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	<title>Spagna Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>L’Europa non è un condominio (anche se qualcuno insiste a portarsi dietro le ciabatte)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Arno’ direttore de La Gazzetta Italo brasiliana]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 09:47:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="800" height="600" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/condominio.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/condominio.png 800w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/condominio-300x225.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/condominio-768x576.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/condominio-585x439.png 585w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Tra veti, distinguo e fughe solitarie, l’Unione rischia di sembrare un’assemblea di litiganti più che una comunità di destino C’è un equivoco di fondo che, come certi rumori notturni nei&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/04/01/leuropa-non-e-un-condominio-1anche-se-qualcuno-insiste-a-portarsi-dietro-le-ciabatte/">L’Europa non è un condominio (anche se qualcuno insiste a portarsi dietro le ciabatte)</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="800" height="600" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/condominio.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/condominio.png 800w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/condominio-300x225.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/condominio-768x576.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/condominio-585x439.png 585w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p><p><strong><em>Tra veti, distinguo e fughe solitarie, l’Unione rischia di sembrare un’assemblea di litiganti più che una comunità di destino</em></strong></p>
<p>C’è un equivoco di fondo che, come certi rumori notturni nei palazzi mal amministrati, continua a disturbare il sonno dell’Europa: l’idea che l’Unione sia un elegante condominio dove ciascuno può fare ciò che vuole, salvo poi lamentarsi dell’odore di fritto altrui. Non è così. O, almeno, non dovrebbe esserlo.</p>
<p>L’Unione Europea nasce, sulla carta, come un’unione di Stati che condividono non solo regole, ma anche una direzione politica, una visione, un minimo sindacale di coerenza internazionale. Non è il club del “faccio come mi pare purché pago le spese comuni”, né una riunione di scapoli geopolitici in cerca d’autore.</p>
<p>E invece, a giudicare dagli ultimi sviluppi, l’aria che tira somiglia più a quella dell’“Armata Brancaleone”: ognuno per sé, Dio per tutti e, se possibile, qualche corsia preferenziale per i propri mercantili.</p>
<p>Prendiamo il caso della Spagna di Pedro Sánchez. Mentre il resto dell’Occidente cerca faticosamente una linea comune su crisi e sicurezza, Madrid si distingue per una certa creatività diplomatica: dialoga con l’Iran, ottiene garanzie di transito nello stretto di Hormuz, si smarca dalla missione europea “Aspides” e, già che c’è, si dichiara contraria all’aumento della spesa NATO. Il tutto con la grazia di chi, invitato a cena, decide di portarsi da casa il proprio menù.</p>
<p>Il risultato? Teheran elargisce riconoscimenti selettivi: passaggio sicuro per i mercantili spagnoli “perché Madrid rispetta il diritto internazionale”. Una formula elegante, che suona più o meno come: “voi siete diversi dagli altri”. E quando qualcuno inizia a essere “diverso” in politica estera, di solito significa che qualcosa si è incrinato.</p>
<p>Ora, sia chiaro: il rispetto del diritto internazionale, quello vero, non quello a geometria variabile, non è materia negoziabile. Il regime di libero transito negli stretti, sancito dalla UNCLOS, non si contratta come un saldo di fine stagione. È una regola, e le regole o si rispettano tutti o diventano carta decorativa.</p>
