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		<title>Perché e come nacque il sindacato degli scrittori cattolici guidato da Francesco Grisi a 55 anni dall&#8217;inizio delle attività</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jan 2026 10:07:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoria/Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Grisi]]></category>
		<category><![CDATA[Scrittori cattolici]]></category>
		<category><![CDATA[sindacato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1856" height="1484" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/829205ff-5315-4231-916a-32a99cb70206.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/829205ff-5315-4231-916a-32a99cb70206.jpeg 1856w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/829205ff-5315-4231-916a-32a99cb70206-300x240.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/829205ff-5315-4231-916a-32a99cb70206-1024x819.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/829205ff-5315-4231-916a-32a99cb70206-768x614.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/829205ff-5315-4231-916a-32a99cb70206-1536x1228.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/829205ff-5315-4231-916a-32a99cb70206-1170x935.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/829205ff-5315-4231-916a-32a99cb70206-585x468.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1856px) 100vw, 1856px" /></p>
<p>Pierfranco Bruni racconta la nascita del Sindacato Libero Scrittori Italiani e il ruolo di Francesco Grisi nella difesa della libertà culturale. A 55 anni di distanza, l’articolo ricostruisce un passaggio&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/01/14/115911/">Perché e come nacque il sindacato degli scrittori cattolici guidato da Francesco Grisi a 55 anni dall&#8217;inizio delle attività</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><b><i>Pierfranco Bruni</i> racconta la nascita del Sindacato </b><em><b>Libero Scrittori Italiani e il ruolo di Francesco Grisi nella difesa della libertà culturale. A 55 anni di distanza, l’articolo ricostruisce un passaggio cruciale della storia letteraria italiana. Documenti e voci dei protagonisti restituiscono il clima di un’epoca segnata da forti confronti tra intellettuali.</b></em></p>
<p><b>Di Pierfranco Bruni*</b></p>
<p>Una storia di cultura tra politica e mondo cattolico e dialettica tra intellettuali che non accettavano l&#8217;egemonia del comunismo tra editoria e letteratura (soprattutto). Un documentato scavo nella vita di un contesto storico tra gli anni Settanta e il Duemila si ricostruisce con la concretezza dei fatti.<br />
Particolari interessanti da documenti inediti scontro tra intellettuali marxisti e mondo cattolico le scelte iniziali di Francesco Grisi, Antonio Barolini, Ettore Paratore A 55 anni dalle attività.<br />
Nel 1971infatti (anche se lo Statuto porta la data del novembre 1970) nasceva ufficialmente il Sindacato Libero Scrittori Italiani dopo uno scontro tra intellettuali cattolici e intellettuali marxisti del Sindacato Nazionale Scrittori. Ma la spaccatura all’interno del Sindacato Nazionale Scrittori si verifica nell’autunno del 1970. Da una costola del Sindacato Nazionale Scrittori nasceva il Sindacato Libero Scrittori Italiano. Il nuovo Sindacato verrà ufficializzato soltanto alcuni mesi dopo. Infatti lo statuto porta la data del gennaio del 1971.</p>
<p>Il Sindacato Nazionale degli Scrittori aveva come capostipite, a cominciare dal 1945, Corrado Alvaro. Il protagonista ,e uno dei “rivoltosi” forti della scissione e della istituzione del Sindacato Libero Scrittori Italiani, fu lo scrittore Francesco Grisi, insieme ad Antonio Barolini. Francesco Grisi sarà il primo Segretario generale del Sindacato Libero Scrittori Italiani, carica che manterrà ininterrottamente sino ad aprile del 1999, anno della sua scomparsa.</p>
