Roma, 13 apr. (Adnkronos Salute) – “Lamentiamo la mancanza di medici all’interno dei centri emofilia. Abbiamo creato le reti per i centri tanti anni fa e ci stiamo occupando da anni dell’attuazione dei Pdta – Percorsi diagnostico terapeutici e assistenziali, ma adesso non abbiamo gli specialisti che se ne possano occupare”. Lo ha detto Cristina Cassone, presidente Federazione delle associazioni emofilici Ets, in occasione del convegno per la XXII Giornata mondiale dell’emofilia (17 aprile), promosso oggi da FedEmo a Roma (Palazzo Rospigliosi). “Non possiamo garantire un ricambio generazionale e questa carenza sta diventando cronica, purtroppo, in tutte le regioni d’Italia – sottolinea – L’intento di oggi è creare un profilo dedicato: un esperto in emostasi e trombosi che abbia un proprio titolo autonomo, spendibile all’interno dei bandi di concorso, che ci permetta di strutturare i nuovi medici”.”Questi nuovi professionisti – secondo Cassone – devono essere formati, come si faceva in passato, da medici esperti, ma devono avere anche un percorso accademico dedicato e la collaborazione dei centri emofilia per fare pratica al loro interno e per imparare a curare i pazienti con difetti rari della coagulazione. E’ necessaria un’expertise di altissimo livello e noi, adesso, ci rivolgiamo sia al mondo accademico che al ministero della Salute perché insieme possano garantire formazione e assistenza”. Come “FedEmo – conclude la presidente – proponiamo di creare dei corsi di studio dedicati perché questi nuovi specialisti, se restano senza un titolo autonomo, una profilazione di quella che è la loro specialità, non potranno mai accedere ai centri emofilia con i bandi di concorso che abbiamo adesso a disposizione”.