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	<title>Francesca Maccaglia, Autore presso lafrecciaweb.it</title>
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		<title>Francesco, “alter Christus”. Povertà, fratellanza e pace, eterne maestre del mondo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Maccaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 19:37:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[San Francesco D’Assisi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="634" height="445" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/San-Francesco-dAssisi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/San-Francesco-dAssisi.jpg 634w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/San-Francesco-dAssisi-300x211.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/San-Francesco-dAssisi-585x411.jpg 585w" sizes="(max-width: 634px) 100vw, 634px" /></p>
<p>ASSISI (PERUGIA) – La città umbra, Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, centro di pace e spiritualità francescana, sta vivendo un periodo di “grazia” eccezionale, di straordinaria rilevanza spirituale e culturale. Il 21&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/03/20/francesco-alter-christus-poverta-fratellanza-e-pace-eterne-maestre-del-mondo/">Francesco, “alter Christus”. Povertà, fratellanza e pace, eterne maestre del mondo</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>ASSISI (PERUGIA) – La città umbra, Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, centro di pace e spiritualità francescana, sta vivendo un periodo di “grazia” eccezionale, di straordinaria rilevanza spirituale e culturale.</p>
<p>Il 21 febbraio, in occasione degli ottocento anni della “Pasqua”, il passaggio dalla vita terrena a quella celeste, le spoglie mortali di san Francesco sono state esposte al pubblico. Il corpo spostato dalla tomba, situata nella cripta, è deposto ai piedi dell’altare papale della chiesa inferiore della Basilica, dove resterà per la venerazione dei fedeli fino al 22 marzo 2026. Finora non era mai stato esposto visibilmente ai fedeli, era stato oggetto di ispezioni o “ricognizioni” a porte chiuse.<img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-119080 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Le-reliquie-di-San-Francesco-dAssisi-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Le-reliquie-di-San-Francesco-dAssisi-300x169.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Le-reliquie-di-San-Francesco-dAssisi-1024x576.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Le-reliquie-di-San-Francesco-dAssisi-768x432.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Le-reliquie-di-San-Francesco-dAssisi-1536x864.jpg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Le-reliquie-di-San-Francesco-dAssisi-1170x663.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Le-reliquie-di-San-Francesco-dAssisi-585x329.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Le-reliquie-di-San-Francesco-dAssisi.jpg 1600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>La Chiesa cattolica richiede un certificato di autenticità ecclesiastica per l’esposizione pubblica. Il culto pubblico, infatti, è permesso soltanto per le reliquie che si riferiscono ai santi o ai beati riconosciuti ufficialmente tali dalla Santa Sede.</p>
<p>Gli oggetti devono essere autenticati, e tale facoltà compete esclusivamente ai cardinali, agli ordinari ed agli altri ecclesiastici, cui sia stata conferita da un indulto apostolico. Il corpo dei santi, in special modo, nella tradizione cattolica è venerato come reliquia insigne, considerato “tempio vivo dello Spirito Santo” e segno terreno della grazia divina. Spesso conservati in reliquiari o urne, possono presentare il fenomeno dell’incorruttibilità, interpretato come segno miracoloso di santità.</p>
<p>Molti santuari si costruiscono attorno alla conservazione di tali reliquie, rendendole punti di riferimento per la preghiera, come nel caso di santa Rita a Cascia (Perugia) o di san padre Pio a San Giovanni Rotondo (Foggia).</p>
<p>Nel 2023, il custode del Sacro Convento, fra Marco Moroni, avanzò la proposta dell’ostensione delle spoglie, un’iniziativa che ebbe subito il placet dell’allora vescovo di Assisi Domenico Sorrentino, la benedizione di Sua Santità papa Francesco, e si è concretizzata grazie all’approvazione concessa dal Santo Padre Leone XIV tramite la Segreteria di Stato vaticana.</p>
<p>Custodire il corpo del santo è un modo per fare memoria che trascende il semplice ricordo storico.</p>
<p>Dal 1978 le spoglie di san Francesco sono all’interno di una teca in plexiglass, sigillata in atmosfera controllata. L’ossigeno, infatti, è stato rimosso e l’elio è stato iniettato nella teca per garantire le migliori condizioni possibili per la conservazione.</p>
<p>Per questo evento di portata eccezionale, l’accesso in Basilica avviene attraverso percorsi obbligati e controlli di sicurezza.</p>
<p>Metal detectors, una trentina di persone addette alla sicurezza e tre gruppi di volontari accompagnano i fedeli in un flusso costante, garantendo ordine e accoglienza.</p>
<p>Come a Santa Maria degli Angeli, in occasione della Solennità del Perdono di Assisi, nei giorni 1 e 2 agosto, dove l’“esercito” di volontari della Porziuncola ogni anno accoglie e guida fedeli e pellegrini, anche le grandi ostensioni, &#8211;  quella della Sacra Sindone a Torino e questa del corpo di San Francesco, &#8211; si basano sul prezioso servizio di centinaia di persone. Sono già migliaia i pellegrini che, da circa tre settimane, hanno varcato la soglia della chiesa inferiore e raggiunto la teca per un momento di preghiera e contemplazione.</p>
<p>Anche la Fraternità francescana di Sant’Antonio e San Bernardino di Orte non poteva mancare a questo importante appuntamento.</p>
<p>La città di Orte, infatti, è considerata la prima comunità francescana del Lazio e conserva numerose testimonianze della presenza di Francesco di Assisi, da quando, nel 1209, egli vi soggiornò per 15 giorni con i suoi primi undici compagni, presso la chiesetta di San Nicolao, sulla collina verdeggiante che sovrasta Orte Scalo. Altre testimonianze francescane sono la chiesa rupestre di San Lorenzo, ove visse la prima fraternità di seguaci con il beato Teobaldo; il porto o barca di San Francesco sul Tevere, l’ospedale dei pellegrini in località Scappia in Orte Scalo, che dal XIII secolo ospitava ed assisteva i pellegrini diretti a Roma; la Chiesa ed ex Convento di San Francesco, risalente al XIII secolo; la tempera su tavola, “San Francesco d’Assisi e storie della sua vita”, attribuita al Maestro del dossale di san Giovanni, proveniente dalla Chiesa di San Francesco, esposta all’interno del Museo Diocesano d’Arte Sacra di Orte.</p>
<p><strong>Il Colle di San Bernardino, </strong>“luogo del silenzio” e della memoria, ha ospitato per secoli la comunità francescana, ha accolto frati provenienti da diversi paesi del mondo ed <strong>ha visto la nascita della prima fraternità francescana. </strong>Per anni luogo privilegiato per cerimonie religiose, eventi sportivi e culturali, venne ampliato e rimodernato nel corso del Novecento e utilizzato anche come seminario; negli anni ‘60 venne costruita una palestra e una tipografia che purtroppo anch’essa mostra i segni del tempo, dell’incuria e soprattutto del vandalismo. La chiusura definitiva, avvenuta nel 1994, ha segnato l’inizio di una fase di degrado. Attualmente si sta lavorando con l’obiettivo di riqualificarne il sito. Sempre sul Colle di San Bernardino, si erge il Santuario della Santissima Trinità, risalente alla fine del XIV secolo, il quale ospitò diversi frati eremiti e, nel 1426, anche il più celebre, San Bernardino da Siena, che trovò riparo in una delle numerose grotte. La Parrocchia dei Santi Giuseppe e Marco ad Orte Scalo (Chiesa di Sant’Antonio), costruita tra il 1934 e il 1954, testimonia la continuità della presenza francescana e del Terz’Ordine Francescano Secolare. Infine, ad Orte, san Francesco operò il <strong>prodigio della guarigione di un bambino di nome Giacomo</strong><strong>, </strong>con le estremità rattrappite dalla nascita.<strong>  </strong></p>
<p>L’incontro presto al mattino, i fratelli e le sorelle di Orte si sono diretti ad Assisi, per raggiungere padre Giuseppe Frasca, antica conoscenza, in passato frate assistente anche dei terziari ortani. Con lui un gruppo composto da alcuni fratelli e sorelle della Fraternità francescana di Frascati e parrocchiani di Civitavecchia e Santa Marinella. Alle ore 11:00, la celebrazione della Santa Messa presso la Basilica di Santa Chiara. <img decoding="async" class="size-medium wp-image-119081 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Santa-Chiara_Fraternità-OFS-Orte-300x275.jpeg" alt="" width="300" height="275" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Santa-Chiara_Fraternità-OFS-Orte-300x275.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Santa-Chiara_Fraternità-OFS-Orte-585x536.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Santa-Chiara_Fraternità-OFS-Orte.jpeg 640w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Al termine il pranzo conviviale e, alle ore 15:30, il turno di ingresso, opportunamente prenotato, nella cripta della chiesa inferiore della Basilica Papale di San Francesco. Per accompagnare il percorso di venerazione, a tutti è stato consegnato il libretto del pellegrino “Come il seme”, contenente preghiere, meditazioni e approfondimenti sulla figura di san Francesco e la preghiera del pellegrino.</p>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-119083 alignleft" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/649843170_2427494074358593_8280471598492844553_n-1-252x300.jpg" alt="" width="252" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/649843170_2427494074358593_8280471598492844553_n-1-252x300.jpg 252w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/649843170_2427494074358593_8280471598492844553_n-1-860x1024.jpg 860w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/649843170_2427494074358593_8280471598492844553_n-1-768x915.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/649843170_2427494074358593_8280471598492844553_n-1-1289x1536.jpg 1289w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/649843170_2427494074358593_8280471598492844553_n-1-1170x1394.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/649843170_2427494074358593_8280471598492844553_n-1-585x697.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/649843170_2427494074358593_8280471598492844553_n-1.jpg 1719w" sizes="(max-width: 252px) 100vw, 252px" />In un clima di silenzio, commozione e tenerezza, i fratelli e le sorelle si sono avvicinati alla teca, riconoscendo in quelle reliquie un’esistenza in cui l’amore divino si è manifestato concretamente, attraverso l’umiltà, la sofferenza e una dedizione totale.</p>
<p>Francesco ci ricorda che siamo “pellegrini e forestieri in questo mondo”, uomini e donne che vivono in attesa della Città definitiva. I nostri sforzi sono quelli di persone che sanno dove stanno andando, sanno di essere chiamati per l’eternità a vivere in comunione con il Dio vivente e in comunione tra loro; e sanno che, questa comunione, sarà piena e definitiva solo quando “Dio sarà tutto in tutti”.</p>
<p>Egli ha così tanto sofferto in quel suo <em>corpo,</em> per cui oggi, venerando le reliquie, in un certo senso lo amiamo di più, sapendo che intercederà per la nostra salvezza e per quella dei nostri cari.</p>
<p>Le reliquie incarnano la continuità tra la vita terrena e quella celeste. Il significato spirituale risiede nel loro valore di “ponte” tangibile tra il materiale e il divino, agevolando la preghiera, la venerazione e la richiesta di intercessione.  Il culto, pur essendo legato alla materialità, porta dentro di sé un&#8217;energia spirituale che trascende il tangibile, elevando l’esperienza di fede del credente.</p>
<p>Le reliquie dei santi e beati sono da sempre percepite come mediatrici della grazia divina. Nell’antichità romana il termine “<em>reliquiae</em>” era impiegato per designare le spoglie e le ceneri di un defunto. Il loro culto, risalente al II secolo, si può annoverare tra le più antiche forme di manifestazione della devozione popolare, e si è consolidato fin dai primi secoli della Chiesa, quando le comunità cristiane si radunavano presso i sepolcri dei martiri nelle catacombe per celebrare l’Eucaristia, unendo la memoria del martire a quella di Cristo.</p>
<p>Tra le più celebri si annoverano il Santo Graal, e le reliquie della Passione di Cristo. È a partire dal IV secolo che tale culto conosce uno sviluppo considerevole e, ancora oggi, continuano ad esercitare un’influenza significativa sulla fede e sulla spiritualità in tutto il mondo. Sia che consideriamo il loro potere curativo, il loro ruolo nella storia religiosa o la loro capacità di ispirare devozione, rimangono elementi essenziali di molte tradizioni; che siano viste come portatrici di miracoli o come oggetti di pietà, continuano ad affascinare l’immaginazione dei credenti e trascendono i confini culturali e religiosi.</p>
<p>La venerazione delle spoglie mortali di san Francesco rappresenta uno straordinario momento di “grazia”. Inginocchiarsi, affidare e ringraziare, un’occasione unica per sostare in preghiera, ricordando anche chi portiamo nel cuore, davanti a colui che è immagine autentica di Cristo, specchio vivente del Vangelo, e un momento di profonda riflessione sulla santità e la vita eterna.</p>
<p>Venerare Francesco è l’occasione per considerare quanto l’amore donato con autenticità porta così tanto frutto.</p>
<p>Egli si è fatto “seme” attraverso la sua esistenza, spogliandosi di tutto per amore di Cristo.</p>
<p>Francesco è “alter Christus”, un altro Cristo, per la sua straordinaria conformazione a Gesù, perché la sua vita è stata un’imitazione radicale di Cristo, dalla povertà evangelica fino alla sofferenza fisica. Il 17 settembre 1224, infatti, ricevette le sacre stimmate sul monte della Verna, in Toscana, rendendo il suo corpo una reliquia vivente dell’amore di Cristo.</p>
<p>Il suo messaggio universale è più attuale che mai. Francesco vive, e il suo spirito continua a operare in mezzo a noi, chiamandoci a essere costruttori di pace, custodi del creato e testimoni di un amore che non muore.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-119082 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_9810-300x278.jpg" alt="" width="300" height="278" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_9810-300x278.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_9810-1024x947.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_9810-768x711.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_9810-1170x1083.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_9810-585x541.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_9810.jpg 1351w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Seguirlo è certamente impegnativo. La “perfetta letizia” è uno dei principi su cui si fonda la Regola francescana e strumento per vivere il Vangelo. Egli amava la perfetta letizia come la massima forma di unione con Cristo.</p>
<p>Come all’epoca di san Francesco, anche nella società odierna, le ingiustizie, le umiliazioni, i tradimenti, l’ipocrisia, l’egoismo, il menefreghismo sono una costante della natura umana, e sono il risultato di una combinazione di fattori psicologici individuali.</p>
<p>Si tratta di sentimenti che si riscontrano a tutti i livelli e danneggiano le relazioni sociali, nascono da una scarsa intelligenza, dalla presunzione, spesso da una stupidità caratteriale e/o da una cattiveria di fondo, legata all’invidia, alla competizione o al confronto sociale, e al risentimento per il successo altrui, indipendentemente da ciò che si è e si possiede, dall’età, dallo stato civile, dalla professione o dal livello culturale. Comportamenti ben diversi dall’amore incondizionato di chi che vive nella “perfetta letizia”.</p>
<p>Francesco esorta ad essere misericordiosi e generosi, a perdonare e amare tutti e sempre, ad avere compassione. Egli non vedeva le persone “cattive” come nemici da odiare, ma come anime smarrite che hanno bisogno di compassione, la quale è un atto che supera le sole capacità umane e necessita l’aiuto dello <strong>Spirito Santo</strong><strong>.</strong></p>
<p>Particolarmente significativo al riguardo e pertinente, è il concetto espresso dal celebre scrittore irlandese contemporaneo Column McCann al Giubileo del Mondo della Comunicazione 2025, il quale ha affermato: “La distanza tra due persone non è niente di più che una storia”.  La distanza, fisica o ideologica, egli ha detto, si colma attraverso il racconto. Le storie sono il “collante” che tiene insieme il mondo, permettendoci di vedere l’umanità comune anche nel “nemico” o nello sconosciuto.</p>
<p>Nel pensiero e nell’apostolato di san Paolo, centrale è l’idea del cuore dell’uomo come sede di lotta spirituale. Il cristiano è chiamato a chiedere continuamente a Dio la conversione del cuore, a riconoscere le proprie fragilità, le proprie paure ed affidarle nelle mani di Gesù, il quale, come ricordano gli evangelisti Matteo (14,27) e Marco (6,50), ripete il suo invito a riprendere coraggio e a riconoscere la sua presenza: “Coraggio sono io, non abbiate paura!”. La Sacra Scrittura insegna che l’uomo può chiedere al Signore di donargli un cuore saldo, capace di bene anche quando costa, un cuore che non si lascia spegnere.</p>
<p>Come Israele nel deserto, la Chiesa è itinerante, ed è chiamata ad affidarsi alla Provvidenza divina lungo il percorso.</p>
<p>In questo caso, il pellegrinaggio è un&#8217;esperienza di “fraternità in cammino” che condivide la fede e la gratitudine per il santo di Assisi.<img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-119084 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/pellegrini-300x225.jpeg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/pellegrini-300x225.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/pellegrini-585x439.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/pellegrini.jpeg 640w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Tale atto di affidamento e devozione verso san Francesco, vissuto in questo evento eccezionale e storico, illumini le menti, infiammi i cuori dei frati minori e delle clarisse, e diriga sempre meglio i loro passi sul Vangelo, secondo l’esempio e lo stile lasciato loro in eredità da san Francesco e santa Chiara, la sua “pianticella”; favorisca la crescita della vita francescana ed ecclesiale dei terziari francescani, i quali, come indica il cuore della Regola dell’OFS, si sono impegnati ad osservare il Vangelo di Gesù Cristo secondo l’esempio di san Francesco, annunciando Cristo con la vita e con la Parola; e, nei cristiani di tutto il mondo, promuova un vero rinnovamento spirituale, un impulso alla vita e alla speranza.</p>
<p>Desidero concludere riportando la <strong>Lettera di San Francesco ai reggitori dei popoli</strong>, che fu scritta intorno al 1220-1226.</p>
<p>Si tratta di un documento di un’attualità straordinaria che, credo, sia quanto mai opportuno rileggerla oggi, alla luce dei conflitti e delle crisi attuali. Francesco chiede ai governanti di “mettere in onore il pensiero di Dio” e di garantire la pace.</p>
<p>Pur essendo un frate, egli si rivolge a tutti i governanti, rendendo il suo appello un richiamo trasversale alla coscienza umana, al di là delle fedi religiose.  Di seguito il testo.</p>
<h1>A tutti i potestà e consoli, magistrati e reggitori ovunque, e a tutti coloro a cui giungerà questa lettera, frate Francesco, vostro servo nel Signore Dio, piccolo e disprezzato, augura salute e pace.</h1>
<p>Ricordate e pensate che il giorno della morte si avvicina. Vi supplico allora, con rispetto per quanto posso, di non dimenticare il Signore, presi come siete dalle cure e dalle preoccupa­zioni del mondo. Obbedite ai suoi comandamenti, poiché tutti quelli che di­menticano il Signore e si allontanano dalle sue leggi sono maledetti e saranno dimenticati da Lui.</p>
