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	<title>Annalisa Crupi, Autore presso lafrecciaweb.it</title>
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		<title>Sant’Agata a Catania: tra spiritualità e devozione la terza festa al mondo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Annalisa Crupi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Feb 2025 08:15:12 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="531" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/Progetto-senza-titolo.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/Progetto-senza-titolo.png 531w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/Progetto-senza-titolo-300x249.png 300w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" /></p>
<p>Catania celebra ogni anno, dal 3 al 5 febbraio, la Festa di Sant’Agata, uno degli eventi religiosi piu’importanti al mondo. La manifestazione, che unisce fede, cultura e tradizione, coinvolge centinaia&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Catania celebra ogni anno, dal 3 al 5 febbraio, la Festa di Sant’Agata, uno degli eventi religiosi piu’importanti al mondo. La manifestazione, che unisce fede, cultura e tradizione, coinvolge centinaia di migliaia di persone in processioni spettacolari per le vie della città . La festa è caratterizzata dall’uscita del fercolo con il busto reliquiario della santa, momenti di grande devozione e antichi riti che affondano le radici nella storia della città . Un evento che rappresenta l’identità  e lo spirito dei catanesi.</p>
<p>Annalisa Crupi</p>
<p><strong>Catania –  Una festa annuale per Sant’ Agata</strong>, patrona di Catania. La terza tra le celebrazioni più belle al mondo.<br />
<strong>Catania</strong> offre alla sua patrona un omaggio straordinario paragonabile  alla Settimana santa di Siviglia o al Corpus Domini di Cuzco, in Perù. In quei tre giorni la città dimentica ogni cosa per concentrarsi sulla festa, misto di devozione, folklore e religione. Un milione di persone tra devoti e curiosi. sono ogni attirati dai festeggiamenti della patrona della città etnea. Il primo giorno è riservato all’<strong>offerta delle candele</strong>. Una suggestiva usanza popolare vuole che i ceri donati siano alti o pesanti quanto la persona che chiede la protezione. Alla processione per la raccolta della cera, un breve giro dalla fornace alla <strong>cattedrale</strong>, partecipano le maggiori autorità religiose, civili e militari. Due carrozze settecentesche, che un tempo appartenevano al Senato che governava la città, e undici “candelore”, grossi ceri rappresentativi delle corporazioni o dei mestieri, vengono portate in corteo. Questa prima giornata di festa si conclude in serata con un grandioso spettacolo di <strong>giochi pirotecnici in piazza Duomo</strong>. I fuochi artificiali durante la festa di Sant’Agata, oltre a esprimere spiritualità dei fedeli, assumono un significato particolare, perché ricordano che la patrona, martirizzata sulla brace, vigila sempre sul fuoco dell’Etna e su tutti gli incendi.</p>
<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-83072" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/02/Catania-festa-santAgata--1024x683.jpg" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/02/Catania-festa-santAgata--1024x683.jpg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/02/Catania-festa-santAgata--300x200.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/02/Catania-festa-santAgata--768x512.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/02/Catania-festa-santAgata--1536x1024.jpg 1536w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/02/Catania-festa-santAgata--2048x1366.jpg 2048w" alt="" width="1024" height="683" /></figure>
<p>Il <strong>4 febbraio </strong>è il giorno più emozionante, perché segna il primo incontro della città con la santa Patrona. Già dalle prime ore dell’alba le strade della città si popolano di “<em><strong>cittadini</strong></em>“. Sono devoti che indossano il tradizionale “<strong>sacco</strong>” (un camice votivo di tela bianca lungo fino alla caviglia e stretto in vita da un cordoncino), un berretto di velluto nero, guanti bianchi e sventolano un fazzoletto anch’esso bianco stirato a fitte pieghe. Rappresenta l’abbigliamento notturno che i catanesi indossavano quando, nel lontano 1126, corsero incontro alle reliquie che Gisliberto e Goselmo riportarono da Costantinopoli. Ma l’originario camice da notte, nei secoli, si è arricchito anche del significato di veste penitenziale <strong>Tre differenti chiavi</strong>, ognuna custodita da una persona diversa, sono necessarie per aprire il cancello di ferro che protegge le reliquie in cattedrale: una la custodisce il <strong><em>tesoriere</em></strong>, la seconda il<strong><em>cerimoniere</em></strong>, la terza il <strong><em>priore del capitolo</em></strong><em><strong> della Cattedrale</strong></em>.</p>
<p>Quando la terza chiave toglie l’ultima mandata al cancello della cameretta in cui è custodito il <strong>Busto,</strong> e il sacello viene aperto, il viso sorridente e sereno di sant’Agata si affaccia dalla cameretta nel crescente tripudio dei fedeli impazienti di rivederla.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img decoding="async" class="wp-image-28343" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/01/237SAgata2015.jpg" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/01/237SAgata2015.jpg 350w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/01/237SAgata2015-300x150.jpg 300w" alt="" width="350" height="175" /></figure>
</div>