<p>Ma il punto non è giuridico. È politico. È strategico. È, in ultima analisi, esistenziale per l’Europa.</p>
<p>Si può, nel pieno di una tensione globale crescente, restare contemporaneamente dentro l’Unione Europea, nella NATO e nel sistema delle Nazioni Unite, e poi comportarsi come un battitore libero? Si può essere “non allineati” quando si è, per definizione, allineati a un sistema di alleanze?</p>
<p>La risposta, se si vuole essere onesti, è no. O meglio: si può fare, ma ha un prezzo. E di solito non lo paga solo chi gioca da solista.</p>
<p>E qui entra in scena l’altro convitato di pietra, l’Ungheria, che da tempo interpreta l’appartenenza europea come una forma d’arte contemporanea: astratta, incomprensibile e spesso provocatoria. Due casi non fanno ancora una regola, ma fanno certamente un problema. Anzi, due.</p>
<p>“Huston, abbiamo un problema”, verrebbe da dire. Ma non è un guasto improvviso: è un difetto di fabbrica mai corretto. L’Europa ha tollerato troppo a lungo l’ambiguità, scambiandola per pluralismo. Ha accettato il dissenso strategico come fosse una sfumatura culturale. Ha confuso la libertà con l’arbitrio.</p>
<p>Eppure, la realtà è meno filosofica e più brutale: non si può stare con due piedi in una scarpa. È scomodo, e prima o poi si cade.</p>
<p>Se l’Unione vuole essere qualcosa di più di un mercato ben arredato, deve decidere cosa essere: una potenza rispettabile o una riunione di condòmini rumorosi. Non esiste una terza via fatta di comunicati prudenti e malumori sussurrati.</p>
<p>Chi condivide le regole resta e le rispetta. Chi non le condivide ha tutto il diritto di andarsene, o il dovere degli altri di accompagnarlo gentilmente alla porta. Non per cattiveria, ma per igiene istituzionale.</p>
<p>Perché, alla fine, il vecchio adagio non sbaglia: se osservi abbastanza a lungo il problema, scoprirai che il problema sei tu.</p>
<p>E l’Europa, a forza di guardarsi allo specchio, dovrebbe averlo capito. Ma continua a pettinarsi. E intanto, fuori, il mondo bussa. Non sempre con buone intenzioni.</p>
<p>Giuseppe Arnò</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Europei di Padel 2025, l’Italia pronta alla sfida di Cadice</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Sep 2025 14:07:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[Cadice]]></category>
		<category><![CDATA[Europei]]></category>
		<category><![CDATA[padel]]></category>
		<category><![CDATA[Spagna]]></category>
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<p>Sedici azzurri convocati da Marcela Ferrari: quattro i volti nuovi nella squadra che sogna di ripetere l’impresa di Cagliari Roma, 12 settembre 2025 – L’Italia del padel è pronta a&#8230;</p>
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<p data-start="321" data-end="726">Roma, 12 settembre 2025 – L’Italia del padel è pronta a volare in Spagna. La Main Coach delle Nazionali maschile e femminile, <strong>Marcela Ferrari</strong>, insieme agli assistant coach <strong>Saverio Palmieri</strong> e <strong>Filippo Scala</strong>, hanno scelto i sedici atleti che rappresenteranno il tricolore alle <strong>Final Eight della FIP Euro Padel Cup 2025,</strong> in programma dal <strong>21 al 25 ottobre</strong> a La <strong>Línea de la Concepción, nella provincia di Cadice</strong>.</p>
<p data-start="728" data-end="1274">La lista vede conferme importanti ma anche novità: quattro atleti vestiranno per la prima volta la maglia azzurra. Per la squadra femminile sono state convocate <strong>Carlotta Casali, Giulia Dal Pozzo*, Giorgia Marchetti, Carolina Orsi, Chiara Pappacena, Martina Parmigiani, Emily Stellato e Giulia Sussarello</strong>.</p>
