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	<title>Turchia Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>La Turchia si candida a ospitare Wind Europe 2028 l’eolica tra sfide e geopolitiche e sicurezza energetica</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/09/18/la-turchia-si-candida-a-ospitare-wind-europe-2028-leolica-tra-sfide-e-geopolitiche-e-sicurezza-energetica/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=la-turchia-si-candida-a-ospitare-wind-europe-2028-leolica-tra-sfide-e-geopolitiche-e-sicurezza-energetica</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Monica Mazza]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Sep 2025 18:50:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Turchia]]></category>
		<category><![CDATA[Wind Europe 2028]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="531" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/WIND-EUROPE.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/WIND-EUROPE.png 531w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/WIND-EUROPE-300x249.png 300w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" /></p>
<p>In un contesto segnato dalla guerra in Ucraina e dal conflitto in Medio Oriente, Ankara si propone come hub affidabile per l’energia rinnovabile: con 14 GW di capacità installata e&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/09/18/la-turchia-si-candida-a-ospitare-wind-europe-2028-leolica-tra-sfide-e-geopolitiche-e-sicurezza-energetica/">La Turchia si candida a ospitare Wind Europe 2028 l’eolica tra sfide e geopolitiche e sicurezza energetica</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="531" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/WIND-EUROPE.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/WIND-EUROPE.png 531w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/WIND-EUROPE-300x249.png 300w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" /></p><p><em>In un contesto segnato dalla guerra in Ucraina e dal conflitto in Medio Oriente, Ankara si propone come hub affidabile per l’energia rinnovabile: con 14 GW di capacità installata e una supply chain in crescita, la Turchia vuole guidare la transizione europea e ospitare il principale evento eolico del continente</em></p>
<div class="mh-meta entry-meta"></div>
<p>Il conflitto in Medio Oriente e la guerra in Ucraina, che ha ridotto l’afflusso di gas dalla Russia, hanno mostrato i rischi per la sicurezza energetica globale e hanno indicato come la dipendenza energetica possa trasformarsi rapidamente in vulnerabilità, anche nelle catene di approvvigionamento delle tecnologie green. Il consumo energetico mondiale nel 2024 è aumentato del 2,2%, un tasso più rapido della media degli anni 2010-2019, pari a circa +1,5 % per anno. La domanda globale di elettricità è cresciuta ancor più rapidamente: nel 2024 +4,3 % rispetto all’anno precedente. Nel settore elettrico, fonti a basso contenuto di carbonio (rinnovabili e nucleare) hanno superato il 40% della produzione mondiale nel 2024. Tuttavia, i combustibili fossili continuano a dominare, con carbone, petrolio e gas che costituiscono la larga maggioranza del mix energetico mondiale e producono effetti nocivi sul clima. Secondo i dati di WindEurope, nel 2023 il 19% dell’elettricità è stata generata dal vento, al terzo posto dopo il 29% prodotto da fonti fossili e il 23% da fonti nucleari. In Europa, nel 2024 la capacità eolica installata è stata di 230 gigawatt, e la Commissione europea ha l’obiettivo di aumentarla a 425 GW nel 2030, con una preponderanza per le infrastrutture onshore (335GW) e 90 GW offshore.</p>
<p>L’energia eolica sta diventando particolarmente importante oggi per una serie di ragioni collegate sia alla guerra in Ucraina sia all’ascesa economica della Cina. L’eolico, insieme al solare, offre una via per ridurre la dipendenza da combustibili fossili esteri, garantendo maggiore autonomia energetica. Le fonti rinnovabili, inoltre, non risentono delle oscillazioni geopolitiche tipiche di gas e petrolio, contribuendo a calmierare i costi a lungo termine. La Cina è oggi il maggiore produttore mondiale di turbine eoliche e di tecnologie legate alle rinnovabili. Questo le consente di rafforzare la propria influenza economica e industriale. Per Europa e Stati Uniti investire nell’eolico significa non solo ridurre le importazioni di energia fossile, ma anche evitare di dipendere eccessivamente dalla tecnologia cinese. L’eolico non è solo un tema ambientale, ma anche una questione di competitività: chi domina la filiera delle rinnovabili avrà un vantaggio strategico nelle economie del futuro. In questo scenario, la Turchia può rappresentare per l’Europa un prezioso punto di riferimento sia per quanto concerne la produzione di energia eolica, sia per la supply chain.</p>
<p>La Turchia ha “circa 14 GW di capacità installata eolica, pari all’11,5% del consumo elettrico nazionale ed è al 6mo posto in Europa e al 12mo nel mondo per capacità eolica”, ha dichiarato in un recente briefing con la stampa a Istanbul Ibrahim Erden, presidente della Turkish Wind Energy Association (Tureb), aggiungendo che nel Paese ponte tra Europa e Asia vi sono “oltre 300 impianti eolici attivi con circa 4.500 turbine”. Il ministero dell’Energia turco punta ad avere una capacità di 48 GW entro il 2035, di cui 5 GW offshore, con l’obiettivo di avere il 25% dell’elettricità prodotta dal vento. Le rinnovabili complessivamente (idroelettrico, solare, eolico, geotermico) già oggi coprono circa il 42% della produzione elettrica turca. In Turchia non si produce soltanto energia eolica, ma esistono oltre 130 aziende dove vengono prodotte pale, torri, generatori e componenti per i parchi eolici, facendo del Paese asiatico un attore vicino e affidabile per la supply chain. L’indotto delle aziende per la produzione di componenti per parchi eolici vale circa 2,2 miliardi di euro, di cui il 70% destinato all’export. “La Turchia è parte integrante della catena di fornitura europea dell’eolico, soprattutto nell’area di Smirne”, ha affermato Erden. Nel corso dell’evento, a cui è intervenuto, tra gli altri anche Giles Dickson, Ceo di WindEurope, è emerso anche il tema dell’elettrificazione della cosiddetta industria pesante. Ad oggi, l’elettricità rappresenta soltanto il 23% dell’energia consumata. “L’elettrificazione dell’industria dell’acciao, del cemento, chimica e dei trasporti è una priorità”, ha detto Dickson. Attualmente, città come Smirne, Balikesir, Canakkale e Istanbul sono all&#8217;avanguardia nell&#8217;energia eolica, mentre le regioni di Marmara e dell&#8217;Egeo vantano le maggiori capacità installate. Alla luce dei dati sulla capacità installata e degli obiettivi governativi, ma anche grazie a un know-how sviluppato da aziende locali con investimenti stranieri, la Turchia vuole essere un punto di riferimento per la domanda energetica dell’Europa e presentato la propria candidatura per ospitare a Istanbul l’evento Wind Europe 2028, che annualmente, in città di volta in volta diverse, riunisce rappresentanti di governi, industrie, organizzazioni della società civile, mondo accademico, difesa, istituzioni finanziarie e comunità locali per esplorare gli ultimi sviluppi nel campo dell&#8217;energia eolica, il ruolo dell&#8217;energia eolica nelle politiche climatiche, le nuove tecnologie nell&#8217;energia eolica offshore e onshore e i dati specifici per Paese.</p>
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		<title>Varosha, il “quartiere fantasma” di Famagosta a Cipro Nord</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/08/31/varosha-il-quartiere-fantasma-di-famagosta-a-cipro-nord/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=varosha-il-quartiere-fantasma-di-famagosta-a-cipro-nord</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valentina Chabert]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 Aug 2025 12:49:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1080" height="1368" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_0060.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_0060.jpeg 1080w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_0060-237x300.jpeg 237w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_0060-808x1024.jpeg 808w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_0060-768x973.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_0060-585x741.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /></p>
<p>Varosha per i greco-ciprioti, Maraş per gli abitanti di etnia turca, è diventata il simbolo della guerra tra i due popoli sull’isola di Cipro. Ex quartiere turistico e area di&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/08/31/varosha-il-quartiere-fantasma-di-famagosta-a-cipro-nord/">Varosha, il “quartiere fantasma” di Famagosta a Cipro Nord</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Varosha per i greco-ciprioti, Maraş per gli abitanti di etnia turca, è diventata il simbolo della guerra tra i due popoli sull’isola di Cipro. Ex quartiere turistico e area di vacanza per eccellenza degli anni Settanta, oggi è un vero e proprio quartiere fantasma fuori dalle mura della città di Famagosta. Allo stato di abbandono e fatiscenza si aggiunge una disputa tra le due etnie, a cui le Nazioni Unite cercano una soluzione.</em></p>
<p>Di Valentina Chabert</p>