<p><strong>Luccicante di oro e di gemme preziose</strong>, il busto di sant’Agata viene issato sul fercolo d’argento rinascimentale, foderato di velluto rosso, il colore del sangue del martirio, ma anche il colore dei re. Prima di lasciare la <strong>cattedrale</strong> per la tradizionale processione lungo le vie della città, Catania dà il benvenuto alla sua patrona con la solenne”<strong>Messa dell’Aurora</strong>“, celebrata da S.E. Mons. Arcivescovo. Tra i fragori degli spari a festa, il fercolo viene caricato del prezioso <strong>scrigno con le reliquie </strong>e portato in processione per la città.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" class="wp-image-83076" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/02/SantAgata-Catania-2025-1024x544.jpg" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/02/SantAgata-Catania-2025-1024x544.jpg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/02/SantAgata-Catania-2025-300x159.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/02/SantAgata-Catania-2025-768x408.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/02/SantAgata-Catania-2025.jpg 1060w" alt="" width="1024" height="544" /><figcaption class="wp-element-caption">Sant’Agata Messa dell’Aurora 2025</figcaption></figure>
</div>
<p>Il “<em><strong>giro</strong></em>“, la processione del giorno 4, dura l’intera giornata. Il fercolo attraversa i luoghi del martirio e ripercorre le vicende della storia della “<strong>santuzza</strong>“, che si intrecciano con quella della città: il <strong>duomo</strong>, i <strong>luoghi del martirio</strong>, percorsi in fretta, senza soste, quasi a evitare alla santa il rinnovarsi del triste ricordo. Una sosta viene fatta anche alla “<strong>marina</strong>” da cui i catanesi, addolorati e inermi, videro partire le reliquie della santa per Costantinopoli. Poi una sosta alla colonna della peste, che ricorda il <strong>miracolo</strong> compiuto da sant’Agata nel 1743, quando la città fu risparmiata dall’epidemia. I “cittadini” guidano il fercolo tra la folla che si accalca lungo le strade e nelle piazze. In quattromila o cinquemila trainano la pesante macchina. Tutti rigorosamente indossano il sacco votivo e a piccoli passi, tra la folla, trascinano il <strong>fercolo</strong> che, vuoto, pesa 17 quintali, ma, appesantito di Scrigno, Busto e carico di cera, può pesare fino a 30 quintali. A ritmo cadenzato e agitando <strong>bianchi fazzoletti</strong>, gridano: “<strong><em>cittadini, cittadini, semu tutti devoti tutti</em></strong>, <strong><em>cittadini, viva Sant’Agata</em></strong>“, un’osanna che significa anche: “sant’Agata è viva ” in mezzo alla folla. Il “giro” si conclude a notte fonda quando il fercolo ritorna in cattedrale.</p>
<p>Sul fercolo del <strong>5 febbraio</strong>, i <strong>garofani rossi</strong> del giorno precedente (simboleggianti il martirio), vengono sostituiti da quelli <strong>bianchi</strong> (che rappresentano la purezza). Nella tarda mattinata, in cattedrale viene celebrato il pontificale. AI tramonto ha inizio la seconda parte della <strong>processione</strong> che si snoda per le vie del centro di Catania, attraversando anche il “<strong>Borgo</strong>“, il quartiere che accolse i profughi da Misterbianco dopo l’eruzione del 1669.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-83083" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/02/SantAgata-salita-di-San-Giuliano-Catania-.jpg" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/02/SantAgata-salita-di-San-Giuliano-Catania-.jpg 800w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/02/SantAgata-salita-di-San-Giuliano-Catania--300x201.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/02/SantAgata-salita-di-San-Giuliano-Catania--768x515.jpg 768w" alt="" width="800" height="536" /><figcaption class="wp-element-caption">Sant’Agata in processione lungo la salita di San Giuliano</figcaption></figure>
</div>
<p>Il momento più atteso è il passaggio per la<strong> via (Salita) di San Giuliano</strong>, che per la pendenza è il punto più pericoloso di tutta la processione. Esso rappresenta una prova di coraggio per i “cittadini”, ma è interpretato anche – a seconda di come viene superato l’ “ostacolo” – come un segno celeste di buono o cattivo auspicio per l’intero anno.</p>
<p>All’<strong>alba del giorno 6</strong>, il Fercolo con le reliquie giunge in <strong>via Crociferi</strong>. E’ il momento in cui la Santa saluta la città prima della conclusione dei festeggiamenti. Per tutta la notte, migliaia di cittadini in camice bianco sfidano il freddo della notte, gridando “<strong><em>Viva Sant’Agata</em></strong>“, in un momento denso di magia e spiritualità. A questo punto, mentre improvvisamente l’atmosfera si fa silenziosa, si eleva il <strong>canto angelico delle monache di clausura.</strong> L’origine del testo e della musica si perde nella notte dei tempi, anche se una leggenda tramanda che il suo autore fu un siciliano di nome Tarallo, che lo compose appositamente per le monache di clausura di San Benedetto.</p>
<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-65829" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/02/Festa-SantAgata-2024-.jpg" sizes="(max-width: 534px) 100vw, 534px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/02/Festa-SantAgata-2024-.jpg 534w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/02/Festa-SantAgata-2024--300x216.jpg 300w" alt="" width="534" height="385" /></figure>
<p>A notte fonda i fuochi artificiali segnano la chiusura dei festeggiamenti. Quando Catania riconsegna alla cameretta in cattedrale il reliquiario e lo scrigno, i sacchi bianchi non profumano più di bucato, i volti sono segnati dalla stanchezza, i muscoli fanno male, la voce è ridotta a un filo sottile. Ma la soddisfazione di aver portato in trionfo il corpo di sant’Agata per le vie della sua Catania riempie tutti di gioia e ripaga di quelle fatiche.</p>
<p>Bisognerà aspettare diversi mesi, la <strong>festa estiva del 17 agosto</strong>, o un altro anno (la festa del 5 febbraio), per poter vedere sorridere ancora una volta il viso buono della santa che fu martire per la salvezza della fede e di Catania.</p>
<p><strong>Il fercolo di Sant’Agata </strong></p>
