Golotta (Abbvie): ‘da oltre 20 anni in gastroenterologia con farmaci innovativi’ ‘In Italia almeno 88 centri con studi su inibitori Jak e di Il-23’

Roma, 27 giu. (Adnkronos Salute) – “L’impegno di AbbVie in gastroenterologia è di lunghissima durata. E’ un impegno più che ventennale. E’ iniziato con l’evoluzione dei trattamenti sulle malattie infiammatorie croniche” grazie alla ricerca “sull’importanza della immunomodulazione, che ha portato allo sviluppo degli anti-Tnf. Il nostro anti Tnf, lanciato circa vent’anni fa, ha contribuito a cambiare la storia di queste patologie. Chiaramente la nostra ambizione è quella di elevare continuamente gli ‘standard of care’ e ottenere outcome”, quindi risultati, “sempre più soddisfacenti per i pazienti e un controllo più approfondito delle patologie. Questo ci ha portato a valutare nuovi meccanismi d’azione e a lanciare sul mercato farmaci in questa direzione, quindi gli inibitori di Jak e l’anti interleuchina 23”. Lo ha detto Caterina Golotta, direttore medico di AbbVie Italia, all’evento Free2Choose organizzato dalla farmaceutica a Roma, nato con l’obiettivo di approfondire le principali criticità nella gestione delle malattie infiammatorie croniche intestinali (Mici- Ibd, in inglese) e di esplorare nuove opportunità terapeutiche in grado di migliorare gli outcome clinici del paziente affetto da tali patologie.A livello di sviluppo clinico, la farmaceutica ha una pipeline “molto ricca – spiega Golotta – Al momento abbiamo in Italia diversi studi di sviluppo nelle indicazioni dell’inibitore di Jak e dell’interleuchina 23, che ci porta a una partnership scientifica con almeno 88 centri in Italia. Ma il nostro portfolio di ricerca clinica va al di là dell’immunologia, va al di là della gastroenterologia, con circa 80 studi clinici che ci portano a stabilire partnership scientifiche con 400 centri in Italia”.

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