Laporta (Ispra): “One Health concetto di salute interconnesso e declinato al plurale”

Roma, 18 nov. (Adnkronos) – “La salute non può essere vista come un concetto isolato ma è il risultato di un equilibrio complesso, difficile da raggiungere, tra fattori umani, animali e ambientali che poi è il percorso One Health”. Così Stefano Laporta, presidente Ispra, nel suo intervento a ‘Salute e benessere come priorità sociale’, evento di apertura della Social Sustainability Week che si è svolto questa mattina presso il Palazzo dell’Informazione a Roma. “Il tema della sostenibilità, quindi della salute e del benessere anche intesa dal punto di vista sociale, è un tema che implica relazioni tra la salute delle popolazioni, dei loro animali e dell’ambiente in cui vivono. Questa – spiega – è la traduzione dell’approccio One Health come definito in lingua inglese. Ciò comporta una declinazione al plurale: salute dell’uomo, dell’animale e del pianeta devono essere lette in maniera interconnessa e in una declinazione plurale”. “Abbiamo dei programmi europei in cui studiamo le microplastiche presenti nei nostri mari – racconta Laporta – Abbiamo trovato in alcuni campioni di alcune specie ittiche ben 84 microplastiche negli esemplari di pesce che analizziamo; ovviamente molti di questi poi si traducono in alimenti che fanno parte anche della nostra catena alimentare”.Il presidente Ispra ricorda anche “un dato dell’Agenzia Europea dell’Ambiente: l’inquinamento complessivamente inteso è la terza causa di morti premature in Europa, dopo le malattie cardiovascolari e le patologie oncologiche”. “Allora, per garantire migliore qualità della vita e benessere umano è importante che l’ambiente continui a poter fornire risorse, a smaltire rifiuti, a svolgere funzioni essenziali per la vita come il mantenimento della temperatura e la protezione dalle radiazioni. Perché nessuna combinazione di benefici potrà compensare la perdita di aria pulita, acqua potabile e suoli fertili – spiega Laporta – Abbiamo una serie di soluzioni basate sulla natura come le aree verdi e blu che possono offrire approcci innovativi per ridurre i rischi ambientali, mitigare l’impatto degli eventi estremi e favorire stile di vita più sani. E ciascuno di noi, rispetto a questo percorso, deve essere anche consapevole che forse qualche stile di vita e abitudine la dobbiamo cambiare”.

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