<p>E quando verrà il giorno della morte, tutte quelle cose che credevano di avere saranno loro tolte. E quanto più sara</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-119087 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Basilica-Papale-di-San-Francesco-dAssisi-300x196.jpg" alt="" width="300" height="196" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Basilica-Papale-di-San-Francesco-dAssisi-300x196.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Basilica-Papale-di-San-Francesco-dAssisi-1024x667.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Basilica-Papale-di-San-Francesco-dAssisi-768x501.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Basilica-Papale-di-San-Francesco-dAssisi-1536x1001.jpg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Basilica-Papale-di-San-Francesco-dAssisi-1170x763.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Basilica-Papale-di-San-Francesco-dAssisi-585x381.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Basilica-Papale-di-San-Francesco-dAssisi.jpg 1634w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>nno sa­pienti e potenti in questo mondo, tanto più dovranno patire le pene dell&#8217;inferno. Perciò vi consiglio, signori miei, di mettere da parte ogni cura e preoccupazione e di ricevere devotamente la comunione del santissimo corpo e sangue del Signore nostro Gesù Cristo in sua santa memoria. E dovete dare al Signore tanto onore fra il popolo a voi affi­dato, che ogni sera un banditore proclami o altro segno annunci che siano rese lodi e grazie all’Onnipotente Signore Iddio da tutto il popolo. E se non farete questo, sappiate che voi dovete rendere ragione al Signore Dio vostro Gesù Cristo nel giorno del giudizio. Coloro che porteranno con sé questa lettera e la osserve­ranno, sappiano che sono benedetti dal Signore.</p>
<p>Il Signore vi benedica e vi custodisca. Mostri a voi il suo Volto e abbia misericordia di voi. Volga a voi il Suo sguardo e vi dia pace. Il Signore vi benedica.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2026%2F03%2F20%2Ffrancesco-alter-christus-poverta-fratellanza-e-pace-eterne-maestre-del-mondo%2F&amp;linkname=Francesco%2C%20%E2%80%9Calter%20Christus%E2%80%9D.%20Povert%C3%A0%2C%20fratellanza%20e%20pace%2C%20eterne%20maestre%20del%20mondo" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2026%2F03%2F20%2Ffrancesco-alter-christus-poverta-fratellanza-e-pace-eterne-maestre-del-mondo%2F&#038;title=Francesco%2C%20%E2%80%9Calter%20Christus%E2%80%9D.%20Povert%C3%A0%2C%20fratellanza%20e%20pace%2C%20eterne%20maestre%20del%20mondo" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2026/03/20/francesco-alter-christus-poverta-fratellanza-e-pace-eterne-maestre-del-mondo/" data-a2a-title="Francesco, “alter Christus”. Povertà, fratellanza e pace, eterne maestre del mondo"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/03/20/francesco-alter-christus-poverta-fratellanza-e-pace-eterne-maestre-del-mondo/">Francesco, “alter Christus”. Povertà, fratellanza e pace, eterne maestre del mondo</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>A Roma presentato il libro “Sulle orme di Lucia”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Maccaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Mar 2026 07:07:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1600" height="1200" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_2750.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_2750.jpeg 1600w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_2750-300x225.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_2750-1024x768.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_2750-768x576.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_2750-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_2750-1170x878.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_2750-585x439.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p>&#8220;Questa figura di ragazza è stata letta subito un po&#8217; come i Magi hanno letto una stella. C’è un segnale nel racconto del Vangelo: abbiamo visto sorgere una stella. Anche&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1600" height="1200" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_2750.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_2750.jpeg 1600w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_2750-300x225.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_2750-1024x768.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_2750-768x576.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_2750-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_2750-1170x878.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_2750-585x439.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p><p><span data-originalfontsize="10pt" data-originalcomputedfontsize="13.333333">&#8220;Questa figura di ragazza è stata letta subito un po&#8217; come i Magi hanno letto una stella. C’è un segnale nel racconto del Vangelo: abbiamo visto sorgere una stella. Anche io da bambino andavo ad osservare il cielo. Ci sono figure di santi che hanno questa funzione: aiutare la fede del popolo di Dio ad un annuncio di luce, della luce. Luce è Cristo&#8221;. Lo ha detto il Cardinale <b>Marcello Semeraro</b>, prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi, presentando nella chiesa Santa Maria Odigitria a Roma, il <b>libro Sulle orme di Lucia (Edizioni San Paolo) di Salvatore Di Salvo e Alessandro Ricupero. </b></span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="10pt" data-originalcomputedfontsize="13.333333">Nel dicembre 2024 il Corpo di santa Lucia è tornato, dopo secoli, nella sua terra: la Sicilia. Il libro vuole far riscoprire la testimonianza di libertà e coraggio di Lucia: raccoglie le parole, le testimonianze e le riflessioni dei vescovi, sacerdoti e laici che hanno vissuto la <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="13.333333">peregrinatio</em> della santa come un segno di grazia e di speranza. Un invito a seguire le sue orme, per essere nel mondo testimoni credibili del Vangelo, costruttori di pace e portatori di luce. </span></p>
<p><span data-originalfontsize="10pt" data-originalcomputedfontsize="13.333333">Dopo i saluti di Mons. <b>Renzo Giuliano</b>, primicerio dell’Arciconfraternita della Chiesa di Santa Maria Odigitria e di <strong>Milena Romeo</strong>, giornalista e presidente dell’Associazione Antonello da Messina, è stato l&#8217;avv. <strong>Pucci Piccione</strong>, già presidente della Deputazione della Cappella di Santa Lucia di Siracusa, ad introdurre il tema. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;" data-originalfontsize="10pt" data-originalcomputedfontsize="13.333333">&#8220;Sulle orme di Lucia &#8211; ha detto il <strong>cardinale Semeraro</strong> -. Camminare sulle orme non significa ripetere gli stessi passi: le orme sono indicazioni per un percorso. Lucia nel duplice titolo di vergine che noi dobbiamo leggere nel senso pieno del cristianesimo, cioè non soltanto fisico ma l’essere martire. Significa seguire questa figura pur nella sua semplicità, nella sua marginalità. Tuttavia la fede del popolo di Dio ha percepito una chiamata, una stella che ti invitava a camminare. Ognuno di noi deve fare questo cammino e troverà quello che il Signore gli ha riservato&#8221;. L&#8217;incontro, m</span><span data-originalfontsize="10pt" data-originalcomputedfontsize="13.333333">oderato da <b>Vania De Luca </b>vaticanista del Tg3, è stato arricchito dalla lettura di alcuni testi del libro da parte dell’attrice Alexandra Celi. </span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="10pt" data-originalcomputedfontsize="13.333333">Ad intervenire anche il direttore di Tv2000 e InBlu Radio, <strong>Vincenzo Morgante</strong>: &#8220;La storia di Santa Lucia appartiene alla Chiesa universale. E tuttavia, per chi come me è siciliano, Lucia è anche una presenza familiare, domestica, quasi intima.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="10pt" data-originalcomputedfontsize="13.333333">Questo libro racconta il “ritorno” del Corpo della Santa in Sicilia nel dicembre 2024. Ma ciò che colpisce, leggendolo, è che non siamo davanti a una semplice cronaca di eventi. Siamo davanti a una interessante opera di ricostruzione spirituale e culturale. <strong>Salvatore Di Salvo e Alessandro Ricupero</strong> non si limitano a raccogliere materiali: compiono un vero lavoro di tessitura ecclesiale. Con competenza giornalistica, rigore documentale e sensibilità pastorale, danno forma a una memoria condivisa. Il loro metodo è evidente: danno voce ai pastori e al popolo di Dio; intrecciano le omelie con le emozioni; accostano la riflessione teologica alla cronaca; non isolano l’evento ma lo collocano dentro un cammino ecclesiale più ampio.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="10pt" data-originalcomputedfontsize="13.333333">Quando la Chiesa di Siracusa e quella di Venezia si incontrano nel nome di Santa Lucia, non stanno semplicemente condividendo una memoria: stanno realizzando e vivendo un atto di Chiesa. Stanno rendendo visibile che la fede non appartiene a un territorio ma genera fraternità; non costruisce confini ma apre orizzonti.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="10pt" data-originalcomputedfontsize="13.333333">&#8220;E forse è proprio questo il dono più grande che Lucia oggi ci consegna: non solo la luce del martirio, ma la luce della comunione &#8211; ha continuato il direttore <strong>Vincenzo Morgante</strong> -. Una luce che non divide, ma unisce; che non rivendica, ma offre; che non abbaglia, ma orienta. Il merito degli autori è trasformare un evento in un patrimonio. Custodiscono la memoria senza congelarla, rendendola stimolo per il presente. In un tempo in cui spesso prevalgono l’incertezza e la frammentazione, la figura di Lucia — giovane, libera, coraggiosa — continua a parlare alla Chiesa e al mondo. E che la luce che oggi celebriamo non resti confinata in una memoria devota, ma diventi impegno concreto, cultura dell’incontro, costruzione di pace. Solo così il suo ritorno non sarà stato soltanto un evento straordinario, ma una grazia feconda per la Chiesa e per il nostro tempo&#8221;.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="10pt" data-originalcomputedfontsize="13.333333">La presentazione è stata promossa dall’Arciconfraternita S. Maria Odigitria dei Siciliani in Roma, dall&#8217;associazione “Antonello da Messina”, con la collaborazione della Deputazione della Cappella di Santa Lucia di Siracusa e il Circolo cittadino di Santa Lucia di Belpasso, la San Paolo e Libreria San Paolo di via della Conciliazione in Roma. </span></p>
<p style="font-weight: 400;">
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2026%2F03%2F05%2Fa-roma-presentato-il-libro-sulle-orme-di-lucia%2F&amp;linkname=A%20Roma%20presentato%20il%20libro%20%E2%80%9CSulle%20orme%20di%20Lucia%E2%80%9D" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2026%2F03%2F05%2Fa-roma-presentato-il-libro-sulle-orme-di-lucia%2F&#038;title=A%20Roma%20presentato%20il%20libro%20%E2%80%9CSulle%20orme%20di%20Lucia%E2%80%9D" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2026/03/05/a-roma-presentato-il-libro-sulle-orme-di-lucia/" data-a2a-title="A Roma presentato il libro “Sulle orme di Lucia”"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/03/05/a-roma-presentato-il-libro-sulle-orme-di-lucia/">A Roma presentato il libro “Sulle orme di Lucia”</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Una soglia simbolica davanti Vetralla. L’artista Angelo Russo segna la Via Francigena</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Maccaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Feb 2026 16:38:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1536" height="1024" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2661.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2661.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2661-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2661-1024x683.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2661-768x512.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2661-1170x780.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2661-585x390.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2661-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 1536px) 100vw, 1536px" /></p>
<p>Di Francesca Maccaglia Al Palazzo Comunale la conferenza stampa di presentazione di “Soglia e Sussurri del Cammino Interiore” un progetto centrato sul dialogo tra arte, simbolo e dimensione spirituale. VETRALLA&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/02/21/una-soglia-simbolica-davanti-vetralla/">Una soglia simbolica davanti Vetralla. L’artista Angelo Russo segna la Via Francigena</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;"><strong><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">Di Francesca Maccaglia </span></strong></p>
<p><em>Al Palazzo Comunale la conferenza stampa di presentazione di “Soglia e Sussurri del Cammino Interiore” un progetto centrato sul dialogo tra arte, simbolo e dimensione spirituale.</em></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12"><br />
VETRALLA (VT) – Nella Sala Consiliare di elevato pregio storico e artistico situata all&#8217;interno del Palazzo Comunale, si è svolta la conferenza stampa di presentazione del progetto “Soglia e Sussurri del Cammino Interiore”, per il quale il Comune di Vetralla ha ottenuto dalla Regione Lazio </span><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">il massimo contributo concedibile di 90.000 euro</span><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">, nell’ambito del bando “Arte sui Cammini di Spiritualità – Annualità 2025”. Ideatore e progettista, Angelo Russo, artista di fama nazionale e attivo nel territorio della Tuscia, con una ricerca centrata sul dialogo tra arte, simbolo e dimensione spirituale.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">L’opera si inserisce lungo il tracciato della Via Francigena e nasce come soglia simbolica, un paesaggio da attraversare.<img loading="lazy" decoding="async" class="size-thumbnail wp-image-117815 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2661-150x150.jpeg" alt="" width="150" height="150" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2661-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2661-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2661-640x640.jpeg 640w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /> </span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">Il progetto comprende una porta o soglia monumentale in acciaio e mosaico e quattro panchine artistiche, sempre in acciaio, con elementi in mosaico: farfalle ad ali chiuse sul portale e ad ali aperte sulle panchine, lungo il percorso, simbolo di trasformazione; infine, quattro cassette postali sempre in acciaio da posizionare vicino alle panchine.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-117812 size-medium" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2655-225x300.jpeg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2655-225x300.jpeg 225w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2655-768x1024.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2655-1152x1536.jpeg 1152w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2655-1170x1560.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2655-585x780.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2655.jpeg 1200w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" />La conferenza stampa si è tenuta con la partecipazione del </span><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">Sindaco del Comune di Vetralla Sandrino Aquilani, il Consigliere regionale Giulio Zelli, l’Assessora alla Cultura Daniela Venanzi, il Consigliere regionale Daniele Sabatini, la Consigliera del Comune di Viterbo delegata alla Via Francigena Alessandra Croci, i volontari di Foro Cassio, gli artigiani del territorio Alessia Sanetti di Viterterra Terrecotte, Ferrovivo s.n.c., il responsabile del settore cultura Danilo Colarusso ed Erika Gutierrez, dipendente per le attività turistico-culturali nel Comune di Vetralla.<img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-117816 size-medium" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2663-300x300.jpeg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2663-300x300.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2663-1024x1024.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2663-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2663-768x768.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2663-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2663-640x640.jpeg 640w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2663.jpeg 1131w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">“Stiamo valorizzando un patrimonio a</span><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">rtistico, storico, culturale, archeologico di inestimabile valore e che oggi si sposa con tutte le azioni che ogni comune fa per il turismo”, così si è espresso il Sindaco Aquilani. “Quando ero bambino si diceva che il nostro petrolio era il turismo, finalmente lo abbiamo capito. Ora occorre la massima cura da parte di ogni comune, il quale deve fare in modo, per il tratto che gli compete, che tutti coloro che passano sulla Via Francigena, i pellegrini, moltiplichino le presenze, la passione e la voglia di fare questo percorso. Grazie all&#8217;assessore Venanzi per il suo lavoro infaticabile, al dirigente, ai consiglieri regionali Zelli e Sabatini, stiamo mettendo punti fermi e lasciando tracce che possano supportare e stimolare la passione di chi frequenta questi luoghi. Tutte le strade passano per Vetralla, da sempre crocevia </span><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">di storiche arterie di comunicazione tra Roma, l&#8217;Etruria e l&#8217;Europa</span><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">, la Via Cassia, Aurelia, Clodia, Francigena. Quest&#8217;anno festeggeremo trent’anni del gemellaggio culturale con Venezia e abbiamo invitato Massimo Cacciari allo Sposalizio dell&#8217;albero”. </span><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">Lo Sposalizio dell&#8217;Albero</span><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12"> è la secolare tradizione di Vetralla, u</span><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">na importante </span><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">rievocazione storica che si svolge ogni </span><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">8 maggio. </span><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">L&#8217;evento principale si tiene il mattino nei pressi della Villa Comunale e si sposta poi verso via Sant&#8217;Angelo e il bosco del Monte Fogliano.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">&#8220;Ringrazio in special modo la Regione Lazio – </span><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">ha <img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-117819 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/Il-Consigliere-regionale-Giulio-Zelli-226x300.jpeg" alt="" width="226" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/Il-Consigliere-regionale-Giulio-Zelli-226x300.jpeg 226w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/Il-Consigliere-regionale-Giulio-Zelli-770x1024.jpeg 770w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/Il-Consigliere-regionale-Giulio-Zelli-768x1021.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/Il-Consigliere-regionale-Giulio-Zelli-1155x1536.jpeg 1155w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/Il-Consigliere-regionale-Giulio-Zelli-1170x1556.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/Il-Consigliere-regionale-Giulio-Zelli-585x778.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/Il-Consigliere-regionale-Giulio-Zelli.jpeg 1203w" sizes="(max-width: 226px) 100vw, 226px" />dichiarato il Consigliere regionale Giulio Zelli &#8211; </span><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">che ha voluto riconoscere al Comune di Vetralla questi 90mila euro che vanno a sottolineare e a valorizzare quella che è la progettualità del dott. Angelo Russo. Naturalmente il merito è del progettista che ha ideato questo elaborato, il quale è piaciuto così tanto da aver ottenuto il massimo riconoscimento. Ho avuto modo di avere alcune anticipazioni del progetto che ritengo molto suggestive.</span> <span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">È nota la sua passione per la psicologia e per l’arte.