Banca Ifis è il primo istituto italiano certificato per parità di genere dal Winning Women Institute

Roma, 3 gen. (Adnkronos) – Banca Ifis è la prima banca italiana certificata per la parità di genere dal Winning Women Institute, società impegnata nella diffusione del principio della gender equality all’interno del mondo del lavoro. Con il 54% della popolazione aziendale femminile, Banca Ifis rappresenta un unicum nel panorama bancario, specie se si confrontano i dati relativi alla leadership. E’ quanto annuncia una nota.In banca il 40% dei top manager a riporto dell’amministratore delegato è donna: è la media più alta del settore. Tra le figure apicali femminili ci sono la responsabile direzione Npl e Aa di Ifis Npl Investing, la direttrice generale di Ifis Npl Servicing, la Cfo, la responsabile della Funzione Antiriciclaggio e della Direzione Affari Legali e Societari, la direttrice della Comunicazione, Marketing e Relazioni Esterne. In Banca la percentuale di promozioni al femminile su base annua è del 55%, la percentuale di neoassunte negli ultimi 24 mesi è del 47%. Anche sotto il profilo della governance, il Consiglio di Amministrazione della Banca vede un 41% dei componenti di genere femminile.”Banca Ifis è da sempre attenta ai temi di diversity e inclusion. I nostri numeri, che spiccano rispetto alle medie del settore, sono il risultato di un approccio pluriennale ma anche di numerosi progetti orientati a favorire l’equilibrio di genere e una cultura inclusiva, dentro e fuori l’azienda. La Banca promuove network e iniziative di formazione ed empowerment al femminile e sostiene la flessibilità per coniugare le esigenze di lavoro e della famiglia. Su questo fronte, continueremo a investire e a fare concretamente innovazione anche nei prossimi mesi e anni”, commenta l’amministratore delegato Frederik Geertman. Mentre per il presidente di Winning Women Institute, Enrico Gambardella, “Banca Ifis ha saputo mettere in atto già da molto tempo azioni significative e diversificate, utili a rafforzare la componente femminile della sua popolazione, all’interno di un contesto di competenza caratterizzato da sempre da una forza di lavoro maschile. Questo impegno contribuisce a sviluppare una cultura organizzativa orientata a valorizzare l’equità di genere, dentro e fuori l’azienda”.

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