<p>Il fercolo o “vara” che trasporta le reliquie di sant’Agata patrona della città e dell’Arcidiocesi di Catania, è una pregevole opera di alta oreficeria catanese, custodita nella Sala Fercolo del <a href="https://museodiocesanocatania.com/page/it-IT/66/sala-fercolo">Museo Diocesano. </a></p>
<p>Elegante nella sua semplicità, esso si presenta a forma di tempietto rettangolare sostenuto da sei piccole colonne corinzie, che reggono una ricca trabeazione sormontata da una copertura completamente ornata di mascheroni e fogliame disposti a scaglie.</p>
<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-83088" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/02/Fercolo-di-SantAgata-museo-diocesano-.jpg" sizes="(max-width: 560px) 100vw, 560px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/02/Fercolo-di-SantAgata-museo-diocesano-.jpg 560w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/02/Fercolo-di-SantAgata-museo-diocesano--300x214.jpg 300w" alt="" width="560" height="400" /></figure>
<p>Sulla sommità di questa armoniosa costruzione, la croce troneggia sul mondo (un globo), circondata dai simboli della verginità e del martirio: una corona, un giglio e una palma. Interamente in lamina d’argento, il fercolo presenta una decorazione ad arabesco, girali vegetali e fogliame, mentre lo zoccolo della base è rivestito di quadretti lavorati a sbalzo che raccontano episodi del martirio della Santa, il trasporto delle sue reliquie da <strong>Costantinopoli</strong> <strong>a Catania e i miracoli da lei compiuti.</strong></p>
<p>Nel 1519 iniziò l’opera Vincenzo Archifel arricchita poi da ornamenti dal figlio Antonio; nel corso dei secoli venne abbellita di nuovi addobbi: i marchi e le sigle sulle parti argentee testimoniano come nel tempo diverse maestranze, soprattutto catanesi e messinesi, si sono avvicendate nella realizzazione dell’opera che nel corso dei secoli ha subito diverse trasformazioni e danneggiamenti ultimo dei quali in seguito ai bombardamenti del secondo conflitto mondiale che ne ha determinato il totale rifacimento.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-83094" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/02/Sfilata-delle-candelore-santAgata-Catania--1024x683.jpg" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/02/Sfilata-delle-candelore-santAgata-Catania--1024x683.jpg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/02/Sfilata-delle-candelore-santAgata-Catania--300x200.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/02/Sfilata-delle-candelore-santAgata-Catania--768x512.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/02/Sfilata-delle-candelore-santAgata-Catania--1536x1024.jpg 1536w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/02/Sfilata-delle-candelore-santAgata-Catania-.jpg 1600w" alt="" width="1024" height="683" /><figcaption class="wp-element-caption">Sfilata delle candelore alla festa di sant’Agata</figcaption></figure>
</div>
<p><strong>La festa di Sant’Agata è inscindibile dalla </strong><strong>tradizionale sfilata delle “candelore”</strong><strong>,enormi ceri rivestiti con decorazioni artigianali, puttini in legno dorato, santi e scene del martirio, fiori e bandiere. Le candelore precedono il fercolo in processione, perché un tempo, quando mancava l’illuminazione elettrica, avevano la funzione di illuminare il passo ai partecipanti alla processione. </strong></p>
<p><strong>Non potevano mancare i dolci legati alla tradizione della santa catanese. Oltre alla famosa calia e simenza, presente in ogni festa a Catania, vengono realizzati per la ricorrenza le ‘<em>olivette’ </em>e le”</strong><em><strong>Cassateddi di Sant’Aita” o </strong></em><strong> “<em>Minni di Sant’Aita</em>“. </strong></p>
<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-83102" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/02/Olivette-e-cassatelle-di-santAgata-Catania-.jpg" sizes="(max-width: 679px) 100vw, 679px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/02/Olivette-e-cassatelle-di-santAgata-Catania-.jpg 679w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/02/Olivette-e-cassatelle-di-santAgata-Catania--300x151.jpg 300w" alt="" width="679" height="341" /></figure>
<p><strong>Le cassatelle simbolizzano le mammelle della santa strappatele nel martirio </strong>durante la persecuzione dei cristiani voluta dall’imperatore Decio (249-251) a Catania. Per avere rinunciato fino a costo della vita a professare la sua fede cristiana. Messa a morte Agata fu è una delle martiri e vergini più venerate dell’antichità cristiana.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-83107" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/02/affresco-agata-chiesa-s-benedetto-Catania--546x1024.jpg" sizes="(max-width: 546px) 100vw, 546px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/02/affresco-agata-chiesa-s-benedetto-Catania--546x1024.jpg 546w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/02/affresco-agata-chiesa-s-benedetto-Catania--160x300.jpg 160w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/02/affresco-agata-chiesa-s-benedetto-Catania--768x1439.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/02/affresco-agata-chiesa-s-benedetto-Catania--820x1536.jpg 820w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/02/affresco-agata-chiesa-s-benedetto-Catania--1093x2048.jpg 1093w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/02/affresco-agata-chiesa-s-benedetto-Catania--scaled.jpg 1366w" alt="" width="546" height="1024" /></figure>
</div>
<p>Il martirio di Sant’Agata vergine e martire di Catania nel Dipinto di Giovanni Tuccari (attribuito)1667-1743 Messina. L’affresco è collocato nella chiesa di San Benedetto di via dei Crociferi a Catania, in posizione centrale della navata lungo la parete laterale di sinistra.</p>
<p>Il dipinto è stato rivestito con intonaco alla fine del Settecento e recuperato dopo la seconda guerra mondiale dal prof. Sebastiano Milluzzo che lo ha riportato alla luce dopo una delicata spicconatura.</p>