</span><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12"> Egli </span><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">sintetizza e mette insieme passato, presente e futuro. Mi ha emozionato vedere l’anteprima di quello che è l’elaborato che andrà tra breve a presentarvi. Sicuramente sarà un miglioramento per rendere ancora più suggestivo il nostro tratto della Via Francigena, la cui unicità è sempre evidenziata dai pellegrini. Complimenti ad Angelo per la passione che mette, sia nel sociale che nell&#8217;arte”. </span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">&#8220;La Regione ha possibilità di mettere in campo risorse, soluzioni e opportunità, ma tutto questo assume senso e significato se poi le realtà comunali, i territori, decidono di partecipare: dando fiducia esprimono fiducia, passione, impegno, dedizione e riescono a presentare progetti degni di essere insigniti di risorse economiche, ma anche della capacità di dover fare rete tra diverse realtà del territorio”, è quanto ha </span><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">affermato il Consigliere regionale e capogruppo FdL Daniele Sabatini. “Pensiamo al tema del Giubileo <img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-117822 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2653-211x300.jpeg" alt="" width="211" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2653-211x300.jpeg 211w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2653-719x1024.jpeg 719w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2653-768x1094.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2653-1078x1536.jpeg 1078w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2653-585x833.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2653.jpeg 1123w" sizes="(max-width: 211px) 100vw, 211px" />appena trascorso, ma non ancora esaurito, &#8211; ha continuato Sabatini &#8211; perché stiamo vivendo l’ottocentesimo anno della morte di San Francesco d’Assisi, e il 4 ottobre è tornata ad essere da quest’anno una festa nazionale in Italia per celebrare San Francesco </span><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">patrono del Paese</span><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">. Noi siamo in un giubileo persistente nei nostri territori. Ricordiamo anche che nel 2033 ci sarà un Giubileo straordinario, in occasione dei 2000 anni dalla morte e resurrezione di Nostro Signore. </span><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">Questo carattere di spiritualità, che è anche titolo di questa iniziativa, è parte essenziale del nostro territorio. Noi abbiamo una fortuna incredibile che a volte non ce ne rendiamo conto, che è quella di vivere questa spiritualità nella nostra quotidianità”.</span><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12"> “</span><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">La Regione Lazio – ha concluso &#8211; ha certamente fatto la propria parte, ma poi i nostri territori, in particolare, hanno avuto questa grande capacità di saper intercettare queste opportunità attraverso l’espressione della propria identità fisica, anche la Via Francigena, un elemento che senz’altro arricchisce. Grazie Giulio e grazie a tutta l’amministrazione comunale”.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-117813 size-medium" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2658-200x300.jpeg" alt="" width="200" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2658-200x300.jpeg 200w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2658-682x1024.jpeg 682w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2658-768x1153.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2658-1023x1536.jpeg 1023w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2658-585x878.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2658.jpeg 1066w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" />Angelo Russo ha così illustrato all’assemblea il suo lavoro: “Ringrazio innanzitutto chi mi ha permesso di essere qui oggi, la Regione Lazio, il Sindaco, l’assessore alla cultura e l’amministrazione comunale. Sono mesi di lavoro. Un progetto partito l&#8217;estate scorsa, con idee mie e di Daniela, che abbiamo messo insieme e fatto sì che prendesse corpo questa iniziativa”. “Questo progetto che ho ideato io, &#8211; ha continuato Russo &#8211; sarà realizzato insieme alla partecipazione di tante figure importanti, che oltre ad essere parti del territorio, sono delle professionalità molto valide. Sono cinque strutture. Dovete immaginare questo progetto non come delle opere da guardare, ma delle opere da attraversare, da starci dentro, passarci, opere con le quali convivere che diventano un’unica cosa, che, se fossero slegate l’una dall’altra, non avrebbe senso”. “Mi sono appassionato ai cammini sia spirituali sia fisici nel 1987, quando lessi un libro di uno dei miei autori preferiti, Paulo Coelho che si intitola Il Cammino di Santiago. Lui, un autore brasiliano, che aveva scritto in lingua portoghese Il Diario di un mago, </span><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">un romanzo autobiografico che </span><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">narra il suo pellegrinaggio del 1986 verso Santiago di Compostela. L’autore, che forse viveva un periodo particolare della sua vita, fece questo percorso in modo spirituale, accompagnato dalla guida Petrus, calandosi dentro se stesso. Quindi il percorso diventa spirituale anche nelle nostre menti, noi cerchiamo e ci avviciniamo a questo percorso di Vetralla e a questo cammino della Via Francigena, lungo chilometri e a sud arriva fino a Santa Maria di Leuca”, ha concluso.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">L’artista ha poi lanciato </span><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">la proiezione del filmato </span><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">che racconta l’intero progetto, </span><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">per creare un&#8217;esperienza immersiva.</span></p>
<div style="width: 848px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-117809-1" width="848" height="480" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/e654416b-790e-425c-a832-578aa81008b5.mp4?_=1" /><a href="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/e654416b-790e-425c-a832-578aa81008b5.mp4">https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/e654416b-790e-425c-a832-578aa81008b5.mp4</a></video></div>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">“Quando abbiamo deciso di partecipare al bando della Regione Lazio che ha il titolo “</span><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">Arte sui Cammini di Spiritualità – Annualità 2025”, non abbiamo pensato soltanto ad un&#8217;opera lungo la Via Francigena, ma ad un’esperienza che facesse la differenza” &#8211; ha precisato l&#8217;assessore alla Cultura Daniela Venanzi.  “Il turista della Via Francigena non è il turista classico, è un turista che si pone delle domande, anche non religioso non credente, ma che fa un cammino spirituale. Andava coinvolto un artista di chiara fama, e noi ce l’abbiamo sul territorio, Angelo Russo, di fama nazionale, autore di bellissime opere come la Macchina di Santa Rosa”. “Quando ho trasferito l’idea della bozza iniziale, &#8211; ha continuato l’assessore &#8211; immaginavo una bella cosa, ma non potevo pensare che venisse restituito un percorso così meraviglioso. La Via Francigena per noi, per Vetralla, è un tracciato storico fondamentale, attraverso il quale passa il mondo. Non è il turismo locale, è un turismo internazionale. La Via Francigena è il linguaggio del mondo, e Vetralla ha l’ambizione di diventare per questo percorso non solo una tappa, ma un&#8217;esperienza da vivere per chi la attraversa. Colgo l’occasione per ringraziare gli uffici che collaborano con me, l&#8217;ufficio cultura, il dirigente Danilo Colarusso ed Erika, e tutti, per l&#8217;impegno profuso”. </span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">“Il turismo e la cultura &#8211; ha concluso &#8211; non sono un costo ma un investimento. Sono molto grata al Sindaco per il sostegno ricevuto. Questa soglia, che poi induce ad un cammino interiore e spirituale, sarà un segno identitario forte, perché coinvolge artisti e artigiani locali che sono depositari anche delle nostre tradizioni. Sarà una forte identità di Vetralla che è stata pensata per essere riconoscibile, fotografata e condivisa e dare un’immagine positiva della nostra città”. </span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">Dopo l’assessora ha preso la parola Sergio Ferri, il quale<img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-117821" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2654-300x267.jpeg" alt="" width="200" height="178" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2654-300x267.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2654-1024x912.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2654-768x684.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2654-1536x1368.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2654-1170x1042.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2654-585x521.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2654.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /> ha presentato i dati relativi all’anno solare 2025 raccolti dai volontari, nella fattispecie il numero dei pellegrini passati per Foro Cassio, quando passano, chi sono e che caratteristiche hanno, come passano. I dati sono confortanti perché in costante crescita. Non sono solo i pellegrini, ma semplici visitatori.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">Sono complessivamente 5.500 tra pellegrini e visitatori, questi ultimi, più interessati all’aspetto culturale, arrivano durante la stagione primaverile e nel periodo tra la stagione estiva ed autunnale, con picchi nel fine settimana, in special modo nelle ore centrali della giornata, e i pellegrini che partono da Viterbo al mattino. Le presenze quantitativamente maggiori provengono dal Nord Italia, anche se si rilevano importanti presenze europee, il 21%, e un 9% di persone provenienti da altri continenti. Per quanto riguarda il mezzo di trasporto, la stragrande maggioranza delle persone arriva </span><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">a piedi e parte in bici, in auto soprattutto visitatori locali e regionali, che sono interessati al bene culturale di Foro Cassio. </span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">La conferenza stampa si è conclusa con applausi e un brindisi finale, </span><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">celebrando il successo dell&#8217;evento e ringraziando i partecipanti.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">Non c’è dubbio che camminare aiuta la mente, il corpo e lo spirito. </span><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">Tutte le regioni italiane sono attraversate da cammini strutturati. Il territorio della Tuscia, in particolare, è stato conosciuto e solcato da migliaia di pellegrini che si mettevano in cammino lungo la Via Francigena, </span><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">un itinerario che attraversa millenni di cultura, storia, architettura in una varietà di ambienti naturali di rara bellezza.</span><em><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12"> Il percorso</span></em><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12"> esperienziale ideato da Angelo Russo con le stazioni artistiche posizionate presso Foro Cassio, dedicate alla trasformazione e alla rinascita, ha sicuramente raggiunto l’obiettivo di trasformare la Via Francigena in un itinerario museale a cielo aperto, migliorando l&#8217;attrattività culturale, economica e turistica del territorio.</span></p>
<p style="font-weight: 400;">
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2026%2F02%2F21%2Funa-soglia-simbolica-davanti-vetralla%2F&amp;linkname=Una%20soglia%20simbolica%20davanti%20Vetralla.%20L%E2%80%99artista%20Angelo%20Russo%20segna%20la%20Via%20Francigena" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2026%2F02%2F21%2Funa-soglia-simbolica-davanti-vetralla%2F&#038;title=Una%20soglia%20simbolica%20davanti%20Vetralla.%20L%E2%80%99artista%20Angelo%20Russo%20segna%20la%20Via%20Francigena" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2026/02/21/una-soglia-simbolica-davanti-vetralla/" data-a2a-title="Una soglia simbolica davanti Vetralla. L’artista Angelo Russo segna la Via Francigena"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/02/21/una-soglia-simbolica-davanti-vetralla/">Una soglia simbolica davanti Vetralla. L’artista Angelo Russo segna la Via Francigena</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>L’arte come discesa interiore.  Angelo Russo e il suo paesaggio simbolico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Maccaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Dec 2025 19:52:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Angelo Russo al Museo Nazionale Etrusco di Rocca Albornoz]]></category>
		<category><![CDATA[radici e Visioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="650" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/russo1.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/russo1.png 650w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/russo1-300x203.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/russo1-585x396.png 585w" sizes="(max-width: 650px) 100vw, 650px" /></p>
<p>&#8220;Radici e Visioni&#8221;. Tele e simboli mistici raccontano l’universo creativo di Angelo Russo al Museo Nazionale Etrusco di Rocca Albornoz a Viterbo &#8211; visitabile fino al 6 gennaio 2026 VITERBO&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/12/04/larte-come-discesa-interiore-angelo-russo-e-il-suo-paesaggio-simbolico-2/">L’arte come discesa interiore.  Angelo Russo e il suo paesaggio simbolico</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="text-base my-auto mx-auto pb-10 [--thread-content-margin:--spacing(4)] thread-sm:[--thread-content-margin:--spacing(6)] thread-lg:[--thread-content-margin:--spacing(16)] px-(--thread-content-margin)">
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<p><em>&#8220;Radici e Visioni&#8221;. Tele e simboli mistici raccontano l’universo creativo di Angelo Russo al Museo Nazionale Etrusco di Rocca Albornoz a Viterbo &#8211; visitabile fino al 6 gennaio 2026</em></p>
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<div class="markdown prose dark:prose-invert w-full break-words light markdown-new-styling">VITERBO (VT) &#8211; <strong>Martedì 2 dicembre, presso il Museo nazionale etrusco di Rocca Albornoz, si è tenuta l’inaugurazione di RADICI E VISIONI “<em>Mostra antologica tra arte</em>, <em>simbolo e spiritualità</em> “dell’artista Angelo Russo.</strong></div>
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<p style="font-weight: 400;">La mostra, a cura di ST Sinergie, si inserisce nel calendario degli eventi dell’Amministrazione Comunale per celebrare l’Anno Giubilare ed ha ottenuto il patrocinio del <a href="https://www.facebook.com/profile.php?id=61576063896908&amp;__cft__%5b0%5d=AZVgdwChGloKYSEjziCal6_126dh_o0vKKcGfNxmKYCQpaviVUfkxqm6US0B91l56zzY24w-byKbntidDXWjzJdmzMnBOfg--xL17tK1wh_wA1I8Eq8wQYP_dFJusdb8xbgPrCQ5JDXAon5vYu0TpMvRGGpzdOM5c8ly_6zw7DMhdLTNc9503UHJIhk-9ZVvrLI&amp;__tn__=-%5dK-R" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.facebook.com/profile.php?id%3D61576063896908%26__cft__%255b0%255d%3DAZVgdwChGloKYSEjziCal6_126dh_o0vKKcGfNxmKYCQpaviVUfkxqm6US0B91l56zzY24w-byKbntidDXWjzJdmzMnBOfg--xL17tK1wh_wA1I8Eq8wQYP_dFJusdb8xbgPrCQ5JDXAon5vYu0TpMvRGGpzdOM5c8ly_6zw7DMhdLTNc9503UHJIhk-9ZVvrLI%26__tn__%3D-%255dK-R&amp;source=gmail&amp;ust=1764959782603000&amp;usg=AOvVaw2RqLECduisCuaVjyR6XSqt">Sodalizio Facchini di Santa Rosa</a>, dell’<a href="https://www.facebook.com/profile.php?id=100094093940512&amp;__cft__%5b0%5d=AZVgdwChGloKYSEjziCal6_126dh_o0vKKcGfNxmKYCQpaviVUfkxqm6US0B91l56zzY24w-byKbntidDXWjzJdmzMnBOfg--xL17tK1wh_wA1I8Eq8wQYP_dFJusdb8xbgPrCQ5JDXAon5vYu0TpMvRGGpzdOM5c8ly_6zw7DMhdLTNc9503UHJIhk-9ZVvrLI&amp;__tn__=-%5dK-R" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.facebook.com/profile.php?id%3D100094093940512%26__cft__%255b0%255d%3DAZVgdwChGloKYSEjziCal6_126dh_o0vKKcGfNxmKYCQpaviVUfkxqm6US0B91l56zzY24w-byKbntidDXWjzJdmzMnBOfg--xL17tK1wh_wA1I8Eq8wQYP_dFJusdb8xbgPrCQ5JDXAon5vYu0TpMvRGGpzdOM5c8ly_6zw7DMhdLTNc9503UHJIhk-9ZVvrLI%26__tn__%3D-%255dK-R&amp;source=gmail&amp;ust=1764959782603000&amp;usg=AOvVaw1HT_ApfLaT-Hp_RUKBa6hF">Associazione &#8220;Ex Facchini di Santa Rosa&#8221;</a> e il contributo di Unindustria Viterbo.</p>
<p style="font-weight: 400;">All’evento ha partecipato la “fratellanza spirituale” di Angelo Russo, ossia alcuni suoi compagni di strada, i facchini di santa Rosa, e l’ambiente vicino all’artista, durante lunghi decenni, di Viterbo.<img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-114131" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/Taglio-del-nastro-300x196.jpg" alt="" width="458" height="299" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/Taglio-del-nastro-300x196.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/Taglio-del-nastro.jpg 586w" sizes="(max-width: 458px) 100vw, 458px" /></p>
<p style="font-weight: 400;">Per una occasione così importante sul piano artistico e culturale, sono intervenute alcune delle più importanti personalità della comunità viterbese, a partire dal <strong>Vicesindaco del Comune di Viterbo, Alfonso Antoniozzi,</strong> delegato dalla Sindaca Chiara Frontini, il quale ha affermato “L’arte parla in modo diverso a ciascuno di noi e gli artisti vanno ringraziati per il coraggio di raccontare se stessi”.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>La direttrice del Museo, dott.ssa Sara De Angelis</strong>, ha ricordato il longevo e profondo legame tra Angelo Russo e la tradizione della Macchina di Santa Rosa. In apertura del percorso espositivo è stata infatti collocata <strong>la statua originale della santa,</strong> che i facchini hanno trasportato a spalla per sette anni, sulla Macchina progettata dall’artista, “Sinfonia d’Archi”.<img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-114136 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/594396897_10214721312823261_575806920058864777_n-300x280.jpg" alt="" width="300" height="280" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/594396897_10214721312823261_575806920058864777_n-300x280.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/594396897_10214721312823261_575806920058864777_n-1024x956.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/594396897_10214721312823261_575806920058864777_n-768x717.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/594396897_10214721312823261_575806920058864777_n-1170x1092.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/594396897_10214721312823261_575806920058864777_n-585x546.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/594396897_10214721312823261_575806920058864777_n.jpg 1237w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Alessandra Croci, Vice Presidente della I Commissione Consiliare e membro della IV Commissione Consiliare, delegata alla promozione della Via Francigena,</strong> ha dichiarato: “È veramente un’emozione, perché qui uniamo il cuore di questa città, sia nel ricordo e nella visione che abbiamo del Giubileo, ma anche della nostra piccola santa Rosa, che è stata di una delle prime pellegrine nella storia. Devo ringraziare prima di tutto il maestro Angelo Russo, perché mi ha fatto così emozionare attraverso le sue parole e le sue opere, che questo è un momento importantissimo, quindi le emozioni che proverete per vivere questa mostra ve le dovete portare per tutta questa fine anno giubilare che ci ha visto protagonisti a Viterbo. Ringrazio tutti voi che siete qui e soprattutto ringrazio Angelo per questa grande opportunità”.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Angelo Russo</strong> ha quindi spiegato ai visitatori la scelta del titolo. “Le mie radici sono un po’ la mia identità anche artistica – ha detto – io sono cresciuto nella preadolescenza nella Parrocchia di Santa Maria in Poggio in un quartiere popolare al centro di Viterbo, dove nacque, visse e poi morì santa Rosa, quindi lei era nella Parrocchia di Santa Maria in Poggio denominata La Crocetta, perché era sempre stata gestita dai padri camilliani, l’ordine religioso fondato da <strong>san Camillo de Lellis</strong><strong>.</strong> Le mie radici identitarie nascono lì, io che sentivo queste storie dai padri camilliani, santa Rosa, i miracoli che faceva. Ero bambino, avevo dieci anni, questi miracoli mi sembravano delle magie che faceva questa eroina, da lì ho avuto la passione per questa santa, ma poi anche per avere degli spunti artistici, tant’è che le prime macchine di santa Rosa le costruivo con la carta velina, a mano, con dei santini appiccicati, con le bacchettine di canna di bambù, una cosa infantile ma molto carina. Dopo ho iniziato il percorso artistico nella maturità con gli studi prima di architettura, poi di psicologia, ho preso spunti da Composizione architettonica, Disegno dal vero, Plastica, queste materie che rimandavano proprio all’arte e quindi ho affinato questa tecnica, poi sono andato avanti, la mia prima mostra risale al 1976, una collettiva a Viterbo”.</p>