<p>Gli scrittori Antonio Barolini e Francesco Grisi furono i primi firmatari dello Statuto del Sindacato Libero Scrittori Italiani sorto tra il 1970 – 1971. Barolini e Grisi furono, in realtà, i “bersaglieri”, in prima linea, di quella battaglia per la difesa della libertà culturale. Tra i fondatori che firmarono lo Statuto, oltre a Grisi e Barolini, spiccano Marcello Camillucci, Giuseppe Gironda, Ettore Paratore, Fausto Gianfranceschi, Domenico Volpi, Gaetano Salveti, Francesco Boneschi.</p>
<p>L’Atto costitutivo del Sindacato Libero Scrittori Italiani, comunque, venne registrato a Roma il 22 gennaio del 1971. Polemiche e scontri avevano occupato i mesi precedenti. Perché il Sindacato Nazionale Scrittori, il cui segretario in quel periodo era Libero Bigiaretti (l’autore del famoso romanzo “Disamore”), si spacca? In realtà si era creata una vera e propria frattura politica all’interno di quel Sindacato che era stato rifondato, nel 1945, da Corrado Alvaro e resta segretario sino al 1956 (Alvaro morì in quell’anno). Vi subentra Giovanni Battista Angioletti (nato nel 1896 e morto nel 1961). Alla sua morte prende il posto Libero Bigiaretti.</p>
<p>Nel maggio del 1970, durante un congresso, venne messa in discussione la linea del Sindacato e per tentare di risolvere la questione venne costituito un Comitato per cercare di dirimere i problemi e preparare un’Assemblea nel corso della quale si doveva discutere un nuovo statuto. L’Assemblea si svolge l’Otto novembre del 1970 ma il risultato della discussione portò ad un conflitto insanabile e quindi ad una relativa scissione.</p>
<p>Antonio Barolini e Francesco Grisi intervistati dal settimanale “Gente”, proprio in quelle settimane del 1970, lasciarono delle pesanti dichiarazioni. Barolini: “La nostra reazione è nata dagli arbitri, dalle illegalità, dalle sopraffazioni di un gruppo che, investito di un potere illimitato e temporaneo, ha tentato di prorogare questa situazione in violazione dello statuto e di ogni regola di convivenza civile”.</p>
<p>Cosa era avvenuto in realtà? In una “velina” finora riservata si legge: “Nel corso dell’Assemblea nazionale del Sindacato Nazionale Scrittori, svoltasi a Roma il 7 e 8 novembre, come già nell’assemblea del 7 – 8 maggio, per la seconda volta non è stato possibile eleggere il Consiglio Direttivo, contravvenendo alle norme statutarie, all’Ordine del Giorno di convocazione ed alla linea dialettica degli iscritti; tutto ciò a causa dell’atteggiamento intollerante di un gruppo di potere, che punta ad una involuzione antidemocratica. Un gruppo di iscritti, convinti di un necessario rinnovamento, vista l’impossibilità di giungere a dar vita ad una azione sindacale consona alla funzione sociale degli uomini di cultura, ha abbandonato l’assemblea. In relazione a ciò, è in corso un’azione democratica intesa a risolvere la grave situazione sindacale”.</p>
<p>Il dibattito continuò nel corso dei mesi successivi. Francesco Grisi in una sua dichiarazione sempre al settimanale “Gente” sottolineò: “Non è un caso che queste grandi manovre siano cominciate dopo che nel partito comunista la ‘linea Amendola’ è divenuta linea ufficiale e prevalente”. E così prosegue con molta chiarezza: “E’ palese il disegno dell’estrema sinistra di impadronirsi di alcuni organismi importanti dal punto di vista culturale: non per niente l’assalto al sindacato scrittori si è svolto contemporaneamente all’assalto alle Associazioni sindacali dei giornalisti e dei magistrati. La tattica di questi gruppi è sempre la stessa: presentando richieste in continuazione, mettendo in votazione sempre nuovi ordini del giorno, essi riescono a stancare qualsiasi assemblea. Quando la maggioranza dei congressisti abbandona l’aula, si prendono decisioni importanti e definitive. I risultati sono quelli che i contestatori pretendono”.</p>
<p>La prima Assemblea del Sindacato Libero si svolse il 18 novembre. Commenta sempre Francesco Grisi: “Ci rendemmo conto di aver fatto qualcosa di importante, capimmo che ancora una volta la cultura poteva indicare una strada al mondo politico”. Importante fu la relazione che svolse il senatore Giuseppe Spataro, Vice presidente del Senato, democristiano, al primo Congresso del Sindacato Libero Scrittori, che fu una vera e propria “benedizione”, e l’attenzione di Dino del Bo, Ministro democristiano, nei confronti del Sindacato stesso fu precisa e anche rigorosa.</p>
