Neoplasie croniche del sangue, 10 consigli per relazioni migliori Su Alleati per la Salute i suggerimenti dalla prima analisi neurometrica di ‘Connessioni di vita’

Roma, 31 lug. (Adnkronos Salute) – Familiari, amici e medici, con parole, gesti e sguardi apparentemente insignificanti, possono incoraggiare, sostenere o ferire chi convive con un tumore cronico del sangue. A stilare un decalogo sugli atteggiamenti in grado di migliorare queste relazioni è ‘Connessioni di vita. La guida per le interazioni che fanno bene’, realizzata nell’ambito della campagna di informazione e sensibilizzazione ‘Mielo-Spieghi’ promossa da Novartis. Si basa sui risultati della prima analisi neurometrica – condotta dal centro di ricerca Behavior and Brain Lab dell’Università Iulm di Milano, in collaborazione con Aipamm, l’Associazione italiana pazienti con malattie mieloproliferative – delle interazioni che i pazienti con neoplasie mieloproliferative croniche e leucemia mieloide cronica vivono con medici, famigliari e amici. Tutti i dettagli del vademecum per costruire relazioni positive e di qualità con questi pazienti sono descritti su Alleati per la Salute (www.alleatiperlasalute.it), il portale di informazione medico-scientifica realizzato con il supporto dell’azienda farmaceutica.L’indagine – si legge nell’articolo – evidenzia che i pazienti tendono a osservare il volto e i gesti dell’ematologo il 56% in più rispetto alla media, così come la sua capacità di dimostrare attenzione e vicinanza: per il 63% delle persone è proprio questo l’elemento che più influisce sul gradimento del medico. Inoltre, un paziente su 2 lamenta un comportamento iperprotettivo dei propri cari, ma 3 su 4 dichiarano di apprezzare quando famigliari e amici li coinvolgono in attività quotidiane: un atteggiamento di reciprocità che determina picchi emotivi positivi. La storia dei tumori del sangue è radicalmente cambiata grazie ai progressi della ricerca scientifica grazie allo sviluppo di terapie mirate e cellulari che hanno permesso di migliorare e prolungare la vita dei pazienti. Cronicizzando la malattia – conclude l’articolo – sono cambiati anche i bisogni dei pazienti e il loro bisogno di gestire in modo attivo e consapevole la malattia. Connessioni di vita diventa quindi l’occasione per scoprire, nel concreto, come migliorare le interazioni quotidiane di chi convive con un tumore cronico del sangue, grazie a piccole attenzioni che fanno una grande differenza. L’articolo completo è disponibile su: alleatiperlasalute.it/mielo-spieghi

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