<p data-start="728" data-end="1274">Tra gli uomini, invece, la scelta è ricaduta su <strong>Flavio Abbate*, Marco Cassetta, Simone Cremona, Lorenzo Di Giovanni, Giulio Graziotti, Simone Iacovino*, Alvaro Montiel Caruso* e Aris Patiniotis</strong>. (*prima convocazione in Nazionale maggiore).</p>
<p data-start="1276" data-end="1616">Gli azzurri ritroveranno sulla loro strada alcune delle avversarie più forti d’Europa. Nel<strong> tabellone maschile</strong> le sfide saranno contro <strong>Spagna, Portogallo, Francia, Paesi Bassi, Svezia, Gran Bretagna e Germania</strong>, mentre nel torneo femminile le <strong>ragazze</strong> affronteranno <strong>Spagna, Francia, Portogallo, Gran Bretagna, Paesi Bassi, Germania e Belgio.</strong></p>
<p data-start="1618" data-end="1921">Le Nazionali azzurre si preparano a difendere i grandi risultati del 2024 quando, sui campi di<br />
Cagliari, conquistarono uno storico doppio argento, alle spalle della sola fortissima Spagna.<br />
IL FORMAT DI GIOCO DELLE FINAL EIGHT &#8211;</p>
<p data-start="1618" data-end="1921">Le Final Eight prenderanno il via con una fase a gironi; due gruppi composti da quattro squadre ciascuno si affronteranno il 21, 22 e 23 ottobre in tie da tre partite al meglio dei tre set.<br />
Le prime due classificate di ciascun girone accederanno alle semifinali (in programma<br />
venerdì 24 ottobre). Le finali per il titolo, e le sfide per il terzo e quarto posto, sono in<br />
programma sabato 25 ottobre.</p>
<p data-start="1618" data-end="1921">
<div>Photocover: la premiazione degli Europei di Cagliari 2024 (Credits: FOTO FIP)</div>
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		<title>El antisemitismo de cierta españa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alan David Baumann]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Jan 2023 06:48:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[27 gennaio]]></category>
		<category><![CDATA[Accordo Barcellona]]></category>
		<category><![CDATA[Antisemitismo]]></category>
		<category><![CDATA[apartheid]]></category>
		<category><![CDATA[giornata della memoria]]></category>
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		<category><![CDATA[Tel Aviv]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="657" height="350" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/B0EB49BF-13C7-4384-8576-B97E65801329.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/B0EB49BF-13C7-4384-8576-B97E65801329.jpeg 657w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/B0EB49BF-13C7-4384-8576-B97E65801329-300x160.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/B0EB49BF-13C7-4384-8576-B97E65801329-585x312.jpeg 585w" sizes="(max-width: 657px) 100vw, 657px" /></p>
<p>La sindaca spagnola Ada Colau sta promovendo la dissoluzione dello storico gemellaggio tra Barcellona e Tel Aviv. Il Gemellaggio era nato a seguito degli accordi di pace di Oslo dopo&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="657" height="350" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/B0EB49BF-13C7-4384-8576-B97E65801329.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/B0EB49BF-13C7-4384-8576-B97E65801329.jpeg 657w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/B0EB49BF-13C7-4384-8576-B97E65801329-300x160.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/B0EB49BF-13C7-4384-8576-B97E65801329-585x312.jpeg 585w" sizes="(max-width: 657px) 100vw, 657px" /></p><p><i>La sindaca spagnola Ada Colau sta promovendo la dissoluzione dello storico gemellaggio tra Barcellona e Tel Aviv. Il Gemellaggio era nato a seguito degli accordi di pace di Oslo dopo un incontro tra l’allora sindaco israeliano M. Roni Milo e Yasser Arafat. Il sindaco ha fissato la data simbolica del 27 gennaio Giornata internazionale in memoria delle vittime dell&#8217;Olocausto -per il voto del Consiglio municipale della città di Barcellona per la fine del gemellaggio.La lettera di  Ariela Cassuto, Presidente della UBBI – Union of Bené Berith Italiane, agli ambasciatori spagnoli in Italia, Israele e Bruxelles.</i></p>