<div id="attachment_114129" style="width: 587px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-114129" class="wp-image-114129 size-full" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/Da-sin.-Angelo-Russo-Raffaele-Acenzi.jpg" alt="" width="577" height="386" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/Da-sin.-Angelo-Russo-Raffaele-Acenzi.jpg 577w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/Da-sin.-Angelo-Russo-Raffaele-Acenzi-300x201.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/Da-sin.-Angelo-Russo-Raffaele-Acenzi-263x175.jpg 263w" sizes="(max-width: 577px) 100vw, 577px" /><p id="caption-attachment-114129" class="wp-caption-text">Da sin. Angelo Russo Raffaele Acenzi</p></div>
<p style="font-weight: 400;">Perché “Visioni”. “Anche se non mi piacciono molto le etichette, &#8211; ha continuato Russo &#8211; mi definirei un pittore simbolista, nel senso che non mi sono mai trovato a dipingere qualcosa che vedo e copiarla, pensiamo ad un paesaggio. Mettermi davanti ad un paesaggio e cercare di riprodurlo, non è nel mio sentire, non è nella mia cifra stilistica, che è fatta più di altre cose, direi anche mistiche, sicuramente rimandano a qualcosa di più profondo, di inconscio. Le mie ispirazioni nascono dai sogni, dai sogni ad occhi aperti, sono opere più di spiritualità. Sono uno psicologo junghiano, ho molto attinto a queste dinamiche profonde. Profondo è l’inconscio, e quindi nascono da lì le mie opere, anche la Macchina di Santa Rosa nacque da un sogno. In fondo noi artisti siamo tutti dei visionari. Fare la macchina – ha continuato Russo &#8211; per me è stata una grande responsabilità, ma anche una grandissima soddisfazione e vorrei ringraziare il costruttore Battaglioni e tutto lo staff di Sinfonia D’Archi, perché fu una macchina innovativa nel senso che usavo per la prima volta dei materiali che non erano mai stati usati, all’epoca si usava la cartapesta e noi invece facemmo il polistirolo compresso e il vetro resina”.</p>
<p style="font-weight: 400;">“La spiritualità – ha concluso &#8211; la troviamo in tutti i quadri. Li cito solo alcuni: innanzi tutto nella farfalla, qui ce ne sono tre, la farfalla è un sinonimo di trasformazione e rinascita. Per noi essere umani vuol dire la capacità di potersi rialzare, avere la forza ad ogni difficoltà e la capacità di volare, di andare oltre, questo è anche un augurio che voglio fare a voi; anche il penultimo quadro che si intitola <em>Anima Alchemica</em>, mi rappresenta molto. Jung parlò di alchimia. Gli alchimisti veri</p>
<div id="attachment_114115" style="width: 325px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-114115" class=" wp-image-114115" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/Anima-Alchemica-2025-polimaterico-su-tela-70-x-90-cm-241x300.jpg" alt="" width="315" height="392" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/Anima-Alchemica-2025-polimaterico-su-tela-70-x-90-cm-241x300.jpg 241w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/Anima-Alchemica-2025-polimaterico-su-tela-70-x-90-cm.jpg 514w" sizes="(max-width: 315px) 100vw, 315px" /><p id="caption-attachment-114115" class="wp-caption-text">Anima Alchemica</p></div>
<p style="font-weight: 400;">mischiavano dei metalli affinché questi metalli potessero diventare oro. Jung diceva che le parti buie della nostra personalità, le più scure, quelle che noi teniamo nascoste, soppresse, dovremmo imparare a tirarle fuori, guardarle, affinché ci si possa convivere e questo può essere l’oro dentro di noi. Infine, un altro quadro che voglio citare, il <em>Pinocchio</em>, non c’è più trasformazione di quella che può essere Pinocchio che diventa bambino”.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Raffaele Ascenzi, ideatore </strong><strong>di Gloria, </strong><strong>Ali di Luce, e dell’ultima </strong><strong>Macchina “Dies Natalis”,</strong> ha ricordato gli anni in cui portò a spalla Sinfonia d’Archi. “Una grandissima emozione essere qui con te. Quella Macchina fu una vera rivoluzione sia nello stile, nella progettazione, ma anche nella tecnologia costruttiva, perché hanno impiegato per la prima volta dei materiali che poi anche noi oggi ci troviamo a riutilizzare, il polistirolo armato con l’alluminio, che era la struttura portante di quella bellissima Macchina. Ringrazio Angelo per avermi inviato e per aver fatto la Macchina così”.</p>
<p style="font-weight: 400;">“Un’antica amicizia peraltro sempre rinnovata con Angelo”, ha commentato <strong>il Consigliere Regionale Enrico Panunzi</strong>. “Angelo non solo è così bravo ma se lo merita. Ti ringrazio per il tuo invito e per il tuo contributo a santa Rosa che ci accomuna tutti, saluto i facchini, ogni anno c’è un’emozione. Quella di quest’anno è stata ancora più grande, per le condizioni in cui è stata trasportata quella macchina”.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>La Prof.ssa Laura Principi, curatrice della mostra,</strong> ha descritto l’arte di Angelo Russo con queste parole. “L’arte di Angelo</p>
<div id="attachment_114118" style="width: 468px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-114118" class=" wp-image-114118" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/Laura-Principi-2-300x169.jpg" alt="" width="458" height="258" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/Laura-Principi-2-300x169.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/Laura-Principi-2-585x329.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/Laura-Principi-2.jpg 640w" sizes="(max-width: 458px) 100vw, 458px" /><p id="caption-attachment-114118" class="wp-caption-text">Laura Principi</p></div>
<p style="font-weight: 400;">Russo parla da sola, non ha bisogno di sovrastrutture, di interpretazioni, si palesa all’osservatore immediatamente in tutta la sua bellezza e unicità, e questa è la prerogativa dei grandi, quando sanno entrare direttamente nel cuore e nell’anima di chi osserva”.</p>
<p style="font-weight: 400;">“Curare Radici e Visioni &#8211; ha continuato &#8211; è stato facile, perché conoscere Angelo Russo è conoscere la sua arte, in lui infatti l’uomo e l’artista convergono, la sua Anima è la luce dell’oro, sono i colori accesi, vibranti e vivi dei suoi dipinti; le forme morbide e sinuose che emergono con delicatezza e forza riflettono la sua essenza, la sua passione. Nello stesso tempo è stato anche difficile quasi per lo stesso motivo. Siccome in Angelo Russo l’uomo e l’artista convergono, il suo cammino artistico è lungo come tutta la sua vita, e pertanto ogni quadro riflette ogni momento vissuto. La mole della sua produzione artistica è talmente grande che immergersi è un’impresa titanica, quindi abbiamo deciso di dare un taglio particolare a questa mostra”. “È stata scelta una tematica adatta all’evento giubilare, ma allo stesso tempo cara all’artista, che è quella della spiritualità, della fede, della simbologia. Un’esposizione che abbraccia trent’anni di vita e di arte. Una mostra che apre uno squarcio nel cuore, nel pensiero e nella vita dell’artista, permettendo a chi osserva di compenetrarsi nelle sue stesse emozioni”, ha concluso.</p>
<p style="font-weight: 400;">Al termine del suo intervento ha avuto luogo il taglio del nastro che ha sancito ufficialmente l’apertura della mostra.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il percorso espositivo si apre con elementi di <strong><em>Sinfonia d’Archi</em>, la Macchina ideata da Angelo Russo nel 1991,</strong> simbolo di<img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-114119 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/Sinfonia-dArchi-225x300.jpg" alt="" width="317" height="423" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/Sinfonia-dArchi-225x300.jpg 225w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/Sinfonia-dArchi-768x1024.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/Sinfonia-dArchi-1152x1536.jpg 1152w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/Sinfonia-dArchi-1170x1560.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/Sinfonia-dArchi-585x780.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/Sinfonia-dArchi.jpg 1536w" sizes="(max-width: 317px) 100vw, 317px" /> un sogno collettivo che unisce architettura e spiritualità. Al centro, la figura originale della Santa, quella che per sette anni attraversò le vie di Viterbo, dialoga con il bozzetto vincitore del concorso e con una serie di dipinti che ne reinterpretano l’essenza luminosa, i moti ascensionali e la tensione verso l’alto. Dallo stesso periodo emerge anche il bozzetto polimaterico su tela del 1992, realizzato per il manifesto di San Pellegrino in Fiore, testimonianza di una sensibilità che già allora cercava nella natura un riflesso del sacro e dell’armonia universale. Le opere pittoriche dedicate a Sinfonia d’Archi come <em>Sinuosità</em>, <em>Sosta sul sagrato, Il facchino</em>, e gli scorci di Viterbo cari a santa Rosa e cari anche ad Angelo Russo; ed altre opere di carattere spirituale, <em>La Speranza</em>, tema del Giubileo 2025, <em>Dolore di Madre, Tra la storia e le storie,</em> fino ad arrivare in fondo al salone con la meravigliosa <em>Anima Alchemica</em>, affiancata dalle due <em>Farfalle,</em> per passare nelle tre sale laterali dove troviamo altre opere esposte per la prima volta, raccontano un viaggio di trasformazione interiore, un continuo dialogo fra luce e ombra, fra visibile e invisibile, come <em>L’Archetipo del Figlio Perduto, </em>una rilettura della fiaba di Pinocchio,<em> Il Galletto </em>(presentato al MEAM di Barcellona nel 2024), <em>La crisalide e la farfalla, Onda d’arte</em>. Si passa quindi alla seconda stanza, quasi interamente dedicata alla scultura, dove troviamo <em>Il Peccato Originale</em>, con le opere fotografiche a lei dedicate, un’opera realizzata lo scorso anno che reca in sé tutti i simboli dell’episodio biblico, ma riletti in modo del tutto originale; nella stessa stanza è esposto un altro quadro, <em>La barca di Trevignano</em>. Passiamo poi all’ultima sala con altre quattro opere notevoli, <em>Il Balletto al tramonto sulla spiaggia, Alchimia, lo Sguardo seducente e L’elefante e la farfalla. </em>Sono complessivamente 25 le opere esposte, scultoree, pittoriche e grafiche.<img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-114125 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/591754764_866847275924134_5997585588567546205_n-1-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/591754764_866847275924134_5997585588567546205_n-1-300x225.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/591754764_866847275924134_5997585588567546205_n-1-1024x768.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/591754764_866847275924134_5997585588567546205_n-1-768x576.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/591754764_866847275924134_5997585588567546205_n-1-585x439.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/591754764_866847275924134_5997585588567546205_n-1.jpg 1066w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p style="font-weight: 400;">Una mostra d’arte trasmette emozioni, storie e idee, offrendo al visitatore un&#8217;esperienza estetica e culturale. L&#8217;arte trasmette emozioni, dalle più semplici alle più complesse, come tristezza, gioia, rabbia o passione; induce a riflettere, andando oltre la prima impressione per cogliere il significato più profondo dell&#8217;opera e l&#8217;intenzione dell&#8217;artista. Come affermava uno dei maggiori pensatori del XIX secolo e dell&#8217;epoca moderna Arthur Schopenhauer, la vita umana è come un pendolo che oscilla da un’emozione a un’altra.</p>
<p style="font-weight: 400;">P<strong>rovare emozioni</strong> è tipico degli esseri umani. La familiarità con l’arte diventa familiarità con le proprie emozioni, e, come all’interno di un quadro, queste possono essere rivalutate, analizzate ed interpretate.</p>
<p style="font-weight: 400;">Le emozioni di Angelo Russo sono fatte di luce e colore, ci immergono in un viaggio che è luce ed ombra, morte e vita, acqua e fuoco, chiarezza e mistero, perché, come insegna lo psichiatra, psicoanalista e antropologo svizzero Carl Gustav Jung, per il quale l’importanza dell’arte non risiedeva nella sua perfezione estetica, ma nella funzione psicologica che svolgeva, uno strumento fondamentale per esprimere e comprendere l&#8217;inconscio, gli opposti si attraggono.</p>
<p style="font-weight: 400;">L’inaugurazione è stata allietata dalla musica del maestro Alessandro Achilli al pianoforte e del soprano Roberta Nardi.</p>
<p style="font-weight: 400;">Le opere esposte saranno visibili fino al <strong>6 gennaio 2026 </strong>secondo<strong> </strong>il consueto orario di apertura del museo: da martedì a domenica dalle ore 8:30 alle ore19:30, ultimo ingresso 18:30.</p>
<p style="font-weight: 400;">
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		<title>Pescasseroli 2025. Greenaccord celebra 20 anni di informazione cattolica per la custodia del Creato</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/11/18/pescasseroli-2025-greenaccord-celebra-20-anni-di-informazione-cattolica-per-la-custodia-del-creato/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=pescasseroli-2025-greenaccord-celebra-20-anni-di-informazione-cattolica-per-la-custodia-del-creato</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Maccaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Nov 2025 17:38:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Creato]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Greenaccord]]></category>
		<category><![CDATA[Pescasseroli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1600" height="980" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Foto3_Lafreccia.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Foto3_Lafreccia.jpeg 1600w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Foto3_Lafreccia-300x184.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Foto3_Lafreccia-1024x627.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Foto3_Lafreccia-768x470.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Foto3_Lafreccia-1536x941.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Foto3_Lafreccia-1170x717.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Foto3_Lafreccia-585x358.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p>Tre giorni di dialogo tra giornalismo, sport e istituzioni  per una narrazione più etica e consapevole. &#160; PESCASSEROLI (AQ) – Nella suggestiva cornice del cinema di Pescasseroli, intitolato allo sceneggiatore, regista&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/11/18/pescasseroli-2025-greenaccord-celebra-20-anni-di-informazione-cattolica-per-la-custodia-del-creato/">Pescasseroli 2025. Greenaccord celebra 20 anni di informazione cattolica per la custodia del Creato</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;"><em><strong>Tre giorni di dialogo tra giornalismo, sport e istituzioni  per una narrazione più etica e consapevole.</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="font-weight: 400;">PESCASSEROLI (AQ) – Nella <strong>suggestiva cornice del cinema</strong> di Pescasseroli, intitolato allo sceneggiatore, regista e produttore cinematografico italiano tra più apprezzati, Ettore Scola, protagonista della grande stagione della <a href="https://www.treccani.it/enciclopedia/commedia-all-italiana_(Enciclopedia-del-Cinema)/" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.treccani.it/enciclopedia/commedia-all-italiana_(Enciclopedia-del-Cinema)/&amp;source=gmail&amp;ust=1763573542744000&amp;usg=AOvVaw0bZnMWGfN5b-MEwgOY0AGX">commedia all&#8217;italiana</a>, <strong>si è svolta la XX edizione del Forum dell’Informazione cattolica per la custodia del Creato</strong>, dal titolo “Lo sport sostenibile, inclusivo e rispettoso di tutti. Informazione e comunicazione responsabile”.<strong> Una tre giorni organizzata da Greenaccord,</strong><strong> </strong>Associazione Culturale di ispirazione cristiana e senza fini di lucro, nata per stimolare l’impegno di tutti gli uomini e le donne di qualsiasi credo e confessione religiosa, sul tema della salvaguardia della natura.<img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-112887 size-full" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Locandina-evento-Greenaccord-Pescasseroli-1.jpg" alt="" width="591" height="850" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Locandina-evento-Greenaccord-Pescasseroli-1.jpg 591w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Locandina-evento-Greenaccord-Pescasseroli-1-209x300.jpg 209w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Locandina-evento-Greenaccord-Pescasseroli-1-585x841.jpg 585w" sizes="(max-width: 591px) 100vw, 591px" /></p>
<p style="font-weight: 400;">«Il tema del nostro Forum nasce dalla consapevolezza che lo sport rappresenta un laboratorio autorevole ed efficace per educare e sensibilizzare sui temi della sostenibilità ambientale, dell’inclusione e della parità di genere», così ha esordito il Presidente di Greenaccord, Alfonso Cauteruccio. «Lo sport deve essere per tutti &#8211; e per questo bisogna promuoverlo in tutte le nostre realtà, anche in quelle più piccole. Chi è costretto su una sedia a rotelle, o ha problemi motori, ha diritto a vivere quell&#8217;entusiasmo e competitività che solo lo sport può donare».</p>
<p style="font-weight: 400;">A partire dalla Carta deontologica di Pescasseroli, la quale contiene le linee guida sulla “consapevolezza ambientale nella professione giornalistica”, approvata dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti su proposta degli Ordini regionali di Abruzzo, Lazio e Molise, e firmata il 12 dicembre 2023, in occasione dell’evento di chiusura del centenario della fondazione del “Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise” e del “Premio Polidoro”, si sono analizzate le opportunità e gli spazi che consentono il racconto dello sport in ogni forma e modalità. Il programma, trasmesso in diretta streaming da Radio Parco TV , ha previsto tre sessioni di lavoro in due giorni.</p>
<p style="font-weight: 400;">Dopo il Presidente Cauteruccio i saluti del Sindaco di Pescasseroli, Giuseppe Sipari, della Presidente dell’OdG Abruzzo, Marina Marinucci.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>La prima sessione,</strong> <strong>La sostenibilità </strong><strong>che accompagna e contraddistingue lo sport</strong>, con un focus sull’organizzazione dei Giochi di Milano Cortina 2026, è stata moderata da Walter Nerone, Consigliere Nazionale Ussi Abruzzo. Hanno relazionato: Greta Barbone Human Rights Manager presso Fondazione Milano Cortina 2026, <em>I Giochi Invernali Milano Cortina 2026; </em>Giampiero Pastore, Dirigente Istituto di Medicina e Scienza dello Sport, CONI <em>Le direttive del CIO e l’impegno del Coni per la sostenibilità</em>; Gaetano Rizzo, Presidente Ussi Sicilia e Presidente Ucsi Sicilia<em>, Il giornalismo a servizio della sostenibilità nello sport</em>; Rossana Ciuffetti, Direttore Scuola dello Sport, Sport e Salute SpA, <em>Educare gli sportivi e il mondo sportivo alla sostenibilità</em>; Giuseppina Dini, Responsabile Sostenibilità f.f. nell’ambito della Direzione Scuola e Sostenibilità presso Sport e salute SpA; Luciano Sammarone, Direttore Parco Nazionale Abruzzo-Lazio -Molise, <em>Sport e aree protette</em>.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>La seconda sessione,</strong> <strong>Lo sport promotore di uguaglianza e inclusione</strong>, è stata moderata da Mario Frongia, Consigliere Nazionale USSI Sardegna, ed è stata aperta dal giornalista Domenico Ranieri, <em>Le linee guida del CIO sulla rappresentazione dello sport. </em>A seguire gli interventi di Enza Beltrone, Responsabile progetti e iniziative USSI, <em>Le donne al centro dello sport; </em>Luca Tarquini, Presidente CSI L’Aquila, <em>Lo sport è per tutti</em>; Mario Morcellini, già Prorettore Sapienza Università di Roma, <em>Il linguaggio che include e rappresenta; </em>Sandro Fioravanti,<em> </em>Telecronista sportivo,<em> Riformulare la narrazione; </em>Santo Marcianò, Arcivescovo di Frosinone-Veroli-Ferentino, <em>Sport e spiritualità; </em>Walter Nerone, Consigliere Nazione Ussi Abruzzo, sportivo, <em>Lo sport che rigenera e crea relazioni</em>; Guido Lo Giudice, SG Ussi e capo ufficio stampa FitArco, e Chiara Rebagliati, Atleta Fiamme Oro nella nazionale FitArco, <em>Lo sport nella natura.</em></p>
