Caldo, medici pronto soccorso: “Iniziano primi accessi ma Codice calore già nostra priorità” De Iaco (Simeu), ‘il sistema è tarato per rispondere alle emergenze al di là di certe iniziative’

Roma, 8 lug. (Adnkronos Salute) – “Al Nord l’estate non è ancora partita, ma in altre regioni sì e si iniziano a vedere i primi accessi al pronto soccorso. Spesso sono anziani, molto disidratati. E il sistema risponde perché all’emergenza caldo, se ci sarà, risponderemo come sempre fatto rispetto alle priorità, al di là del Codice calore tanto sbandierato mediaticamente”. Lo afferma all’Adnkronos Salute Fabio De Iaco, presidente della Società italiana di medicina di emergenza urgenza (Simeu), intervenendo sull’attuazione da parte delle Regioni, attraverso le Asl e le aziende ospedaliere, dei Codici calore – una corsia preferenziale per gli anziani e i fragili colpiti dall’afa – nei pronto soccorso. Una richiesta arrivata anche dal ministro della Salute, Orazio Schillaci, e sabato rimarcata da un appello alle Regioni del direttore della Prevenzione del ministero della Salute, Francesco Vaia. “Nei pronto soccorso si continua a lavorare anche d’estate con i codici di priorità stabiliti – sottolinea De Iaco – indipendentemente dal caldo, dal freddo o da una pandemia. I medici di emergenza-urgenza lavorano nella stessa maniera stante le difficoltà che oggi viviamo nei pronto soccorso, con il personale ridotto all’osso anche per le ferie. La macchina dei dipartimenti d’emergenza è tarata per rispondere a tutte le necessità. Credo che forse – osserva il presidente Simeu – il Codice calore abbia più senso sul territorio e nella medicina di prossimità, per il pronto soccorso non cambia nulla. Se arriva un paziente con un colpo di calore e comorbidità, avrà una priorità rispetto ad altri in attesa. Noi – conclude – continuiamo a stratificare le risposte e le priorità sulla base dei parametri clinici seguendo un protocollo di triage codificato da linee guida nazionali”.

Related posts

Influenza, Conversano (UniBa): “Virus ha terreno fertile nei bambini, vaccino unica arma” ‘L’ultimo aggiornamento indica 9 casi ogni 1.000 abitanti ma nei bambini fra 3 e 4 anni si arriva a 29-30 casi ogni 1.000’

Aceti (Salutequità): “Insostenibile il finanziamento Ssn, aggiornare strategia” ‘Necessaria una vision che affronti priorità dei pazienti’   

Ipotiroidismo, a piazza del Popolo fa tappa la prevenzione contro il sommerso Campagna promossa da Fondazione Consulcesi con il patrocinio di Regione Lazio, in collaborazione con Fimmg Roma