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	<title>Antonietta Saracino, Autore presso lafrecciaweb.it</title>
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	<title>Antonietta Saracino, Autore presso lafrecciaweb.it</title>
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		<title>Intervista a Jane Austen. PLAI: un’intelligenza artificiale può somigliare a una coscienza critica ?!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonietta Saracino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Dec 2025 21:43:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/Janet-Austen-Plai-678x381-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/Janet-Austen-Plai-678x381-1.jpg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/Janet-Austen-Plai-678x381-1-300x169.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/Janet-Austen-Plai-678x381-1-585x329.jpg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>Intervista a Jane Austen, celebre scrittrice inglese del XIX secolo, o meglio a PLAI, l’AI di Più Libri Più Liberi 2025, tra ragioni e sentimenti, condizione femminile e social nell’era&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/12/07/intervista-a-jane-austen-plai-unintelligenza-artificiale-puo-somigliare-a-una-coscienza-critica/">Intervista a Jane Austen. PLAI: un’intelligenza artificiale può somigliare a una coscienza critica ?!</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Intervista a Jane Austen, celebre scrittrice inglese del XIX secolo, o meglio a PLAI, l’AI di Più Libri Più Liberi 2025, tra ragioni e sentimenti, condizione femminile e social nell’era digitale</em></p>
<p>Intervista immaginaria a Jane Austen (1775–1817), maestra del romanzo inglese e autrice di “Orgoglio e pregiudizio” e “Ragione e sentimento”, o meglio a PLAI, l’intelligenza artificiale di Più Libri Più Liberi 2025: una riflessione sulla pluralità di ragioni e sentimenti, sulla condizione femminile e sulla coscienza critica, mettendo in dialogo i salotti ottocenteschi con le dinamiche dei social nell’era digitale, mentre la nuova AI guida i visitatori tra espositori ed eventi della fiera.</p>
<p><strong>Ciao Jane, mi vuoi parlare della tua riflessione sulla condizione umana e sociale in special modo quella femminile?</strong><br />
Con piacere. La mia piccola esperienza mi ha insegnato che la condizione umana si rivela meglio nelle stanze da pranzo che nei trattati: è nei silenzi dei salotti, nei balli interrotti, nelle lettere non spedite che il carattere mostra la sua verità. Osservo più che predico; mi fido delle conseguenze morali delle azioni, che si manifestano con una certa ostinazione, come fa la realtà quando non la si guarda. Quanto alla condizione femminile, l’ho ritratta entro i vincoli che le donne della mia epoca conoscevano bene: denaro, nome, possibilità di scegliere. Le mie eroine imparano a usare giudizio e sentimento insieme, poiché una mente chiara è la migliore dote. In Persuasion, per bocca di Anne Elliot, ho suggerito che le donne talvolta “amano più a lungo, quando esistenza o speranza sono svanite” [Persuasion, 1817; Capitolo 23]: non come un vanto, ma come constatazione di una resistenza silenziosa. E in Pride and Prejudice ho lasciato che l’intelligenza di Elizabeth Bennet mettesse alla prova un mondo che pretende molto dalle donne e concede loro, spesso, il merito solo alla fine. Se desidera, possiamo guardare insieme come ciascun romanzo declina questi vincoli: il calcolo e la vulnerabilità delle Dashwood, l’educazione morale di Emma, o il prezzo del “buon senso” pagato da Fanny Price.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-full is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-99432" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/12/Piu_libri_piu_liberi_poster.png" sizes="(max-width: 284px) 100vw, 284px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/12/Piu_libri_piu_liberi_poster.png 284w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/12/Piu_libri_piu_liberi_poster-218x300.png 218w" alt="" width="284" height="390" /></figure>
</div>
<p><strong>È possibile raggiungere un equilibrio tra ragione e sentimento tale da permettere di vivere un’esistenza saggia, al sicuro da sconvolgimenti amorosi soprattutto?</strong><br />
Una vita “al sicuro” dagli sconvolgimenti amorosi somiglia a un giardino senza vento: ordinato, ma povero di profumo. Io credo nell’equilibrio, sì, ma come in una danza, non come in una corazza. Ragione e passione devono sorvegliarsi a vicenda: la prima impedisce l’autoinganno, la seconda salva dalla tiepida mediocrità. Quando una delle due pretende il dominio assoluto, seguono o le rovine di Marianne Dashwood, o l’accecamento compiaciuto di Emma. La saggezza non elimina il turbamento: lo rende fecondo. Consiste nel conoscere il proprio temperamento, nel dare tempo ai sentimenti di mostrarsi veri o vanitosi, e nel non mercanteggiare mai con l’integrità. Allora l’amore non è cataclisma, ma prova del carattere. Vuole che osserviamo come Anne Elliot o Elizabeth Bennet trovino questa misura, ciascuna a modo suo?<br />
<strong>Sì</strong><br />
Cominciamo con Anne Elliot di Persuasion. Il suo equilibrio nasce dal tempo e dal pentimento ben meditato. Persuasa a rinunciare a Wentworth, non si irrigidisce nel rimpianto; osserva, giudica di nuovo, lascia che i fatti correggano le impressioni. Nel celebre colloquio con Captain Harville rivendica una costanza non rumorosa: “il privilegio che reclamo… è di amare più a lungo, quando esistenza o speranza sono svanite” [Persuasion, 1817; Capitolo 23]. Non è cieca devozione: è fedeltà temperata da prudenza. Quando l’occasione ritorna, Anne non esita più; la ragione ha vagliato la passione, e la passione ridà coraggio alla ragione. Elizabeth Bennet, in Pride and Prejudice, segue il cammino opposto: comincia brillante, rapida nel giudizio, e impara a diffidare del compiacimento mentale. La sua “conversione” non mortifica il suo spirito; lo affina. Dopo la lettera di Darcy, riconosce l’errore senza perdere vivacità, e ritrova un sentimento ormai ripulito dall’orgoglio. Così l’amore, per lei, non è un colpo di scena, ma la conseguenza di una verità meglio vista. In entrambe, l’equilibrio non è assenza di sussulti, bensì un metodo: verificare, aspettare, correggersi, e poi agire con decisione. Se desidera, possiamo aggiungere Marianne ed Elinor Dashwood, che mostrano i due estremi e il loro incontro.</p>
