Vergallo (Aaroi-Emac): “Cura del capitale umano al centro del Ssn” Al convegno organizzato a Roma dall’Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri italiani – Emergenza area critica, ‘strategie condivise per individuare risorse utili al sistema’

Roma, 18 feb. (Adnkronos Salute) – “La cura del capitale umano è la nostra definizione per individuare le risorse di cui ha bisogno il sistema sanitario nazionale e si realizza, a nostro parere, attraverso l’individuazione e l’attuazione di strategie condivise, perché solo la condivisione tra le parti politiche, le parti sociali, le rappresentanze, i professionisti e, non da ultimo, le rappresentanze dei cittadini che hanno i bisogni di salute può essere l’unica strada attraverso la quale realizzare i nostri obiettivi”. Così Alessandro Vergallo, presidente di Aaroi-Emac (Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri italiani – Emergenza area critica), intervenendo oggi a Palazzo Wedekind a Roma al convegno ‘Lavoro e capitale umano: le sfide per il futuro’, organizzato dall’associazione.Per Vergallo le sfide per il futuro del capitale umano devono imboccare la via maestra che porta a “garantire un benessere a tutte le categorie di lavoratori attraverso modelli organizzativi che salvaguardino la loro vita privata preservando la soddisfazione di esercitare un lavoro che, secondo la Costituzione, garantisce un diritto fondamentale della persona”. A garanzia del benessere dei lavoratori del Ssn, Vergallo ritiene si debba passare “dal rilancio del Ssn”, obiettivo raggiungibile attraverso “la volontà politica di continuare a investire sul personale come capitale umano, senza il quale le prestazioni di cui hanno bisogno i cittadini in relazione ai loro bisogni di salute, non possono evidentemente essere erogate”.Vergallo sottolinea anche l’importanza “della programmazione della formazione del personale, in particolare quello medico-specialistico. Un aspetto che negli anni ha vissuto tempi di scarsa attenzione e che solo nell’ultimo periodo ha iniziato a vedere una corsa ai ripari. Ripari che però si verificheranno solo tra qualche lustro, quando il sistema di reclutamento andrà a regime”. Inoltre, andrebbero adottati “dei modelli organizzativi che – sostiene – valorizzino tutte le competenze multiprofessionali e multidisciplinari di cui ha bisogno il Ssn, senza una sovrapposizione che creerebbe una conflittualità di cui non c’è alcun bisogno”. E’ “necessario trovare dei modelli organizzativi in cui inserire tutti i professionisti a servizio delle cure da erogare, quindi della prevenzione, della diagnosi e della terapia. Modelli che non devono però sacrificare la qualità e la sicurezza delle prestazioni erogate”, ha concluso.

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