L’ evento rientra nel calendario di “L’ Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026
Patrocinata dalla Regione Abruzzo, Comune dell’Aquila, Comune di Lanciano ed organizzata
dall’Associazione Culturale Ericle D’Antonio di Rocca San Giovanni, la mostra personale
dell’artista abruzzese di valenza nazionale Paolo Spoltore sarà inaugurata nell’ex Navata nel
Palazzo dell’Emiciclo della città capoluogo lunedì 16 marzo alle ore 17,30 e resterà aperta fino
al 31 marzo.
Nel giorno dell’inaugurazione, oltre alla presenza dell’artista, Autorità Regionali e Comunali
porteranno il loro saluto, mentre il critico d’arte Antonio Gasbarrini interverrà sul senso, non solo
estetico, di questa mostra incentrata sul tema delle catastrofi (terremoto nel cratere sismico
dell’Aquila del 2009 e le guerre in Ucraina e Palestina), tema affrontato tra il 2009 e il 2026 con gli
appositi cicli creativi Cuori pietrificati, Guerra perché? e Cosmogonica.
In ognuna delle 20 opere accomunate dall’eloquente titolo Cuori pietrificati, realizzate tra il 2009-
2010 quale tributo alle oltre trecento vittime del sisma, la metafora visiva del dolore e del lutto, è
stata concentrata su cuori realizzati in marmo. Posti su uno sfondo in ceramica frantumata e
racchiusi dentro un contenitore in legno a mo’ di scrigno, nonché posizionati su leggii anch’essi
lignei, quale memoria storica d’una identità collettiva tesa a ricordare la catastrofe ed a collegare,
temporalmente, passato, presente e futuro. Un presente reinterpretato nel corso di quest’anno con 4
nuove opere in cui i toni cromatici e simbolici meno lancinanti annunciano l’avvento dell’agognata
meta della Rinascita.
Rinascita inserita dall’artista all’interno di una Natura benigna rivisitata con una visione metafisica
incentrata sul ciclo Cosmogonica (Terra, Acqua, Aria, Fuoco). Completano infine – quella che
nell’insieme della mostra può essere considerata una prurinstallazione site-specific – le 7 sculture a
tutto tondo in ferro, pietra e legno del ciclo Guerra perché? in cui già i titoli Spirale con volto e
droni, Strage a Gaza e a Bucha, ci riportano drammaticamente ai bui, insanguinati giorni che
stiamo vivendo nelle nostre lacerate coscienze.
Nel testo in catalogo, scrive tra l’altro il curatore Antonio Gasbarrini: «Il suo approfondimento
dell’idea di base sviluppata con appositi progetti mentali, avviene all’interno di cicli in cui ogni
opera – dalla prevalenza pittoscultorea –, attraverso le varianti cromatiche e plastiche, dialoga con
le altre in una sorta di concerto sinfonico visivo. È quanto si può constatare subito in questa sua
mostra personale nell’ex Navata della non più esistente seicentesca chiesa francescana S. Michele
Arcangelo all’Emiciclo, in cui tre percorsi tematici diacronici (Cuori pietrificati, Guerre e
Cosmogonica), sintetizzano al meglio il suo “diapason umanistico” teso ad accordare la stonata e
frastornante realtà esistenziale con un travalicamento creativo a 360 gradi foriero di arcobalenici
barlumi anche nei disperanti contesti che quotidianamente ci ci assediano a livello mediatico».