<p>Al di sotto di esso al posto dell’altare è presente una grata in legno intagliato, al di là della quale si trova la “sagrestia interna”, luogo riservato al rito della professione monastica delle consacrate.</p>
<div class="mh-meta entry-meta"></div>
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		<title>Andy Warhol: Ogni cosa ripete se stessa. A Milano ‘La pubblicità della forma’. La mostra</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Annalisa Crupi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Dec 2022 18:17:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/12/1187CF09-5718-4151-AF65-869066806E4C.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/12/1187CF09-5718-4151-AF65-869066806E4C.png 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/12/1187CF09-5718-4151-AF65-869066806E4C-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/12/1187CF09-5718-4151-AF65-869066806E4C-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>La spettacolare mostra Andy Warhol, un viaggio nell’universo di uno degli artisti che hanno maggiormente innovato la storia dell’arte mondiale. Protagonista della pop art Americana, riesce ad affascinare il filosofo&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2022/12/02/andy-warhol-ogni-cosa-ripete-se-stessa-a-milano-la-pubblicita-della-forma-la-mostra/">Andy Warhol: Ogni cosa ripete se stessa. A Milano ‘La pubblicità della forma’. La mostra</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La spettacolare mostra Andy Warhol, un viaggio nell’universo di uno degli artisti che hanno maggiormente innovato la storia dell’arte mondiale. Protagonista della pop art Americana, riesce ad affascinare il filosofo Arthur Danto ammaliato dai Brillo Box, sculture identiche alle scatole di pagliette saponate Brillo, create in falegnameria e serigrafate ai bordi da Warhol. In esposizione in una personale nel 1964 alla Stable Gallery di New York, divennero tra le più celebri opere dell’intera carriera di Wahrol, un artista che amava la provocazione. La pubblicità della forma, a Milano, Fabbrica del Vapore | 22 ottobre 2022 – 26 marzo 2023 | &#8220;Ogni cosa ripete se stessa. È stupefacente che tutti siano convinti che ogni cosa sia nuova, quando in realtà altro non è se non una ripetizione&#8221;.</em></p>
<p><strong>Andy Warhol</strong><br />
Con oltre trecento opere divise in sette aree tematiche e tredici sezioni –<br />
dagli inizi negli anni Cinquanta come illustratore commerciale sino all’ultimo decennio<br />
di attività negli anni Ottanta connotato dal rapporto con il sacro – la spettacolare mostra <strong>Andy Warhol.</strong> La pubblicità della forma è promossa e prodotta da Comune di Milano–Cultura e Navigare, curata da <strong>Achille Bonito Oliva</strong> con<br />
<strong>Edoardo Falcioni </strong>per Art Motors, Partner BMW e Hublot.</p>
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<figure class="alignright size-medium is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-49780" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/12/WARHOL-Autoritratti-fotografici-300x200.jpg" sizes="(max-width: 265px) 100vw, 265px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/12/WARHOL-Autoritratti-fotografici-300x200.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/12/WARHOL-Autoritratti-fotografici-1024x682.jpg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/12/WARHOL-Autoritratti-fotografici-768x512.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/12/WARHOL-Autoritratti-fotografici.jpg 1181w" alt="" width="265" height="177" /><figcaption><em>Autoritratti biografici</em></figcaption></figure>
</div>
<p>Aperta dal<strong>22 ottobre 2022 sino al 26 marzo 2023 </strong>a Milano alla Fabbrica del<br />
Vapore, è un viaggio nell’universo artistico e umano di uno degli artisti che hanno maggiormente innovato la storia dell’arte mondiale.<br />
“Ad oltre settant’anni di distanza dalla realizzazione dei primi pezzi che aprono l’esposizione – dichiara Tommaso Sacchi Assessore alla Cultura del Comune di Milano – le opere di Warhol incontrano tuttora il gusto e il favore del pubblico,imostrandosi spesso attuali e capaci di trasmettere messaggi visivi immediati riguardo alla società odierna.</p>
<p>Quelle di <a href="https://www.paeseitaliapress.it/storia-arte-cultura/2022/01/02/warhol-banksy-in-mostra-due-artisti-rivoluzionari-a-palazzo-platamone-a-catania/">Warhol</a> sono icone che hanno saputo e sanno<br />
ancora abitare a tutto tondo la contemporaneità, uscendo dal perimetro tracciato dai luoghi istituzionali della cultura e lasciando tracce profonde in diversi ambiti quali<br />
quello della moda, della musica e della pubblicità”.</p>
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<figure class="alignright size-medium"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-49787" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/12/WARHOL-ingresso-mostra-1-300x187.jpg" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/12/WARHOL-ingresso-mostra-1-300x187.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/12/WARHOL-ingresso-mostra-1-1024x640.jpg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/12/WARHOL-ingresso-mostra-1-768x480.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/12/WARHOL-ingresso-mostra-1.jpg 1181w" alt="" width="300" height="187" /></figure>
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<p>“Warhol – afferma Bonito Oliva – è il Raffaello della società di massa americana che dà superficie ad ogni profondità dell’immagine rendendola in tal modo immediatamente fruibile, pronta al consumo come ogni prodotto che affolla il nostro vivere quotidiano. In tal modo sviluppa un’inedita classicità nella sua trasformazione estetica. Così la pubblicità della forma crea l’epifania, cioè l’apparizione, dell’immagine”.</p>
<p>Dopo il successo della Mostra di Roma nel 2018 al Complesso del Vittoriano, Eugenio Falcioni, esperto di rilievo di Andy Warhol, collezionista e prestatore nella sua veste di responsabile di Art Motors omaggia la sua città<br />
