Imprese: rapporto Ubi-Adapt, presenza cresce in base a dimensioni azienda

Milano, 23 feb. (Adnkronos) – Il welfare aziendale è presente più frequentemente nelle imprese più grandi, in particolare del Nord Italia. Il 44% delle intese in questo campo sono state sottoscritte in imprese con oltre mille dipendenti, con una netta prevalenza di accordi, il 69%, sottoscritti nelle regioni del Nord del Paese. E’ quanto emerge dal rapporto sul welfare occupazionale e aziendale in Italia promosso dalla Scuola di alta formazione in Relazioni industriali e di lavoro di Adapt e dall’Osservatorio Ubi Welfare di Ubi Banca, del gruppo Intesa Sanpaolo. Lo studio si è concentrato in particolare sui settori della metalmeccanica e della chimico-farmaceutica. Nei nuovi contratti aziendali della metalmeccanica sottoscritti nel 2019 si conferma e cresce l’attenzione attribuita nel settore per le misure di conciliazione (52%). Cresce la diffusione di prestazioni di mensa e buono pasto (38%) e di previsioni sulla formazione (38%). Non molto elevata è invece la presenza di misure di previdenza complementare (15%) e assistenza sanitaria integrativa (13%). Dal monitoraggio dei contratti aziendali dell’industria chimico-farmaceutica sottoscritti tra il 2016 e il 2019 emerge che la materia della flessibilità organizzativa e della conciliazione vita-lavoro rappresenta il 71% delle misure di welfare contrattate a livello aziendale. Per contro risultano molto diffuse anche le previsioni sui buoni acquisto e sui flexible benefit (53%).

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