<p style="font-weight: 400;">Molto Santo Marcianò, ha evidenziato tre binomi all’interno del binomio <em>Sport e Spiritualità</em>: il primo, sport-bellezza, il secondo sport-corpo-spiritualità e l’ultimo corpo-responsabilità.</p>
<p style="font-weight: 400;">«Il cuore del binomio sport e spiritualità – ha spiegato &#8211; è l’amore, come via per custodire la bellezza del corpo, per custodire la bellezza dell’umano e così si custodisce la bellezza del Creato e si ringrazia il Creatore».</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>L’ultima sessione, </strong><strong>La narrazione sportiva strumento di sensibilizzazione ambientale</strong>, moderata da Andrea Mori, Consigliere ODG Abruzzo, ha visto in successione i seguenti interventi: Davide Demichelis, giornalista, TV reporter, documentarista, <em>Lo sport come mezzo per vivere la natura;  </em>Cosimo Martenucci, giornalista, Consigliere Nazionale Ussi Basilicata, <em>In “giro” a raccontare territori; </em>Alessandra Ferraro, giornalista, direttrice Isoradio, <em>Il viaggio che si prende cura del territorio; </em>Stefano Pallotta, Consigliere Nazionale ODG, <em>La proattività: promuovere i temi ambientali; </em>in collegamento web, Simona Rolandi, giornalista La Domenica Sportiva Rai, <em>Il giornalismo a servizio della sostenibilità nello sport; </em>Benedetta Rinaldi, giornalista, conduttrice di Elisir, <em>La salute che incrocia lo sport e la natura; </em>Giuseppe Romano,<em> </em>Allenatore internazionale di Karate, <em>Allenare atlete e atleti in contesti mondiali diversi.</em></p>
<p style="font-weight: 400;">La partecipazione al Forum ha offerto ai giornalisti la possibilità di conseguire in totale <strong>14 crediti formativi</strong> iscrivendosi alla piattaforma tra i corsi proposti dall’Ordine dei Giornalisti d’Abruzzo.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Domenica mattina il ritrovo dei partecipanti per </strong>la visita guidata, al Centro Visite del Parco Nazionale-Centro  Storico di Pescasseroli. La celebrazione della Santa Messa, presieduta dal Vescovo della Diocesi di Avezzano, Sua Eccellenza Mons. Giovanni Massaro, ha concluso l’evento.</p>
<p style="font-weight: 400;">Nella sua omelia, Monsignor Massaro ha sottolineato l&#8217;aspetto inclusivo dello sport. «Per noi è una grande gioia poter ospitare questo Forum, dopo l&#8217;esperienza del Festival del Creato, celebrato circa due mesi fa, per gli 800 anni del Cantico delle Creature, questo nuovo appuntamento rappresenta un ulteriore passo nel cammino comune di riflessione e di impegno per la cura della casa comune. Il tema scelto ci invita a guardare allo sport come a una palestra di fraternità e di rispetto, dove la competizione lascia spazio alla solidarietà e dove la comunicazione diventa strumento di costruzione, non di divisione».</p>
<p style="font-weight: 400;">Dal 2003 Greenaccord opera sia in campo nazionale che internazionale per la formazione dei giornalisti su temi di interesse ambientale e sociale.</p>
<p style="font-weight: 400;">Anche quest’anno nuove emozioni, altri importanti momenti di condivisioni e di esperienze.</p>
<p style="font-weight: 400;">Un evento molto arricchente con la presenza significativa di tanti partenariati, patrocini e media partener. Sono molti, infatti, gli enti e le istituzioni che ogni anno sostengono Greenaccord, e condividono la missione di una comunicazione etica, sostenibile e orientata al bene comune, per un giornalismo che sappia raccontare.</p>
<p style="font-weight: 400;">Le parole giuste possono cambiare lo sguardo, educare al rispetto e proteggere la casa comune.</p>
<p style="font-weight: 400;">Come spiegava papa Francesco nella sua seconda e più nota Enciclica, “Laudato si’”, «Sulla base di tre relazioni fondamentali strettamente connesse: la relazione con Dio, quella con il prossimo e quella con la terra, ci impegniamo a metterci in cammino “sulla rotta, che ha bisogno di cambiare”. Abbracciamo il nostro giusto posto “nell’ordine e nel dinamismo” che il nostro Creatore ha stabilito e ci imbarchiamo urgentemente in nuovi modi di vivere con creatività ed entusiasmo. L’umanità ha ancora la capacità di collaborare per costruire la nostra casa comune, l’essere umano è ancora capace di intervenire positivamente, non tutto è perduto, perché gli esseri umani, capaci di degradarsi fino all’estremo, possono anche superarsi, ritornare a scegliere il bene e rigenerarsi».</p>
<p style="font-weight: 400;">
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		<title>Pippo Baudo, un maestro che sognavo di avere</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/08/17/pippo-baudo-un-maestro-che-sognavo-di-avere/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=pippo-baudo-un-maestro-che-sognavo-di-avere</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Maccaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Aug 2025 21:51:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Pippo Baudo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9948.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9948.jpeg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9948-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9948-585x329.jpeg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>Pippo Baudo lascia dietro di sé un vuoto incolmabile e un’eredità culturale e professionale senza eguali.Nel corso della mia collaborazione a Tele Radio Orte (Viterbo) ho avuto la possibilità di incontrare&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9948.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9948.jpeg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9948-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9948-585x329.jpeg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p><p class="p1"><i><span class="s1">Pippo Baudo l</span><span class="s1">ascia dietro di sé un vuoto incolmabile e un’eredità culturale e professionale</span><span class="s2"> </span><span class="s1">senza eguali.</span>Nel corso della mia collaborazione a Tele Radio Orte (Viterbo) ho avuto la possibilità di incontrare molti personaggi del mondo culturale e dello spettacolo. Sarebbe stato fantastico se avessi potuto conoscerti caro Pippo. Un maestro che sognavo di avere. Dal cielo se puoi veglia su di me, io pregherò per te</i></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="10pt" data-originalcomputedfontsize="13.333333"><br />
ORTE (VITERBO)- Televisione, cinema, teatro, radio, partecipazioni a Carosello, </span><span data-originalfontsize="10pt" data-originalcomputedfontsize="13.333333">talent-scount di numerosi artisti, </span><span data-originalfontsize="10pt" data-originalcomputedfontsize="13.333333">autore di brani musicali e di libri, testimonial negli spot, onorificenze, numerosi premi e riconoscimenti di vario genere. Tutto questo era Pippo Baudo, la cui scomparsa ha scosso il mondo dello spettacolo, della cultura, della politica e dell’Italia intera.</span><span data-originalfontsize="10pt" data-originalcomputedfontsize="13.333333"> Il suo decesso è avvenuto sabato 16 agosto al Campus Biomedico di Roma.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="10pt" data-originalcomputedfontsize="13.333333">Lascia dietro di sé un vuoto incolmabile e </span><span data-originalfontsize="10pt" data-originalcomputedfontsize="13.333333">un’eredità culturale e professionale<strong> </strong>senza eguali.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="10pt" data-originalcomputedfontsize="13.333333">Un uomo di cultura, un grande talento, una grande professionalità, proveniva da una famiglia benestante di educazione borghese, la sua preparazione era sopra la media, un garbo, un’eleganza innata, dovuta innanzitutto alla buona educazione ricevuta in famiglia. L</span><span data-originalfontsize="10pt" data-originalcomputedfontsize="13.333333">’ambiente familiare e i valori trasmessi dai genitori giocano infatti un ruolo cruciale nel plasmare il carattere e il destino di una persona.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="10pt" data-originalcomputedfontsize="13.333333">Dopo la Laurea in Giurisprudenza, </span><span data-originalfontsize="10pt" data-originalcomputedfontsize="13.333333">Giuseppe Raimondo Vittorio Baudo</span><span data-originalfontsize="10pt" data-originalcomputedfontsize="13.333333"> decide di seguire la sua passione per il palcoscenico, lascia la sua bellissima terra d’origine, la Sicilia, e si trasferisce nella Città eterna.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="10pt" data-originalcomputedfontsize="13.333333">Oltre ad essere un celebre conduttore televisivo, era anche un appassionato di musica e un compositore.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="10pt" data-originalcomputedfontsize="13.333333">Alla fine degli </span><span data-originalfontsize="10pt" data-originalcomputedfontsize="13.333333">anni cinquanta entra, infatti, come pianista</span><span data-originalfontsize="10pt" data-originalcomputedfontsize="13.333333"> e cantante nell’&#8217;“Orchestra Moonlight”, con la quale nel 1959 esordisce in televisione nel varietà condotto da Enzo Tortora, “La conchiglia d’oro”.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="10pt" data-originalcomputedfontsize="13.333333">Oltre 150 i programmi all’attivo. Nel 1966 “Settevoci”, il programma che segnò l’inizio di una carriera unica, memorabile. L’anno successivo, insieme ad altri tre grandissimi protagonisti della televisione italiana, Corrado, Enzo Tortora e Mike Bongiorno, partecipò a “Sabato Sera”, mentre il suo primo incontro con il Festival di Sanremo avvenne nel 1968, quando presentò l’evento insieme all’attrice Luisa Rivelli.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="10pt" data-originalcomputedfontsize="13.333333">Baudo era il Festival di Sanremo, e, con </span><span data-originalfontsize="10pt" data-originalcomputedfontsize="13.333333">le sue tredici edizioni alla conduzione, ha contribuito in modo determinante al successo del Festival di Sanremo nel mondo.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="10pt" data-originalcomputedfontsize="13.333333">Pippo Baudo è stato anche direttore artistico e Presidente del Teatro Stabile di Catania, </span><span data-originalfontsize="10pt" data-originalcomputedfontsize="13.333333">nonché direttore artistico della Rai. Come tutti i grandi maestri, egli svolgeva </span><span data-originalfontsize="10pt" data-originalcomputedfontsize="13.333333">il proprio lavoro con estrema passione. Solo attraverso la passione, infatti, un maestro riesce a trasmettere ai suoi allievi l’interesse verso la materia e a coinvolgere.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="10pt" data-originalcomputedfontsize="13.333333">Non solo. Per poter essere un vero maestro occorre possedere delle competenze professionali che vanno oltre gli ambiti lavorativi: saper comprendere, avere attitudini relazionali, saper comunicare ma anche ascoltare.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="10pt" data-originalcomputedfontsize="13.333333">Le qualità e le attitudini sono ciò che fanno la differenza tra un buon professionista e uno eccellente.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="10pt" data-originalcomputedfontsize="13.333333">Pippo Baudo era un maestro eccellente e ispirava grande fiducia. Aveva esordito all’epoca della tv del monopolio RAI, quella della Paleotelevisione, per citare la definizione di Umberto Eco, la televisione che va dagli anni 1954-1975, con </span><span data-originalfontsize="10pt" data-originalcomputedfontsize="13.333333">una </span><span data-originalfontsize="10pt" data-originalcomputedfontsize="13.333333">forte impostazione pedagogica</span><span data-originalfontsize="10pt" data-originalcomputedfontsize="13.333333">, che mirava </span><span data-originalfontsize="10pt" data-originalcomputedfontsize="13.333333">alla formazione ed all’educazione del pubblico.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="10pt" data-originalcomputedfontsize="13.333333">Quella </span><span data-originalfontsize="10pt" data-originalcomputedfontsize="13.333333">televisione ha rivoluzionato la cultura del nostro Paese: era un faro sulla realtà dove passava l’informazione, ma anche trasmettitore di grande spensieratezza e di divertimento, così necessario perché l’Italia era devastata dalla guerra. Una televisione </span><span data-originalfontsize="10pt" data-originalcomputedfontsize="13.333333">ben diversa da quella che siamo abituati a vedere oggi: diversa nelle tecnologie, nei linguaggi e nell’offerta dei palinsesti. </span><span data-originalfontsize="10pt" data-originalcomputedfontsize="13.333333">Quel senso di solidità e rassicurazione che oggi manca, era invece ben presente in quegli anni, e anche Pippo Baudo era una certezza.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="10pt" data-originalcomputedfontsize="13.333333">Il fascino intramontabile della tv del passato,</span> <span data-originalfontsize="10pt" data-originalcomputedfontsize="13.333333">il potere di intrattenimento della TV generalista e dei suoi programmi più iconici rimane una costante nel panorama mediatico contemporaneo.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="10pt" data-originalcomputedfontsize="13.333333">Indimenticabile sarà per la sua famiglia, i suoi concittadini siciliani, i suoi amici, i suoi colleghi e per tutti gli italiani.</span> <span data-originalfontsize="10pt" data-originalcomputedfontsize="13.333333">I funerali si terranno mercoledì 20 agosto alle 16:00, a Militello in Val di Catania, suo paese d’origine.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="10pt" data-originalcomputedfontsize="13.333333">Le esequie si svolgeranno, per volontà del compianto conduttore, presso il Santuario della Madonna della Stella.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="10pt" data-originalcomputedfontsize="13.333333">Nei messaggi di cordoglio, </span><span data-originalfontsize="10pt" data-originalcomputedfontsize="13.333333">affetto, commozione e gratitudine</span><span data-originalfontsize="10pt" data-originalcomputedfontsize="13.333333"> che sono arrivati da ogni parte d’Italia, emerge anche il valore dell’uomo, la sua grande capacità di ascolto, la gentilezza e la capacità di mediare con saggezza, doti rare e quanto mai necessarie, soprattutto oggi.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="10pt" data-originalcomputedfontsize="13.333333">Per quanto mi riguarda, collaboro da circa quattordici anni con l’emittente radiotelevisiva locale del mio paese, Tele Radio Orte. </span><span data-originalfontsize="10pt" data-originalcomputedfontsize="13.333333">Le tv locali svolgono un ruolo importante nel raccontare la vita e le notizie della propria comunità. </span><span data-originalfontsize="10pt" data-originalcomputedfontsize="13.333333">Nel corso del tempo ho avuto la possibilità di incontrare tanti protagonisti della scena culturale, artistica, letteraria e musicale italiana, e la mia passione “strada facendo” &#8211; come canta Claudio Baglioni &#8211; è cresciuta. Certamente sarebbe stato fantastico aver avuto la possibilità di intervistare il grandissimo Pippo Baudo, per apprendere i suoi preziosi consigli, e soprattutto poter diventare una sua allieva.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="10pt" data-originalcomputedfontsize="13.333333">Molto fortunati sono i personaggi dello spettacolo di oggi che hanno avuto questa possibilità.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="10pt" data-originalcomputedfontsize="13.333333">Caro Pippo, sei un maestro che sognavo di avere. Credo che mi avresti compresa.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="10pt" data-originalcomputedfontsize="13.333333">Dal cielo se puoi veglia su di me, io pregherò per te.</span></p>
<p style="font-weight: 400;">
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2025%2F08%2F17%2Fpippo-baudo-un-maestro-che-sognavo-di-avere%2F&amp;linkname=Pippo%20Baudo%2C%20un%20maestro%20che%20sognavo%20di%20avere" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2025%2F08%2F17%2Fpippo-baudo-un-maestro-che-sognavo-di-avere%2F&#038;title=Pippo%20Baudo%2C%20un%20maestro%20che%20sognavo%20di%20avere" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2025/08/17/pippo-baudo-un-maestro-che-sognavo-di-avere/" data-a2a-title="Pippo Baudo, un maestro che sognavo di avere"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/08/17/pippo-baudo-un-maestro-che-sognavo-di-avere/">Pippo Baudo, un maestro che sognavo di avere</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Sermoneta. Un viaggio nel suggestivo borgo medievale dei Monti Lepini</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/07/27/sermoneta-un-viaggio-nel-suggestivo-borgo-medievale-dei-monti-lepini/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=sermoneta-un-viaggio-nel-suggestivo-borgo-medievale-dei-monti-lepini</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Maccaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Jul 2025 15:02:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[viaggi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1600" height="1200" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/IMG_9635-1.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/IMG_9635-1.jpeg 1600w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/IMG_9635-1-300x225.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/IMG_9635-1-1024x768.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/IMG_9635-1-768x576.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/IMG_9635-1-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/IMG_9635-1-1170x878.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/IMG_9635-1-585x439.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p>Sermoneta (LT) &#8211; L’antico borgo di Sermoneta è situato nella provincia di Latina. Uno dei più affascinanti d’Italia, con la sua storia, la sua posizione strategica, e come tutti i borghi&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Sermoneta (LT) &#8211; L’antico borgo di Sermoneta </span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">è </span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">situato nella provincia di Latina. Uno dei più affascinanti</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> d’Italia, con la sua storia, la sua posizione strategica, e come tutti i borghi medievali </span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">è</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> perfetto per essere esplorato a piedi.<br />
Ha una popolazione di circa 10000 abitanti, il <strong>centro storico </strong></span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">è</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> ben conservato e<strong> </strong><strong>interessante sia dal punto di vista storico che architettonico</strong><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">.</strong></span></p>