adottiva Milano producendo una esposizione con più di 300 opere, per la maggior parte opere uniche. Molte provenienti dall’Estate Andy Warhol, due di Keith Haring e di altre prestigiose collezioni private di tutto il mondo e da importanti gallerie d’arte nella Mostra .</p>
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<figure class="alignright size-medium"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-49786" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/12/WARHOL-Mao-blu-e-vari-300x187.jpg" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/12/WARHOL-Mao-blu-e-vari-300x187.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/12/WARHOL-Mao-blu-e-vari-1024x640.jpg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/12/WARHOL-Mao-blu-e-vari-768x480.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/12/WARHOL-Mao-blu-e-vari.jpg 1181w" alt="" width="300" height="187" /><figcaption><em>Mao blu e vari </em></figcaption></figure>
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<p>“Dai disegni degli anni 50 alle icone Liz, Jackie, Marilyn, Mao, Flowers, Mick Jagger ai ritratti ed ai suoi progetti personali come il fashion –dichiara Falcioni – sono presenti tele, carte, sete, latte con le famose ed uniche<br />
Polaroid, per arrivare agli acetati unici che fanno parte della seconda fase del suo lavoro altrettanto importante”.</p>
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<figure class="alignleft size-full"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-49782" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/12/andy-wahrol-wikipedia.jpg" alt="" width="186" height="271" /></figure>
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<p>Andy <strong>Warhol</strong> (propr. Warhola, Andy) Pittore, grafico e regista cinematografico statunitense, di origine ucraina, nato a Pittsburgh il 6 agosto 1928 e morto a New York il 22 febbraio 1987. Dopo la laurea nel 1949 si trasferisce a New York, trasforma il proprio nome di origine slovacca in Warhol e nei<br />
primi anni ’60 è un giovane pubblicitario di successo, che lavora per riviste come New Yorker, Vogue e Glamour. Il suo nome resta legato alle <strong>riproduzioni seriali della sua pittura pop</strong>, ma spesso si dimentica che fu proprio lui, cultore di simulacri, a filmare la fine del glamour hollywoodiano.</p>
<p><strong>Un artista che amava la provocazione</strong></p>
<p>Pittore e regista, Andy Warhol è stato il principale esponente della pop art americana. Conosceva tutti i segreti della comunicazione pubblicitaria e della società di massa, e ha saputo sfruttarli per la propria arte. Di questa abilità si è servito anche per trasformare la propria vita e costruire un’immagine da divo prima ancora che da artista. Una intuizione che lo renderà celebre e ricco ripetendo una immagine più e più volte, in modo da farla entrare e restare nella mente di chi la guarda. Thirty Are Better Than One, la sua prima <strong>Monna Lisa </strong>ripetuta fino a trenta volte, da celebre ed esclusiva opera d’arte, viene trasformata in una opera di tutti e per tutti, trasformando il linguaggio della pubblicità in arte.</p>
<p>&nbsp;</p>
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<figure class="alignright size-medium"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-40584" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/01/Warhol_Marilyn_Monroe-1194x1200-1-300x300.jpg" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/01/Warhol_Marilyn_Monroe-1194x1200-1-300x300.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/01/Warhol_Marilyn_Monroe-1194x1200-1-1019x1024.jpg 1019w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/01/Warhol_Marilyn_Monroe-1194x1200-1-150x150.jpg 150w" alt="" width="300" height="300" /></figure>
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<p>Realizzata nel 1962 da Andy <strong>Warhol</strong>, Gold <strong>Marilyn Monroe</strong> è una delle prime varianti che ha creato l’artista in onore della star di Hollywood a seguito della sua scomparsa. Quest’opera di <strong>Warhol</strong> è caratterizzata da una grossa tela a sfondo dorato con al centro un’immagine del volto di <strong>Marilyn</strong> in un formato ridotto.</p>
<p>La ripetizione seriale del dipinto raffigurante l’attrice <em>Marilyn Monroe</em> trasformò il suo volto in una icona della società americana. <strong>Andy Warhol</strong> applicò questo trasformazione a prodotti commerciali e mediatici creando una moderna mitologia  del consumismo.</p>
<p>L’installazione intitolata <em>Marilyn Monroe</em> di <strong>Andy Warhol</strong> è formata da 9 serigrafie a colori. Il volto di <strong><em>Marilyn Monroe</em> </strong>è ripetuto per ogni modulo con variazioni di colore. Fu in seguito alla morte prematura dell’attrice nel 1962, che Andy Warhol decise di trasformare il volto della donna in icona di massa.</p>
<p>In<strong> Green Coca-Cola Bottles</strong> – scrive Falcioni nel suo testo per il catalogo – comprendiamo immediatamente che per l’artista è proprio la quantità a prevalere sull’originalità del<br />
soggetto raffigurato: è infatti ripetendo la stessa immagine che egli riesce a portare e mettere in scena il panorama consumistico nel mondo dell’arte: compito dell’artista<br />
non è più creare, ma riprodurre”.</p>
<p>Per far questo Warhol adotta una speciale tecnica di serializzazione, con l’ausilio di un impianto serigrafico, che facilita la realizzazione delle opere e riduce notevolmente i tempi di produzione. Su grosse tele riproduce moltissime volte la stessa immagine alterandone i colori: usando immagini pubblicitarie di grandi marchi commerciali o immagini di impatto come incidenti stradali o sedie elettrice, riesce a svuotarle del significato originario. L’arte deve essere “consumata” come qualsiasi altro prodotto.</p>
<p>La tecnica della serigrafia viene usata da Warhol già nel 1962 per realizzare la serie Campbell’s Soup Cans, composta da trentadue piccole tele di identiche<br />
