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		<title>Tumore al seno : un farmaco,  nuove possibilità di cura per le pazienti</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/03/12/tumore-al-seno-un-farmaco-nuove-possibilita-di-cura-per-le-pazienti/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=tumore-al-seno-un-farmaco-nuove-possibilita-di-cura-per-le-pazienti</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Mar 2025 19:40:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[carcinoma mammario]]></category>
		<category><![CDATA[tumore seno]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="640" height="360" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/computer-1149148_640.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/computer-1149148_640.jpg 640w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/computer-1149148_640-300x169.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/computer-1149148_640-585x329.jpg 585w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>Tra i farmaci di ultima generazione per contrastare le metastasi generate dallo diffusione delle cellule tumorali dal seno ad altre parti del corpo (fegato, cervello, ossa, polmoni), si stanno rivelando&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="640" height="360" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/computer-1149148_640.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/computer-1149148_640.jpg 640w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/computer-1149148_640-300x169.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/computer-1149148_640-585x329.jpg 585w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p><p><strong>Tra i farmaci di ultima generazione per contrastare le metastasi generate dallo diffusione delle cellule tumorali dal seno ad altre parti del corpo (fegato, cervello, ossa, polmoni), si stanno rivelando particolarmente efficaci gli ADC, acronimo di Antibody-Drug Coniugates. Questi farmaci-anticorpo coniugati sono capaci di riconoscere le cellule tumorali sfruttando i recettori presenti sulla loro superficie per poi attaccarle e distruggerle dall’interno rilasciando una sostanza chemioterapica in modo selettivo.Un passo avanti per terapie più mirate e una migliore qualità di vita.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Milano, 12.03.2025</em>  &#8211; Terapie sempre più innovative e mirate = sempre più tempo di qualità per le pazienti. È questa l’equazione che muove la ricerca scientifica nel trattamento del tumore al seno metastatico, condizione sviluppata in quasi un caso su tre con diagnosi di carcinoma mammario in fase iniziale<sup>2</sup> e che solo in Italia riguarda ben 37.000 donne<sup>3</sup>.</p>
<p>Tra i farmaci di ultima generazione per contrastare le metastasi generate dallo diffusione delle cellule tumorali dal seno ad altre parti del corpo (fegato, cervello, ossa, polmoni), si stanno rivelando particolarmente efficaci gli <strong>ADC</strong>, acronimo di Antibody-Drug Coniugates. Questi farmaci-anticorpo coniugati sono capaci di riconoscere le cellule tumorali sfruttando i recettori presenti sulla loro superficie per poi attaccarle e distruggerle dall’interno rilasciando una sostanza chemioterapica in modo selettivo.</p>
<p>Questa innovativa e strategica azione antitumorale contraddistingue anche <strong>sacituzumab govitecan</strong>, un ADC che da oggi vede ampliato il suo campo di impiego. Oltre a essere stato autorizzato il suo utilizzo già in II linea per il tumore al seno triplo negativo metastatico (mTNBC), la forma biologicamente più aggressiva di tutte, questo innovativo farmaco rappresenta ora un’opzione terapeutica disponibile anche per le pazienti con carcinoma mammario metastatico HR+/HER2-, che cioè risulta positivo all’espressione dei recettori ormonali HR (estrogeno o progesterone), mentre esprime poche o nessuna proteina HER2 (recettore 2 del fattore di crescita umano).</p>
<p>Il tumore al seno HR+/HER2- (HR-positivo, HER2-negativo) costituisce circa il<strong> 70%</strong> di tutte le diagnosi di carcinoma mammario ed è caratterizzato da una maggiore probabilità di sviluppare metastasi ossee, con nella malattia metastatica un tasso di sopravvivenza a cinque anni del 34%<sup>4</sup>.</p>