<p>All’ingresso del quartiere di <em>Maraş </em>(Varosha secondo la nomenclatura greca), qualche militare e un poliziotto controllano i passaporti all’interno di un fatiscente gabbiotto ingiallito dalle intemperie.</p>
<p>Qualche metro più avanti, un chiosco noleggia biciclette, monopattini e addirittura piccoli <em>golf cart</em> per i turisti che hanno oltrepassato il checkpoint e si sono avventurati fino a <strong>Famagosta</strong>, città simbolo degli scontri tra greci e turchi del 1974.</p>
<p>Varosha non è altro che un cumulo di edifici in piena decadenza su cui la natura sta prendendo il sopravvento. Finestre rotte, insegne arrugginite, palazzi ancora in costruzione e negozi dalle pareti crollate contribuiscono all’atmosfera spettrale – se non post-apocalittica – del luogo. Avvolti da un silenzio quasi innaturale, interrotto dal passaggio di qualche gatto randagio in cerca di un po’ di cibo, si scorgono i <strong>resort di nuova costruzione negli anni Settanta</strong> che facevano di Famagosta una <strong>meta turistica d’eccellenza</strong> all’epoca della guerra fredda.</p>
<p>Poi l’<strong>invasione turca dell’estate 1974</strong>, seguita a plurime violazioni dell’accordo tripartito tra Grecia, Gran Bretagna – potenza coloniale che di Cipro aveva fatto la sua “antenna del Levante nel Mediterraneo” – e Turchia, le cosiddette “<strong>potenze garanti</strong>”, e alla presa di potere del regime dei colonnelli ad Atene, intenzionati a far tramontare il piano di unione dell’isola con la Grecia dell’Arcivescovo e Presidente di Cipro <strong>Makarios</strong>.</p>
<figure class="wp-block-image size-large"></figure>
<p>Dopo due tentativi di conquista nel luglio e agosto 1974, l’esercito turco ha conquistato Famagosta, penetrando le mura veneziane che per un anno hanno resistito all’<strong>assedio dell’Impero ottomano</strong>. Fu così che gli abitanti di etnia greca di Varosha svuotarono il quartiere per il timore di rappresaglie da parte della Turchia, dirigendosi verso Paralimni, Dherynia e Larnaca.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-107777 aligncenter" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_0061-300x169.jpeg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_0061-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_0061-585x329.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_0061.jpeg 678w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>A differenza delle immagini di distruzione a cui ci siamo assuefatti, tipiche della comunicazione in tempo di guerra, Varosha non è stata né oggetto di bombardamenti, né di saccheggi o massacri. La distruzione del quartiere è imputabile solo all’<strong>abbandono e al tempo</strong>, che sempre più nasconde la vitalità e l’atmosfera vacanziera che ha permeato i primi anni Settanta.</p>
<p>Una <strong>risoluzione delle Nazioni Unite del 1984</strong>che invitava la dirigenza turca a cedere la città di Famagosta al controllo dei caschi blu – stabilitosi sull’isola dagli anni Sessanta per prevenire un conflitto tra greci e turchi – e a favorire il ritorno degli abitanti originari di etnia greca, non ha avuto alcun seguito.</p>
<p>Vent’anni dopo, i greco-ciprioti hanno bocciato attraverso un referendum il cosiddetto “<strong>piano Annan”</strong>, elaborato dall’ex Segretario Generale delle Nazioni Unite per favorire una <strong>riunificazione pacifica di Cipro</strong>. Secondo le disposizioni della proposta, Varosha sarebbe dovuta ritornare sotto il controllo greco e aprirsi al ritorno dei residenti greci dell’epoca. Una nuova risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha inoltre proibito qualsivoglia vendita di proprietà o insediamento da parte di individui che non siano gli abitanti originari del quartiere.</p>
<p>Fino al 2017, anno in cui le autorità della Repubblica turca di Cipro Nord hanno aperto parzialmente Varosha ai <em>peacekeepers</em> ONU e successivamente ai civili, la città fantasma è rimasta <strong>inaccessibile</strong> e circondata da reti di filo spinato.</p>
<p>Al contempo, sulla questione di Varosha è intervenuta anche la <strong>Corte europea dei diritti umani</strong>, che ha stabilito attraverso più sentenze che otto cittadini greco-ciprioti avrebbero avuto diritto ad una compensazione economica a seguito della privazione delle proprie abitazioni e proprietà come risultato del conflitto del 1974. Nonostante <strong>la Repubblica Turca di Cipro Nord non sia riconosciuta da alcuno Stato se non da Ankara,</strong> dalla quale dipende per la propria sopravvivenza, sia Cipro che Turchia sono Stati membri del Consiglio d’Europa e dunque parti della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, sulla quale la Corte di Strasburgo ha competenza a pronunciarsi. Per questo motivo, la Corte europea ha ritenuto responsabile la Turchia della violazione dell’<strong>articolo 1</strong> del protocollo I della Convenzione relativo al godimento dei propri possedimenti, nonché dell’<strong>articolo 8</strong> della Convenzione, che prevede il diritto al rispetto della vita privata e familiare.</p>
<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" class="wp-image-93742" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/WhatsApp-Image-2025-08-30-at-09.09.53-768x1024.jpeg" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/WhatsApp-Image-2025-08-30-at-09.09.53-768x1024.jpeg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/WhatsApp-Image-2025-08-30-at-09.09.53-225x300.jpeg 225w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/WhatsApp-Image-2025-08-30-at-09.09.53-1152x1536.jpeg 1152w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/WhatsApp-Image-2025-08-30-at-09.09.53.jpeg 1536w" alt="" width="768" height="1024" /></figure>
<p>&nbsp;</p>
<p>In aggiunta, si riscontrano centinaia di casi avviati da cittadini greco-ciprioti dinanzi all’<em>Immovable Property Commission </em>(IPC) di Cipro Nord, con l’obiettivo di <strong>ottenere una compensazione </strong>per la perdita dei propri possedimenti.</p>
<p>Ad oltre cinquant’anni dal conflitto greco-turco, <strong>la situazione di Varosha è tutt’altro che risolta</strong>. Nel 2020, il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan e il suo ambasciatore a Nicosia hanno visitato il quartiere in occasione della rinomina della sua via principale in onore di <strong>Semih Sancar</strong>, Capo di Stato Maggiore della Turchia tra il 1973 e il 1978. Alla decisione di riaprire Varosha agli insediamenti di cittadini turchi il Parlamento Europeo ha dapprima chiesto alla Turchia di revocare la decisione, e poi di riprendere i negoziati per risolvere la questione cipriota sulla base di una federazione bi-comunitaria, invitando l’UE a sanzionare la Turchia qualora la situazione non fosse cambiata.</p>
<p>A fronte di ciò, tanto Ankara quanto il Presidente della Repubblica di Cipro Nord hanno <strong>respinto la risoluzione del Parlamento Europeo</strong>. Nel 2022 sono stati riaperti uno stabilimento balneare e alcune attività ad uso commerciale in parte del quartiere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" class="wp-image-93741" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/WhatsApp-Image-2025-08-30-at-09.09.53-1-768x1024.jpeg" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/WhatsApp-Image-2025-08-30-at-09.09.53-1-768x1024.jpeg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/WhatsApp-Image-2025-08-30-at-09.09.53-1-225x300.jpeg 225w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/WhatsApp-Image-2025-08-30-at-09.09.53-1-1152x1536.jpeg 1152w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/WhatsApp-Image-2025-08-30-at-09.09.53-1.jpeg 1536w" alt="" width="768" height="1024" /></figure>
<p>&nbsp;</p>
<p>Al momento, la missione di mantenimento della pace ONU a Cipro si occupa della questione di Varosha, ribadendo la posizione della comunità internazionale in favore della <strong>restituzione delle proprietà del quartiere ai greco-ciprioti </strong>dell’isola. La situazione sul campo è tuttavia ben distante da una simile possibilità, con istituzioni pubbliche turco-cipriote e nuovi alberghi in attesa di essere riaperti a Maras prima delle prossime <strong>elezioni presidenziali a Cipro Nord il prossimo 19 ottobre.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="mh-meta entry-meta"></div>
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		<title>Scudo inter-etnico o limite alla guerra? Il ruolo delle forze di pace ONU a Cipro</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/08/27/scudo-inter-etnico-o-limite-alla-guerra-il-ruolo-delle-forze-di-pace-onu-a-cipro/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=scudo-inter-etnico-o-limite-alla-guerra-il-ruolo-delle-forze-di-pace-onu-a-cipro</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valentina Chabert]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Aug 2025 18:26:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 1964, la missione di mantenimento della pace delle Nazioni Unite (UNFICYP) a Cipro tenta di prevenire un conflitto aperto tra la maggioranza greco-cipriota residente a sud dell’isola e la&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dal 1964, la missione di mantenimento della pace delle Nazioni Unite (UNFICYP) a Cipro tenta di prevenire un conflitto aperto tra la maggioranza greco-cipriota residente a sud dell’isola e la minoranza di etnia turca che a nord ha proclamato un proprio Stato indipendente, riconosciuto solo da Ankara.</em></p>
<p>A cura di Valentina Chabert</p>