<p>Un forte attacco antisemita, mascherato come spesso accade da antisionismo o antiisraelianismo, è stato programmato niente di meno che dal comune di Barcellona.</p>
<p>La sindaca spagnola Ada Colau sta promovendo la dissoluzione dello storico gemellaggio tra Barcellona e Tel Aviv. Per dirla tutta, l’accordo siglato nel 1998 riguardava non soltanto queste due città, ma anche Gaza, ed era stato creato dall’allora sindaco israeliano M. Roni Milo, dopo un incontro con Yasser Arafat. Il Gemellaggio era nato a seguito degli accordi di pace di Oslo.<br />
Lo scorso mese di dicembre 2022, David Bondia, “difensore civico” della città di Barcellona, ha sollecitato il Consiglio comunale di Barcellona a revocare l&#8217;accordo di &#8220;amicizia e cooperazione&#8221; con Tel Aviv, perché a suo dire, “questo gemellaggio non ha tenuto conto del cambiamento di circostanze intervenuto dopo la sua conclusione, non garantisce l&#8217;impegno per i diritti umani e non promuove relazioni internazionali che promuovono la giustizia globale &#8230; In questo accordo è stato concordato lo scambio di esperienze e conoscenze sulla gestione municipale, lo sviluppo di iniziative culturali, collaborazione sociale e progetti di cooperazione per migliorare le condizioni di vita della popolazione di Gaza”.<br />
Ci preme riprendere la lettera che Ariela Cassuto, Presidente della UBBI – Union of Bené Berith Italiane, ha inviato agli ambasciatori spagnoli in Italia, Israele e Bruxelles:</p>
<p>Caro Ambasciatore,<br />
Le scrivo in qualità di Presidente di UBBI Union of Bené Berith Italiane. Bené Berith è la più antica organizzazione ebraica dedicata alla lotta contro l&#8217;antisemitismo e alla promozione di una società tollerante e inclusiva in tutto il mondo. In Italia siamo presenti a Roma, a Milano e in Toscana.<br />
Sono stato profondamente rattristato nel sentire che il sindaco di Barcellona, la signora Ada Colau e il suo partito politico, hanno promosso un&#8217;iniziativa per eliminare l&#8217;accordo di amicizia tra Barcellona e Tel Aviv, città gemellate da 25 anni.<br />
Inoltre, il sindaco ha fissato la data simbolica del 27 gennaio per il voto del Consiglio municipale della città di Barcellona per la fine del gemellaggio.<br />
Il 27 gennaio è la Giornata internazionale in memoria delle vittime dell&#8217;Olocausto. Questo è un insulto alla memoria e va contro il desiderio comune di promuovere la pace.<br />
Per oltre due decenni, la Spagna ha cercato di ricostruire i rapporti con il mondo ebraico attraverso una serie di iniziative volte a valorizzare la cultura sefardita e ripristinare una presenza ebraica in Spagna. Queste iniziative di allontanamento d&#8217;Israele rischiano di riportarci al clima della &#8220;Disputa di Barcellona&#8221; del 1263 e del Gherush del 1492, che dovremmo evitare.<br />
La stessa Giunta dichiara sul proprio sito, che la collaborazione tra le città non è stata possibile &#8220;per ragioni derivanti dal conflitto&#8221;. E si avalla il concetto di “apartheid contro il popolo palestinese”. “Questo crimine contro l&#8217;umanità si aggiunge all&#8217;occupazione e al colonialismo che la popolazione palestinese ha subito per decenni”, sottolinea il difensore civico.</p>
<p>A nome dell&#8217;Unione UBBI di Bené Berith e dei suoi membri, vi esorto a fare in modo che l&#8217;accordo di amicizia non venga eliminato.<br />
Al contrario, dovremmo promuovere la pace e più accordi di amicizia tra comunità di diverse fedi e credenze, creando più dialogo e più ponti tra le comunità.<br />
Distinti saluti,<br />
Ariela Cassuto<br />
Presidente dell&#8217;UBBI Unione di Bené Berith Italia</p>
