Un italiano su due ha già perso un dente. E l’allarme tocca anche i trentenni. La sfida per la prevenzione di Mentadent con ANDI

La ricerca Mentadent condotta su 2.000 italiani tra i 18 e i 75 anni fotografa il rapporto con la salute orale: la perdita dei denti riguarda anche i più giovani e sette persone su dieci temono che possa accadere. Per trasformare la prevenzione in comportamenti quotidiani nasce l’Hub digitale del Mese della Prevenzione Dentale, con informazioni validate dagli esperti e strumenti per orientarsi nella cura della salute orale

Roma, 30 settembre 2026 – Metà degli adulti italiani, circa 28 milioni di persone, ha già perso almeno un dente naturale. E non è solo una questione di età: a 30 anni è già successo al 26%. Eppure, avvertono i dentisti, non è un destino. È il messaggio della 46ª edizione del Mese della Prevenzione Dentale, l’iniziativa di ANDI e Mentadent presentata oggi a Roma in una conferenza stampa moderata dalla giornalista Michela Vuga.

I numeri arrivano da una ricerca Mentadent condotta su 2.000 adulti tra i 18 e i 75 anni.

Sette italiani su dieci temono di perdere i denti, ma solo quattro sanno davvero come evitarlo, e appena uno su dieci giudica eccellente la propria salute orale.

Il danno non è solo fisico: tra chi ha perso un dente, uno su due prova ansia e tre su dieci imbarazzo, mentre quasi un italiano su quattro ha evitato di sorridere in una foto.

In un contesto in cui le informazioni sulla salute sono sempre più numerose e frammentate, il ruolo del dentista diventa ancora più centrale: non solo professionista della cura, ma punto di riferimento per aiutare le persone a distinguere le informazioni corrette e tradurle in comportamenti quotidiani.

Dalla ricerca risulta infatti che gli esperti, in particolare dentisti e igienisti, sono le fonti considerate più affidabili quando si parla di salute orale, ma anche che le persone chiedono loro un linguaggio più vicino alla vita quotidiana, meno tecnico e più facile da mettere in pratica. “L’eccellenza clinica da sola non basta se non è accompagnata da una comunicazione efficace tra medico e paziente, finalizzata al mantenimento della salute orale – ha detto  Corrado Bondi, presidente nazionale Andi – . Attraverso il mese della prevenzione dentale non promuoviamo soltanto la salute orale, ma riaffermiamo l’autorevolezza e il valore sociale della nostra professione. Con pochi minuti di igiene orale al giorno si fa una prevenzione che oltre tutto è economica”. E aggiunge: “La bocca è il modo più semplice per entrare nel corpo del cittadino e la prevenzione è la massima espressione della nostra responsabilità sociale e deontologica. Insieme al diritto alla salute non dobbiamo dimenticare il dovere di prenderci cura del nostro benessere.

Non dimentichiamo che è possibile fare diagnosi di malattie importanti attraverso un semplice esame del cavo orale”.

Affrontando la questione del caro cure, gli esperti hanno ricordato quanto sia importante puntare sulla medicina territoriale. “È importante lavorare sulla medicina di prossimità – ha aggiunto Carlo Ghirlanda già presidente ANDI – . Siamo anche impegnati in un fondo sanitario integrativo per riuscire a calmierare i prezzi per i cittadini”.

 La fiducia nella prevenzione, però, c’è: otto persone su dieci pensano che valga lo sforzo, sette se ne occuperebbero di più se fosse più accessibile. Il problema è capire da dove cominciare.

«Perdere i denti non è normale a nessuna età e non deve essere considerato una conseguenza inevitabile dell’invecchiamento», spiega Fabio Scaffidi, coordinatore ANDI del Mese della Prevenzione Dentale. «La prevenzione quotidiana, insieme a controlli regolari e a una corretta relazione con il dentista, può aiutarci a invecchiare in salute». Che la prevenzione funzioni lo dicono i dati: l’indice che misura denti cariati, persi e otturati è sceso da 6,9 alla fine degli anni Settanta a 1,09 di oggi.

Il segnale più preoccupante arriva dai giovani: già entro i 30 anni il 29% della Generazione Z dichiara di aver perso almeno un dente. Per Luca Levrini, direttore della Scuola di specializzazione in Ortodonzia dell’Università degli Studi dell’Insubria, è la prova che la perdita dei denti non è una semplice conseguenza dell’invecchiamento, tanto più che la prima causa è la carie, responsabile del 54% dei casi (44% tra i più giovani), su cui la prevenzione può intervenire. «Sapere non significa necessariamente agire», spiega Levrini. «La vera sfida consiste nel trasformare il sapere in consapevolezza e la consapevolezza in comportamento».

Il sorriso e l’ossessione dell’immagine

Del legame tra sorriso e benessere ha parlato Alberto Pellai, medico psicoterapeuta e ricercatore all’Università degli Studi di Milano. Il sorriso è una delle modalità con cui il nostro viso esprime emozioni positive: I ragazzi di oggi, ha spiegato, sono la prima generazione che deve curare insieme il corpo reale e la propria immagine digitale, e rischiano di dedicare più tempo a un selfie che alla cura di sé. «Oggi siamo ossessionati dall’estetica del nostro corpo, ma il nostro corpo sta bene e ci fa stare bene quando ne abbiamo cura, che è l’esatto contrario dell’ossessione: è un’abitudine quotidiana che poi diventa stile di vita.In questa prospettiva, l’igiene orale e la prevenzione odontoiatrica contribuiscono non solo a tutelare la salute orale, ma anche a fornire una dimensione di sicurezza emotiva con cui le persone si muovono nel mondo».

 Ottobre, mese della prevenzione dentale

Per trasformare la  consapevolezza in prevenzione  nasce l’Hub del Mese della prevenzione dentale, uno spazio che raccoglie indicazioni pratiche validate dagli esperti. Per agevolare la prenotazione delle visite di controllo, è stato inoltre ideato il dentist finder: uno strumento per identificare facilmente i dentisti ANDI  aderenti all’iniziativa su tutto il territorio all’indirizzo: mesedellaprevenzionedentale.it.

 

 

💬
LA FRECCIA WEB SU WHATSAPP

Resta dentro le notizie che contano

Segui il canale WhatsApp di La Freccia Web per ricevere aggiornamenti, articoli e approfondimenti direttamente sul tuo telefono.

Segui il canale WhatsApp

Related posts

Fondazione Artemisia partecipa a I semi del Rispetto in tour

Tumore a 34 anni dopo le missioni all’estero, il TAR condanna il Ministero: vittoria per carabiniere cagliaritano

World Beauty Celebrities 2026: Raffaele Squillace si prepara ad accogliere la star mondiale del make-up Juan David Ferrazzo