<p><strong>UNFICYP</strong>, la missione di mantenimento della pace ONU a <strong>Cipro</strong> creata dal Consiglio di Sicurezza a seguito dello spiraglio di violenza esploso sull’isola a maggioranza greca nel <strong>dicembre 1963</strong>, è una delle più longeve.</p>
<p>Inizialmente adibita a strumento di limitazione delle tensioni tra greco e turco-ciprioti, <strong>nel 1974 il mandato dei <em>peacekeepers </em>è stato ampliato</strong>e successivamente rinnovato sino ai giorni nostri, complice un colpo di stato da parte di frange politiche favorevoli alla riunificazione dell’isola con la Grecia e il successivo intervento militare della Turchia.</p>
<p>Da allora, <strong>Cipro è divisa in due.</strong> A sud, la maggioranza greca. A nord, una Repubblica autoproclamata e non riconosciuta da alcuno Stato oltre alla Turchia, considerata dalla comunità internazionale potenza occupante ed illegittima ma con un apparato di governo in grado di controllarne la popolazione e garantirne la sopravvivenza.</p>
<p>Le ostilità e l’invasione turca risultarono nell’adozione, da parte del Consiglio di Sicurezza ONU, di una serie di risoluzioni che ampliarono il mandato dell’UNFICYP: i cambiamenti inclusero la supervisione del cessate il fuoco, di fatto entrato in vigore il 16 agosto 1974, e il mantenimento di una <strong>zona cuscinetto</strong> tra le linee della Guardia Nazionale di Cipro e delle forze turche e turco-cipriote, la cosiddetta “<em>buffer zone</em>”.</p>
<p>Benché le ostilità belliche si siano fermate oltre cinquantun anni fa, i rapporti periodici del Segretario Generale ONU al Consiglio di Sicurezza sullo stato del conflitto cipriota hanno costantemente portato ad un rinnovo del mandato dell’UNFICYP.</p>
<p>La zona cuscinetto, conosciuta anche come “<strong>Linea Verde</strong>“, si estende per circa 180 km attraverso l’isola. In alcune zone della vecchia Nicosia è larga solo pochi metri, mentre in altre raggiunge un’ampiezza di vari chilometri. I suoi limiti settentrionali e meridionali sono le linee su cui si attestarono i belligeranti dopo il cessate il fuoco del 16 agosto 1974. Nella parte orientale dell’isola, la zona cuscinetto è interrotta dalla <strong>base militare britannica di Dhekelia</strong>, fuori dall’area in cui opera l’ONU. Lo stesso vale per <strong>Varosha</strong>, l’ex località turistica vicino a Famagosta, ora sotto il controllo dell’esercito turco.</p>
<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" class="wp-image-93618" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_0960.jpg" alt="" /></figure>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nonostante il cessate il fuoco e la presenza di forze di pace, <strong>la situazione a Cipro non sembra avere una soluzione pacifica a breve termine.</strong>Come affermano le forze di pace stesse, che abbiamo incontrato a Nicosia, “<em>Cipro è spesso considerata un conflitto congelato. Oltre al fatto che i progressi politici registrati dal 2017 sono stati scarsi, la situazione sul campo è tutt’altro che congelata. L’UNFICYP registra ogni anno centinaia di violazioni da parte delle forze militari avversarie e migliaia di violazioni da parte dei civili. La maggior parte di questi incidenti sono di lieve entità (eccesso di personale, incursioni, costruzioni non autorizzate), tuttavia molti di essi rischiano di degenerare rapidamente, con conseguente ripresa del conflitto. Il ruolo dell’UNFICYP nel disinnescare queste tensioni e garantire la calma nella zona cuscinetto rimane essenziale. Senza la presenza continua dell’UNFICYP, il rischio di una ripresa del conflitto a Cipro è molto concreto”.</em></p>
<p>In effetti, gli incidenti registrati dall’UNFICYP negli ultimi anni sono piuttosto frequenti e numerosi: “<em>Nel corso degli anni, entrambe le parti hanno occasionalmente sollevato tensioni con l’UNFICYP; fortunatamente, la maggior parte di questi incidenti viene risolta dai nostri ufficiali di collegamento militare a livello operativo/di base.L’ultimo incidente grave che abbiamo affrontato è stato a Pyla nell’agosto 2023. Personale di sicurezza turco-cipriota è entrato nella zona cuscinetto delle Nazioni Unite senza autorizzazione per bloccare la costruzione di una strada. Le forze di peacekeeping delle Nazioni Unite sono state aggredite mentre bloccavano questa costruzione non autorizzata.Non ci sono state vittime all’interno della zona cuscinetto dal 1996, quando una protesta al suo interno provocò la morte di un greco-cipriota”.</em></p>
<p>Allo stato attuale, è ancora l’UNFICYP a fornire una piattaforma di dialogo e un apparato di sicurezza fondamentale a <strong>prevenire la ripresa delle ostilità tra le due entità etnico-politiche</strong>a Cipro. “<em>Il mandato dell’UNFICYP è quello di fare del suo meglio per prevenire il ripetersi dei combattimenti; collaborare strettamente con le forze contrapposte per disinnescare le tensioni e prevenire la ripresa del conflitto; contribuire al mantenimento e al ripristino della legge e dell’ordine; collaborare strettamente con le forze di polizia di entrambe le parti per garantire la calma nella zona cuscinetto; contribuire al ritorno alla normalità. Contribuire a riunire le parti per costruire fiducia e sicurezza in un futuro condiviso”.</em></p>
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<figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-93615" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/unficyp.jpeg" alt="" width="232" height="218" /></figure>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sembrano tuttavia emergere <strong>timidi tentativi di negoziato</strong> e di ripresa del dialogo tra le parti in conflitto. Come ci spiegano i funzionari dell’UNFICYP, “<em>Il Segretario Generale delle Nazioni Unite ha recentemente nominato un’ Inviata Personale, Maria Angela Holguin (ex Ministro colombiano), per facilitare i colloqui informali tra i leader e le tre potenze garanti, al fine di riprendere i colloqui per una soluzione duratura.I leader incontreranno il Segretario Generale delle Nazioni Unite a settembre e un incontro più ampio a cinque con le potenze garanti è previsto entro la fine dell’anno.Nel frattempo, le Nazioni Unite a Cipro facilitano 13 Comitati Tecnici con greco-ciprioti e turco-ciprioti che collaborano per migliorare la vita quotidiana di tutti gli abitanti dell’isola. Questi comitati svolgono un ruolo importante nel contribuire a creare le condizioni per un futuro di pace sull’isola, esaminando gli aspetti culturali, economici, giovanili, governativi, penali, ambientali, i valichi di frontiera e altre questioni di interesse comune”.</em></p>
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		<title>1923, la nascita della Repubblica di Turchia. Da Costantinopoli ad Ankara, quale futuro?&#8221;a Messina la Presentazione del saggio di Roberto Sciarrone</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2023/11/14/1923-la-nascita-della-repubblica-di-turchia-da-costantinopoli-ad-ankara-quale-futuroa-messina-presentazione-del-saggio-di-roberto-sciarrone/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=1923-la-nascita-della-repubblica-di-turchia-da-costantinopoli-ad-ankara-quale-futuroa-messina-presentazione-del-saggio-di-roberto-sciarrone</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Nov 2023 20:03:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1110" height="1593" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/33ED74EA-D114-4078-ACF8-831FDD6C1969.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/33ED74EA-D114-4078-ACF8-831FDD6C1969.jpeg 1110w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/33ED74EA-D114-4078-ACF8-831FDD6C1969-209x300.jpeg 209w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/33ED74EA-D114-4078-ACF8-831FDD6C1969-714x1024.jpeg 714w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/33ED74EA-D114-4078-ACF8-831FDD6C1969-768x1102.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/33ED74EA-D114-4078-ACF8-831FDD6C1969-1070x1536.jpeg 1070w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/33ED74EA-D114-4078-ACF8-831FDD6C1969-585x840.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1110px) 100vw, 1110px" /></p>
<p>Si terrà venerdì 17 novembre 2023, alle ore 17:30, presso la Sala Lettura della Biblioteca Regionale Universitaria di Messina, la presentazione in prima assoluta del saggio del Prof. Roberto Sciarrone&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/11/14/1923-la-nascita-della-repubblica-di-turchia-da-costantinopoli-ad-ankara-quale-futuroa-messina-presentazione-del-saggio-di-roberto-sciarrone/">1923, la nascita della Repubblica di Turchia. Da Costantinopoli ad Ankara, quale futuro?&#8221;a Messina la Presentazione del saggio di Roberto Sciarrone</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si terrà venerdì 17 novembre 2023, alle ore 17:30, presso la Sala Lettura della Biblioteca Regionale Universitaria di Messina, la presentazione in prima assoluta del saggio del Prof. <b>Roberto Sciarrone</b> &#8220;<b>1923, la nascita della Repubblica di Turchia. Da Costantinopoli ad Ankara, quale futuro?</b>&#8220;, Edizione Nuova Cultura, 2023. La monografia è impreziosita dalla prefazione del Prof. <b>Antonello Folco Biagini</b>, Docente Emerito presso Sapienza Università di Roma e dalla post-fazione del Prof. <b>Fabio L. Grassi</b>, Docente Associato Sapienza Università di Roma.<br />
