Giornata obesità, gastroenterologi: “In Italia sfida sanitaria in salita” Appello dell’Aigo, ‘sensibilizzare l’opinione pubblica sui rischi legati a quella che è ormai un’epidemia globale’

Roma, 4 mar. (Adnkronos Salute) – Secondo le ultime statistiche, oltre il 40% della popolazione adulta italiana è in sovrappeso e circa il 10% è obesa. Il fenomeno colpisce anche i più giovani e interessa il 20% dei bambini di età compresa tra 6 e 10 anni. “L’obesità non è solo una questione estetica, ma un grave fattore di rischio per patologie croniche come diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari, ipertensione e alcuni tipi di tumore. Inoltre, influisce sulla qualità della vita, causando disturbi articolari, problemi respiratori e impatti negativi sulla salute mentale. Le ripercussioni sul sistema sanitario nazionale sono significative, con un aumento della spesa pubblica per la gestione delle malattie correlate, che ammonta a miliardi di euro, e una maggiore pressione sugli ospedali”. Lo afferma Luca Elli, responsabile Commissione Nutrizione e Stili di Vita Aigo (Associazione italiana gastroenterologi ed endoscopisti digestivi ospedalieri) e dirigente medico presso il Policlinico di Milano in occasione del World Obesity Day. Aigo – riporta una nota – è da sempre vicina ai pazienti con queste problematiche e fornisce una rete di professionisti in grado di fronteggiare questa emergenza presente su tutto il territorio italiano. L’obesità è una condizione complessa che richiede un approccio multidisciplinare per essere affrontata in modo efficace poiché non è solo il risultato di un eccesso di peso, ma coinvolge anche fattori genetici, psicologici, comportamentali, sociali ed ambientali. Tra le strategie da introdurre nell’immediato vi sono: 1. educazione alimentare nelle scuole, per sensibilizzare bambini e adolescenti sull’importanza di una dieta equilibrata; 2. promozione dell’attività fisica, incentivando la pratica sportiva e riducendo il tempo trascorso davanti agli schermi;3. campagne di sensibilizzazione pubblica, per informare la popolazione sui rischi legati all’obesità e sulle buone pratiche per prevenirla; 4. politiche di sostegno alla sana alimentazione, con incentivi per l’acquisto di prodotti freschi e locali e regolamentazioni più rigide sul marketing di cibi ipercalorici rivolto ai più giovani.L’obesità in “Italia è un problema che richiede azioni concrete e immediate. Solo attraverso un impegno collettivo sarà possibile invertire questa tendenza e garantire un futuro più sano per le nuove generazioni” conclude Elli.

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