Farmaceutica, Strozzi (Maeci): “Impegno in internazionalizzazione imprese italiane” ‘Tavolo di coordinamento per presenza aziende italiane a maggiori eventi pharma e biotech mondiali’

Roma, 9 apr. (Adnkronos Salute) – “Il ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, insieme all’Agenzia Ice, con tutti i partner istituzionali – dal Mimit, al ministero della Salute – e alle associazioni di categoria e alle agenzie, come Enea Tech, ha creato un tavolo di coordinamento per l’internazionalizzazione delle imprese del sistema italiano delle biotecnologie e delle scienze della vita, e quindi anche del farmaceutico”. Così Sergio Strozzi, capo dell’ufficio IV Promozione delle filiere industriali innovative e start-up del Maeci, partecipando a ‘Dialoghi sull’Innovazione accessibile – Innovaction’, l’incontro promosso da Gsk e Adnkronos, oggi a Roma, con il patrocinio di Farmindustria. “Questo tavolo non solo analizza la mappatura delle aziende italiane, dalle start up alle Pmi fino ai grandi player – tra cui Gsk, al cui convegno ci troviamo oggi e che ha un’importante presenza in Italia – ma stabilisce anche le strategie in termini di presenza alle fiere internazionali biotech e pharma – spiega Strozzi – Da questo tavolo di coordinamento, fortemente voluto dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, ogni anno nasce la strategia di presenza dell’Italia e delle sue imprese pharma e biotech più innovative ai maggiori eventi del settore a livello internazionale”.La seconda direttrice su cui si sta puntando per aiutare le aziende italiane a guardare verso l’estero “è la strategia di sostegno alle start up voluta dal ministero degli Esteri, che ha creato un nuovo ufficio per le filiere industriali innovative, in cui gioca un ruolo fondamentale proprio il settore farmaceutico – illustra l’esperto – La farmaceutica e il biotech in generale sono infatti un settore rilevantissimo dell’export italiano, in continua crescita nonostante le difficoltà a livello internazionale”. I dati del 2025 mostrano che il “settore pharma e biotech l’Italia, a livello internazionale, è uno dei player fondamentali e vogliamo cogliere questa opportunità presentando anche l’Italia più innovativa in questi settori”.L’attrattività di un Paese per gli investitori esteri è determinata dalla presenza di “un ecosistema integrato fatto di talenti, facilità di investimento in ricerca e sviluppo, e di una sinergia tra gli attori del sistema, da quelli pubblici a quelli privati”. Sono “tutte condizioni che in Italia ci sono – sottolinea Strozzi – Recentemente abbiamo infatti avuto 2 casi di successo nell’attrazione di start up della Silicon Valley nel settore pharma e biotech: una impegnata sul fronte della longevità e l’altra nel campo dell’intelligenza artificiale applicata”. Tra gli aspetti su cui lavorare spiccano “quello dell’intelligenza artificiale e la possibilità di utilizzo dei dati sanitari anonimizzati – e quindi compatibili con il nostro sistema di privacy – a favore della sperimentazione clinica e del loro utilizzo, da parte del settore farmaceutico, per migliorare i processi di creazione di nuove molecole e nuovi farmaci. Abbiamo quindi una strategia forte e integrata – conclude – a favore non solo delle nostre imprese italiane già presenti sul territorio, ma anche dell’attrazione di nuovi player internazionali in questo campo”.

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