Sla, nutrizionista Calabrese: “Per disfagia servono alimenti armonizzati”

Roma, 24 ott. (Adnkronos Salute) – Le persone con Sclerosi laterale amiotrofica (Sla) “hanno bisogno di essere accudite non come ammalati ma come persone che hanno dei disturbi che” compromettono la qualità della vita. Avere “la disfagia, vuol dire” che “non riesco ad ingoiare” quindi “bisogna mettersi nell’ottica di avere qualcosa di vellutato, di morbido ma di non troppo liquido e di non troppo solido”, dobbiamo dare “alimenti che devono essere armonizzati fra di loro nella loro sofficità”. Così Giorgio Calabrese, noto nutrizionista ed esperto della Commissione medico-scientifica di Aisla, Associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica, intervenendo in occasione della prima edizione del Convegno ‘Sla: metabolismo e nutrizione. Nuove frontiere nella presa in carico’ in corso all’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (Cuneo) promosso dall’alleanza tra Centri Clinici Nemo, Aisla, Associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica e SLAfood, sotto l’egida di Slow Food. “Noi come nutrizionisti clinici, come scienziati – continua Calabrese – stiamo facendo un grande lavoro con il comitato scientifico di Aisla. Lavoriamo perché laddove c’è un problema, tipo ad esempio il problema dell’obesità nel disfagico, agiamo non tanto per far dimagrire ma per non far ingrassare e per abbassare l’insulina, per preservare le cellule nervose. Aisla sta facendo un lavoro meraviglioso proprio in questo campo”.

Related posts

Neurologa Cerri: “Nella Sla anche stare a tavola è terapia” ‘Il momento del pasto per i pazienti ha un valore che va ben oltre la nutrizione’ – Videoserie ‘A cena con la Sla’ racconta i pazienti con Sla e disfagia

Pneumologo Papi, ‘approvazione mepolizumb buona notizia per pazienti Bpco’ ‘Medicina di precisione per un target ben definito’

Cyberbullismo, insegnanti, genitori e sanitari a ‘scuola 2.0’ per batterlo Asl Roma1, Iss e Sapienza insieme per formare oltre 5mila persone con l’uso delle realtà virtuale