<p><em>«In Italia si contano ogni anno circa 6-8.000 nuovi casi di tumore metastatico HR+/HER2-, che riguardano pazienti generalmente in buone se non ottime condizioni cliniche, quindi pienamente candidate &#8211; salvo eccezioni &#8211; a un trattamento con ulteriori linee terapeutiche»,</em> <strong>illustra il Prof. Michelino De Laurentiis, Direttore Dipartimento Corp-S assistenziale e di ricerca dei percorsi oncologici del Distretto Toracico Istituto Nazionale Tumori IRCCS &#8220;Fondazione G. Pascale&#8221; di Napoli.</strong> <em>«Recentemente l’opzione preferibile consiste nell’impiego dei coniugati farmaco-anticorpo (ADC), che in vari lavori di ricerca hanno dimostrato di essere più efficaci e spesso meglio tollerati rispetto alla chemioterapia. In particolare, il farmaco sacituzumab govitecan risulta indicato nelle pazienti con carcinoma mammario metastatico HR+/HER2- che hanno praticato almeno una linea endocrina e almeno due linee di chemioterapia. I vantaggi del suo utilizzo rispetto alla tradizionale terapia chemioterapica sono stati evidenziati dallo studio TROPiCS-02: sacituzumab govitecan ha migliorato la PFS (Progression-Free Survival), <strong>riducendo il rischio di progressione della malattia di circa il 34%,</strong> e ha prolungato la sopravvivenza, <strong>riducendo il rischio di decesso di circa il 21%</strong>. Inoltre, ed è un dato tutt’altro che secondario, ha migliorato in maniera statisticamente significativa la qualità di vita delle pazienti in termini sia di GHS (un indice globale di qualità di vita) sia di Fatigue (astenia). Per questi risultati sacituzumab govitecan è considerato dalle linee guida ESMO (European Society for Medical Oncology) un trattamento preferenziale per le donne colpite da tumore del seno metastatico HR+/HER2-».</em></p>
<p>Anticipare le cure con trattamenti mirati e quindi più efficaci risulta ancora più importante contro il tumore al seno metastatico triplo negativo (mTNBC): se il tasso generale di sopravvivenza a 5 anni nel carcinoma mammario metastatico è del 29%<sup>5</sup>, per l’mTNBC è infatti del 12%<sup>6</sup>. L’estensione dell’impiego già in II linea del trattamento con sacituzumab govitecan contro questa forma di tumore rappresenta allora un’importante opportunità per le donne che ne sono colpite, aprendo nuove prospettive di vita e di qualità della stessa.</p>
<p>«<em>Fino a poco tempo fa questo farmaco era disponibile solo in III linea (cioè, dopo due cicli chemioterapici), salvo eccezioni per le pazienti con recidiva precoce, ovvero entro un anno dalla fine della chemioterapia. Ma i dati scientifici hanno evidenziato che sacituzumab govitecan può essere utilizzato già in II linea e questo consente di mettere in atto un trattamento in una fase più precoce della malattia, quando le possibilità di risposta sono maggiori</em>», <strong>spiega Lucia Del Mastro, direttore della Clinica di oncologia medica dell&#8217;IRCCS Ospedale Policlinico San Martino di Genova e professore ordinario di Oncologia Università di Genova</strong><strong>.</strong> «<em>Nello studio ASCENT che ha portato alla sua iniziale approvazione, sacituzumab govitecan ha dimostrato di dimezzare il rischio di avere una progressione della malattia così come quello di morte rispetto alla chemioterapia standard. </em><em>Nello specifico,</em> <em>questo innovativo farmaco ADC riconosce una proteina chiamata TROP-2, presente sulla superficie delle cellule del tumore mammario, per poi rilasciare all’interno delle stesse un agente chemioterapico (SN-38) che assicura un potente effetto antitumorale in modo selettivo, riducendo la tossicità sui tessuti sani circostanti. Si hanno così meno sintomi debilitanti per una migliore qualità della vita: un vantaggio oggi accresciuto dall’ampliamento dell’accesso, perché tutte le pazienti eleggibili possono entrare in terapia con sacituzumab govitecan dopo la prima linea, senza dover sottoporsi a un’ulteriore chemioterapia tradizionale con tutti i suoi indesiderati effetti collaterali</em>».</p>
<p>Non essendoci una cura definitiva, riuscire a controllare il tumore al seno metastatico allungando e migliorando la vita delle pazienti è un obiettivo condiviso dalla ricerca con le associazioni, che si battono anche per rendere le nuove terapie accessibili a tutte le donne e in tutta Italia.</p>
<p><em>«Nel traguardo raggiunto oggi hanno avuto un ruolo determinante anche le associazioni di pazienti», </em>sottolinea <strong>Rosanna D’Antona, Presidente di Europa Donna Italia</strong>. «<em>Già nel dicembre 2023 è stata inviata ad AIFA una lettera a firma di Europa Donna Italia insieme alle Presidenti di altre reti di pazienti, per chiedere che venisse rivista una restrizione all’uso di questo farmaco per le donne con tumore al seno triplo negativo metastatico. A quella istanza AIFA aveva prontamente risposto assicurando che l’oggetto della richiesta era già al vaglio del loro comitato tecnico scientifico, e che l’appello corale delle associazioni dedicate alla senologia avrebbe potuto fare la differenza. Oggi il nostro ringraziamento va a tutti coloro che hanno reso possibile questa nuova tappa nell’accessibilità del farmaco, a partire dalle tante <strong>pazienti che hanno aderito ai trial clinici</strong>, le istituzioni e la comunità medico-scientifica».</em></p>
