16:30 nel gruppo Facebook “Ophelia’s friends”, si terrà una puntata speciale di È TEMPO DI CULTURA&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2022/04/29/giornata-quasimodo-e-la-cultura-italiana-il-30-aprile/">Giornata Quasimodo e la cultura italiana il 30 aprile</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="434" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/DC5EF527-F7D7-4E81-BFDC-F6ACF697E8D5.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/DC5EF527-F7D7-4E81-BFDC-F6ACF697E8D5.jpeg 774w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/DC5EF527-F7D7-4E81-BFDC-F6ACF697E8D5-300x168.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/DC5EF527-F7D7-4E81-BFDC-F6ACF697E8D5-768x431.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/DC5EF527-F7D7-4E81-BFDC-F6ACF697E8D5-585x328.jpeg 585w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p><p><b><i>L&#8217;iniziativa  nasce da un lungo progetto con le Istituzioni</i></b></p>
<p>Sabato 30 Aprile, alle ore 16:30 nel gruppo Facebook “Ophelia’s friends”, si terrà una puntata speciale di È TEMPO DI CULTURA dedicata all’indimenticato poeta siciliano <b>Salvatore Quasimodo</b>, in occasione dei 90 anni dalla pubblicazione di “Oboe sommerso”. Partecipano all’incontro Pierfranco Bruni (poeta, saggista e scrittore, già candidato al Nobel per la Letteratura, Presidente del Centro Studi e Ricerche “Francesco Grisi”), Stefania Romito (giornalista e scrittrice), <b>Franca De Santis</b> (Presidente Associazione culturale “Terra dei Padri”) e <strong>Patrizia Tocci</strong> (saggista e scrittrice).</p>
<p>Il Centro Studi e Ricerche “Francesco Grisi” e “Ophelia’s friends Cultural Projects”, in collaborazione con il Mibac, il Nuovo Rinascimento di Milano, il Sindacato Libero Scrittori Italiani, negli ultimi anni si sono fatti promotori di diversi eventi e progetti culturali al fine di omaggiare la poetica di Salvatore Quasimodo, uno tra i più rappresentativi poeti del nostro Novecento letterario, insignito del Premio Nobel per la Letteratura nel 1959.<br dir="auto" />Di notevole spessore elogiativo è il progetto lirico, che comprende cartella e video, dal titolo SALVATORE QUASIMODO &#8211; TRA LA MAGNA GRECIA E I NAVIGLI (con versi di <strong>Pierfranco Bruni</strong> e creazioni grafiche di <b>Stefania Romito</b>) realizzato in occasione dei 50 anni dalla morte del poeta siciliano con l’intento di porre l’attenzione sull’importanza che la città di Milano ebbe nella sua formazione poetica ed esistenziale. A dominare, in questo lavoro rappresentativo, sono i chiaroscuri, tra sfumature di nero e bianco, che si fondono alla realtà milanese ponendo in essere quei simboli importanti per Quasimodo, come il <b>Duomo</b>, i <b>Navigli</b>, il <b>Bar Jamaica</b>, la <b>casa di corso Garibaldi </b>e il <b>Monumentale</b>. Simboli che si amalgamano alla realtà della <b>Magna Grecia</b>, con espliciti rimandi a Modica, a Tindari, Scilla e Cariddi, Odisseo e Leonida. Miti classici che riaffiorano dalle acque cristalline del mare di Sicilia per riflettersi nelle acque dei navigli milanesi illuminati da lampioni e impreziositi dagli scavi della Magna Grecia. Il treno, i binari, ricorrono spesso nel vissuto di Quasimodo. Treno che assume una doppia valenza simbolica di rifugio sicuro e di mezzo di cambiamento, trasformazione.<br dir="auto" /><br dir="auto" />Il progetto lirico SALVATORE QUASIMODO &#8211; TRA LA MAGNA GRECIA E I NAVIGLI è stato presentato in anteprima, nel luglio del 2018, al <b>Jamaica Bar</b> di Milano con grande successo di pubblico. Hanno preso parte all’incontro <b>Pierfranco Bruni </b>(poeta, saggista e scrittore), <b>Stefania Romito</b> (giornalista e scrittrice), <b>Rosella Maspero </b>e <b>Davide Foschi</b> (Nuovo Rinascimento), con la partecipazione straordinaria di <b>Alessandro Quasimodo</b>. A settembre del 2018 si è tenuto il secondo appuntamento al <b>Jamaica Bar di Milano</b> con la presenza di <b>Alessandro Quasimodo</b>, <b>Stefania Romito</b> (giornalista e scrittrice), <b>Davide Foschi</b> e <b>Rosella Maspero</b> (Nuovo Rinascimento).