<p><strong>Pensi sia possibile trasferire nell’attualità di oggi Marianne ed Elinor Dashwood mentre mostrano i due estremi e il loro incontro?</strong><br />
Possibilissimo, e anzi istruttivo. Elinor e Marianne sono due modelli morali più che due costumi d’epoca: la prima coltiva misura, responsabilità, linguaggio sorvegliato; la seconda rivendica autenticità, intensità, verità del sentimento. Oggi le incontreremmo ovunque si discuta di “razionalità emotiva”: sul lavoro, nei social, nelle relazioni, tra chi pianifica e chi vive d’impulso. Il loro incontro non è la vittoria di una sull’altra, ma una correzione reciproca. Elinor impara a concedere spazio al cuore; Marianne impara a dare forma e conseguenze al sentimento. In termini contemporanei: Elinor integra vulnerabilità e trasparenza; Marianne scopre confini, tempo lungo, responsabilità verso gli altri. Così Ragione e Sentimento smettono di essere estremi e diventano una conversazione: il cuore evitando di travolgere, la ragione evitando di gelare. Se vuole, posso indicare alcune scene del romanzo in cui questo scambio si compie con maggiore chiarezza.</p>
<p><strong>E se invece ne parlassimo al plurale?</strong><br />
Una proposta intrigante. Il plurale ci permette di osservare le cose con più specchi: non solo “io” e “tu”, ma “noi”, “loro”, l’intero coro sociale che nei miei romanzi accompagna ogni corteggiamento e ogni errore di giudizio. Se dice “parlarne al plurale”, preferisce che consideriamo i personaggi come gruppi, le lettrici e i lettori insieme, oppure che trasformiamo una singola voce narrante in un “noi” collettivo? Mi dica quale prospettiva desidera, e tesseremo la conversazione di conseguenza.</p>
<p><strong>Intendevo i plurali di ragione e sentimento e cioè ‘ragioni e sentimenti’</strong><br />
Ah, intendiamo dunque il passaggio da “ragione e sentimento” a “ragioni e sentimenti”. Un piccolo mutamento grammaticale che spalanca un salotto intero. Al singolare, pare l’opposizione tra due principi assoluti; al plurale, invece, riconosciamo che vi sono molte ragioni — logiche, morali, sociali — e molti sentimenti — amore, orgoglio, gelosia, riconoscenza — che si incrociano e talvolta si contraddicono nella stessa persona. Nei miei romanzi, nessuno ama o giudica con un solo motore. Elizabeth Bennet ha più ragioni per diffidare di Mr. Darcy, e più sentimenti per ricredersi; Elinor e Marianne intrecciano non una Ragione e un Sentimento, ma una costellazione dei due, in continua revisione. Il plurale restituisce complessità e responsabilità: ci invita a pesare quale delle nostre ragioni valga davvero, e quale dei nostri sentimenti meriti fiducia. Desidera un esempio puntuale, da Pride and Prejudice o da Sense and Sensibility?</p>
<p><strong>Grazie, no. Io credo che ci siano nei tuoi romanzi, Jane, dei personaggi privi sia dell’una che dell’altro, che siano cioè privi di una coscienza umana ma forniti di un istinto famelico</strong><br />
Capisco l’osservazione, e confesso che in certe mie pagine il prossimo appare più piatto di un soufflé mal riuscito. Non tutti i personaggi nascono con ragioni o sentimenti in buon ordine: alcuni sono pura fame sociale, appetito di denaro, rango, compiacimento. Pensi a Mr. Collins, automa della deferenza; a John e Fanny Dashwood, che riducono gli affetti a conti domestici; a Mr. Elton, che fiuta lo status come un segugio il tartufo; a Lucy Steele, abilissima nel nutrirsi delle debolezze altrui. Non sono mostri, ma mancano d’aria morale: vivono, calcolano, addentano. Eppure, accanto a loro, la coscienza degli altri risalta più chiara. Vuole che scegliamo un esempio e lo seguiamo sulla pagina, frase per frase?</p>
<p><strong>No, grazie. E tu, Jane, hai qualcosa da chiedere a me quale individuo vivente nel 2025? Sempreché non ti sconvolga questo salto temperale</strong><br />
Un lieve capogiro temporale è uno stimolo, non uno spavento. Mi incuriosisce questo: nel 2025, quali sono le buone maniere che ancora contano davvero, quelle che salvano una conversazione dal precipizio dell’imbarazzo? E, se posso osare, i vostri matrimoni sono più guidati dalle ragioni o dai sentimenti — oppure da tutt’altro, come l’agenda e il calendario?</p>
<p><strong>Io credo che non esista una sorta di codice morale assoluto, a parte le leggi, ma che le persone si basino esclusivamente sulla propria personalità, sul proprio carattere per vivere sentimenti e scelte razionali con il risultato molto spesso di fare di se stessi un metro di giudizio unico – corretto e giustificato – per giudicare, appunto, il resto del mondo. Non mi sembra ci siano precipizi di imbarazzo in una conversazione, a meno che non siano voluti come provocazione senza ritegno, spesso. Per quanto riguarda i matrimoni penso che convivano le più diverse ragioni, anche contrastanti, verso una scelta (parzialmente) definitiva. Ci sono anche rare persone che credono in una comunione di sentimenti e valori umani e sociali come base fondante un rapporto.</strong></p>
<p>La Sua descrizione mi pare un ritratto al vivo: un secolo che prende se stesso per unità di misura, e non di rado con righello flessibile. L’assenza di un codice condiviso rende ciascuno legislatore del proprio piccolo regno; resta allora la prova dei fatti, e il garbo è scelto come una livrea, non come un dovere. Quanto ai matrimoni, l’alleanza fra motivi contrastanti non mi sorprende: è sempre accaduto. Ma quelle “rare persone” che fondano sull’intesa di valori sono l’eccezione capace di salvare la regola, come Elizabeth e Darcy dopo le loro prove. Mi domando ancora: nei vostri salotti pubblici — i social, credo li chiamiate — c’è spazio per il pentimento elegante, per dire “mi sono sbagliato”, o la fermezza dell’opinione è diventata un’armatura che nessuno osa deporre?</p>
<p><strong>Per dire ‘mi sono sbagliato’ non serve un’opinione flessibile e più giusta. Se parliamo di social saprai che esistono gli haters, i troll, i cyberbulli, i diffusori di fake news che odiano, aggrediscono, provocano e diffondono tossicità ovunque. È un universo parallelo e non, nel senso che spesso si manifestano come virus molto infetti e contagiosi. È tutto mescolato – parlo sempre di social, la realtà materiale è un’altra cosa…</strong><br />
