Aurigemma (Lazio): “Prevenzione obesità non è un costo ma un investimento” ‘Riduce il rischio di altre patologie che impattano su salute dei cittadini e sostenibilità sistema’

Roma, 5 mar. (Adnkronos Salute) – “Con la legge approvata a ottobre l’Italia è il primo Paese al mondo ad aver riconosciuto l’obesità come malattia cronica. Non è una questione estetica ma una condizione che può aprire la strada a molte altre patologie che incidono, nel tempo, sia sulla qualità della vita delle persone sia sulla sostenibilità dei sistemi sanitari”. Per questo “la prevenzione non può essere considerata un costo da tagliare, ma un investimento: chi è obeso ha maggiori probabilità di sviluppare diabete o problemi cardiovascolari, con conseguenze importanti sia per la salute dei cittadini sia per i costi del sistema sanitario”. Lo ha detto Antonello Aurigemma, presidente del Consiglio regionale del Lazio, intervenendo al convegno ‘Obesità, una malattia cronica: il ruolo della Regione Lazio tra prevenzione, cura e lotta allo stigma’, che si è svolto oggi a Roma.Nel suo intervento, il presidente del Consiglio regionale ha ricordato come l’iniziativa riunisca diversi attori coinvolti nel contrasto alla patologia: associazioni dei pazienti, ordini professionali, medici di medicina generale, mondo della ricerca, farmacisti, rappresentanti del settore sportivo e della promozione dei corretti stili di vita, oltre alle organizzazioni del comparto agroalimentare. Aurigemma ha inoltre ricordato il ruolo del Parlamento nell’approvazione della normativa, ringraziando i promotori della legge e sottolineando il lavoro dell’intergruppo che si è costituito, sul tema, anche nel Consiglio regionale del Lazio. “L’obiettivo – ha spiegato – è proseguire nel percorso avviato con la legge e sviluppare iniziative concrete sul territorio. Tra queste rientra anche un progetto sperimentale” che è stato illustrato nel corso dell’incontro che “potrebbe essere il primo progetto sperimentale che parte in Italia dopo l’approvazione della legge”, ha concluso, evidenziando l’importanza di rafforzare la collaborazione tra istituzioni, professionisti sanitari e associazioni per affrontare in modo strutturato il tema dell’obesità.“La prevenzione non è un costo ma un investimento che può contribuire a ridurre la pressione sul sistema sanitario. Per anni si è rincorso l’aumento dei posti letto e il pronto soccorso è diventato, di fatto, la principale porta di accesso al servizio sanitario: una quota significativa degli accessi riguarda pazienti cronici o non acuti che potrebbero essere gestiti a livello territoriale. Dobbiamo potenziare le case della comunità e la presa in carico dei pazienti sul territorio, a partire dall’obesità”.Il progetto avviato nel Lazio in collaborazione con l’Asl Roma 1 per i pazienti con obesità grave, presentato nel corso dell’evento, punta proprio a intervenire prima che le condizioni di salute peggiorino. “Dobbiamo evitare – ha sottolineato Aurigemma – che molte delle persone in sovrappeso o con obesità grave entrino nel circuito del pronto soccorso”. Il presidente del Consiglio regionale del Lazio ha richiamato i dati sul fenomeno dell’obesità nella regione, sottolineando la necessità di rafforzare gli interventi sul territorio. “Nel Lazio circa mezzo milione di persone sono in sovrappeso e circa 150 mila presentano forme di obesità grave”, ha spiegato, evidenziando come questa condizione sia correlata a numerose patologie croniche e necessiti, nella gestione, di una collaborazione ampia tra istituzioni, professionisti sanitari, ricerca e imprese. “È fondamentale – ha concluso – costruire una rete che coinvolga medici di medicina generale, farmacie, mondo della ricerca, aziende sanitarie e tutti i soggetti impegnati nella prevenzione”.

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