L&#8217;iniziativa culturale si aprirà con i Saluti Istituzionali e l&#8217; Introduzione della Direttrice, Avv. <b>Tommasa Siragusa</b>, che fungerà poi da Moderatrice. Seguiranno i contributi di valore dei Docenti presso il Dipartimento di Scienze Politiche e Giuridiche dell&#8217;Università degli Studi di Messina: Prof. <b>Salvatore Bottari</b>, Ordinario di Storia Moderna e del Prof. <b>Dario Caroniti</b>, Ordinario di Storia delle Dottrine Politiche. Interverrà il Dott. <b>Domenico Interdonato</b>, Giornalista e Presidente UCSI Sicilia. Sarà presente l&#8217;Autore.<br />
Attraverso la presentazione del testo, ripercorreremo le fasi salienti della complessa storia della Turchia, Paese dalle molteplici sfumature che è parte di due continenti, Europa e Asia. Già nel menzionarla evoca un passato importante di civiltà antichissime, di celebri imperi. Popolazioni diverse per usi, costumi, lingue, arte che si sono susseguite lasciando tracce indelebili di sé: Assiri, Ittiti, Persiani, Greci, Romani, Bizantini, Ottomani. Si palesano alla memoria città dal passato glorioso come Pergamo, con la sua Biblioteca, rinomato centro di cultura del periodo ellenistico. Condottieri e sultani illuminati hanno gettato le basi per la Turchia di oggi. La battaglia di Lepanto è la chiave di volta che conduce al declino dell&#8217;Impero Ottomano, destinato poi a scomparire dopo la sconfitta nella prima Guerra mondiale degli Imperi centrali e, in particolare, della Germania, della quale era alleato, e il suo immenso territorio votato a sgretolarsi, predato dai colonizzatori.<br />
<strong>Il 29 ottobre 1923</strong>, Mustafa Kemal diventa il <b>primo presidente della Repubblica della Turchia</b>, acclamato eroe dopo aver combattuto per la salvaguardia del Paese e conosciuto da tutti come <b>Ataturk</b> (padre dei turchi). La Repubblica recideva i legami col passato. Mustafa Kemal operò <b>riforme radicali</b> che modificarono la storia della Turchia: eliminò le imposizioni tradizionali sull’abbigliamento, laicizzò il paese, latinizzò i caratteri dell’alfabeto, favorì l’istruzione proiettando la Turchia sempre più vicina all’Europa. <b>A 100 anni dalla proclamazione dello Stato nazionale</b>, il mantra di Erdoğan, attuale leader turco &#8220;Una nazione, una bandiera, una patria, uno Stato. Questo non è uno slogan, questi sono i capisaldi della nostra esistenza.&#8221; risuona ancora.<br />
Il saggio del Prof. <strong>Sciarrone</strong> ci interroga su quale futuro per la Turchia si potrà prospettare. Ha ottenuto lo status di paese candidato all&#8217;Unione Europea dal Consiglio di Helsinki del dicembre 1999 e ha avviato i negoziati di adesione con l’Unione europea il 3 ottobre 2005. E se allo stato attuale, è soltanto geograficamente e parzialmente parte dell&#8217;Europa,riuscirà a divenire in toto uno stato europeo?<br />
(a cura di Maria Rita Morgana)<br />
<span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-79949" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/144D4BCA-FAF3-4D4A-BABA-841B6FF763FF-210x300.jpeg" alt="" width="210" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/144D4BCA-FAF3-4D4A-BABA-841B6FF763FF-210x300.jpeg 210w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/144D4BCA-FAF3-4D4A-BABA-841B6FF763FF-717x1024.jpeg 717w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/144D4BCA-FAF3-4D4A-BABA-841B6FF763FF-768x1097.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/144D4BCA-FAF3-4D4A-BABA-841B6FF763FF-1075x1536.jpeg 1075w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/144D4BCA-FAF3-4D4A-BABA-841B6FF763FF-1434x2048.jpeg 1434w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/144D4BCA-FAF3-4D4A-BABA-841B6FF763FF-1920x2743.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/144D4BCA-FAF3-4D4A-BABA-841B6FF763FF-1170x1671.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/144D4BCA-FAF3-4D4A-BABA-841B6FF763FF-585x836.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/144D4BCA-FAF3-4D4A-BABA-841B6FF763FF-scaled.jpeg 1792w" sizes="(max-width: 210px) 100vw, 210px" /></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Roberto Sciarrone</b><img loading="lazy" decoding="async" class="size-thumbnail wp-image-79950 alignleft" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/42C9F78F-8686-407D-8C17-51A7F9EF100E-150x150.jpeg" alt="" width="150" height="150" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/42C9F78F-8686-407D-8C17-51A7F9EF100E-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/42C9F78F-8686-407D-8C17-51A7F9EF100E-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/42C9F78F-8686-407D-8C17-51A7F9EF100E-640x640.jpeg 640w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><br />
Ph.D in History of Europe, Sapienza Università di Roma. È nato a<br />
Messina il 17/02/1981. Già ricercatore in Storia dell’Europa orientale presso il<br />
Dipartimento di Storia Culture Religioni di Sapienza Università di Roma, ha conseguito il Dottorato di ricerca in Storia d’Europa nel 2013. Si occupa di politica estera italiana<br />
dall’Unità alla Seconda guerra mondiale, ha pubblicato monografie e saggi su riviste<br />
scientifiche nazionali e internazionali. È iscritto all’Albo dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio (2016), collabora con l’Archivio dell’Ufficio Storico dello Stato Maggiore<br />
dell’Esercito (AUSSME), è inoltre membro della Società Italiana di Storia Internazionale (SISI) e della Società italiana per lo studio della storia contemporanea (Sissco), della<br />
Società Italiana di Storia Militare (SISM) e dell’Associazione Giornalisti Europei (AEJ). Collabora con Rivista Militare, Geopolitica.info, Paese Italia Press, America Oggi, The<br />
Post Internazionale, Formiche, Rivista Marittima, La Svolta. È responsabile ufficio<br />
stampa per l’Università degli Studi di Roma UnitelmaSapienza.<br />
Post dell&#8217;evento saranno presenti sulle pagine social della Biblioteca:<br />
https://www.facebook.com/bibliotecaregionaledimessina/?ref=bookmarks https://www.instagram.com/bibliotecaregionalemessina/?hl=it<br />
Chi non potrà prendere parte all&#8217;iniziativa in presenza, potrà scrivere sui social commenti e domande da rivolgere all&#8217;Autore e/o ai Relatori.<br />
Nei giorni a seguire sarà disponibile il video.<br />
Per INFO:<br />
Ufficio Relazioni con il Pubblico tel.090674564 urpbibliome@regione.sicilia.it<br />
L’ingresso è libero e non occorre prenotazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2023%2F11%2F14%2F1923-la-nascita-della-repubblica-di-turchia-da-costantinopoli-ad-ankara-quale-futuroa-messina-presentazione-del-saggio-di-roberto-sciarrone%2F&amp;linkname=1923%2C%20la%20nascita%20della%20Repubblica%20di%20Turchia.%20Da%20Costantinopoli%20ad%20Ankara%2C%20quale%20futuro%3F%E2%80%9Da%20Messina%20la%20Presentazione%20del%20saggio%20di%20Roberto%20Sciarrone" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2023%2F11%2F14%2F1923-la-nascita-della-repubblica-di-turchia-da-costantinopoli-ad-ankara-quale-futuroa-messina-presentazione-del-saggio-di-roberto-sciarrone%2F&#038;title=1923%2C%20la%20nascita%20della%20Repubblica%20di%20Turchia.%20Da%20Costantinopoli%20ad%20Ankara%2C%20quale%20futuro%3F%E2%80%9Da%20Messina%20la%20Presentazione%20del%20saggio%20di%20Roberto%20Sciarrone" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2023/11/14/1923-la-nascita-della-repubblica-di-turchia-da-costantinopoli-ad-ankara-quale-futuroa-messina-presentazione-del-saggio-di-roberto-sciarrone/" data-a2a-title="1923, la nascita della Repubblica di Turchia. Da Costantinopoli ad Ankara, quale futuro?”a Messina la Presentazione del saggio di Roberto Sciarrone"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/11/14/1923-la-nascita-della-repubblica-di-turchia-da-costantinopoli-ad-ankara-quale-futuroa-messina-presentazione-del-saggio-di-roberto-sciarrone/">1923, la nascita della Repubblica di Turchia. Da Costantinopoli ad Ankara, quale futuro?&#8221;a Messina la Presentazione del saggio di Roberto Sciarrone</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Turchia, domani le &#8216;elezioni del secolo&#8217;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 May 2023 09:46:20 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Turchia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1440" height="1440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/33AE8628-9834-49B8-AF6B-F7AE00C9DF50.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/33AE8628-9834-49B8-AF6B-F7AE00C9DF50.jpeg 1440w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/33AE8628-9834-49B8-AF6B-F7AE00C9DF50-300x300.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/33AE8628-9834-49B8-AF6B-F7AE00C9DF50-1024x1024.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/33AE8628-9834-49B8-AF6B-F7AE00C9DF50-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/33AE8628-9834-49B8-AF6B-F7AE00C9DF50-768x768.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/33AE8628-9834-49B8-AF6B-F7AE00C9DF50-1170x1170.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/33AE8628-9834-49B8-AF6B-F7AE00C9DF50-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/33AE8628-9834-49B8-AF6B-F7AE00C9DF50-640x640.jpeg 640w" sizes="(max-width: 1440px) 100vw, 1440px" /></p>