<p>La scelta unilaterale di Barcellona, non solo di schierarsi contro l’unico paese democratico nella regione mediorientale, ma anche di soggiacere alla volontà di organismi che da sempre finanziano organizzazioni terroristiche riconosciute tali da gran parte del mondo occidentale, valica lo schieramento di una pseudo area politica, definito antiisraelinismo o/e antisionismo. Con la scelta di voler interrompere l’accordo con Israele, proprio nel Giorno della Memoria, stabilito internazionalmente a ricordo della liberazione di Auschwitz il 27 gennaio 1945, la sindaca Colau – tutto sommato la ringraziamo per questo – dimostra quanto antisemitismo, antiisraelinismo ed antisionismo siano una cosa sola.<br />
Ovviamente non possiamo che invitare chi la pensa come la Sindaca, di recarsi a Gaza e valutare da dove vengono inviate le centinaia di missili sulla popolazione civile di Israele. Si accorgerà che Ospedali e scuole coprono i dispositivi di lancio. Riguardo invece alla mancanza di infrastrutture nelle case, perché non chiedersene il motivo: dal 1967, da quando cioè l’Egitto perse e non rivolle quella fascia di terra, i soldi ricevuti della autorità arabe ex egiziane, poi autonominatesi “palestinesi”, sono stati veramente infiniti, ma alle loro dirigenze terroristiche servono di più non solamente le centinaia di missili, ma soprattutto il continuare a raccontare di vivere in “Campi profughi”. Chiedetene le prove alla vedova di Arafat, ai parenti dei dirigenti “palestinesi” che vivono in lussuosi hotel europei e seguono le scuole più dispendiose e chiccose &#8230; alla faccia del loro popolo.<br />
Questa scelta sarà una nuova macchia scura per la Spagna. Nel 1992 Re Juan Carlos chiese scusa, dopo oltre 5 secoli dalla Grande Inquisizione. Ora chissà &#8230;</p>
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		<title>Javier Mariàs, l’immortalità dello scrittore spagnolo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Sep 2022 21:19:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Spagna]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Xavier Marias]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="414" height="232" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/09/0C0CE626-37C1-43A4-99C3-1F603D5A0A05.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/09/0C0CE626-37C1-43A4-99C3-1F603D5A0A05.png 414w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/09/0C0CE626-37C1-43A4-99C3-1F603D5A0A05-300x168.png 300w" sizes="(max-width: 414px) 100vw, 414px" /></p>
<p>di Antonella LaMantia E’ mancato, a soli 70 anni, lo scrittore Javier Marías, scomparso a Madrid l’11 settembre a causa di  una polmonite bilaterale, secondo quanto riferirebbero fonti informate dai familiari. Marías apparteneva a una famiglia&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><b>di Antonella LaMantia</b><br />
E’ mancato, a soli 70 anni, lo scrittore Javier Marías, scomparso a Madrid l’11 settembre a causa di  una polmonite bilaterale, secondo quanto riferirebbero fonti informate dai familiari.</p>
<p>Marías apparteneva a una famiglia di umanisti. Tra critici d’arte, filosofi, scrittori e critici cinematografici, potremmo anche definire Marias “nipote d’arte”: il suo talento ereditato, anche in parte, dallo zio regista Jesus Franco; per il quale aveva anche tradotto le sceneggiature di Dracula.</p>
<p>Tra i maggiori scrittori al mondo, Javier Marías è stato traduttore, giornalista e saggista; vincitore di alcuni dei più importanti riconoscimenti letterari come il premio internazionale di letteratura IMPAC, il Nelly Sachs e il Premio Internazionale Bottari Lattes Grinzane.<br />
Amatissimo nel suo Paese, la prematura scomparsa ha lasciato attonito il mondo letterario, culturale e non solo.</p>
<p>“La sua opera lo manterrà vivo nel nostro ricordo”. “E’ un giorno triste per la nostra Spagna”  così  il ministro della Cultura Miquel Iceta nel giorno della cerimonia commemorativa.</p>
