Bruni (Sigia), ‘Società scientifica nata per colmare gap nello sviluppo femminile’

Roma, 22 mar. (Adnkronos) – “Negli anni passati, e un po’ ancora oggi, la conoscenza dell’apparato genitale e soprattutto della funzione riproduttiva della bambina e dell’adolescente era territorio di nessuno. Né il pediatra né il ginecologo si occupano infatti del tratto genitale inferiore della bambina”. Lo ha detto Vincenzina Bruni, presidente onorario della Società italiana di ginecologia dell’infanzia e dell’adolescenza (Sigia) e ordinaria di ostetricia e ginecologia dell’università di Firenze, a margine dell’evento “L’età di mezzo – Infanzia e preadolescenza, un terreno fertile per coltivare l’empowerment femminile”, organizzato dall’azienda farmaceutica Gedeon Richter Italia presso il Centro Filologico Milanese e dedicato alla discussione delle tematiche relative alla preadolescenza, all’autoconsapevolezza, al rapporto con il corpo che cambia e all’educazione alla sessualità e agli affetti.“Per questo motivo – ha aggiunto Bruni – abbiamo avvertito la necessità di unire le competenze pediatriche, auxologiche e ginecologiche in una struttura, la Sigia appunto, che potesse occuparsi in modo completo dello sviluppo femminile in quel periodo particolare che va dall’infanzia all’adolescenza. Si tratta infatti di un momento importante, durante il quale non si può fare tutto da sé. È necessario che le bambine sappiano comunicare le loro esigenze sotto tutti gli aspetti, anche dal punto di vista psicologico”.

Related posts

‘Bicinrosa’ torna a Roma, sport e prevenzione contro il cancro al seno Promossa da Fondazione Policlinico universitario Campus Bio-Medico, la pedalata solidale si svolgerà domenica 12 aprile da Caracalla al Colosseo

Parkinson, segnali precoci della malattia e come proteggere la salute del cervello: 10 cose da sapere

Marchetti (Agenas): “Dall’oncologia all’invecchiamento, l’Hta traccia percorso innovazione” ‘Assume ruolo di vera governance, non si limita a valutare le tecnologie sanitarie ma ne guida lo sviluppo, assicurando che producano benefici concreti per i pazienti’