Progetti di vita, un originale Tailor Made sociale: Calabria avanti tutta!

Straface: “Confronto con territori e INPS per passare dall’assistenza all’autonomia”

Una importante comunicazione istituzionale, quella del 5 marzo 2026, diffusa dall’Ufficio stampa della Regione Calabria e relativa all’Assessorato con competenze di indirizzo politico in materia di inclusione sociale, sussidiarietà e welfare, pari opportunità e benessere animale. L’Assessorato fa riferimento all’assessore Pasqualina Straface, coadiuvata dal direttore generale del Dipartimento, la dott.ssa Iole Fantozzi, che guida il Dipartimento per l’inclusione sociale, la sussidiarietà e il welfare di comunità.
Il titolo del comunicato — che potrebbe rappresentare, in senso positivo, uno stravolgimento dei paradigmi — è:
“Progetti di vita, Straface: confronto con territori e INPS per passare dall’assistenza all’autonomia”.
Analizzando con attenzione l’espressione “Progetti di vita”, utilizzata al plurale, si può guardare con speranza a questa impostazione. La dignità sociale delle persone, richiamata dall’articolo 3 della Costituzione, non è cosa di poco conto. Il comunicato lascia intravedere un cambio di passo, forse qualcosa di mai visto prima in Calabria, perché entra nel merito delle azioni da intraprendere.
Sembra che, reingegnerizzando i processi — non quelli legali, ovviamente, ma quelli dell’inclusione sociale — si possa realizzare una sorta di “radiografia” dei bisogni reali, permettendo così di governare meglio i processi stessi.
Finalmente tavoli operativi, possibilmente circolari, nei quali i partecipanti possano guardarsi negli occhi — e non i soliti tavoli rettangolari dei cosiddetti tavoli di “presidenza”. In tavoli di confronto autentico, occupati da persone che vivono quotidianamente la “trincea” dei servizi sociali, senza freni ideologici che spesso distorcono la realtà, emergono i veri bisogni delle persone.
Persone che hanno la stessa dignità sociale di chi vive in Trentino o nel Nord Italia.
I tecnici e i professionisti, per brevità “i competenti”, possono così individuare soluzioni concrete, mentre la Politica con la P maiuscola deve saper ascoltare e poi agire, partendo da una riflessione alta: quella contenuta nell’articolo 3 della Costituzione, secondo cui:
“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana.”
La Regione, in quanto parte della Repubblica, è chiamata a dare concreta attuazione a questo principio.
Da quanto emerge, siamo forse di fronte a un processo innovativo, fondato su un approccio tailor made (letteralmente “fatto dal sarto”), cioè un servizio progettato e realizzato su misura per le esigenze specifiche delle persone.
Il cambiamento continuo significa cercare soluzioni capaci di soddisfare pienamente i bisogni della persona in ambiti fondamentali: tempo libero, istruzione e conoscenza, salute, vita quotidiana, autonomia e indipendenza, caregiver.
La filiera sociale è lunga e complessa, ma forse il percorso è iniziato.
Basti pensare, ad esempio, alle opportunità di lavoro che potrebbero nascere dalla trasformazione delle automobili per le persone con disabilità, consentendo loro di vivere una vita pienamente autonoma.
Restando nel linguaggio della moda, mentre il prêt-à-porter rappresenta lo standard, il tailor made garantisce unicità, qualità elevata e perfetto adattamento al contesto. Tutto questo richiede una fase preliminare fondamentale: ascolto e analisi profonda dei bisogni.
Forse proprio questo, nella società contemporanea, è ciò che spesso manca: la capacità di ascoltare e analizzare.
Occorre valorizzare quanto di positivo esiste già e superare una narrazione “da lontano”, che talvolta sono gli stessi calabresi ad alimentare, dimenticando che ciò che conta davvero sono i risultati concreti e non le illazioni.
Due esempi meritano di essere ricordati come un prezioso scrigno di esperienze che la Calabria ha il dovere di far conoscere anche nei contesti internazionali, quasi “partendo dall’Antartide”, per esportare best practices capaci di affiancarsi alle straordinarie bellezze naturali della regione.
Per la circolarità della conoscenza è infatti fondamentale riconoscere anche il merito dei risultati.
Molto significativa è stata la visita dell’assessore Straface alla signora Sabina Radu, il 25 novembre 2025 a Taurianova (RC).

Per comunicare, la signora Sabina utilizza gli occhi attraverso un ausilio tecnico. Un’innovazione che potrebbe essere stata testata anche nei laboratori dell’INAIL.
Ma l’innovazione nell’inclusione sociale esiste già in Calabria.
Come riportato in un mio articolo su Calabria.Live del 19 dicembre 2021, attraverso un visore che sfrutta il movimento degli occhi, un team di ingegneri coordinato dal prof. ing. Arrigo Palumbo, dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, ha realizzato un prototipo capace di muovere una carrozzina motorizzata tramite lo sguardo.
Il progetto si inserisce nel programma SIMpLE (Smart solutions for health Monitoring and independent mobiLity for Elderly and disabled people).

Nella foto, il professor Palumbo guida una carrozzina motorizzata tramite visore oculare.
Ambiziosa è anche la prospettiva di ricerca che punta a “tradurre i pensieri in azioni”. Come scrivevo già allora: altro che semplice intelligenza artificiale.