<p>“Javier Marías era uno dei grandi scrittori del nostro tempo”  ha affermato il premier spagnolo Pedro Sánchez su Twitter.</p>
<p>Il madrileno Marías inizia a scrivere giovanissimo. A soli 19 anni debutta con Los dominios del lobo, in italiano “I territori del lupo”. Romanzo intrigante ambientato negli anni 20 del 1900, un intreccio di misteri, omicidi e segreti.</p>
<p>Il suo maestro fu Juan Benet, scrittore e ingegnere civile spagnolo ricordato soprattutto per i racconti Nunca Llegaras a nada in cui già si anticipava il nichilismo radicale chiave della sua scrittura. Proprio come il suo mentore anche Marías affiancò al suo talento nella scrittura due ulteriori lavori: per anni fu sia un professore universitario presso l’Università Complutense di Madrid che un traduttore.</p>
<p>Ricordato per la sua vibrante produzione letteraria capace di raccontare come pochi la profondità dell’animo umano che lega a ritmo incalzante il lettore alle pagine dei suoi romanzi rigo dopo rigo. Come per  Corazón tan blanco, Todas las almas, Tu rostro mañana o Tomás Nevinson uscito per Einaudi nel febbraio scorso.</p>
<p>L’apprezzamento della critica spagnola e internazionale gli valse il conferimento di Premi letterari d’eccezione: L’uomo sentimentale (premio Herralde), todas las almas e Corazón tan blanco. Quest’ultimo vinse il premio della critica. Un romanzo che ha come protagonisti Juan e Luisa, marito e moglie entrambi traduttori per organismi internazionali. Un apparente racconto innocente si trasformerà, in poche righe, in una storia avvincente ricca di colpi di scena, misteri, colpe, fantasmi del passato e segreti.</p>
<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-47425" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/09/image-5-1024x538.png" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/09/image-5-1024x538.png 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/09/image-5-300x158.png 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/09/image-5-768x403.png 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/09/image-5.png 1280w" alt="" width="1024" height="538" /></figure>
<p>L’opera magna rimane Tu rostro mañana sulla quale lo  scrittore lavorerà dal 2002 al 2007. Sotto forma di trilogia racconta il suo approccio alla guerra civile a partire da un episodio vissuto in prima persona, la delazione di cui suo padre fu vittima. Il romanzo è talmente tanto pensato e intricato da possedere più trame e sotto trame. Esse si intrecciano e si riferiscono contemporaneamente ad altre opere ed eventi storici passati. Non mancano anche le sue riflessioni, sia etiche che filosofiche.</p>
<p>Quello che non tutti sanno forse è che oltre a essere uno scrittore, Marías fu anche un sovrano. Nel 1997, infatti, si fece nominare sovrano del Regno di Redonda, un regno fittizio presente sull’isola di Redonda nell’arcipelago delle Antille. Peccato però il luogo sia oggi disabitato e alle dipendenze del piccolo Stati caraibico di Antigua e Barbuda.</p>
<p>La sua immatura scomparsa dell’11 settembre contribuisce ad oscurare una data che ha già segnato tragicamente e indelebilmente la storia della nostra contemporaneità. La sua morte è certamente un’amarezza profonda, ma Javier Marías era e continuerà ad essere amato nel suo Paese e da coloro che hanno avuto ed avranno il privilegio di lasciarsi incantare dalla ricchezza delle sue opere che tanta notorietà gli diedero in vita rendendolo adesso immortale.</p>
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		<title>Spagna. Il Premier Sanchez firma il patto con parti sociali: un messaggio di fìducia per ripresa economica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Jul 2020 13:05:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Sanchez]]></category>