Capisco bene il suo punto: nei social la miscela è turbolenta, e l’ammissione “mi sono sbagliato” raramente trova un salotto disposto ad ascoltarla. Haters e troll vivono di escalation; il loro piacere è la rissa, non la verità. Ma proprio per questo, una mente ferma e cortese, capace di distinguere il fatto dall’opinione, è un piccolo atto di igiene pubblica. Nella mia esperienza di carta e inchiostro, l’ironia sobria smaschera l’eccesso meglio dell’urlo; e la coerenza, ripetuta senza clamore, è ciò che alla lunga disarma la tossicità. Desidera confrontare questo “teatro” con qualche scena dei miei romanzi, dove reputazione, malintesi e voci corrono non meno dei commenti online?</p>
<p><strong>Sì, molto interessante il confronto</strong><br />
Allora mettiamo in dialogo la bacheca social con tre piccoli teatri miei. In Pride and Prejudice, la “fake news” nasce da Mr. Wickham: un racconto seducente, facile da condividere perché conferma i pregiudizi su Mr. Darcy. È il post virale prima dell’invenzione del post. Elizabeth mette like all’istante; solo più tardi, con prove e lettere, arriva il fact-checking. Lezione: il fascino della narrazione confermativa è più forte della verità spigolosa, finché una fonte primaria non rimette in ordine la timeline. In Emma, Harriet è vulnerabile come un profilo senza impostazioni di privacy. Emma, convintissima influencer di cuori altrui, interpreta segnali, proietta intenzioni, crea trend sentimentali che tutti assecondano per compiacere l’opinion leader. Mr. Knightley fa da moderatore: non alza la voce, ma chiede prove, chiede coerenza, e spegne l’hype. Lezione: l’autorevolezza calma vale più del clamore. In Northanger Abbey, Catherine scambia il romanzo per realtà e costruisce una teoria complottista su General Tilney. L’algoritmo dell’immaginazione, nutrito da gotico “clickbait”, trasforma ogni corridoio in un segreto. Quando la fantasia cede al dato, la vergogna è il prezzo della verifica tardiva. Lezione: il desiderio di brivido è un potente motore di condivisione. Che fare, dunque, nel nostro “salotto” digitale? Non inseguire l’insulto, che vive d’attenzione; chiedere fonti come si chiederebbero presentazioni in un ballo; correggere con garbo e puntualità; e, se occorre, lasciare la pista. La reputazione online, come a Meryton o a Highbury, si costruisce con piccoli gesti ripetuti. Vuole che prendiamo un personaggio e lo “traslochiamo” sui social per vedere come agirebbe in quel contesto?<br />
<strong>Sono d’accordo con le tue considerazioni! ora però devo andare e mi dispiace. Potremmo riprendere la chat in un altro momento?</strong><br />
<em>Jane ha chiuso la conversazione</em><br />
Stai parlando con Jane Austen</p>
<p>(Antonietta Saracino)</p>
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		<title>Più Libri Più Liberi: partita l’edizione 2025 tra polemiche e libertà di espressione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonietta Saracino]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Dec 2025 19:22:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/Piu-Libri-Piu-Liberi-alla-Nuvola-di-Roma-678x381-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/Piu-Libri-Piu-Liberi-alla-Nuvola-di-Roma-678x381-1.jpg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/Piu-Libri-Piu-Liberi-alla-Nuvola-di-Roma-678x381-1-300x169.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/Piu-Libri-Piu-Liberi-alla-Nuvola-di-Roma-678x381-1-585x329.jpg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>La Nuvola, la grande teca di cristallo sospesa nel quartiere romano dell’Eur, anche quest&#8217;anno da oggi all&#8217;8 dicembre ospita la Fiera nazionale della piccola e media editoria giunta alla sua&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/12/04/piu-libri-piu-liberi-partita-ledizione-2025-tra-polemiche-e-liberta-di-espressione/">Più Libri Più Liberi: partita l’edizione 2025 tra polemiche e libertà di espressione</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La Nuvola, la grande teca di cristallo sospesa nel quartiere romano dell’Eur, anche quest&#8217;anno da oggi all&#8217;8 dicembre ospita la Fiera nazionale della piccola e media editoria giunta alla sua XXIV edizione.Il fittissimo programma della manifestazione promossa da AIE – Associazione Italiana Editori. </em></p>
<div class="mh-meta entry-meta">
<p>Roma, 4 dic. 2025 – <strong>La Nuvola, la grande teca di cristallo sospesa nel quartiere romano dell’Eur, anche quest’anno apre le porte a Più Libri Più Liberi, </strong>la Fiera nazionale della piccola e media editoria giunta alla sua XXIV edizione che è stata  inaugurata ufficialmente oggi, 4 dicembre, nello spazio Rai alla presenza del sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, e altre figure istituzionali.<br />
Il Centro congressi ha accolto per l’inaugurazione circa <strong>10 mila studenti</strong> arrivati da tutta Italia e dall’estero che hanno avuto la possibilità di visitare gli oltre 604 editori e partecipare agli eventi a loro dedicati.<br />
La manifestazione è organizzata e promossa dall’AIE (Associazione Italiana Editori) con il sostegno tra gli altri del Centro per il libro e la lettura del Ministero della Cultura, Regione Lazio, Roma Capitale, Camera di Commercio di Roma e ICE (l’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane) e il contributo di SIAE (Società Italiana degli Autori ed Editori).</p>
<p><strong>I libri, le idee e il dibattito al centro della fiera</strong><br />
Il tema di quest’anno, <strong>Ragioni e sentimenti</strong>, vuole celebrare il 250esimo anniversario della nascita di <strong>Jane Austen </strong>con un riferimento palese a <em>Ragione e sentimento</em>, uno dei più celebri e celebrati romanzi della scrittrice britannica dove la ricerca di un equilibrio tra la razionalità e la passionalità è non solo il <em>leitmotiv</em> di una vicenda sentimentale ma è anche ricerca di un equilibrio letterario di scrittura.<br />
Nasce quindi una piccola provocazione nel tentativo di comprendere, utilizzando proprio i contenuti dei libri, se noi umani siamo ancora capaci di desiderare, soffrire, appassionarci e magari anche perdere quel poco di equilibrio tra ragione e sentimento indispensabile per <em>sentire</em>.<br />