<p><span style="font-weight: 400;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La pi</span><span style="font-weight: 400;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">ù</span><span style="font-weight: 400;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> tipica forma della citt</span><span style="font-weight: 400;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">à</span><span style="font-weight: 400;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> medievale </span><span style="font-weight: 400;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">è </span><span style="font-weight: 400;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">quella </span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">radiocentrica, con lo sviluppo edilizio ad avvolgimento attorno ad un castello o a un&#8217;abbazia, posto in posizione rilevata. Il Castello Caetani, tra le dimore storiche del Lazio, <strong style="font-weight: 400;">domina dall&#8217;alto il borgo medievale di Sermoneta </strong>ed è oggi</span><span style="font-weight: 400;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> luogo di numerosi incontri culturali. </span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">È</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> stato per moltissimi anni la residenza della </span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">famiglia Caetani, antica stirpe medievale italiana che, secondo una tradizione familiare, trae la sua origine dai consoli e duchi di Gaeta.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Dopo due secoli dall’arrivo della famiglia Caetani, nel castello si insedia la controversa famiglia Borgia. Alessandro Borgia, divenuto papa dopo la morte di papa Innocenzo III senza seguire le procedure canoniche stabilite, la sua elezione fu infatti il risultato di un intreccio di ambizioni personali e accordi politici, <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-106942" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/IMG_9636-225x300.jpeg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/IMG_9636-225x300.jpeg 225w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/IMG_9636-768x1024.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/IMG_9636-1152x1536.jpeg 1152w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/IMG_9636-1170x1560.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/IMG_9636-585x780.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/IMG_9636.jpeg 1200w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" />scomunica i Caetani, e si impossessa del Castello dove i Borgia vi si stabiliranno per cinque anni, dal 1498 al 1503. In questo arco di tempo ne stravolgono la struttura. I Borgia apportano modifiche di carattere prevalentemente difensivo, le pi</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">ù </span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">importanti delle quali sono: l’abbassamento di un piano della Torre Maschio, la costruzione della torre pi</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">ù</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> piccola chiamata Torre Maschietto, in realt</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">à</span> <span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">è</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> una contro torre, c’</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">è</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> solo una parete, quella visibile ai visitatori, dietro invece c’</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">è</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> il proseguo della torre grande; allargano le mura da 50 cm a tre metri, costruiscono dentro anche un passaggio segreto, il quale i visitatori sono soliti percorrere a conclusione della visita. I Borgia ingrandiscono le mura del castello, perch</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">é</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> con l’avvento delle armi da fuoco, le mura da 50 cm. non sarebbero resistite ad un eventuale attacco, neppure ad una cannonata, andavano quindi migliorate le difese. Modificano i merli, facendoli diventare pi</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">ù</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> massicci e difensivi.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">L’unica opera che compiono di carattere non difensivo, </span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">è</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> la distruzione della Chiesa che era l</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">ì</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">, in terra </span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">è</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> ancora visibile il perimetro di rocce, della quale non sappiamo nulla, sappiamo solo che fu distrutta per costruire la Casa del cardinale. Dopo questi cinque anni di dominio dei Borgia, tornano i Caetani, a causa dei ben noti accadimenti storici che li fecero allontanare dal regno. Viene quindi tolto loro il castello, il quale rester</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">à</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> di propriet</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">à</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> dei Caetani fino a circa i giorni nostri. L’ultima discendente fu Lelia Caetani, che mor</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">ì</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> circa una cinquantina di anni fa, intorno agli anni settanta, senza lasciare eredi, ma unendosi in matrimonio con un lord inglese, Hubert Howard, dei duchi di Norfolk, insieme al quale crearono la Fondazione Roffredo Caetani. </span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La visita al Castello poi </span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">è</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> proseguita con la Casa del Cardinale, un insieme di sale e ambienti che comprende anche la Sala dei baroni e le Opere pinte e una serie di bellissimi affreschi; subito dopo ha avuto luogo la visita alle scuderie, l’attraversamento del passaggio segreto e il muraglione del camminamento di ronda.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Ogni castello ha una sua storia unica da raccontare, legata a eventi storici, personaggi famosi e leggende tramandate nel tempo. Visitare un castello medievale significa immergersi in un&#8217;atmosfera d&#8217;altri tempi.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Un altro luogo simbolo del territorio </span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">è</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> il Giardino di Ninfa, il quale dista in auto circa una trentina di minuti dal Castello di Sermoneta, si trova tra i Comuni di Norma e Sermoneta, nel Comune di Cisterna di Latina.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">L’Italia </span><span style="font-weight: 400;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">è</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> ricca di parchi e di giardini straordinari che rappresentano un connubio perfetto tra arte e natura. Alcuni sono davvero notevoli e vale la pena ricordarli: il Parco Giardino Sigurt</span><span style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">à</span></span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> (Veneto), Giardini di Castel Trauttmansdorff (Trentino-Alto Adige), Giardini di Villa d&#8217;Este (Lazio), Giardini Hanbury (Liguria), Giardini della Reggia di Venaria (Piemonte), Giardini La Mortella (Campania), Giardini di Villa Taranto (Piemonte). </span></p>
<p><strong style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Nel Lazio, oltre ai Giardini di Villa d’Este di Tivoli, merita sicuramente una visita il Giardino di Ninfa, luogo d’incanto che ha davvero molto da offrire ai suoi visitatori, un’oasi</span></strong> <span style="font-weight: 400;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">romantica e suggestiva, dove la natura ha creato un&#8217;atmosfera unica. Un gioiello ambientale, botanico e storico</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><b style="font-weight: 400;">. </b>Un</span><span style="font-weight: 400;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> parco paesaggistico all&#8217;inglese riconosciuto come monumento naturale italiano; nonch</span><span style="font-weight: 400;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">é</span><span style="font-weight: 400;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> un&#8217;area protetta e oasi del WWF. </span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-106941" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/IMG_9637-300x225.jpeg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/IMG_9637-300x225.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/IMG_9637-1024x768.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/IMG_9637-768x576.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/IMG_9637-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/IMG_9637-1170x878.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/IMG_9637-585x439.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/IMG_9637.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />È</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> il terzo giardino pi</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">ù</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> bello del mondo. A certificarlo </span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">è</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> stato qualche anno fa il New York Times, che lo aveva definito “il giardino pi</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">ù</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">romantico del mondo” e inserito nella classifica dei 25 giardini pi</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">ù</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> belli del mondo dichiarando che “rappresenta uno degli esempi pi</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">ù</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">affascinanti di come natura e storia possano intrecciarsi in un dialogo secolare”.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Creato sulle rovine dell’antica citt</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">à</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> medievale di Ninfa, abbandonata nel XIV secolo, questo giardino deve la sua rinascita alla visione della famiglia Caetani che, a partire dagli anni venti del Novecento, ha trasformato questo luogo dimenticato in un paradiso botanico.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Le suggestioni che ci regala sono davvero molte. Data la quantit</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">à</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> e la variet</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">à</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> delle fioriture, la primavera </span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">è</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> certamente la stagione migliore per visitarlo, per</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">ò</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> anche negli altri periodi dell&#8217;anno il giardino offre al visitatore atmosfere ricche di fascino. In autunno, ad esempio, nel Giardino di Ninfa si pu</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">ò</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> ammirare un foliage spettacolare. Il Giardino si estende su otto ettari di superficie. All’interno si possono ammirare 1300 specie di piante tra cui 19 variet</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">à</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> di magnolia decidua, betulle, iris acquatici e aceri giapponesi. </span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Non solo fiori e piante, nel giardino vivono centinaia di uccelli in cui </span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">è</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> facile imbattersi durante la visita, che lo rendono un vero e proprio paradiso naturale e un luogo di incredibile bellezza.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Due sono i tipi di percorsi di visita, sempre guidati, uno di carattere storico e l’altro di carattere botanico.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">C’</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">è</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> un team di guide esperte che, ai diversi orari, accompagnano i visitatori nel Giardino.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Durante la stagione estiva al Giardino si pu</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">ò</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">accedere solo in orario serale. </span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Questa visita </span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">è</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> stata guidata dalla dott.ssa in Archeologia originaria di Sezze, Claudia Macera, ed ha avuto una durata di circa un’ora. </span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Ninfa ha origini antiche, il nome deriva infatti da un ninfeo di epoca classica, ma </span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">è</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> nel Medioevo che conosce la sua massima espansione, quando la palude investe la via Appia e la Pedemontana diventa l’unica strada sicura per raggiungere il sud dell’Italia rendendo obbligatorio transitare per Ninfa.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Inizi</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">ò</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> la sua costruzione nel 1100, aveva una doppia cinta muraria, e grazie allo studio delle mura, gli studiosi sono riusciti a capire le varie fasi di costruzione e di ampliamento della citt</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">à</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">: prima il calcare, poi il tufo, infine il legante, ovvero la pozzolana. Quattro le Porte che furono aperte, che non corrispondono in realt</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">à</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> ai quattro punti cardinali, ma si trattava di porte che, posti in determinati punti, servivano a dare facile accesso ai paesi vicini.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Ninfa aveva una zona pi</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">ù</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> ricca ed una zona pi</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">ù</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">povera, all’interno della citt</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">à</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> dove sono state rinvenute le latrine c’era un elevato tenore di vita.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La cinta muraria </span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">è</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> parzialmente conservata e all’interno sono racchiusi i principali edifici storici, tra cui la torre e le mura dell’antico castello, il municipio, i resti di cinque chiese, Santa Maria Maggiore, San Biagio, San Pietro fuori le mura, San Salvatore e il convento e la Chiesa di San Giovanni, abitato dai frati minori francescani, con la sagrestia, dove al suo interno </span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">è</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> possibile vedere la ricostruzione dell’antica citt</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">à</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> di Ninfa cos</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">ì</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> com’era nel Medioevo; ed altri complessi diruti attorno a cui </span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">è</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> stato impiantato il giardino. </span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La strada principale che tagliava la citt</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">à</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">, la Via Pontis, era delimitata da alti cipressi; le altre strade, Via del Castello, Via della Fontana, Via Sacra, Viale della Lavanda, con il suo colore e profumo caratteristico, aggiunge un tocco di bellezza e serenit</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">à</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> al paesaggio, e il Viale della Gloria.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Molte le meraviglie da ammirare, le fontane, le polle d’acqua, i laghetti, e, in particolare, la caratteristica zona dei bamb</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">ù</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> giganti.<img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-106940 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/IMG_9638-225x300.jpeg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/IMG_9638-225x300.jpeg 225w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/IMG_9638-768x1024.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/IMG_9638-1152x1536.jpeg 1152w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/IMG_9638-1170x1560.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/IMG_9638-585x780.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/IMG_9638.jpeg 1500w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /> </span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Ninfa ebbe la presenza di diverse famiglie nobili legate al potere, i Tuscolo, i Frangipane, i Conti di Segni, gli Annibaldi, infine, Benedetto Caetani, ovvero papa Bonifacio VIII, il quale, con uno stratagemma e con l’aiuto di suo nipote Pietro II, inizi</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">ò</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> da privato ad acquistare le terre inerenti al territorio di Ninfa, in modo tale che dopo aver acquistato la maggiore quantit</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">à</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> di ettari rispetto al proprietario, all’epoca si trattava della famiglia Colonna, lui poteva prenderne il potere ed </span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">è</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> ci</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">ò </span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">che accadde. Nel 1297 Benedetto Caetani con un atto di vendita acquist</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">ò</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> la citt</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">à</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> di Ninfa ed altri territori limitrofi, e Pietro II Caetani divent</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">ò </span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">ufficialmente proprietario di Ninfa, nell’anno 1298, perch</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">é</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> l’atto di vendita durava un anno, segnando l’inizio della presenza dei Caetani nel territorio pontino e lepino. </span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">L’ultima erede fu Lelia, figlia di Roffredo Caetani, donna estremamente sensibile e molto dedita alla cura del giardino, all’interno del quale introdusse numerose magnolie, prunus e rose rampicanti, realizzando insieme alla madre il cosiddetto “rock garden”. Fu donna Lelia ad istituire la Fondazione Roffredo Caetani qualche anno prima della sua morte, al fine di tutelare la memoria del casato e di preservare il Giardino di Ninfa e il Castello di Sermoneta.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Il Giardino di Ninfa </span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">è</span> <span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">stato fonte di ispirazione per numerosi artisti e scrittori, </span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">sia italiani che stranieri.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Tra gli italiani, </span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Gabriele D&#8217;Annunzio, Giorgio Bassani, Tomasi di Lampedusa, Giuseppe Ungaretti, Italo Calvino, Carlo Emilio Gadda, Alberto Moravia, Ignazio Silone, Pier Paolo Pasolini, Carlo Levi, Elsa Morante, Pietro Citati e Attilio Bertolucci. Tra gli autori stranieri, Tennessee Williams, Virginia Woolf, Truman Capote, Boris Pasternak e T.S. Eliot.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La visita al Giardino di Ninfa</span> <span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">è</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> consentita <strong>da marzo a novembre</strong><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">, </strong>secondo un calendario con obbligo di prenotazione. Nel sito Internet sono indicati i giorni di apertura al pubblico: </span><a href="http://www.giardinodininfa.eu/" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.giardinodininfa.eu/&amp;source=gmail&amp;ust=1753709848549000&amp;usg=AOvVaw1dWk-9QWNGxkuoCws6MnEV"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">www.giardinodininfa.eu<strong> </strong></span></a></p>
