Agenzia digitale, ‘con telemedicina potremo curare tanti cronici a casa loro’ ed evitare che i pazienti cronici peggiorino perché manca un adeguato controllo delle loro condizioni

Roma, 3 ott. (Adnkronos Salute) – “La telemedicina ci aiuterà a raggiungere un obiettivo importante, quello cioè di raggiungere una vera presa in carico dei tanti malati cronici che abbiamo in Italia all’interno del nuovo modello di assistenza territoriale previsto dal Pnrr”. Per Enrico Coscioni, presidente dell’Agenas, l’Agenzia per i servizi sanitari regionali che è anche l’Agenzia che tira le fila in Italia sulla Sanità digitale, non ha dubbi sulla svolta in arrivo con la telemedicina che raggiungerà molti più italiani di quelli previsti dal target Ue del Pnrr indicati in almeno 200mila italiani. Ma chi potrà accedervi? “Faccio un esempio concreto: un paziente è stato ricoverato perché broncopatico quando torna a casa sarà chiamato periodicamente per dei controlli, ma questi ora potranno essere fatti anche in telemonitoraggio: sarà così possibile controllare a distanza la frequenza respiratoria, la saturazione dell’ossigeno o la capacità ventilatoria”, risponde Coscioni in una intervista a ‘Il Sole 24 ore’. Chi li farà? “Un medico dalla sua postazione di telemedicina o anche un infermiere formato a leggere i dati che arrivano dal device che è stato consegnato al paziente da usare a casa. Per i pazienti più gravi questo controllo potrà essere anche quotidiano”, osserva. Con quali benefici? “Quello di evitare che i pazienti cronici peggiorino perché manca un adeguato controllo delle loro condizioni e – conclude – in questo modo potremo arginare il fenomeno delle sliding doors in cui il paziente appena sente un sintomo che lo preoccupa corre al pronto soccorso facendo magari file di ore per avere una risposta che invece vogliamo dare con l’assistenza sul territorio a partire proprio dalla telemedicina. In questo modo gli ospedali potranno fare davvero gli ospedali e cioè concentrarsi sull’urgenza-emergenza evitando ricoveri inutili”

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