<p>Roma &#8211; Per la Turchia queste sono le elezioni del secolo. Con due certezze e almeno un&#8217;incognita: il Paese è diviso e ha voglia di partecipare; ma il nome del&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/05/13/turchia-domani-le-elezioni-del-secolo/">Turchia, domani le &#8216;elezioni del secolo&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1440" height="1440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/33AE8628-9834-49B8-AF6B-F7AE00C9DF50.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/33AE8628-9834-49B8-AF6B-F7AE00C9DF50.jpeg 1440w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/33AE8628-9834-49B8-AF6B-F7AE00C9DF50-300x300.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/33AE8628-9834-49B8-AF6B-F7AE00C9DF50-1024x1024.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/33AE8628-9834-49B8-AF6B-F7AE00C9DF50-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/33AE8628-9834-49B8-AF6B-F7AE00C9DF50-768x768.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/33AE8628-9834-49B8-AF6B-F7AE00C9DF50-1170x1170.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/33AE8628-9834-49B8-AF6B-F7AE00C9DF50-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/33AE8628-9834-49B8-AF6B-F7AE00C9DF50-640x640.jpeg 640w" sizes="(max-width: 1440px) 100vw, 1440px" /></p><div><span data-originalfontsize="16px" data-originalcomputedfontsize="16">Roma &#8211; Per la Turchia queste sono le elezioni del secolo. Con due certezze e almeno un&#8217;incognita: il Paese è diviso e ha voglia di partecipare; ma il nome del candidato che sarà eletto presidente è un punto interrogativo. Parola di Valentina Rita Scotti, giurista e docente anche a Istanbul, autrice per Il Mulino del volume &#8216;La Turchia di Erdogan&#8217;.</span></div>
<div><span data-originalfontsize="16px" data-originalcomputedfontsize="16">La pubblicazione coincide con il voto di domani, legislativo e presidenziale insieme, e pure con un anniversario carico di simbolismo: nel 2023 si celebra il centenario della nascita della Repubblica di Turchia dalle ceneri dell&#8217;Impero ottomano.</span></div>
<div><span data-originalfontsize="16px" data-originalcomputedfontsize="16">A guidare quel passaggio d&#8217;epoca fu Mustafa Kemal Ataturk, il presidente al quale si sono richiamati tanti governi novecenteschi e al quale oggi viene associata solo una delle due coalizioni politiche considerate favorite, quella del Tavolo dei sei, che per la massima carica sostiene Kemal Kilicdaroglu.</span></div>
<div><span data-originalfontsize="16px" data-originalcomputedfontsize="16"><span data-originalfontsize="16px" data-originalcomputedfontsize="16">A sfidare Recep Tayyip Erdogan proprio sarà lui, 74 anni, un figlio della minoranza musulmana alevita, capo del Partito popolare repubblicano (Chp). I sondaggi suggeriscono che potrebbe farcela, non solo a costringere il presidente al potere dal 2003 al ballottaggio ma addirittura a prenderne il posto. &#8220;Sono davvero le elezioni del secolo, con rilevazioni che indicano un testa a testa e previsioni davvero difficili da fare&#8221; sottolinea Scotti, parlando con la Dire: &#8220;Se Erdogan dovesse spuntarla risulterebbe confermato il supporto popolare al suo Progetto per una nuova Turchia, mentre un successo dell&#8217;opposizione segnerebbe un&#8217;inversione di tendenza, un ritorno a quel sistema parlamentare che negli ultimi 20 anni è stato riformato e destrutturato&#8221;.</span></span>Nel nuovo libro si indaga l&#8217;evoluzione costituzionale nell&#8217;era Ergodan. Scotti insegna Diritto pubblico comparato alla European Law and Governance School (Elgs) ad Atene ed è componente del Center for Gender Studies alla Koc University di Istanbul. Il suo sguardo sul ventennio si concentra su temi sociali, a cominciare dalle pari opportunità. &#8220;Erdogan e il suo partito Akp hanno promosso molte norme a supporto dell&#8217;occupazione femminile ma ha sempre considerato le donne, anche per caratteristiche genetiche, alla cura della casa e della famiglia&#8221; sottolinea la professoressa. &#8220;L&#8217;opposizione sembra invece più inclusiva, anche rispetto ai diritti Lgbtq+: eredita quella tradizione kemalista che garantì il diritto di voto delle donne già negli anni Trenta del secolo scorso&#8221;.</p>
</div>
<div><span data-originalfontsize="16px" data-originalcomputedfontsize="16">Domenica si vedrà, che sia ballottaggio o meno. Secondo Scotti, &#8220;l&#8217;affluenza nei seggi allestiti all&#8217;estero già superiore al 50 per cento conferma che la partecipazione sarà alta&#8221;. Nell&#8217;equazione entrerà di sicuro il ritiro annunciato giovedì scorso da un terzo candidato, Muharrem Ince, a capo del partito Patria. I sondaggi lo davano in calo, nell&#8217;arco di alcuni mesi, dall&#8217;8 al 2 per cento. Secondo Scotti, &#8220;è possibile che la sua passata militanza nel Chp favorisca un passaggio di voti verso Kilicdaroglu ma non è detto che vada così&#8221;. Ci sperano i sostenitori del Partito democratico dei popoli (Hdp), forza di sinistra solidale con i curdi, più numerosi degli alaviti ma sempre minoranza: in parlamento promettono l&#8217;appoggio esterno a un governo per una Turchia post-Erdogan.</span></div>
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<div><i>Fonte: Agenzia DIRE</i></div>
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<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2023%2F05%2F13%2Fturchia-domani-le-elezioni-del-secolo%2F&amp;linkname=Turchia%2C%20domani%20le%20%E2%80%98elezioni%20del%20secolo%E2%80%99" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2023%2F05%2F13%2Fturchia-domani-le-elezioni-del-secolo%2F&#038;title=Turchia%2C%20domani%20le%20%E2%80%98elezioni%20del%20secolo%E2%80%99" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2023/05/13/turchia-domani-le-elezioni-del-secolo/" data-a2a-title="Turchia, domani le ‘elezioni del secolo’"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/05/13/turchia-domani-le-elezioni-del-secolo/">Turchia, domani le &#8216;elezioni del secolo&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>In Turchia, per scoprire la situazione dei rifugiati politici attraverso il progetto “Photography as a Tool to Build Bridge”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Lippi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Dec 2022 12:41:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Magazine]]></category>
		<category><![CDATA[Erasmus]]></category>
		<category><![CDATA[Rifugiati politici]]></category>
		<category><![CDATA[Turchia]]></category>
		<category><![CDATA[universitari]]></category>
		<category><![CDATA[Workshop]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="768" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/12/FINE-ERASMUS-1024x768-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/12/FINE-ERASMUS-1024x768-1.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/12/FINE-ERASMUS-1024x768-1-300x225.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/12/FINE-ERASMUS-1024x768-1-768x576.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/12/FINE-ERASMUS-1024x768-1-585x439.jpg 585w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Si è svolto a  Eskişehir il progetto “Photography as a Tool to Build Bridge” che ha visto coinvolti 30 studenti universitari di vari paesi.  L&#8217;esperienza diretta dei partecipanti e la&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2022/12/23/in-turchia-per-scoprire-la-situazione-dei-rifugiati-politici-attraverso-il-progetto-photography-as-a-tool-to-build-bridge/">In Turchia, per scoprire la situazione dei rifugiati politici attraverso il progetto “Photography as a Tool to Build Bridge”</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="768" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/12/FINE-ERASMUS-1024x768-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/12/FINE-ERASMUS-1024x768-1.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/12/FINE-ERASMUS-1024x768-1-300x225.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/12/FINE-ERASMUS-1024x768-1-768x576.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/12/FINE-ERASMUS-1024x768-1-585x439.jpg 585w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p><p><em>Si è svolto a  <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Eski%C5%9Fehir">Eskişehir </a>il progetto “Photography as a Tool to Build Bridge” che ha visto coinvolti 30 studenti universitari di vari paesi.  L&#8217;esperienza diretta dei partecipanti e la loro testimonianza nell&#8217;intervista di Francesca Lippi.</em></p>
<p>Oggi abbiamo avuto la splendida opportunità di imbatterci in un progetto che non conoscevamo. Si tratta del <strong> “Photography as a Tool to Build Bridge”</strong> rivolto agli studenti universitari di vari paesi e svoltosi in questi giorni a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Eski%C5%9Fehir"><strong>Eskişehir</strong></a>; ne hanno parlato con noi alcuni partecipanti appena rientrati nel nostro Paese.</p>
<p><strong>In cosa consisteva esattamente il progetto al quale avete partecipato?</strong><br />
<strong>Federica</strong>: Il progetto riuniva partecipanti di età compresa tra i 18-30 anni, provenienti dalla Turchia, nazione ospitante, Germania, Grecia, Danimarca, Svezia e Italia per occuparsi della situazione dei rifugiati politici attraverso workshop creativi- spesso proposti dagli stessi partecipanti, molti dei quali fotografi di professione-  imperniati sullo strumento della fotografia. Le attività si strutturano a partire dai concetti di educazione non formale e informale, in poche parole lungi da lezioni frontali e da un apprendimento passivo, imparare attraverso l’azione, il libero incontro e scambio con altre persone senza gerarchie, voti, giudizi.</p>