<p>Sono consentite visite straordinarie su prenotazione, in qualsiasi periodo dell’anno, per gruppi di almeno quaranta persone.</p>
<p><span style="font-weight: 400;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Al di fuori delle mura del giardino troviamo, inoltre, il <strong>Parco Pantanello</strong><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">, </strong>un luogo dove un tempo sorgeva un’azienda agricola che </span><span style="font-weight: 400;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">è</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">stato <strong style="font-weight: 400;">rinaturalizzato, un’altra perla da non perdere </strong>ed </span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">è</span> <span style="font-weight: 400;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">visitabile da ottobre a marzo<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">.</strong></span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Camminare per le vie di un borgo medievale significa immergersi in un&#8217;atmosfera d&#8217;altri tempi. </span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">L</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">ì</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> ci sono tracce dei popoli, delle signorie cittadine, delle autonomie comunali, degli uomini, delle credenze e delle pratiche delle et</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">à </span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">trascorse. In un borgo noi percepiamo la continuit</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">à</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Anche Sermoneta come gli altri borghi medievali </span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">è</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> custode di tradizioni, leggende e storie che si tramandano di generazione in generazione. Camminando tra le sue mura, si pu</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">ò</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> entrare in contatto con queste storie e scoprire il fascino della cultura locale.</span></p>
<p style="font-weight: 400;">
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2025%2F07%2F27%2Fsermoneta-un-viaggio-nel-suggestivo-borgo-medievale-dei-monti-lepini%2F&amp;linkname=Sermoneta.%20Un%20viaggio%20nel%20suggestivo%20borgo%20medievale%20dei%20Monti%20Lepini" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2025%2F07%2F27%2Fsermoneta-un-viaggio-nel-suggestivo-borgo-medievale-dei-monti-lepini%2F&#038;title=Sermoneta.%20Un%20viaggio%20nel%20suggestivo%20borgo%20medievale%20dei%20Monti%20Lepini" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2025/07/27/sermoneta-un-viaggio-nel-suggestivo-borgo-medievale-dei-monti-lepini/" data-a2a-title="Sermoneta. Un viaggio nel suggestivo borgo medievale dei Monti Lepini"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/07/27/sermoneta-un-viaggio-nel-suggestivo-borgo-medievale-dei-monti-lepini/">Sermoneta. Un viaggio nel suggestivo borgo medievale dei Monti Lepini</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Appuntamento col Giubileo della stampa cattolica del Lazio</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/06/07/appuntamento-col-giubileo-della-stampa-cattolica-del-lazio/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=appuntamento-col-giubileo-della-stampa-cattolica-del-lazio</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Maccaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Jun 2025 13:09:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Giubileo]]></category>
		<category><![CDATA[lazio]]></category>
		<category><![CDATA[Ucsi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1600" height="900" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8825-1.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8825-1.jpeg 1600w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8825-1-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8825-1-1024x576.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8825-1-768x432.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8825-1-1536x864.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8825-1-1170x658.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8825-1-585x329.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p>Nel corso dell’incontro  il Presidente Nazionale Ucsi Vincenzo Varagona ha  presentato il modello giornalistico delle 5M come evoluzione della regola delle 5W per un ritorno al giornalismo che abbia al centro&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/06/07/appuntamento-col-giubileo-della-stampa-cattolica-del-lazio/">Appuntamento col Giubileo della stampa cattolica del Lazio</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span class="s13"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><i>Nel corso dell’incontro  il Presidente Nazionale Ucsi Vincenzo Varagona ha  presentato</i></span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><i> </i></span></span><em><span class="s13">il modello giornalistico delle 5M come evoluzione della regola delle 5W per un ritorno al giornalismo che abbia al centro la persona.</span></em></p>
<p><em>Al termine dell’incontro, i giornalisti hanno avuto l’opportunità di varcare la Porta Santa della Basilica di San Giovanni in Laterano.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Di Francesca Maccaglia</span></strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong> </strong>ROMA –<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> Si è svolta venerdì 6 giugno, presso il Pontificio Seminario Romano Maggiore, l’Assemblea Ucsi Lazio. L’incontro, presentato dal Presidente di Ucsi Lazio, Maurizio Di Schino, è stato moderato dalla Vice Presidente Ucsi Lazio, Giulia Pigliucci. Presenti in sala Alberto Colaiacomo, segretario Ucsi Lazio e Responsabile Area studi e comunicazione della Caritas di Roma, e altre figure del giornalismo e dell’informazione.</strong></p>
<p><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Ha aperto i lavori</span> la giornalista vaticanista <b>Vania De Luca</b>, inviata del TG3, ex Presidente Ucsi Nazionale, <strong style="font-weight: 400;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">in passato anche Presidente Ucsi Lazio, con il suo intervento “Le beatitudini del giornalista e del comunicatore”. </strong>Si tratta di un breve testo elaborato con i giovani della <b>Scuola di formazione Giancarlo Zizola dell’Ucsi ad Assisi,</b> che richiama le nove beatitudini evangeliche.<img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-104721" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8829-300x225.jpeg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8829-300x225.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8829-1024x768.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8829-768x576.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8829-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8829-1920x1440.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8829-1170x878.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8829-585x439.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8829.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /> </span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Le beatitudini sono il cuore del messaggio di Gesù. La lettura delle Beatitudini, come le presenta Matteo nel suo Vangelo, (Mt 5, 1-12) invitano a pensare alla felicità “alla maniera di Gesù”, una felicità che rende beati, che invita al cammino, che rivela una promessa.</span></p>
<p><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">“Il termine beatitudine – ha dichiarato <b>De Luca</b> &#8211; è un po’ singolare; in senso evangelico descrive le caratteristiche dello star bene, e quindi dell’essere felici, perché coloro che vivono questo messaggio in chiave evangelica, sono i beati, i felici, quindi un modello per vivere secondo gli insegnamenti di Gesù, in qualche modo l’identità del cristiano che porta di per sé sulle spalle una croce che è simbolo di una resurrezione. </span><span style="font-weight: 400;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">De Luca poi ha commentato il piccolo testo nato in casa Ucsi. </span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Alcune beatitudini, in particolare, contengono un&#8217;indicazione importante, che oltrepassa i giornalisti in senso proprio e raggiunge tutti quanti postano qualcosa in rete, fosse anche solo un commento, mettendo ciascuno davanti alle proprie responsabilità.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">*Beato il giornalista che non cerca il successo o l’interesse personale e che al centro del racconto non mette mai se stesso. </span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Beato il giornalista che non si nasconde all’ombra del potere, ma è voce di chi non ha voce, occhi per chi non vede, orecchie per chi non è ascoltato da nessuno</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Beato il giornalista che non alimenta paure e chiusure ma che nutre fiducia e speranza</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Beato il giornalista che non si accontenta di notizie scritte a tavolino</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Beato il giornalista che ascolta la coscienza e che non tarpa le ali alla libertà</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Beato il giornalista che denuncia tante cose che non vanno, per rendere la vita migliore</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Beato il giornalista che cerca sempre la verità e mai il compromesso anche quando c’è un prezzo da pagare</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Beato il giornalista che ama la pace e la giustizia e che diventa sale, lievito e luce di comunità</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Beato il giornalista che riesce a raccontare buone notizie che generano amicizia sociale</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Beato il giornalista che è un artigiano della parola ma conosce il valore del silenzio.</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-104722 aligncenter" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8826-300x135.jpeg" alt="" width="300" height="135" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8826-300x135.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8826-1024x460.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8826-768x345.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8826-1536x690.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8826-2048x919.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8826-1920x862.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8826-1170x525.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8826-585x263.jpeg 585w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Ha preso quindi la parola il <span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Presidente Nazionale dell’Ucsi</span><strong style="font-weight: 400;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">,</strong> <strong style="font-weight: 400;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Vincenzo Varagona,</strong> il quale ha annunciato il Congresso Nazionale previsto per il prossimo mese di gennaio a Torino, che segnerà la fine del quadriennio e l’inizio di un nuovo cammino per l’associazione. Egli ha presentato <b style="font-weight: 400;">l’iniziativa delle 5M – More umanità, tempo, fonti, diritti, linguaggi</b> – come evoluzione del tradizionale modello giornalistico delle 5W, per un ritorno al giornalismo che abbia al centro la persona.</p>
<p>“Stiamo recuperando quella campagna delle antenne che nacque cinque anni fa e poi evaporò con il Covid – ha detto. C’è un cambiamento nell’essere e nel vivere la professione. Abbiamo bisogno di capire se questo cammino può essere proseguito nel futuro e ho individuato così cinque colleghi che da fine giugno per i prossimi sei mesi interpelleranno i presidenti regionali e i consigli direttivi con l’assemblea degli iscritti sul ruolo dell’Ucsi nel prossimo futuro. Il Congresso sarà inoltre chiamato anche ad adeguare lo Statuto. Ho chiesto anche di sentire i soggetti esterni all’Ucsi”.</p>
<p><strong style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Lucandrea Massaro</span></strong><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><b style="font-weight: 400;">, </b>giornalista Co Editor di Aleteia Italia<b style="font-weight: 400;"> e Giacomo Mele, </b>Tech giornalista</span><span style="font-weight: 400;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">, hanno quindi approfondito il tema “</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><b>Oltre le 5W. Le 5M</b></span><span style="font-weight: 400;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> per un giornalismo responsabile e al servizio della democrazia”, evidenziando la necessità di superare logiche di performance e mercato. </span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Occorre infatti promuovere un giornalismo che torni al contatto diretto con le persone e i territori, capace di usare linguaggi inclusivi, non polarizzati, e di valorizzare la pluralità dei punti di vista.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Infine, hanno preso la parola <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Rossella Avella,</strong> <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Tesoriera di UCSI Lazio,</strong> che ha illustrato il bilancio dell’associazione e <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Wanda Cherubini</strong>, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Presidente UCSI Viterbo</strong>, che ha riferito sulle attività svolte dall’Ucsi di Viterbo dal 2021 ad oggi ricordando i corsi, quello del 12 aprile 2023, organizzato in collaborazione con l’ufficio comunicazioni sociali della diocesi di Viterbo, dal titolo <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">“La notizia al servizio della verità, </strong>il corso sul tema “<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Intelligenza artificiale e sapienza del cuore per una comunicazione pienamente umana”</strong> del 23 febbraio 2024 e l’ultimo, dello scorso 15 maggio, “<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Giornalisti operatori/testimoni di speranza tra nuove tecnologie e il diritto dovere di informare; </strong>l’Ucsi di Viterbo partecipa inoltre da tre anni alla <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Giornata della stampa</strong> indetta dal Vescovo Orazio Francesco Piazza in occasione della festa di San Francesco di Sales e quella al Giubileo del Mondo della Comunicazione dello scorso mese di gennaio.</span></p>
<p><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Al termine dell’incontro, <span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><b style="font-weight: 400;">don Stefano Cascio, </b><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">parroco</em> nella periferia romana di Torre Spaccata della Chiesa di san Bonaventura da Bagnoregio, vicedirettore <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-104723" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8830-225x300.jpeg" alt="" width="200" height="267" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8830-225x300.jpeg 225w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8830-768x1024.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8830-1152x1536.jpeg 1152w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8830-1170x1560.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8830-585x780.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8830.jpeg 1500w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" />dell’Ufficio comunicazioni sociali della Diocesi di Roma e consulente ecclesiastico Ucsi Lazio</span>, ha accompagnato i giornalisti all’attraversamento della <b>Porta Santa della Basilica di San Giovanni in Laterano</b>, Cattedrale della Diocesi di Roma, la più antica basilica papale della città, centro spirituale e simbolo dell’autorità papale.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">I giornalisti cattolici, anche guardando all’esempio del loro patrono, San Francesco di Sales, abbiano sempre maggiore cura del proprio lavoro, andando in profondità, non si stanchino mai di essere cercatori di verità, scegliendo la prossimità come criterio per comprendere, per capire, per agire, diventando un punto di riferimento, contribuendo in tal modo all’evangelizzazione attraverso l’informazione.</span></p>
<p style="font-weight: 400;">
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		<title>La santità come un profumo nell’aria: Rita da Cascia, Gesù e la riconciliazione</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/05/25/la-santita-come-un-profumo-nellaria-rita-da-cascia-gesu-e-la-riconciliazione/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=la-santita-come-un-profumo-nellaria-rita-da-cascia-gesu-e-la-riconciliazione</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Maccaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 May 2025 13:30:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storie]]></category>
		<category><![CDATA[Santa Rita da Cascia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="960" height="640" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8599.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8599.jpeg 960w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8599-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8599-768x512.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8599-585x390.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8599-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p>
<p>L’Umbria è avvolta di sacro ed ha un grande patrimonio spirituale e culturale, avendo dato i natali a molte figure di santi e di sante che, con le loro storie&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/05/25/la-santita-come-un-profumo-nellaria-rita-da-cascia-gesu-e-la-riconciliazione/">La santità come un profumo nell’aria: Rita da Cascia, Gesù e la riconciliazione</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1"><span class="s1">L’Umbria è avvolta di sacro ed ha un grande patrimonio spirituale e culturale, avendo dato i natali a molte figure di santi e di sante che, con le loro storie e i loro insegnamenti,continuano anche a distanza di secoli ad ispirare i fedeli.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Tra le donne umbre sante, un posto particolare merita </span><span class="s2">Rita da Cascia</span><span class="s1">,</span> <span class="s1">al secolo Margherita Lotti, (Roccaporena, 1381 – Cascia, 22 maggio 1457), una santa cattolica particolarmente venerata, conosciuta per la sua fede, la sua capacità di affrontare le difficoltà con pazienza e coraggio e di saper perdonare, anche quando si tratta di chi le ha arrecato un grave dolore; “l’avvocata delle cause impossibili”, perché viene invocata nelle situazioni più difficili e come protettrice delle famiglie. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Molta parte della vita di Rita da Cascia risulta oscura dal punto di vista della documentazione storica. Tra le pochissime fonti si annovera </span><span class="s2">il </span><span class="s3">Codex miraculorum,</span><span class="s4"> </span><span class="s1">una raccolta ufficiale di miracoli di Rita registrata dai notai su richiesta del Comune di Cascia subito dopo la sua morte. Sappiamo che Rita, prima di abbracciare la vita monastica, è stata moglie e madre. Presso il Santuario di Cascia a lei dedicato è infatti custodita </span><span class="s2">la sua fede nuziale</span><span class="s1">, un anello particolare e molto bello, formato da due mani che si stringono fra loro. Un anello con un grande valore simbolico, che ci ricorda che l’amore autentico richiede fedeltà. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Nella Cascia del 1300, Rita Lotti è una donna sposata e con due figli, </span>Giangiacomo Antonio e Paolo Maria. Prima perde i due anziani genitori, subito dopo il marito, Paolo Mancini, detto anche Paolo di Ferdinando, il quale viene ucciso in un’imboscata, e i suoi figli muoiono presto l’uno dopo l’altro, probabilmente di peste o a causa di qualche altra malattia.</p>