<p>«<em>Esprimiamo grande soddisfazione per l’estensione terapeutica di sacituzumab govitecan nel trattamento del tumore della mammella triplo negativo metastatico</em>», <strong>aggiunge la prof.ssa Adriana Bonifacino, Presidente della Fondazione IncontraDonna.</strong> «<em>Si tratta di un farmaco che rappresenta un&#8217;opportunità significativa per le pazienti con malattia metastatica e questo risultato è stato reso possibile grazie a un’importante azione di advocacy congiunta con le Associazioni di Pazienti Malati di Cancro alla Mammella. Apprendiamo che il farmaco è stato approvato anche per l’indicazione HR+, pertanto è ora fondamentale che le Regioni si adoperino per garantire la possibilità di prescrizione sia da parte dei Centri di oncologia che dei Centri di senologia, per consentire un&#8217;adozione tempestiva di questo trattamento. Il tempo è sempre un fattore cruciale per le pazienti che convivono con una malattia metastatica e l&#8217;accesso immediato a trattamenti innovativi è essenziale per migliorare la prospettiva di cura e la qualità della loro vita».</em></p>
<p>Se dare più tempo e di qualità alle pazienti è la finalità del presente, la ricerca scientifica guarda però sempre per definizione al futuro, in cui rimarrà determinante poter contare sull’appoggio e l’impegno di tutte le realtà coinvolte nella lotta al tumore al seno.</p>
<p>«<em>Tre anni fa abbiamo accettato la sfida di entrare nell’area dell’oncologia solida e oggi celebriamo un doppio traguardo che ci rende fieri e consapevoli dei valori che ci guidano ogni giorno: migliorare la vita dei pazienti che affrontano una malattia oncologica, anzi una malattia oncologica metastatica, non solo allungando la vita ma garantendo che sia vissuta con la migliore qualità possibile</em>», <strong>afferma Frederico Da Silva, Amministratore Delegato Gilead Sciences Italia.</strong> «<em>L&#8217;ampliamento dell&#8217;uso del nostro farmaco a tutte le pazienti con tumore al seno triplo negativo in seconda linea metastatica è un risultato davvero importante, ottenuto grazie alla collaborazione tra mondo scientifico, istituzioni, azienda e associazioni di pazienti, sempre in prima linea per garantire che le nuove opzioni terapeutiche siano disponibili il più velocemente possibile.</em> <em>Ora ci auguriamo, insieme a tutti quelli che hanno lavorato per raggiungere l’obiettivo, che queste terapie siano presto disponibili in tutte le Regioni cosicché i pazienti italiani ne possano beneficiare al più presto. Da parte nostra, continueremo a rafforzare il nostro impegno sul fronte della ricerca clinica: a oggi sono attivi 30 studi per 20 nuove potenziali indicazioni per il tumore al seno e altre tipologie di tumori solidi entro il 2030</em>».</p>
<p><strong>RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI</strong><br />
1. 2. 4. NIH National Cancer Institute. Surveillance, Epidemiology and End Results (SEER) Program. Cancer Stat Facts: Female Breast Cancer Subtypes. 2023.<br />
3. I numeri del cancro 2024-AIOM.<br />
5. American Cancer Society. Survival rates for breast cancer. 2021.<br />
6. Kassam F, et al. Survival outcomes for patients with metastatic triple-negative breast cancer: implications for clinical practice and trial design. Clinical Breast Cancer. 2009; 9(1): 29-33.</p>
<p><strong>Gilead Sciences</strong></p>
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		<title>OTTOBRE ROSA: LA DIAGNOSI PRECOCE È L’ARMA PIÙ EFFICACE CONTRO IL TUMORE AL SENO</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2024/10/03/ottobre-rosa-la-diagnosi-precoce-e-larma-piu-efficace-contro-il-tumore-al-seno/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=ottobre-rosa-la-diagnosi-precoce-e-larma-piu-efficace-contro-il-tumore-al-seno</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Oct 2024 10:58:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[diagnosi]]></category>
		<category><![CDATA[ottobre rosa]]></category>
		<category><![CDATA[Prevenzione]]></category>
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		<category><![CDATA[tumore seno]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="500" height="333" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/10/Diagnostica-senologica_Courtesy-Casa-di-Cura-San-Rossore-1-e1727952954314.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /></p>