dimensioni raffiguranti ciascuna gli iconici barattoli di zuppa Campbell’s, esposte nello stesso anno alla Ferus Gallery di Los Angeles.<br />
Lo stesso fa con i ritratti delle celebrità dell’epoca: Marilyn Monroe, Mao Zedong, Che Guevara, Michael Jackson, Elvis Presley, Elizabeth Taylor, Brigitte Bardot, Marlon<br />
Brando, Liza Minnelli, Gianni e Marella Agnelli, le regine Elisabetta II del Regno Unito, Margherita II di Danimarca, Beatrice dei Paesi Bassi, l’imperatrice iraniana Farah<br />
Pahlavi, la principessa di Monaco Grace Kelly, la principessa del Galles Diana Spencer.<br />
Per queste personalità essere ritratte da Wahrol diventa un imperativo a conferma del<br />
proprio status sociale.</p>
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<figure class="alignright size-medium"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-49783" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/12/WARHOL-Marilyn-e-Campbell-300x225.jpg" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/12/WARHOL-Marilyn-e-Campbell-300x225.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/12/WARHOL-Marilyn-e-Campbell-1024x768.jpg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/12/WARHOL-Marilyn-e-Campbell-768x576.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/12/WARHOL-Marilyn-e-Campbell-678x509.jpg 678w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/12/WARHOL-Marilyn-e-Campbell-326x245.jpg 326w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/12/WARHOL-Marilyn-e-Campbell-80x60.jpg 80w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/12/WARHOL-Marilyn-e-Campbell.jpg 1181w" alt="" width="300" height="225" /><figcaption><em>Marilyn e Campbell</em></figcaption></figure>
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<p>Emblematica la <strong>Gold Marilyn Monroe</strong>, conservata al <strong>MoMA </strong>di New York: una delle donne più affascinanti della storia moderna americana viene qui rappresentata su uno sfondo oro, esattamente come si trattasse di una tavola del<br />
Trecento raffigurante la Madonna.<br />
La critica all’inizio stronca questi lavori, non comprendendone l’originalità né la volontà di Warhol di comunicare l’idea della ripetizione e dell’abbondanza del prodotto, in linea con la filosofia consumistica dell’epoca. La sua opera viene vista come un oltraggio all’Espressionismo Astratto, movimento artistico allora dominante negli USA.<br />
Lo stesso celebre gallerista Leo Castelli all’inizio non comprende la genialità innovativa del lavoro di Warhol e cede alla richiesta di Jasper Johns di non ammetterlo nella sua scuderia. In realtà aderendo alla cultura di massa e portandola nel mondo concettuale dell’arte figurativa, Warhol ha esaltato la patria del consumismo e tutto quanto gli Stati Uniti hanno simboleggiato dal dopo guerra sino agli anni ’80.</p>
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<figure class="alignright size-medium is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-49784" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/12/brillo-box-wahrol-pinterest-300x200.png" sizes="(max-width: 294px) 100vw, 294px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/12/brillo-box-wahrol-pinterest-300x200.png 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/12/brillo-box-wahrol-pinterest-768x511.png 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/12/brillo-box-wahrol-pinterest.png 800w" alt="" width="294" height="196" /></figure>
</div>
<p>“Il vero colpo di genio attraverso cui l’artista riuscì a valorizzare definitivamente gli anni ’60 e le nuove forme di comunicazione di massa – leggiamo ancora nel testo di Falcioni – furono però le <strong>Brillo Box: </strong>si tratta di sculture identiche alle <strong>scatole di<br />
pagliette saponate Brillo</strong> in vendita nei supermercati. Queste vennero realizzate da una falegnameria e i bordi vennero serigrafati da Warhol e i suoi assistenti come le<br />
etichette originali. Saranno proprio queste opere a far scaturire in <strong>Arthur Danto</strong>, celebre filosofo ammaliato da queste creazioni, la sua concezione sulla filosofia dell’arte, che ruota attorno ad una domanda fondamentale: “che cos’è l’arte?”. Questo interrogativo lo porterà a ritenere queste scatole di legno delle vere e proprie opere d’arte, in forza della loro capacità di evocare e rappresentare alla perfezione un determinato contesto storico, in questo caso gli anni ‘60 assieme alle sue innumerevoli novità, di cui il <strong>pop artist può essere considerato senza dubbio il massimo interprete.</strong><br />
L’evento che rese queste opere tra le più celebri dell’intera storia dell’arte fu la personale dell’artista presso la <strong>Stable Gallery di New York, </strong>tenutasi nel 1964: queste sculture furono disposte all’interno dello spazio espositivo tutte in fila e una sopra all’altra, proprio come se si trattasse di un supermercato piuttosto che di una galleria<br />
d’arte”.</p>
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<figure class="alignright size-medium is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-49785" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/12/WARHOL-Foto-celebrities-300x200.jpg" sizes="(max-width: 268px) 100vw, 268px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/12/WARHOL-Foto-celebrities-300x200.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/12/WARHOL-Foto-celebrities-1024x683.jpg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/12/WARHOL-Foto-celebrities-768x512.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/12/WARHOL-Foto-celebrities.jpg 1200w" alt="" width="268" height="179" /><figcaption><em>Celebrities </em></figcaption></figure>
</div>
<p class="has-text-align-left">E’ visitando questa mostra che Leo Castelli si ricrede e comprende l’attualità dell’operazione di Warhol, arruolando nella sua scuderia.<br />
Da questo momento la carriera di Warhol ha una vera e propria deflagrazione.<br />
