Un riconoscimento che fissa nel lessico ufficiale il ruolo dell’USPI all’interno del sistema culturale e informativo del Paese.
L’Unione Stampa Periodica Italiana (USPI) entra nel Vocabolario Treccani. Un inserimento che segna un passaggio significativo per il mondo dell’editoria periodica e ne riconosce il ruolo all’interno del sistema culturale e informativo del Paese.
Fondata a Roma nel 1953, l’USPI nasce come associazione indipendente per rappresentare e assistere gli editori di periodici non quotidiani. Fin dall’inizio si è posta come punto di riferimento soprattutto per le realtà editoriali medio-piccole, svolgendo una funzione di collegamento tra le imprese del settore e le istituzioni pubbliche.
Nel corso degli anni l’attività dell’associazione si è estesa ben oltre la semplice rappresentanza, intervenendo nei processi normativi che riguardano l’editoria periodica, la distribuzione, il lavoro redazionale e le politiche di sostegno pubblico. Accanto a questo, l’USPI ha sviluppato servizi di consulenza tecnica e giuridica, iniziative formative e strumenti di aggiornamento professionale.
Con l’evoluzione del mercato dei media, soprattutto a partire dalla seconda metà del Novecento, l’associazione ha ampliato il proprio ambito di intervento includendo testate locali, riviste specialistiche e, dagli anni Duemila, anche pubblicazioni digitali e piattaforme online. Oggi rappresenta circa 3.000 testate ed è coinvolta in modo attivo nei processi di transizione digitale del settore.
Particolare attenzione è rivolta ai temi della proprietà intellettuale, del diritto d’autore e alle nuove sfide poste dall’utilizzo dell’intelligenza artificiale in ambito editoriale, anche a livello europeo.
L’ingresso dell’USPI nel Vocabolario Treccani restituisce così il profilo di un’associazione che ha accompagnato, e continua ad accompagnare, l’evoluzione dell’editoria periodica italiana nel tempo.
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