<p>Ma proprio nel novembre 1970 il giornalista della Rai Andrea Barbato sferrò un duro attacco ai fondatori del nuovo Sindacato cattolico in una lettera indirizzata ad Antonio Barolini usando questi termini: “…che – permettimi di dirlo – non avrebbe neppure il diritto di fregiarsi dell’aiuto di uno scrittore come te. (…) Davvero pensi (…) che esiste un attacco a tutti i centri intellettuali del paese? Davvero vuoi mescolarti con… pazienza, non scriverò quei nomi”.</p>
<p>Comunque le adesioni al nuovo Sindacato di marca cattolica si arricchirono con i nomi, oltre a quelli già citati, di Italo De Feo, di Diego Fabbri, Francesco Compagna, Adriano Grande, Guido Gonnella, Luigi Volpicelli, Alberto Consiglio, Giuseppe Prezzolini, Raimondo Manzini e molti altri successivamente: da Giuseppe Selvaggi ad Aldo Garosci, da Luigi Preti a Panfilo Gentile a Franz Maria D’Asaro. Subito dopo esploderanno le polemiche ideologiche tra marxisti, cattolici e intellettuali conservatori. Ma questo è un altro capitolo che ricostruiremo successivamente con documenti alla mano. Una storia che parla di identità e eredità non solo culturali ma anche di motivazioni spirituali. Da qui sono nati libri importanti come gli scritti cristiani di Mario Pomilio, Francesco Grisi, Diego Fabbri, Ettore Paratore e filosofi come Augusto Del Noce Francesco Mercadante, Pietro Prini.</p>
<p>*Presidente del Centro Studi e Ricerche Francesco Grisi</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>….</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-large is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-100880" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/01/Pierfranco-Bruni-3-1024x929.jpg" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/01/Pierfranco-Bruni-3-1024x929.jpg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/01/Pierfranco-Bruni-3-300x272.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/01/Pierfranco-Bruni-3-768x697.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/01/Pierfranco-Bruni-3.jpg 1083w" alt="" width="1024" height="929" /></figure>
</div>
<p><strong>Pierfranco Bruni</strong> è nato in Calabria. Archeologo, direttore del Ministero dei Beni Culturali e, dal 31 ottobre 2025, membro del CdA dei Musei e Parchi Archeologici di Melfi e Venosa, nominato dal Ministro della Cultura; presidente del Centro Studi “Francesco Grisi” e già componente della Commissione UNESCO per la diffusione della cultura italiana all’estero.</p>
<p>Nel 2024 è stato Ospite d’onore per l’Italia per la poesia alla Fiera Internazionale di Francoforte e Rappresentante della cultura italiana alla Fiera del libro di Tunisi.</p>
<p>Incarichi in capo al Ministero della Cultura:</p>
<p>Presidente Commissione Capitale italiana città del Libro 2024;</p>
<p>Presidente Comitato Nazionale Celebrazioni centenario Manlio Sgalambro;</p>
<p>Segretario unico comunicazione del Comitato Nazionale Celebrazioni Eleonora Duse.</p>
<p>È inoltre presidente nazionale del progetto “Undulna Eleonora Duse” e presidente e coordinatore scientifico del progetto “Giacomo Casanova 300”.</p>
<p>Ha pubblicato libri di poesia, racconti e romanzi. Si è occupato di letteratura del Novecento con studi su Pavese, Pirandello, Alvaro, Grisi, D’Annunzio, Carlo Levi, Quasimodo, Ungaretti, Cardarelli, Gatto, Penna, Vittorini e sulle linee narrative e poetiche del Novecento che richiamano le eredità omeriche e le dimensioni del sacro.</p>
<p>Ha scritto saggi sulle problematiche relative alla cultura poetica della Magna Grecia e, tra l’altro, un libro su Fabrizio De André e il Mediterraneo (“Il cantico del sognatore mediterraneo”, giunto alla terza edizione), nel quale esplora le matrici letterarie dei cantautori italiani e il rapporto tra linguaggio poetico e musica, tema che costituisce un modello di ricerca sul quale Bruni lavora da molti anni.</p>
<p>Studioso di civiltà mediterranee, Bruni unisce nella sua opera il rigore scientifico alla sensibilità umanistica, ponendo al centro della sua ricerca il dialogo tra le culture, la memoria storica e la bellezza come forma di identità.<br />