Nasce la celebre The Factory, originariamente al 231 East 47th Street, dove innumerevoli assistenti creano a ritmo frenetico le sue opere in serie: quadri, film, cover musicali, sculture, copertine di riviste e molto altro. E dove Warhol accoglie attori, musicisti, scrittori, tutto il mondo creativo newyorchese, creando i primi film come i The Velvet Uderground &amp; Nico, per cui realizza anche la copertina del celebre LP.<br />
Qui sono realizzati molti altri film che mostrano azioni ripetute dilatate nel tempo, sorta di quadri proiettati su una parete bianca e gli Screen Test, ritratti filmati di<br />
personaggi in visita alla Factory, ripresi, allo scopo di entrare nella loro intimità, con una camera fissa senza muoversi per tre minuti su un fondo nero. Alcuni di questi film dedicati alla cultura gay newyorkese, di cui Warhol faceva parte, sono stati censurati, distribuiti col passaparola e proiettati trent’anni dopo la data di realizzazione in occasione di mostre organizzate in vari musei del mondo.</p>
<p>Nella Factory viene realizzato inoltre il magazine Interview con in copertina, per ciascun numero, il personaggio del momento. E sono prodotte altre celebri copertine per Time e Playboy.<br />
Molte altre Factory seguiranno in diverse parti della città, laboratori dei tantissimi progetti ideati senza sosta dal poliedrico artista.<br />
Nel frattempo è nata una nuova generazione di artisti come Basquiat, Haring, Scharf che considerano Warhol il loro padre spirituale: accogliendoli nella sua cerchia<br />
Warhol ne assorbe dinamismo e creatività. Riesce così a rinnovarsi nuovamente, ideando le ultime sperimentazioni iconiche come il celeberrimo <strong>Dollar Sign</strong>, emblema del rampantismo economico di quegli anni, abbandonando l’uso della serigrafia e dedicandosi, reinterpretando in chiave pop alcuni riferimenti artistici del passato, alla pittura pura.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-medium"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-49789" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/12/WARHOL-Cover-dischi-300x200.jpg" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/12/WARHOL-Cover-dischi-300x200.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/12/WARHOL-Cover-dischi-1024x683.jpg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/12/WARHOL-Cover-dischi-768x512.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/12/WARHOL-Cover-dischi.jpg 1200w" alt="" width="300" height="200" /><figcaption><em>Cover e dischi </em></figcaption></figure>
</div>
<p><strong>La mostra milanese vuole documentare questo avvincente percorso</strong>: dagli oggetti simboli del consumismo di massa, ai ritratti dello star system degli anni ’60; dalla serie Ladies &amp; Gentlemen degli anni ’70 dedicata alle drag queen, i travestiti, simbolo di emarginazione per eccellenza e considerati alla pari di star come Marilyn, sino agli<br />
anni ’80 in cui diviene predominante il rapporto col sacro: cattolico praticante, ne era stato in realtà pervaso per tutta la vita.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-medium"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-49781" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/12/WARHOL-BMW-300x187.jpg" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/12/WARHOL-BMW-300x187.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/12/WARHOL-BMW-1024x640.jpg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/12/WARHOL-BMW-768x480.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/12/WARHOL-BMW.jpg 1181w" alt="" width="300" height="187" /><figcaption>BMW Art Car</figcaption></figure>
</div>
<p>Esposte quasi tutte opere uniche come tele, serigrafie su seta, cotone e carta, oltre a disegni, fotografie, dischi originali, T-shirt, il computer Commodore Amiga 2000 con le sue illustrazioni digitali – i primi NFT della storia – , la <strong>BMW Art Car </strong>dipinta da Warhol con il video in cui la realizzò, la ricostruzione fedele della prima Factory e una parte multimediale con proiezioni di film da vedere con gli occhialini tridimensionali.<br />
Andy Warhol muore nel 1987 per una infezione alla cistifellea. Le sue icone, i suoi personaggi, i suoi soggetti sono riprodotti ovunque, in tutto il mondo, su vestiti,<br />
matite, posters, piatti, zaini. Ha anticipato i social network e la globalizzazione degli anni Duemila, ha cambiato per sempre la storia dell’arte, è ancora attualissimo e<br />
amato da un pubblico trasversale.<br />
La mostra rappresenta una occasione imperdibile per godere della sua arte unica, coraggiosa, innovativa e traboccante di idee.</p>
<p>………</p>
<p>Photo credit <strong>@Giovanni Daniotti.</strong></p>
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		<title>Gino Strada è morto, il fondatore di Emergency aveva 73 anni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Annalisa Crupi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Aug 2021 05:01:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Gino Strada]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/488C71BB-9DD0-4766-A686-8D94F2BB3DE4.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/488C71BB-9DD0-4766-A686-8D94F2BB3DE4.png 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/488C71BB-9DD0-4766-A686-8D94F2BB3DE4-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/488C71BB-9DD0-4766-A686-8D94F2BB3DE4-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>Io non sono pacifista. Io sono contro la guerra ! 13 agosto 2021 – Gino Strada, fondatore della ONG Emergency , è morto oggi all’età di 73 anni. A riferirlo&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Io non sono pacifista. Io sono contro la guerra !</em></p>
<p>13 agosto 2021 – Gino Strada, fondatore della ONG Emergency , è morto oggi all’età di 73 anni. A riferirlo sono state fonti vicine alla famiglia secondo cui, apprende l’AGI, il chirurgo al momento del decesso si trovava in Normandia. Proprio oggi sul quotidiano La Stampa era uscito un articolo a sua firma sull’avanzata dei talebani in Afghanistan.</p>