<ul>
<li><strong>What was the project about?</strong></li>
</ul>
<p><strong>Federica</strong>: The project brought together participants aged 18-30, from Turkey, hosting country, Germany, Greece, Denmark, Sweden, and Italy to reflect and deal with the situation of political refugees through creative workshops- often proposed by the participants themselves, many of whom professional photographers-  pivoting on the instrument of photography. The activities are structured basing on concepts of non-formal and informal education, in  few words far from lectures and passive learning, learning through action, free encounter and exchange with other people without hierarchies, grades, judgments.</p>
<p><strong>– Cosa vi ha colpito di più del progetto?-</strong><br />
<strong>Federica</strong>: Sicuramente le persone, i loro volti il primo giorno, la loro creatività durante le attività e la loro energia che in queste situazioni è straordinariamente contagiosa e poi ognuno di loro con una storia diversa in cui perdersi e specchiarsi per capire quanto sia ricco e complesso l’animo umano quanto il mondo contemporaneo. Quando parlo di storie mi riferisco infatti tanto all’interiorità, alle esperienze personali di ciascuno dei miei compagni di viaggio, quanto al ricchissimo contesto culturale in cui queste storie si sono svolte, molti partecipanti appartengono infatti alla seconda generazione di migranti nel paese in cui vivono. Le conversazioni che ho avuto con ognuno di loro e l’originalità di alcuni workshop mi hanno permesso davvero di toccare la realtà dell’esperienza dei rifugiati, fisicamente e spiritualmente e questa esperienza non può che rendermi una persona più ricca, sensibile e una cittadina più consapevole.</p>
<p>–<strong> What impressed you the most during the project?</strong></p>
<p><strong>Federica</strong>: People for sure, their faces on the first day, their creativity during the activities and their energy that in these situations is extraordinarily contagious and then each of them with a different story in which to get lost and mirror themselves to understand how rich and complex the human soul is as the contemporary world. When I say stories, I am referring both to the interior, that is the personal experiences of each of my fellow travellers, and to the very rich cultural context in which these stories took place, many participants belong to the second generation of migrants in the country where they live. The conversations I had with each of them and the originality of some workshops really allowed me to touch the reality of the refugee experience, physically and spiritually and this experience can only make me a richer person, sensitive and a more aware citizen.</p>
<p>–<strong>Siete riusciti a socializzare creando con il vostro gruppo di lavoro i presupposti per nuove amicizie?</strong>–</p>
<p><strong>Camilla</strong>: Il gruppo di partecipanti al progetto “Photography as a tool to build bridge” era composto da diversi giovani con diversi background e storie personali. Nonostante questo, e anzi soprattutto grazie a questo, si è fin da subito creata un atmosfera accogliente e aperta alle differenze di ognuno. Il gruppo ha sviluppato bellissime dinamiche che sono state in grado di far sentire ognuno accettato e a proprio agio, nonché libero di esprimersi liberamente. Questo ha permesso a tutti di contribuire con le loro conoscenze e creatività, abbiamo passato un sacco di tempo insieme, tra divertimento e conversazioni profonde. Ho visto diverse amicizie nascere in questo progetto, e sono convinta che siano destinate a durare. Ognuno di noi spera di incontrare gli altri partecipanti in qualche altro progetto o nei rispettivi paesi! Personalmente ho amato spendere del tempo con gli altri partecipanti, ho conosciuto persone simili a me, che sono state capaci di ispirarmi a mettermi in gioco e a seguire i miei sogni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>– Were you able to socialize by creating the conditions for new friendships with your work group?</strong></p>
<p><strong>Camilla</strong>: The group of people that participated in the project “Photography as a tool to build bridge” was composed by several members with different stories and backgrounds. Despite this, or rather because of this, we were able to create an amazing atmosphere, welcoming and open to each other’s differences. The group was able to develop great dynamics that made everyone feel accepted, comfortable and free to express themselves in the way that they considered best. Thanks to this, everyone could give contributions to the project with their creativity, knowledge and skills. We spent a lot of time together, between laughs, fun and serious conversations, I saw several friendships being born and growing throughout the days, and I know that they will last longer than the few days we got to spend together. Everyone of us hopes that they will soon meet the other participants in other projects or countries! Personally I loved spending time with these people, I met like-minded people that inspired me to put myself out there and follow my dreams.</p>
<p>–<strong>Come era organizzata una giornata tipo in un Erasmus+ Youth Exchange Project?  </strong></p>
<p><strong>Camilla</strong>: L’organizzazione del progetto “Photography as a tool to build bridge” è stata bilanciata e ben strutturata, con un ottima ripartizione tra tempo libero e lavoro. La mattina la colazione era sempre tra le 8.30 e le 9.30, poco dopo iniziavano i laboratori e le attività della mattina, sempre precedute da un energizer o da lavori di team-building per creare coesione nel gruppo e portare il focus di tutti sul tema del progetto. Alle 13 veniva servito il pranzo, durante il quale tutti i partecipanti avevano tempo per riposarsi, chiacchierare o discutere dei progetti e dei workshop assegnati ai vari national teams. Le attività del pomeriggio iniziavano solitamente tra le 3 e le 4, per finire alle 7, giusto in tempo per la cena. Durante le pause tra le attività ognuno era libero di organizzare il proprio tempo libero. In questi momenti molti di noi passavano del tempo insieme o riposavano, e in diverse occasioni siamo riusciti ad organizzare piccole gite nel centro della città. Data la coesione e buon lavoro del gruppo spesso i diversi team erano liberi di lavorare in autonomia, per poi presentare il lavoro finito entro la scadenza. La sera sono state organizzate diverse serate di intrattenimento e condivisione, come per esempio le cultural nights.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>– How was a typical day organized in the Erasmus+ Youth Exchange Project?</strong></p>
<p><strong>Camilla</strong>: The organization of the project “Photography as a tool to build bridge” was well structured and balanced between work and free time. In the morning breakfast was always served between 8.30 and 9.30, and around 10 the morning activities would start. Before the workshops and laboratories we always made energizers or team-building activities, in order to create cohesion in the group and bring everyone’s attention on the main topic of the project. At 13 it was time for lunch, during which the participants could rest, chat or discuss about the project or the workshop assigned to the national teams. The afternoon activities would start between 3 and 4, and they would end at 7, just in time for dinner. In the breaks everyone could organize their free time as they wished. In these moments we usually either rested or spent time together, and in several occasions we managed to organize some trips to the city center, despite the huge number of people. Due to the good work and cohesion of the group the different teams were often free to work on their own and then present their work at the agreed time. In the evening the organization planned different activities to bring people together and share our cultures, such as the cultural nights.</p>
<p><strong>– Avevate a disposizione vitto e alloggio ne siete rimasti soddisfatti?</strong>–</p>
<p><strong>Antonio:</strong> Il vitto e l’alloggio sono la parte migliore a parer mio dei progetti di scambi di giovani Erasmus+ in quanto essendo inclusi nel budget del progetto permettono a una maggiore varietà di persone di viaggiare. Nel nostro caso l’alloggio e le attività si sono svolte in un comodo Hotel a 3 stelle, dove ci siamo trovati molto bene. Il cibo era locale e un grande quantità e ci ha permesso di rimanere ampiamente soddisfatti. L’ambiente è un punto importante per questa tipologia di esperienze in quanto per un fluido svolgimento i partecipanti vogliono sentirsi in un luogo sicuro e a proprio agio. Noi siamo rimasti pienamente soddisfatti: la risoluzione di problemi da parte dello staff, i consigli e, in generale, gli aiuti forniti da essi ci hanno permesso di soggiornare in un luogo confortevole.</p>
<p><strong>– Did you have food and accommodation available? Were you satisfied with the quality of them?-</strong></p>
