Cani in volo: promesse “pet friendly” che non decollano

Le linee guida ENAC non sono vincolanti e le compagnie non le applicano: animali ancora confinati nei trasportini o in stiva, stress elevato e speranze dei proprietari completamente disattese. Sempre accanto anche in alta quota, rimasto uno Slogan …

Roma, 29 nov. 2025 – Cani di piccola taglia possono viaggiare in volo fuori dal trasportino, liberi o al braccio dei familiari, come prevederebbe la disposizione ENAC? In teoria sì, perché le linee guida introdotte dall’Ente nel 2025 avevano aperto alla possibilità di superare il tradizionale obbligo di trasportino e al trasporto in cabina anche di cani medi o grandi, purché inseriti in un quadro organizzato e sicuro. In pratica, però, questa possibilità è rimasta quasi interamente sulla carta.

Le linee guida ENAC, infatti, non sono giuridicamente vincolanti: non impongono alle compagnie aeree di modificare le proprie procedure, ma si limitano a consentire loro di farlo se lo ritengono opportuno. Il regolatore ha indicato una strada possibile, ma non ha creato un obbligo normativo. I vettori restano quindi liberi di mantenere le regole preesistenti senza violare alcuna prescrizione. Ciò ha determinato la distanza tra l’annuncio di un cambiamento epocale e la realtà, perché la riforma, per quanto innovativa nel principio, non ha avuto la forza regolatoria necessaria a tradursi in prassi operative diffuse.

Il volo dimostrativo di ITA Airways Milano Linate – Roma del 23 settembre 2025, presentato come prova concreta della fattibilità del trasporto in cabina di cani di grossa taglia senza trasportino, aveva alimentato grandi speranze. Due animali erano stati imbarcati con imbragatura, museruola e supervisione dedicata, e l’operazione era filata liscia. Quell’esperimento, accolto con grande entusiasmo dal pubblico e dai media, avrebbe potuto segnare un punto di svolta. Invece è rimasto un episodio isolato. Nessun vettore, nemmeno ITA stessa, ha poi stabilizzato quell’opzione nei voli commerciali ordinari.

Mentre la normativa proponeva un approccio più inclusivo, la realtà quotidiana per i viaggiatori con animali non è cambiata. I cani di piccola taglia continuano a dover viaggiare nel trasportino chiuso, da cui non possono essere fatti uscire nemmeno per pochi minuti. Questo comporta forti livelli di stress, soprattutto nei voli di lunga durata o nelle tratte con lunghe attese a terra: ansia, iperventilazione, tremori, disidratazione e persino regressioni comportamentali sono reazioni comuni nei cani costretti per ore in uno spazio angusto senza possibilità di movimento o contatto fisico con il proprietario. E per nostra esperienza confermiamo quanto la ristrettezza ambientale possa tradursi in disagio psicologico del cane a volte non di immediato riequilibrio.

La situazione è ancora più gravosa per i cani di media o grande taglia trasportati in stiva, confinati in gabbie rigide, con rumori forti, sbalzi di temperatura, mancanza di riferimenti familiari e totale separazione dai loro compagni umani. Per molti animali questo può rappresentare una vera esperienza traumatica, con conseguenze comportamentali che si manifestano anche dopo il viaggio.

Le speranze dei proprietari sono state quindi fortemente disattese. Il settore non ha fatto il passo richiesto perché l’onere organizzativo per attuare le nuove possibilità ENAC è stato considerato da molti vettori eccessivo: servono posti dedicati da riconfigurare, equipaggi formati, procedure specifiche per la gestione degli imprevisti, protocolli per la convivenza con passeggeri allergici o timorosi, aggiornamenti dei sistemi di prenotazione e definizione delle responsabilità legali. A tutto ciò si aggiunge la percezione del rischio reputazionale nel caso in cui anche un solo episodio problematico possa verificarsi.

Chi auspicava che almeno qualche compagnia avrebbe colto l’opportunità offerta dalla riforma si trova davanti a una realtà deludente: a oggi praticamente nessun vettore operante in Italia ha adottato nei propri regolamenti interni le nuove possibilità consentite da ENAC. Le regole restano quelle tradizionali, trasportino obbligatorio per i cani piccoli in cabina, stiva per gli animali più grandi, con rare eccezioni limitate ai cani da assistenza certificati. Non risultano compagnie che abbiano implementato stabilmente il trasporto in cabina senza trasportino o quello di animali di taglia media o grande; l’unico caso concreto è rimasto il singolo volo dimostrativo effettuato da ITA.

Il risultato è uno stallo: ENAC ha aperto una porta, ma nessuno l’ha attraversata. Senza obblighi vincolanti, senza standard minimi obbligatori e senza un percorso attuativo definito, l’innovazione resta potenziale e non reale. Per i viaggiatori – compresi quelli che partono dalla Sicilia, dove nulla è cambiato rispetto al passato – tutto rimane essenzialmente immutato. Le promesse “pet friendly” in aria continuano a cozzare con regole rigide e con un’esperienza di viaggio spesso difficile per gli animali, che rimangono gli unici a pagare il prezzo di un cambiamento annunciato ma mai realizzato. @Riproduzione riservata

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Mimma Cucinotta

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