@<strong>Riproduzione riservata</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>FEDIRETS, CCNL Dirigenza Funzioni Locali: dopo 11 anni di attesa da ARAN proposte inaccettabili</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 May 2020 13:13:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[contratto]]></category>
		<category><![CDATA[Fedirets]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="800" height="445" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/05/F2BAC8C3-7582-4294-8E64-21B3EB3253AE.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/05/F2BAC8C3-7582-4294-8E64-21B3EB3253AE.png 800w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/05/F2BAC8C3-7582-4294-8E64-21B3EB3253AE-300x167.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/05/F2BAC8C3-7582-4294-8E64-21B3EB3253AE-768x427.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/05/F2BAC8C3-7582-4294-8E64-21B3EB3253AE-585x325.png 585w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Petrone, Sette e De Paolis segretari di FEDIRETS, principale sindacato dell’Area dei dirigenti delle Funzioni locali, esprimono pieno dissenso al contenuto bozza contratto dell&#8217;11 maggio: &#8221;Ci batteremo per un CCNL&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2020/05/23/fedirets-ccnl-dirigenza-funzioni-locali-dopo-11-anni-di-attesa-da-aran-proposte-inaccettabili/">FEDIRETS, CCNL Dirigenza Funzioni Locali: dopo 11 anni di attesa da ARAN proposte inaccettabili</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="800" height="445" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/05/F2BAC8C3-7582-4294-8E64-21B3EB3253AE.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/05/F2BAC8C3-7582-4294-8E64-21B3EB3253AE.png 800w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/05/F2BAC8C3-7582-4294-8E64-21B3EB3253AE-300x167.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/05/F2BAC8C3-7582-4294-8E64-21B3EB3253AE-768x427.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/05/F2BAC8C3-7582-4294-8E64-21B3EB3253AE-585x325.png 585w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p><h5><i>Petrone, Sette e De Paolis segretari di FEDIRETS, principale sindacato dell’Area dei dirigenti delle Funzioni locali, esprimono pieno dissenso al contenuto bozza contratto dell&#8217;11 maggio: &#8221;Ci batteremo per un CCNL a tutela di ruolo, competenze e capacità dei nostri dirigenti, contro ogni tentativo di precarizzare e dividere la nostra categoria&#8221;&#8217;</i></h5>
<p><strong>Roma, maggio 2020 </strong>&#8211; Le dichiarazioni dei segretari della <strong>Federazione Dirigenti e Direttivi Enti Territoriali e Sanità</strong> (<strong>Fedirets</strong>)  in merito alle inaccettabili  proposte di <strong>Aran </strong>sul CCNL dell’Area dei dirigenti delle Funzioni Locali, di cui si riporta il testo integrale contenuto nella nota ricevuta:</p>
<p>&#8221;Siamo i segretari di tre storiche Organizzazioni sindacali oggi riunite in FEDIRETS (Federazione Dirigenti e Direttivi Enti territoriali e Sanità), principale sindacato dell’Area dei dirigenti delle Funzioni locali. Rappresentiamo i circa 15.000 dirigenti pubblici, amministrativi, ingegneri tecnici, informatici, clinici, gestionali, avvocati, contabili, provveditori, economi, capi del personale, sociologi, statistici, analisti, dirigenti ambientali, comunicatori, responsabili delle polizie locali, responsabili di presidi territoriali sanitari o socio-sanitari, ecc., che si occupano della gestione delle aziende del SSN, delle agenzie per la protezione dell’ambiente (ARPA), degli Istituti zooprofilattici sperimentali (IZS), degli Istituti pubblici di assistenza e beneficenza (IPAB), delle Regioni e Province autonome, delle Province, delle Città metropolitane, dei Comuni, ivi inclusi i segretari generali, comunali e provinciali degli Enti locali.</p>
<p><strong>E’ paradossale,</strong> ma siamo senza Contratto nazionale di lavoro da ben 11 anni, a differenza degli altri 3 milioni di dipendenti pubblici, ivi inclusi i 150.000 dirigenti dei Ministeri, della Scuola e Sanitari del SSN.</p>