		<category><![CDATA[Spagna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="686" height="350" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/07/F8377653-EA3D-44FD-BA6F-4515B99AFDC9.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/07/F8377653-EA3D-44FD-BA6F-4515B99AFDC9.png 686w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/07/F8377653-EA3D-44FD-BA6F-4515B99AFDC9-300x153.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/07/F8377653-EA3D-44FD-BA6F-4515B99AFDC9-585x298.png 585w" sizes="(max-width: 686px) 100vw, 686px" /></p>
<p>La firma del patto per la ricostruzione economica e l&#8217;occupazione con le associazioni di categoria e sindacati rappresenterebbe per Governo di Madrid in piano d&#8217;urto necessario dopo la fase di&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="686" height="350" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/07/F8377653-EA3D-44FD-BA6F-4515B99AFDC9.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/07/F8377653-EA3D-44FD-BA6F-4515B99AFDC9.png 686w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/07/F8377653-EA3D-44FD-BA6F-4515B99AFDC9-300x153.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/07/F8377653-EA3D-44FD-BA6F-4515B99AFDC9-585x298.png 585w" sizes="(max-width: 686px) 100vw, 686px" /></p><h4><i>La firma del patto per la ricostruzione economica e l&#8217;occupazione con le associazioni di categoria e sindacati rappresenterebbe per Governo di Madrid in piano d&#8217;urto necessario dopo la fase di resistenza</i></h4>
<p><i><strong>Madrid, 03 luglio 2020  </strong><em>&#8211; </em> La firma del patto per la ricostruzione economica e l&#8217;occupazione in Spagna con le associazioni di categoria e sindacati è un &#8220;messaggio di fiducia in noi stessi e nei nostri partner europei&#8221;. Lo ha affermato il premier spagnolo, Pedro Sanchez, aggiungendo che il recupero dell&#8217;attività economica è essenziale dopo la &#8220;fase di resistenza&#8221; e deve essere messo in campo mediante un &#8220;piano d&#8217;urto&#8221;. Il presidente della Confederazione spagnola delle organizzazioni imprenditoriali (Ceoe), Antonio Garamendi, nel firmare l&#8217;accordo, ha evidenziato che solo con il &#8220;dialogo sociale&#8221; la Spagna potrà uscire dalla crisi e diventare un paese &#8220;più rilevante&#8221;, nonostante le differenze di prospettive con il governo. &#8220;Aspiro e chiedo che siano mantenuti i consueti canali di dialogo, che non si sappia dalla stampa&#8221;, ha affermato Garamendi, aggiungendo di &#8220;non condividere l&#8217;approccio fiscale&#8221; in quanto questo &#8220;non è il momento&#8221;.</p>
<p>Secondo il presidente degli imprenditori uno dei punti dell&#8217;accordo sui quali si dovrà lavorare con maggior forza è la lotta all&#8217;economia sommersa. Per il segretario dell&#8217;Unione generale dei lavoratori (Ugt), Pepe Alvarez, l&#8217;accordo è atto &#8220;molto importante&#8221; dal punto di vista della &#8220;di aspettative, della fiducia e dell&#8217;apertura di una porta per ricostruire un nuovo Paese, sulla spesa pubblica&#8221;, aggiungendo che &#8220;mai nella storia è stato fatto un tale sforzo&#8221;. Gerardo Cuerva, presidente della Confederazione della piccole e medie imprese (Cepyme), nel ricordare che sono &#8220;la spina dorsale dell&#8217;economia&#8221;, ha chiesto al governo di essere &#8220;ambizioso&#8221; e di &#8220;scommettere sulle aziende e sull&#8217;occupazione&#8221; che la pandemia del coronavirus ha fortemente destabilizzato. Unai Sordo, segretario della Confederazione sindacale delle commissioni operaie (Ccooo), ha sottolineato l&#8217; &#8220;qualitativa&#8221; del patto nell&#8217;individuare &#8220;i settori che necessitano di maggiore supporto, digitalizzazione e formazione&#8221;. (Spm)<a href="https://www.agenzianova.com/">https://www.agenzianova.com/</a></i></p>
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