Gsk, Oms concede prequalifica a primo vaccino anti-malaria Passaggio importante per raggiungere bimbi col prodotto scudo, finora oltre 1 mln hanno fatto almeno una dose in 3 Paesi africani

MIlano, 6 set. (Adnkronos Salute) – L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha concesso la prequalifica al vaccino anti-malaria Mosquirix*, il primo e unico approvato contro questa patologia al mondo. A darne notizia è l’azienda biofarmaceutica Gsk in una nota. Si tratta della prima prequalificazione per un vaccino contro la malaria ed è un passo importante nell’introduzione del vaccino nei Paesi in cui c’è trasmissione, da moderata ad alta, della malaria da P. falciparum, spiega la compagnia.La decisione di prequalificazione dell’Oms è un prerequisito obbligatorio per le agenzie delle Nazioni Unite, come l’Unicef, per acquistare il vaccino in collaborazione con ‘Gavi, Vaccine Alliance’ e i Paesi ammissibili. Alla base c’è una valutazione dei dati clinici, di sicurezza e tecnici che garantisca che il vaccino soddisfi gli standard di qualità, sicurezza ed efficacia e sia adatto alla popolazione target. E’ “un passo fondamentale – commenta Thomas Breuer, Chief Global Health Officer di Gsk – per raggiungere i bambini con il primo e unico vaccino contro la malaria approvato. La malaria rimane una causa significativa di malattia e morte per i bambini in molte parti del mondo ed è un importante fattore di disuguaglianza. Finora, oltre 1 milione di bambini in Ghana, Kenya e Malawi hanno ricevuto almeno una dose di Mosquirix*, donata da Gsk, attraverso il programma di attuazione del vaccino contro la malaria. La prequalificazione dell’Oms apre la strada a più bambini per beneficiare del vaccino”.Nel 2021 l’Oms aveva raccomandato un uso più ampio del vaccino per ridurre le malattie infantili e i decessi per malaria nei piccoli che vivono nell’Africa subsahariana e in altre regioni con trasmissione da moderata ad alta. Gsk spiega che sta attualmente lavorando con i partner per accelerare un trasferimento di prodotti per la produzione di antigeni a lungo termine, incluso il trasferimento di tecnologia, a Bharat Biotech dell’India. Questa partnership dovrebbe consentire una produzione più efficiente a volumi più elevati nel tempo”.

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