<p><strong>E’</strong> <strong>avvilente, </strong>ma da quasi un anno abbiamo iniziato una trattativa, per il rinnovo contrattuale di un triennio già abbondantemente scaduto (2016-2018), che si sta rivelando inconcludente se non addirittura offensiva e lesiva della dignità professionale e personale della categoria che rappresentiamo. Nel corso dei mesi abbiamo presentato centinaia di proposte (219 la nostra Organizzazione senza contare quelle formulate dalle altre sigle che siedono al tavolo) e l’11 maggio scorso, dopo mesi di stallo “giustificati” dall’emergenza (mentre a livello europeo si concludono trattati delicatissimi in videoconferenza), ci è stato presentato un testo identico a quello di 6 mesi fa che non accoglie NESSUNA delle proposte di qualsiasi sigla sindacale.</p>
<p><strong>E’ scandaloso</strong> dover constatare, soprattutto in questo momento storico in cui proprio la dirigenza che rappresentiamo ha dovuto affrontare, fra enormi difficoltà e nel silenzio totale,  i più cruciali aspetti gestionali dell’emergenza sanitaria e sociale (assunzione del personale per la Sanità, approvvigionamento dei DPI, allestimento dei reparti COVID, erogazione di sussidi alla popolazione, ordine pubblico, controlli di sicurezza), che i datori di lavoro di Regioni, ivi incluso il SSN, ed Enti locali, considerano le Organizzazioni sindacali come un fastidio e i dirigenti dell’Area Funzioni Locali come coloro che si mettono di traverso alla logica della mera appartenenza politica che già tanti guasti ha fin qui provocato.</p>
<p><strong>E’ umiliante</strong> che i datori di lavoro non abbiano avuto alcun riguardo per l’impegno reso in questa fase di emergenza da dirigenti che in prima linea, senza orari e senza risparmio, in condizioni caotiche e di rischio professionale, in presenza o da casa, e dovendo spesso fare i conti con il vuoto o la confusione della politica e delle istituzioni centrali, hanno dovuto garantire la sicurezza e l’ordine pubblico dentro e fuori gli ambienti di lavoro, l’approvvigionamento di dispositivi di protezione introvabili, il reclutamento di professionisti irreperibili, il funzionamento di apparecchiature salvavita, la logistica e la ristrutturazione di spazi e locali in tempo reale, la quotidiana straordinaria amministrazione, ecc.</p>
<p><strong>E’ offensivo</strong> che in questo contesto la preoccupazione dei datori di lavoro trasfusa nella bozza presentata l’11 maggio – priva finanche della parte economica –  sia stata solo quella rendere più facile il licenziamento, la revoca dell’incarico piuttosto che il procedimento disciplinare dei dirigenti delle funzioni tecnico amministrative di Regioni, Comuni, SSN e segretari comunali e provinciali. Solo per tale dirigenza vengono proposte norme che non hanno trovato invece alcuno spazio nei contratti dei dirigenti dei ministeri, della scuola e sanitari del SSN rinnovati nei mesi scorsi. Come se dei 15.000 dirigenti dell’Area Funzioni Locali la stragrande maggioranza fosse inetta ed incapace. O forse perché solo scomoda al politico di turno.</p>
<p><strong>Siamo determinati </strong>a pretendere un CCNL che tuteli il nostro ruolo, valorizzi le capacità e le competenze presenti nei nostri dirigenti, contro ogni tentativo di precarizzare e dividere la nostra categoria.</p>
<p><strong>Siamo convinti</strong> di essere una risorsa insostituibile, ancora di più di fronte alle sfide enormi che il nostro Paese ha davanti e che hanno bisogno del dirigente competente e non del dirigente aderente. Senza competenze vere ed esperienza concreta niente potrà andare bene.</p>
<p>Vorremmo che questo fosse un sentire comune e <strong>daremo battaglia </strong>perché ciò venga riconosciuto anche attraverso lo strumento contrattuale.</p>
<p><strong>Elisa Petrone</strong> – FEDIR email: segreterianazionale@fedir.it</p>
<p><strong>Mario Sette</strong> &#8211; DIREL email:segreteriagenerale@direl.net</p>
<p><strong>Silvana De Paolis </strong>&#8211; DIRER-SIDIRSS email: info@direr-sidirss.it</p>
<p>&nbsp;</p>
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