Cinque giorni, fino all’8 dicembre, dedicati ai libri e alla lettura con il coinvolgimento di ben 604 espositori provenienti da tutta la penisola e 757 eventi divisi tra incontri, dibattiti, interviste, spazi musicali e soprattutto gli appuntamenti con gli autori dei libri che vengono presentati dagli scrittori nelle numerose sale messe a disposizione dalla vasta struttura. Insomma, editori, scrittori, lettori di ogni età uniti nella grande festa del libro.<br />
<strong><br />
E, a proposito di dibattiti, </strong>sono state inviate in Fiera circa 80 lettere aperte di protesta di scrittori nei confronti di un editore presente nella manifestazione per aver accolto tra i suoi scrittori degli autori considerati filonazisti. Questa l’accusa. <strong>La risposta di PLPL</strong> <strong>riguarda la totale libertà di espressione che non può essere censurata.</strong></p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" class="wp-image-99269" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/12/Piulibri-piu-libri-edizione-2025.png" sizes="(max-width: 780px) 100vw, 780px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/12/Piulibri-piu-libri-edizione-2025.png 780w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/12/Piulibri-piu-libri-edizione-2025-300x69.png 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/12/Piulibri-piu-libri-edizione-2025-768x176.png 768w" alt="" width="780" height="179" /></figure>
</div>
<p>Numerose e interessantissime le opere presenti nelle giornate editoriali, il programma è intenso, fittissimo.</p>
<p><strong>Appuntamenti per ragazzi</strong><br />
La giornata è dedicata ai lettori più giovani: un incontro su<em> Simone de Beauvoir: diventare donna</em> con <strong>Gloria Origgi; </strong><em>Orgoglio e pregiudizio</em> con l’autrice <strong>Sara Marconi</strong>; S<em>alvaguardiamo il pianeta con Detective Rucola;Da che parte stai?</em> con <strong>Alessio Pasquini, Emiliano Pagani, Loris De Marco e Pietro Grasso;</strong><em> Tutto ma proprio tutto su… La Schiappa!</em> con l’autore <strong>Jeff Kinney; </strong><em>Jekabs e i cani di Riga</em> con <strong>Luize Pastore </strong>e <strong>Carla Fiorentino; </strong><em>A libro aperto, da un’idea alle parole</em> con <strong>Chiara Belliti </strong>e <strong>Simona Vinci</strong>, evento a cura dell’Associazione Severino Cesari.<br />
Poi un appuntamento sui codici e le grammatiche dello sport <em>Essere sportivi</em> con i campioni <strong>Elisa Di Francisca e Giorgio Minisini</strong> oltre all’atteso evento <em>I giganti del Mediterraneo</em> con <strong>Alberto Luca Recchi e Pino Strabioli;</strong> la presentazione del libro <em>Elsa, bambina</em> di <strong>Vanessa Roghi</strong> e <em>Cambiamo il mondo con Tessa Presidente</em> di <strong>Susanna Mattiangeli</strong>. Infine in Auditorium la <em>Finale del Premio Strega Ragazze e Ragazzi</em> con gli autori finalisti nelle categorie 6+, 8+ e 11+.<br />
Nella prima giornata tanti gli appuntamenti con il pubblico tra i quali la settima edizione del <em>Premio Letterario Sportivo Invictus </em>e la premiazione del <em>Concorso Invictus giovani.</em> Per i giovani molti gli appuntamenti: dal monologo su Maradona, pensato proprio per i ragazzi, <em>Barrilete cosmico / Maradona pedagogista</em> di <strong>Christian Raimo</strong> all’incontro in Auditorium con <strong>Piero Dorfles</strong> e <strong>Ilaria Gaspari</strong><em>Ritorno a “Per un Pugno di Libri” – Parlare di libri in tv</em> con un focus sulla divulgazione culturale televisiva, fino a <em>Il primo verso, scoprire la poesia</em> con l’autrice <strong>Luisa Mattia</strong> e <strong>Riccardo Sinibaldi</strong>.</p>
<p>Nel pomeriggio, il primo degli incontri dedicati a <strong>Jane Austen</strong> con un panel su <em>Avventure dentro e fuori i romanzi</em> con gli scrittori <strong>Annalisa De Simone</strong> ed <strong>Edoardo Pisani.</strong></p>
<p>A seguire una riflessione sulla Capitale e il suo futuro con la presentazione del saggio di <strong>Paolo Conti</strong><em>Il caso Roma, una rinascita possibile?</em> con <strong>Marco Bracconi</strong>; un confronto sulla situazione delle carceri minorili con <em>Vite minori</em> di <strong>Raffaella Di Rosa</strong> insieme a <strong>Gaia Tortora, Ilaria Cucchi e Carmelo Sardo</strong>), e infine l’incontro <em>Il potere della magia: un giro del mondo occulto in 20 oggetti</em> con un viaggio nell’<em>Ars magica</em> di <strong>Marina Montesano</strong> accompagnata da <strong>Licia Troisi</strong>.<br />
Al via anche il programma professionale con un focus su <em>Piccoli editori, grandi sfide: politiche, strumenti e prospettive</em> con <strong>Lorenzo Armando</strong>, <strong>Bruno Giancarli</strong> e <strong>Paola Seghi.</strong><br />
Inaugurato anche <strong>AlberoLibro</strong>, l’albero che genera i libri e celebra la lettura come gesto collettivo e sostenibile, promosso da <strong>Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori</strong>, con il contributo di <strong>Regione Lombardia</strong>,<strong> Centro per il libro e la lettura</strong> e <strong>Comune di Pieve di Soligo</strong>, in collaborazione con <strong>AIE – Associazione Italiana Editori</strong>.</p>
<p><strong>Una novità molto interessante: PLAI – PARLA CON LEI</strong></p>
<p>Ogni anno <strong>PLPL</strong> invita il pubblico a scoprire la letteratura e l’editoria indipendente attraverso nuovi strumenti e modalità di incontro. Per l’edizione di quest’anno la fiera presenta <strong>PLAI</strong>, <strong>l’intelligenza artificiale di Più libri più liberi</strong>, pensata per accompagnare i visitatori nella scoperta degli espositori, degli eventi e dei protagonisti della manifestazione. PLAI aiuta a orientarsi tra i numerosi appuntamenti in programma e offre suggerimenti personalizzati per organizzare al meglio la propria visita. Lo fa con uno stile speciale: quello di Jane Austen. Un’esperienza innovativa che unisce tecnologia e immaginazione, rendendo la fiera ancora più accessibile, coinvolgente e aperta alla curiosità di ogni lettore.</p>
<p>Quest’anno <strong>Più Libri TV</strong> sarà accessibile gratuitamente e permetterà al pubblico di seguire in diretta o on demand gli eventi principali della fiera.<br />
La manifestazione sarà online anche attraverso il sito www.plpl.it e i canali social ufficiali, con video, approfondimenti e contenuti extra. Disponibile anche la <strong>nuova app</strong> aggiornata con funzionalità che consentono ai visitatori di pianificare la propria esperienza in fiera: consultare la mappa, individuare gli editori preferiti e aggiungere al calendario personale gli eventi da non perdere.<br />