<br dir="auto" />Nell’ottobre del 2018 il progetto lirico è stato presentato alla Mondadori di Cosenza. Un importante evento letterario che ha visto la partecipazione di <strong>Alessandro Quasimodo</strong>, in collegamento da Milano, il quale ha calamitizzato l’attenzione del folto pubblico presente con il racconto di episodi inediti sulla vita del padre, concentrandosi sul rapporto con gli altri intellettuali del suo tempo (tra cui Montale ed Elio Vittorini) e sul legame esclusivo con la moglie <b>Maria Cumani</b>, straordinaria danzatrice, attrice teatrale e poetessa. La lettura delle liriche di Salvatore Quasimodo, in special modo la meravigliosa Lettera alla madre (meglio nota come Mater dulcissima) e la suggestiva poesia di Maria Cumani intitolata Nenia, hanno concluso un appuntamento culturale di grande interesse poetico ed esistenziale. Nel corso dell’incontro, <b>Stefania Romito</b> ha presentato la Cartella poetico letteraria dal titolo SALVATORE QUASIMODO – DALLA MAGNA GRECIA AI NAVIGLI, della quale ha curato la veste grafica, nata da un’idea di <b>Pierfranco Bruni</b>, autore dei versi poetici dai quale emergono con grande intensità le peculiari tematiche della poetica di Quasimodo, quali il tema della solitudine, del disagio esistenziale, dell’errante nel mondo che si vanno ad intrecciare con il tema della memoria e della nostalgia. Un viaggio nella condizione umana e poetica di Salvatore Quasimodo in cui le memorie hanno il sapore del mito. È infatti nella sicilianità e nella dimensione della grecità che Quasimodo ritrova i valori fondanti dell’esistenza e la condizione di innocenza del Beato Eden. La grecità assume una duplice valenza simbolica in Quasimodo: da un lato rappresenta uno strumento di perfezionamento del linguaggio lirico e dall’altro il ritrovamento di quei valori esistenziali quasi totalmente assenti nella sua contemporaneità. Soltanto nel ricordo della terra natia, che si intreccia inevitabilmente al mito, Quasimodo ritrova una condizione di armonia e serenità. Nella Cartella emerge, altresì, l’importanza che ebbe la città di Milano nella sua formazione non soltanto intellettuale ma anche esistenziale. Tematiche che sono state riprese e ampliate da <b>Pierfranco Bruni</b> nel suo illuminante intervento che ha focalizzato l’attenzione su alcuni aspetti inediti della personalità poetica di Quasimodo e, in special modo, sul suo rilevante lavoro di traduzione dei lirici greci e del Vangelo di Giovanni dal quale sono emersi particolari di grande originalità che rischiano di mettere in discussione il dato teologico. Tutti aspetti che Pierfranco Bruni tratta magistralmente nel suo libro “L’ombra di Platone” (Edizioni Il Coscile). Un libro che evidenzia lo spirito errante di Quasimodo nell’ombra della caverna platonica alla ricerca del suo esistenzialismo lirico. Un intellettuale dell’anima che evade da un realismo cronaca per abitare il mito. Un poeta che necessita di vivere il segreto della solitudine per ritornare alla sua isola nell’ascolto del silenzio. Salvatore Quasimodo si configura così nel libro di Pierfranco Bruni che traccia un illuminante viaggio alla riscoperta dell’isola perduta. Un appassionante navigare tra le acque dei Mediterranei in cui il simbolo si tinge di grecità e misticismo. <br dir="auto" />Il viaggio nella lirica quasimodiana prosegue con la puntata speciale di È TEMPO DI CULTURA -diretta Facebook sabato 30 Aprile, ore 16:30, nel gruppo letterario “Ophelia’s friends”.</p>
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