Grande partecipazione e attenzione per l’incontro con Pierfranco Bruni alla decima edizione di Estate a Casa Berto. Lo scrittore e critico ha presentato il libro Tutto ha la sua ora intrecciando riflessioni sulla vita e sull’opera di Giuseppe Berto con temi universali come il tempo, la memoria e l’identità.
Capo Vaticano, con la sua scogliera che guarda l’infinito, ha accolto uno degli appuntamenti più sentiti del festival Estate a Casa Berto. Ieri sera Pierfranco Bruni ha presentato il suo ultimo saggio Tutto ha la sua ora, dedicato a uno degli scrittori più complessi e tormentati del Novecento italiano.
L’incontro si è trasformato in un dialogo appassionato, in cui Bruni ha restituito la forza viva di Berto, capace di affrontare la letteratura come un corpo a corpo con l’anima e con la vita. «Berto – ha detto Bruni – è uno scrittore che si confessa, che attraversa deserti interiori, che cerca un senso in un continuo confronto con sé stesso e con la realtà. Dentro le sue pagine si sente la ferita dell’uomo, ma anche la sua ricerca di luce».
Nel suo intervento, Bruni ha insistito sul valore della scrittura come viaggio dentro le ombre dell’esistenza, capace di trasformare il dolore in racconto. ««Ogni volta che leggiamo Berto, incontriamo un uomo che si misura con l’ombra e la trasforma in parola. Il suo “male oscuro” non è mai solo privato, diventa esperienza universale, un grido che diventa racconto e si apre al mistero».».
Il pubblico ha seguito con attenzione e partecipazione, ritrovandosi nelle parole che legavano l’opera bertiana ai temi universali della memoria, del tempo e dell’identità. Un lungo applauso ha suggellato la conclusione dell’incontro, che si è confermato uno dei momenti più intensi della rassegna.
A completare la serata, la proiezione del film Le Déluge di Gianluca Jodice, che ha intrecciato il linguaggio del cinema con quello della parola scritta, rinnovando ancora una volta lo spirito di un festival nato per custodire e far rivivere la lezione di Berto.
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