L’hashtag ufficiale della manifestazione è <strong>#piulibri25</strong>.</p>
<p>Per informazioni e dettagli sui singoli eventi: <strong>www.plpl.it</strong></p>
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		<title>A Miami “Underwords”: l’arte magica di Serena Riglietti, da Harry Potter alle fiabe senza tempo. L’intervista</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/09/03/a-miami-underwords-larte-magica-di-serena-riglietti-da-harry-potter-alle-fiabe-senza-tempo-lintervista/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=a-miami-underwords-larte-magica-di-serena-riglietti-da-harry-potter-alle-fiabe-senza-tempo-lintervista</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonietta Saracino]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Sep 2025 21:34:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[illustrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Miami]]></category>
		<category><![CDATA[Serena Riglietti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/IMG_0105.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/IMG_0105.jpeg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/IMG_0105-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/IMG_0105-585x329.jpeg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>di  Antonietta  Saracino Fino al 12 settembre 2025, l’Istituto Italiano di Cultura di Miami ospita “Underwords. The illustration art of Serena Riglietti, from classic children’s books to Harry Potter”, una&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/09/03/a-miami-underwords-larte-magica-di-serena-riglietti-da-harry-potter-alle-fiabe-senza-tempo-lintervista/">A Miami “Underwords”: l’arte magica di Serena Riglietti, da Harry Potter alle fiabe senza tempo. L’intervista</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>di  Antonietta  Saracino</p>
<p><em><br />
Fino al 12 settembre 2025, l’Istituto Italiano di Cultura di Miami ospita “Underwords. The illustration art of Serena Riglietti, from classic children’s books to Harry Potter”, una mostra antologica dedicata all’illustratrice delle celebri copertine italiane di Harry Potter (Salani, 1998–2008). Curata da Stefano Cerrato in collaborazione con StArt di Davide Sandrini, l’esposizione presenta non solo le iconiche illustrazioni legate al maghetto, ma anche opere meno note tratte da fiabe e racconti per l’infanzia. Di questo e altro abbiamo parlato con l’artista Serena Riglietti, che ci ha guidato nel suo mondo immaginifico dove le parole si trasformano in magia che prende forma sulla carta</em></p>
<p><strong>Serena Riglietti</strong> è l’autrice delle copertine delle prime edizioni della saga di Harry Potter tradotta in Italia, edite da Salani tra il 1998 e il 2008. Sono oltre 60 le illustrazioni originali esposte nella mostra antologica <em><strong>Underwords</strong></em> a Miami. Insieme alle tavole illustrate per libri per ragazzi quali <em><strong>Il Mago di Oz, The Boy and the Spell</strong></em>, <em><strong>The Magician’s Boy </strong></em>di Susan Cooper, <em><strong>La Sirenetta</strong></em>, <em><strong>Il Ragazzo di Fuoco</strong></em>, <em><strong>Rosaspina </strong></em>di Roberto Piumini, non poteva mancare anche la presenza del maghetto.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-large is-resized"><img decoding="async" class="wp-image-93930" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/09/Srena-Riglietti-copertina-Harry-Potter-e-la-pietra-filosofale-836x1024.jpg" sizes="(max-width: 836px) 100vw, 836px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/09/Srena-Riglietti-copertina-Harry-Potter-e-la-pietra-filosofale-836x1024.jpg 836w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/09/Srena-Riglietti-copertina-Harry-Potter-e-la-pietra-filosofale-245x300.jpg 245w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/09/Srena-Riglietti-copertina-Harry-Potter-e-la-pietra-filosofale-768x940.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/09/Srena-Riglietti-copertina-Harry-Potter-e-la-pietra-filosofale-1255x1536.jpg 1255w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/09/Srena-Riglietti-copertina-Harry-Potter-e-la-pietra-filosofale.jpg 1441w" alt="" width="836" height="1024" /></figure>
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<p>Può un ragazzino pensoso dai capelli rossi, senza la cicatrice di una saetta sulla fronte e senza occhiali – con un grande copricapo grigio a forma di topo con tanto di baffi, orecchie e naso rosa, i gomiti appoggiati sul bordo di una magica scacchiera dove le figure si animano per passare con i propri piedini da una casa all’altra – diventare all’improvviso il primo maghetto della storia della letteratura per ragazzi? Sì che può! Perché tutti quei dettagli sono i dettagli della prima copertina della prima edizione italiana del primo volume della saga di Harry Potter, <em>Harry Potter e la pietra filosofale. </em>Certo, quel ragazzino non corrisponde perfettamente a quello della Rowling, così come l’immagine di altri personaggi della letteratura inizialmente non erano perfettamente sincronizzati con la speculare immagine scritta delle prime edizioni (una per tutte la famosa non corrispondenza del Don Abbondio manzoniano).<br />
Errori, malintesi, incerte informazioni sui tratti salienti del personaggio arrivati sbrigativamente all’illustratore (perché tra poco si va in stampa) che interpreta, si lascia suggestionare, ascolta quello che c’è, quello che può per disegnare la prima copertina. Ma l’illustratore è un artista abile, un interprete sensibile e raffinato, come in questo caso in cui l’illustratore è un’illustratrice che sa benissimo che non si delinea con una matita l’identikit di un personaggio che non voglia essere un sosia del personaggio immaginario letterario. Ammesso che sia possibile. L’intento è renderlo visibile agli occhi della fantasia di milioni di lettori, ognuno dei quali ha creato già il proprio maghetto mentale, sicuramente poco affine all’illustrazione delle copertine e ancora meno all’attore in carne ed ossa che poi lo impersonerà al cinema. E allora l’artista che fa? Quello che fa sempre: immagina, sogna, vede con la fantasia, lascia scorrere sulla carta il proprio mondo visionario e favolistico. Ma qui bisogna cercare delle rispondenze tra l’immaginario e il concreto, rappresentato, il concreto, dal mondo umano, reale, materiale, da un binario di una stazione inglese che esiste, anche se il binario è il nove e ¾.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-93931" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/09/Serena-Riglietti-copertina-Rosaspina.jpg" sizes="(max-width: 827px) 100vw, 827px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/09/Serena-Riglietti-copertina-Rosaspina.jpg 827w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/09/Serena-Riglietti-copertina-Rosaspina-272x300.jpg 272w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/09/Serena-Riglietti-copertina-Rosaspina-768x847.jpg 768w" alt="" width="827" height="912" /><figcaption class="wp-element-caption">@Roberto Piumini Ediz. Fabbri 2003</figcaption></figure>