<p><strong>Antonio</strong>: Food and accommodation are, in my opinion,  the best part of Erasmus+ youth exchange projects as being included in the project budget allows for a greater variety of people to travel. In our case, the accommodation and the activities took place in a comfortable 3-star hotel, where we found ourselves very well.  The food was local and in large quantities and left us largely satisfied.  The environment is an important point for this type of experience as for a smooth development the participants want to feel safe and at ease.  We were fully satisfied: the staff’s problem solving, advice and, in general, the help provided by them allowed us to stay in a comfortable place.</p>
<p>– <strong>Tornando in Italia cosa porterete con voi di più prezioso dell’esperienza appena conclusa?-</strong></p>
<p><strong>Leda</strong>: Credo che siano due le cose principali che ognuno porterà con sé e che continuerà ad apprezzare anche dopo il ritorno. La prima sono le amicizie e i legami creati. Durante il progetto tutti si sono messi in gioco con sincerità e mentalità aperta e si sono creati legami che continuano a essere nutriti anche ora. Si sono create conoscenze fra persone con background molto diversi che stanno accrescendo personalmente ognuno di noi. La seconda sono le conoscenze e la capacità per esprimere meglio le nostre idee sul tema principale del progetto. Grazie agli organizzatori e facilitatori siamo stati spronati ad usare le nostre abilità per esprimere noi stessi e la situazione del nostro paese riguardo al tema dei rifugiati. Ci hanno dato materiali e metodi creativi per comunicare efficacemente le nostre visioni e condividerle con gli altri.</p>
<p><strong>– Returning to Italy, what will you take with you that is more precious than the experience you just ended?-</strong></p>
<p><strong>Leda</strong>: I think there are two main things that everyone will bring with them and that they will continue to appreciate even after the return to their countries. The first is the friendships and bonds created. During the project everyone got involved with sincerity and an open mind and bonds were created that will continue to be nourished even now. Acquaintances have been created between people with very different backgrounds that is helping us and our personal growth. The second is the knowledge and ability to best express our ideas on the main theme of the project. Thanks to the organizers and facilitators we were encouraged to use our skills to express ourselves and the situation of our country regarding the issue of refugees. They have given us creative materials and methods to effectively communicate our visions and share them with others.</p>
<p>– <strong>Durante il tempo libero avrete sicuramente visitato Eskişehir, cosa avete apprezzato maggiormente della città?</strong>–</p>
<p><strong>Leda</strong>: Eskişehir è una città pulita e molto accogliente per gli studenti. È più tranquilla delle grandi città metropolitane turche ma risponde a tutte le esigenze di chi ha partecipato al progetto.</p>
<p>La zona di Odunpazarı, più storica e ricca d’arte, grazie anche alla presenza di musei come quello d’arte moderna OMM, era perfetta per chi volesse passare una giornata all’insegna della cultura.</p>
<p>Il centro è ricco di negozi e locali dove poter fare acquisti e provare prodotti locali.</p>
<p>La sera era facile spostarsi e incontrarsi anche con studenti universitari del posto, favorendo così lo scambio culturale e una conoscenza più profonda della cultura e società del paese ospitante.</p>
<p>Pur essendo una grande città è ricca di scorci naturali, essenziali per fare passeggiate all’aria aperta e ricaricarsi di energia.</p>
<p><strong>-During your free time you have surely visited Eskisehir, what did you like the most about the city?-</strong></p>
<p><strong>Leda</strong>: Eskişehir is a clean and very welcoming city for students. It is quieter than the large Turkish subways but meets all the needs of those who participated in the project. The Odunpazarı area, more historic and rich in art, thanks also to the presence of museums such as the OMM modern art museum, was perfect for those wishing to spend a day dedicated to culture. The center is full of shops and clubs where you can shop and try local products. In the evening it was easy to move around and even meet local university students, thus promoting cultural exchange and a deeper knowledge of the culture and society of the host country. Despite being a large city, it is full of natural views, essentials for taking walks in the open air and recharging your batteries.</p>
<p><strong>Se vi proponessero di ripetere un’esperienza analoga accettereste?-</strong></p>
<p><strong>Lorenzo:</strong> Senza ombra di dubbio, il progetto “Photograpy as a tool to build bridge” era accompagnato da un team di organizzatori e facilitatori altamente competenti e preparati. Si sono dimostrati sempre disponibili a qualsiasi problematica e incertezza ed hanno arricchito questa settimana con numerosissime attività, cercando di coinvolgere i partecipanti in ognuna di esse con metodi di formazione non-formali e sempre creativi e interessanti. Il progetto, inoltre, risultava molto interessante e ha stimolato il senso artistico e creativo di ognuno di noi. Tornerei senza nessuna esitazione ad un progetto gestito da questa organizzazione.</p>
<p><strong>–</strong> <strong>Would you accept to do a similar experience in the future?</strong></p>
<p><strong>Lorenzo:</strong> Absolutely, “Photography as a tool to build bridge” was a project managed by a high-skilled and well-trained organizators and facilitators. They have always been avaible to solve every controversy and doubts and they have enriched all this week with lots of involving, creative, stimulating and enjoying activities, each one of them characterized by a non-formal learning structure. The project itself was also very interesting and stimulating for the creativity of each participant. I would absolutely love to come back to a project managed by this organization.</p>
<p>– <strong>Se un giovane vi chiedesse un consiglio su questa tipologia di Erasmus lo indirizzereste verso questa proposta?-</strong></p>
<p><strong>Lorenzo</strong>: Assolutamente. Quando si comincia a intraprendere questi progetti può capitare di imbattersi in equipe non ben organizzate che potrebbero non garantire una esperienza strutturata al meglio ma, anzi, piuttosto disorganizzata. Un’organizzazione come quella che ha ospitato questo progetto ha senza dubbio tutte le carte in regola per essere un’ottima prima esperienza e per offrire un bellissimo esempio di quello che gli Erasmus+ Youth Project Exchanges sono in grado di garantire. Per alcuni dei partecipanti questa era effettivamente la prima esperienza e senz’altro il loro feedback è stato positivo visto che hanno già in mente di fare richiesta per altri progetti simili.</p>
<p>– <strong>Would you suggest to an interested in Erasmus+ Projects younger this kind of project?</strong></p>
<p><strong>Lorenzo</strong>: Without any hesitation. When you start these projects you can face some bad structured teams that could not guarantee a well-organized experience. This team is the perfect starter for a person interested in Erasmus+ Youth Exchange projects because it can provide the perfect example of how these kinds of projects should be held, managed and facilitated. For some participants this was actual their first experience and I can tell you they are already applying for the next project since the wonderful experience they had with this organisation.</p>
<p><strong>–</strong> <strong>Would you accept to do a similar experience in the future?</strong></p>
<p><strong>Lorenzo:</strong> Absolutely, “Photography as a tool to build bridge” was a project managed by a high-skilled and well-trained organizators and facilitators. They have always been avaible to solve every controversy and doubts and they have enriched all this week with lots of involving, creative, stimulating and enjoying activities, each one of them characterized by a non-formal learning structure. The project itself was also very interesting and stimulating for the creativity of each participant. I would absolutely love to come back to a project managed by this organization.</p>
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<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2022%2F12%2F23%2Fin-turchia-per-scoprire-la-situazione-dei-rifugiati-politici-attraverso-il-progetto-photography-as-a-tool-to-build-bridge%2F&amp;linkname=In%20Turchia%2C%20per%20scoprire%20la%20situazione%20dei%20rifugiati%20politici%20attraverso%20il%20progetto%20%E2%80%9CPhotography%20as%20a%20Tool%20to%20Build%20Bridge%E2%80%9D" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2022%2F12%2F23%2Fin-turchia-per-scoprire-la-situazione-dei-rifugiati-politici-attraverso-il-progetto-photography-as-a-tool-to-build-bridge%2F&#038;title=In%20Turchia%2C%20per%20scoprire%20la%20situazione%20dei%20rifugiati%20politici%20attraverso%20il%20progetto%20%E2%80%9CPhotography%20as%20a%20Tool%20to%20Build%20Bridge%E2%80%9D" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2022/12/23/in-turchia-per-scoprire-la-situazione-dei-rifugiati-politici-attraverso-il-progetto-photography-as-a-tool-to-build-bridge/" data-a2a-title="In Turchia, per scoprire la situazione dei rifugiati politici attraverso il progetto “Photography as a Tool to Build Bridge”"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2022/12/23/in-turchia-per-scoprire-la-situazione-dei-rifugiati-politici-attraverso-il-progetto-photography-as-a-tool-to-build-bridge/">In Turchia, per scoprire la situazione dei rifugiati politici attraverso il progetto “Photography as a Tool to Build Bridge”</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Il giornalista turco Ahmet Altan lascia la prigione</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2021/04/15/il-giornalista-turco-ahmet-altan-lascia-la-prigione/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=il-giornalista-turco-ahmet-altan-lascia-la-prigione</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sebastiano Corso]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Apr 2021 12:57:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Altan]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Erdogan]]></category>
