Farmaceutica: Gemmato, ‘ambito da difendere in chiave geopolitica, settore su cui puntiamo’ ‘Per Testo unico siamo nei tempi, c’è la centralità del cittadino nell’accesso alla cura’

Roma, 9 apr. (Adnkronos Salute) – “La ‘deadline’ del Testo unico sulla legislazione farmaceutica è dicembre 2026. Attualmente siamo nella fase di audizione degli stakeholders al Senato e poi si passerà alla Camera. Siamo nei tempi e poi ci saranno i decreti e quini l’atto vero e proprio che sarà un perimetro nel quale far ricadere tutto ma soprattutto la centralità del cittadino nell’accesso alla cura farmaceutica. Un diritto che io inserirei nei Lea”. Così il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato a margine dell’incontro ‘Dialoghi sull’innovazione accessibile – Innovaction’, promosso da Gsk e Adnkronos a Roma, realizzato con il patrocinio di Farmindustria e dedicato all’innovazione in ambito sanitario.”Insieme a questo nel Testo unico ci sono altre cose, ad esempio l’80% dei principi attivi che servono per allestire farmaci salvavita oggi vengono prodotti in Cina e in India. Se dovessimo avere un incidente diplomatico – ipotizza Gemmato – con questi Paesi o se banalmente dovessero smettere di inviarci prinicipi attivi in Italia, noi avremmo l’orizzonte di qualche settimana per curare gli italiani e dopo rimarremo senza farmaci. Ci stiamo abituando al fatto che le guerre si combattono anche sfruttando l’energia, in chiave geopolitica la farmaceutica è un ambito da difendere e il nostro Governo si sta proponendo proprio di riappropriarsi di questo settore dove l’Italia ha una grande storia. Vogliamo far in modo che in Italia non avvenga solo l’ultima linea dell’allestimento dei farmaci complessi ma che vi sia anche la produzione di principi attivi ed eccipienti. Sul fronte del prontuario farmaceutico, “l’Aifa sta lavorando immaginando dove ci sono sacche di miglioramento delle performance del sistema. Ci sono alcune ipotesi – ha risposto il sottosegretario alla domanda dei giornalisti – che devono essere vagliate e non vogliono essere punitive nei confronti del mondo dell’industria farmaceutica ma una condivisione per trovare le aree di inappropriatezza e reinvestire poi quelle risorse in miglioramento delle performance”.

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