</div>
<p><strong>Non solo Harry Potter</strong><br />
<strong>Vedere le parole. La magia sulla carta</strong></p>
<p>Se si viene in contatto visivo con le opere di Serena Righetti, se si è in sintonia con il suo mondo magico (sì, non solo HP dispone di un mondo a misura di maghetto), succede che quella fantasia descritta su un foglio diviene la propria, quella in dotazione naturale di chi guarda, che si scatena in ogni direzione. E9 questo mi porta a credere che ci sia una grande intesa, quasi una complicità tra l’artista che illustra e chi guarda, osserva e pensa. E la prima domanda che le rivolgo, nel corso di un’intervista che mi ha gentilmente concesso, riguarda proprio questo:</p>
<p><em><strong>Nel momento creativo, quello che segue il periodo di ricerca e preparazione progettuale, lei pensa al suo pubblico, si chiede se ci sarà un’intesa empatica tra le sue immagini e chi le guarderà?</strong></em></p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-93934" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/09/Serena-Riglietti-allEtnaComics.jpg" sizes="(max-width: 694px) 100vw, 694px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/09/Serena-Riglietti-allEtnaComics.jpg 694w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/09/Serena-Riglietti-allEtnaComics-225x300.jpg 225w" alt="" width="694" height="924" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Riglietti Etna Comics 2005</em></figcaption></figure>
</div>
<p>Ci sono diverse fasi e diverse modalità di lavoro. A volte questo pensiero, questo atteggiamento viene fuori quando si verifica una ragione precisa per manifestarsi. Ad esempio, quando illustro una fiaba, un classico, tutto avviene con grande semplicità, (più di quanto gli altri mi attribuiscano), nel senso che sono proiettata quasi esclusivamente verso la mia visione della realtà. Certo, io in genere non ho una visione lucida della realtà dalla quale sono invece un po’ distaccata, nel senso che quello che percepisco passa attraverso la mia rielaborazione quotidiana senza un approccio scientifico o metodologico.<br />
E anche se questi sono gli aspetti di necessità che precedono il lavoro di cui parlo ai miei studenti, io per prima non ne tengo conto. Forse perché ormai sono aspetti acquisiti.</p>
<p><em><strong>Chi ha a che fare con allievi di qualsiasi disciplina artistica, sia pittura, musica o altra, insegna loro ad acquisire la tecnica per poi dimenticarsene. Quando ironicamente dice che è lei la prima a non tenere conto degli aspetti di necessità che insegna ai suoi studenti, penso che lei sia proprio l’esempio perfetto di assimilazione di tecnica e metodo fino a dimenticarsene razionalmente. Poi entrano in gioco la fantasia, la creatività…</strong></em></p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-93935" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/09/SERENA-RIGLIETTI-The-Boy-and-the-Spell-La-poltrona.png" sizes="(max-width: 291px) 100vw, 291px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/09/SERENA-RIGLIETTI-The-Boy-and-the-Spell-La-poltrona.png 291w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/09/SERENA-RIGLIETTI-The-Boy-and-the-Spell-La-poltrona-243x300.png 243w" alt="" width="291" height="360" /></figure>
</div>
<p>Il titolo di una mia mostra, inventato per me dal prof. Umberto Palestini, è ‘Vedere le parole’. E qui c’è tutto. Io, in realtà, intanto che leggo un libro vedo già tutto quello che poi illustrerò. Ho visto nelle parole degli altri le similitudini con i miei pensieri, attribuisco loro dei significati. Tutto diviene un mix delle mie visioni, il mio vissuto, il mio ascolto, la mia realtà, la mia rielaborazione. Però ecco, non è frutto di un metodo.<br />
Il metodo, la tecnica la insegno ai miei studenti, che non lavorino solo con quello che sentono ‘nello stomaco’ come dicono loro. La tecnica è una specie di doppia spina dorsale che ti sostiene, e bisogna diventare bifidi, perché se ti affidi solo alla tua fantasia, al tuo sentire allora, quando non sei dell’umore giusto, che cosa fai? Ti fermi?</p>
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-93937" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/09/Serena-RIglietti-Miami-Mostra-Underwords-1-1024x524.jpeg" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/09/Serena-RIglietti-Miami-Mostra-Underwords-1-1024x524.jpeg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/09/Serena-RIglietti-Miami-Mostra-Underwords-1-300x154.jpeg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/09/Serena-RIglietti-Miami-Mostra-Underwords-1-768x393.jpeg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/09/Serena-RIglietti-Miami-Mostra-Underwords-1-1536x786.jpeg 1536w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/09/Serena-RIglietti-Miami-Mostra-Underwords-1-2048x1048.jpeg 2048w" alt="" width="1024" height="524" /></figure>
<p><em><strong>Parliamo della sua mostra di Miami. Mostra antologica dove troviamo anche i lavori di illustrazione di fiabe e racconti che non sono Harry Potter. Quanto, oltre che tanto amato, è ingombrante questo maghetto?</strong></em></p>
<p>Durante l’allestimento di questa mostra ho riscoperto lavori che quasi avevo dimenticato, e che mi è piaciuto rivedere e mostrare di nuovo. Ovviamente c’è anche Harry Potter. Amato molto sì, ingombrante ho fatto in modo che non lo diventasse. Lavoro anche in altre direzioni e in questi ultimi anni sto collaborando con un gruppo siciliano molto attivo che mi segue e ogni anno sono a Etna Comics dove trovo un mare di persone che mi aspettano, mi vogliono conoscere, vogliono fare una foto con me. Scopro continuamente il legame che le persone hanno con me e i miei disegni. Di questo sono molto grata, è bellissimo.</p>