Per questo motivo i rapporti internazionali devono essere coordinati con una visione politica alta, perché la Calabria può davvero dare di più.

Tornando al piano della Regione Calabria, va ricordato che le iniziative dell’Assessorato sono pienamente coerenti con la ratifica della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, approvata dall’Italia il 3 marzo 2009 con la Legge n. 18.
La norma prevede anche l’istituzione dell’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità.
(Gazzetta Ufficiale n. 61 del 14 marzo 2009).

Il comunicato istituzionale della Regione Calabria
Di seguito il comunicato istituzionale della Regione Calabria, che traccia una visione nuova, non seconda a nessuno:
L’assessore al Welfare della Regione Calabria, Pasqualina Straface, nel merito degli sviluppi sul fronte dei Progetti di vita, informa che, dopo il ciclo di incontri con gli Ambiti territoriali e i Distretti socio-sanitari, è in programma un’altra riunione tecnico-operativa con il direttore di INPS Calabria, anche in vista della terza fase sperimentale della riforma della disabilità avviata dall’Istituto nazionale di previdenza sociale.
L’iniziativa è finalizzata al rafforzamento del raccordo istituzionale tra sistema sociale e sistema sanitario, con la prospettiva di garantire uniformità di trattamento e appropriatezza degli interventi per la piena tutela delle persone con disabilità.
Al tavolo con l’assessore Straface e la dirigente generale al Welfare, Iole Fantozzi, parteciperanno anche i direttori generali, i direttori dei distretti e i commissari straordinari delle ASP della Regione Calabria, oltre ai responsabili regionali degli Uffici di piano degli Ambiti territoriali sociali.
Nel corso dell’incontro sarà esaminata anche la bozza di Accordo di programma tra Ambiti territoriali sociali e Aziende sanitarie provinciali, che sarà oggetto di apposita delibera di Giunta regionale. L’accordo disciplinerà i rapporti tra gli enti coinvolti nell’applicazione delle disposizioni in materia di Punti unici di accesso (PUA), Unità di valutazione multidimensionali (UVM) e Percorso assistenziale integrato (PAI).
“La nostra Regione – evidenzia l’assessore Straface – sta lavorando per rendere i Progetti di vita strumenti realmente efficaci e personalizzati. L’obiettivo è promuovere una diffusione omogenea dei servizi a favore delle persone con disabilità sull’intero territorio regionale e arrivare alla piena realizzazione del Piano assistenziale integrato per le persone non autosufficienti e per quelle che necessitano di sostegni ad alta intensità.
Per questo è fondamentale ascoltare i territori, con la piena partecipazione degli Ambiti e dei Distretti, per comprendere bisogni, criticità e buone prassi esistenti”.
“Il dialogo con l’INPS servirà anche per allineare procedure e criteri ed esplorare modalità di integrazione tra sostegno economico, servizi socio-sanitari e percorsi di inclusione.
Lavoriamo per rendere la Calabria una Regione capace di programmare interventi strutturali, superando la logica dell’emergenza. I Progetti di vita rappresentano una sfida culturale prima ancora che amministrativa: significa passare dall’assistenza alla piena valorizzazione delle capacità di ogni persona”.

Una sperimentazione ad Ariccia Roma
Una sperimentazione fu realizzata presso l’Ospedale di Ariccia (Roma), con un operatore sociale disabile impegnato nelle funzioni di operatore di call center sociale. Una figura che avrebbe potuto essere impiegata anche grazie alla Legge 68/1999 sul collocamento mirato, purtroppo spesso al centro di criticità che negli anni sono state persino oggetto di servizi televisivi come quelli della trasmissione “Chi l’ha visto?”.
La filiera sociale per una vita autonoma non può limitarsi alla sola accessibilità domestica — casa, cucina, camera da letto, bagno — ma deve creare le condizioni per una autonomia reale anche fuori dall’ambiente domestico.
È necessario intervenire soprattutto sulla mobilità sociale, con mezzi adeguatamente attrezzati per consentire:
istruzione
tempo libero
cultura e conoscenza
cure sanitarie
supporto ai caregiver
Fondamentale sarebbe anche la creazione di centri di servizi territoriali, una sorta di call center sociale accessibile anche alle persone con disabilità sensoriali, ciechi e sordi, magari con la presenza di operatori disabili formati per rispondere alle richieste di altri disabili.
Una sperimentazione simile fu realizzata dalla Fondazione Salvatore Crucitti nel 2009, presso l’Ospedale Spolverini di Ariccia (RM), in occasione dell’inaugurazione di un alloggio domotico per la vita indipendente. Di seguito un estratto della locandina:

Nella locandina dell’epoca venivano evidenziati tre aspetti fondamentali:
alloggi domotici
teleassistenza e telesoccorso
terapia occupazionale
La cucina accessibile per persone con disabilità fu donata dalla Fondazione Crucitti Onlus all’ospedale.

Il video amatoriale dell’epoca per testare alcuni dispositivi adeguati a una casa Domotica per la vita indipendente.

Purtroppo, all’epoca una interpretazione errata della normativa regionale impedì che il call center sociale fosse gestito da operatori socio-sanitari (OSS), prevedendo invece personale informatico. Una scelta che meriterebbe oggi una riflessione.
Forse sarebbe opportuno intervenire anche sulla Legge 68/1999 sul collocamento mirato delle persone con disabilità, ma questa è un’altra storia.

(Frascati, 6 marzo 2026)

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