Ovaio policistico, Unfer (Egoi-Pcos): “Importante fare diagnosi in adolescenza” ‘Attenzione ad alcuni segni clinici per intervenire efficacemente su stile di vita’

Roma, 22 dic. (Adnkronos Salute) – “Nell’ambito dello studio della policistosi ovarica uno dei momenti più difficili è quello diagnostico, specialmente in età molto giovanile, in adolescenza. Infatti, in questo momento della vita della donna, molte manifestazioni cliniche tipiche della policitosi ovarica si ritrovano come manifestazioni del tutto fisiologiche. Basta pensare all’acne, che i nostri nonni chiamavano l’acne giovanile, o pensare a quell’aumento della peluria transitoria ma anche dell’insulino resistenza. In questo periodo è difficile fare una diagnosi ma possiamo porre attenzione ad alcune manifestazioni cliniche come l’oligomenorrea, specialmente quando questa si manifesta oltre i 2 anni dell’età ginecologica, cioè 2 anni dopo il menarca, perché questa” è “un’alterazione del ciclo che può persistere e portarci verso quella che sarà la sindrome dell’ovaio policistico”. Così Vittorio Unfer, presidente Egoi-Pcos, società scientifica internazionale, specializzata nella ricerca sugli inositoli e nella sindrome dell’ovaio policistico, intervenendo al Congresso numero 100 della Sigo – Società italiana di ginecologia e ostetricia.()Diagnosticare la sindrome dell’ovaio policistico (Pcos) è importante perché un intervento, “basato sullo stile di vita, specialmente su una buona igiene alimentare – spiega Unfer – consente di evitare l’evoluzione verso la policistosi ovarica con tutti i problemi che ad essa si legano. Oggi abbiamo a disposizione anche alcuni integratori alimentari che possono aiutare a regolarizzare il ciclo e controllare la sindrome metabolica che è tipica di queste pazienti”.

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