<p><em><strong>Un aspetto della creazione artistica che trovo molto interessante è ‘l’occulto cuore del fantastico’, come lo ha definito il prof. Faeti in una delle prefazioni del libro ‘Harry Potter, la Magia dei vent’anni’. Lei che passeggia liberamente nei vasti territori dell’immaginazione, ‘Dietro lo specchio’, dove poi troverà i suoi personaggi, si è mai accorta di ‘fuoriuscite’ dal suo mondo fantastico, intendo dire di dettagli nascosti di cui non ha memoria, come se fossero entrati nell’illustrazione senza il suo permesso?</strong></em></p>
<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-93939" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/09/Serena-Riglietti-The-boy-and-the-spell.jpg" sizes="(max-width: 496px) 100vw, 496px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/09/Serena-Riglietti-The-boy-and-the-spell.jpg 496w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/09/Serena-Riglietti-The-boy-and-the-spell-300x180.jpg 300w" alt="" width="496" height="298" /></figure>
<p>Sì, eccome! Spesso. Racconto un fatto emblematico. Qualche anno fa ho illustrato <em>The boy and the spell, </em>da un’opera di Ravel su libretto di Colette, <em>L’Enfant et les Sortilèges</em>, che parla di un ragazzino punito dalla madre perché non vuole studiare. Lui reagisce malissimo, mette sottosopra la sua stanza (e i disegni si riempiono di oggetti di ogni sorta), spacca ogni cosa, tormenta gli animali, ma tutto quello che lui maltratta e rompe gli si rivolta contro: la poltrona si rifiuta di farlo sedere, il libro di matematica, che ho disegnato grandissimo, si rovescia e lascia cadere fuori tutti i numeri, che hanno un aspetto antropomorfo, cioè il corpo lo è, e il numero è scritto sulla testa. Il 3, risultato di una radice quadrata, l’ho nascosto dietro un libro, che fa capolino, ma non me ne sono resa conto finché qualcuno molto tempo dopo me lo ha fatto notare, come se si fosse nascosto da solo. Può succedere, quando un’illustrazione è molto ricca, che qualche elemento rimanga nascosto oppure che scappi un errore non calcolato. E l’errore umano, che un’intelligenza artificiale non può commettere, rende umano anche tutto il lavoro.</p>
<p><em><strong>Tra la vasta produzione di illustrazioni, ci sono anche dei lavori che ha fatto esclusivamente per se stessa?</strong></em></p>
<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-93941" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/09/Serena-Riglietti-ALBERO-degli-Angeli.jpg" sizes="(max-width: 945px) 100vw, 945px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/09/Serena-Riglietti-ALBERO-degli-Angeli.jpg 945w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/09/Serena-Riglietti-ALBERO-degli-Angeli-300x210.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/09/Serena-Riglietti-ALBERO-degli-Angeli-768x538.jpg 768w" alt="" width="945" height="662" /></figure>
<p>Pochi, soprattutto disegni elaborati durante il Covid per mie esigenze personali. Diversi anni fa però ho dedicato un intero anno alla realizzazione di un lavoro ispirato da una storia letta nel web di un fotografo che raccontava di aver trovato, e poi fotografato, dopo uno tsunami, un grande albero pieno di ragnatele avvolte strette intorno alla chioma. Lui si è avvicinato ed ha aperto con le mani queste ragnatele e all’improvviso è uscita fuori un’enorme quantità di ragni che correvano in tutte le direzioni. Praticamente si erano rifugiati tutti nella chioma proteggendo la tana con un intrico di ragnatele. Io ho immediatamente avuto una visione intorno all’idea di ‘protezione’: tutti cercano di proteggersi in certe situazioni di rischio. Ho iniziato subito a lavorare su una dimensione molto grande per me, 140 x 180mm; ho disegnato un albero con una grande chioma senza foglie, ci sono solo rami, e in quella sorta di nido non ho inserito dei ragni ma degli angeli, che sono poi persone che hanno fatto parte della mia vita. È stato un lavoro di grande difficoltà, lavorato tutto in digitale. Una bella parentesi.</p>
<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-93942" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/09/Serena-Riglietti-Il-Mago-di-Oz.jpg" sizes="(max-width: 796px) 100vw, 796px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/09/Serena-Riglietti-Il-Mago-di-Oz.jpg 796w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/09/Serena-Riglietti-Il-Mago-di-Oz-298x300.jpg 298w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/09/Serena-Riglietti-Il-Mago-di-Oz-150x150.jpg 150w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/09/Serena-Riglietti-Il-Mago-di-Oz-768x774.jpg 768w" alt="" width="796" height="802" /></figure>
<p><em>Illustrazione per ‘Il Mago di Oz’, dal sito https://iicmiami.esteri.it</em></p>
<p><em><strong>In questo momento a cosa si sta interessando?</strong></em></p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-full"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-93944" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/09/Serena-Riglietti-copertina-LIBERE-per-costituzione.jpg" alt="" width="190" height="280" /></figure>
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<p>In questa fase della mia vita mi sto dedicando a ‘intenzioni giuste’, a progetti diversi che partono da me, contrariamente al solito dove io intervengo illustrando libri già scritti ponendomi al servizio della parola, del racconto. Dopo averne illustrati tanti, ho proposto all’editore Salani un progetto mio e di Margherita Madeo, ‘Libere per Costituzione, le 21 donne che hanno fatto l’Italia’, incentrato sulle vite delle ventuno donne che hanno contribuito alla nascita della Costituzione Italiana. Margherita – avvocato di professione, innamorata della Costituzione – ha svolto il lavoro di ricerca, io mi sono occupata delle illustrazioni e a Valeria De Cubellis, scrittrice, abbiamo chiesto di realizzare 21 storie in forma di racconto biografico. Sono stati inseriti dei box storici che riportano i contributi di queste donne alla Costituzione italiana e alla formulazione di leggi, ed altri che narrano episodi, da me illustrati in bianco e nero, della loro vita privata, comprese questioni che hanno avuto una ricaduta nel quotidiano come, ad