<p>Grazie a una diagnosi precoce di tumore alla mammella si può guarire, come dimostrano i dati percentuali di guarigione in costante aumento. La Casa di Cura San Rossore di Pisa&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><b>Grazie a una diagnosi precoce di tumore alla mammella si può guarire, come dimostrano i dati percentuali di guarigione in costante aumento. La Casa di Cura San Rossore di Pisa presenta la Breast Unit, unità multidisciplinare dove con l’utilizzo delle tecnologie più avanzate si effettua un percorso d’eccellenza per la prevenzione e cura delle patologie mammarie.</b></p>
<p>Ottobre è il mese dedicato alla <strong>prevenzione del tumore al seno.</strong> Questa patologia è il tipo di cancro più comune tra le donne, con circa 2,3 milioni di nuovi casi diagnosticati ogni anno in tutto il mondo. In Italia, nel 2023, si stima che circa 55.900 donne abbiano ricevuto una diagnosi di tumore al seno. Senza dimenticare che in percentuale decisamente inferiore il tumore alla mammella si manifesta anche nell’uomo.</p>
<p>Decenni di ricerche e di studi hanno dimostrato che, <u><strong>e questa è la buona notizia</strong></u>, grazie a una diagnosi precoce di tumore alla mammella si può guarire, come dimostrano i dati percentuali di guarigione in costante aumento.</p>
<p>Attualmente, il <strong>tasso di sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi</strong> si attesta attorno al <strong>90%</strong>. Tuttavia, la chiave per aumentare ulteriormente questa percentuale è <strong>la prevenzione:</strong> una diagnosi precoce, infatti, consente di intervenire tempestivamente e di aumentare notevolmente le probabilità di guarigione.</p>
<p>La prevenzione inizia con esami regolari come l&#8217;autopalpazione, le mammografie e le ecografie che seguono protocolli standardizzati ma non specifici e talvolta non efficaci.</p>
<p>Un percorso di prevenzione e cura avanzato e adeguato è proposto dalla <strong>Breast Unit della Casa di Cura San Rossore</strong>.<img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-93828" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/10/Diagnostica-senologica_Courtesy-Casa-di-Cura-San-Rossore-4-300x200.jpeg" alt="" width="300" height="200" /></p>
<p>In questa unità multidisciplinare, altamente specializzata e composta da un team di specialisti, la diagnosi precoce e la cura sono strutturati all’interno di un protocollo medico che vede al centro l’utilizzo di sistemi d’avanguardia per la <strong>prevenzione, diagnosi e trattamento del tumore al seno</strong>.</p>
<p>Il vantaggio della Breast Unit, così come concepita alla Casa di Cura San Rossore, è di garantire alle pazienti e ai pazienti un approccio integrato e personalizzato, dove ogni caso viene affrontato da diverse figure professionali che interagiscono in tempo reale sulle necessità di diagnosi, cura e confronto specialistico per ogni singolo caso. L’unità medico-specialistica è composta da radiologi senologi, anatomo-patologi, chirurghi, oncologi, radioterapisti e psicologi. Tutti specialisti il cui punto di forza è l’aggiornamento continuo e costante nella propria disciplina. I Radiologi Senologi utilizzano tecnologie dedicate di ultima generazione come la mammografia 3D digitale, l’ecografia ad alta frequenza mammaria, biopsie ecoguidate e stereotassiche e risonanza magnetica con intelligenza artificiale.</p>
<p><strong>Ed è proprio l’utilizzo altamente specializzato della tecnologia che consente, fattore fondamentale, l’individuazione delle lesioni minime finalizzate alla diagnosi precoce. Dove, la diagnosi precoce, è bene ripeterlo, è l’arma più importante contro il tumore della mammella.</strong></p>
<p>In particolare, l’utilizzo della risonanza magnetica con intelligenza artificiale consente di ottimizzare l’esecuzione e la lettura dell’esame, e sul versante della prevenzione consente l’analisi della densità mammaria e del BPE (Background Parenchymal Enhancement) che fornisce importanti informazioni sull’attività di fondo della mammella in esame.</p>
<p>La Breast Unit si prende cura della paziente con diagnosi positiva attraverso un percorso completo di cura, che include l’intervento chirurgico, le terapie oncologiche mirate e radioterapiche e il supporto psicologico per le pazienti e le loro famiglie.</p>
<p>Per salvaguardare la salute di tutte le donne, l’Ottobre Rosa è un appuntamento importante ed è il mese in cui e<strong>ffettuare controlli periodici</strong> e <strong>affidarsi a strutture specializzate</strong> per tutelare la propria salute.<strong> </strong></p>
<p>Photo: courtesy Casa di Cura San Rossore</p>
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