<p class="p1"><span class="s1">Ai figli cercò di nascondere la morte violenta del padre e visse con il timore della loro perdita, perché aveva saputo che gli uccisori del marito erano decisi ad eliminare gli appartenenti al cognome Mancini. Al contempo, i suoi cognati avevano deciso di vendicare l’uccisione del marito e quindi anche i figli sarebbero stati coinvolti nella faida di vendette. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">La leggenda narra che Rita, per sottrarli a questa sorte, abbia pregato Cristo di non permettere che le anime dei suoi figli si perdessero, ma piuttosto di toglierli dal mondo, “Io te li dono. Fa’ di loro secondo la tua volontà”, disse. Un anno dopo i due fratelli si ammalarono e morirono. Dopo la perdita dei figli, Rita sente di avere una missione: proseguire il suo percorso di pace che la porterà prima a farsi suora, poi a diventare santa. Trascorse quarant’anni della sua vita nel Monastero di Santa Maria Maddalena di Cascia, dedicandosi alla preghiera, alla penitenza e al servizio ai bisognosi.</span></p>
<p class="p1"><span class="s2">E’ conosciuta per il miracolo della <b>spina</b>, per aver ricevuto uno stigma della spina della corona di Cristo crocifisso sulla fronte, che la segnò per tutta la vita. Oltre l’anello nuziale e la spina, le <b>rose</b>, il miracolo delle <b>api</b> e la <b>vite</b> sono legati al culto della santa. </span><span class="s1">Alla fine dei suoi giorni, malata e costretta a letto, Rita chiede a una sua cugina venuta in visita da Roccaporena, di portarle due fichi e una rosa dall’orto della casa paterna, che diede alle suore. Da allora, la rosa è diventata il simbolo dell’amore intramontabile di Rita che diffonde il suo profumo ovunque. <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-thumbnail wp-image-103895" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8598-150x150.jpeg" alt="" width="150" height="150" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8598-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8598-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8598-640x640.jpeg 640w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-thumbnail wp-image-103896" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8597-150x150.jpeg" alt="" width="150" height="150" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8597-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8597-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8597-640x640.jpeg 640w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><br />
</span><span class="s2"><br />
</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1"><span class="s2"></p>
<p>La <b>vite</b>.</span><span class="s1"> Si racconta che durante il periodo del noviziato, la Madre Badessa, per provare l’umiltà di sorella Rita, le abbia comandato di piantare e innaffiare un arido legno. Rita obbedisce, e dopo un anno di cura, la vite fiorisce rigogliosa. </span><span class="s2">Le api.</span><span class="s1"> Un miracolo che compì quand’era ancora neonata, ad appena cinque giorni dalla nascita. Alcune api avevano attorniato la culla</span><span class="s2">,</span><span class="s1"> ma invece di pungerla depositarono del miele sulle sue piccole labbra. E, ancora un altro episodio, Rita bambina si trovava in un campo, vide un contadino che mentre falciava il grano si era ferito ad un braccio, attorniata da uno sciame di api, e la ferita guarì. Subito dopo la sua morte, Rita viene venerata come protettrice dalla peste, probabilmente per il fatto che in vita si era dedicata alla cura degli appestati, senza mai contrarre questa malattia. Da qui deriverebbe l’attribuzione di santa dei casi impossibili.</span></p>
<p class="p1"><span class="s2">Ogni anno, nella settimana dal <b>18 al 24 maggio</b>, Cascia si trasforma in un crocevia di fede, cultura e tradizione, accogliendo migliaia di pellegrini e visitatori da ogni parte del mondo. Il programma prevede momenti di preghiera, processioni, riconoscimenti speciali e iniziative culturali che rendono omaggio alla vita e all’eredità di santa Rita.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">“Vincere il male con il bene. Con un bene più grande”, ha commentato nel suo messaggio di apertura la </span><span class="s2">Madre Badessa del Monastero di Santa Rita suor <b>Maria Grazia Cossu</b></span><span class="s1">, soffermandosisull’importanza della pace, appello che unisce Rita a Leone XIV. “In un mondo lacerato dai conflitti – ha sottolineato &#8211; lei ci ricorda che la pace è una scelta quotidiana, fatta di perdono, ascolto e riconciliazione. Ecco perché, ispirati dal Pontefice, sentiamo il bisogno di rilanciare un appello accorato alla pace, soprattutto per l’Ucraina e la Terra Santa. </span></p>
<p class="p1"><span class="s2">Tra gli appuntamenti più attesi, la consegna del Riconoscimento Internazionale “Donne di Rita</span><span class="s1">”</span><span class="s2">, la suggestiva Fiaccola della Pace e del Perdono, e la tradizionale Benedizione delle Rose</span><span class="s1">. La rosa, come spiegano le monache agostiniane di Cascia, “racchiude il senso del messaggio che ci ha tramandato la santa, godere appieno dell’amore e della bellezza di Dio attraverso l’amore e la bellezza della vita, accettando le spine come parte di essa”. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">L’omelia del <b>cardinale Reina</b> è stata un messaggio potente di speranza, perdono e profondità spirituale, che ha toccato i cuori dei fedeli con parole semplici e vere.<img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-103893 size-medium aligncenter" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8601-300x158.jpeg" alt="" width="300" height="158" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8601-300x158.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8601-585x309.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8601.jpeg 676w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></span></p>
<p class="p1"><span class="s4">“Non lasciatevi vincere dal male, ma imparate a vincere il male con il bene… Rita avrebbe potuto vendicare l’assassinio del marito… ha preferito una strada diversa, una strada di Vangelo, ha preferito perdonare.” Ha detto il cardinale <strong>Reina</strong>, che ha sottolineato la </span> <span class="s1">necessità di un rapporto profondo e quotidiano con Dio:</span></p>
<p class="p1"><span class="s4">“Rimanere in Dio per vivere nella gioia… Il segreto di Rita è stato proprio questo, è rimasta in Dio sempre. Nulla ha potuto scostarla da questa roccia eterna.”</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">E’ importante altresì soffermarsi sulla diffusione del culto, che è sempre frutto della tradizione orale e di una combinazione di fattori diversi. Rita, nella modernità, diventa la santa delle donne cittadine: le aiuta a trovare casa, a guarire, a salvare i figli dalla droga, ad affrontare tutte le difficoltà della vita moderna. Anche fuori d’Italia il suo culto è diffuso: a Parigi, nel quartiere della vita notturna di Pigalle, si trova una chiesa a lei dedicata, dove diventa la protettrice delle prostitute. Nel secolo scorso Rita incontra anche raffinati esponenti dell’arte contemporanea; divenne l’ispiratrice di uno degli artisti d’avanguardia più significativi e innovativi, <b>Yves Klein</b>. Il pittore francese, originario di Nizza, conobbe la santa attraverso la zia. L’artista si recò ben due volte a Cascia, e dedicò alla santa tutta la sua opera. Nel convento sono conservati una sua tela blu e un suo ex voto, una scatola in plexiglass che contiene pigmenti rosa, blu e polvere d’oro, nonché una lunga dedica manoscritta.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-103894 size-medium" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8600-225x300.jpeg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8600-225x300.jpeg 225w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8600-585x780.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8600.jpeg 720w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" />Negli stessi anni Sessanta uno scrittore e pittore come <b>Dino Buzzati</b> ha dedicato a Santa Rita, e in particolare ai suoi miracoli, una serie di tavole in bianco e nero, poi riprodotte nel libro “I miracoli di Val Morel”, del 1971. A Giaon sono stati dipinti alcuni murales raffiguranti i miracoli.<br />
Rita, con la sua vita santa, ci insegna a essere nel mondo il buon profumo di Gesù e ad accogliere le prove come dono d’amore a Gesù Crocifisso, per la salvezza del mondo intero.</span></p>
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		<title>Rome Foil Festival. Inaugurata la prima edizione sul lago di Bracciano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Maccaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 May 2025 16:04:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[Rome foil festival]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="464" height="310" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8563.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8563.jpeg 464w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8563-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8563-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 464px) 100vw, 464px" /></p>
<p>Di Francesca Maccaglia   TREVIGNANO ROMANO (RM)- Grande partecipazione alla prima edizione del Rome Foil Festival che si è svolto dal 15 al 18 maggio nella splendida cornice del lago&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;"><strong><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">Di Francesca Maccaglia</span></strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong> </strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">TREVIGNANO ROMANO (RM)- Grande partecipazione alla prima edizione del Rome Foil Festival che si è svolto dal 15 al 18 maggio nella splendida cornice del lago di Bracciano. </span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Un evento patrocinato da Città Metropolitana di Roma Capitale</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">, </span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">oltre che di MASE, Regione Lazio, Roma Capitale, Rete dei Comuni Sostenibili, Parco Regionale Naturale Bracciano Martignano, Federazione Italiana Vela, Aeronautica Militare, Enit, Museo Storico Aeronautica Militare (MUSAM), Sport e Salute S.p.A., Coni Lazio, Unione Stampa Sportiva Italiana, AiPS Europe e tanti altri</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">. </span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Presenti grandi nomi dello sport di livello e politici con competenze specifiche nei settori dello sport, del turismo e dell’ambiente. </span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Una partnership “di lustro” con la campionessa olimpionica Alessandra Sensini e il settore giovanile Foil Academy della Federvela, nella quale l’atleta ricopre l’incarico di direttore tecnico. </span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Momenti di confronto, competizioni sportive e iniziative legate alla promozione del territorio e al rispetto dell’ambiente</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">. In molti si sono raccontati all’Arena Festival: Claudio Barbaro Sottosegretario del MASE, Giorgio Simeoni presidente Commissione Speciale Giubileo 2025 Regione Lazio, Mariano Angelucci consigliere metropolitano di Roma Capitale, i sindaci Claudia Maciucchi di Trevignano Romano, Marco Crocicchi di Bracciano e Angelo Pizzigallo di Anguillara Sabazia, il col. Dario Bovino comandante Aeroporto Vigna di Valle e Centro Sportivo Aeronautica Militare, Cecilia D’Angelo dirigente Coni Area Territoriale e Promozione, Rossana Ciuffetti direttrice Sport Impact di Sport e Salute, Giuseppe D’Amico vice presidente FIV; Sabrina Rossi presidente regionale FICK e componente Giunta Regionale Coni, Emanuela Perilli presidente regionale FISW e componente Giunta Regionale Coni, Luca Galloni membro del Consiglio nazionale Rete Comuni Sostenibili vice sindaco di Trevignano Romano, Dundar Kesapli consigliere Ussi Roma e presidente Associazione Giornalisti del Mediterraneo.<img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-103817 size-medium" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8567-300x203.jpeg" alt="" width="300" height="203" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8567-300x203.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8567-1024x693.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8567-768x520.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8567-1170x792.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8567-585x396.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8567.jpeg 1179w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /> </span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Un progetto nato dall’idea originale del manager sportivo Alessandro Pace, realizzata assieme a Paolo Garlando, esperto di marketing turistico territoriale, entrambi già con lo sguardo rivolto alla prossima edizione.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Tra i protagonisti, la medaglia d’oro vela-Nacra 17 a Tokyo2020 e a Parigi2024, Caterina Marianna Banti, con il tecnico della Nazionale Olimpica italiana Parigi2024 Matteo Nicolucci, i pluricampioni del mondo Primi Avieri, Maria Giubilei e Gianluigi Ugolini, che si sono aggiudicati altresì la Youth America’s Cup, e Maelle Frascari, campionessa mondiale. </span></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Rome Foil Festival e Unione Sportiva Stampa Italiana hanno ideato un format di approfondimento sul tema “Sport, Turismo e Ambiente”. </span></strong><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Tre gli appuntamenti: venerdì 16, sabato 17 e domenica 18 maggio, “La f<strong>ormula che rende magico il territorio”</strong> che ha coinvolto giornalisti di grande esperienza come <strong>Valerio Piccioni</strong>, <strong>Sandro Fioravanti</strong>, <strong>Alfonso Cauteruccio,</strong> <strong>e i premi Ussi, Giulio Guazzini e Germana Brizzolari</strong>; ed ha<strong> dato anche voce a</strong> enti, organismi, politici e intellettuali, coinvolgendo <strong>Rossana Ciuffetti</strong>, <strong>Cecilia D’Angelo</strong>, <strong>Debora Miccio</strong> (Responsabile Direzione Commerciale e Marketing ICSC), <strong>Luca Galloni</strong>, <strong>Álvaro González Gervasio</strong> (Direttore Istituto Uruguayo de Turismo Sustentable), <strong>Ilaria Ciamillo</strong> (Voicebookradio.com), <strong>Dario Bovino</strong>, <strong>Emanuela Perilli</strong> e <strong>Fabio Tancredi </strong>(vice capo Gabinetto MASE). </span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Due </span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Premi Ussi “Lo Sport e chi lo racconta” a Giulio Guazzini, giornalista Rai “volto, voce e atleta di vela nazionale e internazionale”, e a Germana Brizzolari, giornalista Radio Rai 1 “voce amica e competente per chi ama il racconto del mare e degli sport acquatici”. </span></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">I gagliardetti Ussi a Perilli e Tancredi per il sostegno delle nuove iniziative da parte del Coni regionale a tutela delle pari opportunità, e al MASE, per la politica nazionale attenta alla sostenibilità e all’ambiente sugli obiettivi agenda ONU2030</span></strong><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">; gli stessi sono stati consegnati <strong>anche a Ciuffetti di Sport e Salute e D’Angelo del Coni, per il sostegno al territorio e alla progettualità.</strong></span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Una quattro giorni che ha coniugato formazione gratuita ed esperienze per i giovani studenti, regate agonistiche e amatoriali per tutte le età, talk di approfondimento, momenti di gioco e di promozione del territorio e dei prodotti enogastronomici d’eccellenza del luogo. </span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Molto partecipati i giorni dedicati alle scuole e alla formazione su sport e ambiente: più di 700 studenti, di cui circa 400 provenienti dalla capitale.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Appassionante la regata tra le regate, quella della Nastro Azzurro, che fonde sport e tradizione. <strong>Grande successo del network “Il vento che unisce” tre comuni e soffia sul lago di Bracciano tra le vele colorate e le giravolte di foil in acqua e in piena sicurezza, grazie al lavoro della Motovedetta dei Carabinieri, </strong>con il Comandante Francesco Aurelio e tutto il Corpo dell’Arma dei Carabinieri.<img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-103813 size-medium" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8565-300x225.jpeg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8565-300x225.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8565-1024x767.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8565-768x575.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8565-1536x1150.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8565-1920x1438.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8565-1170x876.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8565-585x438.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8565.jpeg 1970w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La chiusura della kermesse con i dovuti riconoscimenti, i<strong>l trofeo “Rome Foil Festival” e la mascotte “Windy” hanno premiato le giovani promesse del territorio, </strong></span><strong><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">per il windsurf, Dario Gratton e Martina Barbaro</span></strong><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">, e, p<strong>er il wind foil, Michele Capitani.</strong> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-thumbnail wp-image-103812" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8564-150x150.jpeg" alt="" width="150" height="150" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8564-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8564-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8564-640x640.jpeg 640w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></span></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La Nastro Azzurro ha premiato quattro categorie</span></strong><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">. Sul gradino più alto del <strong>podio </strong>è salito <strong>Overall Fabrizio Menghetti</strong> (Club Velico Castiglion della Pescaia), seguito da <strong>Francesco Tamanti</strong> <strong>con Filippo Casertano</strong> (Associazione Velica Bracciano), mentre <strong>il bronzo a Fabio Gaeti</strong> (Associazione Velica Bracciano A. Bellelli). Nella <strong>categoria Vaurien, Roberto Tozzi e Alessandro Tamparulo</strong> (Planet Sail Bracciano). Il <strong>Premio Giovani </strong>Partecipanti <strong>a Alexì Così</strong> (Centro Velico 3V) <strong>e Bianca Leal Onofri </strong>(Centro Surf Bracciano). Il <strong>Premio Miglior Equipaggio</strong> – vincitori <strong>a bordo di un ESTE24 a Silvano Mazzantini </strong>(Comitato organizzatore), <strong>Gianmarco Sardi </strong>(navigatore oceanico), <strong>Artem, André, Anais, Dyma</strong> (Associazione Sport Senza Frontiere per le attività inclusive). </span></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Presenti alla premiazione Alessandra Sensini</span></strong><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">, <strong>Giuseppe D’Amico</strong>, <strong>Caterina Marianna Banti</strong>, <strong>Matteo Nicolucci</strong>, <strong>Maelle Frascari</strong>. Il col. <strong>Dario Bovino</strong>, i Primi Avieri, <strong>Maria Giubilei </strong>e <strong>Gianluigi Ugolini,</strong> accompagnati dal tenente <strong>Fabrizio Del Buono</strong>. Infine, Luca Galloni, <strong>Paolo Garlando</strong> e <strong>Alessandro Pace</strong>.</span></p>
<p style="font-weight: 400;">
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