		<category><![CDATA[Turchia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/04/BANZAILIQSOLD1_2021041507432998_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1648982-678x381-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/04/BANZAILIQSOLD1_2021041507432998_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1648982-678x381-2.jpg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/04/BANZAILIQSOLD1_2021041507432998_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1648982-678x381-2-300x169.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/04/BANZAILIQSOLD1_2021041507432998_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1648982-678x381-2-585x329.jpg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>La Corte Europea dei Diritti Umani ha stabilito nei giorni scorsi, con due importanti sentenze, che la Turchia ha violato i diritti di Ahmet Altan e Murat Aksoy, giornalisti turchi accusati di appartenere a organizzazioni&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2021/04/15/il-giornalista-turco-ahmet-altan-lascia-la-prigione/">Il giornalista turco Ahmet Altan lascia la prigione</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/04/BANZAILIQSOLD1_2021041507432998_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1648982-678x381-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/04/BANZAILIQSOLD1_2021041507432998_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1648982-678x381-2.jpg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/04/BANZAILIQSOLD1_2021041507432998_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1648982-678x381-2-300x169.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/04/BANZAILIQSOLD1_2021041507432998_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1648982-678x381-2-585x329.jpg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p><p>La <strong>Corte Europea dei Diritti Umani</strong> ha stabilito nei giorni scorsi, con due importanti sentenze, che la Turchia ha violato i diritti di <strong>Ahmet Altan</strong> e <strong>Murat Aksoy</strong>, giornalisti turchi accusati di appartenere a organizzazioni criminali.</p>
<p>Ahmet Altan ha lasciato la prigione, dopo una detenzione durata oltre quattro anni.</p>
<p>Ahmet Altan, 71 anni, tra i più noti giornalisti e scrittori turchi, fu arrestato nel settembre del 2016, poche settimane dopo il tentativo di colpo di stato di luglio, con l’accusa di appartenere a un’organizzazione criminale e di aver, “attraverso una serie d’articoli, diffuso all’opinione pubblica messaggi subliminali che evocavano un colpo di stato”. Accusa poi tramutata in appoggio esterno a un’organizzazione criminale.</p>
<p>Murat Aksoy invece venne arrestato alla fine d’agosto di quell’anno con l’accusa di assistere intenzionalmente un’organizzazione criminale. Anche per Aksoy il capo d’accusa è stato trasformato in tentativo di rovesciare il governo con la forza.</p>
<p>«La Corte – si legge nella sentenza emessa da Strasburgo – ha trovato che le critiche del richiedente all’approccio politico del presidente (Erdogan) non possano essere intese come la prova che fosse a conoscenza del tentato golpe in anticipo. Per questo la logica applicata al caso dalle autorità non può essere considerata una valutazione accettabile dei fatti».</p>
<p>Con la sentenza di Strasburgo si stabilisce anche che la Turchia dovrà risarcire sedici mila euro ad Altan, e quasi dodicimila a Aksoy per causati danni morali. Inoltre i giudici della Corte Europea dei Diritti Umani hanno stabilito che sono stati violati i diritti alla libertà d’espressione dei due giornalisti.</p>
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		<title>#sofagate. Due poltrone per tre</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gaia Lammardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Apr 2021 20:01:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Erdogan]]></category>
		<category><![CDATA[sofagate]]></category>
		<category><![CDATA[Turchia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/04/Sofagate-678x381-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/04/Sofagate-678x381-1.jpg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/04/Sofagate-678x381-1-300x169.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/04/Sofagate-678x381-1-585x329.jpg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>Ieri, durante il vertice di Ankara, con grande sgarbo da parte del presidente Erdogan, la presidente Ursula Von der Leyen è stata lasciata in piedi nella stanza destinata all’incontro dell’Unione&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2021/04/08/sofagate-due-poltrone-per-tre/">#sofagate. Due poltrone per tre</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/04/Sofagate-678x381-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/04/Sofagate-678x381-1.jpg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/04/Sofagate-678x381-1-300x169.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/04/Sofagate-678x381-1-585x329.jpg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p><p><em><strong>Ieri, durante il vertice di Ankara, con grande sgarbo da parte del presidente Erdogan, la presidente Ursula Von der Leyen è stata lasciata in piedi nella stanza destinata all’incontro dell’Unione Europea con il presidente turco, relegandola poi ad un banalissimo sofà.</strong></em></p>
<p>Doveva essere un incontro, quello con il presidente <strong>Erdogan</strong>, per discutere sui diritti delle donne e dei bambini e più in generale sulla difesa dei valori fondamentali dello Stato di diritto e della libertà di espressione o sulla stampa, e invece si è trasformato in un affronto bello e buono, un modo da parte del presidente turco per sottolineare come le donne in Turchia non godano di pari diritti degli uomini.</p>
<p>Una visita dove l’Europa, rappresentata dalla presidente della Commissione <strong>Ursula Von der Leyen </strong>e dal presidente del Consiglio europeo <strong>Charles Michel</strong>, ha segnato l’apertura al dialogo con Erdogan, il quale tuttavia si è dimostrato tutt’altro che propositivo.</p>
<p>Durante la riunione, entrando nella sala del palazzo di Ankara, ieri il mondo civilizzato è rimasto allibito nello scoprire che la presidente <strong>donna</strong> Von der Leyen è rimasta in piedi, successivamente poi relegata su un banalissimo sofà: per lei non era stata riservata nessuna seduta al fianco e <strong>al pari </strong>degli altri due uomini presenti all’incontro, così come prevedono le regole del protocollo.</p>
<p>Tuttavia l’episodio è andato peggiorando quando lo stesso Michel si è mostrato impassibile, senza una reazione che potesse in qualche modo “aggiustare” quella tristissima situazione, facendo dunque perdere di credibilità l’Ue che si era recata in visita in Turchia per chiedere il rispetto dei diritti delle donne, ma che poi ha permesso di lasciare a margine una presidente donna.</p>
<p>E che non si giustifichi il tutto con una svista nel protocollo, dal momento che nel 2015, in un incontro della stessa portata, in occasione del G20, presieduto dalla Turchia ad Antalya, entrambi i leader dell’epoca, Juncker e Tusk, due uomini, furono fatti accomodare su due poltrone ai lati di Erdogan.</p>
<p>Come si può dunque pretendere parità di sessi, se ad una donna con una carica politica molto alta viene poi ricordata la sua inferiorità? Come si può gioire del fatto che una carica importante come quella di presidente della Commissione Ue venga assegnata ad una donna, se poi essa stessa viene sminuita in un incontro dove il tema principale è la discussione dei diritti delle donne?</p>
<p>Ursula Von der Leyen ha però deciso di mantenere la calma, concentrandosi sulla “sostanza dei problemi”, come ha poi riferito in serata il portavoce della Commissione Ue, ma chiedendo per gli incontri futuri che simili imbarazzi non si ripetano più, rispettando le regole protocollari.</p>
<p>Non l’ha dunque data vinta a quei due uomini che si fingevano “alfa”, ma si è dimostrata superiore, l’unica degna di essere chiamata “alfa” in questo trio (che poi trio non è).</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2021%2F04%2F08%2Fsofagate-due-poltrone-per-tre%2F&amp;linkname=%23sofagate.%20Due%20poltrone%20per%20tre" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2021%2F04%2F08%2Fsofagate-due-poltrone-per-tre%2F&#038;title=%23sofagate.%20Due%20poltrone%20per%20tre" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2021/04/08/sofagate-due-poltrone-per-tre/" data-a2a-title="#sofagate. Due poltrone per tre"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2021/04/08/sofagate-due-poltrone-per-tre/">#sofagate. Due poltrone per tre</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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