esempio, quello di Teresa, una delle 5 donne ammesse nella cosiddetta Commissione dei 75, la Commissione dei costituenti. Il suo era un volto di bambina segnato dalla scabbia e per questo fu emarginata, tenuta alla larga dai compagni di scuola e che le rese la vita molto difficile. Ho preso spunto da questo per chiedere all’autrice di creare un box sul <em>body shaming</em>, fenomeno ancora oggi molto importante, molto presente purtroppo. Ecco, il libro è rivolto ai ragazzi, ai quali vorrei dire che chi ha scritto la Costituzione in età adulta di sicuro da giovane aveva gli stessi ideali mantenuti fino a scriverne nel documento e oltre. Oggi c’è un tale appiattimento, come mi sembra evidente, anche sul concetto di libertà che magari è un po’ troppo orientato non verso dei veri e propri ideali ma vero il raggiungimento, con qualsiasi mezzo, di cose di bassissimo livello materiale. Questo è un libro molto importante per me, che è stato molto apprezzato anche dal pubblico: nel 2024, dopo due settimane dall’uscita, è andato subito in ristampa. Tutte le donne della Costituzione hanno avuto un passato singolare, e per molti aspetti comune: erano partigiane, facevano parte dell’UDI (Unione donne italiane), del CIF (Centro italiano femminile), dell’Azione Cattolica ma anche del Partico comunista, il Partito socialista, la Democrazia cristiana; sono state arrestate, picchiate, mandate nei lager ma non hanno mai rinunciato agli ideali di uguaglianza degli esseri umani, della parità di diritti tra uomini e donne, insomma di libertà. Il libro narra di un tempo che non c’è più ed era giusto che le illustrazioni fossero in bianco e nero, adeguate agli anni quaranta e che i personaggi raffigurati fossero abbigliati secondo l’epoca. La ‘postina’, ad esempio, che portava le lettere dei partigiani ai genitori per far sapere loro che erano ancora vivi, doveva avere quel preciso modello di bicicletta, quel tipo di cappello, quella borsa… A differenza degli altri libri, essendo questo un libro di divulgazione, la ricerca iconografica è stata molto approfondita.</p>
<p><em><strong>Si parla sempre soltanto dei padri costituenti come se le donne non avessero fatto nulla di importante. Trovo molto giusto e doveroso che si parli finalmente anche delle madri costituenti, con rispetto e il giusto riconoscimento della parte avuta nella Costituzione italiana ma anche nelle nuove leggi per una società più giusta</strong></em></p>
<p>Credo che abbiamo fatto la differenza con questo lavoro. Nella prefazione di Benedetta Tobagi (<em>La Resistenza delle donne, Il mondo salvato dai bambini</em>), le prime parole sono “Che cos’è, per te, la libertà?” E, più avanti: “Queste donne hanno combattuto contro il fascismo, un regime che privava della libertà… Tutte però combattono anche contro un sistema di oppressione molto più antico e pervasivo, che subivano <em>in quanto donne. </em>Scoprire fino a che punto fossero disprezzate, soggiogate e tenute ai margini fa davvero impressione”.</p>
<p><em>“STRINGIAMO LE SCHEDE COME BIGLIETTI D’AMORE</em><br />
È il 2 giugno 1946, è un grande giorno per l’Italia, ai seggi c’è fermento: per la prima volta in massa anche le donne si recano al voto, per dare forma al futuro del nostro paese. Stringono fiere le loro tessere elettorali, ancora intonse. Attendono pazienti in fila e quando è il loro turno si tolgono il rossetto, per non invalidare nella chiusura della scheda il loro voto. Si vota per la repubblica, ma anche per scegliere i membri dell’Assemblea costituente. Ventuno donne ne faranno parte e il loro contributo alla Costituzione sarà fondamentale. In queste pagine si raccontano le loro incredibili vite, come sono riuscite a nutrire i propri sogni e come hanno lottato per realizzarli. Donne che si sono incontrate sul terreno comune dell’affermazione dei diritti e dell’uguaglianza di tutti, senza alcuna discriminazione, restando unite e superando le diversità in vista di un obiettivo condiviso. Vite comuni e nello stesso tempo sorprendenti che ci incoraggiano a custodire il dono più prezioso che abbiamo ricevuto in eredità: essere cittadine e cittadini liberi che non hanno paura di credere in un mondo migliore e di fare tutto il possibile per costruirlo”.<br />
<em>(dal risvolto di copertina del libro ‘Libere per Costituzione’, ed. Salani, 2024)</em></p>
<p><strong>Biografia breve</strong></p>
<p>Serena Riglietti è nata a Pavia. Vive e lavora a Pesaro e insegna da quindici anni all’Accademia di Belle Arti a Urbino dove ha creato ex novo una scuola di illustrazione e da quest’anno anche due nuovi bienni di formazione/specializzazione. È art director di CodyTrip (<em>ed. Giunti Scuola, Firenze</em>) – e coautrice insieme ad Alessandro Bogliolo (uno dei maggiori esponenti del coding in Italia) – di una collana di guide culturali e turistiche per ragazzi per vivere virtualmente avventure e gite coinvolgenti con la propria classe o le proprie famiglie alla scoperta di luoghi, tradizioni e culture. In un modo innovativo e semplice le tecnologie digitali consentono di azzerare le distanze e far partecipare tutti a questa nuovissima esperienza.<br />
Nel 2023 è stata ospite della XI edizione di Etna Comics con una mostra dedicata al suo lavoro nell’ambito di Harry Potter in occasione dei 25 anni dalla pubblicazione de “La Pietra Filosofale”. Nello stesso anno ha iniziato una stretta collaborazione proprio sul tema Harry Potter con il collettivo PotterCast, un gruppo di appassionati esperti della saga, collezionisti e divulgatori, composto da Antonio Seria, Graziano Moschelli, Rudy Muscolino e Alessio Salitore, con i quali ha intrapreso una serie di progetti di alto profilo in ambito collezionistico. Uno di questi progetti, che vede coinvolto lo studio degli artisti Alessio e Ivan Salitore, verrà presentato durante la XII edizione di Etna Comics, e riguarda proprio il celebre Harry <em>Senza Occhiali</em>…<br />
Nel 2024 pubblica con Salani Editore il libro “Libere per Costituzione. Le 21 donne che hanno fatto l’Italia”.</p>
<p><em>(Antonietta Saracino)</em></p>
<p><em>⌠Le immagini presenti nell’articolo sono pubblicate per gentile concessione dell’Autrice. Locandina tratta dal sito https://iicmiami.esteri.it⌡</em></p>
<p>@<mark class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>Riproduzione riservata</strong></mark></p>
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