Harry Styles e la sauna a infrarossi, fisiatra ‘previene rischi sovrallenamento e rigenera muscoli’ Bernetti, ‘strategia che punta su fotobiomodulazione, processo che agisce in profondità accelerando autoriparazione cellulare’

Milano, 24 mar. (Adnkronos Salute) – Anche in Italia lo hanno visto in tanti la scorsa estate nelle notti romane, intento a correre fra le vie della Capitale. E che il cantante Harry Styles prenda questo sport sul serio è ormai noto, dopo la sua partecipazione sotto pseudonimo a diverse maratone (Berlino, Tokyo) con tempi di tutto rispetto. Ma le fatiche muscolari richiedono una compensazione e l’ultima notizia che riguarda la star di ‘As it was’ e tante altre hit è che avrebbe investito – come riporta il ‘Daily Mail’ – 20.000 sterline per una sauna a infrarossi da installare nella sua casa londinese, per aiutarlo a “rigenerare i muscoli”. Una scelta che, se fosse confermata, sarebbe ingiusto a detta degli esperti archiviare come un semplice capriccio o un lusso. Piuttosto, sottolinea all’Adnkronos Salute Andrea Bernetti, medico fisiatra e segretario generale della Simfer (Società italiana di medicina fisica e riabilitativa), “si configura come una strategia di gestione della salute proattiva, necessaria per sostenere tour mondiali estenuanti e performance atletiche di alto livello nella corsa su lunga distanza”.”L’evoluzione delle metodologie di recupero nel panorama sportivo odierno ha portato a una transizione fondamentale. Ad oggi, infatti, non si parla più di riposo passivo, ma di protocolli di rigenerazione altamente specializzati – spiega l’esperto – Da questo punto di vista, una delle tecnologie più interessanti è senza dubbio la tecnologia a infrarossi, recentemente alla ribalta delle cronache mondiali perché inserita nelle routine di icone globali”. Non solo Styles. Qualche tempo fa, per esempio, anche l’attaccante del Manchester City Erling Haaland, in un’immagine presa dalla sua quotidianità, era stato immortalato mentre sembrava sottoporsi alla ‘Red Light Therapy’. E come lui già altre celebrità dello sport, come Cristiano Ronaldo, e della musica, come Lady Gaga. “La base fisiologica sottostante – illustra Bernetti – è ancorata ai principi della fotobiomodulazione. All’età di 32 anni Styles, oltre a essere un’icona pop mondiale, ha adottato un regime che lo vede impegnato in maratone internazionali, registrando tempi d’élite. Tali prestazioni richiedono un’efficienza del sistema cardiorespiratorio e una resilienza muscolo-scheletrica paragonabili a quelle di atleti professionisti. La sauna a infrarossi viene quindi utilizzata per prevenire il rischio di sindrome da sovrallenamento e di infiammazione cronica attivando meccanismi essenziali per la sintesi proteica e la rigenerazione cellulare”.Mentre la sauna convenzionale “riscalda l’aria circostante, utilizzando la convezione per innalzare la temperatura cutanea, la tecnologia a infrarossi emette energia radiante all’interno dello spettro elettromagnetico degli infrarossi – approfondisce il medico – Questa energia viene assorbita direttamente dai tessuti corporei senza la necessità di riscaldare eccessivamente l’ambiente, permettendo una penetrazione che raggiunge profondità comprese tra 1,5 e 4 cm. Tale profondità consente di interagire direttamente con lo strato adiposo sottocutaneo, la muscolatura scheletrica e la rete vascolare profonda. A livello cellulare, la terapia a infrarossi innesca un processo noto appunto come fotobiomodulazione, che è in grado di stimolare la catena di trasporto degli elettroni, portando a un incremento significativo della produzione di adenosina trifosfato (Atp), la molecola fondamentale per l’energia cellulare. Un aumento della disponibilità di Atp del 200% può accelerare potenzialmente i processi di autoriparazione cellulare, riducendo i tempi necessari per la sintesi di nuove proteine e la riparazione delle fibre muscolari sovraccaricate durante l’attività della corsa”. Inoltre, conclude Bernetti, “l’esposizione alla radiazione infrarossa promuove il rilascio di ossido nitrico, un potente vasodilatatore. La vasodilatazione profonda aumenta il flusso ematico periferico, migliorando la consegna di ossigeno e nutrienti ai tessuti affaticati e facilitando, al contempo, la rimozione di scorie metaboliche come l’anidride carbonica e l’acido lattico”.

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