<p>Cosi, con un messaggio sui social la figlia Cecilia . ”Amici, il mio papà Gino Strada non c’è più. Io vi abbraccio ma non posso rispondere ai vostri tanti messaggi (grazie), perché sono qui: dove abbiamo appena fatto un soccorso e salvato vite. È quello che mi hanno insegnato lui e la mia mamma. Abbracci forti a tutte e tutti”.</p>
<p>Il medico chirurgo, attivista e filantropo soffriva da tempo di problemi cardiologici. Alla notizia della scomparsa del fondatore insieme alla moglie Teresa Santi (1946-2009) della ONG italiana, numerosi ed immediati i messaggi di cordoglio.</p>
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<figure class="alignright size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-36572" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/08/Gino_Strada_2010.jpg" sizes="(max-width: 443px) 100vw, 443px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/08/Gino_Strada_2010.jpg 683w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/08/Gino_Strada_2010-200x300.jpg 200w" alt="" width="443" height="664" /></figure>
</div>
<p>.Una notizia inaspettata, dolorosa. Una perdita enorme, siamo frastornati, ci mancherà tantissimo. Gino ha fatto di tutto per rendere migliore il mondo’. Çontinueremo quello che ci hai insegnato’ .commentando molto commossa la notizia della scomparsa di Gino Strada: “Ci eravamo sentiti l’altro ieri, stava benissimo: era in vacanza a riposarsi un po’”. ha commentato la presidente di Emergency Rossella Miccio.</p>
<p>“Un grande medico per i diritti umani e per la pace – scrive su Twitter Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia – La sua morte, per un’assurda coincidenza, arriva mentre tutto ciò che Emergency ha fatto in Afghanistan rischia di andare nuovamente distrutto”.</p>
<p>Gino Strada era nato a Sesto San Giovanni il 21 aprile 1948, dopo aver terminato il Liceo classico prosegue gli studi laureandosi in Medicina e Chirurgia presso l’Università Statale di Milano nel 1978, all’età di trent’anni,. Specializzandosi poi in Chirurgia d’Urgenza. Durante gli anni della contestazione è uno degli attivisti del Movimento Studentesco.</p>
<p>Gino Strada disapprovava le modalità della politica italiana, dichiarando nel 2013 di non votare da almeno trent’anni. Era ateo ma era stato molto vicino al sacerdote di strada Andrea Gallo.</p>
<p>Attività di chirurgo di guerra</p>
<p>Negli anni ’80, lavora come chirurgo all’ospedale di Rho dove pratica il trapianto al cuore. Si specializza negli Stati Uniti in chirurgia cardiopolmonare nel frattempo si orienta per la chirurgia traumatologica e la cura delle vittime di guerra. Opera negli ospedali degli States e alll’Harefield Hospital (Regno Unito), al  Groote Shuur Hospital di Città del Capo (Sudafrica), dove avvenne il primo trapianto di cuore eseguito da Christian Barnard.</p>
<p>Tra il 1989-1994 collabora con il  Comitato internazionale della Croce Rossa in varie zone di conflitto: Pakistan, Etiopia, Perù, Afghanistan, Somalia e Bosnia ed Erzegovina.</p>
<p>L’ esperienza sul campo motiva Strada e un gruppo di colleghi a fondare  Emergency, un’associazione umanitaria internazionale per la riabilitazione delle vittime della guerra e delle mine antiuomo che, dalla sua fondazione nel 1994 alla fine del 2013, ha fornito assistenza gratuita a oltre 6 milioni di pazienti in 16 paesi nel mondo.</p>
<p>I momenti delle aree di conflitto e le modalità di cura delle vittime sono state raccolte da Gino Strada in due pubblicazioni: <em>Pappagalli verdi: cronache di un chirurgo di guerra</em> e <em><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Buskash%C3%AC._Viaggio_dentro_la_guerra">Buskashì. Viaggio dentro la guerra</a></em>.</p>
<p>La sua posizione nei confronti della politica italiana è stata ampiamente critica, soprattutto nell’ambito delle decisioni di sostegno alle guerre e alle spese per gli armamenti, da parte dei governi che si sono s<strong>u</strong>cceduti guidati da D’Alema, Prodi, Berlusconi, Monti, Renzi, Gentiloni, Conte.</p>
<p>Nel 2001 gli viee assegnato il primo premio Colombe d’Oro per la Pace. Un riconoscimento assegnato annualmente dall’Archivio disarmo a personalità che si distinguono a livello internazionale.</p>
<p>Nel marzo 2007, nel corso delle trattative per la liberazione del giornalista di Repubblica Daniele Mastrogiacomo, Strada ha assunto posizioni precise e rilevanti.</p>
<p>Coniugato con Teresa Santi, conosciuta nel 1971 e sposerà nello stesso anno, Gino Strada rimane vedovo nel 2009 e il ruolo di presidente di Emergency fino ad allora affdato alla moglie passerà alla figlia Cecilia.</p>
<p>Il 13 aprile 2013 viene eletto tra i dieci possibili candidati alla Presidenza della Repubblica alle cosiddette “quirinarie” del Movimento 5 Stelle. Giunto secondo alle spalle di Milena Gabanelli, in seguito alla rinuncia della stessa, diviene un possibile candidato. Poco dopo decide tuttavia di ritirarsi, in favore del terzo possibile candidato, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Stefano_Rodot%C3%A0">Stefano </a>Rodotà. Successivamente diverrà un aspro critico del Movimento.</p>
<p>Nel 2015 ha ricevuto il Right Livelihood Award, primo italiano di sempre se non si considera il premio del 2008 a Monika Hauser, che ha cittadinanza italiana ma è nata e cresciuta in Svizzera. Nello stesso anno è stato candidato alla successione al Quirinale da parte del Movimento 5 Stelle.</p>
<p>In suo onore è stato intitolato l’asteroide 248908 Ginostrada.</p>
<p>Il 3 febbraio 2017 a Seul (Corea del Sud) ha ricevuto il riconoscimento del SunHak Peace Prize un premio per la pace istituito nel 2015 dalla signora Hak Ja Han Moon, moglie del defunto Sun Myung Moon, fondatore del Movimento dell’Unificazione. Gino Strada è stato vincitore assieme alla signora Sakena Yacoobi. I due sono stati scelti tra 227 candidati da oltre 76 nazioni</p>
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